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Cronaca

Tentano di rapinare un’auto ma a bordo ci sono poliziotti: arrestati due uomini nel napoletano

🚨 Hanno speronato un’auto per rapinarla armati di mazza da baseball, ma le vittime erano poliziotti fuori servizio: arrestata una coppia di rapinatori nel napoletano. Dopo indagini serrate, gli inquirenti hanno rintracciato i responsabili nei campi Rom della zona. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Volante polizia

Redazione-  Sant’Antimo, un tranquillo tratto della Strada Statale 268, nota come asse mediano, è stato teatro lo scorso 23 gennaio di una vicenda dal finale del tutto inaspettato per i malviventi. La dinamica, pianificata come una classica rapina di veicoli, si è trasformata in un fallimento totale quando i due soggetti a bordo della vettura presa di mira si sono rivelati essere agenti della Polizia di Stato fuori servizio. La prontezza e l’addestramento delle vittime hanno permesso di sventare il colpo sul nascere, dando il via a una complessa attività investigativa che si è conclusa nelle scorse ore con l’emissione di ordinanze di custodia cautelare.

l’analisi della dinamica criminale

Tutto ha avuto inizio quando i due malviventi, a bordo di una Volkswagen Polo, hanno deciso di affiancare un veicolo in movimento lungo la trafficata arteria stradale. Con una manovra brusca, hanno speronato l’auto prescelta, costringendola a rallentare fino a fermarsi. Senza esitare, i rapinatori sono scesi dall’abitacolo impugnando mazze da baseball, una minaccia chiara e diretta pensata per terrorizzare i conducenti e sottrarre loro il mezzo. Tuttavia, il calcolo criminale ha subito un errore di valutazione letale. I due occupanti dell’auto aggredita hanno reagito immediatamente, rendendo nota la loro qualità di appartenenti alle forze dell’ordine e mettendo in fuga gli aggressori.

L’episodio del 23 gennaio non è stato un evento isolato, ma parte di una sequenza di reati che avevano già destato allarme tra gli automobilisti della zona. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, hanno permesso di collegare il tentato colpo contro gli agenti a un altro episodio analogo, avvenuto pochi istanti prima e sempre in prossimità dello svincolo di Sant’Antimo. Anche in quella precedente occasione, i malviventi avevano tentato di bloccare un automobilista utilizzando la stessa tecnica di speronamento e occupando la carreggiata trasversalmente con la loro vettura, ma il tentativo era fallito grazie alla resistenza opposta dalla vittima.

le indagini e l’esecuzione dell’ordinanza

Il lavoro investigativo svolto dagli inquirenti è stato meticoloso e basato su prove concrete. Dopo aver raccolto le denunce, gli agenti si sono concentrati sull’analisi dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza installati lungo la Strada Statale 268 e nelle aree limitrofe. Il confronto delle immagini, unito al riconoscimento fotografico operato direttamente dalle persone offese, ha consentito di stringere il cerchio attorno agli indagati. Entrambi i soggetti sono risultati domiciliati presso insediamenti nella zona della circumvallazione esterna di Napoli.

Nella giornata di mercoledì 11 giugno, il cerchio si è chiuso definitivamente con l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari. Durante le perquisizioni effettuate contestualmente all’arresto, le forze dell’ordine hanno rinvenuto elementi che confermano la pericolosità dei due uomini: oltre alle mazze da baseball utilizzate per intimidire le vittime, sono stati sequestrati numerosi arnesi atti allo scasso e diversi orologi di lusso, su cui sono in corso ulteriori accertamenti per verificarne la provenienza, che si ipotizza possa essere illecita.

L’intera operazione sottolinea l’importanza del presidio costante sul territorio e della capacità delle forze dell’ordine di rispondere anche quando non sono in servizio attivo. La cattura dei due responsabili segna un passo avanti nel contrasto ai fenomeni predatori che interessano gli snodi stradali dell’hinterland napoletano, dove il controllo del territorio resta una priorità per garantire la sicurezza degli spostamenti quotidiani dei cittadini. L’autorità giudiziaria, nel confermare la custodia cautelare, ha tenuto conto della gravità dei fatti e della spregiudicatezza dimostrata dai due indagati, che non hanno esitato ad aggredire le vittime pur di portare a termine i propri propositi delittuosi.

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Cronaca

Grandinata a San Benedetto del Tronto, danni alla Emilcar per oltre 5 milioni

🚨 DISASTRO MALTEMPO A SAN BENEDETTO: EMILCAR COLPITA DA UN DANNO DA 5 MILIONI DI EUROUna botta tremenda che mette a dura prova una delle più importanti realtà commerciali del Centro Italia. La straordinaria grandinata di martedì ha letteralmente bersagliato i piazzali della concessionaria Emilcar di Emilio Scartozzi, danneggiando circa mille auto tra usato, chilometri zero e mezzi aziendali. Un danno patrimoniale immenso, stimato intorno ai 5 milioni di euro, a fronte di una copertura assicurativa che coprirà solo una minima parte delle perdite a causa di massimali insostenibili. 🚗⛈️Grazie alla solidità del gruppo e al supporto delle filiali di Civitanova Marche, Pescara e Silvi Marina, l’azienda supererà questo momento drammatico. Nel frattempo, l’attività compilerà la richiesta per i ristori economici mentre i sindaci di San Benedetto, Monteprandone e Grottammare chiedono compatti lo stato di calamità naturale al Governo. Per aiutare i cittadini con l’auto distrutta, Start Spa ha istituito i trasporti pubblici urbani completamente gratuiti a San Benedetto fino al 31 luglio. 🇮🇹🚌👇 Quali tutele servono oggi alle imprese per difendersi da questi eventi climatici estremi? Scrivilo nei commenti!#SanBenedetto #MaltempoMarche #Grandinata #Emilcar #EmilioScartozzi #DanniMaltempo #StatoDiCalamità #RivieraDellePalme #StartSpa

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Auto danneggiata dalla grandine

San Benedetto del Tronto – Gli eventi meteorologici estremi legati ai mutamenti climatici non rappresentano più una remota minaccia ambientale, ma si configurano come fattori di rischio macroeconomico immediato per il sistema produttivo e commerciale del Paese. La devastante grandinata che ha colpito la riviera delle Palme nella giornata di martedì ha causato danni incalcolabili al tessuto imprenditoriale locale, concentrandosi con inusitata violenza sul comparto della distribuzione automobilistica. Il caso della Emilcar, storica realtà imprenditoriale guidata da Emilio Scartozzi e accreditata come una delle più solide e strutturate concessionarie del Centro Italia, offre la misura esatta del disastro logistico e finanziario. Le stime provvisorie evidenziano il danneggiamento di circa mille autovetture, per un controvalore patrimoniale complessivo che si attesta intorno ai 5 milioni di euro. Soltanto la solidità patrimoniale del gruppo e una consolidata diversificazione territoriale consentiranno all’azienda di superare una crisi che, per operatori di minori dimensioni, avrebbe significato il fallimento immediato.

La dinamica dello stoccaggio e la vulnerabilità dei mercati estivi

La genesi di un danno economico di tali proporzioni risiede in una precisa congiuntura temporale e logistica che caratterizza il mercato automobilistico nazionale a ridosso della stagione estiva. Il core business della Emilcar si focalizza prevalentemente sul segmento dell’usato di qualità, dei veicoli aziendali a basso chilometraggio e delle vetture a chilometro zero, mezzi che per ragioni operative necessitano di ampi spazi espositivi e di stoccaggio all’aperto. I proiettili di ghiaccio hanno bersagliato i tre grandi hub della concessionaria, a partire dalla superficie di 7mila metri quadrati situata nei pressi della caserma della Polizia Stradale, fino ai due parcheggi adiacenti alla sede principale. Il titolare Emilio Scartozzi ha spiegato come l’eccezionale accumulo di stock fosse legato all’imminente fermo estivo della filiera distributiva tra luglio e agosto, un fattore che spinge gli operatori a massimizzare l’approvvigionamento dei piazzali. Molte delle vetture colpite sono risultate totalmente irrecuperabili sotto il profilo strutturale e destinate alla rottamazione o all’esportazione verso mercati esteri, mentre i modelli nuovi, protetti all’interno degli showroom coperti, sono rimasti fortunatamente indenni.

Il paradosso assicurativo e l’insostenibilità dei premi contro le calamità

La vicenda riapre una complessa riflessione di natura finanziaria in ordine alla sostenibilità delle coperture assicurative per i grandi complessi commerciali esposti al rischio atmosferico. Dinanzi a una perdita stimata in 5 milioni di euro, la Emilcar potrà beneficiare di un risarcimento massimo stimato in soli 300mila euro, a causa dei massimali e delle franchigie previste dalle polizze collettive. Scartozzi ha analizzato con lucidità il paradosso economico che impedisce una tutela totale: l’attivazione di una polizza kasko singola per ognuna delle mille vetture in stock comporterebbe un esborso annuo di circa un milione e mezzo di euro di soli premi assicurativi, una cifra del tutto insostenibile che eroderebbe completamente i margini di profitto dell’impresa. A garantire la continuità aziendale sarà la rete di sicurezza logistica del gruppo, che vanta altre tre concessionarie operative a Civitanova Marche, Pescara e Silvi Marina, quadranti geografici risparmiati dall’ondata di maltempo che concorreranno a sostenere la filiale picena in questa fase di transizione e ripristino delle attività.

Il coordinamento istituzionale per lo stato di calamità e il welfare urbano

La risposta delle istituzioni locali e regionali si sta strutturando attraverso l’attivazione delle procedure d’urgenza volte a mitigare l’impatto del disastro sulle economie domestiche e sulle imprese. La Emilcar, in conformità con le direttive comunali e regionali, avvierà le procedure per l’accesso ai ristori governativi legati alla dichiarazione dello stato di calamità naturale. Il fronte amministrativo si presenta compatto: dopo i sindaci di San Benedetto del Tronto, Nicola Mozzoni, e di Monteprandone, Sergio Loggi, anche la giunta municipale di Grottammare ha formalizzato la richiesta formale per il riconoscimento dello stato di emergenza. In parallelo, per rispondere alle immediate esigenze di mobilità dei cittadini rimasti privi di mezzi privati a causa dei danni della grandine, la società di trasporti pubblici Start Spa ha istituito la totale gratuità del servizio di trasporto urbano su tutte le linee cittadine di San Benedetto del Tronto, un provvedimento di welfare emergenziale attivo fino al 31 luglio 2026 volto a preservare la coesione sociale e la mobilità interna del comprensorio.

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Cronaca

Filo metallico sulla strada a Roccaraso: motociclista ferito al collo

🚨 TRAPPOLA MORTALE A ROCCARASO: CAVO D’ACCIAIO TESO SULLA STRADATragedia sfiorata in località Vallata Heidi, dove un motociclista di 25 anni è rimasto gravemente ferito al collo da un filo metallico teso tra due pali in mezzo alla carreggiata. Un ostacolo invisibile e pericolosissimo, posizionato in uno dei percorsi sterrati più frequentati da escursionisti, ciclisti e sportivi. 🏍️⚠️Il giovane, salvo per miracolo dopo il violento impatto a 50 km/h, ha sporto denuncia ai Carabinieri di Castel di Sangro e ha lanciato un appello sui social per invitare tutti alla massima prudenza e segnalare subito qualsiasi anomalia. Chiunque abbia visto qualcosa o abbia informazioni utili contatti subito le forze dell’ordine. La sicurezza in montagna deve essere una priorità assoluta! 🏔️🛑👇 Cosa ne pensi di questi gravissimi atti di sabotaggio sui sentieri? Dicci la tua nei commenti.#Roccaraso #CastelDiSangro #CronacaAbruzzo #SicurezzaStradale #Enduro #SentieriSicuri #PrudenzaInMontagna

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Motociclisti

Roccaraso – La sicurezza lungo i percorsi montani e sterrati torna bruscamente al centro del dibattito pubblico a seguito di un gravissimo episodio di cronaca che ha sfiorato la tragedia. Un motociclista di 25 anni, Marcello Peluso, ha rischiato la vita a causa di un filo metallico teso artificialmente attraverso la carreggiata, un ostacolo invisibile che ha agito con la pericolosità di una lama ad altezza uomo. L’incidente si è verificato in località Vallata Heidi, un’area naturalistica di primaria importanza per il turismo locale, meta abituale di escursionisti, ciclisti e famiglie durante la stagione estiva e snodo strategico per gli sciatori in inverno, data la sua immediata prossimità agli impianti di risalita del comprensorio sciistico abruzzese. La presenza di simili barriere abusive riapre lo spinoso capitolo relativo ai conflitti d’uso del territorio montano e alla tutela della pubblica incolumità su tracciati considerati ingannevolmente sicuri dagli appassionati di sport outdoor.

La dinamica dell’impatto e il meccanismo della trappola

Secondo i primi rilievi e le ricostruzioni fornite dagli organi inquirenti, il giovane centauro, originario di Napoli ma residente nel vicino comune di Castel di Sangro, stava percorrendo lo sterrato a una velocità stimata di circa 50 chilometri orari. La trappola, strutturata con un cavo di acciaio plastificato ancorato saldamente a due pali di legno posizionati ai margini della via, attraversava trasversalmente l’intera carreggiata. La totale assenza di segnalazioni ottiche o di elementi riflettenti ha reso la barriera completamente invisibile al conducente, la cui attenzione era comprensibilmente concentrata sulle asperità del fondo stradale. L’impatto è stato violento e inevitabile: il cavo ha colpito direttamente la zona della gola del centauro prima che questi potesse accennare a qualsiasi manovra di frenata. La dinamica inerziale ha fatto sì che la motocicletta proseguisse la corsa per diversi metri, mentre il venticinquenne veniva violentemente sbalzato dalla sella, impattando al suolo e riportando ulteriori traumi contusivi agli arti inferiori.

I soccorsi, le indagini e l’appello alla sicurezza collettiva

Fattori puramente fortuiti hanno evitato che la profonda lesione alla gola recidesse i vasi sanguigni principali, scongiurando un esito fatale. Il ferito è stato tempestivamente trasferito presso il pronto soccorso dell’ospedale di Castel di Sangro, dove l’equipe medica ha prestato i primi interventi d’urgenza e stabilizzato il quadro clinico, prima del trasferimento del paziente in Campania per ulteriori accertamenti diagnostici specialistici. Nel frattempo, la vittima, che ricopre la professione di libero professionista, ha formalizzato una denuncia dettagliata presso la Compagnia dei Carabinieri di Castel di Sangro, che ha immediatamente avviato le indagini per identificare i responsabili del posizionamento del cavo metallico. Attraverso una forte campagna di sensibilizzazione sui canali social, Peluso ha voluto lanciare un accorato appello alla comunità dei frequentatori della montagna, esortando alla massima vigilanza e richiedendo la collaborazione di eventuali testimoni per fare piena luce su un atto che presenta evidenti profili di responsabilità penale e mette a repentaglio la vita umana.

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Cronaca

Grave aggressione a Trasacco, quarantunenne accoltellato alla nuca dal fratello al culmine di una lite

🚨 SANGUE IN FAMIGLIA A TRASACCO: LITE TRA FRATELLI DEGENERA IN TRAGEDIA, 41ENNE ACCOLTELLATO ALLA NUCA! 🚑🩸 Notte di puro terrore nella Marsica. Intorno alle 23:00 di ieri, al culmine di un violentissimo alterco domestico, un uomo di 41 anni è stato ferito alla testa con un coltello. Soccorso d’urgenza e trasportato in codice rosso al pronto soccorso di Avezzano, il ferito ha superato la notte h24: gli esami hanno escluso lesioni gravi ed il paziente potrebbe essere dimesso già in mattinata. I Carabinieri di Trasacco hanno avviato le indagini d’autore e, secondo le prime ricostruzioni, il carnefice sarebbe proprio il fratello della vittima. Un dossier di cronaca nera drammatico, scritto con il cuore e con l’anima per il territorio. Tutti i dettagli 👇#trasaccocronaca | #accoltellamentoferito | #carabinierimarsica | #litefratelli | #prontosoccorsoavezzano #violenza-famiglia | #emergenzasanità | #politicalive | #pagineutili

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I soccorsi nella notte ed il trasferimento in codice rosso al pronto soccorso di Avezzano

Trasacco – Ci sono esplosioni di violenza domestica capaci di squarciare improvvisamente la quiete dei nostri borghi, trasformando un banale dissidio familiare in un fatto di sangue drammatico che solo per una fortunata coincidenza di pochi millimetri non si tramuta in una tragedia irreparabile per l’intera comunità. La cittadina fucense di Trasacco è stata teatro di una gravissima aggressione consumatasi intorno alle ore ventitré di ieri sera, quando un uomo di quarantuno anni, identificato con le iniziali C.S.I., è stato ferito con un’arma da taglio alla regione nucale al culmine di un acceso alterco. I testimoni che hanno assistito alla scena hanno allertato immediatamente il numero unico di emergenza centododici, permettendo ai sanitari del centodiciotto di prestare le prime cure sul posto. La gravità della ferita ha imposto il trasferimento d’urgenza all’ospedale civile di Avezzano, dove il paziente è giunto in codice rosso sotto la stretta sorveglianza dei medici del pronto soccorso.

Il ferito è stato sottoposto a una parata di accertamenti diagnostici e radiologici per verificare l’eventuale interessamento dei vasi sanguigni, i cui referti scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Gli esami medici escludono lesioni gravi e le probabili dimissioni entro la mattinata

La bacheca clinica del nosocomio marsicano ha fortunatamente escluso la presenza di lesioni profonde o danni irreversibili alle strutture ossee e nervose della colonna cervicale, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi per preservare la precisione della cronaca nera. I medici hanno provveduto a suturare e medicare la profonda ferita da taglio, disponendo il trattenimento dell’uomo in osservazione breve per completare le ultime analisi di laboratorio previste dai protocolli interni. Qualora il quadro clinico complessivo rimanesse stabile e privo di complicazioni febbrili, il quarantunenne potrà lasciare i reparti ospedalieri per essere dimesso nel corso della mattinata. Questa favorevole evoluzione medica allontana lo spettro del dramma, offrendo risposte veloci ai familiari del ferito.

Le indagini cliniche escludono pericoli imminenti per la vita dell’uomo, proiettando gli aggiornamenti sanitari in tempo reale sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio della Marsica.

Le indagini dei Carabinieri di Trasacco per ricostruire i motivi del violento litigio

Il grave fatto di sangue è ora al centro di una tempestiva attività investigativa avviata dai Carabinieri della stazione di Trasacco, intervenuti sul luogo del ferimento per eseguire i rilievi tecnici necessari e raccogliere le prime testimonianze dei presenti. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, il responsabile dell’accoltellamento risulterebbe essere il fratello della vittima, sul quale si sono concentrate le ricerche dei militari subito dopo lo sviluppo dell’aggressione. Gli inquirenti stanno ascoltando i parenti e i vicini di casa per identificare i motivi scatenanti del litigio, legati probabilmente a vecchi rancori o a questioni economiche mai risolte all’interno del nucleo familiare. Questo delicato episodio di violenza domestica riaccende i rifletteri sulla sicurezza tra le mura di casa, attendendo che l’indagine faccia piena luce sulla dinamica per definire le responsabilità penali di un gesto che ha rischiato di trasformarsi in omicidio.

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