Ambiente
RESPIRARE IL FUTURO: IL PARCO SIRENTE VELINO DIVENTA IL CUORE PULSANTE DEL TURISMO LENTO IN ITALIA
Redazione- A meno di cento chilometri dal caos di Roma, esiste un polmone verde dove il tempo sembra aver trovato un nuovo ritmo. Non è solo una questione di paesaggi, ma di visione: il Parco Naturale Regionale Sirente Velino, in Abruzzo, si sta ufficialmente candidando a diventare il laboratorio d’avanguardia per il rilancio delle aree interne italiane. Con 54.000 ettari di natura protetta e 22 borghi storici, l’ente ha scelto di non inseguire i modelli turistici di massa, ma di ridisegnare l’esperienza del viaggio attorno a due pilastri: la purezza dell’aria e la mobilità dolce.
Il primato dell’aria: un’eccellenza europea
Nel 2024, il Parco ha raggiunto un traguardo storico: è il primo ente in Europa a essere riconosciuto come “Parco Europeo dei Borghi del Respiro”. Non è un titolo onorifico, ma una certificazione di qualità ambientale che si sposa con l’adesione alla CETS (Carta Europea del Turismo Sostenibile). Qui, la qualità della vita delle comunità locali diventa il prodotto turistico stesso.
“Il Parco Sirente Velino non ha bisogno di imitare nessuno,” spiega con orgoglio il Presidente dell’ente, Francesco D’Amore. “Custodiamo una biodiversità che poche destinazioni al mondo possono vantare. Il nostro impegno è trasformare questa identità in un vantaggio competitivo reale, raccontandoci a chi è pronto ad ascoltare senza snaturare i nostri ritmi.”
La partnership con Visit Italy: raccontare l’autenticità
Per far emergere questo racconto, il Parco ha stretto una collaborazione strategica con Visit Italy, la piattaforma leader nella promozione dell’Italia nel mondo. L’obiettivo è chiaro: posizionare il Sirente Velino come meta internazionale per il turismo consapevole.
Ruben Santopietro, CEO di Visit Italy, sottolinea il valore della sfida: “Territori come questo rappresentano il futuro del turismo italiano. Offrono un’altra idea di viaggio, legata alla qualità della vita. Il nostro compito è inserire questa meraviglia nell’immaginario dell’Italia contemporanea.” Una visione condivisa da una rete di 23 operatori turistici locali certificati, che lavorano in sinergia per offrire servizi d’eccellenza nel rispetto dell’ecosistema.
Tre anime, un unico territorio
Il Parco non è un blocco monolitico, ma un mosaico di tre aree distinte:
- L’Area Marsicana: un tuffo nella storia con le rovine romane di Alba Fucens e l’imponente Castello Piccolomini di Celano.
- L’Altopiano delle Rocche: il regno del camoscio appenninico e del lupo, dove faggete d’alta quota circondano il suggestivo Lago del Sirente.
- La Valle Subequana: simbolo di resilienza, dove borghi rinati dopo il sisma accolgono i visitatori presso le spettacolari Grotte di Stiffe.
In questo scenario, la fauna selvatica — dall’orso bruno marsicano all’aquila reale — non è solo una presenza da proteggere, ma parte integrante di un paesaggio “abitato” dove uomo e natura convivono in equilibrio.
300 km di libertà su due ruote
La vera rivoluzione riguarda il modo di muoversi. Il Parco ha scelto di non costruire nuove colate di asfalto, ma di riqualificare l’esistente. Sono nati così oltre 300 km di ciclovie ricavate da vecchie strade bianche e sentieri montani, che si integrano perfettamente nel paesaggio. A questi si aggiunge una rete sentieristica di oltre 460 km, con percorsi inclusivi progettati anche per non vedenti o persone con mobilità ridotta.
Per chi ama il cammino lento, il Parco è attraversato da tre rotte storiche: il Cammino di San Francesco, quello di San Tommaso e il suggestivo Grande Cammino di Celestino (90 km in quattro tappe).
Infine, il Sirente Velino guarda al futuro con il medical tourism: i “percorsi balsamici” sfruttano le proprietà terapeutiche dell’aria delle faggete per esperienze di benessere profondo. È la dimostrazione che proteggere l’ambiente non è solo un dovere etico, ma la chiave per creare un’economia turistica moderna, sana e profondamente umana.
Ambiente
METAPONTO AL VERTICE DEL MARE IONICO: LE 5 BANDIERE BLU 2026 SPINGONO LA BASILICATA VERSO UN TURISMO SOSTENIBILE E PIÙ LAVORO
Redazione- La Basilicata ha nuovamente confermato il suo eccellente impegno per l’ambiente e l’accoglienza, aggiudicandosi per il 2026 tutte le cinque Bandiere Blu attribuite dalla Foundation for Environmental Education (FEE). Il risultato, proclamato dal segretario provinciale dell’Unione dei Lavoratori (UGL) di Matera, Pino Giordano, rappresenta non solo un prestigioso riconoscimento di qualità ambientale, ma anche una leva strategica per rilanciare l’economia e l’occupazione nella fascia ionica materana.
Il Metapontino tra le stelle del turismo italiano
“Il territorio ionico materano continua a essere protagonista assoluto”, ha dichiarato Giordano commentando l’assegnazione delle bandiere ai Comuni di Bernalda‑Metaponto, Marina di Pisticci, Policoro e Nova Siri, così come al nuovo approdo turistico di Marina di Policoro. “Il Metapontino oggi rappresenta una delle realtà turistiche più importanti del Sud Italia e una vera eccellenza del Mar Ionio”.
Questa affermazione è sostenuta da fatti concreti: tutti i cinque poli costieri hanno superato i rigorosi criteri della FEE, che includono qualità dell’acqua, gestione dei rifiuti, sicurezza balneare, servizi informativi e accessibilità. Il risultato testimonia un percorso di investimenti costanti in infrastrutture, pulizia delle spiagge e tutela dell’ecosistema marino.
Un riconoscimento che diventa opportunità occupazionale
Per Giordano, la Bandiera Blu non è soltanto un trofeo verde, ma “una concreta opportunità di crescita economica e occupazionale”. Dietro il riconoscimento c’è, infatti, il lavoro quotidiano di amministrazioni comunali, operatori turistici, stagisti, imprese balneari, strutture ricettive, attività commerciali, pescatori e cittadini. “Questa rete di attori ha reso possibile mantenere elevati standard qualitativi; la Bandiera Blu certifica non solo la bellezza del mare, ma anche la capacità organizzativa e imprenditoriale di un territorio che vuole continuare a crescere”.
Un sistema territoriale integrato
Giordano sottolinea come i quattro comuni premiati costituiscano “un sistema territoriale integrato”, capace di offrire non solo turismo balneare, ma anche cultura, enogastronomia, ambiente e servizi. La zona ionica materana vanta infatti “mare pulito, strutture turistiche moderne, tradizioni culturali, produzioni agricole di qualità e una straordinaria capacità di accoglienza”. Questa sinergia è vista come la “vera forza del Metapontino”, capace di trasformarsi in locomotiva economica per l’intera Basilicata.
Dalla celebrazione all’azione: la strategia per il futuro
“Non possiamo limitarci a celebrare il riconoscimento”, avverte Giordano, “ma dobbiamo sfruttarlo come leva per attrarre investimenti, rafforzare il turismo e creare nuove opportunità di lavoro stabile”. Il segretario dell’UGL invoca una serie di interventi strutturali:
- Infrastrutture moderne – potenziamento di porti, aree parcheggio e strutture ricettive.
- Collegamenti efficienti – potenziamento della rete ferroviaria e stradale per facilitare l’accesso dalla capitale regionale e dalle grandi città del Sud.
- Promozione internazionale – campagne di marketing mirate su mercati europei e mediorientali, sfruttando la certificazione della FEE come marchio di qualità.
- Sostegno a imprese e lavoratori – incentivi fiscali, fondi per la transizione verde e percorsi formativi per il personale del settore turistico.
Una risposta al fenomeno dello spopolamento giovanile
Il segretario dell’UGL collega il potenziale turistico alla crisi demografica della regione. “Troppi giovani continuano ad abbandonare la Basilicata”, osserva, “mentre il nostro territorio avrebbe tutte le potenzialità per garantire occupazione e prospettive di futuro”. Le Bandiere Blu, secondo Giordano, dimostrano che il Metapontino dispone di credibilità e attrattività internazionale. La sfida ora è tradurre questa credibilità in “condizioni affinché questo patrimonio produca benessere diffuso, crescita economica e nuove professionalità”.
Impatto sulla vita quotidiana dei residenti
Giordano ricorda che i criteri della FEE non valutano solo l’ambiente marino, ma anche aspetti strettamente legati alla qualità della vita: depurazione efficiente, raccolta differenziata, sicurezza delle spiagge, aree verdi, piste ciclabili, accessibilità e servizi turistici. “Tutti questi elementi migliorano la vita dei residenti e rafforzano l’immagine del territorio verso i visitatori. La Bandiera Blu è dunque anche un riconoscimento sociale e civile”, conclude.
Richiesta di una visione strategica più ampia
Concludendo, Giordano lancia un appello alle istituzioni regionali e nazionali: “Occorre una visione strategica che parta da Matera e coinvolga tutto il Metapontino, valorizzando Bernalda‑Metaponto, Marina di Pisticci, Policoro e Nova Siri come un unico grande polo turistico del Mar Ionio”. L’UGL chiede investimenti mirati in mobilità, sicurezza, formazione professionale e sostegno alle imprese, convinta che “quando cresce il turismo cresce anche il lavoro, aumentano le opportunità per le famiglie e migliora il benessere sociale”.
Le cinque Bandiere Blu 2026, dunque, non sono solo un simbolo di mare cristallino e spiagge pulite: sono il trampolino di lancio per un futuro più prospero, più occupato e più sostenibile per il Metapontino e per tutta la Basilicata.
Ambiente
RESPIRO D’EUROPA: IL PARCO SIRENTE VELINO DIVENTA IL NUOVO LABORATORIO DEL TURISMO LENTO TRA VETTE, BORGHI E ARIA PURA
Redazione- A meno di cento chilometri dal caos frenetico di Roma esiste un luogo dove l’aria ha un profumo diverso e il tempo sembra aver ritrovato il suo battito naturale. È il Parco Naturale Regionale Sirente Velino, un cuore verde di 54.000 ettari che si sta candidando ufficialmente a diventare il laboratorio più avanzato d’Italia per il rilancio delle aree interne. Non si tratta solo di conservazione, ma di una vera e propria rivoluzione culturale che mette al centro la Green Community e la mobilità dolce.
Il primato dell’aria e la forza della rete
Il 2024 ha segnato un punto di svolta: il Sirente Velino è il primo ente in Europa a fregiarsi del titolo di Parco Europeo dei Borghi del Respiro. Un riconoscimento che non è solo simbolico, ma certifica una qualità ambientale superiore, ideale per chi cerca rifugio dall’inquinamento urbano.
A questo primato si aggiunge l’adesione alla CETS (Carta Europea del Turismo Sostenibile), un impegno concreto che vede l’Ente Parco collaborare con 23 operatori turistici locali certificati. Qui il turismo non è subìto, ma governato: hotel, rifugi e guide lavorano insieme per offrire un’esperienza che rispetti l’ecosistema, rendendo il parco un pilastro dell’economia abruzzese. Secondo l’ISPRA, infatti, le aree protette ospitano oltre un quarto dei posti letto nazionali, confermandosi motori di sviluppo per l’intero Paese.
Un racconto globale con Visit Italy
Per raccontare questa identità unica, il Parco ha scelto di collaborare con Visit Italy, la piattaforma punto di riferimento per il turismo internazionale in Italia. “Per troppo tempo abbiamo pensato che le aree interne dovessero rincorrere i modelli delle grandi città d’arte”, spiega Ruben Santopietro, CEO di Visit Italy. “Territori come il Sirente Velino propongono un’altra idea di viaggio: consapevole, lenta e legata alla qualità della vita. Il nostro compito è inserire questo valore nell’immaginario dell’Italia contemporanea”.
Una visione condivisa pienamente dal Presidente del Parco, Francesco D’Amore: “Non abbiamo bisogno di imitare nessuno. Custodiamo una biodiversità e un patrimonio culturale millenario che poche destinazioni al mondo possono vantare. La nostra sfida è far diventare tutto questo un vantaggio competitivo reale, senza snaturare i ritmi dei nostri borghi”.
Tre anime, un unico territorio
Il Parco non è una riserva recintata, ma un paesaggio abitato diviso in tre aree iconiche:
- L’Area Marsicana: un tuffo nella storia con le rovine romane di Alba Fucens e l’imponente Castello Piccolomini di Celano.
- L’Altopiano delle Rocche: il regno del camoscio appenninico e del silenzio, dove si specchia il Lago del Sirente tra faggete d’alta quota.
- La Valle Subequana: un esempio di resilienza post-sisma, dove borghi medievali e meraviglie naturali come le Grotte di Stiffe accolgono i visitatori con una nuova consapevolezza.
In questo scenario, la fauna selvatica — dall’orso bruno marsicano all’aquila reale — convive armoniosamente con l’uomo, in un equilibrio che è il vero tesoro della regione.
300 km di libertà su due ruote
La vera rivoluzione corre però lungo i sentieri. Il Parco ha scelto di non costruire nuove colate di asfalto, ma di riqualificare l’esistente: sono nati così 300 km di ciclovie integrate nel paesaggio e una rete sentieristica che supera i 460 km.
L’offerta è inclusiva: dai percorsi accessibili per i non vedenti nell’area di Ovindoli ai grandi cammini storici. Il Grande Cammino di Celestino (90 km in quattro tappe), il Cammino di San Francesco e quello di San Tommaso attraversano il territorio offrendo un’esperienza spirituale e fisica senza pari. E per chi cerca il benessere profondo, il Parco punta sul medical tourism: i percorsi balsamici sfruttano le proprietà curative delle faggete, trasformando una semplice passeggiata in una terapia naturale per il corpo e la mente.
Il Parco Sirente Velino non è più solo una meta per escursionisti, ma un modello di futuro: un luogo dove la protezione della natura diventa la chiave per una vita più ricca, autentica e, finalmente, lenta.
Ambiente
ABRUZZO – LA REGIONE MANTIENE LE 16 BANDIERE BLU
Redazione- L’Abruzzo nel 2026 conferma la sua eccellenza ambientale con 16 Bandiere Blu, posizionandosi tra le regioni leader in Italia. Il riconoscimento premia la qualità delle acque, i servizi e la sostenibilità, coinvolgendo località costiere rinomate dal teramano al chietino, oltre a due località lacustri.Ecco le località premiate con la Bandiera Blu 2026 in Abruzzo:
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- Martinsicuro
- Alba Adriatica
- Tortoreto
- Giulianova
- Roseto degli Abruzzi
- Pineto (Area Marina Protetta Torre del Cerrano)
- Silvi
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- Pescara (città)
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- Francavilla al Mare
- Ortona (Ripari di Giobbe, Spiaggia dei Saraceni)
- San Vito Chietino
- Rocca San Giovanni
- Fossacesia (Fossacesia Marina)
- Torino di Sangro (Spiaggia Costa Verde, Lido Le Morge)
- Vasto (Punta Penna, Vignola/San Nicola, Vasto Marina, San Tommaso)
- San Salvo (San Salvo Marina)
- Villalago (Lago di Scanno)
- Scanno (Lago di Scanno)
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