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“Le Onde del Destino” ha dato voce alle eccellenze umbre

C’è un momento, dopo ogni evento, in cui le luci si spengono, la sala lentamente si svuota e rimane soltanto ciò che davvero conta: il ricordo di quello che è accaduto. Per “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”, ideato e diretto da Ilaria Solazzo, quel ricordo porta con sé il calore degli applausi, la partecipazione autentica dei protagonisti e la sensazione di aver costruito qualcosa capace di andare oltre la semplice consegna di un riconoscimento.

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“Le Onde del Destino” ha dato voce alle eccellenze umbre
Il presentatore Massimo Zamponi

Il presentatore Massimo Zamponi

Redazione-  C’è un momento, dopo ogni evento, in cui le luci si spengono, la sala lentamente si svuota e rimane soltanto ciò che davvero conta: il ricordo di quello che è accaduto. Per “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”, ideato e diretto da Ilaria Solazzo, quel ricordo porta con sé il calore degli applausi, la partecipazione autentica dei protagonisti e la sensazione di aver costruito qualcosa capace di andare oltre la semplice consegna di un riconoscimento.

La prima edizione del Premio, ospitata a Spoleto nelle Sale del Seicento di Palazzo Mauri, ha ottenuto un buon successo soprattutto grazie alla viva partecipazione dei 26 premiati, protagonisti di un pomeriggio nel quale cultura, arte, editoria, imprenditoria, professioni e creatività hanno trovato uno spazio comune.

Non una semplice passerella di nomi, dunque, ma una sala capace di dare voce a tutti. Ognuno con la propria storia, il proprio percorso, le proprie esperienze e quel contributo personale che ha contribuito, in maniera diversa, a raccontare un’Umbria dinamica, laboriosa e culturalmente viva.

Applausi particolarmente calorosi hanno accompagnato alcuni dei momenti più significativi della manifestazione. Tra i protagonisti, gli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, il Maestro David Pompili, artista dalla riconoscibile cifra espressiva, il regista C. L. Grugher e l’editore Jean Luc Bertoni, figure che appartengono a mondi differenti ma accomunate dalla capacità di trasformare professionalità e passione in percorsi di valore.

E poi gli altri premiati, ciascuno portatore di una storia diversa. È stata proprio questa pluralità a rappresentare uno degli elementi più interessanti della manifestazione: non una celebrazione di un’unica forma di eccellenza, ma il racconto corale di una regione attraverso le persone che ogni giorno contribuiscono a renderla riconoscibile.

Ilaria Solazzo ha dato vita al Premio con l’intento di accendere un riflettore su quelle realtà e quelle personalità che hanno saputo distinguersi e lasciare un segno. Un progetto nato dalla volontà di raccontare l’Umbria attraverso le sue energie migliori e di creare un luogo d’incontro nel quale il riconoscimento diventasse anche occasione di dialogo.

Eleonora Benedetti scrittrice, l',Editore Jean Luc Bertoni, il conduttore della kermesse Massimo Zamponi

Eleonora Benedetti scrittrice, l’,Editore Jean Luc Bertoni, il conduttore della kermesse Massimo Zamponi

Ed è forse proprio questo il significato più autentico de “Le Onde del Destino”: le onde sono movimenti che partono da un punto e arrivano lontano, incontrandosi, sovrapponendosi, cambiando direzione. Allo stesso modo, le storie dei 26 premiati hanno attraversato quella sala, incontrandosi per un pomeriggio e componendo un mosaico umano e professionale di grande interesse.

La manifestazione ha avuto anche il merito di riportare al centro una parola spesso abusata ma ancora fondamentale: merito. Un merito che non viene presentato come una vetta individuale, bensì come il risultato di anni di lavoro, sacrifici, intuizioni, studio, creatività e capacità di credere nelle proprie idee.

Gli applausi ricevuti dai premiati hanno così assunto un significato particolare. Erano applausi per le persone, certo, ma anche per le loro storie. Per chi ha costruito, scritto, progettato, diretto, insegnato, creato, comunicato e lavorato affinché l’Umbria potesse continuare a esprimere talenti e professionalità.

A rendere speciale il pomeriggio è stata soprattutto la partecipazione. Una partecipazione viva, mai soltanto formale, che ha trasformato la cerimonia in un vero momento di condivisione. Una sala nella quale nessuno è rimasto soltanto spettatore e nella quale ogni voce ha avuto la possibilità di essere ascoltata.

È questo, in definitiva, il risultato più importante raggiunto da Ilaria Solazzo: aver creato non soltanto un Premio, ma uno spazio di incontro e di riconoscimento, nel quale le eccellenze umbre potessero guardarsi, raccontarsi e riconoscersi reciprocamente.

E quando, alla fine, gli applausi si sono spenti, è rimasta la sensazione di un viaggio appena iniziato. Perché le onde, per loro natura, non si fermano: continuano a muoversi, a propagarsi e a raggiungere nuove rive.

Le Onde del Destino ha celebrato 26 protagonisti. Ma soprattutto ha raccontato un’Umbria che ha ancora molto da dire.

 

Intervista a Ilaria Solazzo, ideatrice e direttrice artistica del Premio “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”

Dottoressa Solazzo, a distanza di qualche giorno dalla prima edizione di “Le Onde del Destino”, qual è la prima immagine che Le torna alla mente?

La sala. Una sala viva, partecipe, capace di ascoltare. Mi tornano alla mente i volti sorridenti dei 26 premiati, le loro emozioni, gli applausi e soprattutto la sensazione che, per qualche ora, tante storie diverse siano riuscite a incontrarsi. Un Premio non vive soltanto sul palco: vive negli occhi di chi lo riceve e nella partecipazione di chi ascolta.

Ventisei premiati, ventisei percorsi differenti. Che cosa ha cercato nei protagonisti di questa prima edizione?

Non soltanto il successo. Ho cercato il valore umano e professionale che sta dietro ad ogni risultato. L’eccellenza, secondo me, non è semplicemente arrivare in alto: è riuscire a lasciare qualcosa agli altri. Un’idea, un’opera, una competenza, un esempio. Per questo i premiati appartengono a mondi differenti, ma hanno in comune la capacità di costruire.

Tra i momenti più applauditi ci sono stati quelli dedicati agli architetti Giovanni e Maurizio Tonti, al Maestro David Pompili, al regista C. L. Grugher e all’editore Jean Luc Bertoni. Che cosa rappresentano queste presenze per il Premio?

Rappresentano perfettamente lo spirito dell’iniziativa. Sono personalità che, attraverso linguaggi differenti, hanno dato un contributo significativo alla cultura, all’arte e alla creatività. Gli applausi che hanno ricevuto non erano soltanto per il riconoscimento, ma per il percorso che ciascuno di loro porta con sé. E questo vale per tutti i 26 premiati.

Lei parla spesso di “dare voce”. Perché era così importante che ogni premiato avesse il proprio spazio?

Perché oggi abbiamo bisogno di ascoltare più storie e di giudicare meno velocemente. Dare voce significa permettere a una persona di raccontare non soltanto ciò che ha ottenuto, ma anche ciò che ha attraversato per arrivarci. Volevo che quella sala fosse un luogo nel quale nessuno fosse soltanto un nome scritto su una targa.

Un Premio alle Eccellenze Umbre. Ma l’eccellenza umbra, secondo Lei, come si riconosce?

Si riconosce dalla capacità di non dimenticare le proprie radici mentre si guarda al mondo. L’Umbria ha una forza straordinaria: possiede storia, arte, cultura, spiritualità, imprenditoria e talento. Ma soprattutto possiede persone che continuano a lavorare, spesso lontano dai riflettori, per costruire futuro.

Quanto è stato difficile mettere insieme personalità così diverse?

È stata una responsabilità, più che una difficoltà. Quando si decide di premiare qualcuno, si entra inevitabilmente nella sua storia. Ho cercato di farlo con rispetto e con attenzione. La selezione dei protagonisti doveva restituire un’immagine ampia dell’Umbria, non una fotografia limitata a un solo settore.

Che cosa Le hanno restituito i premiati durante quella giornata?

Molto più di quanto immaginassi. Mi hanno restituito emozioni, parole, sorrisi e soprattutto la conferma che dietro ogni eccellenza esiste una persona. E quando una persona si sente riconosciuta non soltanto per ciò che fa, ma per ciò che rappresenta, il Premio assume un significato più profondo.

È rimasta colpita dall’emozione di qualcuno in particolare?

È difficile scegliere. Ogni emozione aveva una sua verità. Alcuni hanno reagito con grande commozione, altri con un sorriso, altri ancora con parole molto semplici. Ma proprio quelle differenze hanno reso autentica la giornata. Non si era alla ricerca di emozioni costruite ma di emozioni vere.

Il Premio porta nel nome la parola “Destino”. Perché?

Perché il destino, per me, non è soltanto ciò che ci accade. È anche ciò che scegliamo di costruire. Le onde rappresentano il movimento della vita, gli incontri, le occasioni, le difficoltà e le ripartenze. Ogni persona premiata ha attraversato le proprie onde e ha trovato il modo di trasformarle in un percorso.

Qual è stata la soddisfazione più grande per Lei, come ideatrice e direttrice artistica?

Vedere persone diverse sedute nella stessa sala e sentirle parte di qualcosa. Quando un evento riesce a creare una comunità, anche soltanto per qualche ora, allora ha raggiunto il suo obiettivo. La mia più grande soddisfazione è stata vedere che il Premio non apparteneva più soltanto a me: apparteneva ai suoi 26  protagonisti.

E quale critica, invece, rivolgerebbe a se stessa dopo questa prima edizione?

Ogni prima edizione è necessariamente un punto di partenza. Ci sono cose che possono essere migliorate, tempi da perfezionare, aspetti organizzativi da rendere ancora più efficaci. Ma considero anche questo parte del viaggio.

Dopo questo primo successo, cosa vorrebbe diventasse “Le Onde del Destino”?

Vorrei che diventasse un appuntamento riconoscibile, capace di crescere senza perdere la propria identità. Non mi interessa creare un Premio soltanto per aggiungere un’altra cerimonia al calendario. Vorrei costruire un progetto culturale che negli anni sappia raccontare persone, territori e storie di valore.

Se dovesse descrivere in una sola frase i 26 premiati di questa prima edizione, cosa direbbe?

Direi che sono 26 modi diversi di dimostrare che il talento, quando incontra la passione e la responsabilità, può diventare patrimonio di una comunità.

E se invece dovesse rivolgere una frase alla sala che ha vissuto questa prima edizione?

Direi: grazie per aver ascoltato. Perché un Premio può consegnare una targa, ma è l’ascolto che consegna davvero valore a una storia.

Cosa rimane, quando finiscono gli applausi?

Rimane ciò che non si può fotografare: l’emozione. Rimane la consapevolezza di aver incontrato persone che hanno qualcosa da raccontare. E rimane una promessa. Quella di continuare a cercare, ascoltare e valorizzare chi, con il proprio lavoro, rende l’Umbria più forte, più bella e più consapevole del proprio valore.

Forse è proprio questa la vera onda… non quella degli applausi di un giorno, ma quella delle storie che continueranno a viaggiare molto oltre quella sala.

Un’ultima domanda: a chi si sente di dire grazie?

Innanzitutto a mio padre Francesco, per essermi stato accanto con gioia, presenza e affetto. In un progetto così impegnativo avere vicino una persona che crede in te rappresenta una forza straordinaria.

Poi ci sono tre amici che ho voluto fortemente nel mio team: la scrittrice Eleonora Benedetti, il Cavaliere Roberta Testaguzza e Massimo Zamponi, che con grande professionalità e maestria ha condotto la kermesse, riuscendo a dare ritmo alla serata.

Ma i miei ringraziamenti non finiscono qui. Li rivolgo al Sindaco di Spoleto, all’Assessore Danilo Chiodetti, al Presidente della Provincia di Perugia, alla U.I.R, a tutta l’Umbria e a tutte le testate giornalistiche che hanno scelto di dare spazio e luce a questa idea.

Un grazie va anche ai premiati, perché senza la loro presenza, le loro storie e la loro partecipazione, “Le Onde del Destino” sarebbe rimasto soltanto un progetto sulla carta. Sono stati loro a trasformarlo in un momento vero, umano e condiviso.

E, infine, grazie a quella sala che ha saputo ascoltare e applaudire. Perché un evento può essere organizzato con grande cura, ma è il pubblico a decretarne davvero l’anima.

Alcuni momenti della kermesse del 25 luglio

Alcuni momenti della kermesse del 25 luglio

Alcuni momenti della kermesse del 25 luglio

Alcuni momenti della kermesse del 25 luglio

 

Il Dottor Luca Ministrini insieme a Ilaria Solazzo

Il Dottor Luca Ministrini insieme a Ilaria Solazzo

 

L'attore Spartaco Grilli

L’attore Spartaco Grilli

 

In foto Ilaria Solazzo

In foto Ilaria Solazzo

 

In foto la direttrice artistica del premio

In foto la direttrice artistica del premio. Con lei – a destra – il Cav. Roberta Testaguzza e la fotografa Maria Teresa De Rosa

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Nasce la Mostra del Cinema di Conegliano tra le magiche Colline del Prosecco. Claudia Conte e Giorgio Pasotti incantano Venezia

Il grande cinema sposa la magia delle Colline del Prosecco! 🥂 🎬 Nasce la nuovissima “Mostra del Cinema di Conegliano”: un festival meraviglioso dedicato ai Diritti Umani e ai Giovani! Giorgio Pasotti nominato Presidente Onorario. Quanta eccellenza italiana al Lido di Venezia! Durante l’attesissima 83ª Mostra del Cinema, è stato svelato in anteprima nazionale un nuovo, formidabile progetto culturale che farà innamorare tutto il Veneto e l’Italia intera. Dal 2 al 4 OTTOBRE 2026, lo splendido territorio di Conegliano ospiterà la Prima Edizione della “Mostra del Cinema di Conegliano – Colline del Prosecco”! A dirigere le danze di questo ambiziosissimo evento ci sono la giornalista CLAUDIA CONTE e Maximilian Law, con il celebre attore GIORGIO PASOTTI come Presidente Onorario. “Questo festival non sarà solo una passerella di attori” ha spiegato emozionata Claudia Conte. “Sarà un palcoscenico per dare voce alle Donne, per difendere i Diritti Umani e per lanciare i giovani registi!”. E il programma annunciato mette già i brividi: si celebreranno capolavori storici come “Signore e Signori” (girato proprio a Conegliano 60 anni fa!) e “L’Ultimo Bacio” con Martina Stella, fino ad arrivare a documentari intensissimi dedicati alla strage del Giudice Paolo Borsellino e al dramma delle donne che combattono per la libertà in Iran! Durante la presentazione veneziana è stata inoltre premiata l’imprenditrice Fabia Maserati con il “Premio Eccellenza del Made in Italy” (in attesa del colossal di Hollywood sui fratelli Maserati!). Tantissime le Istituzioni presenti (come l’On. Mollicone) a sostegno del progetto, e fortissimo è stato il plauso del Governatore Luca Zaia! Leggi tutto l’incredibile programma dei film nel nostro articolo! 👇 📽️ Voi siete pronti ad accogliere le stelle del cinema tra le vigne del nostro Patrimonio dell’Umanità? Siete d’accordo sul fatto che i Film e i Documentari siano le armi più potenti per difendere i Diritti Umani (come la lotta delle Donne in Iran) e per insegnare ai giovani i valori dell’Antimafia? Diteci la vostra nei commenti e condividete la notizia con tutti gli amanti del Cinema!

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Mostra del Cinema di Conegliano

 Conegliano (TV) – Il cinema non è mai soltanto una proiezione di immagini in movimento su un telo bianco. Il cinema è emozione, è un linguaggio universale capace di scavare nell’anima, ma soprattutto è una meravigliosa lente d’ingrandimento in grado di far risplendere le bellezze paesaggistiche del nostro Paese. È nata esattamente con questa formidabile e romantica vocazione la Mostra del Cinema di Conegliano – Colline del Prosecco, un progetto culturale freschissimo e ambizioso che punta a trasformare uno dei territori più incantevoli (e invidiati) del Veneto in un palcoscenico globale dedicato ai talenti della settima arte.
La manifestazione è stata ufficialmente svelata in anteprima nazionale durante la prestigiosissima 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, nella sontuosa cornice dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia. A tessere le fila di questa grandiosa impresa ci sono due direttori artistici d’eccezione: la nota giornalista e conduttrice Claudia Conte e il manager culturale Maximilian Law, affiancati da una stella polare del nostro cinema, l’amatissimo attore e regista Giorgio Pasotti, investito della carica di Presidente Onorario.

Donne, talenti e diritti umani: la visione della Mostra

Il debutto di questa kermesse ha attirato immediatamente l’attenzione delle istituzioni e della critica, grazie a una visione artistica che non si limita alle sole passerelle e ai red carpet.
«La Mostra del Cinema di Conegliano nasce con l’ambizione di essere non solo un luogo di celebrazione del grande cinema, ma anche un enorme spazio di opportunità e di futuro», ha dichiarato con passione Claudia Conte davanti alla platea. «Vogliamo dare una voce potente ai giovani talenti, sostenere e incoraggiare le nuove generazioni di autori e, soprattutto, valorizzare il ruolo essenziale delle donne nel mondo dell’audiovisivo. E non mancherà mai uno spazio profondo dedicato alla difesa dei diritti umani». Un festival, dunque, che parlerà alla coscienza del pubblico, in programma dal 2 al 4 ottobre 2026.

Da “L’Ultimo Bacio” all’omaggio a Borsellino: un programma da brividi

Il cartellone degli eventi annunciato da Maximilian Law fa già venire i brividi agli appassionati. Si partirà con i festeggiamenti per il 25º anniversario del cult “L’Ultimo Bacio” (con la presenza della bellissima Madrina Martina Stella) e con le nozze di diamante (60° anniversario) del capolavoro “Signore e Signori” di Pietro Germi, girato storicamente proprio a Conegliano.
Ma il cuore pulsante saranno i documentari e i film in selezione ufficiale. Si andrà dalle biografie artistiche (Fellini – Un Docufilm) a temi di straziante attualità sociale, come “Stai Fermo Lì” (dedicato all’eroica e sanguinosa lotta per la libertà delle donne in Iran) e “Paolo Vive”, un commosso e doveroso omaggio alla figura del giudice Paolo Borsellino. L’evento di chiusura sarà invece affidato a “Celebrity Wines”, per celebrare il magico connubio tra star e territorio vitivinicolo.

Il trionfo del Made in Italy: il premio a Fabia Maserati

Nel corso della presentazione veneziana c’è stato anche spazio per l’orgoglio del nostro ingegno industriale. Claudia Conte ha infatti conferito a Fabia Maserati l’ambito Premio Eccellenza del Made in Italy, omaggiando la storia di una famiglia che ha costruito il mito dei motori nel mondo. Per l’occasione, la platea ha assistito alla proiezione in anteprima assoluta del trailer di “Maserati: The Brothers”, l’attesissimo colossal diretto dal Premio Oscar Bobby Moresco.
A benedire questa nuova Mostra del Cinema sono scese in campo tutte le massime Istituzioni: dal Direttore della Veneto Film Commission Jacopo Chessa al Sindaco di Conegliano Fabio Chies. «Portare la cultura cinematografica nelle Colline del Prosecco significa valorizzare i nostri territori, facendo brillare le bellezze d’Italia su scala mondiale», ha esultato l’On. Federico Mollicone. Un entusiasmo condiviso in pieno anche dal Presidente del Veneto Luca Zaia e dall’Assessore alla Cultura Valeria Mantovan: «Questo progetto mette meravigliosamente insieme talento, creatività e un patrimonio straordinario come quello di Conegliano e Valdobbiadene». Ci vediamo a ottobre, tra un calice di Prosecco e la magia del grande schermo.

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Il trionfo dell’anima: la scrittrice abruzzese Kristine Maria Rapino sbanca il Cava Book Fest con “Scialacca”. Il plauso del Maestro De Giovanni

Il destino magico esiste! La bravissima autrice abruzzese Kristine Maria Rapino sbanca in Campania e vince il Premio Nazionale di Letteratura. “Ho ritirato il premio nella stessa meravigliosa stanza dove avevo vinto con una mia poesiola quando avevo 12 anni!”. 🏆 📖 Questo è uno di quei racconti che scaldano il cuore a chiunque ami l’Arte, il Talento e il Destino! La straordinaria scrittrice e docente di Chieti, KRISTINE MARIA RAPINO, ha trionfato sbaragliando la concorrenza al gigantesco festival letterario “Cava Book Fest” (nel Salernitano). A portarla sul gradino più alto del podio e a farle vincere il Premio Vincenzo Russo 2026 è stato il suo meraviglioso e dolorosissimo romanzo corale ambientato in Abruzzo: “SCIALACCA”. La potentissima giuria del Premio era capitanata addirittura dal grande e celebre Maestro MAURIZIO DE GIOVANNI, che è rimasto totalmente folgorato dal libro dell’autrice: “La sua scrittura è matura e magistrale! È riuscita, senza mai essere banale, a dare dolcemente voce agli invisibili e ai più fragili, trasformando una cruda storia di Dolore Familiare e Dipendenza in una luminosa speranza di vera rinascita per tutti!”. Il titolo “Scialacca” richiama infatti la scintilla di una fabbrica di fuochi d’artificio, una metafora per spiegare le “scintille e le esplosioni” della nostra Anima quando cerchiamo di guarire dalle nostre antiche ferite! A far piangere di gioia il pubblico durante la consegna della Targa è stata proprio l’autrice: la bravissima Kristine Maria si è commossa, ricordando che oltre 20 anni prima, a soli dodici anni, era stata premiata con una medaglietta per una sua dolce Poesia proprio all’interno delle stesse identiche stanze di quel chiostro! Il destino e la magia della scrittura l’hanno riportata lì per farla vincere tra i “grandi” della letteratura italiana! Leggi tutti i meravigliosi dettagli del premio e della trama del romanzo nel nostro articolo! 👇 🎆 Conoscete questa bravissima autrice e avete già letto i suoi capolavori? Siete d’accordo sul fatto che i libri scritti “col cuore”, che raccontano di sofferenze, fragilità ed errori familiari che tutti noi compiamo (e della successiva rinascita), siano quelli che ci restano più attaccati all’anima? Diteci la vostra opinione e lasciate i vostri Complimenti all’autrice nei commenti per farle sentire tutto l’orgoglio del nostro territorio!

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Kristine Maria Rapino

Cava de’ Tirreni – Nella vita di ogni artista ci sono cerchi invisibili e magici che, a distanza di decenni, finiscono inesorabilmente per chiudersi nel modo più inaspettato e meraviglioso possibile. Il destino ha voluto che il talento purissimo della scrittrice teatina Kristine Maria Rapino sbocciasse in modo clamoroso e definitivo, venendo celebrato a livello nazionale proprio all’interno dello stesso edificio che l’aveva vista sognare quando era ancora solo una dolcissima bambina.
Sotto le storiche e suggestive arcate del chiostro quattrocentesco di San Francesco e Sant’Antonio a Cava de’ Tirreni (nel Salernitano), si è consumata una delle pagine più belle e intense della letteratura italiana di questo 2026. Il formidabile e intenso romanzo «Scialacca» della Rapino (stimata editor e infaticabile docente di scrittura creativa, originaria di Chieti) ha letteralmente trionfato, aggiudicandosi la prestigiosissima vittoria del Premio Vincenzo Russo – Castel di Carta, all’interno della vastissima e competitiva kermesse culturale del Cava Book Fest.

Il ritorno del destino: vincere nelle sale dell’infanzia

Il momento della premiazione ha regalato un vero e proprio brivido lungo la schiena a tutti i tantissimi presenti in sala, svelando un retroscena commovente che lega a doppio filo l’anima dell’autrice a quella del borgo campano.
Visibilmente (e giustamente) emozionata nel ritirare il massimo riconoscimento, Kristine Maria Rapino ha afferrato il microfono con la voce rotta dalla gioia: «Sono davvero tanto, tanto emozionata e felicissima per questo importante riconoscimento. Un premio che, tra l’altro, mi arriva tra le mani proprio all’interno di un luogo che fu estremamente importante per me quando ero ancora molto, molto piccola. Avevo forse dodici o tredici anni quando sono stata premiata, esattamente in una di queste stesse antiche sale, per una mia poesia… perché quando ero una ragazzina scrivevo tantissime poesie!». Un ritorno alle origini che sa di magia e di consacrazione letteraria definitiva.

“Scialacca”: il dolore, il riscatto e la fabbrica dei fuochi

Ma cosa c’è dietro il clamoroso e meritatissimo successo di questa incredibile opera narrativa? Scialacca è un romanzo corale mozzafiato, saldamente e fieramente ambientato in terra d’Abruzzo. Il libro ruota e gravita in modo ossessivo e catartico attorno ai fragili temi della famiglia, del faticoso ritorno a casa, della colpa che schiaccia l’anima e della sudata redenzione umana.
La trama segue i passi pesanti di Francesco (un uomo di ritorno dopo anni di dolorosa assenza, con il fardello di un passato oscuro e spinoso) e di Aria, una ragazza enigmatica e magnetica che lo condurrà per mano in un labirintico percorso di rinascita spirituale. Il particolarissimo e musicale titolo dell’opera non è affatto causale: evoca infatti sia un luogo fisico (una vecchia fabbrica di spettacolari fuochi d’artificio), sia un delicatissimo “spazio dell’anima” in cui i legami rimasti in sospeso cercano disperatamente una nuova, luminosa scintilla per esplodere, mettendo in luce il disperato coraggio necessario per fare i conti con le proprie ferite più profonde.

L’elogio del Maestro Maurizio De Giovanni

A rendere questa vittoria ancora più dolce e inattaccabile per l’autrice teatina è stato senza ombra di dubbio l’incredibile spessore intellettuale dei giurati che l’hanno votata. A guidare la severissima giuria del Cava Book Fest c’era infatti un vero e proprio “mostro sacro” della letteratura e del giallo italiano: il celeberrimo scrittore, drammaturgo e sceneggiatore Maurizio De Giovanni.
La motivazione ufficiale incisa sulla targa è un tributo straordinario e commosso al talento dell’abruzzese: «Per la strabiliante maturità della scrittura, per la spiazzante ricchezza della costruzione narrativa e per l’immensa capacità di dare voce, senza cadere mai nella banale retorica, alle fragilità e agli invisibili, trasformando una terribile storia di dolore e dipendenza in un intensissimo e luminoso percorso di riconciliazione e rinascita».

Il trionfo della cultura contro ogni violenza

La clamorosa vittoria della scrittrice abruzzese ha chiuso nel migliore dei modi una tre-giorni fieristica gigantesca, che ha visto la preziosa partecipazione di oltre trenta case editrici giunte da ogni angolo della Penisola per presentazioni e laboratori.
L’evento (supportato economicamente da Camera di Commercio di Salerno e Confesercenti, e forte dei potentissimi Patrocini Morali del Ministero della Cultura, della Regione Campania e del Centro per il libro e la Lettura) ha anche lanciato un meraviglioso e inequivocabile messaggio civico a tutta l’Italia, aderendo fieramente con tutti i suoi autori alla nobilissima campagna di sensibilizzazione “Posto Occupato” per dire basta, una volta per tutte, alla violenza di genere contro le donne. La vera cultura non si gira mai dall’altra parte.

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“L’Eucaristia è la mia Autostrada per il Cielo”: Assisi celebra il commovente anniversario della canonizzazione di San Carlo Acutis

“L’Eucaristia è la mia personale Autostrada per il Cielo!”. Assisi in preghiera per il commovente anniversario della Canonizzazione di San Carlo Acutis, il meraviglioso “Santo Millennial” in jeans e scarpe da ginnastica! 🙏 🕊️ Ci sono ragazzi così speciali che passano su questa Terra come stelle cadenti: durano poco, ma lasciano una luce d’Amore che non si spegnerà mai più! L’intera Chiesa Cattolica si sta preparando a celebrare una ricorrenza importantissima e piena di spiritualità: lunedì 7 SETTEMBRE si festeggerà il primo solenne anniversario della Canonizzazione del giovanissimo San Carlo Acutis. Per l’occasione, alle ore 18:00, l’amatissimo Cardinale Gualtiero Bassetti celebrerà la Santa Messa direttamente al Santuario della Spogliazione di Assisi, proprio davanti alla teca che ospita la tomba di Carlo! Una storia, quella del Santo nato nel 1991, che ha fatto piangere e riflettere milioni di giovani in tutto il mondo. Carlo non era solo un ragazzo dolcissimo e devoto ai più poveri: era un formidabile genio del Computer! Utilizzando internet ha creato una maestosa mostra sui Miracoli Eucaristici famosa in tutto il Pianeta. Purtroppo, a soli 15 anni, una violentissima leucemia fulminante se l’è portato via in soli tre giorni. Ma il suo insegnamento vive ancora oggi, ricordandoci che la Santità è una strada accessibile a tutti noi, anche ai giovani d’oggi! Per chi non potrà essere ad Assisi, la Messa sarà in DIRETTA TV su Maria Vision (Canale 255 del digitale terrestre). Leggi l’incredibile storia di questo ragazzo nel nostro articolo! 👇 ⛪ La purezza e la devozione di Carlo Acutis ci ricordano che non serve essere eremiti per diventare Santi: basta un computer e un cuore pieno d’Amore per gli ultimi! Siete d’accordo sul fatto che la sua storia dovrebbe essere insegnata nelle scuole e nelle parrocchie a tutti i nostri ragazzi? Lasciate una Preghiera nei commenti per il dolcissimo Carlo e condividete il post con i vostri cari!

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San Carlo Acutis

Assisi – Ci sono anime così straordinariamente pure, luminose e rare che il loro passaggio su questa terra assomiglia a quello di una meravigliosa e velocissima stella cadente: durano pochissimo tempo, ma lasciano nel cielo una scia d’amore destinata a non spegnersi mai più. È questa la sensazione che si prova quando ci si avvicina alla formidabile storia spirituale di San Carlo Acutis, il celebre “Santo Millennial”, il ragazzo che ha saputo fondere il Vangelo con le nuove tecnologie per raggiungere il cuore di milioni di giovani in tutto il mondo.
La bellissima diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino si sta preparando a vivere una giornata di preghiera, di immensa grazia e di grandissima emozione spirituale. Lunedì 7 settembre ricorre infatti il primo, attesissimo e solenne anniversario della canonizzazione del giovane Santo, un momento che ha unito in lacrime e preghiera l’intera Chiesa Cattolica mondiale, consacrando per sempre la figura del ragazzo “in jeans e scarpe da ginnastica”.

La Santa Messa al Santuario della Spogliazione

Per onorare in modo adeguato questa ricorrenza così speciale, la diocesi ha organizzato una celebrazione che promette di riempire il cuore dei fedeli di speranza e amore. Alle ore 18:00 in punto, all’interno della mistica e suggestiva Chiesa di Santa Maria Maggiore – Santuario della Spogliazione (il luogo sacro in cui si trova attualmente l’amatissima tomba del giovane), verrà celebrata la Santa Messa.
A presiedere la solenne funzione religiosa non sarà una figura qualsiasi, ma un pilastro amatissimo della Chiesa italiana: il cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo Emerito della vicina diocesi di Perugia – Città della Pieve, la cui saggezza pastorale incornicerà perfettamente il ricordo di Carlo.

Computer, sport e Vangelo: il Santo “ragazzo”

Nato a Londra il 3 maggio del 1991, Carlo Acutis non è mai stato un adolescente come gli altri, eppure era straordinariamente immerso nel mondo moderno. Fin da piccolo ha manifestato una profondissima fame di spiritualità che lo portava a partecipare, ogni singolo giorno, alla Santa Messa. Per lui, la comunione non era un semplice rito domenicale, ma un bisogno fisico, tanto da arrivare a definire dolcemente l’Eucaristia come la sua personalissima “Autostrada per il Cielo”.
Ma Carlo non era un eremita. Era un ragazzo innamorato della vita, estremamente attento e dedito alla cura dei poveri e dei bisognosi. Era un grande sportivo, ma soprattutto era un genio dei computer e dell’informatica. Proprio utilizzando abilmente il web e le immense potenzialità di internet, Carlo decise di creare e diffondere la sua mostra intitolata “Segni”, interamente dedicata ai Miracoli Eucaristici del mondo. Un’opera titanica divenuta celebre in ogni continente, e che attualmente è meravigliosamente allestita nella Sala dei Vescovi del Santuario della Spogliazione di Assisi.

Il dolore di una malattia fulminante e le dirette Tv

Il destino terreno di Carlo si è compiuto in modo tanto rapido quanto straziante per i suoi genitori. Il 12 ottobre 2006, all’età di soli 15 anni e nel pieno fiore dell’adolescenza, il ragazzo venne colpito improvvisamente da una devastante leucemia fulminante. Nonostante le cure immediate e disperate, il giovane Carlo chiuse gli occhi per sempre dopo un dolorosissimo ricovero durato solamente tre giorni, consumatosi all’interno dell’ospedale San Gerardo di Monza. Da quel giorno, il suo dolore si è trasformato in una immensa fioritura di grazia per la Chiesa.
Per chi non potrà recarsi fisicamente ad Assisi per l’anniversario della canonizzazione, la diocesi ha garantito la massima copertura mediatica: la Santa Messa presieduta dal Cardinale Bassetti sarà infatti trasmessa in diretta televisiva nazionale dall’emittente Maria Vision (sul canale 255 del digitale terrestre e sul canale 78 per il territorio dell’Umbria), oltre che in diretta streaming sul sito mariavision.it e su tutti i seguitissimi canali social ufficiali della Diocesi. Un modo moderno e tecnologico per pregare uniti: esattamente come avrebbe voluto Carlo.

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