Rimani in contatto con noi
#

Territorio

DOSSIER INCHIESTA. CASE DELL’ACQUA SPERIAMO CHE ARRIVI PRESTO NUOVA PESCARA (CS)

1 Casa Acqua PE Zanni 26 04 12

Redazione-  1. (NPE, 13-04-2026) In previsione della sospensione del servizio idrico pubblico, per alcuni giorni nell’area Pescarese per lavori sulla rete, come molti, mi sono preoccupato di procurarmi delle scorte di acqua potabile per i giorni di chiusura del servizio. Piuttosto che rincorrere la folla degli acquirenti di interi bagagliai di fardelli di acqua confezionata dei supermercati, mi sono diretto alle “Case dell’acqua” ormai distribuite nei quartieri, con distributori automatizzati di acqua, liscia o gasata, dell’acquedotto pubblico, filtrata e refrigerata, con cui riempire le proprie bottiglie ad un prezzo vantaggioso.

2. Ricordo che molti anni fa, nel Milanese dove lavoravo, le prime casette, dette “dell’acqua del sindaco” erano state promosse, per ridurre il numero delle bottiglie di plastica che riempiono le discariche delle città, per un’abitudine tutta italica di bere l’acqua dalle bottiglie di plastica piuttosto che quella super controllata dell’acquedotto. Oggi, vivendo in prossimità del mare, che appare sempre più aggredito dalle micro-plastiche, l’obiettivo di limitare al massimo la produzione di plastica per bottiglie, che spesso finiscono in mare, mi è sembrato un impegno ancor più doveroso a favore delle “case dell’acqua” invece delle confezioni dei supermercati.
3. Intanto a Montesilvano, dove ho casa, le infrastrutture di riempimento dell’acqua, installate in diversi punti della città, da diverse settimane non funzionavano, senza alcun avviso o cartello che spiegasse agli utenti i motivi e la durata della sospensione del servizio. Avendolo constatato mi sono spostato in moto su una “casetta” vicina, nel comune di Pescara, essendo ormai unica la città adriatica per cittadini ed operatori, anche se gestita da amministrazioni differenti.
4. Alla casa dell’acqua di Pescara-Zanni (via dell’Emigrante) anziani, coppie, donne con bambini ordinatamente facevano il pieno con bottiglie e contenitori di ogni tipo. Ma quello che c’era di speciale in questa “casa” era la possibilità di prelevare da un rubinetto un’acqua “leggermente frizzante”. Una vera specialità. Poco gassata, dal buon sapore fresco e dolce, senza l’aggressività della piccante anidride carbonica. Una specie di “Ferrarelle” delle acque minerali. Costo 5c al litro.
5. Meno male. Con 1 euro ti porti a casa 20 litri di acqua delicatamente frizzante, che forse ti eviterà di acquistare birra o altre costose e dannose bevande di conforto. Ottimo, anche perché mi sono ricordato nella casa dell’acqua di Marina di Città Sant’Angelo, altro comune immediatamente a Nord dell’unica grande città della costa Pescarese. Qui l’acqua gassata costa il doppio, 10 c/litro. Il “vizio” dell’acqua addizionata di anidride carbonica si paga il doppio della stessa quantità di acqua “liscia”.
6. Ripassando in moto con il mio carico di riserva d’acqua ho notato che nelle piazzole di Montesilvano erano in attesa, ancora imballati, i nuovi box delle case dell’acqua in servizio a Pescara. Bene, forse il progresso arriva anche qui. Ma poiché nessun avviso ci informava della prossima apertura delle nuove case dell’acqua, ho chiamato il numero verde dell’impresa fornitrice stampato sul box in attesa di impianto. Anche Montesilvano avrà la fornitura delle case dell’acqua di Pescara. Ma i prezzi per lo stesso servizio pare che non saranno gli stessi. Acqua liscia e gassata a 10 c/litro. Rifornirsi dalle case dell’acqua sta diventando un vizio costoso? Ma chi stabilisce i prezzi di un servizio pubblico, che usa un bene pubblico dell’acquedotto pubblico, per una finalità pubblica di riduzione dell’inquinamento e adozione di stili di vita pubblici più sostenibili?
7. Per curiosità sono andato in un Supermercato a vedere il prezzo di un litro di acqua in bottiglia di plastica. Marche famose si vendono a 20 c/litro. Ma ci sono anche offerte per 11c/litro per acqua in bottiglia di plastica. Dunque, qual è l’incentivo ad andare a prendere l’acqua dell’acquedotto, a 10 c/litro con tutto l’impegno che richiede il riempimento, raccolta e pulizia delle bottiglie, viaggio, code ? Forse le case dell’acqua sono diventate, da una strategia per favorire la riduzione degli imballaggi e stili di vita più sostenibili, un nuovo mercato per fare soldi con un bene comune, con la vendita di un bene primario come l’acqua ? Chi controlla l’interesse pubblico, la difesa dei cittadini meno abbienti e gli appalti per la gestione di un servizio pubblico? A chi rivolgersi per segnalare l’assurdità di un mercato senza regole, per un bene primario, in una città unica ma con tanti valvassori, che è libera solo per chi può rivolgersi al migliore offerente? Speriamo che arrivi presto e possa crescere Nuova Pescara come espressione libera di liberi cittadini della città unica del medio Adriatico. E non solo per la gestione dell’acqua bene comune di tutti i cittadini. Almeno sapremo con chi discutere del futuro della città che vogliamo.
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Territorio

Il punto sulla situazione fognaria di via Mameli a Carsoli

💧 La rete fognaria di via Mameli a Carsoli verso una svolta definitiva: il progetto di risanamento, sviluppato in piena sinergia con il Cam, punta a eliminare gli sversamenti nel Fosso Sant’Antonio e a modernizzare l’intera rete della zona.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Carsoli #Ambiente #LavoriPubblici #CronacaLocale

Pubblicato

a

WhatsApp Image 2026 06 14 at 10.52.06 1

Redazione-  Carsoli è il centro nevralgico di una complessa questione infrastrutturale che negli ultimi tempi ha sollevato dibattiti accesi tra la cittadinanza e la classe politica locale. Al centro delle cronache cittadine si trova la criticità fognaria che interessa il tratto di via Mameli, dove da tempo si registra lo sversamento di liquami nell’alveo del Fosso Sant’Antonio. Un problema di carattere ambientale e sanitario che l’attuale amministrazione comunale ha deciso di affrontare con un approccio basato puramente su rilievi tecnici e ingegneristici, allontanandosi dalle polemiche per concentrarsi sulla risoluzione definitiva.

L’analisi tecnica dietro l’intervento

Il nodo del problema, emerso solo recentemente, risiede in una rete fognaria obsoleta che non riesce più a garantire il corretto deflusso dei carichi domestici. La condotta di via Mameli si trova infatti a gestire una mole di reflui eccessiva, aggravata in modo determinante dal carico proveniente da via dei Marsi, un’arteria densamente popolata dove risiedono centinaia di nuclei familiari. Il sistema esistente, progettato per volumi differenti rispetto a quelli attuali, non è più in grado di sopportare tale pressione, portando inevitabilmente a rotture e sversamenti.

La strategia individuata dai tecnici non prevede dunque un semplice intervento di rattoppo superficiale, ma una riforma strutturale del sistema di raccolta delle acque reflue. Il progetto elaborato prevede il distacco del carico fognario di via dei Marsi, che sarà convogliato su una linea indipendente. Tale manovra permetterà di alleggerire drasticamente la pressione sulla condotta di via Mameli, isolando e risolvendo le perdite nel punto critico identificato. Questa diagnosi è stata raggiunta solo a seguito dell’utilizzo di tecnologie diagnostiche all’avanguardia e del supporto di personale altamente specializzato, che ha permesso di mappare il sottosuolo con una precisione finora inedita.

La collaborazione tra il comune e il Cam

Per giungere alla definizione di un quadro così chiaro, è stata determinante la sinergia instaurata con il Consorzio Acquedottistico Marsicano (CAM). Fin dai primi mesi successivi all’insediamento della nuova amministrazione, il dialogo con l’ente gestore è stato costante. Il presidente del CAM, Ernani Ornello, ha fornito risposte tempestive, mettendo a disposizione del territorio di Carsoli e del suo importante nucleo industriale professionalità in grado di operare con strumenti di alta precisione.

Proprio questa collaborazione ha smentito le ricostruzioni di chi, nel passato, sosteneva di avere già la soluzione in tasca. L’amministrazione attuale sottolinea come, senza un lavoro di indagine così approfondito, il problema sarebbe rimasto invisibile ai più, celato sotto l’asfalto senza alcuna possibilità d’intervento mirato. La politica del fare, promossa dagli attuali vertici comunali, si contrappone alle semplici ipotesi formulate nel decennio precedente, che non hanno mai prodotto un progetto cantierabile o risolutivo.

Verso la risoluzione definitiva del problema

Attualmente, il progetto definitivo è al vaglio della Conferenza dei Servizi, organo tecnico preposto a valutare la fattibilità e la regolarità di opere pubbliche di questa entità. Il cronoprogramma prevede che, superata questa fase burocratica, le ruspe possano entrare in azione nei prossimi mesi. L’obiettivo rimane quello di restituire decoro e sicurezza all’area del Fosso Sant’Antonio, ponendo fine ai disagi lamentati dai residenti.

Le critiche avanzate dall’ex sindaco sono state respinte dall’attuale giunta, che le ha definite sterili nel contesto di un’amministrazione che predilige i cantieri alle parole. La gestione della rete fognaria rappresenta per il comune un impegno che non ammette ritardi, soprattutto in un’ottica di tutela del territorio e della salute pubblica. La separazione delle linee fognarie, che comporterà un impegno economico e progettuale non indifferente, segna un cambio di passo nella gestione delle infrastrutture sotterranee del comune. La cittadinanza attende ora l’apertura effettiva del cantiere, che rappresenterà il punto di svolta finale per una vicenda che per troppo tempo ha rappresentato un peso per la comunità. I prossimi mesi saranno decisivi per vedere come la pianificazione tecnica si trasformerà in cantiere operativo.

Continua a Leggere

Sport

Gianluca Valente conquista il titolo italiano Super Piuma ad Avezzano

Pubblicato

a

IMG 2356

Redazione  – Una serata di grande pugilato quella andata in scena in Piazza Risorgimento ad Avezzano, dove il pubblico ha assistito a un match intenso e spettacolare valido per il Titolo Italiano dei pesi Super Piuma.

Sul ring si sono affrontati Gianluca Valente e Mohamed Diallo, protagonisti della sfida principale di un evento che ha richiamato l’attenzione degli appassionati e che è stato trasmesso in diretta su Rai Sport. Dopo otto riprese combattute, Valente è riuscito ad avere la meglio sul suo avversario, conquistando la prestigiosa cintura tricolore e laureandosi Campione d’Italia Super Piuma.

L’incontro, disputato nella suggestiva cornice del centro cittadino avezzanese, è stato organizzato con il supporto delle istituzioni locali e della Federazione Pugilistica Italiana.

Per Gianluca Valente si tratta di un risultato di grande prestigio, frutto di preparazione, sacrificio e determinazione. Il pugile ha saputo gestire il confronto con lucidità e carattere, imponendosi su Diallo e conquistando il titolo nazionale della categoria.

Applausi per entrambi gli atleti, protagonisti di un confronto avvincente che ha esaltato il pubblico presente. Al termine della sfida, la festa è stata tutta per Valente, che può ora fregiarsi del titolo di Campione d’Italia Super Piuma, coronando una serata indimenticabile per il pugilato italiano.

Continua a Leggere

Piana del Cavaliere

Straperetana 2026: l’arte contemporanea invade il borgo medievale di Pereto

📢 Scopri come l’arte contemporanea prende vita tra le antiche mura di Pereto: un’esperienza unica da non perdere! 👇
#Straperetana2026 #ArteContemporanea #Pereto #CulturaAbruzzese

Pubblicato

a

518003292 18389536018187232 5545775095569781650 n

 Redazione-  L’11 luglio 2026 il piccolo borgo di Pereto, arroccato sull’Appennino abruzzese, aprirà le sue antiche strade a una delle manifestazioni culturali più attese d’Italia. La decima edizione di Straperetana, la rassegna itinerante di arte contemporanea che da vent’anni trasforma le vie di questo villaggio in un museo a cielo aperto, partirà con l’inaugurazione ufficiale prevista per sabato 11 luglio. Al centro del progetto, gli artisti Flavio Favelli ed Elisa Montessori, scelti quest’anno come protagonisti principali, presenteranno installazioni site‑specific che dialogano con l’architettura storica del luogo.

La genesi di una rassegna d’arte itinerante

Nata nel 2007 dall’iniziativa congiunta di Paola Capata, curatrice d’arte, e Delfo Durante, archivista e storico locale, Straperetana è rapidamente diventata un punto di riferimento per la cultura contemporanea in Abruzzo. L’idea di base era semplice ma ambiziosa: far convivere, nello stesso spazio urbano, il patrimonio storico di un borgo medievale e le sperimentazioni artistiche più attuali. Dopo una prima decade di successi, l’edizione 2026 arriva con una programmazione più ampia, che prevede oltre 30 opere suddivise tra spazi interni ed esterni.

Il nome della rassegna, “Straperetana”, richiama la tradizione orale del “racconto in piazza” , mettendo in luce il ruolo del territorio come narratore di sé stesso. Questo concetto è alla base del nuovo percorso pedonale che gli organizzatori hanno tracciato per la manifestazione, un itinerario di circa un chilometro che collega le principali strutture architettoniche del centro storico: Palazzo Maccafani, Palazzo Iannucci, la chiesa di San Lorenzo e le numerose viuzze laterali di pietra.

Gli artisti protagonisti: Flavio Favelli ed Elisa Montessori

Flavio Favelli (nato a L’Aquila nel 1978) è un artista multimediale noto per le sue opere che combinano video‑installazione, suono e oggetti di recupero. Per Straperetana 2026, Favelli presenterà “Ombre di pietra”, una serie di sculture luminose posizionate lungo il Vicolo dei Masse, dove la luce dei LED interagisce con le crepe delle antiche mura, creando giochi di riflessi che si modificano con il passare della giornata.

Elisa Montessori, invece, è una pittrice e performer di origine napoletana, la cui pratica si concentra sul corpo e sul paesaggio immateriale. La sua opera “Tracce di vento” consisterà in una performance in tempo reale all’interno del Palazzo Iannucci, dove la artista, accompagnata da una band locale di percussioni, dipingerà con pigmenti naturali l’intera corte interna, trasformandola in un affresco vivente che verrà poi documentato e proiettato su grandi schermi installati nella piazza centrale.

La presenza di questi due creativi, le cui produzioni si collocano sui confini tra arte visiva, sonoro‑spaziale e teatro, rappresenta un punto di snodo per la rassegna, che intende offrire al pubblico un’esperienza immersiva e multisensoriale.

Il percorso espositivo: tra storico e contemporaneo

Le opere di Straperetana 2026 sono distribuite in tre macro‑zone tematiche:

  • Palazzo Maccafani – Situato in Piazza Maccafani 5, questo edificio rinascimentale ospita la maggior parte delle installazioni interne. Al suo interno, oltre a “Ombre di pietra”, sarà presentata una serie di dipinti murali di giovani artisti emergenti, selezionati da una commissione di curatori internazionali.
  • Palazzo Iannucci – Questo palazzo barocco del XVIII secolo diventa il teatro di “Tracce di vento”. La corte, i saloni affrescati e la biblioteca storica saranno aperti al pubblico il sabato e la domenica dalle ore 16:00 alle 20:00, con ingressi gratuiti ma a numero limitato, per garantire la sicurezza delle opere.
  • Strade e vicoli – Sculture, murales e installazioni site‑specific si trovano lungo le vie principali del borgo: via del Corte, via San Rocco e il Borgo Vecchio. Alcune opere sono interattive, invitando i visitatori a muoversi, toccare e persino a contribuire con piccoli gesti artistici, come la realizzazione di un mosaico collettivo di pietre levigate.

L’intera manifestazione è pensata per essere accessibile sia ai residenti che ai turisti. Le opere all’aperto rimarranno visibili per tutta la durata della rassegna, che proseguirà fino al 30 settembre 2026, mentre quelle nei palazzi saranno disponibili nei weekend, come indicato dal calendario organizzativo.

Organizzazione, logistica e impatto socio‑culturale

L’evento è promosso dal Comune di Pereto in collaborazione con la Regione Abruzzo, il Ministero per i Beni Culturali e il Dipartimento di Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di L’Aquila. Il finanziamento proviene da fondi europei dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale locale e all’innovazione artistica.

Per garantire la fruibilità dell’evento, gli organizzatori hanno predisposto un servizio di navetta gratuito dalla stazione ferroviaria di L’Aquila (linea regionale) verso il borgo, a partire dalle ore 15:00 del giorno dell’inaugurazione. Inoltre, sono attivati punti informativi a ciascuna sede espositiva, gestiti da volontari locali, e una segnaletica digitale QR‑code che fornisce informazioni dettagliate su ogni opera e sull’artista.

Il contributo di Straperetana al tessuto sociale di Pereto è significativo: l’evento genera occupazione temporanea per guide, tecnici, curatori e operatori di ristorazione, stimola l’attività commerciale della zona (alberghi, trattorie, negozi di artigianato) e, soprattutto, rivitalizza l’interesse verso il patrimonio storico‑architettonico del borgo. Secondo i dati forniti dal Comune, l’edizione precedente ha registrato una crescita del 35 % dei flussi turistici durante il periodo di svolgimento della rassegna.

Contatti e informazioni pratiche

  • Data d’inizio: sabato 11 luglio 2026
  • Orari di apertura (palazzi): sabato e domenica, 16:00‑20:00
  • Ingresso: gratuito (prenotazione consigliata per gli spazi interni)
  • Telefono organizzazione: +39 335 1049685
  • Email: info@straperetana.org
  • Sito web: www.straperetana.org
  • Instagram: @straperetana_official

Per aggiornamenti in tempo reale, è possibile consultare la pagina Instagram della manifestazione, dove verranno pubblicati video dietro le quinte, interviste agli artisti e informazioni logistiche.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza