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Psicologia delle relazioni

ANDARE CON ALTRE DONNE NON È TRADIMENTO ! | TRADIMENTI E CONFESSIONI DI ALESSANDRA HROPICH

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Redazione-  Gentile dottoressa,sono sposato con Valentina, donna meravigliosa eccetera eccetera… ma diciamolo: dopo vent’anni lo stesso “menù” stanca. Lei non cambia mai condimento? Io sì.Resto fedele al matrimonio, sia chiaro — proprio un pilastro — però ogni tanto mi concedo qualche “variazione gastronomica” umana, perché la salute prima di tutto.
A casa: pigiamoni larghi, ciabatte con pupazzi, atmosfera da documentario sui pinguini.
Fuori: tacchi 12, sensualità, vita, rinascita dei sensi!
E cosa dovrei fare, reprimermi? Diventare santo? No grazie. Io prevengo. Mi curo.
E già che ci sono, aiuto anche donne deluse: offro loro qualche ora di “terapia intensiva emotiva”, senza appesantirle con dettagli inutili tipo… il mio matrimonio.
Non sarà elegante, ma è medicina alternativa.
Claudio da Impruneta

Carissimo Claudio,
più che un paziente, lei sembra il fondatore di una nuova disciplina: la “dietologia affettiva a buffet libero”.
Mi permetta di riassumere la sua brillante teoria:
Tradire = prevenzione sanitaria
Mentire = tutela emotiva
Usare persone = servizio sociale
Praticamente lei non è infedele… è un benefattore.
Mi colpisce soprattutto il suo altruismo: seduce donne in cerca d’amore, omette di essere sposato e poi le lascia… ma tranquillo, è per il loro bene. Una sorta di vaccino sentimentale, immagino.
Peccato solo per un piccolo dettaglio trascurabile:
tutto questo, nel mondo reale, si chiama inganno.
Lei parla di “cura”, ma evita accuratamente l’unica terapia davvero efficace: dire la verità a sua moglie, in modo che si possa curare anche lei con chi vuole senza credere di avere un marito.
Strano, vero?
Per uno così attento alla salute, sembra proprio allergico alla trasparenza.
Infine, una nota tecnica:
se qualcosa deve essere nascosto, giustificato con metafore culinarie e condito con filosofia da bar…non è terapia.
È semplicemente tradimento, ma raccontato con molta fantasia.
Perché chiamare le cose con altro nome?

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OGNI UOMO DESIDERA LE DONNE NON SUE, SIAMO TUTTI PECCATORI ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH

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Redazione-  Dottoressa Hropich, sono un volontario nel sociale e mi sfogo qui con lei dicendo che mi si presentano moltissime donne deluse dal marito che le tradisce. Non posso esprimere loro il mio punto di vista, ma io per primo, che vado con tutte le donne che ci stanno, che cosa dovrei dire?
Io impazzirei con la stessa donna per tutta la vita: la monogamia, per me, è un ergastolo. Stare sempre con la stessa donna è pura monotonia. E so che tutti gli uomini la pensano come me, ma non hanno il coraggio di dirlo. Io sono onesto e lo dico apertamente. L’eros è, per me, vita, emozione pura.
Mi inquieta il fatto che gli altri, non avendo coraggio, mi critichino come se fossi un malato perché amo cambiare donna.
Mi piacciono le bionde, le brune, le rosse, le mulatte, le cinesi: amo la varietà, sia nel gelato sia nelle donne. E i miei colleghi? Sono come me, ma non lo ammettono. Hanno tutti una password per non farsi scoprire dalla moglie, codici segreti e mille stratagemmi. Troppi marchingegni, troppi sotterfugi per apparire ridicolmente fedeli. Ma fedeli a chi?
Io sono sanissimo: ho soltanto bisogno di vivere nuove emozioni. Non credo di fare del male a qualcuno desiderando nuove conquiste, perché, deve sapere, noi uomini siamo tutti predatori e sempre desiderosi di qualcosa di nuovo ed emozionante.
La società, e persino il mondo del lavoro, ci costringono a fingere, a indossare ogni giorno una maschera. Quando una donna viene a lamentarsi perché il marito la tradisce, io vorrei dirle: «Porti le corna con dignità e le faccia a sua volta. Siamo umani e peccatori, tutti!».
Riccardo da Casalecchio di Reno

Le confermo che, a pensarla e ad agire come lei, siete in tantissimi.
Non mi dice nulla di nuovo: gli uomini sono peccatori, come ha detto lei, a qualsiasi livello e strato sociale. Le donne non sono da meno, soprattutto oggi.
Non amo ripetermi, ma posso dirle che la società gira con una maschera per ogni situazione: maschera per marito serio e fedele, maschera per impiegato affidabile, maschera per ogni altro ruolo nel corso della giornata.
A forza di recitare i vari ruoli, le assicuro che si cade in una sorta di depressione. In effetti, dev’essere estenuante ricordarsi quale versione di sé stessi mostrare a chi, senza confondere la moglie con l’amante, l’amante con la collega e la collega con il contatto salvato sotto falso nome.
Tutto è falso ormai, si è ben capito da tempo, ma viene premiata la recitazione.
Ho intervistato, negli anni, diversi attori, molti comici, che mi hanno raccontato quanto, diventare qualcun altro, fosse dannoso per la psiche. Può immaginare quanto possano risentirne anche coloro che fanno lavori ordinari. E soprattutto quanto possa essere faticoso interpretare contemporaneamente il ruolo del marito fedele,
dell’ uomo libero, della vittima della società e dell’eroe della sincerità.
L’ ipocrisia generale consiste esattamente nel mantenere delle maschere per ogni situazione. La falsità di un uomo infedele che continua a mostrarsi come un marito è una situazione di assoluta normalità, esattamente come le altre maschere che ognuno indossa ogni giorno e in diverse occasioni. Certo, definirla “normalità” è molto più comodo che chiamarla contraddizione, ma anche le parole, a volte, indossano una maschera.
Per dirle che non è normale qualcosa perché lo fanno tutti o molti.
C’è poi un piccolo dettaglio che spesso sfugge ai professionisti della doppia vita: la mente umana non ama essere divisa all’ infinito. Una maschera per la moglie, una per l’ amante, una per il lavoro, una per i conoscenti. Alla lunga, si rischia di non sapere più quale sia il volto autentico. E quando una persona trascorre anni a interpretare personaggi diversi, può ritrovarsi stanca, vuota e insoddisfatta, pur continuando a collezionare emozioni e avventure. Anche la recitazione, quando non finisce mai, logora chi la pratica.

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DIFFIDATE DEGLI UOMINI PERBENE ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH

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Redazione-  Sono una signora benestante, mi sono sposata e separata due volte con uomini farfalloni. Ho sempre temuto le corna e spesso trovavo tracce di tradimento anche dove non c’erano; ammetto di avere esagerato.
Poi, otto anni fa, arriva un uomo tutto d’un pezzo. Uno di quelli che fanno rispettare la legge, un uomo molto retto e talvolta severo con chi non rispetta le regole. Potrai immaginare quanto mi sia subito piaciuto per la sua alta moralità e per il suo modo di porsi, anche nella vita privata.
Avrei messo la mano sul fuoco sul mio attuale marito sia perché non mi ha mai dato motivo di dubitare sia perché ha sempre mantenuto un atteggiamento di grande serietà e austerità verso gli altri.
Invece, un anno fa, complice una sua dimenticanza, rispondo al telefono. È una chiamata per lui. Una sfacciata voce di donna, dall’accento brasiliano, chiede di lui chiamandolo con una confidenza che non si addiceva certo a una semplice conoscenza.
Mai mi ero sentita così frastornata. Non ho detto nulla a mio marito per evitare il peggio, ma in seguito sono venuta a sapere che mi tradisce allegramente con una scialba donna delle pulizie, una segretaria per nulla appariscente di uno studio commerciale e persino con la brasiliana, con la quale si vedrebbero anche per incontri di gruppo.
Mai avrei pensato che un uomo tanto integerrimo mi avrebbe tradita con donne che, oltre a non essere belle, appartengono a un ambiente che non avrei mai considerato una minaccia. Non si può più stare tranquille nemmeno con una domestica in casa propria. Bisogna diffidare persino degli uomini perbene?
Annarita da Portofino

Bisogna diffidare di tutti, uomini e donne. Soprattutto di chi viene elevato a modello morale soltanto per il ruolo che ricopre o per l’immagine che sa costruire di sé.
Molte donne commettono sempre lo stesso errore: credono che il pericolo abbia un volto preciso. Pensano che il marito possa essere tentato solo dalla donna più bella, più elegante, più affascinante o più giovane. Poi scoprono che la realtà è infinitamente più banale e crudele.
Lo dico senza ipocrisia. Per tutta la vita sono stata considerata una potenziale rubamariti. Fin da adolescente ho dovuto sopportare la diffidenza di donne convinte che la mia sola presenza costituisse una minaccia. Finché si tratta di ammirazione mascherata da gelosia può persino lusingare, ma quando diventa discriminazione è
un’ altra storia.
Una donna che ritenevo amica non mi invitò nemmeno al suo matrimonio perché temeva che il fidanzato, conoscendomi, potesse cambiare idea. Lo seppi soltanto tempo dopo e fu lei stessa ad ammetterlo. Non era una battuta, non era un equivoco: era la pura e semplice paura di me.
Potrei raccontare centinaia di episodi simili. Un vero esercito di donne che mi ha sempre guardata come un pericolo pubblico, come se la fedeltà dei loro uomini dipendesse dall’ assenza di donne attraenti nelle vicinanze.
Ricordo anche un incontro professionale con una donna molto nota, moglie di un vip famosissimo. Davanti ai suoi collaboratori mi liquidò con una frase velenosa e allusiva: «Ma lei è qui per trovare un produttore cinematografico, non per il nostro progetto!». Una frecciata femminile dettata dalla diffidenza e dalla gelosia, non certo dalla professionalità.
Qualche anno dopo fu tradita e lasciata dal marito per una donna che non aveva mai considerato una rivale. E non fu l’unico caso che vidi.
Per questo non provo alcuna solidarietà né pena verso le tantissime mogli che passano la vita a sorvegliare le donne sbagliate. Diffidano della bella collega, dell’amica affascinante, della vicina elegante e ignorano completamente tutte le altre. Poi si stupiscono quando il marito se ne va con una donna comunissima, magari proprio quella che avevano sempre considerato innocua perché non appariscente.
La verità è che ogni donna può rappresentare una possibilità e ogni uomo può tradire, indipendentemente dalla professione, dalla reputazione o dalla facciata morale che esibisce. Chi crede di essere al sicuro perché ha sposato un uomo “perbene” o perché tiene lontane le donne che ritiene pericolose vive in
un’ illusione.
E sì, confesso che provo un certo gusto quando vedo crollare queste presunzioni. Non per il tradimento in sé ma perché mi piace sapere che certe mogli scoprano finalmente una lezione che avrebbero dovuto imparare da tempo: non esistono donne innocue e non esistono uomini garantiti.

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TI FARÒ IMPAZZIRE A LETTO… | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH

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Redazione-  Alessandra, ho un discreto numero di corteggiatori, da qualche tempo, alcuni, esordiscono con frasi tipo: “Ti faccio urlare di piacere che ti sentiranno fino in America!”
Oppure: “Nemmeno immagini quanto resisto io a letto, sarà dura, per te, reggere..”
E qui mi fermo. Poi, sono andata a letto con alcuni di loro ed ho visto che, se riuscivano a fare sesso per un minuto, era già grasso che cola. Tutte le promesse di grande piacere, scomparivano insieme a loro. Alcuni che facevano figure misere, mi dicevano che, poverini, erano colti da ansia da prestazione e, dunque, ero io la causa del loro disagio.
Cosa mi dici tu al riguardo? Ti sono mai capitati uomini tanto sfacciati?
Come è bene comportarsi per metterli in difficoltà?
Ti assicuro che se ne incontrano non pochi e li ritengo imbarazzanti quanto inutili.
Enrica da Capoterra

Le frasi che tu hai raccontato, insieme a molte altre, fanno parte di un atteggiamento di quegli uomini maschilisti con bassa autostima. Un uomo non dovrebbe mai presentarsi come un toro scatenato che quasi distrugge una donna, non c’ è motivo di suscitare interesse in questo modo pesante, come se uno non avesse altro da proporre che un mero atto sessuale che si vuol trasformare (con la fantasia) in qualcosa di colossale, incessante, quasi, senza fine. È altresi riduttivo questo atteggiamento da super uomo e poi, aggiungo che, quanto viene detto per portare a letto una donna, nei fatti, non corrisponde mai a verità. Chi tanto si espone e anticipa grandi momenti erotici, cerca solo di convincere, tanta pubblicità nasconde sempre ben poca sostanza.
Aggiungo inoltre che, soffermarsi sulle proprie abilità sessuali, espone colui che si vanta, ad essere poi criticato, deriso ed umiliato perché crea un’ aspettativa.
Certo che ho conosciuto uomini simili a quelli di cui parli, ti posso dire che, nel mio caso, dal momento che ho sempre parlato con molti e di ogni categoria, più era alto il ruolo ed impeccabile l’ immagine, più uscivano dalla bocca paroloni a base di sesso spaziale e notti bollenti.
Alcuni, sono certa che facessero uso di sostanze proprio per essere all’ altezza almeno delle performances sessuali normali, livello base, figuriamoci il livello superiore.
Alcuni, da me chiamati “corteggiatori da strapazzo”, si definivano come amanti pieni di energia, verve, potenza infinita.
Capitavano anche molti uomini comuni che decantavano doti amatoriali da tori scatenati, mi soffermo qui su un conoscente che era quasi amico di famiglia e che, a periodi, tornava alla carica con me usando tecniche di seduzione tutte da maschio insaziabile, delle tante stupidaggini che volavano dalla sua bocca, un giorno mi disse: “Ho varie storie in piedi ma, se tu mi vorrai, butterò giù le altre come birilli, tu sei quella che ho scelto per giornate intere piene di sesso senza sosta, dovrai chiamare la forza pubblica per liberarti di me!”
Simpatico, lo era comunque, ma anche fuori luogo con la sua insistenza nel tempo, un giorno, gli dissi: “Vista la tua enorme resistenza e forza fisica, perché non ti carichi questo armadietto e me lo porti a casa mia?”
Provai con la richiesta del mini trasloco per buttare acqua sul fuoco perché, ogni nostro incontro per motivi tecnici (lui è un tecnico ingegnere), era sempre un incendio (per lui) in attesa di essere spento. Per nulla intimidito dalla mia richiesta,
l’ ingegnere, mi disse: “Noo, ho una brutta ernia, una costola rotta, la schiena che mi fa male….”
Insomma, il toro scatenato e pieno di energie, era diventato un rottame alla mia richiesta di trasportare un mobile, mi sembrava invece di essere diventata un medico che compilava la sua cartella clinica per quanti dolori mi aveva elencato.
Replicai dunque: “Parlavi di sesso senza sosta, sembravi un macho convinto ed ora? Snoccioli mille dolori, rotture, ernie, costole rotte, artriti, artrosi, ti serve un controllo medico non una donna da assalire!”
Enrica, ti ho raccontato questo fatto buffo per farti capire che, ogni cosa, si dice anche quando non corrisponde per niente al vero.
Non ho mai verificato le capacità sessuali dei machi che ho conosciuto ma li ho sempre fatti crollare con un pizzico di ironia o sarcasmo perché, ad uno spavaldo in genere, è facile metterlo in difficoltà già solo facendogli qualche domanda personale, qualche precisazione e usando un pizzico di ironia. Nel mio caso in genere, quando erano altamente sgraditi gli inviti, risolvevo la questione usando il mio odierno strumento di lavoro: la parola, con le parole adatte, ho sempre creato ponti o alzato muri.
Il macho non regge mai un dialogo che si protrae ed è il primo a crollare in quanto dice delle cose solo perché è animato per un breve periodo dal suo “aggeggio”.

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