Redazione- Goriano Valli, frazione del comune di Tione degli Abruzzi incastonata tra i rilievi del Parco Naturale Regionale Sirente Velino, ha vissuto una giornata di straordinaria partecipazione collettiva. L’evento “Ju Sbannmend’” ha trasformato il borgo in un museo a cielo aperto, dove oltre duecento coperte storiche, autentici simboli dell’identità abruzzese, hanno adornato le facciate delle abitazioni. Questa manifestazione, che affonda le sue radici nella solennità del Corpus Domini, ha rinnovato l’antica usanza di esporre i pezzi migliori del corredo nuziale lungo il percorso della processione, creando un legame visivo e tangibile tra la storia familiare e lo spazio pubblico.
L’iniziativa non rappresenta solo un esercizio di memoria, ma un atto di resistenza culturale. La tessitura, arte che per secoli ha scandito il ritmo della transumanza e della vita pastorale in Abruzzo, trova in queste coperte la sua espressione più elevata. Ogni trama intrecciata testimonia la sapienza manuale di generazioni di donne che, con pazienza e dedizione, hanno trasformato la lana in oggetti capaci di sfidare il tempo. La presenza di oltre duecento esemplari ha trasformato il nucleo storico di Goriano Valli in un percorso narrativo dove ogni drappo racconta storie di famiglie, di migrazioni e di un territorio che non vuole rassegnarsi allo spopolamento.
una comunità che si interroga sul futuro
La riuscita dell’evento è frutto della sinergia tra la cooperativa di comunità Cuore delle Valli, il MuDi Museo Diffuso Sirente-Velino e la rete BorghiIN. Il progetto, finanziato nell’ambito del piano di sviluppo del Ministero del Turismo dedicato alla montagna italiana, ha beneficiato del supporto dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USRC) e del Comune di Tione degli Abruzzi. Questa rete di attori ha scelto il borgo aquilano come palcoscenico ideale per discutere di rigenerazione territoriale. La presenza della rete BorghiIN, che ha designato Goriano Valli come centro nevralgico per il prossimo Festival delle Cooperative di Comunità d’Abruzzo, sottolinea il potenziale di questi territori nel diventare laboratori di economia civile.
Maria Grazia Guidone, consigliera delegata della cooperativa Cuore delle Valli e mente creativa dell’iniziativa, descrive il successo della giornata come la dimostrazione di un bisogno profondo di socialità. In un’epoca dominata dall’isolamento individuale, la celebrazione ha riportato al centro il concetto di vicinato. La processione del Corpus Domini, accompagnata dalle note della banda musicale, dal canto solenne del Coro di Fontecchio e dalla storica Congrega di Santa Maria del Ponte, ha trasformato i vicoli in un teatro vivente. Il connubio tra il tappeto di fiori realizzato per il passaggio del sacramento e i colori delle coperte esposte ha regalato ai numerosi visitatori un colpo d’occhio di rara intensità.
il confronto tra passato e presente della tessitura
Il programma della giornata ha offerto anche spunti di riflessione tecnica e storica. Il momento centrale del dibattito, che ha visto sedersi allo stesso tavolo Assunta Perilli, custode delle tecniche di tessitura, Olga Perticara, a capo dell’Arcolaio, e Gaetano Merlino, erede di una dinastia che ha portato il design tessile abruzzese oltre i confini regionali, ha tracciato una rotta per il futuro. L’obiettivo è quello di trasformare la tradizione in un volano economico, rendendo l’artigianato locale una risorsa competitiva sul mercato contemporaneo. A coronamento di questo impegno, Gaetano Merlino ha ricevuto il premio “L’Abruzzese in ogni casa”, un’opera originale dell’artista Callisto di Nardo, pensata come tributo ai colori che hanno segnato la storia economica del centro Abruzzo.
Il tour narrato, guidato dai ritmi della musica popolare dei Vitivinicola, ha permesso ai partecipanti di scoprire segreti e significati legati ai disegni e ai materiali utilizzati nei manufatti tessili. La giornata si è chiusa all’insegna della convivialità, con un pranzo comunitario basato sui sapienti sapori della cucina pastorale. Questo momento di unione ha consolidato il messaggio lanciato durante l’evento: le coperte affacciate alle finestre non sono reliquie del passato, ma icone di una visione proiettata verso il domani. Attraverso la cura del proprio patrimonio materiale, Goriano Valli dimostra che, anche nelle aree interne, è possibile immaginare una nuova stagione di presidio e sviluppo, in cui il legame con la terra e la memoria collettiva diventano le fondamenta per una rinascita consapevole e duratura.