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Spettacolo

Suoni mobili, al via la diciassettesima edizione del Festival Itinerante tra Brianza e Milano

🎡 La grande musica torna a riempire le piazze e le ville storiche lombarde con la XVII edizione di Suoni Mobili. Dalla parata di ottoni a Desio all’emozionante debutto del coro sudafricano Thanda Choir al Castello Sforzesco, un viaggio tra culture e linguaggi artistici.

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#suonimobili #musica #milano #brianza

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parata rusty brass band

Redazione- DesioΒ si prepara ad accogliere l’energia travolgente della musica dal vivo con il ritorno di una delle manifestazioni piΓΉ attese dell’estate lombarda. La diciassettesima edizione di Suoni Mobili, il festival itinerante che unisce territori e culture, scalda i motori per una stagione che si preannuncia densa di appuntamenti. Il progetto, nato sotto l’egida dell’associazione culturale Musicamorfosi e promosso dal Consorzio Brianteo Villa Greppi, non si limita a portare concerti nelle piazze, ma trasforma il tessuto urbano e storico in un palcoscenico a cielo aperto. La rassegna, che si estende per tutta la bella stagione fino a Ferragosto, mantiene immutato il proprio obiettivo originale: abitare i luoghi attraverso l’arte, trasformando ogni serata in un’occasione di scoperta condivisa.

il debutto brianzolo e la danza tra le piazze

Il viaggio musicale inizia mercoledì 17 giugno proprio nel centro di Desio. A partire dalle ore 21, le piazze Conciliazione, Garibaldi e Italia diverranno il cuore pulsante di una parata che fonde generi e tradizioni. Protagonisti della serata saranno i componenti della Rusty Brass, un ensemble di ottoni che fa della versatilità la propria cifra distintiva. La loro proposta spazia dal funk al rock, toccando ritmi balcanici e rivisitazioni di brani classici, senza dimenticare le influenze del folklore messicano e del jazz di New Orleans.

Ad accompagnare questa marcia sonora saranno presenti i performer della compagnia DANCEHAUSpiΓΉ, diretti da Matteo Bittante. La coreografia firmata da Sara Pezzolo mira a tessere un dialogo tra le note e il movimento del corpo, evocando atmosfere che richiamano la multiculturalitΓ  espressa durante le precedenti edizioni dei Giochi olimpici. Non mancheranno inoltre le performance di danza aerea, curate dall’associazione La ClΓ© de l’Art, con due momenti dedicati alle ore 21.30 e 22.30, garantendo uno spettacolo visivo di grande impatto capace di unire il rigore ginnico all’estetica coreutica.

tra ville storiche e il ritorno al Castello Sforzesco

Il cartellone prosegue venerdΓ¬ 19 e sabato 20 giugno con un salto nella raffinatezza di Villa Arconati a Bollate. La dimora, nota come la piccola Versailles lombarda, ospiterΓ  il format dei Notturni. Si tratta di una maratona artistica che impegnerΓ  gli spazi del giardino e delle sale nobili dalle 18.30 fino alle 23. In questa cornice, il pubblico potrΓ  assistere a una serie di performance in cui si intrecciano musica classica e narrazioni, con la presenza dell’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano e del soprano Barbara Massaro. Il programma Γ¨ costruito per essere un’esperienza immersiva, dove personaggi iconici della letteratura e della musica, da Mary Poppins a Wolfgang Amadeus Mozart, prenderanno vita per condurre il pubblico in un percorso di divulgazione culturale non convenzionale.

Il weekend inaugurale trova il suo apice domenica 21 giugno, in occasione della Festa della Musica, presso il Cortile delle Armi del Castello Sforzesco di Milano. Per l’occasione, il festival presenta il debutto italiano del Thanda Choir. La storia di questo gruppo vocale Γ¨ emblematica: nato nel 2023 all’interno dello slum di Khayelitsha, periferia di CittΓ  del Capo, il collettivo Γ¨ diventato in breve tempo un simbolo di riscatto sociale attraverso l’istruzione e la pratica corale. Il nome stesso, che in lingua isiXhosa significa amore, incarna la filosofia di coesione sociale che il progetto promuove per offrire ai giovani un’alternativa concreta alle dinamiche di povertΓ  e criminalitΓ  del contesto di origine.

Il successo internazionale del gruppo Γ¨ stato fulmineo. Dopo aver calcato palcoscenici prestigiosi e collaborato con artisti del calibro di Dave Matthews, il coro ha recentemente ricevuto una candidatura agli Oscar per la partecipazione alla colonna sonora del cortometraggioΒ The last ranger. L’esibizione milanese, a ingresso libero con prenotazione obbligatoria, rappresenta una tappa cardine di una tournΓ©e europea che segna la consacrazione di un progetto in grado di coniugare le radici africane con le sonoritΓ  contemporanee globali. La rassegna continuerΓ  a proporre il proprio calendario ricco di appuntamenti quotidiani, rispettando il claim che accompagna da anni l’impegno di Musicamorfosi: ogni giorno un concerto, ogni concerto un luogo da scoprire.

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Spettacolo

Lago d’Iseo Jazz 2026, sette concerti tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio con i grandi nomi del jazz italiano

🎷 Tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio torna Lago d’Iseo Jazz 2026, con sette concerti gratuiti tra omaggi a Miles Davis e John Coltrane, grandi maestri e nuovi talenti.
Una settimana di musica sul Sebino tra jazz, paesaggio e progetti speciali: leggi l’articolo completo sul nostro sito πŸ‘‡
#LagoDIseoJazz #Jazz #Iseo #MusicaDalVivo

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Lago dIseo Jazz locandina 2026

Redazione-Β  Iseo si prepara ad accogliere una nuova edizione di uno degli appuntamenti piu longevi e riconoscibili del panorama jazzistico nazionale. Dal 19 al 27 giugno torna infatti Lago d’Iseo Jazz – La Casa del Jazz Italiano, che nel 2026 taglia il traguardo della trentaquattresima edizione con un cartellone di sette concerti distribuiti tra Iseo, Predore e Palazzolo sull’Oglio. La rassegna conferma la propria identita: mettere al centro la musica italiana di qualita, accostando figure storiche e giovani protagonisti in ascesa, dentro contesti paesaggistici e architettonici di forte impatto. Tutti gli eventi saranno a ingresso libero, elemento che contribuisce a rafforzare il rapporto del festival con il territorio e con un pubblico ampio.

Anche quest’anno la manifestazione si muove lungo le sponde del Sebino, mantenendo la sede storica di Iseo e quella ormai consolidata di Palazzolo sull’Oglio, ma ampliando ulteriormente il proprio raggio con l’arrivo a Predore, sulla sponda bergamasca del lago, grazie alla collaborazione con l’Accademia Tadini di Lovere. Restano anche il patrocinio di MIDJ, l’associazione dei musicisti italiani di jazz, e la collaborazione con Rai Radio Tre, media partner che dedichera alla rassegna la tradizionale trasmissione antologica. Sul piano organizzativo, accanto a Sviluppo Turistico Lago d’Iseo, entra da quest’anno anche l’associazione culturale Secondo Maggio, attiva da decenni a Milano con la rassegna Atelier Musicale.

tra centenari illustri, nuovi progetti e luoghi simbolo del Sebino

Il programma 2026 si distingue per la varieta delle proposte e per la scelta di valorizzare luoghi molto diversi tra loro: il sagrato della Pieve di Sant’Andrea a Iseo, il Parco delle Tre Ville di Palazzolo sull’Oglio, l’auditorium ricavato nella Chiesa di San Giovanni Battista a Predore e il grande prato-solarium del Sassabanek, ancora a Iseo. In questi spazi si alterneranno concerti preceduti da una guida all’ascolto, formula che da anni accompagna il festival e ne rafforza l’impronta divulgativa.

Ad aprire la rassegna, venerdi 19 giugno, sara il sassofonista Gianni Denitto, protagonista a Iseo con un progetto ispirato al romanzo The Shadow Line di Joseph Conrad. La sua musica costruisce un viaggio simbolico tra giovinezza, trasformazione e consapevolezza, affidato a una formazione di giovani musicisti italiani e a una scrittura che guarda al mainstream contemporaneo. Il giorno successivo, sabato 20 giugno, sempre a Iseo, tocchera a Giovanni Falzone con la sua Freak Machine, trio che porta dentro il jazz elementi punk, funky, rock, elettronici e suggestioni della musica contemporanea colta. Un progetto che unisce improvvisazione aperta e riflessione sul rapporto tra uomo e tecnologia.

Una delle linee piu forti dell’edizione 2026 e il richiamo ai centenari di Miles Davis e John Coltrane, due figure capitali della storia del jazz. Il 25 giugno al Sassabanek di Iseo il trombettista Marco Mariani proporra un tributo al quintetto storico di Miles Davis degli anni Sessanta, rileggendo pagine meno frequentate ma decisive del repertorio davisiano con musicisti legati ai Civici Corsi di Jazz di Milano. Nella stessa serata sara protagonista anche Claudio Angeleri con il progetto From Be to Pops, costruito su celebri canzoni italiane rilette attraverso un linguaggio jazz contemporaneo che attraversa pop, funk, bebop e blues.

da Enrico Intra a Eugenia Canale, il finale unisce generazioni e linguaggi

Il 26 giugno il festival si spostera a Predore, dove all’auditorium civico San Giovanni Battista salira sul palco l’Enrico Intra Group. Dopo aver celebrato i suoi novant’anni proprio nella scorsa edizione del festival, Intra torna come testimonial musicale della rassegna con il progetto IN-TRA In Duo, nato anche da un recente disco pubblicato da Alfamusic. Il concerto mette in dialogo il maestro milanese con giovani talenti del jazz italiano, in una formula che riflette bene una delle cifre del festival: l’incontro tra generazioni diverse, dentro una musica che resta contemporanea, aperta e ricca di spunti improvvisativi.

La chiusura, sabato 27 giugno a Palazzolo sull’Oglio, sara affidata a due concerti nel Parco delle Tre Ville. Il primo vedra protagonista Paolo Birro in piano solo con un omaggio a John Coltrane costruito non sul suono del sassofono, ma sulle composizioni del grande musicista americano. Una scelta originale, che permettera di leggere l’universo coltraniano da una prospettiva diversa, mettendo in evidenza la sua profondita armonica e la ricchezza delle sue diverse fasi creative. Per un progetto di questo tipo serviva un interprete di grande cultura musicale, e Birro, figura molto stimata anche tra i colleghi, appare il nome naturale per affrontare un repertorio tanto complesso.

A seguire salira sul palco il Rebus Quartet della pianista Eugenia Canale, con una rilettura jazzistica di alcune delle arie principali della Turandot di Giacomo Puccini, tra cui Nessun dorma. Il progetto trasporta il melodramma dentro il linguaggio del jazz, attraversando bebop, New Orleans, libera improvvisazione e funky-blues, ma lasciando riconoscibili linea melodica e impianto armonico. Una proposta che conferma la volonta del festival di non ripetersi e di tenere insieme tradizione, contaminazione e ricerca.

Nel complesso, Lago d’Iseo Jazz 2026 presenta un cartellone che tiene insieme grandi nomi, giovani promesse, progetti speciali e forti riferimenti alla storia del jazz, sempre in dialogo con i luoghi che lo ospitano. E proprio questa capacita di legare musica e paesaggio, linguaggi diversi e generazioni lontane, continua a rendere la rassegna una delle esperienze culturali piu riconoscibili dell’estate lombarda.

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Il tempo che trasforma i ricordi: esce Polaroid, il nuovo singolo dei Maldimarte

πŸ“Έ I Maldimarte pubblicano “Polaroid”, un brano che indaga la memoria e il rimpianto tra sonoritΓ  dream rock e atmosfere cinematografiche. Un viaggio visivo e sonoro tra ricordi che cambiano forma.

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#maldimarte #polaroid #nuovamusica #indieitalia

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Redazione- PalermoΒ Γ¨ lo sfondo elettivo di una narrazione sospesa, una cittΓ  che diventa teatro di un’analisi introspettiva profonda. Da venerdΓ¬ 12 giugno 2026, il panorama musicale italiano accoglie “Polaroid”, il nuovo singolo dei Maldimarte, progetto siciliano che si muove con eleganza tra le trame del dream rock e del cantautorato contemporaneo. Pubblicato per Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy, il brano segna un ulteriore tassello nel percorso artistico del gruppo guidato da Vincenzo Genuardi, consolidando un’estetica sonora votata all’analisi della memoria e della percezione.

tra memoria e distorsione emotiva

La canzone affronta un tema complesso: il rapporto dialettico tra il ricordo vissuto e la sua successiva deformazione operata dal tempo e dal senso di colpa. In “Polaroid”, l’ascoltatore viene immerso in una dimensione in cui le certezze del passato iniziano a vacillare. La band esplora il concetto di effetto Mandela, inteso non solo come curiositΓ  sociologica, ma come meccanismo di difesa emotiva. L’idea portante suggerisce che esistano versioni alternative della nostra biografia, vite che proseguono parallele in spazi metafisici generati dalla nostra stessa mente.

Musicalmente, il brano Γ¨ costruito per gradi. La struttura si apre in modo intimo, quasi sussurrato, per poi stratificarsi attraverso un arrangiamento che fonde elementi post-rock e incursioni elettroniche. Il crescendo non Γ¨ mai gratuito: ogni inserimento di distorsione sonora o frammento sintetico rispecchia la frammentazione del ricordo. Come spiegano i componenti della formazione, il pezzo Γ¨ stato concepito con l’obiettivo di osservare un’immagine mentale senza tentare di correggerla, accettando che la musica stessa si consumi, proprio come l’emulsione chimica di una fotografia analogica lasciata troppo a lungo sotto la luce del sole.

il linguaggio visivo: tra animazione e intelligenza artificiale

Accompagna l’uscita del singolo un videoclip di particolare impatto, che gioca sulla commistione tra linguaggi tradizionali e tecnologie emergenti. Attraverso l’uso sapiente di animazioni illustrate e compositing digitale, il video ricostruisce una Palermo rΓ©tro, avvolta in una luce calda, quasi irreale, che richiama i sogni lucidi. Le immagini non cercano la fedeltΓ  storica ai fatti, ma preferiscono aderire alla veritΓ  emotiva.

Le polaroid che scorrono sullo schermo diventano documenti instabili: dettagli che cambiano conformazione da un fotogramma all’altro, finestre che si aprono su scenari impossibili, istanti bloccati che sembrano appartenere a linee temporali differenti. L’integrazione di immagini generate artificialmente, imperfette e volutamente alterate, trasforma il video in un’opera di riflessione sul limite del reale. Non viene svelato nulla in modo didascalico; la narrazione resta volutamente ambigua, lasciando allo spettatore lo spazio necessario per riempire i vuoti lasciati dal rimpianto.

una traiettoria artistica in costante ascesa

I Maldimarte rappresentano oggi una delle realtΓ  piΓΉ mature del circuito indipendente italiano. Nati in Sicilia, hanno saputo costruire negli anni un’identitΓ  sonora che non teme il confronto con palchi prestigiosi. Dal percorso nelle fasi finali di Sanremo Rock e del festival Je So Pazzo, fino alle partecipazioni al Motor Show di Bologna, la band ha collezionato apparizioni di rilievo, tra cui spiccano le cinque ospitate nei programmi di Red Ronnie.

Il successo non Γ¨ arrivato per caso, ma attraverso una produzione costante. Dopo l’EP “Vicini di Caos”, brani come “RespirerΓ²” e “A tutti i costi” hanno superato centinaia di migliaia di ascolti, permettendo al gruppo di essere notato da realtΓ  di primo piano come Apple Music, che ha inserito il singolo “Carosello” nella playlist editoriale “New Music Daily” nel 2025. Con la pubblicazione di “Frange” all’inizio del 2026, la band ha confermato una propensione verso l’innovazione tecnologica, utilizzando l’intelligenza artificiale non come fine, ma come strumento espressivo per potenziare il messaggio delle proprie liriche. Con il ritorno ai live tra Sicilia e Milano, i Maldimarte si candidano a interpretare, con il nuovo singolo, una stagione estiva all’insegna dell’introspezione visionaria.

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Spettacolo

Il nuovo singolo di Lavinia Pizzo si intitola Carezza e parla di legami silenziosi

🎡 La nuova canzone di Lavinia Pizzo Γ¨ un invito a riscoprire la bellezza dei gesti silenziosi e del contatto umano in un mondo sempre piΓΉ frenetico. Un brano intimo che esplora il potere dell’empatia.
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#LaviniaPizzo #Carezza #MusicaItaliana #NuoveUscite

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Redazione-Β  MilanoΒ segna il punto di partenza per l’ultima evoluzione artistica di Lavinia Pizzo, che il prossimo 12 giugno 2026 pubblicherΓ  il suo nuovo singolo, intitolato Carezza. Il brano, distribuito da Up Music e Il Branco Publishing, si inserisce nel panorama della musica d’autore italiana con l’intento di sollevare una riflessione profonda sul valore dell’empatia e della comunicazione non verbale. In un’epoca caratterizzata da un eccesso di rumore mediatico e verbale, la cantautrice sceglie la via della sottrazione, dando voce a quel mondo di sensazioni che si sprigionano nel silenzio tra due persone.

La genesi della canzone possiede una natura intrinsecamente umana. Tutto ha inizio tra le mura di una scuola di musica, dove Lavinia Pizzo lavora quotidianamente a contatto con i giovani. Un suo studente adolescente, colpito da una disabilitΓ  visiva congenita, ha condiviso con lei una melodia rudimentale nata dall’esigenza di descrivere il legame speciale con sua sorella. Questo gesto, cosΓ¬ intimo e puro, ha fatto da scintilla per la scrittura definitiva del pezzo. L’artista ha saputo accogliere quel frammento di vita, rielaborandolo con cura fino a trasformarlo in un’opera compiuta, capace di tradurre in note una forma di linguaggio mediata unicamente dal tatto. Non si tratta solo di una canzone, ma di un esercizio di sensibilitΓ  che pone l’accento sulla bellezza dei micro-gesti, quegli sguardi e quei tocchi che spesso dicono molto piΓΉ di una conversazione articolata.

la forza della comunicazione non verbale

Il messaggio veicolato da Carezza Γ¨ volutamente universale. La scelta di non ancorare il testo a una narrazione troppo specifica permette a ogni ascoltatore di proiettare sul brano il proprio vissuto affettivo. Che si tratti di un amore romantico, di un rapporto fraterno o di un profondo legame di amicizia, il concetto resta cristallino: amare significa riconoscere l’altro attraverso la presenza. La linea melodica, costruita per essere al contempo dolce e ferma, accompagna una voce che non cerca l’esibizione, ma la condivisione. Il brano sembra volersi rivolgere a chiunque necessiti di una pausa, un attimo di tregua dalle frenesie quotidiane, proprio come le immagini scelte per il videoclip ufficiale, che si apre in una giornata grigia e introspettiva, per poi schiudersi verso una luce rivelatrice.

Il percorso di Lavinia Pizzo si distingue per una solida preparazione accademica che si fonde con una naturale propensione alla sperimentazione. Diplomata in Conservatorio con una laurea specialistica di secondo livello, la musicista ha saputo declinare la sua formazione classica all’interno di un linguaggio moderno. La sua carriera non si limita al solo ambito discografico. L’impegno nel mondo del teatro, dove ha integrato il canto con l’espressione mimica e l’uso consapevole della voce recitata, ha contribuito a definire il suo approccio alla composizione. Essere polistrumentista le permette di gestire la materia sonora con una visione d’insieme, muovendosi tra il pianoforte e altri strumenti con la stessa disinvoltura. Per lei, la musica rappresenta un ponte, un mezzo che permette di riscoprire emozioni che la vita frenetica tende a soffocare.

un percorso artistico tra musica e teatro

Oltre all’aspetto puramente tecnico, la missione professionale di Lavinia Pizzo ruota attorno alla creazione di zone di contatto emotivo tra le persone. Vivere di musica, per la cantautrice, significa mettersi in ascolto del mondo per poi restituire in musica la complessitΓ  dei sentimenti vissuti. L’uscita di Carezza il prossimo 12 giugno non rappresenta solo una nuova tappa nella sua discografia, ma un invito a rallentare. La capacitΓ  di connettersi con il pubblico, attraverso messaggi che passano per la profonditΓ  dell’animo, Γ¨ il cuore pulsante di un progetto che guarda al futuro con determinazione e costanza. La rotazione radiofonica e la disponibilitΓ  sulle principali piattaforme di streaming offriranno a un pubblico ampio l’occasione di accostarsi a un brano che, proprio come suggerisce il titolo, ambisce a essere una carezza sonora, un conforto capace di durare ben oltre la fine del brano.

Il brano invita a considerare l’importanza dell’altro, sottolineando che siamo tutti parte di un tessuto collettivo, legati da fili invisibili che solo l’attenzione verso il prossimo puΓ² rendere visibili. Con Carezza, Lavinia Pizzo conferma la sua volontΓ  di essere una narratrice attenta, capace di trasformare il dolore e la gioia in una materia sonora accessibile e, soprattutto, autentica.

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