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La difesa dell’ambiente trova casa nel cuore storico di Collemaggio: all’Aquila l’inaugurazione della nuova super sede di ARPA Abruzzo

La tutela dell’ambiente abruzzese mette le radici nel cuore della rigenerazione urbana! 🌳🏛️ Lunedì 7 settembre alle 11:00 non perdere la storica inaugurazione della nuova super sede distrettuale di ARPA Abruzzo all’Aquila, allestita all’interno dell’ex Ospedale di Collemaggio. Un polo scientifico d’eccellenza nazionale con laboratori all’avanguardia per il monitoraggio di aria, acqua e suolo. 🔬✨ All’evento interverranno il DG Maurizio Dionisio, il vicepresidente regionale Imprudente, il sindaco Biondi e il DG Asl Costanzi per presentare un presidio di legalità a difesa della salute dei cittadini. Leggi qui per scoprire tutti i dettagli della struttura, gli orari e come partecipare alla conferenza stampa! 👇

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Difesa ambiente

L’Aquila – Ci sono progetti di rigenerazione urbana e istituzionale capaci di restituire un’anima, una dignità e una funzione sociale di primissimo piano a complessi architettonici storici, trasformando i luoghi del passato in moderni avamposti di legalità, ricerca scientifica e tutela della salute pubblica. L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA Abruzzo) si appresta a vivere una giornata storica, destinata a segnare una pietra miliare nel percorso di consolidamento e potenziamento dei presìdi di sicurezza ecologica sul territorio regionale. Lunedì 7 settembre 2026, a partire dalle ore 11:00, verranno ufficialmente aperti i battenti e tagliato il nastro della nuovissima, imponente e iper-tecnologica sede distrettuale dell’Aquila, interamente realizzata e recuperata all’interno del suggestivo perimetro monumentale dell’ex Ospedale Psichiatrico di Collemaggio.

L’inaugurazione della nuova struttura, che si inserisce strategicamente nel più ampio e fortunato piano di rilancio infrastrutturale della città, sarà celebrata attraverso una solenne prima visita istituzionale e una contestuale conferenza stampa di presentazione. Giornalisti, addetti ai lavori e cittadini avranno l’opportunità unica di esplorare in anteprima i nuovi locali del comprensorio, progettati seguendo i più rigidi standard europei di bioedilizia, efficienza energetica a impatto zero e accessibilità universale per i disabili, abbattendo ogni barriera architettonica e contrastando l’isolamento delle periferie attraverso la cultura della trasparenza e dello sviluppo sostenibile delle aree interne.

Laboratori all’avanguardia a livello nazionale per il monitoraggio della biodiversità

Il vero e proprio fulcro d’eccellenza della nuova sede aquilana risiede nei suoi avanzatissimi laboratori tecnologici interni, concepiti e allestiti per posizionarsi fin da subito tra i più efficienti, moderni e funzionali dell’intero panorama scientifico nazionale nel campo della chimica ambientale e della fisica nucleare. All’interno di questi spazi protetti di prossimità, i tecnici dell’Agenzia disporranno di strumentazioni di ultima generazione per eseguire monitoraggi millimetrici sulla qualità dell’aria, sulla trasparenza delle acque dei fiumi regionali, sulla bonifica dei suoli industriali e sul controllo dell’inquinamento acustico ed elettromagnetico, fornendo tutele reali e tempestive a salvaguardia dei bilanci biologici delle famiglie abruzzesi.

L’evento di presentazione vedrà la partecipazione corale e il confronto diretto dei massimi vertici amministrativi e delle più alte cariche politiche e sanitarie dell’Abruzzo, uniti per fare scudo attorno a un presidio civile irrinunciabile. Prenderanno la parola durante il tavolo tecnico il Direttore Generale dell’ARPA Abruzzo, Maurizio Dionisio; il Vicepresidente della Giunta Regionale con delega all’Ambiente, Emanuele Imprudente; il Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi; e il Direttore Generale della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Paolo Costanzi. Una sinergia e una leale collaborazione istituzionale che dimostrano come la difesa dell’ecosistema appenninico sia considerata una priorità assoluta nell’agenda di governo del territorio.

Il riscatto di Collemaggio: quando la memoria storica si fa scienza per il futuro

La scelta di abitare ed eleggere a quartier generale dell’ambiente l’area dell’ex ospedale di Collemaggio assume un significato etico e antropologico immenso nel contesto della ricostruzione aquilana. Questo luogo di dolore e di separazione nel Novecento viene oggi definitivamente restituito alla cittadinanza attiva come un polo di eccellenza scientifica e accademica, capace di attrarre giovani ricercatori under 35 e scienziati da tutta Europa, bloccando la fuga dei cervelli e creando nuova occupazione qualificata sul territorio. La scienza ecologica di ARPA si sposa così con la memoria dei borghi montani, ricordando a tutta la comunità che la legalità e la prevenzione dei rischi sono gli unici binari sicuri su cui può correre il futuro dei nostri figli.

I nuovi uffici e laboratori opereranno in perfetta simbiosi con le università e le scuole del comprensorio, offrendo percorsi didattici e tirocini formativi per insegnare ai teenager i segreti della transizione ecologica e l’uso corretto delle risorse naturali, fuggendo dalle vuote trappole degli algoritmi digitali e dei social network per riscoprire il valore del monitoraggio sul campo. L’Aquila si conferma in questo 2026 come una capitale non solo di cultura letteraria e artistica, ma anche di modernità e innovazione scientifica. Per ricevere informazioni sul protocollo dell’inaugurazione, accreditarsi alla conferenza stampa o consultare la mappa dei parcheggi gratuiti dell’area, i media possono fare riferimento ai contatti dell’ufficio stampa centrale dell’ente. L’Abruzzo si difende con lo studio delle leggi della natura e con la trasparenza dei dati, e la nuova sede di Collemaggio è la bandiera più bella di questo riscatto civile. 👇

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Nuova Pescara, Castigliego (GD) asfalta Sospiri: “Il Centrodestra getta la maschera. Hanno bloccato 200mila cittadini per le loro poltrone!”

Caos Nuova Pescara, i Giovani Democratici asfaltano il Centrodestra! “Avete gettato la maschera: bloccate il futuro di 200MILA CITTADINI solo per litigare sulle vostre poltrone!” 😡 🗳️ La pazienza è finita! L’ennesimo probabile rinvio della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore (che doveva creare la grande e ricca “Nuova Pescara”) ha fatto letteralmente esplodere la rabbia dei Giovani Democratici! Emanuele Castigliego (Segretario GD per la Nuova Pescara) ha sferrato un attacco durissimo al Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri: “Dopo mesi di proclami rassicuranti, Sospiri in radio ha gettato giù la maschera aprendo all’ennesimo, vergognoso rinvio!”. Ma perché il Centrodestra vuole rinviare ancora? Secondo l’accusa dei GD, il motivo è puramente “di potere”: “Il centrodestra è paralizzato, stanno bloccando il futuro economico di 200 MILA PERSONE perché stanno ancora litigando a causa delle ambizioni personali di chi si vuole candidare a guidare la nuova, ricchissima super-città!”. Un’accusa pesantissima! “Basta fare come Ponzio Pilato e lavarsene le mani!”, ha concluso Castigliego, chiedendo di partire subito dal pacchetto di proposte ideate da Luciano D’Alfonso per trasformare l’unione dei tre Comuni in una metropoli moderna, con più servizi, più lavoro e più trasporti. “Non vogliamo una fusione a freddo, vogliamo il coraggio di decidere!”. Leggi le durissime parole del Segretario GD nel nostro articolo d’inchiesta! 👇 🏙️ Siete d’accordo con l’accusa lanciata dai Giovani Democratici? È vero che la politica sta ritardando apposta la nascita della Nuova Pescara perché non sa ancora come “spartirsi” le future poltrone? Diteci la vostra nei commenti!

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emanueleCastigliego

Pescara – La tanto sognata, votata e attesa nascita della “Nuova Pescara” (la fusione storica dei Comuni di Pescara, Spoltore e Montesilvano) si sta inesorabilmente trasformando in una delle sceneggiate politiche più grottesche, frustranti e logoranti della recente storia abruzzese. Il continuo valzer dei rinvii e l’ostruzionismo strisciante delle classi dirigenti locali hanno ormai esaurito la pazienza dei cittadini. E oggi, ad alzare pesantemente la voce contro la maggioranza di governo regionale, scendono in campo le nuove generazioni.
Attraverso un durissimo comunicato stampa, Emanuele Castigliego, combattivo Segretario dei Giovani Democratici (GD) per la Nuova Pescara, ha sferrato un attacco frontale ai vertici del centrodestra, accusandoli senza mezzi termini di tenere letteralmente in ostaggio il futuro e lo sviluppo economico di un’intera area metropolitana per salvaguardare le proprie posizioni di potere.

La “maschera caduta” in radio e il voltafaccia di Sospiri

Il bersaglio numero uno della critica mossa dai Giovani Democratici è il Presidente del Consiglio Regionale dell’Abruzzo. «La Nuova Pescara non può essere ancora rinviata, non si può continuare all’infinito a spostare nel tempo il futuro della nostra città», esordisce Castigliego. «Dopo che per mesi interi il Governo regionale, proprio nella figura di Lorenzo Sospiri, ha fatto proclami su proclami, affermando con assoluta e presunta convinzione che la fusione dei tre Comuni non sarebbe mai stata rinviata, lunedì scorso, ai microfoni di Radio Super Hit, lo stesso Sospiri ha gettato definitivamente giù la maschera, aprendo in modo molto concreto all’ennesima e inaccettabile possibilità di un rinvio».

La paralisi: quando l’ambizione personale blocca 200mila cittadini

Ma perché la politica frena in continuazione un progetto già approvato dal voto popolare? L’analisi fatta dai Giovani Democratici è cruda e spietata. «Molto probabilmente, il centrodestra non è ancora pronto ad affrontare un confronto elettorale diretto sulla Nuova Pescara, perché è attualmente bloccato e paralizzato dalle tantissime ambizioni personali di chi si candida a guidare la nuova, grande città».
Una lotta intestina per accaparrarsi la poltrona di super-Sindaco che sta avendo effetti devastanti sulla collettività. «Questo, di per sé, non sarebbe nemmeno un grosso problema, perché riguarderebbe esclusivamente la coalizione di centrodestra e le sue dinamiche interne di palazzo. Ma diventa un problema gravissimo per tutti quando queste ciniche dinamiche di potere finiscono miseramente per bloccare il futuro e lo sviluppo di quasi 200 mila cittadini. La politica deve urgentemente tornare a coltivare il coraggio di decidere. Gli anni di attesa sono ormai troppi!».

Basta rinvii: serve un cantiere di idee per una città moderna

La ricetta proposta dai Giovani Democratici non prevede altre proroghe. «Ora, invece del rinvio, servono necessariamente quattro mesi di lavoro diurno e notturno incessante, per garantire tutte le condizioni tecniche necessarie alla fusione», tuona Castigliego.
Ma l’unione dei tre Comuni non può e non deve essere solo un freddo raggruppamento di codici di avviamento postale. «La fusione non può essere semplicemente l’unione amministrativa a tavolino di tre Municipi: deve diventare l’occasione storica per costruire una città più forte, più moderna e realmente capace di offrire più servizi e maggiori opportunità commerciali ai suoi abitanti. Quel progetto oggi purtroppo manca, e va costruito attraverso un percorso assolutamente alla pari tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, assicurando le giuste convenienze a tutti i cittadini».

Il ruolo di D’Alfonso e l’invito a non fare come Ponzio Pilato

Per dare un senso a questo immenso progetto metropolitano, Castigliego indica una precisa rotta programmatica: «Serve ripartire urgentemente dalle 15 proposte avanzate da Luciano D’Alfonso. Proposte che provano seriamente a riempire di contenuti reali il processo di fusione e a interrogarsi concretamente su quale debba essere il ruolo strategico della nuova città. È proprio da proposte come queste, e dal sano confronto tra le diverse idee, che bisogna partire per costruire una visione condivisa».
L’appello finale lanciato dai Giovani Democratici è un vero e proprio ultimatum morale rivolto a chi ci governa: «Noi non vogliamo in alcun modo una “fusione a freddo”. Vogliamo una città costruita attraverso le idee e la partecipazione dal basso. Nuova Pescara ha un disperato bisogno di proposte, non certo di sterili rinvii burocratici. La politica si tolga finalmente i panni logori di Ponzio Pilato e sposi, una volta per tutte, il coraggio della decisione».

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Incendio sul Morrone, l’ira del M5S contro Marsilio e Governo Meloni. Di Girolamo: “Prevenzione azzerata, la Destra eviti i piagnistei”

Il Monte Morrone brucia ancora e scoppia la bufera politica! Il M5S distrugge il Governo Meloni e la Giunta Marsilio: “Zero fondi per la prevenzione, la Destra ha fallito! E la colpa non è del destino!” 🔥 😡 L’Abruzzo in ginocchio per gli incendi boschivi si trasforma in un pesantissimo campo di battaglia politico! Mentre i canadair continuano a gettare acqua sul Monte Morrone, la Senatrice Gabriella Di Girolamo (Movimento 5 Stelle) ha lanciato un pesantissimo atto d’accusa contro il centrodestra, accusandolo di una vera e propria “disattenzione programmata”. “Il Governo Meloni – ha tuonato la Senatrice – ha clamorosamente azzerato i fondi statali destinati alla prevenzione degli incendi per il triennio 2025/2027: alla voce bilancio c’è scritto ZERO!”. Ma l’attacco frontale è rivolto soprattutto alla Regione Abruzzo: “È inquietante che il Presidente Marsilio si accorga solo ora, mentre le fiamme divorano le nostre montagne, che manca il personale della Protezione Civile! Hanno approvato un Piano Antincendio ammettendo loro stessi che mancano soldi, che le vasche sono senza manutenzione e che le radio non funzionano!”. Un disastro di programmazione che rischia di costare carissimo anche in termini di vite umane: la Di Girolamo ha infatti voluto ringraziare pubblicamente il gruppo dei preziosissimi e coraggiosi 11 SOCCORRITORI che, nelle scorse ore, sono rimasti completamente circondati dal fuoco sul Morrone e sono stati portati in salvo miracolosamente con gli elicotteri! “Ne usciremo solo grazie a questi eroi sul campo, e non certo grazie a chi scalda le poltrone! Per la Destra i cambiamenti climatici nemmeno esistono!”. Leggi tutte le durissime dichiarazioni della Senatrice nel nostro articolo! 👇 🌲 Voi cosa ne pensate? È colpa dei piromani o la politica regionale e nazionale ha grosse responsabilità per non aver pulito i boschi e non aver investito in prevenzione? Dite la vostra!

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Sen. Di Girolamo

Redazione– Mentre i Canadair continuano a scaricare acqua e gli eroici soccorritori lottano a terra contro l’inferno di fuoco per salvare i boschi dell’Abruzzo, la cenere ancora fumante del Monte Morrone si trasforma nell’epicentro di una durissima battaglia politica. A lanciare un vero e proprio atto d’accusa contro la gestione dell’emergenza da parte del centrodestra (sia a livello regionale che nazionale) è la Senatrice del Movimento 5 Stelle, Gabriella Di Girolamo, che non usa mezzi termini per denunciare quella che definisce una vera e propria “disattenzione programmata” da parte delle Istituzioni.

Il fallimento della prevenzione e i fondi “spariti”

«Quando finalmente saranno spente le fiamme sul Morrone, bisognerà fare seriamente il punto sulle responsabilità», esordisce la Senatrice pentastellata, lanciando subito una pesante stoccata agli avversari politici. «Il centrodestra, per una volta, eviti di fare la parte della vittima. La loro totale e conclamata scarsa sensibilità per le gravissime questioni ambientali, e quindi per la necessaria tutela dei territori intesa come prevenzione, è ormai un dato acquisito».
Secondo la Di Girolamo, gli strumenti normativi per evitare questi disastri ci sarebbero tutti. La Legge 155/2021 aveva infatti tracciato un percorso chiaro per spostare l’attenzione dalla mera “gestione dell’emergenza” alla “prevenzione continua”. Ma qualcosa, negli ultimi anni, si è rotto. «Programmazione delle risorse vuol dire continuità finanziaria», spiega la Senatrice. «Invece, con il Governo guidato da Giorgia Meloni, le risorse previste non hanno trovato un’adeguata stabilizzazione strutturale. Detto in parole povere: alla voce “prevenzione”, per il triennio 2025/2027, il Governo italiano ha incredibilmente indicato la cifra ZERO».

Il paradosso del Piano Antincendio della Regione Abruzzo

Il mirino della Senatrice si sposta poi violentemente sulla Giunta Regionale abruzzese. «È a dir poco inquietante apprendere che il Presidente Marsilio si sia improvvisamente accorto della disperata necessità di avere più personale della Protezione Civile in Abruzzo proprio adesso, mentre l’emergenza incendi sembra ormai implacabile», denuncia la Di Girolamo, ricordando come il M5S avesse già sollevato il problema lo scorso luglio con specifiche interrogazioni parlamentari.
Ma l’affondo politico più duro riguarda l’autocertificazione del disastro. «Basta leggere quanto messo nero su bianco proprio da Marsilio e dalla sua amministrazione all’interno del Piano Antincendio Boschivo (Aib) per farsi un’idea di dove stiano le vere responsabilità». Secondo la Senatrice, il centrodestra abruzzese ha clamorosamente approvato un Piano «in cui scrivono loro stessi che il Piano stesso non va assolutamente bene! Hanno ammesso formalmente che mancano le risorse, che l’efficacia è ridotta al minimo, che le vasche antincendio sono senza manutenzione, che il coordinamento è complicatissimo, il personale è del tutto insufficiente e la rete radio è incompleta. Lo hanno messo per iscritto loro!».

Il salvataggio estremo dei soccorritori circondati dalle fiamme

Cosa andava fatto? La ricetta proposta da PEFC Italia (gestione dei boschi con tagli mirati, creazione di punti per il rifornimento d’acqua, realizzazione di piazzole per elicotteri e formazione costante di squadre specializzate) è rimasta drammaticamente inascoltata. «Per capire cosa non è stato fatto in Abruzzo», aggiunge la Senatrice, «dovremo probabilmente aspettare le inchieste giudiziarie che sono già partite».
Il pensiero finale, carico di commozione e gratitudine, va agli eroi in divisa. «Ringrazio di cuore quanti si stanno adoperando sul campo mettendo a rischio la propria vita. Penso al caso drammatico degli undici soccorritori che si sono ritrovati completamente circondati dalle fiamme sul Morrone e che sono stati provvidenzialmente evacuati in elicottero. Ne usciremo vivi solo grazie al loro sudore, e non certo grazie a quanti, comodamente seduti dietro una scrivania, prendono decisioni quantomeno discutibili».
La chiosa del documento è un durissimo atto d’accusa sull’ignoranza ecologica: «La prevenzione non si improvvisa. Ma d’altronde, a Roma e in Abruzzo la destra non ha la minima consapevolezza dei disastri causati dai cambiamenti climatici. Ah, scusate… dimenticavo che, per loro, il cambiamento climatico non esiste nemmeno».

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Nuova Pescara, “Un teatrino vergognoso che calpesta il Referendum!”. I cittadini pronti al ricorso al TAR contro l’ennesimo rinvio

“Nuova Pescara, 12 anni di prese in giro! Adesso basta, pronti al ricorso al TAR!” L’urlo di rabbia dei cittadini traditi dai politici locali! ⚖️ 😡 Vi ricordate il Referendum sulla “Nuova Pescara” votato e stravinto dai cittadini 12 anni fa? Ecco, i politici stanno ancora cercando di bloccarlo in tutti i modi! Ieri c’è stata l’ennesima mossa che ha fatto infuriare la popolazione: gli amministratori di Pescara, Spoltore e Montesilvano si sono riuniti ammettendo di “non aver raggiunto gli obiettivi” e chiedendo… L’ENNESIMO RINVIO! Una mossa che ha fatto esplodere di rabbia Marco Di Marzio, combattivo Presidente del Comitato per la Nuova Pescara: “È un teatrino vergognoso che calpesta la Democrazia e il voto dei cittadini! Dopo 12 anni di immobilismo e ostruzionismo, chiudono ancora più tempo!”. Adesso però i cittadini sono passati alle maniere forti e hanno chiesto l’intervento diretto del Presidente della Regione Marco Marsilio. “La legge parla chiaro, la politica ha fallito: chiediamo la nomina immediata di un COMMISSARIO AD ACTA per fare finalmente la fusione dei Comuni!”, ha tuonato Di Marzio, lanciando un pesantissimo ultimatum: “Se non lo farete, siamo pronti ad appoggiare un gigantesco ricorso al TAR!”. E attenzione al Comune di Spoltore, che rischia la totale paralisi amministrativa in vista delle imminenti elezioni di primavera! Leggi tutti gli agghiaccianti dettagli dei ritardi nel nostro articolo d’inchiesta! 👇 🏙️ Siete d’accordo con la rabbia dei cittadini? Trovate giusto che la Politica blocchi per 12 anni il risultato di un Referendum Popolare per creare una grande, unica città metropolitana? Dite la vostra nei commenti!

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Nuova Pescara

Pescara – Che senso ha chiamare i cittadini alle urne, chiedere il loro parere su un progetto vitale per il futuro economico del territorio e poi ignorare platealmente la loro decisione per oltre un decennio? È questa l’amara, frustrante e gravissima domanda che continua a rimbalzare tra i cittadini della provincia pescarese. Sono passati la bellezza di dodici anni da quando la stragrande maggioranza della popolazione ha votato “Sì” al Referendum per la creazione della “Nuova Pescara” (il titanico progetto di fusione amministrativa tra i Comuni di Pescara, Spoltore e Montesilvano), eppure, a livello politico, regna l’immobilismo più assoluto e disarmante.
La rabbia delle associazioni civiche è letteralmente esplosa nelle ultime ore, a seguito della clamorosa (e per certi versi paradossale) assemblea andata in scena ieri presso la sala consiliare del capoluogo adriatico. Un vertice che ha sancito, nero su bianco, l’ennesimo fallimento della politica locale. A dare voce all’indignazione popolare è Marco Di Marzio, combattivo Presidente del “Comitato Spoltore per la Nuova Pescara”, che ha lanciato un durissimo ultimatum alle istituzioni regionali, minacciando il ricorso alle vie legali.

“Un teatrino vergognoso”: il tradimento della politica

Le parole usate da Di Marzio non lasciano alcuno spazio a interpretazioni diplomatiche. «Ieri si è verificato il solito spettacolo», tuona il Presidente del Comitato. «Gli amministratori dei tre comuni coinvolti nella fusione, tutti compatti, hanno di fatto certificato di non aver raggiunto gli obiettivi prefissati. E così, come al solito e in palese violazione della volontà popolare espressa dal referendum, hanno chiesto l’ennesimo, inaccettabile rinvio per la nascita della Nuova Pescara».
Un atteggiamento che l’associazione civica bolla senza mezzi termini come «un teatrino vergognoso che prende in giro i cittadini». Il paradosso, secondo Di Marzio, è lampante: «Proprio gli stessi amministratori che si sono sempre dichiarati contrari al progetto e che hanno fatto di tutto per affossare l’iter della fusione con un ostruzionismo più o meno silenzioso a tutti i livelli, oggi chiedono più tempo dopo ben dodici anni di immobilismo totale».

L’appello a Marsilio e la richiesta del Commissario

Davanti a questa conclamata paralisi istituzionale, il Comitato ha deciso di passare al contrattacco, chiedendo l’applicazione immediata e rigorosa della legge regionale 13/2023. Il fallimento ratificato ieri dall’assemblea costituente crea infatti, di fatto, le condizioni giuridiche necessarie per l’estromissione dei sindaci dal progetto.
«Chiediamo la nomina immediata di un Commissario ad acta per concludere la fusione», annuncia Di Marzio, che si rivolge direttamente ai vertici della Regione Abruzzo. «Ribadiamo quanto già scritto nella recente lettera aperta indirizzata al Presidente della Giunta Regionale Marco Marsilio e al Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri: chiediamo con forza che si facciano garanti della volontà popolare, mettendo un punto definitivo a questo spettacolo indegno». L’incapacità di realizzare la volontà del Referendum sta infatti causando danni economici enormi a un territorio che aspetta da 12 anni quella che è considerata «la più grande opportunità di sviluppo dal dopoguerra a oggi».

Pronti al ricorso al TAR e il nodo del Comune di Spoltore

Se la politica regionale dovesse voltarsi dall’altra parte, i cittadini sono pronti a portare tutti in tribunale. «Siamo pronti ad appoggiare un nuovo e durissimo ricorso al TAR per chiedere l’applicazione della legge di fusione e la nomina forzata del commissario ad acta», avverte Marco Di Marzio, ricordando come i giudici amministrativi siano già stati determinanti in passato per sventare i tentativi illegittimi di Spoltore e Montesilvano di convocare “consultazioni irregolari” per bloccare l’iter.
E a proposito di Spoltore, c’è un enorme nodo amministrativo e legale da sciogliere immediatamente. «Vogliamo sapere cosa accadrà in caso di rinvio», conclude preoccupato Di Marzio, «perché l’attuale amministrazione comunale di Spoltore terminerà il suo mandato in primavera. Applicando alla lettera la legge 13/2023, a partire da oggi, primo settembre 2026, i politici locali possono occuparsi solo della normale amministrazione corrente, senza avere più alcun potere di pianificazione futura». Rischia dunque di calare la paralisi totale su una città e su un sogno di fusione che la politica, purtroppo, continua ostinatamente a tenere in ostaggio.

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