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Il miracolo culturale che riaccende i Castelli Romani: a Lanuvio il Monolite Summer Fest chiude un’edizione da record tra musica e riscatto turistico

Il grande spettacolo e il turismo da record accendono il cuore dei Castelli Romani! 🎭🌟 Grande successo a Lanuvio per la sesta edizione del “Monolite Summer Fest 2026”, la rassegna estiva dell’Associazione Liberi di Suonare che ha registrato il sold-out nei quattro weekend di programmazione. 🎶🍷 Un viaggio immenso e gratuito tra giovani cantautori, comici e big della musica italiana che ha conquistato visitatori da tutta la regione, celebrando l’enogastronomia e la storia del borgo. Il sindaco Andrea Volpi e il presidente Brocchieri annunciano con orgoglio l’avvio del piano per il 2027 con il supporto di Regione Lazio e Nuovo Imaie. Leggi qui per scoprire i dettagli degli spettacoli, il bilancio ufficiale e come partecipare! 👇

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Lanuvio – Ci sono borghi medievali arrampicati sui colli di tufo del Lazio in cui le piazze storiche e i vicoli antichi non sono semplici mete domenicali fuori porta, ma si trasformano in veri e propri laboratori di creatività diffusa, inclusione sociale e riscatto territoriale, curando le solitudini contemporanee attraverso la forza dell’arte condivisa. Lo splendido comune di Lanuvio, perla archeologica dei Castelli Romani, celebra oggi il bilancio straordinariamente positivo e commovente di una scommessa vinta sul campo. Si è ufficialmente conclusa con un successo travolgente di pubblico e critica la sesta edizione del Monolite Summer Fest 2026. La rassegna estiva, che da metà luglio a fine agosto ha animato i fine settimana della cittadinanza, va in archivio lasciando una scia di entusiasmo ed energia pulita che ha letteralmente rivoluzionato i flussi turistici e l’economia di prossimità del territorio della provincia di Roma.

La manifestazione, promossa con un rigore logistico e una trasparenza esemplare dall’Associazione “Liberi di Suonare”, ha saputo strutturare un cartellone multidisciplinare ed etico, appositamente studiato per intercettare i gusti di un pubblico eterogeneo e trasversale. Nel corso dei quattro fine settimana di programmazione, sul palco si sono alternati giovani cantautori emergenti under 35 alla ricerca di un varco di luce nel mercato discografico, celebri monologhisti della comicità teatrale e icone consolidate della musica leggera italiana. Il festival ha vissuto il suo solenne e spettacolare capitolo conclusivo attraverso tre show di altissimo spessore civile, capaci di far riflettere gli spettatori su tematiche sociali urgenti, davanti a una platea gremita, entusiasta e unita in un ideale abbraccio collettivo.

La promozione del territorio tra eccellenze storiche ed enogastronomiche

Il Monolite Summer Fest si è consolidato come un presidio fondamentale di sussidiarietà orizzontale, dimostrando come lo spettacolo dal vivo possa farsi motore trainante per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e archeologico locale. I concerti e le pièce teatrali si sono svolti all’insegna del rispetto per l’ambiente e per le tradizioni, integrandosi perfettamente con l’offerta delle eccellenze enogastronomiche a chilometro zero dei Castelli Romani. Il festival ha così offerto un prezioso salvagente culturale contro l’omologazione imperante dei consumi digitali e dei social network, invitando le famiglie e i teenager a riappropriarsi del proprio tempo e degli spazi pubblici della comunità.

“Non potevamo minimamente sperare in un epilogo migliore e più denso di emozioni per questa stagione”, dichiara con orgoglio il presidente dell’associazione organizzatrice, Fabrizio Brocchieri. “Il Monolite Summer Fest con questa edizione ha raggiunto una dimensione moderna, coraggiosa e multidisciplinare. Si tratta di un patrimonio che negli anni a venire sarà ulteriormente protetto e rafforzato, con l’obiettivo sacro di coinvolgere una platea sempre più vasta di spettatori e di contribuire in modo trasparente al rilancio turistico di un territorio straordinario, ricco di risorse, archeologia e bellezza nativa come quello di Lanuvio”. Una dichiarazione di intenti che proietta il festival direttamente tra i grandi appuntamenti della scena regionale.

La Regione Lazio e il Nuovo Imaie già schierati per l’edizione del 2027

A fare eco all’entusiasmo della scuderia dei fondatori sono arrivate le parole cariche di soddisfazione del Sindaco di Lanuvio, Andrea Volpi, che ha voluto stringersi attorno allo staff del festival: “Siamo estremamente felici e orgogliosi dei risultati tangibili e del grande riscontro umano ottenuto durante tutto l’arco della manifestazione. Il festival si è confermato una vetrina promozionale eccezionale per la nostra città, capace di coniugare la cultura con lo sviluppo turistico sostenibile del borgo. Un doveroso e caloroso ringraziamento va ai direttori artistici, alle associazioni di volontariato e a tutti coloro che hanno lavorato duramente e con dedizione dietro le quinte, anche sotto il sole d’agosto, per garantire la perfetta riuscita dei servizi e della sicurezza”.

Il countdown per il futuro è già iniziato. La macchina organizzativa di “Liberi di Suonare” non ha alcuna intenzione di fermarsi e si rimetterà in moto già dalle prossime settimane per pianificare i dettagli della settima edizione programmata per il 2027. Il progetto potrà contare con assoluta certezza, come avvenuto per il successo appena concluso, sul solido patrocinio istituzionale e sul contributo economico della Regione Lazio e del Comune di Lanuvio, ai quali si affianca il prestigioso patrocinio del Nuovo Imaie (Istituto Mutuo Assistenza Artisti Interpreti Esecutori) a tutele degli artisti. Per consultare le gallerie fotografiche degli spettacoli o per rimanere aggiornati sui prossimi bandi e sulle attività culturali autunnali, i cittadini possono fare riferimento al portale internet ufficiale del Comune. Lanuvio dimostra all’Europa che la provincia italiana è una fucina inesauribile di legalità, bellezza e cooperazione. 👇

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La voce poetica degli invisibili che guarisce le solitudini: Remo Rapino e Stefano Redaelli firmano la raccolta “Smarginati”

Due giganti della letteratura italiana si uniscono per dare voce agli invisibili e ai dimenticati! 📚❤️ In uscita venerdì 4 settembre “Smarginati” (Città Nuova), lo straordinario libro di racconti scritto a quattro mani dal Premio Campiello Remo Rapino e dal professore Stefano Redaelli. Un viaggio viscerale e poetico che scava nei margini delle stazioni, delle case di riposo e dei reparti psichiatrici per riscoprire il valore profondo delle relazioni umane e della solidarietà contro l’isolamento moderno. ✨🌾 Una vera e propria “risonanza di anime” nata da un’amicizia sincera. Leggi qui per scoprire i dettagli della trama, le biografie degli autori e tutte le date del tour di presentazioni! 👇

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Remo Rapino

Lanciano – Ci sono confini sottili, quasi del tutto invisibili all’occhio distratto della massa, capaci di separare la superficie ordinaria della nostra quotidianità dal mondo sommerso di chi vive stabilmente ai margini della società, dimenticato nei vicoli della periferia o dietro le finestre chiuse delle nostre città. Il panorama editoriale e letterario italiano si appresta ad accogliere un’opera di straordinario spessore civile, antropologico e poetico. Venerdì 4 settembre 2026 farà il suo debutto ufficiale in tutte le librerie nazionali “Smarginati”, la nuovissima e dirompente raccolta di racconti scritta a quattro mani da due delle penne più colte, sensibili e raffinate della narrativa contemporanea: Remo Rapino e Stefano Redaelli. Edito dalla prestigiosa casa editrice Città Nuova, il volume si offre al pubblico come un autentico manifesto di resistenza intima contro l’indifferenza e l’isolamento sociale dei nostri giorni.

I protagonisti assoluti di queste storie di prossimità sono donne e uomini abituati da sempre a sfiorare i bordi dolorosi della vita. Sono persone fragili e autentiche che un giorno, per i capricci del destino, si sono ritrovate a consumare i propri giorni in strada, sulle banchine fredde di una stazione ferroviaria, tra le stanze protette di un servizio psichiatrico territoriale o nelle poltrone silenziose di una casa di riposo per anziani. Da quella prospettiva obliqua, da quel bordo estremo in cui il tumulto del mondo si attenua, queste anime hanno imparato a guardare l’esistenza dal di fuori, comprendendone il valore più nudo, sacro e trasparente. Il libro si configura così come un prezioso salvagente etico e cognitivo, un invito esplicito a non aver paura di lambire il limite biologico ed emotivo dell’uomo, usandolo come un portale per guardare l’altrove.

Una risonanza di anime nata da un’amicizia senza confini

“Non capita affatto spesso nella narrativa contemporanea di assistere a un’opera di questo tipo. Per lo più, la scrittura a quattro mani viene utilizzata per la stesura di saggi scientifici o per antologie collettive di autori vari”, spiega con entusiasmo e trasparenza il professor Stefano Redaelli. “Il nostro libro segue una traiettoria totalmente differente e coraggiosa: due narratori che scendono nei margini, mettendo in dialogo costante le proprie voci, i propri vocabolari e i propri sguardi sulla realtà. Tengo in modo viscerale a questo progetto perché non nasce da freddi calcoli di mercato o da algoritmi digitali, ma da un’amicizia sincera, da quella che il mio compagno di viaggio Remo Rapino definisce da sempre come una profonda ‘risonanza di anime’”.

I due autori rappresentano un’eccellenza assoluta all’interno della scuderia culturale italiana. Remo Rapino, ex stimato insegnante di filosofia e storia nei licei abruzzesi, vive a Lanciano ed è il pluripremiato autore del romanzo capolavoro “Vita morte e miracoli di Bonfiglio Liborio” (vincitore del Premio Campiello 2020), oltre che di testi di rilievo come “La scortanza” e di delicate raccolte poetiche. Stefano Redaelli, lucido indagatore dei territori della fragilità mentale, è professore di Letteratura Italiana presso la facoltà Artes Liberales di Varsavia e ha firmato romanzi di immenso successo critico e civile del calibro di “Beati gli inquieti” e “Ombra mai più”, opere che hanno insegnato a migliaia di lettori a guardare oltre lo stereotipo della follia.

La collana Narrazioni di Città Nuova: la letteratura che toglie il fiato

La pubblicazione di Smarginati si inserisce con orgoglio all’interno della storica e curata collana “Narrazioni” di Città Nuova. Si tratta di un progetto editoriale d’avanguardia che sceglie di ospitare e proteggere storie necessarie, che rifiutano la logica dell’intrattenimento leggero e passeggero per “trattenere” il lettore per alcuni preziosi istanti in bilico, col fiato sospeso, prossimi alla comprensione di qualcosa di importante sulla natura delle relazioni umane e sulla percezione di un’emozione profonda. Una grande storia, del resto, deve essere contemporaneamente un atto di rigorosa ricerca scientifica sul campo, una creazione estetica e un’epifania dello spirito, capace di farci sentire tutti meno soli e più uniti.

Abbandonare l’isolamento dei social network per stringere tra le mani questo libro significa compiere un vero e proprio gesto d’amore verso la cultura libera e trasparente, offrendo alle famiglie e ai giovani under 35 uno strumento per decodificare le complessità del presente attraverso la lente della solidarietà intergenerazionale. L’Abruzzo e l’Europa intera si riscoprono vicine grazie a queste pagine bagnate di umanità. Per conoscere le date del tour promozionale, assistere alle presentazioni dal vivo con i due autori sul territorio o per ordinare in anteprima la propria copia protetta del volume, è possibile consultare i canali web ufficiali dell’editore Città Nuova. Lasciatevi spettinare la coscienza da una prosa che sa dare una dignità immensa a chi non ha voce, ricordandoci che solo guardando il mondo dai margini possiamo comprenderne la reale e splendida bellezza. 👇

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Dai madrigali di John Dowland al rock dei Led Zeppelin: a L’Aquila il concerto gratuito “Born in the U.K.” chiude la rassegna 99 Songs

Il grande rock britannico sposa la musica del Rinascimento nel cuore dell’Aquila! 🎸🕊️ Mercoledì 2 settembre alle 21:00 non perdere lo spettacolare show “Born in the U.K.” del collettivo The 10th Sense nel suggestivo Cortile di Palazzo de’ Nardis. Un evento immenso e a ingresso completamente gratuito, inserito nel programma ufficiale di L’Aquila Capitale della Cultura 2026. Un viaggio viscerale di quattro secoli guidato dalla voce di Anne-Lise Binard, capace di unire i madrigali di John Dowland ai capolavori di Led Zeppelin, Genesis, Beatles, Kate Bush e Sting! Leggi qui per scoprire l’elenco dei brani in scaletta, la biografia dei musicisti e come non mancare! 👇

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Binard

L’Aquila – Ci sono città in cui le pietre dei palazzi storici non si limitano a riflettere la luce del sole, ma si trasformano in veri e propri scrigni acustici capaci di far dialogare le melodie del Rinascimento con le pulsazioni dell’elettronica contemporanea, curando le solitudini dei nostri giorni attraverso la forza dell’arte condivisa. Nel cuore pulsante delle celebrazioni per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, la musica si fa ponte temporale per unire generazioni e territori lontani. Mercoledì 2 settembre 2026, a partire dalle ore 21:00, il suggestivo e monumentale Cortile di Palazzo de’ Nardis spalancherà i propri battenti per ospitare “Born in the U.K.”, l’attesissimo concept-show firmato dal visionario collettivo artistico The 10th Sense. L’evento, interamente a ingresso libero, segna il solenne e spettacolare capitolo conclusivo del grandioso progetto plurimensile “99 Songs”.

La manifestazione, proposta e realizzata con un rigore filologico e una trasparenza esemplare dall’Associazione Musicale Euterpe – realtà attiva da oltre quarant’anni sul territorio nazionale –, gode dei prestigiosi patrocini del Comune dell’Aquila e del MIC (Ministero della Cultura), avvalendosi della preziosa collaborazione logistica dell’Associazione Angelo De’ Nardis ETS e di ADSI Abruzzo all’interno del progetto “Dimore culturali-Palazzi aperti”. Questo secondo appuntamento dell’Omaggio a John Dowland si colloca nel quattrocenottesimo anniversario della scomparsa di quello che è universalmente considerato il più grande compositore e liutista del Rinascimento inglese. Il concerto arriva dopo la memorabile esecuzione integrale della celebre raccolta del 1604 “Lachrimae or Seaven Teares”, proposta lo scorso 30 agosto dal consort di viole da gamba Il Concerto delle Viole nell’Oratorio de’ Cavalieri.

Da John Dowland a Benjamin Britten: le radici seicentesche del pop-rock

Lo show “Born in the U.K.” si configura come un immenso e travolgente viaggio sonoro che attraversa quattro secoli di musica britannica, partendo dal periodo elisabettiano per giungere fino al progressive rock e al pop d’autore del nostro presente. Il fulcro generativo dell’intero percorso è il capolavoro “Flow My Tears” (1597) di Dowland, una ballata per voce e liuto intrisa di una malinconia viscerale che nei secoli ha ispirato i più grandi geni della musica globale. Tra questi spicca Benjamin Britten, il più importante compositore d’oltremanica della prima metà del Novecento, autore dei monumentali tributi “Lachrymae” e “Nocturnal”, tappe centrali di una riscrittura acustica che il collettivo The 10th Sense rilegge oggi in chiave contemporanea fondendo strumenti classici, moderni e sequencer digitali.

Nato dalla mente creativa di Massimo Felici, Maurizio Campo e Gabriele Panico “Larssen”, lo spettacolo vede come protagonista assoluta sul palco la straordinaria cantante e violista francese Anne-Lise Binard, la cui voce magnetica guiderà il pubblico all’interno di una scaletta ricca di colpi di scena. Il panno del palco di Palazzo de’ Nardis vedrà le radici seicentesche della popular music dialogare a viso aperto con i mostri sacri del rock guidati dai Genesis e dai Led Zeppelin. Il confronto attorno alla poesia di William Shakespeare metterà a specchio il brano “Full Fathom Five” del liutista Robert Johnson (scritto originariamente per il dramma “La Tempesta”) con le atmosfere immortali di “Romeo e Giulietta” evocate sia dai Dire Straits sia dai Genesis nella suite progressiva “The Cinema Show”.

Dalle visioni oniriche di Kate Bush alla satira civile dei Beatles

La carovana musicale si spingerà poi verso i territori della sperimentazione e dell’impegno socio-politico, offrendo risposte forti e tutele culturali contro l’omologazione imperante degli algoritmi dei social network. Il programma prevede le rielaborazioni oniriche e sognanti di “The Rain Song” dei Led Zeppelin, seguite dai capolavori immateriali di Kate Bush “Hello Earth” e “Dream of Sheep”. Spazio anche alla denuncia civile con l’esecuzione di “Russians”, lo storico brano scritto da Sting nel 1985 contro le tensioni della Guerra Fredda, e del satirico e graffiante pezzo “Piggies”, firmato da George Harrison e pubblicato dai Beatles all’interno del leggendario “White Album” del 1968, con arrangiamenti sartoriali curati a sei mani da Campo, Felici e Panico.

Per dare corpo a questo monumentale affresco sonoro a 360 gradi, sul palco salirà una formazione d’eccellenza inedita e allargata. Accanto alla Binard, si esibiranno Massimo Felici e Agustin Davrieux alle chitarre acustiche ed elettriche, Johnny Trombetta alle tastiere, Luca Marchi al basso, Claudio Miele alla batteria e Gabriele Panico “Larssen” alla regia dell’elettronica dal vivo. Il tessuto armonico sarà ulteriormente impreziosito e protetto dalla presenza di un imponente quartetto di violoncelli, composto dai maestri Federica Del Gaudio, Roberto Di Sano, Marco Petrouchev e Matilde Santelli Kielar. L’appuntamento di via San Marciano si preannuncia come un prezioso salvagente etico e inclusivo per le famiglie della provincia aquilana, un invito a rallentare il passo e ad abitare il tempo nel segno dell’orgoglio culturale. Non lasciatevi raccontare questa notte magica dai social: prendete posto nel cortile seicentesco e lasciatevi spettinare la coscienza da un’energia pulita che non ha paura del futuro.

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Il re della Pop Art conquista l’Eur tra cimeli segreti e scatti intimi: a Roma la rassegna “Andy Warhol – Forever Love” alla Vaccheria

Il mito intramontabile della Pop Art accende lo spazio espositivo dell’Eur! 🎨🇺🇦 Dal 10 settembre 2026 al 28 marzo 2027 La Vaccheria ospita “Andy Warhol – Forever Love”, una retrospettiva immenso e gratuita curata da Gianfranco Rosini. Un viaggio viscerale tra le serigrafie leggendarie, rarità della Factory e i celebri scatti intimi di Dino Pedriali. All’inaugurazione di giovedì 10 settembre (h17:30) parteciperanno l’assessore Smeriglio, la stilista e musa Regina Schrecker e il grande artista Mark Kostabi. Un’emozione pura per gli occhi e per l’anima. Leggi qui per scoprire gli orari della mostra, come arrivare alla Vaccheria e tutti i segreti dei capolavori esposti! 👇

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Andy Warhol

Roma – Ci sono spazi espositivi nati all’interno di progetti di rigenerazione urbana in cui la memoria rurale del territorio si fonde in modo miracoloso con le avanguardie più dirompenti, sfacciate e colorate della storia dell’arte globale, curando le solitudini delle nostre città attraverso la bellezza della cultura accessibile. Il modernissimo polo culturale de La Vaccheria, incastonato nel cuore razionalista e monumentale del quartiere Eur a Roma, si prepara a ospitare l’evento espositivo più atteso della nuova stagione autunnale della Capitale. Da giovedì 10 settembre 2026 a domenica 28 marzo 2027, le sale di via Giovanni L’Eltore 35 spalancheranno i propri battenti per accogliere “Andy Warhol – Forever Love”, una grandiosa mostra retrospettiva interamente dedicata al genio indiscusso che ha rivoluzionato l’estetica e la comunicazione di massa del Novecento.

L’esposizione, curata con un rigore filologico e con un’eccezionale passione documentaria da Gianfranco Rosini, si propone di ricomporre il mito intramontabile dell’artista statunitense da una prospettiva biografica intima, trasparente e totalmente inedita per il grande pubblico italiano. Il percorso museale metterà a specchio i capolavori seriali più celebri della Pop Art, rarità grafiche scovate nelle collezioni private mondiali, copertine di riviste d’epoca e frammenti di vita quotidiana della Factory. A dare un valore documentario immenso alla rassegna interviene inoltre una preziosa selezione di scatti fotografici originali realizzati dal Maestro Dino Pedriali, le cui immagini storiche catturano l’anima di Warhol oltre la maschera pubblica del successo, svelandone le fragilità interiori e il bisogno viscerale d’amore.

La Vaccheria come presidio di cultura e inclusione sociale

La solenne visita in anteprima dedicata agli organi di stampa e alle autorità civili è programmata per giovedì 10 settembre alle ore 16:00, e vedrà gli interventi istituzionali di figure chiave della politica culturale capitolina: Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura di Roma Capitale; Titti Di Salvo, Presidente del Municipio Roma IX Eur; e lo stesso curatore e collezionista Gianfranco Rosini. Subito dopo, alle ore 17:30, si terrà il taglio del nastro ufficiale che aprirà gratuitamente le porte alla cittadinanza, confermando l’impegno delle istituzioni nel promuovere la sussidiarietà e l’accesso democratico all’arte di qualità, fuggendo dalle vuote trappole degli algoritmi dei social network per riscoprire il valore aggregativo dei luoghi della memoria di prossimità.

A nobilitare l’inaugurazione della mostra interverrà una parata di stelle e di personalità illustri del mondo dell’arte internazionale. La madrina ufficiale dell’evento sarà l’iconica Regina Schrecker, celebre modella, stilista e musa ispiratrice dello stesso Andy Warhol, che nel 1981 la immortalò in due famosissimi ritratti Pop che hanno fatto il giro del mondo. L’ospite d’onore della serata sarà invece il Maestro Mark Kostabi, pittore e compositore statunitense di primissimo piano, le cui opere fondono la lezione warholiana con una satira graffiante della società contemporanea, offrendo ai visitatori e ai giovani artisti under 35 un’occasione unica e protetta di confronto ravvicinato con le avanguardie transatlantiche [1].

Zuppa Campbell e icone pop: il countdown per l’evento dell’anno all’Eur

Nelle ampie sale de La Vaccheria, il pubblico potrà perdersi tra i colori accesi delle serigrafie della zuppa Campbell, i volti mitizzati delle icone di Hollywood e la straordinaria ricerca di un artista che ha capito prima di chiunque altro come gli oggetti di consumo quotidiano potessero farsi arte universale. La mostra si offre come un prezioso salvagente etico e cognitivo per i minori e per le famiglie della provincia romana, un invito a rallentare il passo per praticare la cultura dell’osservazione profonda e comprendere i meccanismi della comunicazione visiva che governano, ancora oggi, la nostra civiltà digitale.

La perfetta organizzazione logistica dell’evento, realizzata in stretta e leale collaborazione con Zètema Progetto Cultura e con i servizi territoriali del Municipio IX, garantisce un’accoglienza sicura e a zero stress per tutti i visitatori. Per consultare gli orari flessibili di apertura settimanale, verificare le modalità di prenotazione per i gruppi scolastici guidati o per informazioni logistiche sui parcheggi gratuiti dell’Eur, è possibile consultare i portali internet istituzionali di Roma Capitale. Non rimanete isolati tra le mura di casa: giovedì 10 settembre prendete posto alla Vaccheria e lasciatevi spettinare la coscienza dall’energia immortale e dal colore rivoluzionario di un mito che continua a insegnarci a guardare il futuro con gli occhi della fantasia e della libertà. 👇

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