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L’officina delle storie riapre i laboratori per forgiare i futuri romanzieri e i professionisti del reading: a Pescara ripartono i corsi di Scuola Macondo

L’oro della scrittura creativa e la forza magica della lettura ad alta voce scendono in trincea in Abruzzo per un anno accademico da record assoluto di storie ed emozioni! Riaprono ufficialmente da lunedì 5 ottobre 2026 i battenti della prestigiosa Scuola Macondo – L’Officina delle Storie di Pescara, l’A.P.S. guidata con merito da Elisa Quinto e Sara Caramanico. Un viaggio specchio iper-emotivo e privo di filtri protettivi che mette a terra per l’autunno due maxi-laboratori d’avanguardia: il corso di Scrittura Creativa su Zoom e in presenza con i mostri sacri Peppe Millanta (Rizzoli) e Kristine Maria Rapino (Sperling & Kupfer), e il corso di Lettura Espressiva in asse con le stelle di Unaltroteatro e Arotron come Lorenza Sorino. Con un comfort funzionale perfetto che garantisce antologie stampate, pitch gratuiti con grandi editori dello Stato e reading di strada, Macondo combatte l’isolamento da smartphone e l’asfissia dei social network per i ventenni under 30. Scoprite i contatti telefonici e la mail nel nostro articolo! 👇

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Scuola Macondo

Pescara – Un’ondata di prorompente fermento letterario, accesa passione civile e fiera onestà espressiva si propaga tra le aule storiche della provincia adriatica per invadere i canali dell’educazione permanente dello Stato, trasformando un centro pedagogico rionale in un’autentica officina di pensiero nudo, risorsa terapeutica ed edicola di legalità. La scrittura d’autore, la narratologia applicata e la lettura scenica ad alta voce, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri digitali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i soft skill dell’io e curare le solitudini profonde della modernità liquida, offrendo alle famiglie e ai giovani under 30 un’oasi di spensieratezza colta. A partire da lunedì 5 ottobre 2026, la splendida e fiera cornice di Pescara celebrerà il solenne fischio d’inizio e il ruolino di marcia del nuovo anno accademico per la Scuola Macondo – L’Officina delle Storie, una corazzata della prosa che riapre i propri registri comunicando lo sblocco degli ultimi contratti e posti disponibili per i suoi laboratori d’élite.

La sfolgorante programmazione strategica e pluriennale dell’ente, magistralmente orchestrata in totale trasparenza e priva di filtri burocratici dalle direttrici Elisa Quinto e Sara Caramanico, si inserisce nel tessuto urbano a ridosso del territorio per garantire il benessere collettivo e la coesione sociale dei rioni pescaresi. «Siamo infinitamente felici di inaugurare un anno accademico così ricco di progetti d’avanguardia e joint venture culturali d’area vasta», confessano visibilmente emozionate le due manager letterarie, annotando i testi del proprio taccuino programmatico prima della ripresa autunnale. «La nostra officina rifiuta radicalmente i moralismi o i paternalismi di facciata del mercato dei consumi: Macondo non costituisce un mero edificio inospitale di lezioni teoriche, ma una reale comunità di destino in cui far collidere il merito delle idee all’azione sociale, salvando l’anima dei quartieri popolari, taccuino alla mano e passioni calde».

Dalle lezioni su Zoom ai pitch con i grandi editori: il corso di Scrittura Creativa

Il ruolino di marcia didattico accenderà le proprie macchine nella prima serata di mercoledì 7 ottobre 2026, sbloccando le cattedre dell’attesissimo corso di Scrittura Creativa, un cammino strutturato in totale trasparenza che si svilupperà ogni mercoledì dalle ore 19:30 alle 21:30 fino alle scadenze estive del **luglio 2027**. L’allestimento dei laboratori blinda una formula flessibile e ad accessibilità universale, consentendo la presenza fisica degli allievi sia tra le mura biologiche della sede centrale di via De Cesaris sia nei monitor remoti del network digitale tramite collegamento sulla piattaforma **Zoom**. L’ordito del programma, articolato in 40 fitti incontri complessivi, scorterà i passeggeri del sogno letterario passo dopo passo nell’ingegneria del romanzo, affrontando la focalizzazione della trama, lo studio psicologico dei personaggi, la suspense dei dialoghi, la saggistica dei generi e le tecniche chirurgiche di editing e autoediting.

I dati del corpo docente parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi interpretativi: la cattedra di Macondo schiera in trincea una parata d’élite dei più stimati professionisti e scrittori dello Stato, pronti a elargire i propri soft skill formativi per azzerare le distanze con le massime case editrici. Sul leggio dei corsi salirà l’onestà delle idee di Kristine Maria Rapino, celebrata autrice del romanzo di successo “Scialacca” elargito alle stampe dalla prestigiosa scuderia di Sperling & Kupfer, affiancata dal fondatore storico dell’Officina, lo scrittore e regista Peppe Millanta, firma d’alto profilo andata rubata nei cuori dei lettori con il fortunato volume “Il pescatore di stelle” pubblicato da Rizzoli. Il cammino dei ventenni si concluderà con il merito della pubblicazione di un’antologia cartacea dei racconti e con un solenne **pitch finale dal vivo con agenzie letterarie, editor e buyer dell’editoria nazionale**, scacciando il torpore e le nevrosi causate dall’isolamento virtuale.

La cattedra della voce espressiva e il reading teatrale: le info sui moduli di lettura

Accanto alla fabbricazione dei testi, il palinsesto autunnale sbloccherà a partire da lunedì 12 ottobre 2026 i laboratori del corso di Lettura ad alta voce, una trincea meccatronica dell’espressività vocale programmata stanzialmente in presenza il lunedì dalle 17:30 alle 19:30 fino al termine di marzo 2027. L’itinerario formativo si sviluppa lungo tre rigidi Criteri di scavo biologico della parola: il primo modulo è interamente consacrato allo studio della pronuncia ortoepica, dei volumi e della timbrica naturale; il secondo round attiva l’interplay delle emozioni interne mediante giochi di consapevolezza corporea; il terzo sigilla la sintonizzazione armonica del verbo. La docenza è affidata all’immensa intensità attoriale di Lorenza Sorino (fondatrice di Unaltroteatro e direttrice artistica dello Zambra di Ortona) in asse con il sound design vocale di Riccardo Pellegrini e Alessandro Rapattoni della scuderia di *Arotron*.

I monitor della segreteria comunano che i controlli logistici sui locali di Via Claudio De Cesaris 36 a Pescara (65122) sono ultimati per assicurare un comfort funzionale e volumetrico eccezionale per le famiglie e per gli studenti delle scuole della provincia. Il laboratorio di lettura rilascerà un regolare attestato di partecipazione dello Stato e si concluderà con il picco emotivo di una performance di reading teatrale di fine anno, abbonando i diplomati a prendere parte in qualità di lettori ufficiali a tutti i successivi festival e rassegne estive organizzati dalla scuola nel territorio abruzzese, contrastando in modo flessibile lo spopolamento culturale delle aree interne delle nostre province. I registri delle ammissioni dell’Associazione di Promozione Sociale Macondo sono caldi e i database informativi consultabili al numero di contatto telefonico mobile +39 3703525381 o tramite la casella di posta elettronica scuolamacondo@gmail.com, mentre i programmi completi sono accessibili navigando in totale trasparenza sul portale ufficiale della rete www.scuolamacondo.it. Questo fine settimana spegnete gli smartphone, lasciate a casa il grigiore del materialismo quotidiano e correte a via De Cesaris: i professori e le storie di Macondo vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché la nostra giovinezza saprà impugnare una penna o alzare la voce per urlare la propria favola di libertà, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto protetto, fiero e profondamente umano.

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Premio Alessandra Bisceglia 2026: riconoscimento speciale a FERPI per la comunicazione nella salute

Come si combattono le pericolose fake news nel delicato e fondamentale mondo della salute? La Commissione Scienze della Vita di FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), magistralmente coordinata da Alex Dell’Era, ha ricevuto un prestigioso e meritato riconoscimento speciale all’Università LUMSA di Roma, nell’ambito del celebre Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia. Il premio certifica il grande impegno della Commissione nel promuovere una comunicazione sanitaria profondamente etica e responsabile nell’era caotica e veloce dei social network e dell’Intelligenza Artificiale👇

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Ales DellEra mentre ritira il Premio

Roma – All’interno di un ecosistema sanitario globale e nazionale che si presenta ogni giorno sempre più articolato, ramificato e intrinsecamente complesso, inevitabilmente segnato e plasmato dall’impressionante e inarrestabile velocità di trasmissione dell’informazione, dalla moltiplicazione caotica delle fonti e dal prepotente avvento di nuovi, potenti e non sempre regolamentati strumenti digitali, la delicatissima questione della “fiducia” del cittadino diventa non solo centrale, ma vitale. Ed è proprio per premiare pubblicamente il profondo, etico e costante impegno profuso nel promuovere fattivamente una solida e imprescindibile cultura della comunicazione responsabile e verificata nell’immenso ambito delle Scienze della Vita, che l’autorevole Commissione Scienze della Vita di FERPI (l’autorevole Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) ha meritatamente ricevuto un importantissimo riconoscimento speciale. La prestigiosa premiazione si è solennemente e ufficialmente celebrata nella giornata di ieri, 29 settembre 2026, all’interno della magnifica e accademica cornice dell’Università LUMSA di Roma, in occasione del tanto atteso e celebrato decennale del rinomato Premio Giornalistico Alessandra Bisceglia, storicamente e nobilmente dedicato alla Comunicazione Sociale e al giornalismo d’inchiesta e approfondimento.

Il valore del riconoscimento: promuovere il dialogo nella salute

Questo importante e ambito riconoscimento nazionale non è affatto un semplice encomio di rito, ma valorizza concretamente e certifica pubblicamente il lungo, faticoso e virtuoso percorso intrapreso dalla Commissione Scienze della Vita, magistralmente e sapientemente coordinata dalla figura di Alex Dell’Era.
Il premio celebra e riconosce l’indubbio merito della promozione capillare del Manifesto per la comunicazione responsabile nella salute e la costante attività di profonda riflessione etica e di alta divulgazione scientifica, sviluppata coerentemente attorno a un principio cardine e ineludibile: comunicare i temi legati alla salute pubblica non significa e non deve significare soltanto informare passivamente il lettore con sterili dati tecnici, ma deve contribuire attivamente a costruire un saldo rapporto di fiducia, a sostenere intelligentemente l’innovazione medica e, soprattutto, a migliorare in modo tangibile la qualità delle umane relazioni intercorrenti tra le fredde istituzioni centrali, l’ermetica comunità scientifica accademica, i professionisti della salute che operano quotidianamente sul campo, le grandi e medie imprese del settore farmaceutico e, infine, i comuni cittadini. Nelle motivazioni ufficiali del premio, lette durante la solenne cerimonia accademica romana, si elogia a chiare lettere la Commissione “per aver fortemente contribuito a valorizzare il ruolo nevralgico e strategico della comunicazione nell’ecosistema della salute, attraverso un approccio rigorosamente etico, profondamente inclusivo e totalmente orientato all’esclusivo interesse pubblico”.

Le parole di Alex Dell’Era: “La salute è una narrazione corale”

A ritirare l’ambito e prestigioso premio, accogliendolo con palpabile e sincera emozione a nome dell’intera e vasta squadra di professionisti che compone la Commissione, è stato lo stesso coordinatore, che ha voluto immediatamente condividere una profonda e necessaria riflessione metodologica e umana sul ruolo del comunicatore moderno.
“Nessuno, assolutamente nessuno, da solo, può pensare di avere la presunzione di raccontare un mondo vasto come la salute”, ha commentato a caldo un visibilmente emozionato Alex Dell’Era a margine della solenne cerimonia di consegna. “La salute pubblica è prima di tutto un sistema complesso e ramificato e, se è un sistema, anche la sua complessa comunicazione deve inevitabilmente esserlo di riflesso. È proprio per questa precisa e ineludibile ragione che noi crediamo fortemente nella coralità assoluta dell’informazione: questo non significa affatto banalizzare il discorso e cantare tutti in coro la stessa medesima e piatta nota, ma significa al contrario riconoscere l’immenso valore di innumerevoli voci, di competenze verticali e di responsabilità profondamente diverse tra loro, creando attivamente le migliori condizioni affinché queste preziose professionalità possano incontrarsi in un tavolo comune, ascoltarsi attivamente, confrontarsi lealmente e contribuire tutte insieme al benessere sociale. Perché nel delicato e sacrale ambito della salute, la fiducia del paziente e del cittadino non nasce mai, e non nascerà mai, da chi semplicemente urla la sua verità parziale parlando più forte degli altri, ma unicamente dalla reale e complessa capacità di ascoltare pazientemente e di mettere finalmente e saggiamente in sana e rispettosa relazione le innumerevoli voci che ne fanno concretamente parte”.

Dal giornalismo all’Intelligenza Artificiale: la sfida della verità

Il bellissimo e profondo riconoscimento assegnato a FERPI arriva e si concretizza proprio in un momento storico, sociale e tecnologico estremamente delicato per il mondo dell’informazione globale, coincidente in maniera simbolica con il glorioso decennale del Premio Alessandra Bisceglia, originariamente e nobilmente nato per sostenere e valorizzare un giornalismo di matrice fortemente sociale, realmente capace di raccontare le umane fragilità, la disabilità e il doloroso calvario delle malattie rare rimettendo sempre e fieramente al centro di tutto la dignità inalienabile della persona.
Nel corso dell’intensa, lunga e formativa giornata accademica interamente dedicata al Premio, la dettagliata ricerca scientifica presentata in aula magna dal professor Raffaele Lombardi (apprezzato associato di Sociologia della comunicazione dell’Università LUMSA) e le due seguitissime e partecipate tavole rotonde in programma, hanno affrontato senza timore o censure le spaventose e repentine trasformazioni del moderno giornalismo sociale. L’avvento prorompente dell’Intelligenza artificiale generativa, i nuovi e abbreviati linguaggi digitali imposti dai social network, lo strapotere delle piattaforme di condivisione globali e la moltiplicazione incontrollata, caotica e spesso anonima delle fonti di informazione non verificate, stanno cambiando radicalmente, rapidamente e forse irreversibilmente il modo stesso di produrre e, di conseguenza, di consumare criticamente l’informazione da parte degli utenti. In questo inquietante scenario tecnologico in continua e magmatica evoluzione, una domanda amletica attraversa trasversalmente tanto il puro giornalismo d’inchiesta quanto la delicata comunicazione istituzionale della salute: come si può, oggi, continuare a raccontare “bene”, in modo approfondito ed eticamente ineccepibile, quando il crudele mercato dell’algoritmo spinge inesorabilmente e spietatamente l’editoria a raccontare tutto semplicemente “più velocemente”? Il riconoscimento alla Commissione Scienze della Vita riporta saggiamente il tema al suo punto d’origine: autorevolezza, verità fattuale e fiducia cieca da parte del lettore non dipendono mai soltanto dalla mera e fredda quantità delle informazioni riversate a cascata sulla rete, ma dalla rara e altissima qualità umana e intellettuale delle relazioni che la sana comunicazione è ancora tenacemente capace di costruire.

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Marino, al Teatro Vittoria Colonna parte la stagione con San Francesco e Trilussa

A Marino si riaccendono le luci dello spettacolo! Sabato 10 ottobre alle ore 11:00 verrà presentata ufficialmente la nuova e ricchissima stagione 2026/2027 del Teatro Vittoria Colonna, con un cartellone che vanta grandi nomi da Michele La Ginestra ad Alessandro Benvenuti. L’apertura sarà affidata a due formidabili anteprime d’eccezione: il 10 ottobre un profondo spettacolo teatrale dedicato alla spiritualità di San Francesco d’Assisi, e il 25 ottobre un divertentissimo e imperdibile omaggio tutto romano a Trilussa e al vino in occasione della storica Sagra dell’Uva👇

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Locandina evento Marino

Marino (Roma) – Il magico, antico e insostituibile rito collettivo dello spettacolo dal vivo è finalmente pronto a rinnovarsi, riportando la grande cultura, le emozioni e l’intrattenimento di altissima qualità nel cuore pulsante dei meravigliosi Castelli Romani. Il prestigioso Teatro Vittoria Colonna di Marino si sta infatti freneticamente preparando a riaccendere le calde luci del proprio storico palcoscenico per inaugurare ufficialmente l’attesissima e ricchissima nuova stagione teatrale 2026/2027. Il programma delineato quest’anno dagli organizzatori si preannuncia come un vero e proprio e magistrale intreccio artistico, capace di mescolare sapientemente e armonicamente i grandissimi e blasonati protagonisti dello spettacolo italiano contemporaneo con la grande musica e, soprattutto, con la doverosa e necessaria valorizzazione delle eccellenze artistiche locali. L’attesa e solenne presentazione ufficiale dell’intero e vasto cartellone teatrale si terrà rigorosamente a porte aperte, con ingresso libero per tutta la cittadinanza, nella mattinata di sabato 10 ottobre a partire dalle ore 11:00. A presenziare all’evento inaugurale, illustrando i dettagli dell’offerta culturale, ci saranno la preparatissima e lungimirante direzione artistica guidata da Giorgio Granito e i massimi e autorevoli rappresentanti dell’Amministrazione comunale marinese, tra cui spicca la figura del primo cittadino, il sindaco Stefano Cecchi. Questo imperdibile appuntamento inaugurale servirà a rinnovare e ribadire con forza il ruolo centrale e vitale del teatro pubblico, inteso non solo come semplice contenitore di svago, ma come un imprescindibile luogo d’incontro sociale, di profonda crescita culturale e di massiccia partecipazione democratica.

Il cartellone e i grandi nomi: da Benvenuti a Caprioglio

La primissima promessa fatta dalla direzione artistica alla propria affezionata e attenta platea è quella di garantire un intrattenimento trasversale, capace di parlare con efficacia a pubblici anagraficamente e culturalmente diversi, utilizzando sempre e con maestria il potentissimo linguaggio universale dello spettacolo dal vivo.
Il nuovo e ricchissimo cartellone teatrale si distingue infatti nettamente per l’altissima varietà delle proposte e per la certificata qualità delle produzioni selezionate, tracciando un lungo percorso emozionale che spazia sapientemente dal teatro classico di prosa alla brillante commedia moderna, fino ad arrivare a coinvolgenti e imperdibili appuntamenti musicali. Nel corso della lunga stagione invernale e primaverile, calcheranno il prestigioso palco marinese tantissimi artisti di enorme e indiscusso rilievo e richiamo nazionale, veri e propri giganti del palcoscenico amatissimi dal grande pubblico televisivo e teatrale. Tra i nomi di punta già annunciati spiccano attori del calibro di Michele La Ginestra, il poliedrico e talentuoso Alessandro Benvenuti, la sempre affascinante e bravissima Debora Caprioglio, e poi ancora professionisti affermati come Eugenio Mastrandrea, Marco Cavallaro, Luciano Lembo e Mario Alberti. Queste indiscutibili stelle del panorama italiano saranno intelligentemente e costantemente affiancate dalle tantissime e vitalissime realtà artistiche nate e cresciute sul fertile territorio dei Castelli Romani, in una preziosissima e proficua sinergia culturale.

Le parole del sindaco Cecchi: “Un punto di riferimento”

La fortissima e convinta volontà politica di investire ingenti risorse umane ed economiche nel rilancio e nel potenziamento della cultura teatrale locale emerge chiaramente e orgogliosamente dalle dichiarazioni istituzionali rilasciate in vista della presentazione ufficiale.
«Il nostro storico Teatro Vittoria Colonna si conferma, anno dopo anno, come un assoluto e insostituibile punto di riferimento fondamentale e strategico per la vita culturale, intellettuale e sociale del nostro amato e vasto territorio», ha sottolineato con grande entusiasmo e visibile soddisfazione il sindaco della Città di Marino, Stefano Cecchi. «Parliamo di un luogo straordinariamente vivo, fatto di continui incontri, di profonda riflessione civile, di crescita umana e di incalcolabili emozioni condivise. La grande e innegabile ricchezza e l’altissima qualità strutturale del cartellone presentato e curato anche quest’anno dall’attenta e scrupolosa direzione artistica di Giorgio Granito, magistralmente arricchito dalla forte e rassicurante presenza di grandi e conclamati nomi dello spettacolo italiano accuratamente affiancati dalle preziose eccellenze artistiche del nostro territorio, offrono concretamente alla nostra bellissima Città una programmazione culturale sempre e costantemente di altissimo livello nazionale».

La spiritualità di San Francesco a ottocento anni dalla morte

Ad aprire ufficialmente il sipario su questa promettentissima stagione teatrale non sarà un banale spettacolo di routine, bensì due particolarissime e curatissime “anteprime” speciali, capaci di attraversare magistralmente epoche storiche lontane e atmosfere umane profondamente e intimamente differenti.
Il primo di questi due irrinunciabili appuntamenti andrà in scena nella serata di sabato 10 ottobre, a partire dalle ore 18:00, e coinciderà temporalmente in modo assai suggestivo con la solenne celebrazione dell’ottavo e importantissimo centenario della morte del Poverello di Assisi. Sul palco prenderà vita la rappresentazione intitolata “Chiara e Francesco prima dell’alba”, un’opera teatrale interamente scritta e magistralmente diretta dal regista Roberto Cavosi. Lo spettacolo si prefigge l’ambizioso scopo di accompagnare delicatamente il pubblico in un profondo, mistico e intimo viaggio interiore, seguendo da vicino le orme e i turbamenti di due giovani ribelli che, appena fuori dalle imponenti mura della città umbra di Assisi, scelgono coraggiosamente di spogliarsi delle proprie immense ricchezze terrene per liberarsi definitivamente dal peso opprimente della storia e dalla paura del giudizio umano. Attraverso una regia volutamente essenziale, scarna, priva di orpelli inutili e totalmente affidata alla travolgente forza espressiva delle voci vibranti e dei corpi sudati degli attori, lo spettacolo esplorerà con grande maestria quel delicatissimo istante in cui l’essere umano riesce a trovare il coraggio spirituale di scegliere la pura speranza per superare l’insensata violenza del mondo. Una drammaturgia definita “luminosa e vitale”, all’interno della quale l’oscurità delle tenebre si trasforma progressivamente, battuta dopo battuta, in una nuova, accecante e salvifica possibilità di luce spirituale.

“Trilussa e il vino”: l’omaggio romano alla Sagra dell’Uva

Se la prima anteprima punterà dritta al cuore e all’anima degli spettatori, il secondo appuntamento speciale in calendario promette di far scatenare sorrisi, allegria e un profondo e genuino senso di appartenenza popolare alle tradizioni capitoline.
Domenica 25 ottobre, sempre alle ore 18:00, il teatro renderà infatti un doveroso, sentito e coloratissimo omaggio alla celeberrima Sagra dell’Uva, portando in scena il brillante e divertentissimo spettacolo intitolato “Trilussa e il Vino”. Si tratta di una scoppiettante e dinamica commedia strutturata in forma di coinvolgente teatro-canzone, sapientemente scritta e abilmente diretta dall’attore Michele La Ginestra, che vedrà sul palco anche l’istrionico Sergio Zecca affiancato dalla formidabile compagnia del Teatro 7. Muovendosi agilmente tra famose rime poetiche, stornelli cantati a squarciagola e le intricate e divertenti vicende quotidiane di un chiassoso gruppo di popolani, lo spettacolo promette di restituire intatto al pubblico l’inconfondibile, verace e sincero sapore della Roma più autentica del primissimo Novecento, quella fatta di tagliente ironia, di inesauribile passione sanguigna e di relazioni umane genuine e disinteressate. Il vino dei Castelli diventerà così l’assoluto e incontrastato protagonista sul palco, ergendosi a potente simbolo di una convivialità schietta, onesta e totalmente coinvolgente, all’interno di un racconto teatrale che celebra a gran voce la più pura tradizione popolare romana e l’insostituibile capacità curativa di ritrovarsi, attraverso la sana leggerezza e l’eterno piacere dello stare semplicemente insieme a teatro.

Biglietti e abbonamenti

I biglietti sono acquistabili presso il botteghino del Teatro Vittoria Colonna e online su Vivaticket.

Biglietto intero: 14 euro

Biglietto ridotto (over 70 e under 18): 12 euro

Abbonamento a 5 spettacoli: 55 euro

Abbonamento a 10 spettacoli: 105 euro

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 334 1556248, scrivere a teatrovittoriacolonna@gmail.com oppure consultare il sito teatrovittoriacolonna.it .

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L’universo transdisciplinare di Elisa Montessori accende Villa Torlonia: a Roma una mostra monumentale sfida l’oblio del tempo e celebra l’Oriente

L’oro del segno orientale sposa il misticismo della fisica quantistica e il tomorrow dell’arte contemporanea celebra una mostra da record assoluto di emozioni nel cuore di Roma! Apre i battenti domani, mercoledì 30 settembre 2026, e fino al 28 febbraio 2027, lo storico Casino dei Principi di Villa Torlonia ospita “Elisa Montessori. Nel corso del tempo”, lo spettacolare viaggio specchio iper-emotivo promosso da Roma Capitale e organizzato da Zètema Progetto Cultura. Curata da Alessandra Mammì e Federica Pirani, l’esposizione mette a terra oltre 100 capolavori d’avanguardia — tra olii, libri d’artista e la nuovissima versione monumentale di “Dafne” — scritti dalla novantacinquenne allieva di Corrado Cagli e vedova dello scienziato Mario Tchou. Un comfort funzionale perfetto per famiglie e ventenni under 30 con laboratori gratuiti di calligrafia e mosaico per sconfiggere l’isolamento da smartphone, a ingresso GRATUITO per i possessori di Roma MIC card. Scoprite l’intero ruolino di marcia nel nostro articolo! 👇

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Courtesy l’Artista e Monitor Roma Lisbona

Roma – Un’ondata di prorompente intensità visiva, raffinato misticismo intellettuale e fiera autonomia espressiva si propaga dalle storiche scuderie d’arte della Capitale per invadere i laboratori della creatività contemporanea dello Stato, trasformando i plessi museali in un’autentica officina di civiltà, risorsa terapeutica ed edicola di legalità visiva. L’arte del segno e la saggistica astratto-figurativa, quando sanno spogliarsi dei vecchi e polverosi cliché della finzione commerciale di plastica e dei filtri artificiali degli smartphone, si riscoprono l’unico vero specchio trasparente capace di radiografare i soft skill dell’io e le repentine trasformazioni del nostro tempo, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta, lontana dal torpore dei consumi liquidi. Da domani, mercoledì 30 settembre 2026, e fino alla solenne scadenza del 28 febbraio 2027, lo sfolgorante scenario del Casino dei Principi – Musei di Villa Torlonia terrà a battesimo il fischio d’inizio di “Elisa Montessori. Nel corso del tempo”, un’imponente e attesissima rassegna monografica dedicata a una delle più complesse e complete testimoni della cultura tricolore.

Il monumentale progetto espositivo, firmato in prima persona dalla stessa artista novantacinquenne e curato con assoluto rigore filologico dalle storiche dell’arte Alessandra Mammì e Federica Pirani, blinda un programma pluriennale d’area vasta promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in fitta joint venture strategica con la Galleria Monitor. L’organizzazione logistica dei servizi è interamente affidata al merito operativo della scuderia di Zètema Progetto Cultura. Non parliamo di una convenzionale cronistoria o di una passerella nostalgica riempitiva, ma di un autentico racconto autobiografico concepito come un flusso continuo in cui l’autrice analizza se stessa in totale trasparenza e priva di filtri protettivi: “È una mostra in cui io stessa cerco di capire cosa ho fatto nella vita; un’indagine che costa molta fatica”, confessa la Montessori, azzerando le distanze con il pubblico dei rioni romani, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalle collezioni degli Uffizi alla nuova “Dafne”: l’ordito delle cento opere in mostra

Il ruolino di marcia lungo le sale monumentali del Casino dei Principi mette in mostra un portfolio enciclopedico di oltre un centinaio di capolavori d’eccellenza dello Stato, tra cui olii su tela di stampo classico, disegni microscopici su ogni tipo di carta e rari libri d’artista andati già rubati negli occhi dei massimi collezionisti del mondo. Il percorso espositivo è arricchito da imponenti prestiti concessi dalle massime istituzioni pubbliche e private dello Stato — le cui creazioni impreziosiscono stanzialmente le gallerie della **Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e degli Uffizi di Firenze** — e da interventi installativi site-specific. Spicca, come un visual anchor di devastante impatto emotivo, la **nuovissima versione di “Dafne”**, un’opera d’avanguardia realizzata appositamente per le scadenze del 2026 e interamente ispirata alla sua celeberrima e storica installazione del 1977, scacciando il torpore e le nevrosi della modernità.

I dati della ricerca scientifica e critica parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi interpretativi: l’itinerario si sviluppa lungo stazioni concettuali in perenne dialogo geometrico con le architetture della Villa e con la flora biologica del suo giardino circostante. Le sezioni radiografano i Criteri cardine della produzione montessoriana: il misticismo della metamorfosi tra scienza e mito antico; l’incontro filosofico e il matrimonio perfetto con i segni grafici dell’Oriente; la costruzione del libro inteso come oggetto sacro tra scrittura e letteratura; e il profondo rapporto olistico con la complessità della natura, dall’osservazione dei minimi dettagli botanici fino a una rielaborazione del tutto flessibile e personale del concetto di paesaggio, offrendo uno scudo impenetrabile contro l’intolleranza contemporanea.

Dall’apprendistato con Corrado Cagli al matrimonio con lo scienziato cinese Mario Tchou

La biografia di Elisa Montessori (Genova, 1931) incarna alla perfezione l’onestà delle idee e la tenuta etica di un’esistenza spesa nei laboratori della sperimentazione materica, spaziando con soft skill versatili dal mosaico alla ceramica grezza. Nata sotto la lanterna ma romana d’adozione fin dal secondo dopoguerra, per volontà familiare rifiutò l’iscrizione all’Accademia di Belle Arti, preferendo frequentare la Facoltà di Magistero della Sapienza e intraprendendo un severo apprendistato presso lo studio di Corrado Cagli e dei fratelli Basaldella, divenendo l’allieva prediletta di Mirko. Alla fine degli anni Cinquanta, il matrimonio d’alto profilo transculturale con l’illustre scienziato cinese Mario Tchou — ingegnere capo della divisione elettronica Olivetti — la scortò a Milano, dove assorbì i fermenti dell’avanguardia meccatronica, per poi rientrare stabilmente a Roma e avviare un percorso in totale autonomia da gruppi o correnti commerciali.

La narrazione espositiva blinda un comfort funzionale perfetto integrando, al termine delle sale, una parata di tre importanti filmati d’archivio: il documentario storico di Francesco Vaccaro (2004), la pellicola di Mario Poeta con l’intervista di Davide Ferri (2020) e la videointervista del 2025 firmata da Pirani e Crescentini. Grande suspense circonda il debutto del monumentale catalogo scientifico edito da **Silvana Editoriale**, un ordito perfetto di testi storico-artistici in cui saggi classici collidono con le incursioni teoriche di uno scienziato sulla **fisica delle particelle e sulla meccanica quantistica**, accanto alle riflessioni di una sinologa sulla potenza del segno. L’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha espresso vivo orgoglio per questo programma di prossimità volto a contrastare lo spopolamento culturale delle aree interne delle nostre province e a premiare il merito delle grandi donne del Novecento, limitando al massimo l’esodo della memoria collettiva verso l’asfissia dei social network.

Il Public Program e i laboratori di calligrafia a via Nomentana: le info della segreteria

La direzione logistica dei Musei di Villa Torlonia comunica che i controlli tecnici sugli impianti volumetrici delle sale del Casino dei Principi sono ultimati per assicurare un’accessibilità universale e priva di barriere economiche a tutta la cittadinanza rionale. A corredo del festival d’autunno, la Sovrintendenza ha sbloccato un ricchissimo Public Program gratuito rivolto ad adolescenti, famiglie e scolaresche, caratterizzato da laboratori didattici d’animazione espressiva incentrati sulla tecnica della stampa a monotipo, sull’arte del mosaico romano e sulla calligrafia orientale, accoppiati a un ciclo di conferenze di approfondimento sulla fisica quantistica.

I database dei biglietti sono attivi e sintonizzati per il fischio d’inizio del 30 settembre. L’accesso al plesso di Via Nomentana 70 a Roma è regolato secondo la tariffazione vigente dei musei civici dello Stato, ma l’ingresso è completamente gratuito per tutti i possessori della Roma MIC card, offrendo risposte flessibili contro il materialismo quotidiano delle sale da gioco digitali. Questo fine settimana spegnete per un giorno gli smartphone, lasciate a casa il grigiore delle metropoli e andate a camminare tra i pini di Villa Torlonia: oltre cento opere e le lune d’oro di Elisa Montessori vi aspettano a braccia aperte per ricordarvi che finché l’umanità saprà tracciare un segno sulla carta per difendere la propria libertà intellettuale, il domani della nostra terra sarà per sempre un posto libero, protetto, fiero e profondamente umano. Il viaggio nel tempo continuo è cominciato, ed è una splendida storia di futuro che aspetta solo di essere vissuta.

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