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DANTE VIBRA A PIANELLA: IL TALENTO DEGLI ALLIEVI DI AROTRON PORTA IN SCENA LA POTENZA DELL’INFERNO

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DANTE VIBRA A PIANELLA: IL TALENTO DEGLI ALLIEVI DI AROTRON PORTA IN SCENA LA POTENZA DELL’INFERNO

Redazione-  Domenica 17 maggio, l’Ex Asilo Sabucchi ospita “Lasciate ogni speranza…”, una lectura Dantis che trasforma la precisione del verso nella forma più pura dell’espressione teatrale.

La porta dell’Inferno dantesco sta per spalancarsi tra le mura storiche di Pianella. Non si tratta di un semplice saggio di fine corso, ma di una vera e propria immersione nella lingua madre della letteratura italiana. L’Accademia Teatrale Arotron, una delle realtà più dinamiche e vivaci del panorama culturale abruzzese, diretta dal noto attore e regista Franco Mannella, è pronta a offrire alla città un appuntamento di altissimo spessore poetico.

Domenica 17 maggio, alle ore 18:00, l’Ex Asilo Sabucchi (in Vico delle Dee 10) diventerà il teatro di “Lasciate ogni speranza…”, una lectura Dantis che segna un momento fondamentale per il gruppo di giovani attori che hanno partecipato al workshop di alta formazione “Endecasillabo e terzina dantesca”. Per la prima volta, saranno loro a reggere sulle spalle il peso e la gloria del Sommo Poeta, in una restituzione pubblica che mette a nudo non solo la tecnica, ma soprattutto la profondità interpretativa raggiunta.

Un viaggio tra metrica e passione La performance non è nata dal caso, ma da un percorso di studio rigoroso. A guidare i ragazzi in questo viaggio tra i gironi dell’Inferno è stato Mario Massari, attore e regista della Piccola Bottega Teatrale di Pescara. Massari ha lavorato con gli allievi sulla struttura architettonica del verso: l’endecasillabo, con la sua cadenza perfetta, diventa tra le mani dei giovani interpreti uno strumento moderno, capace di restituire la rabbia, il dolore e la speranza universale che animano la Divina Commedia.

Sul palco, in una danza di voci e accenti, si alterneranno Giuseppe Di Sanza D’Alena, Angela Perinetti, Elisa Pietroluongo, Mirta Pomili Pomili, Kristi Rama e Samuele Vicario. Sono loro i protagonisti di questa sfida: dimostrare che Dante non è un reperto museale, ma una materia incandescente, viva e dannatamente attuale.

L’impegno di Arotron per il territorio L’evento, fortemente voluto dall’Accademia, si configura come un vero e proprio regalo alla cittadinanza. In un’epoca in cui la cultura corre veloce e spesso in modo superficiale, il progetto di Arotron punta a rallentare, ad ascoltare, a tornare al centro della Parola. «Sostenere il percorso dei nostri allievi significa investire nel futuro del teatro in Abruzzo», spiegano dall’Accademia. La cultura teatrale, qui, non è solo una disciplina tecnica, ma un atto di condivisione artistica che mira a creare una comunità più attenta e colta.

Per chi volesse seguire da vicino le evoluzioni dell’Accademia e scoprire i retroscena di questa messa in scena – dalle prove alle scelte drammaturgiche dell’ultimo minuto – è possibile consultare i canali social ufficiali cercando @formazioneteatralearotron.

Il consiglio per il pubblico è quello di arrivare in anticipo: le suggestioni del luogo e l’intensità della performance promettono di lasciare un segno profondo. Perché, come insegna Dante, non si resta mai indifferenti di fronte alla bellezza: a volte, basta declamare un verso per sentirsi, improvvisamente, parte di un viaggio grandioso.

 

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Ischia film festival premia il produttore Enrico Ballarin per il film “Il Diavolo Veste Prada 2”

🎬 Enrico Ballarin riceverà il prestigioso Premio Italy for Movies durante la 24ª edizione dell’Ischia Film Festival per il suo lavoro in “Il diavolo veste Prada 2”. Un riconoscimento che celebra l’eccellenza produttiva italiana nel mondo.

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#IschiaFilmFestival #CinemaItaliano #ItalyForMovies #EnricoBallarin

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Enrico Ballarin

Ischia – La ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival si prepara a celebrare, nel cuore pulsante dell’isola partenopea, una figura chiave dell’industria cinematografica contemporanea. Per il secondo anno consecutivo, la prestigiosa manifestazione isolana ha siglato una collaborazione strategica con Italy for Movies, il portale di riferimento nazionale dedicato alle location e agli incentivi alla produzione, gestito da Cinecittà sotto l’egida del Ministero della Cultura. Al centro dell’attenzione mediatica di questa edizione c’è il Premio Italy for Movies per la Migliore Produzione Esecutiva Italiana, un riconoscimento ideato per accendere i riflettori su quei professionisti che operano dietro le quinte, rendendo possibile la realizzazione di kolossal internazionali sul suolo italiano.

Il ruolo strategico di Enrico Ballarin e il successo produttivo

Il premio dell’edizione 2026 è stato assegnato a Enrico Ballarin, fondatore della storica società Mestiere Cinema. La giuria ha voluto premiare l’eccezionale dedizione profusa da Ballarin nella gestione della produzione esecutiva italiana per il film “Il diavolo veste Prada 2”. Si tratta di un impegno che va ben oltre la semplice logistica: il lavoro di un produttore esecutivo implica la capacità di coordinare maestranze locali, gestire permessi in aree complesse e integrare le necessità artistiche hollywoodiane con le specificità burocratiche e logistiche italiane.

Mestiere Cinema, sotto la guida di Ballarin, ha saputo trasformare le sfide poste da una produzione di tale portata in una risorsa del territorio. Ogni metro quadrato di set allestito in Italia non è soltanto un luogo di ripresa, ma un volano per l’economia locale che genera ricadute occupazionali dirette ed effetti benefici duraturi per l’indotto turistico delle zone interessate dalle riprese. La capacità di Ballarin di saper leggere il territorio ha permesso di coniugare il rigore tecnico necessario per un’opera di respiro globale con la flessibilità richiesta dalle dinamiche di produzione odierne.

La cornice storica del Castello Aragonese

La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà sabato 4 luglio in uno scenario di rara bellezza: la suggestiva Chiesa Barocca Diroccata del Castello Aragonese. Questo monumento, che domina il borgo di Ischia Ponte, rappresenta il simbolo dell’intero festival, fungendo da ponte tra la storia millenaria dell’isola e la modernità del linguaggio cinematografico. La scelta di questa location non è casuale: il Castello, con la sua stratificazione storica che parte dall’epoca greca fino al Settecento, incarna perfettamente lo spirito dell’Ischia Film Festival, che da oltre vent’anni valorizza l’identità dei luoghi attraverso lo sguardo dei registi.

Michelangelo Messina, direttore artistico della rassegna, ha sottolineato come la filiera cinematografica non possa prescindere dalle produzioni esecutive. Secondo Messina, queste figure sono il cardine che permette al patrimonio culturale italiano di diventare protagonista attivo nelle storie raccontate sul grande schermo. La collaborazione con Italy for Movies permette di mappare in modo capillare l’intero territorio nazionale, offrendo ai produttori di tutto il mondo strumenti digitali avanzati per individuare le scenografie naturali più adatte alle proprie esigenze narrative, dagli scorci marini della Campania fino ai centri storici del nord Italia.

Una vetrina per il cinema internazionale

Italy for Movies, accessibile tramite il portale omonimo, rappresenta oggi un ecosistema digitale indispensabile. Grazie a questo strumento, il Ministero della Cultura e Cinecittà offrono una visione aggiornata sulle agevolazioni fiscali e sugli incentivi regionali, un aspetto che rende l’Italia una destinazione estremamente competitiva nel panorama mondiale. Giorgio Carlo Brugnoni, direttore generale Cinema e audiovisivo, ha espresso grande soddisfazione per questo riconoscimento, evidenziando come il successo di produzioni come il sequel de “Il diavolo veste Prada” confermi lo status dell’Italia come set naturale preferito dai colossi del cinema mondiale.

L’Ischia Film Festival rimane, dunque, un punto di riferimento non solo per il cinema d’autore, ma anche per l’industria che sostiene la cultura cinematografica. Con il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio, e grazie al supporto fondamentale della Regione Campania e della Film Commission, l’evento si conferma ancora una volta un momento di confronto imprescindibile per tutti gli operatori del settore che intendono investire nelle potenzialità del Bel Paese, trasformando ogni piazza, vicolo o spiaggia in un palcoscenico globale.

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Chieti Classica unisce arte e medicina con un ciclo di incontri dedicato al benessere

🎼 Chieti diventa capitale della musica e della scienza: dal 2 al 9 luglio, Palazzo de’ Mayo ospita il ciclo di conferenze “Musica e Benessere per la Salute” nell’ambito del festival Chieti Classica. Esperti e accademici discuteranno il ruolo terapeutico dell’arte sonora in un percorso a ingresso libero.

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#ChietiClassica #MusicaEBenessere #Chieti #Abruzzo

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MAZZOCCANTE

Redazione-  Chieti si prepara a vivere un’estate all’insegna dell’alta formazione musicale e del dibattito scientifico. Dal primo al 20 luglio 2026, la città diventerà il centro propulsore di Chieti Classica, l’International Music Festival che, sotto la direzione artistica del Maestro Giuliano Mazzoccante, coniuga masterclass di prestigio e concerti di caratura mondiale. Quest’anno, il cartellone si arricchisce di un segmento di rilievo, focalizzato sull’intreccio tra l’arte dei suoni e la salute umana: il ciclo di conferenze intitolato “Musica e Benessere per la Salute”.

Un ponte tra cultura universitaria e arte sonora

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune di Chieti e la Music & Art International Academy in sinergia con ArtEnsemble. L’iniziativa mira a creare un legame solido tra la ricerca accademica e la pratica esecutiva, trasformando la città in un laboratorio a cielo aperto. Il cuore pulsante di questi incontri sarà la Sala Capozucco di Palazzo de’ Mayo, prestigiosa sede storica situata nel cuore del centro cittadino, che affaccia su Corso Marrucino, arteria principale che collega idealmente le istituzioni culturali della città.

Il programma si articola in tre appuntamenti pomeridiani, tutti fissati alle ore 17:00, pensati per far dialogare diverse discipline. Il primo incontro è previsto per giovedì 2 luglio. A moderare il dibattito e a porre le basi del tema saranno il Magnifico Rettore dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Prof. Liborio Stuppia, insieme al Prof. Pierluigi Sacco e alla Prof.ssa Elisabetta Dimauro. L’obiettivo è quello di analizzare come la musica influenzi lo stato psicofisico, partendo dal presupposto che l’ascolto consapevole possa contribuire in modo misurabile al miglioramento della qualità della vita.

Il contributo multidisciplinare della scienza

Il percorso prosegue lunedì 6 luglio, sempre nella storica cornice di Palazzo de’ Mayo. In questa occasione, il focus si sposta sulle applicazioni cliniche della musica. Al fianco del Rettore Stuppia e della Prof.ssa Dimauro, prenderà la parola il Prof. Giovanni Martinotti, esperto di psichiatria. L’intervento mira a esplorare come la pratica musicale possa essere impiegata come supporto nelle attività di prevenzione e riabilitazione, confermando l’importanza del coinvolgimento dell’ateneo teatino nel tessuto sociale cittadino.

L’ultimo atto del ciclo avverrà giovedì 9 luglio, con la partecipazione della Prof.ssa Ester Vitacolonna. Questo incontro conclusivo chiude il cerchio di una riflessione che ha visto l’Università “G. d’Annunzio” impegnata in prima linea nel progetto di “Valorizzazione delle Conoscenze”. La scelta di mantenere l’ingresso libero per tutti gli incontri sottolinea una precisa volontà degli organizzatori: rendere il sapere scientifico e l’eccellenza musicale accessibili a una platea non solo di specialisti, ma a tutta la cittadinanza, valorizzando al contempo i luoghi simbolo del territorio.

Una sinergia istituzionale per il prestigio del territorio

Il successo di questa edizione di Chieti Classica poggia su una rete capillare di partnership che coinvolge le istituzioni più significative della regione. Oltre al patrocinio della Regione Abruzzo e della Provincia di Chieti, il festival gode della collaborazione con la Direzione regionale dei Musei Nazionali Abruzzo e i Musei Archeologici Nazionali di Chieti. Anche il Museo Universitario e il Convitto Nazionale G. B. Vico partecipano attivamente, confermando la centralità di Chieti come polo culturale del Mezzogiorno.

Il coinvolgimento del Teatro Marrucino e dell’area de La Civitella, luoghi iconici del centro storico dove si svolgerà gran parte del festival, garantisce una cornice di rara bellezza per le esibizioni di artisti internazionali. Questi incontri si inseriscono in un panorama in cui la città sta riscoprendo la sua vocazione di spazio di riflessione, dove l’architettura dei palazzi nobiliari incontra le nuove frontiere della medicina. La partecipazione del Magnifico Rettore Stuppia in tutti gli incontri testimonia l’importanza che l’Università assegna al dialogo tra scienze mediche e discipline artistiche, un binomio che trova a Chieti un terreno fertile per nuovi sviluppi di ricerca.

Per i cittadini e i visitatori che si troveranno in città nel mese di luglio, il ciclo di conferenze rappresenta un’occasione per approfondire temi scientifici in un contesto informale e autorevole. L’invito a partecipare è esteso a chiunque desideri scoprire le potenzialità terapeutiche del suono, in un percorso che trasforma Palazzo de’ Mayo non solo in una sala convegni, ma in un luogo dove l’innovazione scientifica sposa l’eleganza della tradizione classica.

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Diego Palma premiato al Filming Italy Sardegna Festival: a “Parole per domani” il Premio Festina per il miglior corto sul tempo

🎬 Al Filming Italy Sardegna Festival il Premio Festina va a “Parole per domani” di Diego Palma: un corto che racconta il tempo attraverso intelligenza artificiale, scuola, ambiente e dialogo tra generazioni. Un riconoscimento che conferma un 2026 di grande crescita per l’autore. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#DiegoPalma #FilmingItalySardegnaFestival #Cinema #Cultura

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Cagliari Si è chiusa con un riconoscimento dal forte valore simbolico e culturale la nuova edizione del Filming Italy Sardegna Festival, la manifestazione ideata e promossa da Tiziana Rocca che negli anni si è consolidata come uno degli appuntamenti più significativi del panorama cinematografico italiano. Tra i momenti più rilevanti della serata finale c’è stata la consegna del Premio Festina al cortometraggio “Parole per domani”, scritto e diretto da Diego Palma, direttore del giornale La Voce della Scuola.

Il premio nasce dalla collaborazione tra il festival e il celebre marchio di orologeria ed è pensato per valorizzare l’opera capace di interpretare il tema del tempo trasformandolo in racconto, emozione e riflessione. Una missione che il corto di Palma ha saputo incarnare con un linguaggio accessibile ma denso di significati, mettendo al centro alcune delle questioni più urgenti del presente: intelligenza artificiale, sostenibilità ambientale, dialogo tra generazioni ed educazione come strumento per costruire il futuro.

Un racconto di fantascienza educativa tra il 2026 e il 2041

Il cuore narrativo di Parole per domani è costruito come un incontro tra due epoche diverse. La protagonista Martina, studentessa del 2026, entra in contatto attraverso un Archivio Temporale Educativo con Sara, insegnante del 2041. A interpretarle sono Martina Palma e Sara Meloni, protagoniste di un confronto che attraversa il tema dell’evoluzione del linguaggio, l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale, i cambiamenti climatici e la responsabilità collettiva verso le nuove generazioni.

In questo dialogo tra presente e futuro, il cortometraggio evita i toni apocalittici o puramente tecnologici e sceglie invece una strada più intima e riflessiva. Quando il tempo della connessione tra le due protagoniste sta per esaurirsi, emerge la parola che diventa il centro morale dell’opera: “cura”. È questo il messaggio che condensa il senso del film e, insieme, la visione del regista: il futuro non dipenderà soltanto dalle tecnologie che l’umanità svilupperà, ma soprattutto dai valori che saprà custodire e trasmettere.

Il tempo come memoria, responsabilità e speranza

Il significato del riconoscimento è strettamente legato al tema scelto dal premio. Quest’anno, infatti, il Filming Italy Sardegna Festival insieme a Festina ha deciso di premiare il cortometraggio più capace di raccontare il tempo nelle sue diverse dimensioni, non soltanto come scansione cronologica ma come esperienza universale fatta di memoria, responsabilità, attesa e possibilità.

In questa prospettiva, Parole per domani si distingue per la capacità di usare il tempo come ponte narrativo e simbolico. Il passaggio tra due generazioni diventa così una forma di interrogazione sul presente: cosa stiamo lasciando a chi verrà dopo di noi, quale linguaggio stiamo costruendo, quanto siamo davvero disposti a prenderci cura del mondo e degli altri. Il corto riesce a porre queste domande in appena cinque minuti, dimostrando quanto il formato breve possa diventare uno strumento potente di educazione civile e culturale.

Il contributo di Massimo Arcangeli e il valore del linguaggio

Tra i momenti culturali più apprezzati dell’intera manifestazione viene segnalato anche l’intervento del professor Massimo Arcangeli, linguista e divulgatore, che ha offerto una riflessione sul valore della parola, della comunicazione e dei linguaggi contemporanei. Un contributo perfettamente in sintonia con lo spirito del cortometraggio premiato, nel quale il linguaggio non è solo mezzo espressivo, ma luogo di passaggio tra epoche, coscienze e visioni del mondo.

In Parole per domani la scuola torna così a occupare un ruolo centrale, non come semplice sfondo, ma come spazio privilegiato in cui si formano cittadinanza, consapevolezza e responsabilità. È uno degli aspetti che hanno reso l’opera particolarmente apprezzata: la capacità di coniugare narrazione, pensiero critico e attenzione educativa senza perdere forza emotiva.

Per Diego Palma un 2026 di crescita tra cinema e letteratura

Il Premio Festina arriva in un momento particolarmente significativo del percorso di Diego Palma, che nel 2026 ha già raccolto importanti riconoscimenti anche in ambito editoriale. Dopo il successo del volume “La vita come un’opera d’arte”, pubblicato da La Zattera Edizioni, l’autore è stato protagonista della presentazione ufficiale del libro nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, in un appuntamento che ha coinvolto esponenti del mondo culturale, scolastico e istituzionale.

Il riconoscimento ottenuto a Cagliari consolida quindi un percorso che, nel giro di pochi mesi, ha visto Palma distinguersi sia come scrittore sia come autore cinematografico. Il tratto comune è una cifra espressiva che tiene insieme narrazione, formazione e impegno civile, utilizzando la cultura come strumento di crescita e dialogo.

Il libro La vita come un’opera d’arte resta disponibile attraverso i principali canali di distribuzione libraria online e nelle librerie che collaborano con l’editore. Ma è soprattutto il filo che unisce questo progetto al cortometraggio premiato a raccontare la direzione del lavoro di Palma: fare della parola, del racconto e dell’immaginazione un mezzo per interrogare il presente e preparare il futuro.

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