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Ambiente

METAPONTO AL VERTICE DEL MARE IONICO: LE 5 BANDIERE BLU 2026 SPINGONO LA BASILICATA VERSO UN TURISMO SOSTENIBILE E PIÙ LAVORO

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METAPONTO AL VERTICE DEL MARE IONICO: LE 5 BANDIERE BLU 2026 SPINGONO LA BASILICATA VERSO UN TURISMO SOSTENIBILE E PIÙ LAVORO

Redazione-  La Basilicata ha nuovamente confermato il suo eccellente impegno per l’ambiente e l’accoglienza, aggiudicandosi per il 2026 tutte le cinque Bandiere Blu attribuite dalla Foundation for Environmental Education (FEE). Il risultato, proclamato dal segretario provinciale dell’Unione dei Lavoratori (UGL) di Matera, Pino Giordano, rappresenta non solo un prestigioso riconoscimento di qualità ambientale, ma anche una leva strategica per rilanciare l’economia e l’occupazione nella fascia ionica materana.

Il Metapontino tra le stelle del turismo italiano

“Il territorio ionico materano continua a essere protagonista assoluto”, ha dichiarato Giordano commentando l’assegnazione delle bandiere ai Comuni di Bernalda‑Metaponto, Marina di Pisticci, Policoro e Nova Siri, così come al nuovo approdo turistico di Marina di Policoro. “Il Metapontino oggi rappresenta una delle realtà turistiche più importanti del Sud Italia e una vera eccellenza del Mar Ionio”.

Questa affermazione è sostenuta da fatti concreti: tutti i cinque poli costieri hanno superato i rigorosi criteri della FEE, che includono qualità dell’acqua, gestione dei rifiuti, sicurezza balneare, servizi informativi e accessibilità. Il risultato testimonia un percorso di investimenti costanti in infrastrutture, pulizia delle spiagge e tutela dell’ecosistema marino.

Un riconoscimento che diventa opportunità occupazionale

Per Giordano, la Bandiera Blu non è soltanto un trofeo verde, ma “una concreta opportunità di crescita economica e occupazionale”. Dietro il riconoscimento c’è, infatti, il lavoro quotidiano di amministrazioni comunali, operatori turistici, stagisti, imprese balneari, strutture ricettive, attività commerciali, pescatori e cittadini. “Questa rete di attori ha reso possibile mantenere elevati standard qualitativi; la Bandiera Blu certifica non solo la bellezza del mare, ma anche la capacità organizzativa e imprenditoriale di un territorio che vuole continuare a crescere”.

Un sistema territoriale integrato

Giordano sottolinea come i quattro comuni premiati costituiscano “un sistema territoriale integrato”, capace di offrire non solo turismo balneare, ma anche cultura, enogastronomia, ambiente e servizi. La zona ionica materana vanta infatti “mare pulito, strutture turistiche moderne, tradizioni culturali, produzioni agricole di qualità e una straordinaria capacità di accoglienza”. Questa sinergia è vista come la “vera forza del Metapontino”, capace di trasformarsi in locomotiva economica per l’intera Basilicata.

Dalla celebrazione all’azione: la strategia per il futuro

“Non possiamo limitarci a celebrare il riconoscimento”, avverte Giordano, “ma dobbiamo sfruttarlo come leva per attrarre investimenti, rafforzare il turismo e creare nuove opportunità di lavoro stabile”. Il segretario dell’UGL invoca una serie di interventi strutturali:

  1. Infrastrutture moderne – potenziamento di porti, aree parcheggio e strutture ricettive.
  2. Collegamenti efficienti – potenziamento della rete ferroviaria e stradale per facilitare l’accesso dalla capitale regionale e dalle grandi città del Sud.
  3. Promozione internazionale – campagne di marketing mirate su mercati europei e mediorientali, sfruttando la certificazione della FEE come marchio di qualità.
  4. Sostegno a imprese e lavoratori – incentivi fiscali, fondi per la transizione verde e percorsi formativi per il personale del settore turistico.

Una risposta al fenomeno dello spopolamento giovanile

Il segretario dell’UGL collega il potenziale turistico alla crisi demografica della regione. “Troppi giovani continuano ad abbandonare la Basilicata”, osserva, “mentre il nostro territorio avrebbe tutte le potenzialità per garantire occupazione e prospettive di futuro”. Le Bandiere Blu, secondo Giordano, dimostrano che il Metapontino dispone di credibilità e attrattività internazionale. La sfida ora è tradurre questa credibilità in “condizioni affinché questo patrimonio produca benessere diffuso, crescita economica e nuove professionalità”.

Impatto sulla vita quotidiana dei residenti

Giordano ricorda che i criteri della FEE non valutano solo l’ambiente marino, ma anche aspetti strettamente legati alla qualità della vita: depurazione efficiente, raccolta differenziata, sicurezza delle spiagge, aree verdi, piste ciclabili, accessibilità e servizi turistici. “Tutti questi elementi migliorano la vita dei residenti e rafforzano l’immagine del territorio verso i visitatori. La Bandiera Blu è dunque anche un riconoscimento sociale e civile”, conclude.

Richiesta di una visione strategica più ampia

Concludendo, Giordano lancia un appello alle istituzioni regionali e nazionali: “Occorre una visione strategica che parta da Matera e coinvolga tutto il Metapontino, valorizzando Bernalda‑Metaponto, Marina di Pisticci, Policoro e Nova Siri come un unico grande polo turistico del Mar Ionio”. L’UGL chiede investimenti mirati in mobilità, sicurezza, formazione professionale e sostegno alle imprese, convinta che “quando cresce il turismo cresce anche il lavoro, aumentano le opportunità per le famiglie e migliora il benessere sociale”.

Le cinque Bandiere Blu 2026, dunque, non sono solo un simbolo di mare cristallino e spiagge pulite: sono il trampolino di lancio per un futuro più prospero, più occupato e più sostenibile per il Metapontino e per tutta la Basilicata.

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Ambiente

Atessa punta sulla sostenibilità: apre il centro di educazione ambientale Casanatura nel bosco di Fontecampana

🌳 Domani ad Atessa nasce il centro di educazione ambientale Casanatura: un’antica casina del guardiabosco rinasce grazie ai fondi del PNRR diventando simbolo di sostenibilità e innovazione nel bosco di Fontecampana.

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#Atessa #Ambiente #Abruzzo #Legambiente

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Locandina evento Atessa

Atessa, in provincia di Chieti, si prepara a un appuntamento che segna una svolta per la tutela del patrimonio naturale locale. Domani, 24 luglio 2026, a partire dalle ore 18.00, verrà inaugurato ufficialmente il Centro di educazione ambientale (Cea) “Casanatura”. La nuova struttura è situata nel polmone verde di località Fontecampana, un’area montana che domina la vallata e che da tempo rappresenta uno dei luoghi più amati dagli escursionisti e dalle famiglie che frequentano il territorio atessano.

Il progetto nasce da una visione lungimirante che ha visto la collaborazione diretta tra Legambiente e la Regione Abruzzo. L’intervento di riqualificazione è stato reso possibile grazie all’inserimento nei fondi del PNRR, in particolare nell’ambito della Missione 1, Componente 3 (M1C3) e dell’Intervento 2.2, che mira specificamente alla protezione e alla valorizzazione dell’architettura e del patrimonio rurale. Anche il Comune di Atessa ha contribuito attivamente al cofinanziamento, dimostrando un impegno costante nella rigenerazione urbana e ambientale.

Dalla vecchia casina del guardiabosco a modello di efficienza energetica

La struttura che ospiterà il centro non è nuova, ma carica di storia cittadina. Si tratta dell’antica casina del guardiabosco comunale, un edificio che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento per la gestione e il controllo della vasta area boschiva di Fontecampana. Il restauro conservativo ha permesso di trasformare questo rudere in uno dei modelli più avanzati di bioedilizia nel territorio abruzzese. La riqualificazione si è concentrata sull’autonomia energetica attraverso l’installazione di un impianto fotovoltaico di nuova generazione, capace di coprire interamente il fabbisogno elettrico del centro tramite l’energia solare.

Oltre alla produzione di energia pulita, il progetto ha introdotto sistemi innovativi per la gestione delle risorse idriche, tra cui il recupero delle acque piovane per gli usi non potabili. Anche il sistema di riscaldamento e raffrescamento è stato ripensato, sostituendo i vecchi impianti con moderne pompe di calore ad alta efficienza. Queste tecnologie permettono di mantenere condizioni climatiche ottimali all’interno della struttura durante tutto l’anno, riducendo drasticamente le emissioni di CO2 e i costi di gestione per l’amministrazione comunale.

Accessibilità e inclusione nel cuore del territorio abruzzese

La filosofia alla base del Cea Casanatura si fonda sull’apertura verso l’intera comunità. Uno degli obiettivi principali del cantiere è stato quello di eliminare ogni forma di barriera architettonica. Grazie a una progettazione attenta e mirata, la struttura è oggi pienamente accessibile anche a persone con mobilità ridotta, garantendo a chiunque la possibilità di fruire delle attività didattiche e dei percorsi naturalistici del bosco di Fontecampana. Parallelamente, sono stati eseguiti importanti interventi di miglioramento sismico, che rendono l’edificio completamente sicuro e conforme alle normative vigenti, garantendo una longevità superiore alla struttura.

L’inaugurazione di domani non rappresenta solo il taglio di un nastro, ma l’inizio di una serie di attività educative programmate da Legambiente. Il centro diventerà una base logistica per scolaresche, ricercatori e cittadini desiderosi di approfondire le tematiche ecologiche e la biodiversità che caratterizza il territorio atessano. Le colline che circondano l’abitato di Atessa, caratterizzate da una flora e una fauna rigogliose, troveranno nel Cea un custode attento e un punto di informazione privilegiato. L’auspicio degli amministratori è che questo spazio possa diventare un faro per il turismo sostenibile, attirando visitatori curiosi di scoprire le bellezze paesaggistiche dell’entroterra teatino in modo consapevole. La cittadinanza è invitata a partecipare numerosa per celebrare questo ritorno alla vita di un luogo simbolo del bosco di Fontecampana.

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Ambiente

Abruzzo – Concessioni Demaniali Marittime, audizione in I commissione

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Lugini

Redazione-  Si è svolta oggi l’audizione in I Commissione consiliare (Bilancio, Affari Generali e Istituzionali) nell’ambito dell’iter del Progetto di Legge n. 133 in materia di concessioni demaniali marittime, presentato dal consigliere regionale Gianpaolo Lugini, primo firmatario della proposta. “È stato un passaggio importante – dichiara Lugini – perché abbiamo avuto modo di illustrare le ragioni di una proposta di legge che nasce con un obiettivo preciso: offrire finalmente una prospettiva di certezza alle imprese balneari abruzzesi, alle loro famiglie e a un comparto strategico per il turismo e l’economia della nostra regione”. “Il progetto di legge – prosegue il consigliere regionale – punta a costruire un quadro normativo chiaro e stabile, attraverso una ricognizione puntuale e aggiornata delle aree demaniali disponibili, nel pieno rispetto della normativa europea e delle peculiarità del nostro territorio”. Secondo Lugini, “la recente scelta del Governo di non impugnare la legge della Regione Calabria rappresenta un segnale significativo nel dibattito sulle concessioni demaniali e conferma la necessità di affrontare la materia partendo da una verifica concreta della disponibilità della risorsa demaniale, evitando automatismi che rischiano di penalizzare ingiustamente imprese che da anni investono, lavorano e creano occupazione sulle nostre coste”. “Dietro ogni stabilimento balneare – sottolinea Lugini – ci sono imprenditori, lavoratori, famiglie, sacrifici e investimenti. Parliamo di una realtà economica e sociale che da decenni contribuisce alla crescita turistica dell’Abruzzo e che oggi ha bisogno di certezze per poter programmare il futuro”. Il consigliere regionale Gianpaolo Lugini ha rivolto un particolare ringraziamento ai colleghi Carla Mannetti, Emiliano Di Matteo, Lorenzo Sospiri, Daniele D’Amario e Vincenzo D’Incecco per aver sottoscritto insieme a lui il Progetto di Legge n. 133. Un ringraziamento è stato rivolto inoltre al Presidente e a tutti i componenti della I Commissione per l’attenzione riservata alla proposta, oltre che alla dott.ssa Caporale per la disponibilità e il prezioso contributo fornito nell’illustrazione del progetto di legge. “Continuerò a lavorare con determinazione – conclude Lugini – affinché l’iter del PL 133 possa procedere rapidamente e l’Abruzzo possa dotarsi di una normativa equilibrata, rispettosa del diritto europeo e capace di dare risposte concrete alle imprese balneari e alle loro famiglie”.

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Territorio

L’isola ecologica di via Aldo Moro a Montesilvano: cittadini in rivolta contro la chiusura del servizio

🚮 La chiusura delle isole ecologiche automatizzate a Montesilvano sta creando forti disagi ai residenti e al comparto turistico. Nonostante il ricorso al Tar, il confronto latita: il quartiere chiede soluzioni efficienti e non solo porta-a-porta.

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#Montesilvano #Rifiuti #Ambiente #CronacaLocale

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a_Isola-Trisi1-MTS-Chiusa-06-2026

Montesilvano- La gestione del ciclo dei rifiuti nel territorio comunale vive giorni di forte tensione, alimentata dalla chiusura improvvisa dell’isola ecologica automatizzata situata in via Aldo Moro. Il servizio, che rappresentava un punto di riferimento fondamentale per il quartiere PP1, è stato interrotto a tempo indeterminato, scatenando la reazione veemente dei residenti e degli amministratori di condominio che vedono nel porta-a-porta esclusivo una soluzione inadeguata per una zona ad alta densità turistica.

Il quartiere PP1 non è una zona qualunque del tessuto urbano: è considerato la punta di diamante dell’offerta alberghiera cittadina, capace di ospitare fino a 4.000 posti letto e insediare circa 7.000 abitanti stabili. Da oltre otto anni, l’isola ecologica automatizzata offriva una flessibilità preziosa, consentendo il conferimento dei rifiuti con riconoscimento dell’utente 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Un supporto irrinunciabile per i bagnanti, i proprietari di seconde case e chiunque gestisca orari di lavoro irregolari, rendendo il sistema di raccolta differenziata una realtà integrata e funzionale.

Il fallimento del modello porta-a-porta nei grandi complessi residenziali

La problematica sollevata dai cittadini si intreccia con le peculiarità urbanistiche del PP1. Le nuove costruzioni, pur rispettando i moderni standard abitativi, scontano l’assenza di prescrizioni nei regolamenti edilizi locali per la creazione di aree dedicate alla raccolta differenziata all’interno dei condomini. Ci troviamo di fronte a mega-strutture che contano decine di palazzine, ognuna con svariate unità abitative. Imporre la raccolta porta-a-porta in questo contesto, specialmente per gli utenti stagionali, si scontra con una realtà logistica complessa: mancano fisicamente gli spazi per accumulare grandi quantità di mastelli o cassonetti senza compromettere il decoro urbano e l’igiene degli edifici.

Mentre molti Comuni italiani hanno optato per l’installazione di campane stradali o isole automatizzate per responsabilizzare il conferente e gestire i flussi elevati, a Montesilvano la linea scelta dall’azienda gestore, FormulaAmbiente, e dall’amministrazione comunale appare orientata verso un dogmatismo procedurale. L’ordinanza sindacale che impone grandi contenitori all’interno dei cortili privati è stata attuata senza una reale analisi dei rischi igienico-sanitari e senza il necessario confronto con la cittadinanza.

La battaglia legale e la richiesta di un cambio di rotta

La questione è arrivata prepotentemente sui tavoli del Tar Abruzzo. Con l’ordinanza numero 110 del 2026, i giudici amministrativi hanno espresso forti dubbi, imponendo all’Amministrazione comunale di verificare, in accordo con gli interessati, la reale fattibilità spaziale e igienica dei nuovi sistemi di raccolta. Eppure, nonostante la raccolta di oltre cento firme tra i residenti del quartiere, preoccupati dal degrado crescente dovuto alla chiusura dell’isola di via Aldo Moro, non si è registrata alcuna apertura. Al contrario, la chiusura è stata estesa ad altri punti strategici, come l’isola di piazza Trisi, in pieno centro, lasciando gli utenti nel vuoto informativo più totale.

La cittadinanza, che ha recentemente subito un incremento della Tari, non contesta la necessità di fare la raccolta differenziata, ma richiede una governance del territorio più attenta. Il malumore cresce davanti all’incapacità del gestore di riparare guasti tecnologici o di garantire lo svuotamento dei contenitori esistenti. Ai cittadini non serve un semplice servizio di svuotamento, ma una visione tecnica capace di mantenere in funzione apparecchiature avanzate.

Il messaggio lanciato dal comitato di quartiere è netto: se FormulaAmbiente non si dimostrerà in grado di gestire la complessità di una moderna città turistica, garantendo servizi flessibili h24 accanto a quelli tradizionali, sarà necessario valutare l’affidamento a un nuovo soggetto capace di interpretare le esigenze reali di una popolazione che si sente cittadina e non semplice utente di un servizio erogato in modo rigido e impersonale. La sfida per il decoro di Montesilvano è appena iniziata e passa inevitabilmente attraverso un nuovo dialogo tra istituzioni, gestore e residenti.

arch. Giuseppe Di Giampietro, presidente comitato SMPP1, Saline Marina PP1, Montesilvano
digiampietro@webstrade.it – 338-343-969 – giuseppe.digiampietro@pec.it
www.facebook.com/saline.marina.pp1

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