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Territorio

Concerto dell’alba a Ortona, tra le note della Sinfonica Tosti e l’arte di Trivilino

La magia del risveglio a Ortona: il 10 agosto torna il Concerto dell’alba in piazza Tosti con la Sinfonica e le sculture in ferro di Pietro Trivilino. 🌅 🎶

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concerto allalba - lorenza sorino

Ortona – Nel fitto ordito delle manifestazioni estive che animano la costa adriatica e i borghi storici d’Abruzzo, la musica eseguita alle prime luci del giorno si conferma uno strumento formidabile per promuovere il turismo d’esperienza e consolidare i legami comunitari. La città d’arte di Ortona, nella provincia di Chieti, si appresta a rinnovare uno dei suoi appuntamenti più suggestivi e attesi della stagione balneare. Lunedì 10 agosto 2026, a partire dalle ore 5:30 del mattino, la centrale e monumentale Piazza del Teatro Tosti ospiterà la nuova edizione del “Concerto dell’alba – Alchimia di luce”. L’evento, nato da un’intuizione artistica di Lorenza Sorino per la scuderia di Unaltroteatro, si offre ai residenti, alle famiglie e ai numerosi turisti come un viaggio sensoriale ed emotivo unico, capace di unire la solennità delle composizioni orchestrali al risveglio della natura all’orizzonte del nuovo giorno.

La direzione del maestro Paolo Angelucci e i cinque elementi della terra

L’architettura della performance si sviluppa attorno a un ricercato ed elegante percorso sinfonico strutturato per deostruire la rigidità dei tradizionali concerti d’aula. Il baricentro musicale della manifestazione sarà affidato all’esecuzione rigorosa dei professori d’orchestra della storica Orchestra Sinfonica Tosti, guidata sul proscenio dalla bacchetta del maestro Paolo Angelucci. Il direttore ha curato una scaletta flessibile e priva di automatismi, incentrata sulla scomposizione di colonne sonore cinematografiche di altissimo spessore intellettuale, raramente eseguite dal vivo. La selezione dei brani risponde alla precisa volontà di legare le partiture acustiche ai quattro elementi primordiali della terra (terra, acqua, fuoco, aria) a cui si unisce l’etere come quinto elemento immateriale, amplificato dal crepuscolo e dal contatto con il mare.

Le letture teatrali di Lorenza Sorino e l’alchimia del nuovo giorno

Ad accompagnare il flusso delle note e la progressiva transizione della luce naturale sulla facciata del teatro ci saranno le letture e gli interventi recitati curati sul campo dalla stessa attrice e regista Lorenza Sorino. Le parole della saggistica teatrale e della poesia si fonderanno in tempo reale con le frequenze degli strumenti ad arco e dei fiati, creando una profonda alchimia spirituale adatta a stimolare il pensiero critico e l’ascolto consapevole del pubblico. L’ideatrice ha voluto sottolineare lo spessore etico del progetto, concepito come un porto sicuro per il benessere interiore e per l’educazione affettiva dei cittadini, invitando la platea a riappropriarsi dei luoghi del cuore della municipalità ortonese lontano dalle asfissia delle tifoserie e della fretta quotidiana.

L’esposizione del Pinocchio in ferro di Pietro Trivilino

Un capitolo di straordinario rilievo civile e storiografico all’interno del festival investe il recupero della memoria storica locale attraverso l’esposizione straordinaria di un capolavoro della plastica contemporanea. Durante lo svolgimento del concerto, la piazza ospiterà la scultura restaurata di Pinocchio, opera monumentale del compianto scultore Pietro Trivilino. Riconosciuto storicamente dalle istituzioni e dal popolo come il mitico “maestro del ferro” per la sua straordinaria capacità artigianale di flettere il metallo pesante trasformandolo in poesia visiva, Trivilino rappresenta un faro culturale per la provincia chieti. L’allestimento e la tutela del manufatto sono stati resi possibili grazie alla cooperazione trasparente di Armando Carusi, noto ristoratore e promotore culturale ortonese da anni in prima linea nella valorizzazione del patrimonio immateriale del territorio.

I canali operativi dello IAT per l’acquisto dei biglietti di ingresso

Sotto il profilo strettamente logistico e operativo, l’organizzazione raccomanda ai visitatori e alle famiglie di procedere con tempestività all’acquisizione dei titoli di accesso nel rispetto delle regole di sicurezza e afflusso del sito. Per azzerare i labirinti burocratici ed evitare le code alle prime ore dell’alba, i cittadini onesti possono richiedere i biglietti e ricevere le informazioni di dettaglio h24 rivolgendosi direttamente al personale dell’ufficio IAT (Informazione e Accoglienza Turistica), situato in Piazza della Repubblica 9 a Ortona. La direzione ha inoltre attivato un filo diretto con gli utenti tramite il recapito telefonico ufficiale della struttura, garantendo un’assistenza personalizzata e trasparente a tutti i partecipanti.

I biglietti e le informazioni di dettaglio per la partecipazione possono essere richiesti direttamente presso l’ufficio IAT situato in Piazza della Repubblica 9 a Ortona, oppure contattando il numero telefonico 0859063841.

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Territorio

Oltre il profumo c’è il cuore: a Collelongo il miracolo della lavanda unisce l’intera Marsica. Un viaggio tra natura, inclusione e speranza

Il miracolo dei fiori che uniscono le persone: sabato 8 agosto a Collelongo va in scena la distillazione della lavanda! Un evento aperto a tutte le famiglie per riscoprire il profumo della natura, l’inclusione sociale e l’orgoglio del territorio marsicano. Impossibile mancare! 🌿 💜 🏔️

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Locandina Evento Collelongo

Collelongo (L’Aquila)“Il mondo non è una scatola da utilizzare, ma un giardino da curare e far fiorire attraverso le relazioni fra uomo e natura”. Proprio con queste profondissime e profetiche parole di Papa Francesco, si apre idealmente uno dei capitoli più belli, umani e suggestivi dell’intera estate abruzzese. In un mondo moderno che corre troppo veloce, spesso schiacciato dal cemento delle città e dall’alienazione tecnologica, c’è fortunatamente ancora chi decide con coraggio di fermarsi, di chinarsi dolcemente verso la terra e di ascoltare il respiro antico della montagna. Accadrà il prossimo sabato 8 agosto, a partire dalle ore 10:00, in uno degli angoli rurali più incantevoli della nostra regione: lo splendido Lavandeto di Collelongo. Qui, nel cuore verde e pulsante della Marsica, andrà solennemente in scena un evento dal valore umano inestimabile, capace di intrecciare in un unico abbraccio la tutela dell’ambiente, la solidarietà sociale, la cultura e la scienza: “La distillazione inclusiva e partecipativa della lavanda”. Non sarà, vi avvisiamo subito, una semplice gita fuori porta della domenica, ma un’autentica e commovente esperienza di guarigione per l’anima.

Un viaggio sensoriale tra tradizioni contadine e la magia dell’innovazione scientifica

L’appuntamento di sabato è stato amorevolmente e sapientemente concepito dagli organizzatori per offrire a tutti i partecipanti — dai bambini meravigliati fino ai nonni — un’immersione totale, fisica e coinvolgente nel ciclo miracoloso della natura. Chi arriverà al Lavandeto, respirando a pieni polmoni l’aria frizzante, avrà il rarissimo privilegio di poter seguire con i propri occhi e con le proprie mani l’intero percorso vitale della pianta: dal momento quasi sacro e antico della raccolta manuale dei delicati fiori violacei, fino all’ottenimento finale di un raffinato e purissimo olio essenziale. E proprio in questa fase, l’antica tradizione agricola si fonderà meravigliosamente con il futuro: il processo di estrazione avverrà attraverso l’innovativa tecnica della “distillazione in corrente di vapore sottovuoto”. Questa tecnologia d’avanguardia, che affascinerà enormemente sia i grandi che i piccini, è l’unica oggi capace di estrarre dolcemente l’anima segreta della pianta, preservandone integralmente e senza inutili traumi le più nobili e benefiche caratteristiche aromatiche e le preziose proprietà fitoterapiche. Sarà un trionfo inebriante di profumi autentici, un massaggio olfattivo che riporterà i presenti alla bellezza delle cose semplici e vere di un tempo.

Il cuore pulsante del progetto: l’inclusione sociale e la rete umana di “Percorsi Solidali”

Ma il vero capolavoro di questa giornata non è solo esclusivamente agricolo o botanico, è soprattutto profondamente umano. L’iniziativa nasce dal cuore grande e dalla convinta volontà dell’Associazione “Percorsi Solidali” A.P.S. di Collelongo, sapientemente e instancabilmente guidata dal Professor Sandro Valletta. Un’associazione che da anni combatte in trincea, in prima linea, per promuovere attività orientate all’inclusione sociale, per far sì che assolutamente nessuno, nei nostri splendidi borghi montani, venga mai lasciato indietro o si senta inutile. L’evento rappresenta la luminosa vittoria di una straordinaria rete umana, arricchita dal contributo vitale di partner appassionati del calibro di Romeo Abruzzo e Carmine Venettacci per Collelongo, Roberta Falcioni per Pereto e Simone Giffi per Massa d’Albe. Insieme hanno dimostrato nei fatti che la parola “solidarietà” non è un concetto vuoto da sbandierare, ma un edificio che si costruisce sul campo, sudando insieme. Non a caso, questa preziosa giornata fa parte del più ampio e meritorio progetto “Marsica per Tutti”, orgogliosamente finanziato dalla Regione Abruzzo (grazie al Fondo Sociale Regionale) con un robusto investimento di 312.000 euro, destinato proprio a sostenere concretamente programmi speciali di innovazione e interventi inclusivi di altissimo interesse per la collettività.

Mani sporche di terra e laboratori a cielo aperto: un’esperienza indimenticabile per le famiglie

Il ricchissimo cartellone delle attività previste per l’8 agosto è un vero e proprio inno alla gioia e alla condivisione comunitaria. Non ci saranno spettatori passivi seduti a guardare, ma solo attori protagonisti assoluti. Attraverso il dolcissimo e coinvolgente workshop “Adotta un fiore”, ogni partecipante stringerà un patto simbolico ed eterno con la natura. Seguirà la fondamentale fase di “distillazione partecipativa”, in cui ogni singola persona (comprese le persone con fragilità) potrà contribuire concretamente, con le proprie mani, alla magica realizzazione dell’olio essenziale. L’immenso prato si trasformerà in una gigantesca aula didattica all’aria aperta, immersa nella straordinaria e fragile biodiversità marsicana. Ci saranno dimostrazioni pratiche sulle tecniche corrette di raccolta, profondi momenti di condivisione botanica sulle caratteristiche cosmetiche degli oli, ma soprattutto ci saranno sorrisi sinceri e il piacere quasi dimenticato di sporcarsi le mani di terra per imparare qualcosa di nuovo. Sarà un potente e formidabile antidoto contro l’isolamento e la dipendenza dai cellulari che affligge le nostre giovani generazioni.

Custodi fieri della bellezza: la maestosa cornice delle montagne del Parco Nazionale

Tutto questo, è bene ricordarlo, non avverrà affatto all’interno di un anonimo e grigio capannone industriale, ma all’interno di un tempio naturale a cielo aperto e senza pareti. Il magnifico Lavandeto di Collelongo è infatti dolcemente impreziosito e protetto dall’imponente, silenziosa e maestosa cornice delle montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Uno scenario di rara suggestione e potenza visiva, dove le infinite sfumature violacee dei filari di lavanda accarezzati dal sole, i profumi intensi delle erbe officinali mosse dal vento, il silenzio curativo della natura incontaminata e la prepotente bellezza del paesaggio rurale andranno a comporre una vertiginosa sinfonia di emozioni. Un quadro vivente e pulsante che lascerà un ricordo semplicemente indelebile nel cuore di chi avrà la fortuna di esserci.

Un invito aperto per ritrovarsi: trasformare un fiore in un solido seme di speranza

L’intera manifestazione rappresenta, in definitiva, una luminosa, orgogliosa e disperata dichiarazione d’amore per l’identità culturale della nostra amata Marsica. L’invito a partecipare è aperto calorosamente a chiunque — famiglie, turisti, giovani e anziani — desideri trascorrere una giornata diversa dal solito, lontana anni luce dallo stress cittadino. Una giornata indimenticabile all’insegna della conoscenza pura, della condivisione umana e della necessaria valorizzazione delle nostre inimitabili eccellenze montane. Sabato mattina, trasformando un semplice, piccolo fiore di lavanda in una preziosa essenza profumata capace di curare il corpo, l’intera comunità di Collelongo ci insegnerà la lezione di vita forse più grande di tutte: solo cooperando fianco a fianco e prendendoci cura gli uni degli altri potremo distillare la vera speranza per il futuro del nostro territorio.

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Piana del Cavaliere

Il miracolo della Piana del Cavaliere: il Festival compie 10 anni e trasforma la grande musica in un abbraccio tra le anime

Molto più di un semplice evento musicale: il Festival della Piana del Cavaliere compie 10 anni e trasforma il teatro in un ponte per curare le anime! Da Beethoven a Pippi Calzelunghe, un programma straordinario all’insegna della “Prossimità” e del calore umano. Scopri le date! 🎻 🎶 ❤️

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Festival della Piana del Cavaliere

Redazione – Viviamo in un’epoca storica profondamente paradossale, in cui la moderna tecnologia ci illude di essere iper-connessi con il mondo intero 24 ore su 24, eppure ci sentiamo spesso drammaticamente soli, distanti, incompresi e isolati dietro i freddi e silenziosi schermi dei nostri smartphone. In questa società liquida, che corre troppo veloce senza mai trovare il tempo per guardarsi sinceramente negli occhi, la vera e propria rivoluzione non è più quella tecnologica o finanziaria, ma quella umana. E questa meravigliosa, dirompente e pacifica rivoluzione andrà solennemente in scena dal 29 agosto al 13 settembre 2026 nello storico e suggestivo Teatro Mancinelli, grazie alla decima, attesissima edizione del Festival della Piana del Cavaliere. Non si tratta assolutamente di un semplice e noioso calendario di concerti estivi da scorrere distrattamente, ma di un traguardo storico che racconta dieci lunghissimi anni di passione inestinguibile, di immensi sacrifici organizzativi e di un impegno totale nella valorizzazione della cultura dal basso. Dieci anni trascorsi a dimostrare, sul campo, che la musica d’autore non è un freddo prodotto commerciale da consumare in cuffia, ma il linguaggio umano universale per eccellenza, l’unico vero ponte emotivo capace di abbattere le distanze sociali e curare magicamente le ferite dell’anima.

Il significato filosofico e profondo della “Prossimità”: quando il teatro diventa casa

Il cuore pulsante, tematico e concettuale di questa decima edizione è racchiuso interamente in una parola magica, evocativa e antichissima: “Prossimità”. Come spiegano in modo brillante e toccante gli stessi organizzatori del Festival, «essere prossimi significa non essere così vicini da risultare sovrapposti e non così lontani da essere perennemente distanti. Significa, in sostanza, essere individui che tendono dolcemente gli uni verso gli altri, nella totale consapevolezza e nel puro interesse per l’identità del prossimo a cui ci stiamo avvicinando». È una meravigliosa dichiarazione d’amore verso l’umanità ferita dei nostri giorni. Sotto questa luce calda e accogliente, il Teatro Mancinelli smette di colpo di essere un semplice, asettico palcoscenico per intellettuali e si trasforma in un laboratorio vitale di esperienze empatiche, dove il rigido confine tra chi suona lo strumento e chi ascolta seduto in platea si dissolve dolcemente nel buio. Il ricchissimo cartellone proposto per l’edizione 2026 attraversa come un fiume in piena l’intera storia dell’anima europea: dal repertorio operistico a quello sinfonico e cameristico, affiancando sapientemente il teatro musicale, la grande letteratura e momenti inestimabili di alta formazione per i giovani talenti.

L’emozione pura dell’apertura: Beethoven in veste intima e la magia infantile di Pippi Calzelunghe

L’attesa inaugurazione del prestigioso Festival, fissata per il pomeriggio del 29 agosto, è stata pensata intelligentemente per abbracciare letteralmente tutte le generazioni. Nel primo pomeriggio, le pesanti porte del teatro si spalancheranno con gioia per accogliere le risate cristalline dei bambini e la tenerezza delle giovani famiglie con lo spettacolo “Pippi Calzelunghe”, brillantemente prodotto da La Corelli. Una scelta registica fortemente voluta per ricordare a tutti che la grande cultura non è e non deve mai essere un salotto elitario e chiuso per pochi intenditori, ma un coloratissimo parco giochi per l’anima che ha il dovere morale di incantare e formare fin dalla più tenera età. In serata, invece, andrà in scena un capolavoro assoluto e titanico che farà vibrare i cuori dei puristi della classica: l’immortale Sinfonia n. 6 di Ludwig van Beethoven (la celebre Pastorale), proposta però in una rarissima, preziosa e storica versione per sestetto d’archi. Affidata alle sapienti e fatate mani del gruppo da camera dell’Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani, la celebre opera abbandonerà per una notte la sua tradizionale maestosità sinfonica per restituire all’ascoltatore un Beethoven intimo, viscerale, delicatissimo e di straordinaria intensità emotiva.

Il trionfo assoluto del Belcanto, la profondità di Mahler e l’eterno omaggio al genio di Puccini

La calda voce umana, ovvero il più antico e perfetto di tutti gli strumenti musicali, sarà il filo d’oro prezioso che legherà molte delle notti stellate del Festival. Il 30 agosto, la magia scenderà in sala con l’evento “Una notte di Belcanto – Rossini, Verdi e…”. Si tratterà di un viaggio appassionato e travolgente tra i giganti assoluti dell’opera italiana, guidato magistralmente dal soprano Elisa Balbo, dolcemente accompagnata dall’arpa sognante di Antonella De Franco, dal pianoforte impeccabile di Davide Cavalli e dalla suadente voce narrante di Sandro Cappelletto. La commozione sincera è assicurata anche per la suggestiva serata del 3 settembre, quando il pluripremiato Ensemble InCanto diretto da Fabio Maestri accompagnerà il mezzosoprano Marina Comparato in un programma struggente che accosterà l’intimismo di Gustav Mahler al genio musicale di Alban Berg. E per i grandi amanti del melodramma italiano, l’11 settembre sarà una data da cerchiare in rosso fuoco sul calendario: un imponente Galà lirico interamente ispirato alle struggenti note de La Bohème di Giacomo Puccini, realizzato in preziosa collaborazione istituzionale con il blasonato Teatro Carlo Felice di Genova.

Dalle profonde parole di Calvino all’energia travolgente del grande concerto sinfonico

La “prossimità”, come abbiamo detto, è anche sinonimo di continuo dialogo costruttivo tra arti diverse. Il 12 settembre, infatti, la musica lascerà per un attimo il passo al peso specifico e alla profondità della parola scritta con le “Lezioni Americane”, un’affascinante e imperdibile conferenza letteraria dedicata alle figure di Italo Calvino e Luciano Berio. Ma la stessa identica sera, il teatro tornerà letteralmente a tremare e a vibrare sotto i colpi dell’energia pura, grazie al Gran Concerto Sinfonico dell’Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani. Sotto la direzione magistrale del maestro Nicola Paszkowski e con le mani sapienti di Luigi Carroccia al pianoforte, il pubblico in sala sarà travolto dalle potenti ondate emotive del Concerto in la minore op. 54 di Robert Schumann e dall’inarrestabile, furiosa vitalità della Sinfonia n. 7 di Beethoven. Sarà, di fatto, il preludio perfetto alla grande e commossa chiusura generale del 13 settembre, affidata alle eleganti, raffinate e originalissime sonorità del Georgian Quartet, capace di unire abilmente la storica tradizione europea ai fascini musicali e misteriosi delle antiche terre del Caucaso.

Non solo uno spettacolo formale: una vera scuola di vita e una luminosa comunità dell’ascolto

Ma l’immenso e lodevole lavoro del Festival della Piana del Cavaliere non vive fortunatamente di soli applausi a sipario calato. La sua vera, silenziosa ma dirompente grandezza risiede nella sua profonda anima pedagogica e formativa, portata avanti con estrema cocciutaggine in questi dieci anni attraverso masterclass di altissimo perfezionamento. I grandi maestri, infatti, scendono dal piedistallo dorato della loro fama per incontrare faccia a faccia i giovanissimi allievi e il pubblico, trasmettendo i segreti intimi della creatività musicale e rafforzando quel sentimento di reale “vicinanza” che dà linfa vitale all’intera manifestazione. Con il compimento di questo decimo, storico compleanno, il Festival si consacra in modo definitivo come un potentissimo faro di speranza nel buio panorama culturale italiano: un luogo benedetto dove si entra dalla porta principale come singoli individui distratti, chiusi in sé stessi e spaventati dalla vita, e da cui si esce rigenerati, facenti orgogliosamente parte di una grande, bellissima e solidale “comunità dell’ascolto”. Perché l’arte e la musica classica, prima ancora di essere un godibile spettacolo borghese, rappresentano storicamente il modo più bello, elegante e profondo che abbiamo a disposizione per prenderci spiritualmente cura l’uno dell’altro.

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Riforma idrica in Abruzzo, Radica (ALI): “Meno burocrazia, più risposte ai cittadini”

Riforma idrica in Abruzzo, l’affondo del presidente di ALI Angelo Radica: “Basta poltrone e duplicazioni, la Regione si concentri sui costi e sui disservizi subiti dai cittadini”. 💧 🏛️

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Radica

L’Aquila – Nel complesso scacchiere delle riforme dei servizi pubblici locali, della transizione ecologica e della gestione delle risorse primarie all’interno dell’Eurozona, l’efficientamento delle reti idriche rappresenta una priorità amministrativa non più rinviabile per le comunità territoriali. In concomitanza con l’avvio delle fasi decisive per l’approvazione del nuovo disegno di legge in Consiglio regionale, si registra un’importante e articolata presa di posizione da parte dei rappresentanti degli enti locali abruzzesi. Angelo Radica, presidente dell’associazione di Comuni ALI Abruzzo (Autonomie Locali Italiane), ha diffuso una nota ufficiale per sollecitare un profondo cambio di passo nel confronto politico. Radica ha invitato i consiglieri e la classe dirigente a deostruere i labirinti dei dibattiti puramente burocratici per rimettere al centro della programmazione i bisogni materiali, i costi vivi e le tutele reali che interessano la vita quotidiana dei cittadini onesti.

Il ruolo centrale dei sindaci come presìdi di ascolto sul territorio

La disamina della presidenza di ALI Abruzzo muove dalla ferma rivendicazione del ruolo sussidiario ed essenziale che i primi cittadini ricoprono quotidianamente nella gestione delle emergenze e dei servizi di vicinato. I sindaci costituiscono infatti il terminale più prossimo e il porto sicuro a cui le famiglie, i lavoratori e le imprese si rivolgono per segnalare disservizi, carenze strutturali o anomalie nei registri contabili delle bollette. Secondo la dottrina promossa da Radica, escludere o marginalizzare le municipalità dal percorso di pianificazione della riforma idrica regionale significherebbe allontanare le istituzioni dalla realtà materiale delle province, privando la legge di quel patrimonio di competenze tecniche e di conoscenza geografica indispensabile per formulare soluzioni efficaci e durature.

Standard insoddisfacenti: le sproporzioni di costi e le carenze nei mesi caldi

L’ordito della denuncia sociale sollevata dall’associazione esamina con realismo e trasparenza le forti criticità biologiche e infrastrutturali che colpiscono il comparto idrico in gran parte della penisola e, in modo mirato, in diversi distretti della regione. Ad oggi, la realtà contabile racconta che gli standard del servizio rimangono lontani da livelli soddisfacenti: le tariffe applicate agli utenti risultano spesso sproporzionate e troppo elevate rispetto alla qualità dell’erogazione, mentre aree significative dell’Abruzzo interno e costiero soffrono di pesanti e ripetitive carenze di fornitura durante i mesi caldi e i periodi critici della stagione estiva. Questa marcata asimmetria tra una zona e l’altra genera una condizione di ingiusta disparità civile che penalizza i territori più svantaggiati e le fasce deboli della popolazione.

L’acqua pubblica e la necessità di completare i requisiti in house

Per l’associazione dei Comuni, il dibattito sul numero ideale di gestori o sulla perimetrazione degli ambiti territoriali non deve trasformarsi in una sterile contesa ideologica tra tifoserie di partito, ma deve essere interpretato unicamente come un mezzo per blindare la natura pubblica dell’acqua, garantendo un’amministrazione equa, razionale e trasparente del servizio. Sotto il profilo strettamente normativo, Radica ha chiesto un’accelerazione rigorosa affinché le attuali società di gestione si attivino immediatamente per rispondere a tutti i severi requisiti imposti dalla legge per il mantenimento degli affidamenti in house, azzerando le opacità burocratiche e salvaguardando i livelli di occupazione stabile dei lavoratori del comparto.

Dalla fusione societaria contro i labirinti delle duplicazioni burocratiche

La ricetta di ALI Abruzzo per assicurare la sostenibilità economica e industriale del sistema prevede il superamento della vecchia frammentazione dei consorzi di bonifica e delle municipalizzate attraverso un percorso trasparente di fusione delle società. Questo hardware organizzativo unificato deve essere completato nel più breve tempo possibile, riducendo le scadenze e le paratie burocratiche per evitare l’asfissia di inutili e costose duplicazioni di poltrone e di soggetti decisionali. Razionalizzare la spesa e centralizzare gli investimenti per la riparazione delle condotte colpite da pesanti dispersioni rappresenta l’unica via per abbattere i costi di gestione, traducendo le riforme in una netta diminuzione delle tariffe e in un domani più sicuro per le future generazioni.

La cultura della risorsa naturale contro l’isolamento e lo spopolamento

In ultima analisi, l’appello lanciato da Angelo Radica si offre alla pubblica opinione come un solenne manifesto laico sul valore civile dei beni comuni e sul contrasto allo spopolamento montano dell’Appennino. Garantire un flusso idrico costante, pulito e a prezzi equi in ogni borgo della regione costituisce il pilastro più alto del moderno welfare culturale e rurale. Sradicare la discussione dall’isolamento individuale degli schermi digitali e delle reti virtuali, per ricondurla all’interno dell’aula del Consiglio regionale con senso di responsabilità e coraggio, è il dovere più alto della classe dirigente. La cooperazione trasparente tra la Regione, i sindaci e il capitale umano dei residenti rimane la via maestra per far crescere il territorio, dimostrando che il futuro dell’Abruzzo dipende dalla capacità di unire il merito dell’amministrazione all’amore profondo per le proprie radici.

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