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Attualità

Apocalisse di ghiaccio e vento a Cremona: 10 minuti di puro terrore, decine di feriti e 10mila auto distrutte. Città in ginocchio

10 minuti di vera e propria APOCALISSE su Cremona! Una violentissima tromba d’aria con grandine gigante ha distrutto la città: famiglie sfollate, 43 feriti in ospedale e 10mila auto demolite! 🌪️ 🧊 È bastato un violentissimo e terrificante vortice di vento e ghiaccio durato solo 10 minuti per trasformare Cremona in uno scenario di guerra! Ieri pomeriggio una tromba d’aria ha letteralmente sventrato il centro storico della città lombarda, sradicando migliaia di alberi secolari e scoperchiando decine di case! Il bilancio è spaventoso: almeno 8 famiglie sono state evacuate nella notte perché rimaste senza tetto, 10 chiese storiche (tra cui il celebre Duomo) sono state pesantemente danneggiate ed è perfino crollata la parte alta della torre del Palazzo Comunale! Danni enormi anche alla Fiera e a centinaia di aziende agricole, ma il dato che fa più impressione è quello dei veicoli: i chicchi di grandine, grandi come sassi, hanno frantumato i vetri e distrutto la carrozzeria di oltre DIECIMILA automobili posteggiate in strada! L’ospedale cittadino ha fatto scattare l’emergenza di massa: 43 cittadini sono finiti al Pronto Soccorso (molti con traumi alla testa e alle mani per cercare di ripararsi dalla grandine), e 4 persone sono state ricoverate per la frattura del femore dovuta a cadute! Fortunatamente, in mezzo a tanto disastro, nessuno è in pericolo di vita. Protezione Civile e Vigili del Fuoco stanno lavorando ininterrottamente dalle 4 del mattino per spalare i detriti e riaprire le piazze! Leggi nel nostro articolo tutto il bollettino di questa giornata pazzesca! 👇 💔 Un abbraccio immenso e tanta solidarietà a tutti i cittadini di Cremona e provincia, che si sono visti distruggere case e auto in pochi minuti!

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Tromba d'aria a Cremona

Redazione – A volte, la natura sa trasformarsi in un mostro indomabile, capace di scatenare una furia cieca e devastante in un lasso di tempo talmente breve da non lasciare nemmeno il tempo di capire cosa stia succedendo. Sono bastati esattamente dieci, interminabili e terrificanti minuti per mettere letteralmente in ginocchio Cremona, una delle città storiche e architettoniche più belle dell’intera Lombardia.
Ieri pomeriggio, un fenomeno meteorologico estremo (una violentissima tromba d’aria accompagnata da chicchi di grandine grossi come sassi) si è abbattuto sul centro urbano e sulle campagne circostanti, lasciando dietro di sé una scia di distruzione che ricorda uno scenario di guerra. La macchina dei soccorsi è andata immediatamente sotto massimo sforzo: i Vigili del Fuoco hanno dovuto fronteggiare un centinaio di chiamate di emergenza in pochi minuti, supportati dall’intervento eroico e instancabile dei tantissimi volontari della Protezione Civile, chiamati a ripulire le strade sommerse dai detriti.

Il cuore storico ferito a morte: danni al Duomo e crolli

La primissima luce dell’alba di questa mattina ha rivelato un panorama spettrale, restituendo l’immagine di una città letteralmente sfregiata e colpita al cuore. Il centro storico di Cremona ha pagato un prezzo altissimo dal punto di vista del patrimonio culturale e artistico.
La furia del vento ha danneggiato pesantemente almeno dieci chiese storiche, accanendosi con particolare violenza sulla magnifica Cattedrale. Ma il simbolo visivo di questo disastro climatico è senza dubbio il Palazzo Comunale, dalla cui antica e prestigiosa torre civica si è registrato il crollo strutturale dell’intera parte superiore. Nonostante le squadre speciali e i mezzi per la pulizia straordinaria siano entrati in azione già alle 4 del mattino, lavorando ininterrottamente, le piazze e i vicoli del centro restano ancora oggi punteggiati di migliaia di alberi secolari sradicati alla base, cumuli enormi di tegole frantumate, vetri e pesanti pietre cadute dai cornicioni.

Famiglie sfollate e 10.000 auto distrutte dalla grandine

Oltre al patrimonio storico, il maltempo ha colpito in maniera durissima la vita dei cittadini e il tessuto economico locale. Ci sono decine di case e palazzi condominiali completamente scoperchiati dalla tromba d’aria: al momento si contano almeno otto famiglie sfollate, evacuate d’urgenza perché rimaste letteralmente senza un tetto sopra la testa, in attesa che i periti verifichino la stabilità residua degli altri edifici.
I danni materiali sono incalcolabili. Il bilancio ufficioso parla di almeno diecimila automobili pesantemente danneggiate, con parabrezza sfondati e carrozzerie ammaccate dai chicchi di grandine. Un disastro che si estende alle attività produttive: la Fiera di Cremona ha visto gravemente danneggiati tre dei suoi quattro padiglioni principali, mentre moltissime imprese industriali e tantissime aziende agricole stanno lanciando disperati gridi d’allarme per i raccolti perduti e i capannoni scoperchiati.

Il bollettino medico: 43 feriti e panico per sfuggire al ghiaccio

L’emergenza non è stata solo strutturale, ma anche e soprattutto sanitaria. L’Ospedale di Cremona è stato sottoposto a uno stress test senza precedenti. In pochissimo tempo, il Pronto Soccorso ha visto riversarsi al suo interno decine di persone insanguinate e sotto shock.
Il bilancio medico ufficiale parla di 43 persone rimaste ferite. Fortunatamente (ed è forse l’unico miracolo di questa bruttissima giornata) non si sono registrati codici rossi e nessuno versa in pericolo di vita. “La maggior parte è stata medicata e dimessa, una persona resta in osservazione, mentre quattro pazienti traumatizzati hanno necessitato di ricovero per la rottura del femore”, ha spiegato la dottoressa Francesca Co’, direttrice del Pronto Soccorso locale, che ha dovuto potenziare d’urgenza i turni di medici e infermieri.
L’onda d’urto è stata gestita magistralmente. Enrico Storti, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza, ha fornito un quadro chiarissimo della tipologia dei feriti: “Abbiamo trattato soprattutto traumi gravissimi alla testa e alle mani, provocati da tremende cadute o dal tentativo disperato di trovare un riparo mentre la grandine cadeva dal cielo”. Oggi è il giorno del vertice straordinario con l’Amministrazione e la Protezione Civile per fare la conta dei danni. Cremona è ferita e piegata, ma la sua anima forte e laboriosa sta già iniziando a ricostruire.

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Esteri

Terrore al rave party in Svizzera: spari a raffica sulla folla, uccisa una 22enne italiana. È caccia spietata al killer in fuga

Sparatoria di notte al Rave Party in Svizzera: sparano a raffica nel mucchio, uccisa una ragazza ITALIANA di soli 22 anni! 🇨🇭 🩸 Una notizia terribile e angosciante colpisce l’Italia in questa domenica mattina. Quella che doveva essere una normale nottata di divertimento, musica e balli si è trasformata in un vero e proprio bagno di sangue! Stanotte, intorno alle 3:00 del mattino, durante il famosissimo “Aarauer Rave” (una festa techno da oltre 3.500 persone organizzata all’ippodromo di Aarau, in Svizzera), uno o più assassini hanno tirato fuori le armi e hanno iniziato a sparare a raffica in mezzo alla folla dei ragazzi che ballavano! Un massacro inaudito. Ad avere la peggio è stata purtroppo una NOSTRA CONNAZIONALE, una ragazza italiana di appena 22 anni, che è morta sul colpo a causa delle gravissime ferite riportate. Altri 5 ragazzi (tra i 24 e i 27 anni) sono stati trasportati d’urgenza in ospedale con ferite gravissime. I testimoni raccontano attimi di terrore puro: “Credevamo fossero fuochi d’artificio, poi abbiamo sentito i colpi a raffica e abbiamo visto il sangue, tutti urlavano!”. Al momento IL KILLER È IN FUGA! Le Forze dell’Ordine svizzere hanno scatenato una caccia all’uomo impressionante, utilizzando anche elicotteri dell’Esercito e coinvolgendo la Polizia tedesca per impedire che l’assassino varchi il confine! La Farnesina è in contatto costante per assistere la famiglia della vittima. Leggi tutti gli aggiornamenti in tempo reale e le testimonianze choc nel nostro articolo! 👇 🚨 Una preghiera per questa giovane ragazza uccisa senza alcun motivo. Speriamo che arrestino subito questo mostro armato!

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Rave Party

Aarau– Quella che doveva essere una banale, spensierata e normalissima notte di fine estate all’insegna della musica, del ballo e del divertimento giovanile, si è trasformata in pochi, interminabili secondi in un’autentica e sanguinosa carneficina.
La cronaca internazionale di questa domenica si apre con una notizia drammatica che colpisce dritto al cuore l’Italia: una spaventosa sparatoria avvenuta in Svizzera ha spezzato per sempre i sogni e la vita di una nostra giovanissima connazionale. L’orrore si è materializzato nel cuore della notte appena trascorsa (tra sabato 29 e domenica 30 agosto) nei pressi di Aarau, una tranquilla cittadina situata nella Svizzera settentrionale, a non molta distanza dalla metropoli di Zurigo. La Farnesina, tramite la propria Unità di Crisi e in strettissimo contatto con l’ambasciata a Berna e il consolato generale a Basilea, sta seguendo la tragica vicenda minuto per minuto per prestare assistenza alla famiglia della vittima.

Il dramma italiano: morta una 22enne, altri 5 feriti

Il bilancio di questa notte di pura follia criminale è pesantissimo e angosciante. A perdere la vita, colpita a morte dalla tempesta di proiettili, è stata proprio una ragazza italiana di soli 22 anni. Secondo quanto diramato ufficialmente da Pascal Wenzel (portavoce della polizia cantonale argoviese), la giovanissima connazionale «è purtroppo deceduta sul posto a causa della gravità inaudita delle ferite riportate», rendendo totalmente vano ogni disperato tentativo di rianimazione da parte dei paramedici.
Ma il bilancio del terrore non si ferma qui: altre cinque persone (quattro giovani uomini e una donna, di età compresa tra i 24 e i 27 anni) sono attualmente ricoverate in ospedale. Il quadro clinico dei feriti varia da lesioni lievi a traumi di estrema gravità. La polizia locale mantiene al momento il massimo e comprensibile riserbo sulle identità e sulle nazionalità dei feriti, mentre le famiglie vivono ore di angosciante attesa nei corridoi degli ospedali elvetici.

“Spari a raffica sulla folla”: il panico alle 3 del mattino

Il massacro si è consumato poco prima delle 3:00 del mattino, ai margini del celebre Aarauer Rave, un enorme evento di musica techno che viene organizzato con cadenza annuale all’interno del grande ippodromo cittadino, nel quartiere di Schachen. La festa aveva richiamato sul posto ben 3.500 persone, accalcate per ballare sotto le stelle.
Poi, all’improvviso, l’inferno. Vanessa Rumpold, altra portavoce della polizia sentita dai cronisti, ha confermato che l’assassino (o gli assassini) ha esploso una lunga serie di proiettili mirando deliberatamente all’interno di un foltissimo gruppo di persone, sparando letteralmente nel mucchio. I racconti dei sopravvissuti, raccolti in queste ore dai media, fanno accapponare la pelle. Inizialmente, coperti dal volume assordante della musica techno, in molti avevano scambiato le detonazioni per dei semplici fuochi d’artificio. Poi le urla, il sangue, la calca disperata. «Abbiamo sentito colpi d’arma da fuoco esplosi a raffica, uno dietro l’altro», ha raccontato un testimone ancora sotto shock. Un panico indescrivibile ha travolto l’ippodromo, scatenando una fuga di massa verso le uscite.

Il cordoglio sui social e la massiccia caccia all’uomo

Mentre i social network (in particolar modo X e Instagram) vengono inondati da messaggi di terrore e dal profondo cordoglio degli artisti e dei DJ che si stavano esibendo sul palco (molti dei quali parlano di una “carissima amica persa per sempre”, lasciando intuire che la 22enne potesse far parte della cerchia degli organizzatori), è scattata una delle più imponenti cacce all’uomo degli ultimi anni.
L’assassino è riuscito clamorosamente a dileguarsi sfruttando il buio e il caos totale generato dagli spari. Le operazioni di Polizia sono condotte in grande stile: oltre all’unità cantonale di intervento speciale e a centinaia di agenti dispiegati sul territorio, è stato fatto alzare in volo un elicottero dell’Esercito svizzero dotato di sensori termici. Alle ricerche partecipa attivamente anche la Polizia tedesca, nel timore che il killer possa aver già varcato il confine per far perdere le proprie tracce. La Polizia elvetica ha esortato la popolazione a restare lontana dall’area e ha lanciato un appello pubblico: chiunque fosse in possesso di video, foto o indizi girati col cellulare durante quegli attimi di follia, deve immediatamente consegnarli alle autorità. La priorità assoluta è assicurare questo mostro alla giustizia.

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Esteri

Il miracolo in Nepal: bimba di 6 anni estratta viva dopo 60 ore sotto il fango dell’alluvione. Ha resistito sepolta tra le macerie

Il MIRACOLO in Nepal! Una bambina di 6 anni è stata estratta VIVA dalle macerie dopo essere rimasta sepolta viva sotto il fango per 60 ore! 🇳🇵 🙏 Una piccola, meravigliosa scintilla di luce in mezzo alla catastrofe! Le immagini che arrivano dal nord del Nepal, devastato in questi giorni da spaventose alluvioni, hanno commosso il mondo intero. Dopo due giorni e mezzo dal disastro (quasi sessanta ore!), i soccorritori impegnati a Timure hanno sentito un flebile lamento arrivare da sotto un cumulo di macerie e fango. Scavando letteralmente a MANI NUDE (perché le strade sono distrutte e non ci sono mezzi pesanti), i poliziotti hanno estratto una bambina di 6 anni che era rimasta incastrata e sepolta viva in una minuscola cavità d’aria! Tirata fuori priva di sensi e immobile, è stata subito rianimata dai medici e si è salvata. Un miracolo assoluto! Purtroppo i numeri dell’alluvione restano drammatici e apocalittici: le vittime ufficiali accertate sono già 683, e mancano all’appello ancora circa TREMILA DISPERSI, che i militari stanno cercando disperatamente in tutto il Paese usando solo gli elicotteri militari! Un’altra bimba di 5 anni, la piccola Manisha, era stata salvata venerdì e ha potuto riabbracciare in lacrime i suoi genitori in ospedale. Leggi il racconto emozionante di questi salvataggi a mani nude nel nostro articolo! 👇 ❤️ Questo ci fa capire che il lavoro eroico e sovrumano dei soccorritori e della Protezione Civile non si deve mai fermare, perché finché c’è vita c’è speranza!

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Soccorritori in Nepal

Nepal  – Nel cuore di una delle più grandi e devastanti catastrofi naturali della storia recente asiatica, dove la conta dei morti sale inesorabilmente di ora in ora e la speranza sembra ormai annegata sotto metri di melma, c’è ancora un sottilissimo e miracoloso raggio di luce capace di bucare l’oscurità e commuovere il mondo intero.
La bellissima e incredibile notizia arriva dal nord del Nepal, una terra letteralmente martoriata e cancellata in questi giorni da spaventose alluvioni lampo che hanno spazzato via intere città, strade e villaggi. Nelle scorse ore, le instancabili e disperate squadre di emergenza impegnate nelle operazioni di soccorso hanno estratto ancora viva dalle macerie una bambina di appena sei anni. La piccola, dimostrando una forza vitale e una resistenza sovrumana, ha trascorso quasi sessanta interminabili ore sepolta viva, schiacciata in una morsa asfissiante sotto tonnellate di fango compatto, acqua gelida e detriti, in un buio assoluto e terrorizzante.

Il miracolo di Timure: i soccorritori scavano a mani nude

Il clamoroso e difficilissimo salvataggio è avvenuto nella giornata di sabato a Timure, un piccolo insediamento situato nell’estremo nord del Paese, vicinissimo al confine geografico con la Cina (Tibet). Avendo udito un flebile lamento provenire dal sottosuolo, gli operatori nepalesi si sono trasformati in veri e propri eroi.
Senza l’ausilio di mezzi meccanici (impossibilitati a raggiungere la zona a causa della totale distruzione delle vie di comunicazione), i soccorritori hanno scavato freneticamente a mani nude per ore, facendosi largo in mezzo a strati compattissimi di fango, pietre taglienti, grosse travi di legno, lamiere metalliche e resti di abitazioni crollate. Mossa dopo mossa, sfidando il rischio di nuovi e fatali crolli, sono riusciti a creare un varco e a estrarre la piccolina da una strettissima cavità che le ha fatto miracolosamente da scudo per due giorni e mezzo.

Il respiro dopo il buio: il video che ha commosso il Paese

Il momento dell’estrazione è stato di puro e assoluto terrore: la piccola creatura, esausta, in ipotermia e disidratata, è stata tirata fuori dalle macerie inizialmente priva di sensi e totalmente immobile.
Affidata immediatamente alle cure disperate dell’unità medica di un vicino posto di sicurezza, la bambina ha però riaperto gli occhi, tornando lentamente a respirare. Il suo primo miracoloso pasto caldo e avvolta in coperte termiche, ormai cosciente e fuori pericolo, è stato documentato e diffuso in un video ufficiale della Polizia Armata del Nepal, che in pochissime ore ha fatto il giro del mondo regalando una lacrima di gioia a un Paese in ginocchio.

La catastrofe apocalittica: quasi 700 morti e tremila dispersi

Ma questo raggio di speranza è, purtroppo, una meravigliosa eccezione in uno scenario dai contorni drammaticamente apocalittici. L’alluvione monsonica ha colpito duramente mercoledì scorso, radendo al suolo decine di migliaia di abitazioni e infrastrutture vitali lungo i bacini dei fiumi Bhotekoshi e Trishuli.
Migliaia di soldati, poliziotti e forze speciali nepalesi stanno perlustrando una colata di fango secco immensa, spostandosi esclusivamente con l’ausilio di elicotteri militari a causa delle strade completamente esplose. I numeri del disastro sono da bollettino di guerra: le autorità locali per la gestione delle emergenze hanno già accertato il recupero di 675 corpi senza vita in Nepal e altri 7 oltre il confine in Tibet, portando il bilancio a 683 vittime accertate. L’angoscia più grande, però, riguarda i dispersi: mancano ancora all’appello circa 3.000 persone, e con il passare inesorabile delle ore, le probabilità di trovare qualcuno ancora in vita sono ormai ridotte quasi allo zero.

L’altra luce di speranza: il salvataggio della piccola Manisha

Fortunatamente, nel disastro generale, il miracolo di Timure non è stato l’unico. A dare forza alle braccia stanche dei soccorritori c’era già stata, nella giornata di venerdì, un’altra bellissima storia di infinita resilienza.
Nei pressi di Syabrubesi (nel distrutto distretto di Ruswa), le squadre di soccorso hanno intercettato dei suoni debolissimi provenire dai detriti di una casa crollata. Lavorando senza sosta, sono riusciti a liberare e salvare Manisha, una bimba di soli 5 anni. Trasportata d’urgenza in elicottero presso l’ospedale universitario della capitale Kathmandu, Manisha ha potuto finalmente riabbracciare i suoi genitori disperati, scampando per un soffio alla morte e diventando, insieme alla bimba di Timure, l’incredibile e amatissimo simbolo di un Paese che non ha alcuna intenzione di arrendersi al fango.

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Economia

Ritorno a scuola da incubo, stangata pazzesca su libri e materiale didattico: la guida pratica per risparmiare centinaia di euro

Ritorno a scuola, arriva la stangata da incubo su libri e zaini! Ecco la nostra “Guida Salvavita” per risparmiare centinaia di euro! 📚 💸 L’estate sta finendo e per milioni di genitori italiani sta per suonare la temutissima e salatissima campanella scolastica! Tra inflazione altissima e continui rincari speculativi, comprare i libri di testo nuovi, riempire gli astucci e acquistare gli zaini è diventato un lusso pazzesco: quest’anno si stima una spesa che supera facilmente i 600 euro a figlio! Un vero e proprio bagno di sangue per le famiglie! Ma non disperate, difendersi da questo salasso è possibile organizzandosi bene! Come fare? 1) IL MERCATO DELL’USATO: non comprate libri nuovi! Rivolgetevi ai mercatini o ai grandi portali online per i testi di seconda mano, si risparmia fino al 60% (e ricordatevi di rivendere i vostri vecchi libri!). 2) LE SCORTE SCONTATE: non andate a comprare quaderni e penne all’ultimo secondo, studiate i volantini dei supermercati e fate mega-scorte approfittando del “sottocosto”. 3) LE CHAT DI CLASSE: unitevi con gli altri genitori per fare ordini enormi all’ingrosso su internet e dividete le spese! 4) BASTA MARCHI COSTOSI: comprate diari e zaini “no-brand” di ottima qualità. Evitare il marchio famoso (o quello dello Youtuber del momento) vi farà risparmiare quasi il 70% della spesa! Educare i figli al valore dei soldi è la materia più importante! Leggi la guida completa nel nostro articolo! 👇 🎒 E voi quali strategie state usando per risparmiare quest’anno sul rientro a scuola? Raccontateci i vostri trucchi!

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Caro libri scuola

Redazione  – Le vacanze estive stanno volgendo inesorabilmente al termine, le giornate iniziano impercettibilmente ad accorciarsi e per milioni di famiglie italiane si avvicina il momento più temuto (e salato) dell’intero anno solare: il fatidico e inesorabile ritorno a scuola. Settembre è da sempre un mese complicatissimo per il bilancio domestico, ma quest’anno si preannuncia un vero e proprio bagno di sangue finanziario.
Tra l’inflazione galoppante che non accenna a diminuire e i rincari folli applicati dalle grandi aziende produttrici, la famosa “stangata autunnale” sta per abbattersi impietosamente sui portafogli dei genitori. Acquistare i libri di testo aggiornati, comprare uno zaino resistente, riempire gli astucci con penne, pennarelli, quaderni e materiale didattico sembra diventato un vero e proprio lusso per pochi. Le associazioni a tutela dei consumatori stimano rincari medi che sfiorano il 10% rispetto all’anno precedente, portando la spesa complessiva a superare ampiamente i 600 euro a figlio (con picchi vertiginosi per chi deve affrontare il primo anno delle scuole superiori).
Tuttavia, non tutto è perduto. Difendersi da questo inaccettabile salasso è ancora possibile, basta armarsi di tanta pazienza, furbizia e spirito di organizzazione. Ecco la nostra “guida salvavita” con i consigli d’oro per abbattere drasticamente i costi del rientro in classe.

Il mercato dell’usato: un tesoro tra i banchi di scuola

La voce che incide in maniera più devastante e crudele sul bilancio familiare è senza dubbio quella relativa ai libri di testo. Le case editrici propongono continuamente “nuove edizioni” che spesso cambiano solo per la copertina o per l’ordine dei capitoli, rendendo apparentemente obsoleti i vecchi testi. Ma non bisogna cadere in questa trappola commerciale!
Il primo, sacrosanto comandamento per risparmiare è affidarsi al florido mercato dell’usato. Rivolgetevi ai mercatini storici della vostra città, alle librerie indipendenti che trattano il circuito di “seconda mano”, oppure esplorate i famosissimi portali online (come Il Libraccio, Vinted o subito.it). Acquistare un libro usato in buone condizioni permette un risparmio netto dal 40% al 60% sul prezzo di copertina originale. E non dimenticate di rivendere immediatamente i vostri libri dell’anno precedente: i soldi incassati vi serviranno per finanziare parzialmente i nuovi acquisti!

La guerra dei supermercati e lo “scorte-party”

Per quanto riguarda l’acquisto del materiale didattico (quaderni, penne, matite, evidenziatori, colle e raccoglitori ad anelli), il segreto è giocare d’anticipo e sfruttare la feroce concorrenza della grande distribuzione. Evitate di comprare tutto e subito all’ultimo minuto nella cartoleria sotto casa.
A fine agosto e nei primissimi giorni di settembre, i grandissimi ipermercati e le catene di elettronica lanciano campagne promozionali aggressivissime per attirare i clienti. Tenete d’occhio i volantini cartacei e digitali: spesso i quadernoni e le penne vengono venduti letteralmente in “sottocosto”. Acquistate enormi quantità di materiale (le classiche “scorte di guerra”) quando i prezzi sono stracciati e teneteli nell’armadio a disposizione per l’intero anno scolastico. In questo modo dimezzerete la spesa per la cancelleria.

Il potere di fare squadra: chat di classe e gruppi d’acquisto

L’unione fa la forza, specialmente quando si tratta di risparmiare denaro. Sfruttate le tanto criticate (ma in questo caso utilissime) “Chat delle mamme” su WhatsApp per organizzarvi con gli altri genitori. Unendo le forze, potrete formare dei veri e propri Gruppi di Acquisto Solidale (GAS).
Comprare trenta risme di carta, decine di dizionari o scatole intere di pennarelli tramite i grandi grossisti online, dividendo poi la spesa equamente tra tutte le famiglie della classe, vi garantirà un prezzo all’ingrosso clamorosamente inferiore rispetto al normale acquisto al dettaglio.

Il coraggio di dire “No” alle grandi firme del momento

Infine, l’aspetto forse più difficile, perché tocca l’educazione dei nostri figli. Zaino, astuccio e diario sono diventati dei veri e propri status symbol tra i giovani. Tutti vogliono l’astuccio del loro Youtuber preferito, o lo zaino super-firmato che costa quanto un gioiello in vetrina.
Per risparmiare centinaia di euro, bisogna avere la forza morale di non rincorrere disperatamente il marchio di moda del momento. Optate per zaini di ottima qualità manifatturiera (magari monocromatici e robusti, che possano durare per anni) ma slegati dal logo della grande multinazionale. E ricordate che il diario scolastico serve per scriverci i compiti, non per fare una sfilata di moda: i modelli “no-brand” offerti nei supermercati costano un terzo rispetto a quelli firmati e svolgono esattamente la stessa preziosissima funzione. Educare i nostri figli al reale valore del denaro e del risparmio è la lezione più bella e importante che possano imparare prima ancora che suoni la campanella.

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