Rimani in contatto con noi
#

Ultim'ora

CIPESS, MORELLI: 38 MILIONI DI EURO PER LO SVILUPPO ECONOMICO DEI TERRITORI COLPITI DAL SISMA DEL 2009 IN ABRUZZO

Pubblicato

a

DSC 9921 PP

Redazione-  “In arrivo ulteriori 38 milioni di euro per lo sviluppo del territorio colpito dal sisma del 2009 in Abruzzo”. È quanto dichiara in una nota il Sottosegretario di Stato Alessandro Morelli a margine della seduta del CIPESS che, nell’ambito dei Programmi RESTART e RESTART 2 volti a promuovere lo sviluppo economico, sociale e territoriale dell’area sismica, ha approvato l’assegnazione di circa 38 milioni di euro per il finanziamento di 6 nuovi interventi finalizzati alla valorizzazione delle risorse storico-naturalistiche del territorio e alla promozione di un modello di turismo sostenibile.
“Delle risorse assegnate dal CIPESS – prosegue il Sottosegretario – circa 35 milioni di euro andranno al finanziamento di quattro progetti integrati territoriali (PIT), affidati ad altrettanti Comuni capofila, finalizzati alla promozione turistica e alla tutela e valorizzazione ambientale del territorio. Tra questi il PIT “Gran Sasso Outdoor & Benessere” che mira a potenziare l’offerta turistica integrata tramite il recupero di sentieri e mulini storici; il PIT “Il cammino delle genti” per la realizzazione di percorsi naturalistici e culturali e la creazione di spazi museali ed espositivi innovativi; il PIT “La Rinascita” per la valorizzazione del fiume Aterno, la navigabilità sportiva e la valorizzazione dei borghi medievali; infine il PIT “Altopiano delle Rocche. Terre montane tra sport e natura” per promuove la destagionalizzazione del turismo e attrarre visitatori tutto l’anno.
“Gli ulteriori 3 milioni di euro assegnati dal CIPESS – continua il senatore – sono destinati al finanziamento di due nuovi interventi, di competenza della regione Abruzzo, volti al completamento della pista ciclabile naturale del Gran Sasso e ad iniziative promozionali sulla fruizione della stessa. Gli interventi mirano a promuovere un modello di mobilità sostenibile e a migliorare l’accessibilità e la fruizione turistica del territorio, così da attrarre sempre più visitatori e generare un indotto economico locale”.
“Le decisioni di oggi – conclude il Sottosegretario – testimoniano ancora una volta, l’impegno del CIPESS e di tutto il Governo sostenere lo sviluppo socioeconomico e il pieno recupero di competitività e attrattività dei territori abruzzesi colpiti dal sisma nel 2009”.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultim'ora

CONTINUITÀ TERRITORIALE AEREA, D’INCECCO E MANNETTI (LEGA): DECRETO MINISTRO SALVINI STRATEGICO PER MOBILITÀ E SVILUPPO

Pubblicato

a

1 16

Redazione- “Un risultato importante e atteso per garantire ai cittadini abruzzesi il pieno diritto alla mobilità. Un grande ringraziamento al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini per l’attenzione che dimostra ancora una volta di avere verso il nostro territorio”. Così i consiglieri regionali della Lega Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti sulla firma del decreto che dà il via libera alla continuità territoriale e, quindi, ai collegamenti tra l’Aeroporto d’Abruzzo, Milano Linate e Torino. “Per la nostra regione – sottolineano – questo decreto ha un valore strategico: rafforza la connessione con Milano, principale hub economico e finanziario del Paese, e con Torino, polo industriale di riferimento, creando nuove opportunità per il tessuto produttivo, per il turismo e per l’occupazione. Le imprese abruzzesi potranno contare su collegamenti fondamentali per competere sui mercati nazionali e internazionali. Un intervento frutto dell’impegno e della collaborazione fra Governo e Regione”. Mannetti e D’Incecco ricordano che il tema della continuità territoriale aerea era già stato posto all’attenzione negli anni scorsi dall’allora presidente della Saga, Vittorio Catone, che ne aveva evidenziato la necessità nell’ambito del nuovo Piano Nazionale Aeroporti. “In più occasioni – spiegano – era stata sottolineata l’importanza di mettere tutti gli scali sullo stesso piano, nel rispetto delle logiche di mercato, chiedendo di valutare la continuità territoriale con gli aeroporti di Milano e collegamenti diretti con gli scali delle isole. Oggi finalmente grazie al Ministro Salvini il decreto di attivazione”.

Continua a Leggere

Ultim'ora

TEATRO DELLE VITTORIE: L’AUTONOMO SINDACATO AUDIOVISIVI LANCIA UNA PETIZIONE NAZIONALECONTRO LA VENDITA E PROPONE UN GRANDE POLO PUBBLICO DELL’AUDIOVISIVO

Pubblicato

a

Nicola De Toma

Redazione-  L’A.S.A. – Autonomo Sindacato Audiovisivi annuncia il lancio di una petizione pubblica per dire no alla vendita del Teatro delle Vittorie e promuovere un progetto concreto di rilancio culturale, produttivo e formativo di uno dei luoghi più simbolici della storia televisiva italiana.

Il Teatro delle Vittorie non è un semplice immobile, ma un luogo che rappresenta una parte fondamentale della memoria collettiva del Paese. Inserito nella storica “cittadella della TV” nel quartiere Prati delle Vittorie, ha contribuito a costruire l’identità culturale italiana attraverso decenni di produzione televisiva. Oggi questo spazio rischia di essere alienato o snaturato, perdendo definitivamente la sua funzione pubblica e culturale.

Per questo l’A.S.A. propone una riconversione ambiziosa e sostenibile capace di trasformare il Teatro delle Vittorie in un sistema integrato al servizio dell’audiovisivo italiano. L’idea è quella di realizzare un Museo Nazionale dell’Audiovisivo inserito nel sistema dei musei del Ministero della Cultura, con esposizioni permanenti e temporanee, archivi digitali interattivi e installazioni immersive dedicate alla storia della radio, della televisione e del cinema italiani. Accanto a questo, il progetto prevede la creazione di un’Officina della Televisione e dell’Audiovisivo, un centro di formazione e produzione in collaborazione con la Lazio Film Commission, con scuole permanenti per autori e tecnici, laboratori creativi e programmi di alta formazione professionale.

La proposta include inoltre lo sviluppo di un polo produttivo e tecnologico dotato di studi televisivi, sale di post-produzione, spazi di lavoro condivisi e ambienti dedicati a eventi e conferenze, aperti alla collaborazione con aziende del broadcasting e dell’innovazione. Il tutto inserito in un sistema integrato che coinvolga direttamente realtà come RAI, Cinecittà, Regione Lazio e Fondazione Cinema per Roma, con l’obiettivo di creare un ecosistema unico in Italia.

Il modello immaginato è di tipo misto pubblico-privato, con l’accesso a fondi europei destinati a cultura, formazione e innovazione, affiancati da partnership industriali e da un utilizzo dinamico degli spazi. In questo modo, il Teatro delle Vittorie potrebbe essere trasformato da costo passivo a motore economico, culturale e occupazionale.

“Il Teatro delle Vittorie è memoria viva del nostro Paese. Pensare di venderlo significa rinunciare a una parte della nostra identità culturale”, dichiara il segretario dell’A.S.A., Nicola De Toma. “Non ci limitiamo a dire no: proponiamo una visione concreta, sostenibile e capace di generare lavoro, formazione e innovazione. Roma è il centro naturale dell’audiovisivo italiano e questo luogo deve tornare a essere protagonista del futuro del settore.” De Toma sottolinea inoltre l’urgenza di un confronto istituzionale: “Chiediamo alle istituzioni di aprire immediatamente un tavolo di dialogo. Questa è un’occasione storica per trasformare un rischio in una grande opportunità per tutto il Paese”.

L’A.S.A. chiede quindi il blocco immediato di qualsiasi ipotesi di dismissione, l’apertura di un tavolo istituzionale con tutti i soggetti coinvolti e la valutazione esclusiva di un progetto di riconversione pubblica secondo il modello proposto.

Cittadini, lavoratori e professionisti del settore possono sosteere l’iniziativa firmando la petizione al seguente link: https://www.change.org/p/no-alla-vendita-del-teatro-delle-vittorie

Il Teatro delle Vittorie può tornare a essere ciò che è sempre stato: un luogo di creazione, di racconto e di futuro. Non lasciamo che diventi solo un bene immobiliare, ma facciamolo diventare un vero polo nazionale dell’audiovisivo.

Continua a Leggere

Ultim'ora

LEGGE MONTAGNA, D’ERCOLE: “DAL 2027 PLURICLASSI A CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO, MONTEFINO E CASTILIENTI: VA SCONGIURATO”

Pubblicato

a

Vincenzo dercole alla Camera

Redazione-  “A Castiglione Messer Raimondo, Montefino e Castilenti già dal 2027 cadrà, per quanto riguarda l’Istituto comprensivo Valle del Fino, la possibilità di formare classi con dieci alunni. Significherà pressoché con certezza l’avvio delle pluriclassi: dobbiamo assolutamente fare in modo che non accada”: lo ha detto alla Camera dei deputati Vincenzo D’Ercole, sindaco di Castiglione Messer Raimondo, intervenendo a un’iniziativa in cui primi cittadini da dodici regioni italiane hanno esposto gli effetti negativi nei territori che amministrano della nuova classificazione dei Comuni montani, che riduce i centri detentori dello status. In Abruzzo, allo stato attuale, saranno in 27 a perdere benefici e finanziamenti.

D’Ercole, che è anche vicepresidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo, ha detto: “I cinque Comuni in cui ricade l’Istituto comprensivo Valle del Fino erano sino a qualche mese tutti montani. Con la nuova legge e la nuova classificazione, tre di questi – Montefino, Castiglione Messer Raimondo e Castilenti – andranno a perdere lo status e conseguentemente la possibilità di creare classi con dieci alunni. L’Ufficio scolastico regionale mi ha assicurato che questo non accadrà per quanto riguarda l’anno scolastico 2026/2027, visto che gli organici sono stati già formati, ma avverrà l’anno successivo, il 2027/2028: se la legge non cambierà saremo obbligati a fare classi da almeno quindici alunni e conseguentemente ci saranno pluriclassi, visto che ci sono sufficienti risorse umane. E’ una situazione persino paradossale: parliamo di una scuola che ricade in cinque comuni, ma in due di questi ci saranno condizioni più favorevoli degli altri tre. E’ un esempio concreto delle distorsioni che crea la nuova classificazione: chiaro che l’obiettivo primario è cancellarla, ma in alternativa almeno si salvino agevolazioni così vitali per le nostre comunità”.
Nei giorni scorsi oltre settanta Comuni in tutta Italia, di cui sette abruzzesi, hanno formalmente presentato una serie di ricorsi al TAR Lazio contro il decreto attuativo della nuova classificazione dei Comuni montani adottato dal Governo dopo l’intesa in Conferenza Unificata. Quelli della nostra regione sono Archi, Castellalto, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino Attanasio, Roccemontepiano e Turrivalignani. Alla base della questione posta davanti al TAR Lazio vi è una critica netta e facilmente comprensibile: la nuova classificazione riduce la “montanità” a una questione meramente altimetrica, fondata quasi esclusivamente su parametri come l’altezza sul livello del mare e la pendenza del territorio. Una scelta che, secondo i Comuni ricorrenti, non è in grado di rappresentare la realtà concreta delle aree interne e appenniniche del Paese, dove la condizione di svantaggio non dipende soltanto da fattori geografici, ma da elementi ben più complessi e rilevanti: la distanza dai servizi essenziali, le difficoltà di accesso a sanità e istruzione, la fragilità delle infrastrutture, lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione. Ignorare questi fattori significa produrre una classificazione che non fotografa il territorio, ma lo distorce, generando disparità evidenti tra Comuni con caratteristiche simili trattati in modo completamente diverso. La perdita dello status di “comune montano”, inoltre, non rappresenta un semplice mutamento formale, ma comporta conseguenze concrete e immediate. I territori esclusi rischiano di perdere accesso a risorse fondamentali per lo sviluppo, a incentivi per le imprese e per i giovani, a strumenti di sostegno alla residenzialità e alla natalità. Ancora più preoccupanti sono gli effetti sui servizi pubblici essenziali, a partire dalla scuola, come si vede nel caso denunciato dal sindaco D’Ercole. Si può arrivare in alcune circostanze al rischio di chiusura dei plessi.
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza