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Territorio

Luco dei Marsi, carosello di eventi estivi: il programma delle Vacanze Luchesi

Entra nel vivo il programma delle “Vacanze luchesi” a Luco dei Marsi: dal 6 al 19 agosto cantine aperte, visite archeologiche, arte e concerti sotto le stelle. 🌸 🚴‍♂️

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Luco in Fiore

Luco dei Marsi – Nel fitto ordito delle manifestazioni estive che animano i borghi storici della Marsica e della provincia aquilana, la promozione integrata del patrimonio archeologico, della saggistica d’autore e dell’enogastronomia tradizionale rappresenta una leva strategica fondamentale per incentivare il turismo di prossimità e rafforzare la coesione civile dei territori. Entra ufficialmente nel vivo il ricco e poliedrico cartellone delle “Vacanze luchesi 2026”, la fortunata rassegna promossa con lungimiranza dall’Amministrazione comunale in stretta sinergia con il Comitato Feste Classe 1975, gli esercenti della somministrazione e il dinamico capitale umano del Terzo Settore. Da giovedì 6 a mercoledì 19 agosto, il borgo si trasformerà in un accogliente salotto culturale all’aria aperta, offrendo ai residenti, alle famiglie e ai numerosi villeggianti una suite flessibile di appuntamenti ad accesso libero concepiti per favorire la socialità reale.

La festa di via Dante e la Summer Disco in jeans con l’AVIS

Ad aprire il nuovo carosello di eventi, nella serata di oggi, giovedì 6 agosto, a partire dalle ore 20:00, sarà l’undicesima edizione di “Luco in festa sotto le stelle di via Dante”. La manifestazione rionale, curata dai volontari della storica Società Operaia di Mutuo Soccorso, accoglierà soci e cittadini lungo la storica via del centro con una serata intrisa di musica dal vivo e convivialità. Venerdì 7 agosto, i riflettori si sposteranno nella centrale Piazza Nassiriya per ospitare, a partire dalle ore 19:00, l’attesa “Summer Disco”, uno degli appuntamenti simbolo della gioventù luchese. L’evento, organizzato con passione dalla sezione locale dell’AVIS, proporrà stand gastronomici di food & drink e banchetti solidali, unendo il divertimento alla cultura della donazione del sangue attraverso un originale filo conduttore stilistico interamente dedicato al tessuto jeans.

Le visite ad Anxa-Angitia e la XXIV edizione di Luco in Fiore

La giornata di sabato 8 agosto si aprirà all’insegna della divulgazione scientifica e del recupero della memoria storica locale. Dalle ore 9:00 alle 11:00, l’area archeologica di Anxa-Angitia aprirà i propri varchi per un ciclo di visite guidate sul campo dirette dagli archeologi professionisti della società Limes, permettendo ai visitatori di deostruere i misteri dell’antico santuario dei Marsi. Il fine settimana dell’8 e 9 agosto segnerà inoltre il ritorno di “Luco in Fiore”, kermesse storica giunta alla sua ventiquattresima edizione. Curata dal circolo ARCI Luco, la manifestazione animerà i vicoli e le caratteristiche cantine del rione Santa Maria, convertendoli in un suggestivo percorso espositivo che unisce spettacolari allestimenti floreali a mostre di artigianato artistico, sapori della tradizione e melodie acustiche.

La biciclettata in famiglia e la notte di San Lorenzo ai Cappuccini

La mattina di domenica 9 agosto sarà interamente consacrata allo sport di vicinato vissuto “a passo lento” grazie alla tradizionale “Biciclettata in famiglia”, iniziativa ecologica promossa dagli attivisti del Gruppo Amatoriale Bike. Il ritrovo è programmato per le ore 9:30 in Piazza Umberto I, punto di partenza per una passeggiata sulle due ruote aperta a grandi e bambini, ideata per riscoprire pedalando insieme gli angoli naturalistici più affascinanti del comprensorio fucense. Lunedì 10 agosto, la notte di San Lorenzo farà invece da cornice all’evento lirico e letterario intitolato “Amore sotto le Stelle”, fissato per le ore 21:00 sul piazzale retrostante al monumentale Convento dei Cappuccini. Le associazioni Lucus e Il Cortile delle Parole Danzanti daranno vita a un salotto culturale sotto il cielo della Selva, guidato dalle riflessioni filosofiche del professor Argante Ciocci, accompagnate dalla voce di Antonella Gentile e dalla chitarra di Luigi De Simone, con i contributi didattici delle professoresse Maddalena Angelucci e Carla Cesta.

Il Caffè Letterario sulla terrazza con Tamara Macera e la mostra di De Amicis

La letteratura d’avanguardia tornerà protagonista martedì 11 agosto, alle ore 18:00, presso gli spazi della Casa Museo di Olimpia, location d’eccellenza che ospiterà il “Caffè Letterario sulla Terrazza di Olimpia”, un format sussidiario interamente dedicato alla valorizzazione degli scrittori abruzzesi. Il primo incontro vedrà la scrittrice Tamara “Calliope” Macera presentare il suo nuovo libro intitolato “Santa Madre dei porci”, sviscerandone i nodi narrativi in un dialogo aperto con il pubblico e con la giornalista Luisa Novorio. In chiusura di rassegna, da giovedì 13 a mercoledì 19 agosto, le sale della Casa dell’Amicizia accoglieranno la prestigiosa mostra d’arte intitolata “Anctia, Madre”. L’esposizione si configura come un intenso e profondo omaggio alle radici e all’identità provinciale firmato dal talento di Carmine De Amicis, scultore e artista pluripremiato di fama internazionale originario proprio di Luco dei Marsi.

Il manifesto del sindaco Giorgio Giovannone contro l’isolamento virtuale

In ultima analisi, il trionfo organizzativo e la stabilità delle Vacanze luchesi riaprono una seria discussione sui benefici psicologici e sociali che lo sviluppo dei festival diffusi genera sulle comunità delle aree interne dell’Appennino. Il sindaco di Luco dei Marsi, Giorgio Giovannone, ha espresso profondo compiacimento per la riuscita del programma, ringraziando la fitta rete di cooperazione istituzionale che sostiene il comparto: «Il gradimento e la straordinaria partecipazione registrati confermano la caratura di un cartellone costruito insieme alle tante valide realtà del territorio, il cuore pulsante della nostra comunità. Questo programma ricco e poliedrico racconta un paese vivo, accogliente e profondamente legato alle proprie radici ma con lo sguardo rivolto al futuro. Invito tutti a partecipare per scoprire le nostre bellezze».

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Magia pura a Paganico Sabino: la Notte delle Pantasime e il Summer Fest infiammano l’estate nel cuore del borgo

Il fascino dei borghi antichi che non si arrendono! A Paganico Sabino esplode l’estate: venerdì il rap d’autore con il Summer Fest, sabato la magia ancestrale e il rito del fuoco con la “Notte delle Pantasime”. Un weekend imperdibile nel cuore della Sabina tra musica, fuochi d’artificio e pura tradizione. 🔥 🎶 🏕️

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Locandina Evento Paganico Sabino

Tradizioni e Borghi – C’è una magia inimitabile e struggente che avvolge i piccoli borghi italiani quando il sole rovente cala dietro le montagne e le antiche piazze in pietra iniziano, magicamente, a riempirsi di voci allegre, luci calde e profumi irresistibili della tradizione rurale. Non stiamo certo parlando dei soliti, caotici e freddi eventi turistici da riviera, ma di qualcosa di molto più profondo, intimo e viscerale. A Paganico Sabino, incantevole gioiello architettonico incastonato nella rigogliosa natura della provincia di Rieti, l’estate non è mai stata considerata una semplice stagione turistica, ma un vero e proprio atto d’amore comunitario verso le proprie radici. L’Estate Paganichese 2026 sta dimostrando a tutti, ancora una volta, cosa significhi fare “resistenza culturale” nel cuore dell’Italia: da fine luglio, la coraggiosa Pro Loco sta animando il paese con un calendario fittissimo che intreccia sapientemente la fiera tradizione contadina, la cultura locale, la buona tavola e la grande musica dal vivo. Un percorso emozionante che sta finalmente per culminare nel weekend più infuocato, misterioso e atteso dell’intero anno.

Molto più di un semplice evento estivo: la resistenza culturale della Sabina

Dietro ogni singolo appuntamento dell’Estate Paganichese c’è il sudore della fronte, la dedizione assoluta e il lavoro instancabile dei volontari della Pro Loco locale, sostenuti fortemente quest’anno dal vitale contributo della Regione Lazio. Non si tratta di organizzare festicciole per riempire le serate di noia dei villeggianti, ma di tessere un vero e proprio filo rosso emotivo tra le diverse generazioni. Le lente passeggiate esperienziali nei fitti boschi, le lunghe serate gastronomiche che sanno di antiche ricette delle nonne, i rumorosi tornei popolari che fanno ritrovare il puro gusto dello stare insieme: tutto concorre a un unico, vitale e grande obiettivo, ovvero quello di non far morire lo spirito e l’identità della Sabina. E ora, mentre ci avviciniamo inesorabilmente alla fine di agosto, tutta l’attesa del paese è giustamente concentrata sul weekend di venerdì 21 e sabato 22, quando Piazza Vittorio Emanuele abbandonerà del tutto la sua proverbiale e silenziosa quiete per trasformarsi nel cuore pulsante di due notti destinate a rimanere indelebilmente scolpite nella memoria della comunità: il Paganico Sabino Summer Fest e la leggendaria, magica Notte delle Pantasime.

Venerdì 21 agosto: il rap d’autore fa vibrare le antiche pietre con il Summer Fest

La grandiosa festa paesana entrerà ufficialmente nel vivo venerdì 21 agosto, a partire dalle ore 20:00, con la sesta, acclamatissima edizione del Paganico Sabino Summer Fest. La genialità assoluta di questo primo evento sta nel contrasto meraviglioso tra l’austerità storica del borgo e la modernità prorompente della proposta musicale. La piazza principale, infatti, non ospiterà la classica orchestra di liscio, ma si aprirà coraggiosamente alle nuove generazioni, portando in scena alcuni tra i nomi più freschi, interessanti e seguiti della scena rap e cantautorale contemporanea. Sul grande palco, presentati dalla verve travolgente di Riccardo Zianna, si alterneranno artisti del calibro di Nùma, Bohris, Meschia, Peter White e Maninni. Sarà una serata in cui le rime urbane e le melodie moderne si fonderanno miracolosamente con l’atmosfera rurale, dimostrando che i nostri piccoli paesi non sono affatto musei polverosi del passato destinati a morire, ma palcoscenici vivissimi capaci di accogliere il futuro a braccia spalancate.

Il fuoco e la memoria: il fascino misterioso e ancestrale della Notte delle Pantasime

Ma l’anima vera, più antica e misteriosa di Paganico Sabino si risveglierà dal suo letargo il giorno successivo, sabato 22 agosto. È la celebre Notte delle Pantasime, un evento dal fascino ancestrale, capace di unire armoniosamente la festa moderna a uno dei riti folkloristici più identitari, affascinanti e sentiti dell’intera comunità sabina. La “pantasima” (che nel gergo dialettale richiama il fantasma o un grande fantoccio), nella profonda tradizione contadina del centro Italia, rappresenta spesso il capro espiatorio, l’inverno che muore per far spazio alla primavera, o la purificazione necessaria per propiziare un buon raccolto agricolo e allontanare le malattie e le negatività accumulate durante l’anno. Si tratta di un vero e proprio rito laico di purificazione collettiva, un momento sacro in cui le paure vengono letteralmente esorcizzate e bruciate nel fuoco della comunità, stringendo le persone in un unico, immenso abbraccio liberatorio attorno alle fiamme.

Sabato 22 agosto: tra grande musica dal vivo, fuochi d’artificio e il ballo purificatore

Il ricco programma di sabato sera si presenta come un vero e proprio crescendo rossiniano di emozioni irripetibili. Dalle ore 20:00 la piazza inizierà a scaldarsi i muscoli con le esibizioni live di Sartoria Musique e Golden Era Classics, preparando l’atmosfera per il grande rito collettivo. Alle 23:00, l’intera folla starà con il naso all’insù per ammirare il grandioso spettacolo pirotecnico che illuminerà a giorno il cielo stellato e purissimo della Sabina. Ma sarà solo il delizioso antipasto visivo. Alle 23:30 in punto, infatti, scoccherà l’ora fatidica: il momento solenne del tradizionale e gigantesco falò rituale. Il fuoco purificatore divorerà le vecchie paure di cartapesta e darà il via al celebre Ballo delle Pantasime, in cui la ritmica musicale, il calore delle fiamme e le danze popolari si mescoleranno in una coreografia spontanea e travolgente, capace di abbattere, nel buio della notte, ogni singola barriera sociale tra giovani e anziani, tra residenti storici e turisti di passaggio.

Un modello di promozione da difendere: quando investire nelle radici salva il territorio

Iniziative di questo enorme spessore culturale non nascono mai per puro caso. L’intera kermesse paganichese rientra con pieno e assoluto merito tra i progetti sostenuti dal “Fondo per le iniziative di promozione e valorizzazione del territorio regionale” (attivo da marzo ad agosto 2026) erogato della Regione Lazio. Si tratta di una conferma politica e sociale importantissima: le istituzioni, finalmente, hanno capito che la promozione turistica e culturale dei piccoli borghi arroccati della Sabina non è un inutile spreco di denaro pubblico, ma il miglior e più redditizio investimento possibile per salvare il futuro e l’anima del nostro Paese. Sostenere il coraggio di Paganico Sabino significa difendere a spada tratta un modello di vita sano, fatto di relazioni umane autentiche, di folklore incontaminato e di inestimabile bellezza paesaggistica. Chi non ha mai avuto la fortuna di esserci, farebbe bene a non perdersi questo fine settimana. Perché ci sono notti in Italia, come quelle magiche delle Pantasime, in cui il fuoco scoppiettante scalda molto più del semplice corpo: scalda l’anima, ricordandoci esattamente da quale terra meravigliosa veniamo.

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Oltre il profumo c’è il cuore: a Collelongo il miracolo della lavanda unisce l’intera Marsica. Un viaggio tra natura, inclusione e speranza

Il miracolo dei fiori che uniscono le persone: sabato 8 agosto a Collelongo va in scena la distillazione della lavanda! Un evento aperto a tutte le famiglie per riscoprire il profumo della natura, l’inclusione sociale e l’orgoglio del territorio marsicano. Impossibile mancare! 🌿 💜 🏔️

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Locandina Evento Collelongo

Collelongo (L’Aquila)“Il mondo non è una scatola da utilizzare, ma un giardino da curare e far fiorire attraverso le relazioni fra uomo e natura”. Proprio con queste profondissime e profetiche parole di Papa Francesco, si apre idealmente uno dei capitoli più belli, umani e suggestivi dell’intera estate abruzzese. In un mondo moderno che corre troppo veloce, spesso schiacciato dal cemento delle città e dall’alienazione tecnologica, c’è fortunatamente ancora chi decide con coraggio di fermarsi, di chinarsi dolcemente verso la terra e di ascoltare il respiro antico della montagna. Accadrà il prossimo sabato 8 agosto, a partire dalle ore 10:00, in uno degli angoli rurali più incantevoli della nostra regione: lo splendido Lavandeto di Collelongo. Qui, nel cuore verde e pulsante della Marsica, andrà solennemente in scena un evento dal valore umano inestimabile, capace di intrecciare in un unico abbraccio la tutela dell’ambiente, la solidarietà sociale, la cultura e la scienza: “La distillazione inclusiva e partecipativa della lavanda”. Non sarà, vi avvisiamo subito, una semplice gita fuori porta della domenica, ma un’autentica e commovente esperienza di guarigione per l’anima.

Un viaggio sensoriale tra tradizioni contadine e la magia dell’innovazione scientifica

L’appuntamento di sabato è stato amorevolmente e sapientemente concepito dagli organizzatori per offrire a tutti i partecipanti — dai bambini meravigliati fino ai nonni — un’immersione totale, fisica e coinvolgente nel ciclo miracoloso della natura. Chi arriverà al Lavandeto, respirando a pieni polmoni l’aria frizzante, avrà il rarissimo privilegio di poter seguire con i propri occhi e con le proprie mani l’intero percorso vitale della pianta: dal momento quasi sacro e antico della raccolta manuale dei delicati fiori violacei, fino all’ottenimento finale di un raffinato e purissimo olio essenziale. E proprio in questa fase, l’antica tradizione agricola si fonderà meravigliosamente con il futuro: il processo di estrazione avverrà attraverso l’innovativa tecnica della “distillazione in corrente di vapore sottovuoto”. Questa tecnologia d’avanguardia, che affascinerà enormemente sia i grandi che i piccini, è l’unica oggi capace di estrarre dolcemente l’anima segreta della pianta, preservandone integralmente e senza inutili traumi le più nobili e benefiche caratteristiche aromatiche e le preziose proprietà fitoterapiche. Sarà un trionfo inebriante di profumi autentici, un massaggio olfattivo che riporterà i presenti alla bellezza delle cose semplici e vere di un tempo.

Il cuore pulsante del progetto: l’inclusione sociale e la rete umana di “Percorsi Solidali”

Ma il vero capolavoro di questa giornata non è solo esclusivamente agricolo o botanico, è soprattutto profondamente umano. L’iniziativa nasce dal cuore grande e dalla convinta volontà dell’Associazione “Percorsi Solidali” A.P.S. di Collelongo, sapientemente e instancabilmente guidata dal Professor Sandro Valletta. Un’associazione che da anni combatte in trincea, in prima linea, per promuovere attività orientate all’inclusione sociale, per far sì che assolutamente nessuno, nei nostri splendidi borghi montani, venga mai lasciato indietro o si senta inutile. L’evento rappresenta la luminosa vittoria di una straordinaria rete umana, arricchita dal contributo vitale di partner appassionati del calibro di Romeo Abruzzo e Carmine Venettacci per Collelongo, Roberta Falcioni per Pereto e Simone Giffi per Massa d’Albe. Insieme hanno dimostrato nei fatti che la parola “solidarietà” non è un concetto vuoto da sbandierare, ma un edificio che si costruisce sul campo, sudando insieme. Non a caso, questa preziosa giornata fa parte del più ampio e meritorio progetto “Marsica per Tutti”, orgogliosamente finanziato dalla Regione Abruzzo (grazie al Fondo Sociale Regionale) con un robusto investimento di 312.000 euro, destinato proprio a sostenere concretamente programmi speciali di innovazione e interventi inclusivi di altissimo interesse per la collettività.

Mani sporche di terra e laboratori a cielo aperto: un’esperienza indimenticabile per le famiglie

Il ricchissimo cartellone delle attività previste per l’8 agosto è un vero e proprio inno alla gioia e alla condivisione comunitaria. Non ci saranno spettatori passivi seduti a guardare, ma solo attori protagonisti assoluti. Attraverso il dolcissimo e coinvolgente workshop “Adotta un fiore”, ogni partecipante stringerà un patto simbolico ed eterno con la natura. Seguirà la fondamentale fase di “distillazione partecipativa”, in cui ogni singola persona (comprese le persone con fragilità) potrà contribuire concretamente, con le proprie mani, alla magica realizzazione dell’olio essenziale. L’immenso prato si trasformerà in una gigantesca aula didattica all’aria aperta, immersa nella straordinaria e fragile biodiversità marsicana. Ci saranno dimostrazioni pratiche sulle tecniche corrette di raccolta, profondi momenti di condivisione botanica sulle caratteristiche cosmetiche degli oli, ma soprattutto ci saranno sorrisi sinceri e il piacere quasi dimenticato di sporcarsi le mani di terra per imparare qualcosa di nuovo. Sarà un potente e formidabile antidoto contro l’isolamento e la dipendenza dai cellulari che affligge le nostre giovani generazioni.

Custodi fieri della bellezza: la maestosa cornice delle montagne del Parco Nazionale

Tutto questo, è bene ricordarlo, non avverrà affatto all’interno di un anonimo e grigio capannone industriale, ma all’interno di un tempio naturale a cielo aperto e senza pareti. Il magnifico Lavandeto di Collelongo è infatti dolcemente impreziosito e protetto dall’imponente, silenziosa e maestosa cornice delle montagne del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Uno scenario di rara suggestione e potenza visiva, dove le infinite sfumature violacee dei filari di lavanda accarezzati dal sole, i profumi intensi delle erbe officinali mosse dal vento, il silenzio curativo della natura incontaminata e la prepotente bellezza del paesaggio rurale andranno a comporre una vertiginosa sinfonia di emozioni. Un quadro vivente e pulsante che lascerà un ricordo semplicemente indelebile nel cuore di chi avrà la fortuna di esserci.

Un invito aperto per ritrovarsi: trasformare un fiore in un solido seme di speranza

L’intera manifestazione rappresenta, in definitiva, una luminosa, orgogliosa e disperata dichiarazione d’amore per l’identità culturale della nostra amata Marsica. L’invito a partecipare è aperto calorosamente a chiunque — famiglie, turisti, giovani e anziani — desideri trascorrere una giornata diversa dal solito, lontana anni luce dallo stress cittadino. Una giornata indimenticabile all’insegna della conoscenza pura, della condivisione umana e della necessaria valorizzazione delle nostre inimitabili eccellenze montane. Sabato mattina, trasformando un semplice, piccolo fiore di lavanda in una preziosa essenza profumata capace di curare il corpo, l’intera comunità di Collelongo ci insegnerà la lezione di vita forse più grande di tutte: solo cooperando fianco a fianco e prendendoci cura gli uni degli altri potremo distillare la vera speranza per il futuro del nostro territorio.

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Piana del Cavaliere

Il miracolo della Piana del Cavaliere: il Festival compie 10 anni e trasforma la grande musica in un abbraccio tra le anime

Molto più di un semplice evento musicale: il Festival della Piana del Cavaliere compie 10 anni e trasforma il teatro in un ponte per curare le anime! Da Beethoven a Pippi Calzelunghe, un programma straordinario all’insegna della “Prossimità” e del calore umano. Scopri le date! 🎻 🎶 ❤️

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Festival della Piana del Cavaliere

Redazione – Viviamo in un’epoca storica profondamente paradossale, in cui la moderna tecnologia ci illude di essere iper-connessi con il mondo intero 24 ore su 24, eppure ci sentiamo spesso drammaticamente soli, distanti, incompresi e isolati dietro i freddi e silenziosi schermi dei nostri smartphone. In questa società liquida, che corre troppo veloce senza mai trovare il tempo per guardarsi sinceramente negli occhi, la vera e propria rivoluzione non è più quella tecnologica o finanziaria, ma quella umana. E questa meravigliosa, dirompente e pacifica rivoluzione andrà solennemente in scena dal 29 agosto al 13 settembre 2026 nello storico e suggestivo Teatro Mancinelli, grazie alla decima, attesissima edizione del Festival della Piana del Cavaliere. Non si tratta assolutamente di un semplice e noioso calendario di concerti estivi da scorrere distrattamente, ma di un traguardo storico che racconta dieci lunghissimi anni di passione inestinguibile, di immensi sacrifici organizzativi e di un impegno totale nella valorizzazione della cultura dal basso. Dieci anni trascorsi a dimostrare, sul campo, che la musica d’autore non è un freddo prodotto commerciale da consumare in cuffia, ma il linguaggio umano universale per eccellenza, l’unico vero ponte emotivo capace di abbattere le distanze sociali e curare magicamente le ferite dell’anima.

Il significato filosofico e profondo della “Prossimità”: quando il teatro diventa casa

Il cuore pulsante, tematico e concettuale di questa decima edizione è racchiuso interamente in una parola magica, evocativa e antichissima: “Prossimità”. Come spiegano in modo brillante e toccante gli stessi organizzatori del Festival, «essere prossimi significa non essere così vicini da risultare sovrapposti e non così lontani da essere perennemente distanti. Significa, in sostanza, essere individui che tendono dolcemente gli uni verso gli altri, nella totale consapevolezza e nel puro interesse per l’identità del prossimo a cui ci stiamo avvicinando». È una meravigliosa dichiarazione d’amore verso l’umanità ferita dei nostri giorni. Sotto questa luce calda e accogliente, il Teatro Mancinelli smette di colpo di essere un semplice, asettico palcoscenico per intellettuali e si trasforma in un laboratorio vitale di esperienze empatiche, dove il rigido confine tra chi suona lo strumento e chi ascolta seduto in platea si dissolve dolcemente nel buio. Il ricchissimo cartellone proposto per l’edizione 2026 attraversa come un fiume in piena l’intera storia dell’anima europea: dal repertorio operistico a quello sinfonico e cameristico, affiancando sapientemente il teatro musicale, la grande letteratura e momenti inestimabili di alta formazione per i giovani talenti.

L’emozione pura dell’apertura: Beethoven in veste intima e la magia infantile di Pippi Calzelunghe

L’attesa inaugurazione del prestigioso Festival, fissata per il pomeriggio del 29 agosto, è stata pensata intelligentemente per abbracciare letteralmente tutte le generazioni. Nel primo pomeriggio, le pesanti porte del teatro si spalancheranno con gioia per accogliere le risate cristalline dei bambini e la tenerezza delle giovani famiglie con lo spettacolo “Pippi Calzelunghe”, brillantemente prodotto da La Corelli. Una scelta registica fortemente voluta per ricordare a tutti che la grande cultura non è e non deve mai essere un salotto elitario e chiuso per pochi intenditori, ma un coloratissimo parco giochi per l’anima che ha il dovere morale di incantare e formare fin dalla più tenera età. In serata, invece, andrà in scena un capolavoro assoluto e titanico che farà vibrare i cuori dei puristi della classica: l’immortale Sinfonia n. 6 di Ludwig van Beethoven (la celebre Pastorale), proposta però in una rarissima, preziosa e storica versione per sestetto d’archi. Affidata alle sapienti e fatate mani del gruppo da camera dell’Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani, la celebre opera abbandonerà per una notte la sua tradizionale maestosità sinfonica per restituire all’ascoltatore un Beethoven intimo, viscerale, delicatissimo e di straordinaria intensità emotiva.

Il trionfo assoluto del Belcanto, la profondità di Mahler e l’eterno omaggio al genio di Puccini

La calda voce umana, ovvero il più antico e perfetto di tutti gli strumenti musicali, sarà il filo d’oro prezioso che legherà molte delle notti stellate del Festival. Il 30 agosto, la magia scenderà in sala con l’evento “Una notte di Belcanto – Rossini, Verdi e…”. Si tratterà di un viaggio appassionato e travolgente tra i giganti assoluti dell’opera italiana, guidato magistralmente dal soprano Elisa Balbo, dolcemente accompagnata dall’arpa sognante di Antonella De Franco, dal pianoforte impeccabile di Davide Cavalli e dalla suadente voce narrante di Sandro Cappelletto. La commozione sincera è assicurata anche per la suggestiva serata del 3 settembre, quando il pluripremiato Ensemble InCanto diretto da Fabio Maestri accompagnerà il mezzosoprano Marina Comparato in un programma struggente che accosterà l’intimismo di Gustav Mahler al genio musicale di Alban Berg. E per i grandi amanti del melodramma italiano, l’11 settembre sarà una data da cerchiare in rosso fuoco sul calendario: un imponente Galà lirico interamente ispirato alle struggenti note de La Bohème di Giacomo Puccini, realizzato in preziosa collaborazione istituzionale con il blasonato Teatro Carlo Felice di Genova.

Dalle profonde parole di Calvino all’energia travolgente del grande concerto sinfonico

La “prossimità”, come abbiamo detto, è anche sinonimo di continuo dialogo costruttivo tra arti diverse. Il 12 settembre, infatti, la musica lascerà per un attimo il passo al peso specifico e alla profondità della parola scritta con le “Lezioni Americane”, un’affascinante e imperdibile conferenza letteraria dedicata alle figure di Italo Calvino e Luciano Berio. Ma la stessa identica sera, il teatro tornerà letteralmente a tremare e a vibrare sotto i colpi dell’energia pura, grazie al Gran Concerto Sinfonico dell’Orchestra Filarmonica Umbra Vittorio Calamani. Sotto la direzione magistrale del maestro Nicola Paszkowski e con le mani sapienti di Luigi Carroccia al pianoforte, il pubblico in sala sarà travolto dalle potenti ondate emotive del Concerto in la minore op. 54 di Robert Schumann e dall’inarrestabile, furiosa vitalità della Sinfonia n. 7 di Beethoven. Sarà, di fatto, il preludio perfetto alla grande e commossa chiusura generale del 13 settembre, affidata alle eleganti, raffinate e originalissime sonorità del Georgian Quartet, capace di unire abilmente la storica tradizione europea ai fascini musicali e misteriosi delle antiche terre del Caucaso.

Non solo uno spettacolo formale: una vera scuola di vita e una luminosa comunità dell’ascolto

Ma l’immenso e lodevole lavoro del Festival della Piana del Cavaliere non vive fortunatamente di soli applausi a sipario calato. La sua vera, silenziosa ma dirompente grandezza risiede nella sua profonda anima pedagogica e formativa, portata avanti con estrema cocciutaggine in questi dieci anni attraverso masterclass di altissimo perfezionamento. I grandi maestri, infatti, scendono dal piedistallo dorato della loro fama per incontrare faccia a faccia i giovanissimi allievi e il pubblico, trasmettendo i segreti intimi della creatività musicale e rafforzando quel sentimento di reale “vicinanza” che dà linfa vitale all’intera manifestazione. Con il compimento di questo decimo, storico compleanno, il Festival si consacra in modo definitivo come un potentissimo faro di speranza nel buio panorama culturale italiano: un luogo benedetto dove si entra dalla porta principale come singoli individui distratti, chiusi in sé stessi e spaventati dalla vita, e da cui si esce rigenerati, facenti orgogliosamente parte di una grande, bellissima e solidale “comunità dell’ascolto”. Perché l’arte e la musica classica, prima ancora di essere un godibile spettacolo borghese, rappresentano storicamente il modo più bello, elegante e profondo che abbiamo a disposizione per prenderci spiritualmente cura l’uno dell’altro.

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