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“SENZA FINE”: L’ABBRACCIO IN MUSICA DI FRANCAVILLA TRIBUTA GINO PAOLI

Domenica 24 maggio, la Residenza Madonna della Pace ospita il terzo appuntamento del “Progetto Mosaico”: un viaggio emozionale tra le canzoni del grande cantautore, per abbattere i muri del pregiudizio e celebrare la bellezza dell’incontro

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“SENZA FINE”: L’ABBRACCIO IN MUSICA DI FRANCAVILLA TRIBUTA GINO PAOLI

Redazione-  Francavilla al Mare si prepara a vivere un pomeriggio di nostalgia, arte e profonda umanità. Domenica 24 maggio, a partire dalle ore 17:00, la Residenza per anziani “Madonna della Pace” (viale Michetti, 47) diventerà il palcoscenico d’eccezione per il terzo appuntamento del “Progetto Mosaico”, un’iniziativa che va ben oltre il semplice intrattenimento, puntando dritto al cuore della comunità.

Protagonista assoluto dell’evento sarà lo spettacolo “Senza Fine. Emozioni, musiche e parole”, un sentito omaggio a Gino Paoli. A un mese esatto dalla scomparsa del leggendario cantautore, la sua eredità artistica rivivrà in una performance pensata per accarezzare l’anima. La voce del Maestro Christian Latorre condurrà il pubblico lungo un filo narrativo fatto di successi intramontabili, un racconto in musica capace di unire generazioni diverse attraverso le note di brani che hanno segnato la storia della canzone italiana.

Il tributo non sarà solo musicale: l’atmosfera sarà resa ancora più suggestiva dalle letture curate da Francesca Di Giuseppe e dalle coreografie dell’ASD Desiderio Danza, arricchite dal contributo prezioso delle maestre di Sincrodance Abruzzo “Friends” – Teresa, Annarita, Silvana, Mihaela e Angela. Il tutto, sotto l’attenta direzione artistica di Luigi Milozzi. L’evento, dopo il debutto a Francavilla, è destinato a trasformarsi in un tour estivo nelle piazze abruzzesi, con una tappa già ufficializzata nella suggestiva Guardiagrele.

Oltre lo spettacolo: abbattere i pregiudizi Dietro la macchina organizzativa troviamo la sinergia tra il gruppo “Il Nodo” di Leo D’Angelo e l’Associazione di promozione sociale “Sport e Valori APS ETS”, presieduta da Giampiero Davide. Per gli organizzatori, il contesto scelto per l’omaggio non è affatto casuale.

«Il Progetto Mosaico nasce da un’esigenza profonda: portare le persone ‘dentro’ le strutture, per mostrare con i propri occhi luoghi di assoluta qualità, accoglienti e ricchi di umanità», spiega Leo D’Angelo. L’obiettivo è chiaro e ambizioso: scardinare il pregiudizio dell’abbandono che troppo spesso aleggia intorno alle residenze per anziani, svelando invece spazi di vitalità e cura.

Gli fa eco Giampiero Davide«Invitiamo la comunità a entrare, a visitare gli ambienti e, soprattutto, a condividere tempo ed esperienze con chi li abita. Vogliamo costruire un’apertura reale, fatta di gesti semplici, per gettare le basi di legami duraturi e fiduciali».

Il Progetto Mosaico si conferma così come una preziosa occasione di integrazione sociale. Aprire le porte di una residenza per anziani per accogliere la cittadinanza non è solo un evento culturale, ma un esercizio di cittadinanza attiva: un invito a vedere gli anziani non come soggetti passivi, ma come custodi di storie e spettatori privilegiati di un omaggio alla bellezza.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Un’occasione da non perdere per lasciarsi trasportare dalle note di un grande maestro e, al contempo, per sostenere un’iniziativa che mette al centro il valore insostituibile dell’incontro umano.

Info e prenotazioni: Per chi desiderasse partecipare, è possibile contattare i numeri: 339 5997849 (Francesca) o 349 5788454 (Sandra).

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“La Nuova Intelligenza” : come il cervello umano si sta adattando all’era digitale tra biologia e futuro

🧠 Il nostro cervello sta cambiando per adattarsi a un mondo sempre più veloce e interconnesso: non conta più solo cosa sai, ma come riesci a collegare idee diverse tra loro. Arturo Artom ne discute a Roma il 1 luglio con Lavinia Biagiotti, Giampiero Massolo e Monica Setta.

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#LaNuovaIntelligenza #ArturoArtom #RomaEventi #Innovazione

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Locandina Evento

Roma – Il cuore pulsante della capitale, la storica Galleria Alberto Sordi, si prepara ad accogliere un appuntamento di rilievo culturale nel pomeriggio di mercoledì 1 luglio alle ore 18:30. Presso la libreria Mondadori, situata in questo iconico spazio architettonico che collega via del Corso a piazza Colonna, si terrà la presentazione del saggio “La nuova intelligenza”, scritto da Arturo Artom ed edito da Piemme. L’incontro non rappresenta solo una semplice presentazione editoriale, ma si propone come un momento di riflessione collettiva su una trasformazione antropologica che sta riscrivendo le regole del successo individuale e sociale nell’attuale ecosistema globale.

L’evento vedrà la partecipazione di figure di primo piano del panorama nazionale, chiamate a confrontarsi sulla tesi provocatoria dell’autore. Insieme ad Arturo Artom saranno presenti Lavinia Biagiotti, esponente di spicco del Made in Italy, e Giampiero Massolo, diplomatico ed esperto di relazioni internazionali. A moderare il dibattito sarà la giornalista Monica Setta, che guiderà il pubblico attraverso i temi cardine di un’opera destinata a far discutere chiunque si occupi di innovazione, educazione e futuro del lavoro.

Una mutazione cognitiva in atto

La tesi centrale del volume di Arturo Artom si distacca dai consueti trattati sull’intelligenza artificiale, focalizzandosi invece sull’intelligenza biologica. L’autore sostiene che, dopo oltre quarant’anni di costante immersione nelle tecnologie digitali, il nostro cervello abbia subito una sorta di selezione naturale. Utilizzando una metafora naturalistica efficace, Artom paragona l’essere umano moderno ai fringuelli delle isole Galapagos studiati da Charles Darwin. Proprio come quei volatili hanno adattato la forma del becco in funzione della tipologia di semi disponibili nel loro habitat, così l’intelligenza umana sta mutando per adattarsi a un ambiente cognitivo che è diventato, nel tempo, estremamente più veloce, interconnesso ed imprevedibile.

Il libro analizza come la capacità mnemonica, un tempo considerata il pilastro del sapere, abbia ceduto il passo a una nuova competenza: la connettività mentale. Non vince più, in questo nuovo contesto, chi possiede la maggiore mole di nozioni, poiché l’accesso al dato è ormai universale e garantito dalla rete. La vittoria intellettuale spetta oggi a chi dimostra di saper collegare idee, competenze e ambiti disciplinari apparentemente distanti tra loro. È un invito a riscoprire una forma di eclettismo moderno che valorizza la capacità di sintesi come risorsa primaria per risolvere i problemi che la contemporaneità ci pone quotidianamente.

Verso un nuovo modello di apprendimento e confronto

L’evento alla Mondadori di Galleria Alberto Sordi si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge le istituzioni e le imprese italiane. La presenza di Lavinia Biagiotti permette di esplorare come queste dinamiche cognitive impattino l’industria creativa e il modo in cui i brand devono comunicare in un mondo in cui l’attenzione è la risorsa più scarsa. Dall’altra parte, l’esperienza diplomatica di Giampiero Massolo offre una prospettiva geopolitica necessaria per comprendere come questa “nuova intelligenza” debba essere applicata alla gestione delle crisi e alla cooperazione internazionale.

Il tema dell’adattamento rimane il filo conduttore dell’intero saggio. Artom suggerisce che, per non subire passivamente il cambiamento, sia necessario comprendere le regole biologiche della nostra evoluzione. Il cervello umano si sta plasmando sui ritmi dell’algoritmo, ma ciò non deve tradursi in una perdita di umanità. Al contrario, la sfida consiste nel mantenere una mente capace di discernimento in un mare di stimoli sensoriali e informativi. La presentazione del 1 luglio a Roma offre quindi l’occasione ideale per chiunque voglia approfondire queste tematiche, confrontandosi direttamente con l’autore in un contesto che celebra la cultura e il pensiero critico nel cuore pulsante della Città Eterna.

Per chi volesse anticipare la lettura o approfondire il pensiero di Artom prima del dibattito, il saggio è già disponibile nei principali canali di vendita e librerie. L’incontro, gratuito e aperto al pubblico, rappresenta un tassello importante nel calendario culturale di Roma per il mese di luglio, promettendo di offrire chiavi di lettura inusuali per decifrare il complesso presente che stiamo vivendo.

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Ischia film festival premia il produttore Enrico Ballarin per il film “Il Diavolo Veste Prada 2”

🎬 Enrico Ballarin riceverà il prestigioso Premio Italy for Movies durante la 24ª edizione dell’Ischia Film Festival per il suo lavoro in “Il diavolo veste Prada 2”. Un riconoscimento che celebra l’eccellenza produttiva italiana nel mondo.

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#IschiaFilmFestival #CinemaItaliano #ItalyForMovies #EnricoBallarin

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Enrico Ballarin

Ischia – La ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival si prepara a celebrare, nel cuore pulsante dell’isola partenopea, una figura chiave dell’industria cinematografica contemporanea. Per il secondo anno consecutivo, la prestigiosa manifestazione isolana ha siglato una collaborazione strategica con Italy for Movies, il portale di riferimento nazionale dedicato alle location e agli incentivi alla produzione, gestito da Cinecittà sotto l’egida del Ministero della Cultura. Al centro dell’attenzione mediatica di questa edizione c’è il Premio Italy for Movies per la Migliore Produzione Esecutiva Italiana, un riconoscimento ideato per accendere i riflettori su quei professionisti che operano dietro le quinte, rendendo possibile la realizzazione di kolossal internazionali sul suolo italiano.

Il ruolo strategico di Enrico Ballarin e il successo produttivo

Il premio dell’edizione 2026 è stato assegnato a Enrico Ballarin, fondatore della storica società Mestiere Cinema. La giuria ha voluto premiare l’eccezionale dedizione profusa da Ballarin nella gestione della produzione esecutiva italiana per il film “Il diavolo veste Prada 2”. Si tratta di un impegno che va ben oltre la semplice logistica: il lavoro di un produttore esecutivo implica la capacità di coordinare maestranze locali, gestire permessi in aree complesse e integrare le necessità artistiche hollywoodiane con le specificità burocratiche e logistiche italiane.

Mestiere Cinema, sotto la guida di Ballarin, ha saputo trasformare le sfide poste da una produzione di tale portata in una risorsa del territorio. Ogni metro quadrato di set allestito in Italia non è soltanto un luogo di ripresa, ma un volano per l’economia locale che genera ricadute occupazionali dirette ed effetti benefici duraturi per l’indotto turistico delle zone interessate dalle riprese. La capacità di Ballarin di saper leggere il territorio ha permesso di coniugare il rigore tecnico necessario per un’opera di respiro globale con la flessibilità richiesta dalle dinamiche di produzione odierne.

La cornice storica del Castello Aragonese

La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà sabato 4 luglio in uno scenario di rara bellezza: la suggestiva Chiesa Barocca Diroccata del Castello Aragonese. Questo monumento, che domina il borgo di Ischia Ponte, rappresenta il simbolo dell’intero festival, fungendo da ponte tra la storia millenaria dell’isola e la modernità del linguaggio cinematografico. La scelta di questa location non è casuale: il Castello, con la sua stratificazione storica che parte dall’epoca greca fino al Settecento, incarna perfettamente lo spirito dell’Ischia Film Festival, che da oltre vent’anni valorizza l’identità dei luoghi attraverso lo sguardo dei registi.

Michelangelo Messina, direttore artistico della rassegna, ha sottolineato come la filiera cinematografica non possa prescindere dalle produzioni esecutive. Secondo Messina, queste figure sono il cardine che permette al patrimonio culturale italiano di diventare protagonista attivo nelle storie raccontate sul grande schermo. La collaborazione con Italy for Movies permette di mappare in modo capillare l’intero territorio nazionale, offrendo ai produttori di tutto il mondo strumenti digitali avanzati per individuare le scenografie naturali più adatte alle proprie esigenze narrative, dagli scorci marini della Campania fino ai centri storici del nord Italia.

Una vetrina per il cinema internazionale

Italy for Movies, accessibile tramite il portale omonimo, rappresenta oggi un ecosistema digitale indispensabile. Grazie a questo strumento, il Ministero della Cultura e Cinecittà offrono una visione aggiornata sulle agevolazioni fiscali e sugli incentivi regionali, un aspetto che rende l’Italia una destinazione estremamente competitiva nel panorama mondiale. Giorgio Carlo Brugnoni, direttore generale Cinema e audiovisivo, ha espresso grande soddisfazione per questo riconoscimento, evidenziando come il successo di produzioni come il sequel de “Il diavolo veste Prada” confermi lo status dell’Italia come set naturale preferito dai colossi del cinema mondiale.

L’Ischia Film Festival rimane, dunque, un punto di riferimento non solo per il cinema d’autore, ma anche per l’industria che sostiene la cultura cinematografica. Con il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio, e grazie al supporto fondamentale della Regione Campania e della Film Commission, l’evento si conferma ancora una volta un momento di confronto imprescindibile per tutti gli operatori del settore che intendono investire nelle potenzialità del Bel Paese, trasformando ogni piazza, vicolo o spiaggia in un palcoscenico globale.

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Chieti Classica unisce arte e medicina con un ciclo di incontri dedicato al benessere

🎼 Chieti diventa capitale della musica e della scienza: dal 2 al 9 luglio, Palazzo de’ Mayo ospita il ciclo di conferenze “Musica e Benessere per la Salute” nell’ambito del festival Chieti Classica. Esperti e accademici discuteranno il ruolo terapeutico dell’arte sonora in un percorso a ingresso libero.

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#ChietiClassica #MusicaEBenessere #Chieti #Abruzzo

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MAZZOCCANTE

Redazione-  Chieti si prepara a vivere un’estate all’insegna dell’alta formazione musicale e del dibattito scientifico. Dal primo al 20 luglio 2026, la città diventerà il centro propulsore di Chieti Classica, l’International Music Festival che, sotto la direzione artistica del Maestro Giuliano Mazzoccante, coniuga masterclass di prestigio e concerti di caratura mondiale. Quest’anno, il cartellone si arricchisce di un segmento di rilievo, focalizzato sull’intreccio tra l’arte dei suoni e la salute umana: il ciclo di conferenze intitolato “Musica e Benessere per la Salute”.

Un ponte tra cultura universitaria e arte sonora

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune di Chieti e la Music & Art International Academy in sinergia con ArtEnsemble. L’iniziativa mira a creare un legame solido tra la ricerca accademica e la pratica esecutiva, trasformando la città in un laboratorio a cielo aperto. Il cuore pulsante di questi incontri sarà la Sala Capozucco di Palazzo de’ Mayo, prestigiosa sede storica situata nel cuore del centro cittadino, che affaccia su Corso Marrucino, arteria principale che collega idealmente le istituzioni culturali della città.

Il programma si articola in tre appuntamenti pomeridiani, tutti fissati alle ore 17:00, pensati per far dialogare diverse discipline. Il primo incontro è previsto per giovedì 2 luglio. A moderare il dibattito e a porre le basi del tema saranno il Magnifico Rettore dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Prof. Liborio Stuppia, insieme al Prof. Pierluigi Sacco e alla Prof.ssa Elisabetta Dimauro. L’obiettivo è quello di analizzare come la musica influenzi lo stato psicofisico, partendo dal presupposto che l’ascolto consapevole possa contribuire in modo misurabile al miglioramento della qualità della vita.

Il contributo multidisciplinare della scienza

Il percorso prosegue lunedì 6 luglio, sempre nella storica cornice di Palazzo de’ Mayo. In questa occasione, il focus si sposta sulle applicazioni cliniche della musica. Al fianco del Rettore Stuppia e della Prof.ssa Dimauro, prenderà la parola il Prof. Giovanni Martinotti, esperto di psichiatria. L’intervento mira a esplorare come la pratica musicale possa essere impiegata come supporto nelle attività di prevenzione e riabilitazione, confermando l’importanza del coinvolgimento dell’ateneo teatino nel tessuto sociale cittadino.

L’ultimo atto del ciclo avverrà giovedì 9 luglio, con la partecipazione della Prof.ssa Ester Vitacolonna. Questo incontro conclusivo chiude il cerchio di una riflessione che ha visto l’Università “G. d’Annunzio” impegnata in prima linea nel progetto di “Valorizzazione delle Conoscenze”. La scelta di mantenere l’ingresso libero per tutti gli incontri sottolinea una precisa volontà degli organizzatori: rendere il sapere scientifico e l’eccellenza musicale accessibili a una platea non solo di specialisti, ma a tutta la cittadinanza, valorizzando al contempo i luoghi simbolo del territorio.

Una sinergia istituzionale per il prestigio del territorio

Il successo di questa edizione di Chieti Classica poggia su una rete capillare di partnership che coinvolge le istituzioni più significative della regione. Oltre al patrocinio della Regione Abruzzo e della Provincia di Chieti, il festival gode della collaborazione con la Direzione regionale dei Musei Nazionali Abruzzo e i Musei Archeologici Nazionali di Chieti. Anche il Museo Universitario e il Convitto Nazionale G. B. Vico partecipano attivamente, confermando la centralità di Chieti come polo culturale del Mezzogiorno.

Il coinvolgimento del Teatro Marrucino e dell’area de La Civitella, luoghi iconici del centro storico dove si svolgerà gran parte del festival, garantisce una cornice di rara bellezza per le esibizioni di artisti internazionali. Questi incontri si inseriscono in un panorama in cui la città sta riscoprendo la sua vocazione di spazio di riflessione, dove l’architettura dei palazzi nobiliari incontra le nuove frontiere della medicina. La partecipazione del Magnifico Rettore Stuppia in tutti gli incontri testimonia l’importanza che l’Università assegna al dialogo tra scienze mediche e discipline artistiche, un binomio che trova a Chieti un terreno fertile per nuovi sviluppi di ricerca.

Per i cittadini e i visitatori che si troveranno in città nel mese di luglio, il ciclo di conferenze rappresenta un’occasione per approfondire temi scientifici in un contesto informale e autorevole. L’invito a partecipare è esteso a chiunque desideri scoprire le potenzialità terapeutiche del suono, in un percorso che trasforma Palazzo de’ Mayo non solo in una sala convegni, ma in un luogo dove l’innovazione scientifica sposa l’eleganza della tradizione classica.

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