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Il mito di Rocky sul palco di Radicondoli, Davide Niccolini racconta il padre lottatore livornese

🚨 PRIMA NAZIONALE IN TOSCANA: AL RADICONDOLI FESTIVAL ARRIVA IL MITO DI SYLVESTER STALLONE! 🎭 Lo splendido scenario del Teatro dei Risorti si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti teatrali più attesi dell’estate. Venerdì 24 luglio alle ore 19:00 debutta “Mio padre è Sylvester Stallone”, straordinario monologo interpretato da Davide Niccolini e prodotto in sinergia h24 con il Teatro Nazionale di Genova. Uno spettacolo finalista al Premio Scenario 2025 che unisce sport, vita reale e cultura pop: la vera storia del lottatore livornese Riccardo Niccolini, giunto fino alle Olimpiadi di Mosca 1980 e poi sul set di “Over the Top” accanto a Rocky. Un ring generazionale tra padre e figlio scritto con il cuore e con l’anima. Il programma completo del dossier 👇#radicondolifestival | #miopadreesylvesterstallone | #davideniccolini | #teatronazionalegenova | #lottalibera | #overthetop #teatrotoscana | #premioscenari2025 | #pagineutili

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Mio padre è Sylvester Stallone - ph Malì Serena Aurora,

Radicondoli, borgo medievale adagiato sulle colline della provincia di Siena, si prepara a un evento che unisce sport, cinema e memoria familiare. Il 24 luglio 2026, alle ore 19, il palcoscenico del Teatro dei Risorti accoglierà “Mio padre è Sylvester Stallone”, un monologo che sta scuotendo il panorama teatrale nazionale dopo aver raggiunto la finale del prestigioso Premio Scenario 2025. La struttura monumentale del teatro, situato nel cuore del borgo senese, diventerà la cornice ideale per una narrazione che affonda le sue radici nell’identità livornese e si proietta verso l’immaginario hollywoodiano.

La storia di Riccardo Niccolini tra Livorno e Hollywood

Lo spettacolo, prodotto da Pilar Ternera e dal Teatro Nazionale di Genova, getta luce sulla figura di Riccardo Niccolini, atleta leggendario della scena livornese. La sua vita non è una biografia comune, ma una parabola che parte dai quartieri popolari di Livorno per arrivare fino al set di “Over the Top”, il celebre film cult degli anni Ottanta. Riccardo Niccolini non è stato solo un uomo di lotta, ma un protagonista assoluto dello sport internazionale: olimpionico di lotta libera a Mosca nel 1980, è diventato in seguito un’icona del braccio di ferro, conquistando il titolo mondiale e ben cinque argenti iridati.

Il racconto di Davide Niccolini, figlio di Riccardo e attore interprete del monologo, non si limita alla cronaca sportiva. Il testo, scritto da Leonardo Ceccanti con la regia di Matteo Ceccantini, scava nel vissuto privato di un uomo segnato dall’abbandono durante l’infanzia, dalla povertà e da un grave incidente stradale che avrebbe potuto spezzare qualsiasi carriera. Invece, la resilienza è diventata il motore del suo riscatto. La narrazione si muove tra gli odori della palestra e le luci riflesse del grande schermo, creando un ponte tra la realtà cruda della provincia toscana e la mitologia del cinema americano incarnata da Sylvester Stallone.

Un match teatrale tra padre e figlio

La messinscena al Teatro dei Risorti rompe gli schemi del teatro tradizionale. Davide Niccolini non si limita a recitare, ma trasforma il palcoscenico in un’arena, utilizzando una materassina da lotta come unico elemento scenografico. In questo spazio, il figlio indossa metaforicamente la maglia della Nazionale italiana del padre, cercando di misurarsi con una figura ingombrante, un genitore che ha vissuto in bilico tra il successo atletico e fragilità personali spesso taciute.

Il pubblico di Radicondoli, abituato storicamente a manifestazioni di alto spessore culturale, diventerà parte attiva di questo confronto. Lo spettatore assume il ruolo di arbitro di un match che non si disputa su un tavolo da braccio di ferro o su un tappeto da lotta, ma nel campo minato delle emozioni e delle incomprensioni generazionali. Le inserti sonori con la voce di Sylvester Stallone servono da controcanto narrativo, sottolineando lo sfasamento cronico tra il padre che viveva la propria epica quotidiana e il figlio che tenta, attraverso l’arte, di ricostruire i pezzi di un puzzle familiare frammentato.

La ricerca artistica della Compagnia A.D.D.A.

La Compagnia A.D.D.A., nata a Livorno nel 2017 e attiva presso il Nuovo Teatro delle Commedie, si conferma una realtà di primo piano per la drammaturgia under 30 in Italia. La loro cifra stilistica risiede nell’integrazione tra performance fisica e scrittura testuale, un metodo che trova in questo monologo la sua espressione più compiuta. Il lavoro proposto non è soltanto un omaggio a un campione sportivo, ma un’indagine sociologica sulla necessità di emancipazione dai modelli paterni.

Il legame con il territorio di Radicondoli arricchisce la portata dell’evento. Attraverso il sostegno del festival, la vicenda di Riccardo Niccolini smette di essere esclusivamente livornese per diventare un racconto universale di fatica, tenacia e riconciliazione. Gli appassionati di teatro contemporaneo potranno approfondire i dettagli della serata consultando il portale ufficiale di Radicondoli Arte. Un appuntamento imperdibile per chi cerca storie che sappiano mescolare il sudore delle palestre con la profondità della riflessione scenica, in uno dei borghi più suggestivi della Toscana meridionale, dove la storia si fa teatro e il teatro diventa memoria.

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Il circo Paolo Orfei porta ad Amantea lo spettacolo Africa il regno animale tra esotismo e brividi

🦁 Il grande circo arriva ad Amantea! Preparatevi a vivere un’esperienza indimenticabile tra elefanti, tigri bianche e acrobati premiati a Montecarlo. Dal 24 luglio al 2 agosto, non perdere lo spettacolo “Africa, il Regno Animale” e la serata speciale horror del 29 luglio.

Prenota ora il tuo posto per saltare la fila e assicurati la migliore visuale: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Elefanti

Amantea si prepara ad accogliere una delle realtà circensi più rinomate del panorama nazionale. La carovana del Circo Paolo Orfei, guidata dalla famiglia Martino-Dell’Acqua, ha scelto l’area lungo la SS Tirrenica Inferiore, in una posizione strategica adiacente al punto vendita Eurospin, per installare il suo imponente tendone. L’evento, denominato “Africa, il Regno Animale”, promette di trasformare la cittadina calabrese in un palcoscenico a cielo aperto, dove la tradizione circense incontra l’innovazione tecnologica e l’abilità atletica di caratura internazionale.

Dal 24 luglio fino al 2 agosto, la costa tirrenica cosentina diventerà il centro di gravità per gli appassionati di spettacoli dal vivo. La scelta di Amantea non è casuale: il territorio, che si snoda tra il mare e le colline dell’entroterra, offre una cornice ideale per ospitare un evento che attira spettatori non solo dal centro abitato, ma da tutto il comprensorio, offrendo una proposta culturale di grande richiamo che valorizza il tempo libero estivo.

Gli artisti di Montecarlo arrivano sul Tirreno

Il cuore pulsante dello show risiede nella qualità delle performance presentate. Il Circo Paolo Orfei punta su nomi che hanno calcato i palcoscenici più prestigiosi del settore, tra cui il celebre Festival del Circo di Montecarlo. La direzione artistica, affidata a Niky Martin, ha curato ogni dettaglio per garantire un ritmo incalzante. Tra le attrazioni principali spiccano i giganti della savana: gli elefanti della famiglia Gartner. La loro presenza in pista rappresenta un momento di grande impatto visivo, capace di coinvolgere il pubblico di ogni fascia d’età, dai bambini agli adulti.

Accanto ai pachidermi, il programma prevede l’esibizione dei maestosi felini di Francesco Berosini, che porterà sotto i riflettori le tigri bianche, simbolo di eleganza e potenza. La scaletta prosegue con una varietà di numeri che spaziano dall’alta cavalleria di Genny Martino alle evoluzioni aeree. Rita De Angelis si cimenterà in acrobazie di rara precisione, mentre Desiree Royal incanterà gli spettatori con il numero di hula hop. Non mancheranno il brivido del filo alto, interpretato dallo spericolato Primo De Angelis, e la grazia aerea di Desiree Pirlo, impegnata ai tessuti. A completare il quadro, la comicità dei clown, l’illusionismo della famiglia Macaggi e le atmosfere futuristiche create da Michelle, la “donna laser”.

Un evento speciale tra magia e brivido

La programmazione standard prevede spettacoli quotidiani alle ore 21.15, con doppie repliche nei giorni di sabato e domenica alle 18.30 e alle 21.15. Per chi desidera vivere un’esperienza più ravvicinata, la domenica e nei giorni festivi sarà possibile visitare il parco zoologico del circo dalle 10.00 alle 13.00, un’occasione per osservare da vicino gli animali esotici accolti nella struttura.

Una menzione speciale merita la data del 29 luglio. In via del tutto esclusiva, alle ore 21.15, l’atmosfera si modificherà radicalmente per ospitare l’Oblio Horror Circus. Si tratta di un format a tinte forti, virato verso il genere thriller e horror, pensato per un pubblico che cerca emozioni diverse rispetto al classico registro circense. Per questa serata, come per tutti gli altri appuntamenti, è vivamente consigliata la prenotazione anticipata. Data l’alta affluenza prevista lungo la SS Tirrenica Inferiore, l’organizzazione invita a utilizzare il portale www.primafilaticket.it per acquistare i biglietti in autonomia, garantendosi così il posto ed evitando le code alle biglietterie.

Per ulteriori dettagli o chiarimenti sulle prenotazioni, l’utenza può fare riferimento ai recapiti telefonici 347 8988192 o 348 0056243. Il monitoraggio costante delle informazioni è disponibile anche attraverso le pagine Facebook ufficiali, dove il Circo Paolo Orfei comunica aggiornamenti in tempo reale. Amantea si prepara dunque a un’immersione nel mondo dello spettacolo, un’opportunità per assistere a performance tecniche che richiedono anni di addestramento e una disciplina costante, elementi che rendono il circo un patrimonio di abilità fisiche e coraggio ancora estremamente attuale nel panorama dell’intrattenimento contemporaneo.

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Maria Teresa Liuzzo: una voce illustre nella letteratura mondiale

Maria Teresa Liuzzo è una delle figure letterarie contemporanee più stimate d’Italia, la cui poliedrica carriera ha spaziato tra letteratura, giornalismo, insegnamento, filosofia, psicologia, editoria e diplomazia culturale. Nata a Saline di Montebello Jonico, città storica della Calabria, ha dedicato la sua vita alla promozione della letteratura, dell’arte e della comprensione interculturale. Attualmente risiede a Reggio Calabria, dove continua la sua intensa attività letteraria, editoriale e culturale.

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Maria Teresa Liuzzo

Redazione-  Maria Teresa Liuzzo è una delle figure letterarie contemporanee più stimate d’Italia, la cui poliedrica carriera ha spaziato tra letteratura, giornalismo, insegnamento, filosofia, psicologia, editoria e diplomazia culturale. Nata a Saline di Montebello Jonico, città storica della Calabria, ha dedicato la sua vita alla promozione della letteratura, dell’arte e della comprensione interculturale. Attualmente risiede a Reggio Calabria, dove continua la sua intensa attività letteraria, editoriale e culturale.

Nel corso della sua straordinaria carriera, Maria Teresa Liuzzo si è affermata come poetessa, romanziera, saggista, critica letteraria, filosofa, giornalista, traduttrice, editrice e organizzatrice culturale di fama internazionale. Il suo contributo alla letteratura mondiale le ha valso riconoscimenti in diversi continenti, rendendola una delle personalità letterarie contemporanee più influenti associate all’Italia.

Liuzzo è Presidente dell’Associazione Lirico-Drammatica “P. Benintende”, un’istituzione dedita alla promozione della letteratura, della cultura e delle arti performative. La sua leadership ha contribuito in modo significativo alla conservazione e alla diffusione dei valori letterari e artistici in Italia e all’estero. È inoltre editrice e direttrice della prestigiosa rivista letteraria Le Muse, una pubblicazione di rilievo che ha offerto una piattaforma a scrittori, poeti, studiosi e artisti di numerosi paesi. Attraverso questa rivista, ha promosso il dialogo letterario e lo scambio culturale tra diverse comunità.

Oltre ai suoi successi letterari, Maria Teresa Liuzzo ha alle spalle una brillante carriera nel giornalismo e nei media. Ha lavorato come giornalista, redattrice, responsabile delle pubbliche relazioni, opinionista ed editorialista. È stata anche vicedirettrice del telegiornale “Artes e Tv”, contribuendo alla diffusione culturale e al dibattito pubblico. La sua competenza nella comunicazione e nei media le ha permesso di promuovere la letteratura e le arti attraverso diversi canali, raggiungendo un pubblico sia in Italia che a livello internazionale.

I suoi successi accademici sono altrettanto notevoli. Maria Teresa Liuzzo ha conseguito un dottorato in psicologia presso l’Università Leibniz di Santa Fe, nel Nuovo Messico, Stati Uniti. Ha inoltre insegnato filosofia e letteratura moderna negli Stati Uniti, dove ha condiviso la sua vasta conoscenza delle tradizioni letterarie, del pensiero filosofico e degli studi culturali contemporanei con studenti e studiosi. Il suo approccio interdisciplinare combina intuizione psicologica, riflessione filosofica e creatività letteraria, arricchendo sia il suo lavoro accademico che le sue produzioni artistiche.

In qualità di filosofa e saggista, Liuzzo ha costantemente esplorato temi profondi riguardanti l’esistenza umana, l’etica, l’identità, la spiritualità e la trasformazione sociale. I suoi scritti riflettono un profondo impegno per la ricerca intellettuale e i valori umanitari. È nota per la sua capacità di fondere profondità filosofica e sensibilità poetica, creando opere che risuonano con lettori di diversa provenienza culturale e linguistica.

La produzione letteraria di Maria Teresa Liuzzo è vasta e di grande rilievo. Ha scritto trentacinque libri, tra cui raccolte di poesie, saggi, studi critici e cinque romanzi di formazione. Le sue opere esplorano la complessità delle relazioni umane, della memoria, della storia, dell’identità culturale e della crescita personale. I suoi romanzi e le sue poesie rivelano spesso una profonda comprensione della condizione umana, contraddistinta da intensità emotiva, eleganza lirica e intuizione filosofica.

Traduttrice di talento, Liuzzo ha tradotto in italiano opere letterarie di autori provenienti da cinque continenti, costruendo così ponti tra culture e promuovendo il dialogo letterario internazionale. La sua dedizione alla traduzione riflette la sua convinzione che la letteratura sia un linguaggio universale, capace di trascendere confini geografici, politici e culturali. Grazie alle sue traduzioni, i lettori italiani hanno potuto accedere a voci e prospettive provenienti da tutto il mondo.

Le sue opere letterarie hanno ottenuto un notevole riconoscimento internazionale e sono state tradotte in trentadue lingue. Questo straordinario traguardo dimostra il fascino universale dei suoi scritti e il rispetto globale che si è guadagnata come autrice. Lettori in Europa, Asia, Africa, America e altre regioni hanno apprezzato il suo contributo letterario, rendendola una vera e propria ambasciatrice culturale internazionale.

Maria Teresa Liuzzo ha svolto un ruolo importante anche in numerose organizzazioni letterarie e culturali internazionali. È membro esecutivo di SIRIUS MEDIA a Bonn, in Germania, un’istituzione dedicata alla comunicazione culturale e alla cooperazione internazionale. È inoltre membro della World Writers’ Organization (WOW) in Russia, a ulteriore dimostrazione del suo impegno letterario a livello globale. È anche un membro di spicco del Senato Accademico dell’Università Leibniz negli Stati Uniti, dove contribuisce a iniziative accademiche e culturali.

La sua attività di corrispondente estera, redattrice, collaboratrice e commentatrice culturale si è estesa a centinaia di giornali, riviste, siti web, riviste letterarie e blog in Italia e all’estero. Nel corso degli anni, ha collaborato con numerose pubblicazioni, condividendo la sua critica letteraria, i suoi saggi, le sue interviste, le sue recensioni e le sue analisi culturali con un pubblico internazionale. I suoi contributi hanno arricchito il giornalismo letterario e incoraggiato il dialogo tra scrittori, studiosi e lettori di tutto il mondo.

Oltre ai suoi successi professionali, Maria Teresa Liuzzo è ampiamente ammirata per il suo impegno nella promozione dei talenti letterari emergenti. Come talent scout, editrice e organizzatrice culturale, ha sostenuto innumerevoli scrittori, poeti e artisti in diverse fasi della loro carriera. Il suo tutoraggio e il suo incoraggiamento hanno aiutato molti creativi a ottenere riconoscimento e fiducia nelle proprie attività artistiche.

Nel corso della sua vita, Maria Teresa Liuzzo si è dedicata agli ideali di cultura, istruzione, pace e comprensione internazionale. La sua opera incarna la convinzione che la letteratura e l’arte possano essere potenti strumenti di dialogo, empatia e progresso sociale. Unendo le persone attraverso le parole, le idee e l’espressione artistica, ha contribuito in modo significativo all’arricchimento della vita culturale globale.

Oggi, Maria Teresa Liuzzo si distingue come illustre rappresentante della letteratura italiana contemporanea e figura influente negli ambienti culturali internazionali. I suoi successi come scrittrice, studiosa, traduttrice, giornalista, educatrice e leader culturale continuano a ispirare lettori, scrittori e intellettuali di tutto il mondo. Grazie alla sua costante dedizione alla letteratura e all’umanità, si è guadagnata un posto di rilievo tra le personalità letterarie più rispettate della sua generazione.

 

BREVE BIOGRAFIA DI MARIA TERESA LIUZZO – ITALIA

Maria Teresa Liuzzo (Reggio Calabria- Italia) Presidente Associazione Lirico Drammatica ”P. Benintende”- giornalista- editore- direttore e fondatore rivista LE MUSE di cultura internazionale- Vicedirettore di Artes e Tv” – dr. in Psicologia e prof. in Filosofia e Lettere Moderne (Università Leibniz Santa Fe New Messico (USA) e membro del Senato Accademico). Traduttrice, opinionista, scrittrice, filosofa, editorialista, talent scout. Membro esecutivo di ”Sirius” (Bonn), Wow (Russia), Kult Apogeum (Danimarca). ”Gazzetta Culturale Rol” (Brasile), ”Detectiv Press” (Scandinavia). Ha pubblicato 35 libri tradotti in 32 lingue. Ha tradotto e pubblicato poeti di cinque continenti. Maria Teresa Liuzzo è stata presentata, tradotta e recensita da quattro candidati al Nobel per la Letteratura: Peter Russell, Athanase Vanthchev De Thracy, Maria Luisa Spaziani, Licio Gelli. Collabora con centinaia di riviste in Italia e all’estero, siti web e blog.

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L’alchimia dei sentimenti nei versi di Sara Brillante, un viaggio lirico tra tempo e libertà

🚨 POESIA E INTROSPEZIONE: ARRIVA IL NUOVO CICLO LIRICO DI SARA BRILLANTE! ✍️ Una perla letteraria arricchisce la bacheca culturale del nostro giornale. Siamo orgogliosi di pubblicare, con il cuore e con l’anima, tre splendidi componimenti inediti firmati dalla poetessa Sara Brillante. Un viaggio intimo h24 diviso in tre tappe dello spirito: la fiera rivendicazione di “Indifferente”, la battaglia psicologica contro l’ansia e il tempo in “La gabbia del tempo”, e la splendida rinascita notturna di “Alchimia”, dove il dolore dell’abbandono si trasforma in luce al primo raggio dell’alba. Leggi l’analisi approfondita e i testi integrali sul nostro quotidiano 👇#sarabrillante #poesiacontemporanea #tritticolirico #alchimia #lagabbiadeltempo #indifferente #culturaabruzzo #scrittoriditalia #pagineutili

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SARA BRILLANTE

L’analisi introspettiva del trittico letterario della scrittrice ed il superamento dei conflitti interiori

Redazione– Ci sono voci che non si limitano a descrivere la realtà, ma scendono nelle profondità dell’inconscio per dare una forma tangibile alle inquietudini dell’uomo moderno. La produzione in versi di Sara Brillante appartiene a questa rara categoria di scrittori, capaci di usare la parola come uno strumento di indagine esistenziale e di riscatto civile contro le barriere dell’indifferenza. Il nuovo ciclo poetico dell’autrice, composto dalle liriche intitolate Indifferente, La gabbia del tempo e Alchimia, si offre ai lettori come un’articolata bacheca di riflessioni morali, dove la ricerca della libertà individuale si scontra con i ritmi di un’umanità spesso distratta e priva di sintonie affettive. Il cammino creativo si sviluppa come un vero e proprio laboratorio dello spirito, una preziosa testimonianza artistica concepita per deliziare gli estimatori della grande saggistica contemporanea della provincia aquilana.

Le tre opere, strutturate per rompere il silenzio delle coscienze, scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili della nazione, offrendo spunti di assoluto valore intellettuale.

Il rifiuto delle convenzioni e l’isolamento sociale nella prima lirica Indifferente

La prima composizione del ciclo, intitolata Indifferente, affronta il tema del distacco emotivo e della necessità di proteggere la propria intimità psicologica dalle interferenze esterne di un mondo percepito come ostile ed estraneo. La Brillante descrive il tentativo di sintonizzare la mente su nuove frequenze vitali, accettando paritetica una condizione di isolamento che si trasforma in un’arma di difesa contro le ipocrisie delle convenzioni sociali della nazione. I versi brevi e ritmici restituiscono l’immagine di un’anima scolpita, che osserva da lontano le favole sfiorite delle inutili coscienze, rivendicando con orgoglio la propria alterità in totale sicurezza e nel pieno rispetto delle tutele della persona.

Di seguito si riporta il testo completo del primo componimento inserito nella bacheca odierna:

Indifferente
Sposto le frequenze della mente
verso la sintonia di nuova vita
volta alla libertà solo apparente
di un’umanità sopita.
Non sintonizzata emotivamente
incisa in un’anima scolpita
dipinta dietro inutili coscienze
attraverso una favola sfiorita.
Rincorro ancora le interferenze
in un mondo dove sono bandita
del quale non m’importa niente.

La prigione dell’ansia e la reazione della mente nel brano La gabbia del tempo

Il secondo tassello del trittico, battezzato La gabbia del tempo, descrive paritetica l’esperienza della paralisi emotiva causata dalle paure recondite che tornano a galla, paragonate alla tela invisibile tessuta da un ragno sul ciglio del domani. L’autrice affronta i sintomi fisici dello stress da confinamento, come il soffocamento dell’istinto ed il battito cardiaco accelerato, ma individua inline nella mente la paratia in grado di spezzare il labirinto orbitale dell’attesa. Recidere la seta del ragno diventa così l’atto fondativo della riaffermazione del proprio essere, un paracadute psicologico che sblocca le energie creative e restituisce la gioia dell’esistere in totale sicurezza contrattuale delle parti, a tutela dei consumatori dello spirito.

Un’opera di riscatto e di forte impatto introspettivo per i nuclei familiari, di cui si trascrive il testo integrale:

La gabbia del tempo
Sospesa sul ciglio del mio domani,
osservo un ragno invisibile tessere la sua trama di seta.
Le pareti si stringono fino a soffocare l’istinto,
l’ansia si affaccia mozzando il respiro;
mi serra la gola,
il cuore impazzisce
e il corpo si blocca.
La mente no.
Apre le paratie lasciando fluire pensieri,
recondite paure tornano a galla
nel loro ciclo infinito.
E’ un labirinto orbitale che devo spezzare.
L’attesa non salva,
consuma.
Recido la tela…
Esisto!

La trasmutazione dei ricordi d’infanzia nella composizione Alchimia

Il ciclo lirico si conclude con l’opera Alchimia, una poesia notturna dove i lumi a led oltre i cristalli delle finestre si fondono con le ombre della stanza, mentre un delicato profumo di lavanda evoca i ricordi di un amore antico che non conosce tramonto. La Brillante assume i panni di un moderno alchimista dello spirito, capace di trasmutare il nero dell’abbandono e della solitudine nel bianco splendente del primo raggio dell’alba, offrendo soluzioni rapide alle sofferenze del cuore. Questa cooperazione paritetica tra la natura, rappresentata dalla luna velata e dalle stelle sorelle, ed i sentimenti umani costituisce un pilastro strategico fondamentale per innalzare l’indice di vivibilità culturale della provincia, garantendo la trasparenza e la legalità delle riforme creative della nazione.

La recitazione esclude l’uso di schemi fissi, ponendo il benessere interiore al centro dell’agenda in piena conformità con le usanze di convivenza civile, di cui si propone il testo d’assalto finale:

Alchimia
Oltre i cristalli della finestra
i lumi a led tracciano oblique evanescenze,
si fondono a corporee presenze
che il chiarore dissolve, lentamente.
Una luna velata fa capolino tra le stelle,
guardinghe sorelle,
sentinelle di una notte come tante.
Nel loro riflesso si specchiano i ricordi
mentre un delicato profumo di lavanda
irrompe nella stanza,
con esso un brivido si fa respiro,
diviene essenza.
Chiudo gli occhi lasciandomi cullare
dal richiamo di un tempo lontano,
colmo di quell’amore che non conosce tramonto.
Anniento le paure scavate
dall’abbandono
e como un alchimista trasmuto il nero in bianco
al primo raggio
della dea dell’alba.

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