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Cultura

DA HUBBLE ALLE SINAPSI: L’ARTISTA ITALIANO ALBERTO DI FABIO, A NEW YORK CON FONDAZIONE AVEDON E YOURBAN2030. UN EVENTO SPECIALE DI 3 GIORNI DOVE LA FISICA CONTEMPORANEA DIVENTA ARTE

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DA HUBBLE ALLE SINAPSI: L’ARTISTA ITALIANO ALBERTO DI FABIO, A NEW YORK CON FONDAZIONE AVEDON E YOURBAN2030. UN EVENTO SPECIALE DI 3 GIORNI DOVE LA FISICA CONTEMPORANEA DIVENTA ARTE

Redazione-  Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo, in un movimento che attraversa il cosmo e torna all’uomo, arriva a New York dall’8 al 10 maggio, con il patrocinio della Fondazione Avedon e il progetto editoriale IRAE di Yourban 2030, Astral journey into the timeless borders, evento speciale dell’artista italiano Alberto Di Fabio che per l’occasione trasforma le immagini del telescopio spaziale Hubble in sinapsi, traducendo gli studi della fisica contemporanea in arte. Trame neuronali che riscrivono visivamente la complessità dell’universo: galassie che diventano reti, stelle che si fanno impulsi, fino a restituire l’idea di un sistema vivo in cui il cosmo trova corrispondenza nel corpo umano.

Negli spazi di GR Gallery, a Tribeca – realtà attiva nella scena dell’arte contemporanea newyorkese – questa ricerca si traduce in una vera e propria “costellazione” pittorica: un ambiente in cui lo spettatore attraversa un campo di connessioni, dove macrocosmo e microcosmo collassano l’uno nell’altro, restituendo una visione unitaria e profondamente contemporanea.

La mostra accompagna il lancio del nuovo numero di IRAE, progetto editoriale promosso da Yourban 2030 e HF4, sotto la direzione creativa di Angelo Cricchi e la cura della visual editor Valeria Ribaldi, che arriva nella grande mela come un libro d’arte pensato per raccontare il presente. Non una semplice pubblicazione, ma un affaccio sul mondo.

IRAE è una serie editoriale e di visual storytelling dedicata all’ambiente, costruita per guardare oltre il visibile e immaginare scenari possibili, documentando al tempo stesso le tensioni del nostro tempo. Oltre 200 pagine in cui convergono grandi firme del contemporaneo artistico, critico e fotografico, con contenuti visivi ed estetici forti, capaci di attivare una riflessione condivisa. Ogni numero diventa una piattaforma aperta: poeti, scienziati, visionari, fotografi, illustratori e pensatori sono chiamati a scandagliare il presente, costruendo una comunità attorno ai temi della sostenibilità e della responsabilità collettiva.

È in questo contesto che il progetto assume a New York una dimensione ulteriore: un artista italiano come Alberto Di Fabio approda sulla scena internazionale all’interno di una cordata che vede due capofila italiani – Yourban 2030 e HF4 – farsi promotori di una visione condivisa. Non si tratta solo di una presenza espositiva, ma di una presa di parola: portare nel cuore della scena culturale globale una riflessione che tiene insieme cosmo e attualità, ricerca scientifica e crisi contemporanee.

La dimensione internazionale del progetto amplifica questo passaggio: New York diventa il luogo in cui linguaggi, discipline e provenienze diverse convergono per interrogare il presente. Le guerre, le fratture geopolitiche, le emergenze ambientali e le scommesse perse dell’essere umano entrano in questo racconto come parti di un sistema complesso, che l’arte – insieme all’editoria e al pensiero critico – prova a leggere, attraversare e ricomporre. Dopo aver attivato progetti nello spazio pubblico – dai mosaici in bioresina agli ecomurales fotocatalitici, fino agli interventi nelle metropolitane – IRAE, promosso da Yourban2030 di Veronica De Angelis con Maura Crudeli, compie così un passaggio ulteriore: l’editoria si fa spazio, si traduce in esperienza.

L’inaugurazione si terrà alla GC Gallery l’8 maggio alle ore 18.00.

Yourban 2030. Fondata nel 2018 a Roma da Veronica De Angelis, imprenditrice attiva nel campo dell’edilizia e della rigenerazione urbana, Yourban 2030 è una organizzazione no-profit italiana che lavora per la sostenibilità ambientale e sociale attraverso progetti di arte pubblica, innovazione e tecnologia green. Partendo dalla realizzazione del più grande eco-murale d’Europa (Hunting Pollution a Roma), ha promosso in Italia e all’estero interventi artistici con vernici fotocatalitiche e opere dedicate ai temi ambientali e sociali: dalla biodiversità marina alla salute, dall’inclusione LGBTQ+ alla lotta ai cambiamenti climatici. Tra i suoi progetti internazionali: Hunting Pollution e Outside In a Roma, Diversity in Bureaucracy ad Amsterdam, fino al primo green smart wall sonoro d’Italia a Noto. A New York ha già firmato un intervento presso la High School of Art and Design e dal 2025 prosegue la sua missione con Walls of Tomorrow e l’opera “Botanic Pulse” a Hell’s Kitchen.

Alberto Di Fabio (Roma, 1966) è un artista contemporaneo italiano noto a livello internazionale per una ricerca pittorica che unisce arte, scienza e spiritualità. La sua pratica si sviluppa attorno a una visione cosmica dell’esistenza, in cui l’essere umano è parte di un sistema universale fatto di energie, connessioni e vibrazioni. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, Di Fabio ha costruito un linguaggio visivo unico, riconoscibile per le sue trame fitte e luminose che richiamano strutture organiche e cosmiche: neuroni, costellazioni, galassie, reti invisibili. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private e sono state esposte in musei e gallerie internazionali. Uno degli elementi più iconici del suo lavoro sono le cosiddette mappe stellari: grandi superfici pittoriche in cui segni, punti e linee si intrecciano creando vere e proprie cartografie dell’universo. Queste mappe non rappresentano il cosmo in senso scientifico, ma evocano una dimensione interiore e universale allo stesso tempo. Il risultato è un’esperienza immersiva: lo spettatore non osserva semplicemente l’opera, ma viene “assorbito” in un campo visivo che suggerisce espansione, profondità e interconnessione.

La Richard Avedon Foundation è un’istituzione dedicata alla tutela, allo studio e alla valorizzazione dell’opera di Richard Avedon (1923–2004), uno dei più influenti fotografi del XX secolo. Fondata dopo la sua scomparsa, la Foundation ha il compito di preservare l’integrità del suo vasto archivio – che comprende fotografie, negativi, stampe, pubblicazioni e materiali editoriali – e di promuoverne la diffusione a livello internazionale attraverso mostre, pubblicazioni e collaborazioni con musei e istituzioni culturali. Il lavoro di Avedon ha rivoluzionato la fotografia di moda e il ritratto, portando una forte carica narrativa ed emotiva all’interno dell’immagine.

Nel corso della storia della scienza, strumenti rivoluzionari hanno segnato avanzamenti decisivi nella comprensione del mondo. Il telescopio spaziale Hubble ne è una delle espressioni più emblematiche: per progettazione, tecnologia e capacità operativa, si è affermato come uno degli osservatori più trasformativi mai realizzati. Dall’analisi della composizione atmosferica dei pianeti extrasolari fino alla scoperta dell’energia oscura, Hubble ha profondamente ridefinito lo sguardo dell’umanità sull’universo.

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Cultura

Arte, cinema e giovani a Napoli: a Sant’Anna dei Lombardi il docufilm su Nicholas Tolosa con il regista Umberto Santacroce

Lunedì 19 ottobre alle 15:30 al Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi a Napoli grande incontro tra arte e cinema con l’artista Nicholas Tolosa e il regista Umberto Santacroce per la proiezione del docufilm “Il pittore degli sguardi”. Un appuntamento formativo promosso da ParteNeapolis e Proodos per i giovani del Servizio Civile, arricchito da una mostra delle opere di Tolosa aperta fino a fine novembre. Tutti i dettagli: 👇

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locandina evento Napoli

Napoli – L’arte contemporanea che dialoga con la maestosità del Rinascimento napoletano, il cinema documentario come strumento di indagine antropologica e il Servizio Civile Universale come vivaio di cittadinanza attiva e tutela del patrimonio monumentale. Si preannuncia come un appuntamento di straordinaria densità culturale e formativa l’iniziativa in programma lunedì 19 ottobre 2026, a partire dalle ore 15:30, presso il Complesso Monumentale di Sant’Anna dei Lombardi in piazza Monteoliveto 5, nel cuore antico di Napoli.

Al centro del pomeriggio vi sarà la proiezione speciale del docufilm “Nicholas Tolosa – Il pittore degli sguardi”, raffinata opera cinematografica firmata dal regista Umberto Santacroce. Un momento di incontro e confronto serrato che vedrà l’artista e il cineasta dialogare a tu per tu con i giovani operatori volontari del Servizio Civile, aprendo al contempo le porte a una prestigiosa mostra personale delle opere di Tolosa allestita all’interno della navata della chiesa e visitabile fino alla fine di novembre 2026.

“Il pittore degli sguardi”: la pittura civile di Nicholas Tolosa nella lente di Santacroce

Il docufilm realizzato da Umberto Santacroce esplora l’universo poetico e la rigorosa ricerca visiva di Nicholas Tolosa. Artista campano noto a livello nazionale e internazionale per la sua cifra stilistica inconfondibile, Tolosa ha incentrato la sua produzione su una pittura monocroma, essenziale e graffiante, dove il contrasto chiaroscurale tra bianchi, neri e grigi esalta l’intensità drammatica dei volti e, soprattutto, la potenza espressiva degli occhi.

Nelle sue tele, gli sguardi non sono semplici ritratti fisionomici, ma specchi dell’inquietudine contemporanea: occhi che denunciano le violenze di genere, le ferite delle guerre, l’emarginazione sociale e le ipocrisie del potere mediatico. Il lavoro di regia di Santacroce pedina l’artista nella solitudine del suo studio, documentando il gesto pittorico, la scelta dei pigmenti e il lento affiorare delle figure sulla tela, trasformando il racconto biografico in una meditazione visiva sul ruolo etico dell’arte nella società odierna.

Filmmaking e Cinema Documentario: La Fotocamera Cinema Line Professionale 4K

Per registi, documentaristi d’arte e direttori della fotografia che realizzano riprese cinematografiche in spazi monumentali con sensore retroilluminato Super 35 / Full-Frame, scienza del colore S-Cinetone e registrazione a 10-bit 4:2:2 ad altissima gamma dinamica: la macchina da presa compatta di riferimento nel cinema indipendente è la serie Sony Cinema Line FX30 (o la leggendaria Sony FX3):

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Doppia base ISO per riprese impeccabili in condizioni di luce scarsa nelle chiese monumentali, ventola di raffreddamento interna per registrazioni non-stop e maniglia superiore con ingressi audio XLR professionali.

La mostra nella Chiesa di Monteoliveto: il ponte tra passato e contemporaneo

Ad arricchire l’appuntamento è la mostra personale di Nicholas Tolosa allestita negli spazi di Sant’Anna dei Lombardi, capolavoro del Rinascimento toscano a Napoli celebre nel mondo per la Sacrestia del Vasari e lo straziante Compianto sul Cristo Morto di Guido Mazzoni. Collocare le tele cariche di tensione civile di Tolosa accanto ai marmi rinascimentali crea un cortocircuito temporale affascinante, dove il dolore sacro del passato si rispecchia nelle angosce e nelle speranze dell’uomo contemporaneo.

L’esposizione, visitabile per tutto il mese di ottobre e novembre, offre ai turisti e alla cittadinanza un’opportunità unica per riflettere sulle ferite del nostro tempo attraverso la grammatica della bellezza e del silenzio.

Il Servizio Civile e il progetto “L’A.R.C.A.”: giovani custodi della bellezza

L’incontro assume un profondo significato formativo nell’ambito delle politiche giovanili. Il Complesso Monumentale Sant’Anna dei Lombardi è una delle sedi di punta della rete Proodos, cooperativa sociale da oltre vent’anni pioniera nella costruzione di percorsi di inclusione e cittadinanza. La gestione quotidiana e la valorizzazione turistico-culturale del sito sono affidate alla Cooperativa Sociale ParteNeapolis, guidata dal presidente Mario Sicignano e dalla vicepresidente Ambra Giglio.

L’evento rientra organicamente nel programma “L’A.R.C.A. – Ambiente, Risorse Culturali ed Artistiche”, coordinato sul campo dalle responsabili di sede Flora Vaccaro, Marina Calitri e Immacolata De Marco, punti di riferimento per i diciotto volontari del Servizio Civile attivi nel complesso e per i circa trenta giovani complessivamente coinvolti nel progetto metropolitano. Per questi ragazzi, l’incontro con Tolosa e Santacroce non è solo una lezione teorica, ma un’immersione pratica nelle professioni della cultura, fornendo loro gli strumenti narrativi ed estetici per diventare guide consapevoli e promotori di un turismo etico e sostenibile per la città di Napoli.

Riepilogo e coordinate per partecipare

L’evento formativo con proiezione del docufilm si svolgerà lunedì 19 ottobre 2026 alle ore 15:30 presso la Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi in piazza Monteoliveto 5 a Napoli. La mostra delle opere di Nicholas Tolosa resterà aperta al pubblico fino alla fine di novembre 2026, confermando il complesso monastico come polo pulsante di dialogo tra arte antica, linguaggi del cinema e nuova linfa generazionale.

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Cultura

“Una torta, due baci” di Sami Mulaj: memoria, riscatto e dignità albanese sbarcano in Italia con la traduzione di Angela Kosta

Arriva su Amazon in traduzione italiana “Una torta, due baci”, la potente raccolta di racconti dello scrittore albanese Sami Mulaj tradotta da Angela Kosta. Dalle ombre della dittatura comunista alla diaspora a New York, un viaggio toccante tra amori che sconfiggono le antiche vendette, famiglie divise dai confini e il riscatto della dignità umana. Scopri tutti i dettagli e i temi di un’opera fondamentale: 👇

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"UNA TORTA, DUE BACI" DI SAMI MULAJ

Roma – Custodire le cicatrici del passato senza permettere che si trasformino in una condanna perenne per il futuro. È questo il cuore pulsante e l’imperativo etico di “Una torta, due baci”, l’intensa raccolta di racconti dello scrittore albanese Sami Mulaj, ora disponibile sulla piattaforma globale di Amazon nella preziosa e accurata traduzione italiana firmata dalla poetessa e saggista Angela Kosta. L’opera rappresenta un viaggio letterario struggente e al tempo stesso luminoso attraverso la memoria individuale e collettiva del popolo delle Aquile, esplorando con rara sensibilità le ferite mai del tutto rimarginate della dittatura comunista, i traumi delle separazioni familiari, il dramma dell’emigrazione e l’insopprimibile anelito alla libertà.

Accanto alla durezza del dolore storico e alla nostalgia per la terra d’origine, le pagine di Mulaj lasciano fiorire la forza rigeneratrice dell’amore, l’arma salvifica dell’ironia e la capacità innata dell’essere umano di conservare la propria dignità anche di fronte alle prove più disumane dell’esistenza.

Oltre le faide ancestrali: il racconto di New York e la forza del perdono

Il racconto che dà il titolo all’intera silloge racchiude uno dei messaggi più universali e coraggiosi dell’autore: la ferma volontà delle nuove generazioni di spezzare la catena della vendetta e dell’odio ereditato dai padri. Ambientata all’interno della comunità albanese di New York – crocevia di speranze e spaesamento per chi ha dovuto ricostruire la propria vita oltreoceano –, la narrazione segue la scelta controcorrente di una giovane coppia decisa a difendere il proprio legame sentimentale a dispetto di antichi rancori familiari che affondano le radici nel codice consuetudinario del passato.

I “due baci” evocati dal titolo si trasformano così in un potente sigillo di pace: non una resa, ma una rivoluzione morale in cui la tenerezza sconfigge il risentimento secolare, ergendosi a manifesto di riconciliazione e speranza per tutti i popoli segnati da conflitti intestine.

Grandi Letture e Narrativa Internazionale: Il Dispositivo Digitale di Lusso

Per leggere “Una torta, due baci” di Sami Mulaj e migliaia di capolavori della letteratura mondiale ovunque ti trovi, con display antiriflesso a 300 ppi, illuminazione frontale a tonalità calda regolabile e una memoria sterminata per intere biblioteche d’autore: il lettore e taccuino digitale d’eccellenza per gli amanti dei libri è il Kindle Scribe Premium (o Kindle Paperwhite Signature Edition):

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Disponibile in formato cartaceo e digitale con consegna istantanea e compatibilità universale su tutti i dispositivi di lettura.

“La tela bianca sulla quercia”: il confine invalicabile e i segnali dell’anima

Tra le vette emotive della raccolta spicca senza dubbio il racconto “La tela bianca sulla quercia”, dove la linea di confine tra l’Albania ermeticamente chiusa dal regime e la Jugoslavia diventa la metafora fisica della lacerazione degli affetti. Famiglie divise dal filo spinato, madri separate dai figli, amori recisi dalla geopolitica della Guerra Fredda.

Eppure, la violenza delle guardie di frontiera e la cortina di ferro non riescono a spegnere il calore umano: attraverso segnali muti, drappi bianchi appesi ai rami e codici silenziosi affidati al vento, due donne riescono a mantenere viva la loro connessione per decenni. Una testimonianza lirica straordinaria di come la memoria e la fratellanza sappiano resistere a qualsiasi forma di oppressione totalitaria, sconfiggendo il logorio del tempo e la ferocia della storia.

Dalla satira al dramma: la voce di Sami Mulaj tradotta da Angela Kosta

La scrittura di Sami Mulaj rifugge la retorica compassionevole grazie a una straordinaria versatilità di registro. Accanto alle pagine più drammatiche dedicate agli abusi di potere e allo sradicamento migratorio, l’autore inserisce con maestria racconti più lievi, dove l’umorismo, la satira di costume e gli equivoci quotidiani diventano strumenti affilati per osservare con indulgenza le debolezze e le ipocrisie umane. Questa alternanza tra lacrime e riso conferisce al volume una dinamica teatrale, popolata da personaggi vivi, carnali e autentici.

Fondamentale in questo percorso è l’opera di traduzione e mediazione culturale condotta da Angela Kosta. Scrittrice e traduttrice da anni impegnata nel favorire l’interscambio letterario tra le due sponde dell’Adriatico, Kosta ha saputo restituire in lingua italiana la musicalità della prosa albanese, preservando l’anima idiomatica dei dialoghi e la forza espressiva delle metafore originali.

Distribuito capillarmente sugli store Amazon di tutto il mondo (da Amazon Italia ad Amazon US, Germania, Francia, Regno Unito, Canada e Australia), “Una torta, due baci” si candida a diventare una lettura imprescindibile per chi desidera comprendere l’epopea del popolo albanese e riscoprire, attraverso la grande letteratura, che la dignità personale è l’unica vera forma di resistenza che nessuno potrà mai sottrarci.

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Cultura

Dhurata Ndoni-Çela e la poesia che varca i confini: da Lushnjë ad Atene, la voce lirica di “Oltre il sogno”

Dalle aule di matematica in Albania alle strade di Atene: la straordinaria parabola umana e letteraria di Dhurata Ndoni-Çela trova compimento nella raccolta poetica «Oltre il sogno» (Përtej ëndrrës). Un viaggio lirico tra le ferite della migrazione, la nostalgia della terra natale e la ricerca della propria metà interiore. Leggi il profilo completo dell’autrice e la toccante poesia “Alla mia metà lontana”: 👇

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Dhurata Ndoni-Çela

Roma – C’è un filo invisibile ma indistruttibile che unisce le scienze esatte della matematica e della fisica ai territori misteriosi e sconfinati della lirica. È il sentiero percorso da Dhurata Ndoni-Çela, autrice e docente nata a Goriçaj, nel distretto di Lushnjë in Albania, la cui voce poetica si sta imponendo all’attenzione della critica e del pubblico come una delle testimonianze più limpide e intense della diaspora letteraria balcanica contemporanea. Il suo cammino umano e creativo, approdato ad Atene dopo anni dedicati all’insegnamento nella terra natale, trova oggi la sua compiuta consacrazione nell’opera «Oltre il sogno» (Përtej ëndrrës), raccolta poetica d’esordio pubblicata nell’agosto del 2026.

Un’opera che trasfigura l’esperienza della migrazione, la nostalgia delle radici e le contraddizioni dell’animo umano in un canto di rara eleganza formale, capace di costruire ponti di dialogo tra culture e di restituire alla parola la sua originaria forza salvifica.

Dalla cattedra di scienze alla parola poetica: le radici albanesi

La formazione di Dhurata Ndoni-Çela affonda le radici negli studi universitari compiuti presso l’Università “Eqrem Çabej” di Gjirokastër, dove ha conseguito la laurea specialistica in Matematica e Fisica. Lungi dall’inaridire la sensibilità emotiva, il rigore delle formule e delle leggi naturali ha fornito alla sua penna una sorprendente precisione metrica e geometrica, donando ai versi un equilibrio strutturale che sostiene la vertigine delle emozioni.

Per anni, Dhurata ha messo il proprio sapere a disposizione delle giovani generazioni come docente presso la scuola secondaria unificata “Pasho Kurti” a Ngurrëz, nel territorio di Lushnjë. Un’esperienza di profondo valore pedagogico e umano che ha segnato la sua visione del mondo: educare, guidare, ascoltare i silenzi degli adolescenti. Tuttavia, la vocazione letteraria – coltivata fin dall’adolescenza tra i quaderni di scuola – ha continuato a bussare con urgenza alla sua coscienza, reclamando uno spazio d’espressione che andasse oltre l’ordinario quotidiano.

Scrittura Digitale e Grandi Biblioteche: Il Taccuino Elettronico di Lusso

Per poeti, scrittori, traduttori e accademici che desiderano comporre versi, annotare manoscritti e leggere intere biblioteche internazionali con la sensazione naturale della carta autentica e senza affaticare la vista: il dispositivo d’eccellenza mondiale è il Kindle Scribe Premium (64 GB) con penna capacitiva ad alta precisione e custodia in pelle pregiata (o la celebre tavoletta reMarkable 2):

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Display antiriflesso Paperwhite da 10,2 pollici a 300 ppi, illuminazione calda regolabile a sensore, conversione calligrafica e settimane di autonomia.

L’esperienza della diaspora: ricostruire la vita all’ombra del Partenone

Come per centinaia di migliaia di connazionali, la storia di Dhurata ha conosciuto la cesura della partenza. Trasferitasi ad Atene, in Grecia, l’autrice ha dovuto affrontare le sfide complesse dell’integrazione, del ricominciare da capo in una terra straniera, ridefinendo la propria quotidianità professionale e personale. Eppure, la lontananza fisica non ha mai scalfito il legame con l’identità d’origine; al contrario, la distanza ha agito come un prisma che rifrange i ricordi, sublimando la memoria in materia poetica viva.

Le sue poesie hanno cominciato ad apparire sulle più stimate riviste letterarie e sui portali culturali albanesi, attirando recensioni entusiaste, premi e riconoscimenti di settore. Con «Oltre il sogno», l’autrice compie il passo decisivo: non più frammenti sparsi, ma un canzoniere compatto che indaga la finitezza dell’essere, la ricerca della propria metà spirituale e la lotta per non farsi piegare dalle intemperie della vita.

“Alla mia metà lontana…”: il testo e la poetica del frammento

Tra le liriche più rappresentative della silloge brilla “Alla mia metà lontana…”, un componimento di lancinante bellezza in cui si condensano le tematiche cardine della poetica di Ndoni-Çela: l’esilio interiore, il dialogo con l’assente, la tempesta celata dietro l’apparente bonaccia:

«Alla mia metà lontana scrivo: — Porto tempeste nel palmo della mano. Una casa senza tetto, un uccello che non sa dove abbia l’estate, un gessetto spezzato, un diario, un passo timoroso, i tremiti del labbro che non parla… con l’occhio rivolto alla luce, la speranza — palpebra.

Alla mia metà lontana scrivo, con il cuore tremante come l’uccello d’inverno, su un foglio: — Io non sono quella che sembro. Sono il silenzio dopo la parola pronunciata, sono la quiete che cerca quiete. Nella mia quiete si nasconde una tempesta.

Sono la terra assetata dopo la pioggia. Sono la metà che cerca la metà; nello specchio, nel sogno, nella fuga… Sono una barca in un mare senza affanni. Ritorno alla riva, alla metà che mi tiene in ostaggio».

Nel richiamo al “gessetto spezzato” riaffiora la nostalgia dell’insegnamento perduto; nella “casa senza tetto” la vulnerabilità dello sradicamento migratorio. Eppure, la chiusura non cede alla disperazione: la ricerca dell’altro – che sia l’amore, la patria lontana o la parte più segreta di sé – si trasforma in un atto di fedeltà assoluta verso la vita. Dhurata Ndoni-Çela incarna così la dignità della donna albanese moderna, capace di custodire le proprie radici e trasformare il dolore della lontananza in pura armonia universale.

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