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La guerra è un assurdo: il riconoscimento letterario per Beniamino Cardines al premio Luigi Lucignano

🕊️ Lo scrittore pescarese Beniamino Cardines porta l’Abruzzo sul podio del Premio Nazionale di Poesia Luigi Lucignano con un’opera che condanna l’assurdità della guerra. Un riconoscimento importante per la qualità letteraria italiana.

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Redazione-  La cultura abruzzese ottiene un prestigioso riconoscimento nazionale grazie alla sensibilità poetica di Beniamino Cardines. Lo scrittore pescarese, già noto al panorama letterario per la sua candidatura ad Autore del decennio 2016-2026, ha ricevuto una Menzione di Merito durante la prima edizione del Premio Nazionale di Poesia Luigi Lucignano. L’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 150 sillogi poetiche provenienti da ogni angolo della penisola, si è distinto per l’elevato rigore critico della giuria, presieduta da Lino Vairetti, storico frontman della band Osanna.

Il riconoscimento è stato assegnato a Cardines per una composizione che affronta il tema drammatico e sempre attuale dei conflitti armati. Attraverso una poetica asciutta e diretta, l’autore ha saputo trasmettere il senso di smarrimento collettivo di fronte alla violenza bellica, definendo il conflitto come una contraddizione insostenibile dell’esistenza umana.

la responsabilità della parola nell’epoca contemporanea

Per Beniamino Cardines, il lavoro di scrittura non rappresenta soltanto una forma di espressione estetica, ma un esercizio costante di osservazione critica verso le dinamiche sociali contemporanee. In un periodo storico segnato da incertezze, il ruolo dell’intellettuale si trasforma in un impegno etico. “Scrivere diventa sempre più una responsabilità, uno sguardo critico sulla società, e allo stesso tempo un gesto creativo orientato verso la ricerca di verità”, ha dichiarato lo scrittore in merito al riconoscimento ottenuto.

La sua poetica mira a scardinare l’indifferenza, cercando un impatto empatico e immediato sul lettore. Cardines lavora sui contrasti: dal dramma al registro comico, fino al racconto dell’assurdo che governa le relazioni tra individui e nazioni. Le sue parole, dense di significato, chiedono di essere lette con urgenza, portando chi le accoglie a riflettere su come l’assurdità della guerra sia diventata, nelle cronache moderne, una costante che ferisce il tessuto sociale.

il prestigio del premio e la cerimonia a Caivano

La serata conclusiva della prima edizione del Premio si è svolta domenica 7 giugno presso il Teatro Burlesque di Caivano, in provincia di Napoli. La scelta della location non è casuale: Caivano è la sede storica della LFA Publisher, casa editrice che si distingue nel panorama nazionale per la sua politica rigorosa NoEap, ovvero la totale assenza di editoria a pagamento, a tutela della libertà creativa degli scrittori.

L’evento ha celebrato il decennale di attività della casa editrice, trasformandosi in una manifestazione di rilievo culturale per tutto il territorio campano. Durante il gala, presentato da Daniela Merola con il contributo musicale del Maestro Vincenzo Tagliaferri e la regia di Fede Lucignano, sono stati consegnati premi speciali a illustri esponenti del giornalismo e della cultura, tra cui lo scrittore Maurizio de Giovanni, il giornalista della TGR Rai Claudio Ciccarone, il musicista Lino Vairetti e le autorità locali, come l’ex sindaco Enzo Falco e l’attuale primo cittadino Antonio Angelino.

Il concorso poetico ha visto il podio occupato da Franco Epico, primo classificato con la silloge “Dimmi si è cosa”, seguito da Veronica Scano e Vincenzo Tagliaferri, confermando l’alta qualità dei partecipanti. Il premio per l’Autore dei primi 10 anni della LFA Publisher è andato invece ad Antonio Foti, autore vercellese. La partecipazione di Cardines ha aggiunto un tassello importante alla rappresentanza letteraria abruzzese in contesti che promuovono la qualità letteraria autentica.

Questo successo testimonia come, nonostante la frammentazione del mercato editoriale, esistano spazi vitali dove la voce degli autori riesce a farsi sentire, portando alla luce riflessioni che superano i confini regionali. La menzione ricevuta da Cardines non premia solo il talento individuale, ma riconosce la necessità di una letteratura che ponga al centro la riflessione profonda sui grandi dilemmi del presente, rifiutando la retorica e abbracciando la complessità della condizione umana. La poetica del pescarese, dunque, continua il suo percorso di affermazione, segnando un punto fermo nel dibattito culturale che vede la scrittura come baluardo contro l’indifferenza.

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Il Concerto per violino n. 7 di Alexey Shor trova la sua voce a Roma

Il compositore di origine ucraina Alexey Shor ha portato il suo ampio e coinvolgente Concertoper violino n. 7 all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, dove la musica ha risuonato

nelle sale dell’Auditorium Parco della Musica

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Redazione-  Il compositore di origine ucraina Alexey Shor ha portato il suo ampio e coinvolgente Concertoper violino n. 7 all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, dove la musica ha risuonato

nelle sale dell’Auditorium Parco della Musica durante una serie di esibizioni all’inizio di maggio.Ricco di emozione cinematografica, il concerto si è dispiegato in una delle capitali culturali più

affascinanti al mondo — una città che, secondo Shor, continua a ispirarlo profondamente:«Roma è la più grande testimonianza del desiderio umano di creare e realizzare.»

Il programma intrecciava il Concerto per violino n. 7 di Alexey Shor con opere di Gustav Mahler, accostando una composizione contemporanea ed un repertorio classico nelle esibizioni romane. A interpretare il concerto è stato il celebre violinista Gil Shaham, diretto da Daniel Harding. «Mi sento davvero fortunato ad avere tali artisti suonare la mia musica», ha raccontato Shor. «Gil è un violinista straordinario. Forse uno dei migliori da sempre. Qualunque cosa suoni, riesce sempre a trovare un legame personale con la musica. Se ascolti il suo modo di suonare, tutto sembra naturale, tutto è profondamente connesso», ha spiegato. «E Daniel è un grande

direttore. È la prima volta che lo vedo dirigere dal vivo. È molto chiaro ed espressivo. Era anche

la prima volta che dirigeva questo pezzo e non potrei esserne più soddisfatto di questa sua

interpretazione.»

La celebre Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha aggiunto ulteriore profondità all’esecuzione grazie a un suono raffinato e luminoso, dando piena vita alle melodie di Shor. «Il

suono era estremamente pulito. L’orchestra ha saputo mettere in risalto tutte le melodie nei momenti giusti. È davvero una grande orchestra», ha detto con entusiasmo.

Anche Roma, del resto, è entrata nelle composizioni di Shor. Nel suo Travel Notebook, il brano “Addio” è stato ispirato proprio dalla Città Eterna e dal suo spirito senza tempo.

«Se ascolti il brano, non è affatto triste. Per esempio, avevo scritto un pezzo associato a Venezia — e quello per me è molto triste, perché trasmette la sensazione di una città che lentamente si sgretola e muore davanti ai tuoi occhi», ha spiegato Shor. «Con Roma invece hai la sensazione che sarà sempre qui.»

Quel senso di permanenza sembrava riecheggiare anche nella sala da concerto, dove il pubblico ha risposto con applausi calorosi durante le esibizioni di maggio. Per Shor, il rapporto con il pubblico resta una parte essenziale dell’esperienza compositiva.

«È stato molto gratificante», ha detto Shor, parlando dell’accoglienza ricevuta. «La musica è scritta per essere apprezzata dal pubblico. Per questo la reazione delle persone è sempre nei miei pensieri», ha aggiunto.

Se l’architettura antica di Roma, la sua eredità artistica e il talento musicale continuano a ispirare il compositore, questa visita aveva anche un significato più personale. Pur avendo Shor visitato la capitale italiana molte volte in passato, questo viaggio ha segnato la prima occasione in cui Egli ha goduto la città insieme ai suoi figli, riscoprendo strade e luoghi familiari con occhi nuovi. «È bellissimo vedere loro scoprire per la prima volta cose che io amo da sempre», ha raccontato. «Roma è davvero speciale.»

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Civiltà romana verso Romerlager Mainzweiler 2026, l’associazione italiana parteciperà con nove rievocatori all’evento di ricostruzione storica

🏛️ L’APS Civiltà romana parteciperà a Romerlager Mainzweiler 2026 con nove rievocatori e un ricco equipaggiamento storico, portando l’esperienza italiana della ricostruzione romana in un evento internazionale.
Un appuntamento che unisce logistica, passione e divulgazione storica oltre i confini nazionali: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#CiviltàRomana #RievocazioneStorica #RomaAntica #EventiStorici

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Redazione-  Roma si prepara a essere rappresentata anche oltre i confini nazionali attraverso il lavoro delle associazioni impegnate nella rievocazione storica. Tra queste c’è l’APS Civiltà romana, che ha confermato la propria partecipazione all’evento Romerlager Mainzweiler, in programma il 13 giugno 2026, appuntamento che si inserisce nel circuito europeo dedicato alla ricostruzione del mondo antico e, in particolare, della presenza militare romana. L’iniziativa viene presentata dall’associazione come un momento importante di collaborazione internazionale tra gruppi che condividono la stessa attenzione per la ricostruzione storica, per la divulgazione e per la cura dei dettagli legati alla vita militare dell’età romana.

La partecipazione italiana assume un rilievo particolare proprio per il valore culturale di questi eventi, che negli ultimi anni hanno consolidato una rete tra associazioni, studiosi e appassionati in diversi Paesi europei. Le manifestazioni di living history dedicate a Roma antica non sono soltanto occasioni spettacolari per il pubblico, ma rappresentano anche spazi di confronto su fonti, equipaggiamenti, tecniche di allestimento e modalità di restituzione storica. In questo quadro, la presenza di APS Civiltà romana a Mainzweiler rafforza il contributo italiano in un ambito che unisce ricerca, passione e attività associativa.

nove rievocatori in partenza dall’Italia con equipaggiamento storico completo

Per l’evento del 13 giugno, l’associazione ha comunicato che il trasferimento avverrà dall’Italia con un van da nove posti, a bordo del quale viaggeranno altrettanti soci in abbigliamento e assetto da rievocazione militare. I partecipanti indicati sono Piero Carpentieri, Fabio Gerbasi, Andrea Getuli, Mario Iosa, Alberto Leonardi, Enio Piccinini, Massimo Piroli, Luigi Pisegna e Antonio Ragaglini. La composizione del gruppo lascia intendere una partecipazione organizzata in modo unitario, con una presenza compatta utile a ricostruire in maniera coerente il reparto storico rappresentato.

Accanto all’abbigliamento storico ordinario, ogni socio porterà con sé anche materiali descritti come appartenenti alla categoria delle armi ludiche storiche, cioè strumenti destinati alla rievocazione e non all’uso offensivo reale. L’elenco dell’equipaggiamento comprende nove gladi con fodero, nove pugi, nove armature nelle diverse tipologie di lorica hamata, segmentata e squamata, nove paia di calighe, nove elmi, oltre a un vessillo con bastone identificato con l’aquila della XIII Legio Gemina, uno scudo tondo parma e vari ornamenti e accessori per il completamento delle armature.

La richiesta rivolta agli organizzatori riguarda invece la disponibilità in loco di scudi e dei relativi pila, se necessari per la partecipazione alle attività previste. Un dettaglio organizzativo che fa capire quanto questo tipo di eventi richieda pianificazione logistica, coordinamento preventivo tra le associazioni e grande attenzione alla gestione dei materiali, spesso ingombranti e delicati da trasportare. La rievocazione storica militare, soprattutto quando si muove su scala internazionale, comporta infatti un lavoro preparatorio che coinvolge mezzi, autorizzazioni, sicurezza e compatibilità degli allestimenti.

il valore culturale della rievocazione storica nei circuiti europei

La partecipazione di APS Civiltà romana a Romerlager Mainzweiler va letta anche nel quadro più ampio della crescita delle rievocazioni storiche romane in Europa. Eventi di questo tipo attraggono gruppi provenienti da diversi Paesi e contribuiscono a mantenere vivo l’interesse per la storia antica attraverso una formula che unisce didattica, spettacolo e ricostruzione filologica. I partecipanti non si limitano a indossare costumi, ma lavorano sulla riproduzione di equipaggiamenti, assetti militari, simbologie e pratiche coerenti con le fonti storiche disponibili.

Per associazioni come Civiltà romana, questi appuntamenti rappresentano occasioni utili a consolidare rapporti con realtà straniere e a dare continuità a un lavoro che in Italia trova spazio in manifestazioni culturali, eventi pubblici e attività divulgative. La presenza all’estero consente inoltre di rafforzare il profilo internazionale delle associazioni italiane impegnate nella ricostruzione del mondo romano, valorizzando competenze maturate nel tempo e un patrimonio di conoscenze costruito attraverso studio e pratica.

Dietro la partecipazione a Mainzweiler emerge quindi un doppio significato. Da un lato c’è l’aspetto strettamente logistico e organizzativo, con il trasferimento di uomini e materiali per garantire una rappresentazione storica coerente e completa. Dall’altro c’è il valore simbolico di una presenza italiana in un evento internazionale che riconosce nella ricostruzione storica un linguaggio comune tra comunità diverse. È proprio in questo intreccio tra memoria, studio e collaborazione che iniziative come Romerlager Mainzweiler continuano a trovare spazio e interesse, contribuendo a rendere la storia romana una materia ancora viva nel presente.

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Il ruolo della diplomazia consolare celebrato attraverso un annullo postale a Roma

🌍 La diplomazia italiana si celebra anche attraverso la filatelia. In occasione della Conferenza dei Consoli 2026, Poste Italiane dedica un annullo speciale alla Farnesina presso l’ufficio di Roma Prati.
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#filatelia #roma #farnesina #posteitaliane

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Redazione-  Roma accoglie, in data 12 giugno 2026, uno degli appuntamenti più significativi per la proiezione internazionale del sistema Paese. La Conferenza dei Consoli d’Italia nel Mondo rappresenta un momento di confronto strategico per i rappresentanti della rete diplomatica che operano quotidianamente oltre i confini nazionali. Per sottolineare l’importanza di questo evento, Poste Italiane ha deciso di dedicare una speciale iniziativa al mondo del collezionismo, istituendo un servizio filatelico temporaneo che permetterà di immortalare la ricorrenza su carta e inchiostro.

L’iniziativa nasce su precisa richiesta del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con l’obiettivo di celebrare l’operato dei consoli, figure di riferimento per i milioni di cittadini italiani residenti all’estero. Il bollo speciale riproduce fedelmente, attraverso un tratto grafico delicato, la facciata del Palazzo della Farnesina, sede storica del ministero, accompagnata dalla dicitura ufficiale “Conferenza dei Consoli d’Italia nel Mondo 2026”.

il servizio filatelico dedicato a viale mazzini

Il cuore operativo di questa iniziativa sarà l’ufficio postale di Roma Prati, situato in viale Giuseppe Mazzini 101. Nella giornata di venerdì 12 giugno, lo sportello filatelico sarà a disposizione del pubblico e dei collezionisti con un orario prolungato, dalle 8.20 fino alle 19.05. In questo arco temporale, chi si recherà presso l’ufficio potrà richiedere l’apposizione del timbro speciale su corrispondenze preparate in precedenza.

L’annullo filatelico rappresenta una consuetudine radicata nel tempo, capace di trasformare un oggetto comune in un reperto di valore storico-documentale. Non si tratta solamente di una pratica burocratica, ma di un gesto che fissa nel tempo il prestigio di un evento istituzionale. Gli appassionati, noti come filatelici, sanno bene come questo timbro sia un elemento ricercato, destinato ad arricchire archivi privati e collezioni tematiche legate alla storia della diplomazia italiana.

la collaborazione tra istituzioni e poste italiane

La scelta di un annullo postale non è casuale. Il settore della filatelia, gestito con cura da Poste Italiane, funge spesso da ponte tra le grandi decisioni politiche e la vita dei cittadini. La Conferenza dei Consoli, in particolare, tocca temi sensibili come l’assistenza ai connazionali, il rafforzamento dei legami culturali e la promozione del Made in Italy, aspetti che la Farnesina coordina con impegno costante. Includere un omaggio postale significa dare visibilità a un lavoro che, pur trovandosi spesso lontano dai riflettori, determina in larga parte la reputazione dell’Italia nel panorama globale.

Per coloro che non avessero la possibilità di recarsi fisicamente presso lo sportello di viale Mazzini a Roma, è prevista una procedura alternativa per ottenere l’impronta del bollo. È possibile, infatti, inviare le proprie richieste tramite il servizio postale tradizionale, indirizzando le buste e la corrispondenza alla sede dello sportello filatelico di Roma Prati, situato in viale Giuseppe Mazzini 101, 00195 Roma. Sarà cura del personale specializzato procedere alla timbratura secondo i protocolli vigenti, garantendo la correttezza del servizio anche a distanza.

Per chi volesse approfondire il catalogo degli annulli emessi o desiderasse consultare il calendario delle iniziative filateliche dell’intero anno, il portale web ufficiale di Poste Italiane dedicato alla filatelia offre uno spaccato dettagliato di questa attività. Il sito funge da punto di riferimento per chiunque intenda scoprire i dettagli tecnici, i bozzetti degli annulli e le modalità di partecipazione a eventi simili, confermando una vitalità del settore che va ben oltre il semplice uso del francobollo. La giornata romana del 12 giugno si prepara dunque a diventare un tassello fondamentale per la storia postale contemporanea.

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