Rimani in contatto con noi
#

Lifestyle

Il disagio giovanile: una generazione che ha subito il furto della felicità, il nuovo saggio di Raffaele Bruno

📱 I giovani di oggi sono prigionieri di un mondo digitale che li isola invece di unirli. Raffaele Bruno scava nelle cause profonde di questo malessere, chiamando genitori e istituzioni a una netta assunzione di responsabilità.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#disaggiogiovanile #RaffaeleBruno #cultura #società

Pubblicato

a

WhatsApp Image 2026 06 12 at 07.53.40

Redazione  – Il panorama sociale contemporaneo si arricchisce di un documento di analisi lucido e privo di filtri con la pubblicazione dell’ottavo libro di Raffaele Bruno, dal titolo emblematico: Il disagio giovanile: una generazione che ha subito il furto della felicità. Edito da Controcorrente e impreziosito dall’introduzione di Gennaro Sangiuliano, il saggio si propone come una disamina profonda dedicata a una fascia di popolazione che, troppo spesso, viene etichettata con superficialità senza comprendere le radici strutturali delle proprie sofferenze. Bruno, noto anche come leader nazionale del Movimento Idea Sociale, sceglie di non porre al centro del dibattito la presunta fragilità dei ragazzi, quanto piuttosto le storture di un sistema che ha trasformato l’esistenza delle nuove generazioni in un ambiente ostile e frammentato.

le radici di una solitudine collettiva e digitale

Il fulcro del volume è rappresentato da una riflessione sulla trasformazione radicale dei rapporti umani nell’epoca dell’iper-digitalizzazione. L’immagine di copertina, che ritrae tre giovani seduti su una panchina, ognuno isolato nel proprio smartphone, non è una semplice fotografia, ma una metafora potente della solitudine collettiva. Raffaele Bruno sostiene che i giovani non siano affetti da un disagio intrinseco, ma siano le vittime silenziose di un mondo costruito su misura per gli algoritmi, che sacrifica il contatto fisico e la condivisione reale in favore di una connessione virtuale perennemente insoddisfacente.

In questo quadro critico, l’autore analizza fenomeni drammatici che sono diventati purtroppo parte integrante del quotidiano: l’autolesionismo, l’aumento allarmante dei tassi di suicidio tra gli adolescenti e la diffusione capillare del gioco d’azzardo, spesso accessibile con un semplice click. La tesi proposta è che tali comportamenti rappresentino una valvola di sfogo per una pressione esistenziale insopportabile, alimentata da una cultura della performance che non concede tregua né margine di errore.

la chiamata all’azione per le istituzioni e il mondo adulto

La tesi centrale di Bruno si sposta rapidamente sulla responsabilità delle agenzie educative. Il libro si trasforma in un atto di accusa contro la delega costante che la famiglia, la scuola e le istituzioni hanno operato negli ultimi decenni. L’autore sostiene che l’educazione sentimentale e affettiva non possa essere appaltata a entità astratte, ai social media o a figure professionali esterne, ma debba tornare al centro della missione genitoriale e comunitaria. La perdita del senso di comunità è, secondo il saggio, la causa primaria che ha privato i ragazzi di quel tessuto connettivo necessario a costruire una identità salda e consapevole.

Non è un libro che cerca di compiacere il lettore con facili soluzioni, ma una denuncia che invita a una sollevazione etica. Bruno chiede a gran voce un ritorno alla centralità del confronto umano, del dialogo intergenerazionale e dell’impegno sociale attivo. La sfida lanciata alle istituzioni è netta: occorre smettere di guardare ai giovani come a un problema da contenere o da curare farmacologicamente e iniziare a considerare il mondo adulto come il principale responsabile del furto di felicità avvenuto ai loro danni.

Con questa nuova opera, Raffaele Bruno consolida il suo percorso di saggista e osservatore delle dinamiche politiche e culturali italiane. La sua scrittura, che unisce lo stile giornalistico alla riflessione sociologica, si rivolge non solo agli addetti ai lavori, ma a ogni genitore, educatore o semplice cittadino che sente l’urgenza di invertire la rotta. Il libro è già disponibile per quanti desiderano confrontarsi con una narrazione che mette in luce le ombre del presente per poter, forse, intravedere una via d’uscita collettiva. Per chiunque fosse interessato ad approfondire le tematiche trattate, richiedere copie o organizzare presentazioni dibattito, è possibile mettersi in contatto diretto con l’autore al numero 330995465.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lifestyle

L’ispettore Nick Dixon torna in libreria con una nuova sfida tra passato e presente

🔍 L’ispettore Nick Dixon è tornato per affrontare un killer che credeva ormai dimenticato. Un enigma criminale che scava a fondo tra i crimini irrisolti di Manchester e il mistero di una moneta insanguinata.
Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#DamienBoyd #NickDixon #Thriller #IndomitusPublishing

Pubblicato

a

Boyd UnaMonetaPerUnaVita CV FT

Redazione-  Il panorama del thriller internazionale si arricchisce di un nuovo tassello con l’uscita di “Una moneta per una vita”, il settimo capitolo della celebre saga dell’ispettore Nick Dixon, firmato dall’autore britannico Damien Boyd. Pubblicato da Indomitus Publishing, il romanzo segna un momento di maturazione per il protagonista, figura che ha saputo conquistare oltre tre milioni di lettori in tutto il mondo, consolidandosi come un punto di riferimento per gli amanti del poliziesco procedurale. In Italia, la serie ha già superato le 40 mila copie vendute, confermando un legame solido tra il pubblico nostrano e lo stile asciutto e rigoroso dello scrittore inglese.

il ritorno di un incubo dal passato

La narrazione si apre con una scena cruenta sulle rive del fiume Parrett, nel Somerset. Un uomo viene ritrovato senza vita, ammanettato al volante del proprio furgone, abbandonato al destino dell’alta marea che ne decreta la fine. Il dettaglio che gela il sangue degli inquirenti non è solo la brutalità dell’esecuzione, ma la firma impressa sul corpo della vittima: un foro netto, preciso, del diametro esatto di una moneta da 50 pence, praticato sulla fronte.

Per l’ispettore Nick Dixon, questo particolare non è affatto casuale. Il modus operandi riporta a galla ricordi sepolti, legati a una scia di sangue che aveva terrorizzato Manchester durante gli anni novanta, nel pieno delle feroci guerre tra bande che devastavano le strade inglesi. Il timore che il killer sia tornato a colpire dopo decenni di silenzio sposta l’asse dell’indagine verso la Squadra Investigativa Speciale. Dixon, affiancato da un nuovo partner, è costretto a immergersi in un labirinto di corruzione, abusi sistematici e verità scomode che potrebbero minare le fondamenta della sua stessa carriera. Con gli omicidi che continuano a susseguirsi sia nel Somerset che in contesti urbani complessi, il protagonista si trova di fronte a una corsa contro il tempo, consapevole che ogni sua mossa potrebbe essere l’ultima.

il rigore tecnico dell’ex avvocato

La penna di Damien Boyd si distingue nel panorama letterario per la sua aderenza alla realtà. Grazie a un passato professionale vissuto nelle aule di tribunale e all’interno del Crown Prosecution Service, l’autore infonde nei propri testi una conoscenza minuziosa delle procedure investigative e legali. Questo approccio trasforma il libro in qualcosa di più di una semplice trama d’intrattenimento: è uno sguardo lucido sui meccanismi del sistema giudiziario britannico, filtrato attraverso la lente della finzione narrativa.

L’editore Davide Radice ha sottolineato come la forza di questa serie risieda nell’equilibrio costante tra la componente tecnica dell’indagine e l’evoluzione psicologica dei personaggi. Nick Dixon, in questo settimo volume, appare più complesso e umano che mai. Il suo legame con Jane Winter, compagna di vita e sodale, subisce una naturale evoluzione, rendendo il detective una figura tridimensionale capace di generare una profonda empatia nel lettore. La forza di “Una moneta per una vita” sta proprio in questa capacità di unire il ritmo serrato del moderno thriller ad atmosfere cupe e credibili, dove le ambientazioni – dalle distese fangose dove regna l’alta marea fino alle periferie degradate della Manchester del passato – diventano protagoniste silenziose del racconto.

Il romanzo rappresenta una lettura obbligata per chi ricerca complessità narrativa e per chi ha saputo apprezzare la coerenza stilistica mantenuta da Boyd lungo l’intero arco della saga. Senza cedere a facili sensazionalismi, l’autore riesce a mantenere alta la tensione, portando il lettore a interrogarsi sulla natura del male e sulla persistenza di ferite che il tempo non riesce a rimarginare. La posta in gioco, in questo capitolo, si eleva: non è più soltanto una questione di giustizia, ma la necessità di far luce su segreti che rischiano di travolgere chiunque provi a scovarli. Con questa uscita, Damien Boyd ribadisce la propria posizione tra le voci più autorevoli del genere, offrendo una storia che non concede tregua fino all’ultima pagina.

Continua a Leggere

Lifestyle

AQUARIA: apre a Venezia un nuovo hub per l’arte contemporanea. Focus su identità, memoria, resistenza nella realtà globale

Il 3 luglio 2026 inaugura in Calle del Tentor una galleria ibrida che unisce esposizioni, eventi e dibattito culturale

Apre i battenti a Venezia AQUARIA, nuova galleria d’arte contemporanea e hub culturale con sede a Calle del Tentor 1841, nel cuore della città lagunare. Lo spazio inaugura il 3 luglio 2026 con un doppio programma espositivo che resterà aperto fino al 15 gennaio 2027

Pubblicato

a

Immagine 1 992 x 1023

Redazione-  AQUARIA nasce con una vocazione precisa: essere un laboratorio di incontro e dibattito per la città, capace di promuovere esperienze culturali che aiutino a leggere, attraverso l’arte, una contemporaneità sempre più complessa. Con un formato ibrido – galleria espositiva e programma di eventi tra lo spazio in sede e location off-site – si propone come presenza stabile nel tessuto urbano veneziano, aperta al tempo stesso a collaborazioni con realtà esterne e a un dialogo costante tra Venezia e contesti extraurbani.

La linea curatoriale è trasversale e interdisciplinare: AQUARIA cerca artisti che indagano identità, memoria e resilienza, con la consapevolezza che le fragilità di Venezia (il turismo di massa, lo spopolamento, la perdita di identità culturale) non sono un caso isolato, ma rispecchiano problematiche strutturali sempre più diffuse a scala globale.

Il programma inaugurale

L’apertura si articola in due mostre concepite come un dittico concettuale.

Collezione Privata – Vittorio Marella (3 luglio 2026 – 15 gennaio 2027) presenta una selezione di opere del giovane artista veneziano, tra le voci più interessanti della scena italiana emergente. Marella indaga il rapporto tra essere umano e ambiente attraverso un ‘realismo magico’ di forte intensità emotiva e precisione tecnica, con opere che sospendono attimi quotidiani tra realtà e sogno. Tra i lavori esposti, il dipinto inedito L’appuntamento (2026) e Under the Weight of a Heavy Sun, 1 (2025), già presentato al MART di Rovereto.

Immagine 1 992 x 1023
[Under the weight of a heavy sun 1, 255x265cm, Tecnica mista su tela (2025) -Vittorio Marella]

word image 7969 2

Verso il mondo nuovo 600×350 cm. Colori a olio su tela (2024)

Biblioteca dei Morti – Capitolo I & II (3 luglio – 15 ottobre 2026) è il progetto inedito del Collettivo Difonico La Momon (responsabile tecnico Malcom Maso). Attraverso un ciclo di stampe serigrafiche su affresco e su carta, il collettivo mette a confronto due comunità apparentemente distanti – i Veneziani e i Konyak del Nagaland (India nord-orientale) – accomunate dalla progressiva perdita di identità culturale e territoriale. Le figure emergono da superfici scure grazie a pigmenti minerali riflettenti, in un’estetica che rielabora la tradizione dell’icona religiosa elevando individui anonimi a simboli di memoria collettiva.

word image 7969 3

INFORMAZIONI PRATICHE

Spazio: AQUARIA – Calle del Tentor 1841, 30135 Venezia (VE)

Apertura: 3 luglio 2026

Prima Mostra: Collezione Privata – Vittorio Marella, 3 luglio 2026 – 15 gennaio 2027

Seconda Mostra: Biblioteca dei Morti – Capitolo I & II, 3 luglio – 15 ottobre 2026

Continua a Leggere

Lifestyle

Un repertorio di scene, la nuova raccolta poetica di Luigi Colagreco esplora la memoria

📖 Luigi Colagreco torna in libreria con una raccolta che indaga la memoria e il presente. Scopri il viaggio poetico di “Un repertorio di scene” attraverso le prossime tappe letterarie sul territorio abruzzese.
Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#LuigiColagreco #PoesiaContemporanea #Editoria #CulturaAbruzzo

Pubblicato

a

FOTO DI @VIRGINIAMARRONE copia

Redazione- Atessa diventa il fulcro di un importante appuntamento letterario che segna il debutto editoriale di una delle voci più interessanti del panorama poetico italiano attuale. Il volume Un repertorio di scene, pubblicato dalla prestigiosa casa editrice La Vita Felice nel 2026, si propone come un viaggio articolato tra i meandri del ricordo e la solidità del presente. L’opera, che si avvale di una prefazione curata dal noto poeta e scrittore Jean Portante, non è solo una raccolta di testi, ma una riflessione profonda sulla necessità della parola di colmare le assenze che definiscono l’esistenza umana.

L’idea cardine del libro ruota attorno al concetto di “scena” intesa come spazio fisico e mentale in cui la memoria sceglie di riemergere. Attraverso una tessitura linguistica che intreccia accuratamente l’esperienza autobiografica, la percezione sensoriale e una spiccata propensione per l’immaginazione, Colagreco costruisce un apparato di immagini che tentano di fissare ciò che, pur non essendo più visibile, continua strenuamente ad abitare il quotidiano. Non si tratta di una nostalgia statica, ma di una tensione dinamica verso ciò che, come scrive Portante nelle pagine introduttive, “ha sete di essere qui, ma manca incessantemente”. La capacità dell’autore di mescolare l’intimo con il dato circostante conferisce al volume una cifra stilistica riconoscibile, capace di trascendere i confini geografici.

un respiro internazionale per la poesia di Colagreco

La risonanza di Un repertorio di scene ha varcato i confini nazionali ancor prima della sua uscita ufficiale nelle librerie. L’interesse accademico e letterario suscitato dai testi di Colagreco ha portato a una serie di traduzioni che ne confermano il valore universale. Già nell’aprile del 2026, una selezione dei componimenti è apparsa sulla rivista specialistica Ærea. Revista Hispanoamericana de Poesía, tradotta a cura di Dafne Malvasi. Un riconoscimento ulteriore è giunto dalla Francia, grazie al lavoro svolto da Jean Portante, che ha curato la traduzione di alcuni brani per il numero 43 di La Traductière. Questa rivista, strettamente connessa al prestigioso Marché de la Poésie di Parigi, ha permesso alla poetica di Colagreco di inserirsi in un dialogo critico globale, ponendo le basi per una circolazione ampia e diversificata del pensiero dell’autore abruzzese.

Luigi Colagreco, artista poliedrico – poeta, musicista e operatore culturale di rilievo –, porta in questa opera tutto il bagaglio formativo maturato in anni di ricerca. Laureato a Pisa e con una solida preparazione accademica che spazia fino al dottorato di ricerca in co-tutela internazionale tra il Brasile e l’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, l’autore dimostra come la poesia non sia un esercizio isolato, ma una pratica dialogica. Il suo impegno costante, testimoniato dalla direzione del festival ChietiPoesia e dalla guida del concorso nazionale Sinestetica, trova in questa raccolta il punto di sintesi tra la gestione dell’evento culturale e la creazione letteraria pura.

il calendario degli incontri tra Atessa, bomba e Francavilla al Mare

Il lancio dell’opera è accompagnato da un denso calendario di presentazioni che coinvolge diverse realtà del tessuto culturale abruzzese. Il primo appuntamento è fissato per domenica 14 giugno alle ore 18:00 presso il Museo Sassu di Atessa. L’evento, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con Museate e il festival Libri a Corte, sarà moderato dalla poetessa Danila Di Croce. La peculiarità di questo incontro risiede nel connubio tra le arti visive del museo e la parola poetica, creando un ponte ideale tra le diverse espressioni del territorio.

Seguirà, martedì 16 giugno, un momento di confronto presso la Biblioteca Comunale di Bomba, dove il tema della poesia contemporanea sarà declinato attraverso il dialogo tra lo stesso Colagreco e Jean Portante. Partendo dalle rispettive opere — Un repertorio di scene e La pantera profumata. Variazioni Nimrod — gli autori analizzeranno le prospettive future della scrittura in versi, sotto la guida moderatrice di Claudio Caniglia. Infine, il ciclo di presentazioni si chiuderà venerdì 19 giugno a Francavilla al Mare, presso la Boutique Diana, all’interno del cartellone del festival Macondo. Sarà ancora una volta Danila Di Croce a guidare il pubblico alla scoperta di queste scene, in un contesto, quello del festival delle narrazioni, che si conferma come incubatore di eccellenze letterarie. La serie di incontri non rappresenta soltanto una vetrina promozionale, ma un’occasione per riflettere collettivamente su come la poesia possa ancora fungere da strumento di indagine profonda sulla realtà.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza