Spettacolo
SULMONA (L’AQUILA) – ENZO AVITABILE IN CONCERTO DOMENICA 29 MARZO 2026
DOMENICA 29 MARZO 2026, ORE 18, TEATRO COMUNALE
Tel. 389 9737620
Redazione- La grande musica d’autore approda a Sulmona (L’Aquila) con uno degli artisti più intensi e innovativi della scena italiana. Enzo Avitabile, maestro della contaminazione musicale e figura simbolo del cosiddetto “Neapolitan Power”, sarà protagonista domenica 29 marzo, alle ore 18, al Teatro comunale “Maria Caniglia” con lo spettacolo “Napoletana”. L’appuntamento è promosso dall’Associazione Culturale Musicale Nomadi Fans Club “Un Giorno Insieme”, con il patrocinio del comune di Sulmona, nell’ambito del programma di “Una colonna sonora per la vita” (per biglietti e prevendite: 389.9737620 / vbisestile@gmail.com – biglietti acquistabili anche con Carta del Docente e Bonus cultura). Nello stesso giorno è prevista l’estrazione della lotteria di beneficenza. Obiettivo del progetto è quello di sostenere la sanità del centro Abruzzo. Fino a oggi l’associazione, attraverso i concerti promossi e con il sostegno dei tanti spettatori, è riuscita ad acquistare attrezzature per gli ospedali di Sulmona, Popoli e Castel di Sangro.
Con il suo progetto musicale dedicato alla tradizione partenopea, Enzo Avitabile porta sul palco uno spettacolo che fonde radici popolari, spiritualità e sonorità contemporanee. Non si tratta soltanto di un concerto, ma di un racconto musicale che attraversa la storia e l’anima di Napoli, tra passato e presente, tra memoria e innovazione.
Il titolo “Napoletana”, letto all’ombra del Vesuvio e associato alla grande tradizione musicale partenopea, richiama inevitabilmente alla memoria la storica antologia dei classici napoletani incisa da Roberto Murolo. Per Enzo Avitabile, tuttavia, quel titolo rappresenta qualcosa di diverso: quasi uno sfogo, una confessione artistica. Avitabile, che da sempre canta e suona in lingua napoletana, che è stato tra i protagonisti e fondatori del cosiddetto Neapolitan Power e che ha attraversato tutte le stagioni della nuova canzone partenopea, sembra voler dire proprio questo: “Napoletana” è il suo debutto. Un debutto nella forma più classica e definita della canzone napoletana, quella storica, con una propria identità forte e riconoscibile. Una forma musicale che, pur essendo vicina al suo percorso artistico, resta allo stesso tempo distante dalla world music partenopea che l’artista ha frequentato negli ultimi anni, così come dal soul e dal funky delle sue stagioni musicali precedenti.
Il risultato è un progetto acustico sorprendente e coraggioso: tradizionale e innovativo allo stesso tempo, essenziale e profondamente espressivo. Pochi strumenti accompagnano la voce di Avitabile, tra cui l’arpina, uno strumento ideato appositamente per questo lavoro. Il canto diventa libero, intenso, spirituale ma anche provocatorio: una religiosità che nasce prima di tutto dal sentimento popolare, più che dalle strutture della religione organizzata. Una sorta di preghiera laica che cerca di incontrare le persone e di ritrovare emozioni smarrite, tra una risata improvvisa e lo sguardo verso una luna nuova che non è più quella evocata dal poeta Salvatore Di Giacomo, ma che non vuole nemmeno diventare quella omologata e globale dei reality show e della musica patinata. In questo percorso musicale, brani come “Ca nu mancasse maje ‘o sole” affondano le radici nel canto primitivo di “Jesce sole”, fino ad arrivare alle profondità emotive di “Carmela”, dentro il cuore di una città descritta come “rosa, preta e stella”: bella e profumata, ma anche dura, spinosa e brillante, forse persino irraggiungibile. “Stu vico niro nun fernesce mai”, canta Avitabile con le parole del poeta Salvatore Palomba, scritte per la voce di Sergio Bruni. In queste interpretazioni l’artista scopre una nuova profondità espressiva, mettendosi per la prima volta al servizio pieno della tradizione e diventando interprete di un canto che è insieme memoria ed esorcismo.
“Ha da passà ‘a nuttata”, ricordava Eduardo De Filippo; Avitabile rilancia con “Amaro nunn’ess’ a essere maje”, accompagnando il canto con un sassofono trasformato quasi in strumento etnico. Accanto a lui, la chitarra di Umberto Leonardo costruisce arpeggi che sostengono e contrastano il ritmo ipnotico dell’arpina, realizzata per questo progetto in scala minore e memore di antiche sonorità mediterranee, dal tetracordo greco ai canti del lavoro e della fatica quotidiana di Napoli, città in cui Avitabile è nato e ha sempre vissuto senza mai abbandonarla.
“Napoletana” diventa così il disco della maturità e del coraggio artistico, un nuovo esordio dopo molte altre tappe della sua carriera: quella sinfonica, l’esperienza didattica e quella di autore impegnato nello studio delle tradizioni popolari e delle radici culturali della musica napoletana. Radici che emergono chiaramente nei richiami alla grande tradizione di Sergio Bruni, ma anche nel “Lamento dei mendicanti”, omaggio al cantastorie Matteo Salvatore, che della vita e delle sue difficoltà aveva fatto racconto e musica. Sul palco con Enzo Avitabile (voce, arpina, sax sopranino), ci saranno Gianluigi Di Fenza (chitarra), Carlo Avitabile (tamburi) e Marco Pescosolido (violoncello).
Spettacolo
Nuova musica dal mar adriatico: la band croata “Trio Gušt” conquista le radio con il brano in italiano “Tempi Passati”
🎵 La band croata Trio Gušt conquista le radio con il brano in italiano “Tempi passati”, un inno nostalgico alla vita mediterranea che sta scalando le classifiche estere. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Musica #Croazia #Mediterraneo #Radio
Roma – Il panorama sonoro del mar Adriatico si arricchisce di un ponte culturale inatteso che unisce la penisola italiana alla vicina sponda balcanica. Una ventata di allegria dal sapore nostalgico sta scalando le classifiche radiofoniche non solo nei Balcani, ma anche oltreoceano. La tarantella moderna e le sonorità che richiamano la tradizione del Bel Paese sono sbarcate con prepotenza nelle stazioni radio della Croazia, conquistando il pubblico e gli addetti ai lavori. Tuttavia, la particolarità che rende questa notizia di grande interesse mediatico risiede nella provenienza degli artisti: a firmare il successo non è un gruppo italiano, bensì la celebre band croata Trio Gušt, che ha scelto di incidere un singolo interamente nella nostra lingua per celebrare le radici comuni che legano le due nazioni bagnate dalle stesse acque.
La nascita del progetto tra sponde adriatiche e tradizioni condivise
Il brano che sta facendo ballare e riflettere gli ascoltatori si intitola Tempi passati e rappresenta un omaggio dichiarato a un’epoca in cui la vita scorreva più lentamente, scandita dai ritmi della natura e dei rapporti di vicinato. La vicinanza geografica tra Italia e Croazia ha giocato un ruolo fondamentale nella genesi di questo progetto artistico. La sponda orientale e quella occidentale dell’Adriatico condividono da secoli non solo rotte commerciali, ma anche una sensibilità artistica e un comune patrimonio culturale.
A spiegare le motivazioni che hanno spinto la formazione a cimentarsi con la lingua italiana è il frontman del gruppo. Zelimir Dundić, cantante e volto noto della formazione Trio Gušt, ha voluto sottolineare il legame profondo che unisce i due popoli. “L’Italia ci è vicina, proprio dall’altra parte del mare, quindi siamo molto vicini anche per quanto riguarda i gusti musicali. È tutta una questione di Mediterraneo”, ha dichiarato l’artista, evidenziando come la musica resti il veicolo più potente per abbattere ogni barriera territoriale. L’obiettivo dichiarato era ricreare le atmosfere tipiche delle estati passate, dei piccoli porti di marittimi e dei borghi costieri dove la comunità si raccoglieva nelle piazze al calar del sole.
Dalle frequenze croate agli Stati Uniti: il successo globale di tempi passati
La risposta del pubblico e dei programmatori radiofonici non si è fatta attendere. Il brano Tempi passati è entrato stabilmente nella rotazione delle principali emittenti radiofoniche della Croazia, riscuotendo consensi trasversali. La freschezza dell’arrangiamento, unita alla sincerità del messaggio, ha varcato rapidamente i confini nazionali. Nelle ultime ore, la canzone ha ottenuto una vetrina internazionale di prestigio, entrando a far parte della programmazione della nota radio online statunitense Rocco’s Musica Musica.
Zelimir Dundic non nasconde l’orgoglio per questo traguardo inaspettato. “Volevamo ricordare il vero stile di vita del Mediterraneo com’era una volta. È già stata trasmessa dalle radio in Croazia e, da ieri, è entrata anche nella programmazione della radio online americana. Che si diffonda la storia di uno stile di vita mediterraneo sano e gioioso”, ha aggiunto il cantante, auspicando che il messaggio di armonia possa raggiungere un pubblico sempre più vasto. La melodia trasporta l’ascoltatore in una dimensione senza tempo, ricordando i profumi della macchia mediterranea e il suono delle onde che si infrangono sugli scogli.
Collaborazioni internazionali e firme d’autore dietro al successo
Dietro a questo progetto transnazionale si cela una fitta rete di collaborazioni artistiche consolidate nel corso degli anni. Il testo di Tempi passati porta la firma del noto giornalista Ivo Scepanovic, una figura di spicco nel panorama culturale balcanico che vanta già una solida storia di cooperazione con la scena musicale italiana. Scepanovic ha infatti collaborato in passato con numerosi cantautori e strumentisti della penisola, tra cui Tiziano Cannas Aghedu, Ermanno Fabbri, Daniele Di Marco e Francesco Digilio.
Tra i frutti più noti di queste sinergie creative spicca il brano Mi manca il calcio, pubblicato durante il periodo pandemico e capace di raccogliere ampi consensi di pubblico. La componente musicale di Tempi passati è stata invece curata da Toni Lasan, il quale in passato aveva già lavorato con artisti italiani grazie alla mediazione dello stesso Scepanovic, firmando il brano Parachute, cantato in inglese dalla celebre mandolinista europea Sanya Vrancic. Questa fitta trama di relazioni dimostra come l’arte non conosca confini e come la collaborazione tra professionisti di nazionalità diverse possa generare prodotti culturali di altissimo profilo, capaci di unire geografie lontane attraverso le note di una chitarra e la poesia di un testo in lingua italiana.
Spettacolo
La taranta lucana valica i confini nazionali, I Tarantolati di Tricarico lanciano il singolo “Baila Carmen”
🚨 DALLA BASILICATA AL MONDO: I TARANTOLATI DI TRICARICO LANCIANO “BAILA CARMEN” IN LINGUA SPAGNOLA CON SATURNINO ED ELIO BIFFI! 🪘🇪🇸 L’energia travolgente della taranta lucana abbatte ogni confine linguistico. Disponibile da oggi sulle piattaforme di streaming il nuovo singolo “Baila Carmen”, straordinaria versione internazionale del tormentone “Balla Carmè” firmata dai Tarantolati di Tricarico e Lello Analfino. Un brano ricco di ritmo h24 che vede la partecipazione straordinaria di Elio Biffi (Pinguini Tattici Nucleari) e del mitico bassista Saturnino. Scritto con il cuore e con l’anima, il pezzo racconta la dolce dedica di un nonno alla nipotina per custodire la memoria della famiglia. Il videoclip ufficiale include le immagini storiche del Jova Beach Party e gli scorci magici di Sant’Angelo Le Fratte. Il servizio completo 👇#tarantolatiditricarico | #bailacarmen | #saturninobass | #eliobiffi | #pinguinitatticinucleari #lelloanalfino | #tarantalucana | #musicabasilicata | #pagineutili
La collaborazione con Elio Biffi e Saturnino Celani nella versione in lingua spagnola
Tricarico – Ci sono ritmi ancestrali capaci di conservare intatta la propria forza identitaria anche quando scelgono di indossare un abito linguistico inedito, trasformando il battito dei tamburi a cornice in un ponte culturale sospeso tra il cuore del Mediterraneo e le bacheche della world music internazionale. Lo storico movimento della taranta lucana registra un’importante evoluzione transnazionale grazie al lancio ufficiale di Baila Carmen, il nuovo singolo pubblicato dalla storica formazione dei Tarantolati di Tricarico insieme a Lello Analfino. Il brano, distribuito sul mercato discografico da Artist First, si configura come la trasposizione in lingua spagnola del fortunato successo intitolato Balla Carmè. La traccia si impreziosisce grazie allo schieramento di due ospiti d’eccezione del panorama pop nazionale: il tastierista Elio Biffi, membro dei Pinguini Tattici Nucleari, ed il celebre bassista Saturnino Celani, da trent’anni storico braccio destro di Lorenzo Jovanotti nei grandi tour negli stadi.
La pubblicazione segna un nuovo capitolo nel percorso di un gruppo che da mezzo secolo esporta la cultura rurale, i cui flussi audio e le cui clip promozionali scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili sempre connessi alla rete.
L’amore di un nonno per la nipotina ed il videoclip girato tra Sant’Angelo Le Fratte
L’ordito lirico si sviluppa come una dolce e commovente dedica affettiva che un nonno rivolge direttamente alla propria nipotina, interpretando la figura della piccola Carmen come il simbolo della speranza e della continuità delle tradizioni contadine tramandate in famiglia, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi per mantenere l’onestà della cronaca. Il sound della traccia fonde le metriche della cupa cupa, della chitarra battente e del mandolino a sonorità elettroniche d’avanguardia, catturando l’attenzione delle nuove generazioni. Il lancio promozionale è accompagnato da un videoclip dinamico diretto dai registi Angelo Capalbo e Alessandro Romaniello, girato tra gli scorci storici di Sant’Angelo Le Fratte e della Città dell’Utopia. Le sequenze alternano le coreografie dei ballerini locali alle immagini d’archivio delle esibizioni della band sul proscenio del Jova Beach Party al fianco di Lorenzo Jovanotti.
La valorizzazione dei borghi lucani attraverso le immagini della danza unisce la memoria al presente multimediale, proiettando i fotogrammi del videoclip ufficiale direttamente sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio.
I cinquant’anni di carriera dei pionieri lucani dal sodalizio con il premio Nobel Dario Fo
La biografia dei Tarantolati di Tricarico, formazione nata nel millenovecentosettantacinque grazie al percorso di un nucleo di giovani ricercatori, descrive la parabola dei veri pionieri della musica etnica meridionale. Nel corso di mezzo secolo di attività, il gruppo ha collezionato prestigiose collaborazioni sul palco e in studio con giganti della cultura e del cantautorato italiano come Francesco De Gregori, Roberto Benigni, Renato Carosone, Francesco Guccini ed il premio Nobel Dario Fo. La band ha saputo custodire intatto il fascino dei vecchi canti orali lucani, inserendo nella propria storia discografica pietre miliari indimenticabili come Cara Ninella, Ravatan e Quaranta di Taranta. Con il lancio internazionale di Baila Carmen, il gruppo dimostra come le radici popolari sappiano ancora dialogare con il futuro, trasformando la memoria storica in un linguaggio universale capace di emozionare il pubblico e di unire generazioni diverse.
Spettacolo
L’omaggio all’Abruzzo tra pianoforte e violoncello, Lara Molino lancia il singolo “J’Abbruzzu”
🚨 L’ANIMA DELL’ABRUZZO IN MUSICA: LARA MOLINO LANCIA IL NUOVO SINGOLO “J’ABBRUZZU” PER L’AQUILA CAPITALE DELLA CULTURA! 🎤🏔️ Una pagina straordinaria di radici e melodia sbarca sulla bacheca del nostro quotidiano. La cantautrice di San Salvo, Lara Molino, presenta la sua eccezionale rivisitazione contemporanea di “J’Abbruzzu”, capolavoro della tradizione scritto nel 1948. Registrato con il cuore e con l’anima h24, il brano vede gli arrangiamenti al pianoforte di Carla Magnoni ed il violoncello del Maestro Giuseppe Tortora (già al fianco di Baglioni e Pausini). Un dossier lirico d’autore che celebra le bellezze dal Gran Sasso alla Maiella, premiato da Enrico Melozzi alla Notte dei Serpenti e dedicato alla rinascita culturale della nostra terra. Ascolta il brano su tutte le piattaforme 👇#laramolino | #jabbruzzosingolo | #cantoabruzzese | #enricomelozzi | #nottedeiserpenti #giuseppetortora | #laquilacapitale2026 | #musica-abruzzo | #pagineutili
La rivisitazione del canto storico del dopoguerra ed il dialetto delle valli aquilane
San Salvo – Ci sono melodie popolari nate per custodire l’essenza più profonda dell’identità regionale, capaci di attraversare i decenni per riemerger nel presente con una forza espressiva totalmente rinnovata, in grado di unire il passato storiografico della nostra terra alle sensibilità acustiche della modernità. Il panorama della world music e della canzone d’autore accoglie il lancio ufficiale di J’Abbruzzu, il nuovo e attesissimo singolo della cantautrice vastese Lara Molino. Il brano, disponibile sulle principali piattaforme di streaming a partire da venerdì ventiquattro luglio duemilaventiseie, si configura come una raffinata e contemporanea rivisitazione di uno dei canti più celebri della tradition abruzzese, composto nel dopoguerra con le musiche di Nazzareno De Angelis ed i testi del poeta Carlo Perrone. La Molino ha spiegato come la scelta nasca dal desiderio di valorizzare il patrimonio immateriale d’Appennino, confrontandosi con le metriche fonetiche del dialetto aquilano proprio nell’anno in cui il capoluogo regionale recita il ruolo di Capitale Italiana della Cultura.
Il pezzo racconta di un viaggio lirico che unisce le vette del Gran Sasso ai trabocchi del mare adriatico, i cui flussi e le cui tracce audio scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.
Gli arrangiamenti di Carla Magnoni ed il violoncello del Maestro Giuseppe Tortora
La genesi della traccia risente di un gusto intimo e cameristico, dove le trame del pianoforte si fondono con la purezza della voce solista, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi per preservare l’onestà della cronaca musicale. La produzione artistica è stata curata a quattro mani dalla stessa Molino insieme alla produttrice e storica collaboratrice Carla Magnoni, la quale ha seguito anche le delicate fasi di arrangiamento e mixaggio in studio. Ad arricchire il sound design è il contributo del Maestro Giuseppe Tortora, violoncellista di caratura nazionale celebre per le sue passate collaborazioni in tour ed in sala di registrazione con big della musica leggera come Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia ed Andrea Bocelli. Le sessioni di incisione sono state ospitate nei locali del centro OltreLe Parole a Chiusi, nella provincia di Siena, con la produzione esecutiva affidata ai comandi dell’Associazione Culturale Nonsolomusica per garantire la massima pulizia acustica in bacheca.
La riscoperta dei canti tradizionali rassicura i cultori della cultura contadina, proiettando le prime clip sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio teatino.
I riconoscimenti alla Notte dei Serpenti ed il valore dei canti della transumanza
La biografia di Lara Molino descrive il profilo di una musicoterapista ed educatrice impegnata da anni nella salvaguardia della memoria orale abruzzese, con all’attivo oltre duecento canzoni scritte ed il conferimento del prestigioso Premio Internazionale Dean Martin. Nel corso del precedente cartellone, la musicista ha ricevuto sul palco il Premio Serpente d’Oro consegnatole direttamente dal maestro Enrico Melozzi durante la celebre kermesse della Notte dei Serpenti a Pescara. Questa ricerca viscerale sulle melodie dei pastori e sulle antiche storie d’altura offre risposte sincere al bisogno di radici espresso dalle nuove generazioni, allontanando il pubblico dalla freddezza delle mode commerciali. Con J’Abbruzzu, Lara Molino riesce a spogliare la tradizione da ogni polvere museale, restituendo al pubblico un’opera densa, sincera ed emozionante, capace di far battere il cuore di chi ama le montagne e le storie perdute del nostro Appennino.
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