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“Troppa Vita”: il viaggio interiore di Federica Agrò tra memoria e consapevolezza

đź“– “Troppa Vita” non è solo una raccolta di poesie, ma un viaggio intimo nei primi trent’anni di Federica Agrò, un’analisi lucida sulla complessitĂ  del tempo presente e sulla forza della resilienza umana. Scopri le emozioni racchiuse tra queste pagine che esplorano radici, dolore e speranza.

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Federica Agrò

Novara – La cittĂ  piemontese, nota per il prestigio del suo polo universitario e la storica cupola di San Gaudenzio, diventa il crocevia ideale per raccontare le pagine di “Troppa Vita”, la nuova raccolta poetica di Federica Agrò. L’opera, edita da Aletti Editore all’interno della collana “I Diamanti della Poesia”, si presenta come un diario emotivo che attraversa i primi trent’anni di vita dell’autrice. Agrò, che divide le sue giornate tra l’impegno accademico come assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e la passione per la scrittura, ha saputo infondere nel volume un senso di urgenza comunicativa che spoglia l’anima di ogni artificio retorico.

La genesi di un volume tra radici e presente

La struttura di “Troppa Vita” non è casuale, ma risponde a una necessitĂ  architettonica del pensiero. Il libro è suddiviso in quattro atti distinti: Infanzia e Nostalgia, Introspezione e Resilienza, Relazione e Sentimento, e infine Dolore e Guerra. Questa scansione permette al lettore di muoversi tra i vari piani temporali che definiscono l’esistenza della protagonista. L’immagine di copertina, che ritrae un albero con un’altalena, non è solo una scelta estetica, ma un riferimento preciso alla dedizione iniziale dell’autrice rivolta al suo “albero di noci”, custode dei sogni di bambina.

Il filo rosso che lega le liriche è la sensazione di vertigine che deriva dal confronto con la contemporaneitĂ . Per Federica Agrò, vivere nel presente significa misurarsi con una mole di stimoli, aspettative e conflitti globali che, sommati al proprio bagaglio personale, creano un senso di peso specifico difficile da gestire. La scrittura diventa quindi una sorta di meccanismo di difesa e, al tempo stesso, di presa di coscienza. Non si tratta di un’evasione, ma di un ancoraggio alla realtĂ , un modo per dare nome alla confusione del mondo contemporaneo.

La resilienza attraverso la parola scritta

All’interno delle pagine trovano spazio riflessioni profonde che hanno portato il maestro Giuseppe Aletti, curatore della prefazione, a sottolineare il valore salvifico del testo. L’opera è stata presentata anche in contesti di grande rilievo culturale, come il Salone Internazionale del Libro di Torino, guadagnandosi l’attenzione di un pubblico interessato alla poesia capace di dialogare con il vissuto.

Particolarmente toccante è la sezione dedicata all’infanzia e alla figura della nonna. In questi componimenti, la dimensione domestica — che in una cittĂ  come Novara richiama le suggestioni delle radici familiari protette dal tempo — si trasforma in un faro. Il legame con la nonna, pur nella scomparsa fisica, permane come un’eco costante, alimentando l’empatia che caratterizza l’intera silloge. Parallelamente, la parte dedicata al dolore e alla guerra mette in luce una funzione catartica della penna: il foglio bianco diventa un campo di battaglia dove l’autrice non subisce gli eventi, ma tenta di riconquistare la propria vittoria interiore.

Una bussola per il lettore contemporaneo

Federica Agrò, oltre a essere una ricercatrice a Milano, coltiva un costante impegno civico attraverso la redazione di rubriche dedicate all’informazione internazionale. Questa doppia anima, tecnica e umanistica, si riflette in una scrittura chiara, diretta e priva di inutili orpelli. L’aspirazione dell’autrice è ambiziosa nella sua semplicitĂ : vuole che la poesia diventi uno spazio condiviso, una sorta di “porto sicuro” per chiunque si senta smarrito nel brusio delle dinamiche attuali.

La raccolta non offre soluzioni facili alle complessitĂ  del vivere, ma si propone come una sorta di compagnia di disavventure per il lettore. In un’epoca segnata dall’incertezza e dalla difficoltĂ  di proiettarsi nel futuro, il libro di Agrò invita a fermarsi e a riconoscere che, sebbene la vita possa apparire “troppa” da sostenere, la consapevolezza di sĂ© è il primo passo per trasformare il peso in una forma di ricchezza personale. La disponibilitĂ  del volume in formato e-book permette a un pubblico vasto di avvicinarsi a queste liriche, che segnano un momento fondamentale nel percorso artistico di un’autrice che ha fatto dell’osservazione e della sensibilitĂ  la sua cifra stilistica.

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Lifestyle

Il teatro che si ascolta: Muricena Teatro porta in scena a Napoli l’inclusione sensoriale

🎭 Debutto al Campania Teatro Festival per “Dimenticata Pace”, lo spettacolo di Muricena Teatro dove gli attori non vedenti guidano il pubblico in un’esperienza sensoriale che supera la vista. Un viaggio tra mito aristofaneo e lingua napoletana all’interno del Teatro TedĂ©r di Napoli.

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#Napoli #Teatro #CampaniaTeatroFestival #Inclusione

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Muricena Teatro

Redazione-  Napoli si prepara ad accogliere una prima nazionale di grande impatto culturale all’interno del prestigioso cartellone del Campania Teatro Festival. Il prossimo 4 luglio 2026, alle ore 20:30, il Teatro Tedér, incantevole chiesa sconsacrata trasformata in spazio di sperimentazione artistica nel cuore del capoluogo partenopeo, aprirà le sue porte per il debutto di Dimenticata Pace. Lo spettacolo, firmato da Muricena Teatro, rappresenta un caso unico nel panorama artistico italiano, essendo interpretato interamente da una compagnia di attori professionisti non vedenti e ipovedenti.

Il progetto non si limita a proporre una rappresentazione teatrale, ma mira a rovesciare il consolidato paradigma dell’inclusione: qui gli artisti con disabilitĂ  visiva non sono i destinatari di un’agevolazione, ma diventano le guide autorevoli di un percorso sensoriale alternativo aperto a tutto il pubblico. La scelta della location, il Teatro TedĂ©r, non è affatto casuale. La struttura architettonica antica, con le sue risonanze acustiche e l’atmosfera raccolta, dialoga perfettamente con la natura immersiva del lavoro, che punta a stimolare udito, tatto e olfatto, riducendo il primato della visione per lasciare spazio a un’esperienza intima e profonda.

Il mito di Aristofane riletto attraverso il cunto napoletano

L’opera trae linfa vitale dalla celebre Pace di Aristofane, rielaborandola per interrogare l’attualità lacerata dai conflitti bellici. Se nel testo originale il vignaiolo Trigeo compiva l’impresa titanica di liberare la dea Eirene, in questa riscrittura drammaturgica la narrazione prende direzioni inaspettate. Il protagonista è un mendicante che percorre le strade del mondo accompagnato solo da Nuvola, il suo cane-guida, in una ricerca ostinata di una pace che sembra sparita dai radar della modernità.

A fare da bussola narrativa interviene la figura di Opora, un personaggio che richiama la mitologia classica attraverso l’immagine di una Parca intenta a filare e lavorare a maglia. Lei, vera narratrice, utilizza la lingua napoletana per tessere il “cunto” della “guagliuncedda”, un racconto che affonda le radici nella memoria collettiva e popolare. La guerra, sullo sfondo, viene rappresentata attraverso la lente della satira aristofanea, mantenendo intatta la forza grottesca dell’originale ma filtrata attraverso una sensibilitĂ  nuova. La compagnia, che opera stabilmente all’interno del laboratorio “Fare Teatro…oltre lo sguardo”, ha saputo trasformare i propri limiti fisici in un linguaggio espressivo dirompente.

Un riconoscimento ministeriale per una pratica d’eccellenza

Il valore del lavoro di Muricena Teatro ha ottenuto un importante sigillo istituzionale lo scorso gennaio 2026, quando il Ministero della Cultura ha inserito il laboratorio “Fare Teatro…oltre lo sguardo” — attivo dal 2018 — tra i dodici progetti finanziati a livello nazionale nel settore degli organismi che impiegano professionalmente artisti con disabilitĂ . Questo riconoscimento colloca la compagnia in un alveo di eccellenza, validando un metodo di lavoro che non punta all’assistenzialismo, ma alla crescita professionale del performer.

Raffaele Parisi, regista e autore della drammaturgia, chiarisce la genesi creativa dello spettacolo: «Ci siamo chiesti dove cerchiamo la nostra pace in un mondo costantemente in conflitto. Il punto di partenza non è stato il testo scritto, ma i corpi degli attori. Abbiamo lavorato su suoni, respiri, passi e vibrazioni. In un’epoca in cui la vista è saturata di immagini di guerra, i nostri attori offrono una prospettiva diversa: loro quelle immagini non le vedono, le ascoltano, le attraversano con il corpo. Abbiamo cercato di capire se la pace possa essere ritrovata partendo dalla bellezza del prendersi cura dell’altro e dalla dimensione comunitaria».

La rappresentazione al Teatro TedĂ©r diventa così non solo un evento teatrale, ma una riflessione filosofica sulla capacitĂ  dell’essere umano di immaginare ciò che appare perduto. La lingua napoletana funge da collante identitario, rendendo il mito classico accessibile e vicino, una scommessa che unisce tradizione e innovazione in un mix di potente carica emotiva. Il pubblico che varcherĂ  la soglia del teatro in occasione del Campania Teatro Festival potrĂ  sperimentare una diversa forma di presenza scenica, dove il teatro torna a essere, come all’origine, un rito di comunitĂ .

Per maggiori dettagli sulle modalitĂ  di accesso e per acquistare i titoli d’ingresso, è possibile consultare il sito ufficiale del festival all’indirizzo https://campaniateatrofestival.it/, oppure mettersi in contatto direttamente con l’organizzazione tramite l’indirizzo email muricena.teatro@gmail.com.

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Oblio Horror Circus arriva sulla costa ionica: la notte del brivido a Davoli

🎭 Se cerchi emozioni forti e un mix tra circo e thriller psicologico, l’appuntamento è a Davoli. Mister Oblio ti aspetta per una serata indimenticabile lungo la costa ionica.

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#OblioHorrorCircus #Davoli #Soverato #EventiCalabria

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Oblio

Redazione-  Davoli, centro nevralgico della movida estiva nel comprensorio di Soverato, si prepara a vivere una serata fuori dagli schemi. L’appuntamento è fissato per l’1 luglio, quando gli spazi prospicienti la Statale 106, arteria principale che collega l’intero litorale ionico calabrese, diventeranno il teatro di una messa in scena fuori dal comune. L’Oblio Horror Circus approda in provincia di Catanzaro portando con sĂ© una formula che mescola il circo tradizionale con le tinte fosche del thriller e la tensione psicologica del cinema horror.

Un viaggio nell’oscuritĂ  tra teatro e acrobazie

La produzione, nata sotto l’attenta guida dell’impresario Eusanio Martino, si distacca dai canoni degli spettacoli circensi classici per abbracciare una narrazione cupa e coinvolgente. Al centro della trama vi è la figura di Mister Oblio, un personaggio misterioso che agisce come un burattinaio del destino. Il cuore dello spettacolo ruota attorno alla caduta dei protagonisti: artisti che, dopo aver toccato l’apice del successo, sprofondano nell’indifferenza e nella dimenticanza, finendo per abitare le ombre di un mondo dove la sofferenza si trasforma in pura follia.

Questa cornice drammatica non serve solo come introduzione, ma accompagna ogni numero esibito sulla pista. Il cast, composto da professionisti selezionati per la loro capacitĂ  di calarsi in ruoli estremi, porta in scena coreografie studiate nei minimi dettagli. Le luci taglienti si alternano a momenti di oscuritĂ  assoluta, creando un contrasto visivo che proietta il pubblico in una dimensione distorta. Non si parla di semplice intrattenimento, ma di un esperimento che fonde arte mimica, abilitĂ  acrobatica e una dose calcolata di suspense che tiene lo spettatore incollato alla poltrona dall’inizio alla fine.

Dalla sosta sulla statale 106 all’ingresso nell’incubo

La collocazione scelta per l’evento, situata lungo la SS 106, garantisce una visibilitĂ  strategica per il pubblico itinerante che percorre la costa tra Catanzaro e Reggio Calabria. L’impatto con lo spettacolo inizia ben prima di varcare la soglia del tendone. I visitatori vengono infatti intercettati all’esterno da personaggi inquietanti che curano l’accoglienza, trasformando il tragitto verso la sala in un vero e proprio rito di passaggio. Il tunnel oscuro che conduce all’interno della struttura ospita un pre-show mirato a rompere le barriere tra spettatore e performer, immergendo chiunque entri in un clima di estrema tensione.

Una volta raggiunto lo spazio centrale, si alternano attrazioni che sfidano le leggi della fisica e del buon senso. Tra clown killer e figure umane pervase da una follia contagiosa, il ritmo della serata non conosce cali di energia. La scelta artistica di Martino punta tutto sulla dinamicitĂ : le acrobazie sono serrate, prive di pause, studiate per alternare momenti di puro brivido a sequenze in cui la sensualitĂ  si mescola al terrore.

Per quanto riguarda i dettagli tecnici dell’evento, l’appuntamento è fissato per le ore 21.30. Considerata la natura esclusiva dello spettacolo e il numero limitato di posti disponibili all’interno del tendone, è consigliata la prenotazione anticipata attraverso il portale www.primafilaticket.it, strumento ormai essenziale per garantire l’accesso alle serate di punta del periodo estivo in Calabria. Per chi avesse necessitĂ  di ulteriori informazioni o volesse aggiornamenti sulle tappe successive del tour, è disponibile la pagina Facebook ufficiale dell’Oblio Horror Circus, oltre al recapito telefonico 3478988192, attivo per gestire le richieste degli spettatori interessati a vivere questa esperienza estrema. La serata dell’1 luglio si prospetta come uno degli eventi piĂą chiacchierati della stagione, capace di trasformare una comune notte d’estate in un’esperienza viscerale, lontano dai circuiti di intrattenimento convenzionali che solitamente animano le piazze della zona.

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Suoni Mobili accende la settimana tra Brianza, Milano e Lugano: dal Brasile all’Afro Night, nove giorni di live in luoghi da scoprire

🎶 Suoni Mobili entra nel vivo con una settimana densissima tra Brianza, Milano e Lugano: organo e galassie sonore, Brasile contemporaneo, Afro Night, fanfare techno e spiritualitĂ  afrobrasiliana in luoghi tutti da scoprire. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#SuoniMobili #Festival #Brianza #MusicaLive

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Xiaoyu Zhao

Redazione-  Un concerto al giorno, spesso più di uno, in chiese medievali, ville storiche, auditorium, piazze e spazi culturali tra Brianza, Milano e persino oltreconfine. Entra nel vivo la diciassettesima edizione di Suoni Mobili, il festival itinerante ideato da Musicamorfosi e promosso dal Consorzio Brianteo Villa Greppi, che nella settimana dal 29 giugno al 5 luglio propone una delle sue sequenze più dense e rappresentative: organo e visioni cosmiche, handpan, jazz-pop acustico, musica brasiliana, fanfare techno, reggae africano, tango sacro e sperimentazioni tra Oriente e Occidente.

Il festival, che proseguirĂ  fino a Ferragosto, conferma la propria identitĂ  piĂą riconoscibile: portare la musica fuori dai circuiti convenzionali e trasformare ogni appuntamento in un invito a scoprire un luogo. Un’idea che negli anni ha reso Suoni Mobili una delle manifestazioni estive piĂą riconoscibili del Nord Italia, capace di muoversi tra la Brianza monzese e lecchese, Milano, Como e Lugano con una naturalezza che è ormai parte del suo linguaggio.

Si parte da Missaglia e Casatenovo tra organo, spiritualitĂ  e handpan

La terza settimana del festival si apre lunedì 29 giugno a Missaglia, nella basilica di San Vittore, con una serata doppia che ha il sapore dell’esplorazione sonora. Alle 20.30 il protagonista sarĂ  Roberto Olzer, tra i piĂą apprezzati organisti italiani, impegnato in un percorso attraverso alcuni brani celebri sul “re degli strumenti”. A seguire spazio a Interstellar, progetto che lo vedrĂ  sul palco con Gabriele Cassone alla tromba, Gennaro Scarpato a didgeridoo e percussioni e Jo Cho come soprano, in un itinerario che unisce Bach, Purcell, Arvo Pärt, Urmas Sisask e persino Hans Zimmer, con una rilettura inedita delle musiche del film Interstellar.

Il giorno dopo, martedì 30 giugno, il festival si sposta nella piccola chiesa di Santa Margherita a Casatenovo, dove Gennaro Scarpato sarĂ  al centro di quattro momenti musicali dedicati all’handpan. Lo strumento, accordato a 432 Hz, porterĂ  il pubblico dentro un’esperienza intima e immersiva, tra sonoritĂ  metalliche e avvolgenti, pensate per evocare armonia e contemplazione.

Milano, Osnago e Desio tra jazz etereo, Brasile e fanfara techno

La giornata di mercoledì 1 luglio si articola su piĂą fronti. A Milano, al Volvo Studio, il trio Março formato da Marta Frigo, Sofia Zavaglia e Martina Campi proporrĂ  un set sospeso tra jazz, pop e world music, costruito su voci intrecciate, chitarre acustiche e un clima sonoro delicato e sognante. Nello stesso giorno, a Osnago, arriverĂ  il fisarmonicista brasiliano Roger Correa, musicista in forte ascesa internazionale, capace di fondere milonga, chamamĂ©, tango, candombe, choro e altri linguaggi sudamericani con il jazz e l’improvvisazione.

Sempre il 1 luglio, ma a Desio, il centro cittadino sarĂ  attraversato dalla travolgente energia della Bandakadabra, fanfara urbana piemontese che fonde il groove della techno con la forza dei fiati, in uno spettacolo pensato per trasformare la strada in una grande dance hall all’aperto. Il live si inserisce nel programma diffuso dei Mercoledì di Desio, che unisce musica, danza aerea e intrattenimento per tutte le etĂ .

Lugano e Cusano Milanino: il Brasile contemporaneo al centro del festival

Il 2 luglio segna una giornata fortemente brasiliana. Al LAC di Lugano salirĂ  sul palco Bia Ferreira, cantante e compositrice tra le figure piĂą interessanti della nuova scena brasiliana, capace di intrecciare R&B, soul, afrobeat, reggae e sonoritĂ  bahiane con testi che affrontano razzismo, diritti, corpo, omofobia e identitĂ . La sua musica, che lei stessa definisce mĂşsica de mulher preta, restituisce la dimensione politica e personale della canzone contemporanea sudamericana.

La stessa sera, a Cusano Milanino, tornerĂ  invece Roger Correa, questa volta in quartetto con Edilson Forte, TiĂŞ Pereira e Rodrigo PorciĂşncula, in un live che promette una sintesi brillante tra musica sudamericana e improvvisazione jazz. Il concerto sarĂ  replicato il 3 luglio al LAC di Lugano, confermando la centralitĂ  dell’artista all’interno di questa settimana del festival.

Afro Night a Seregno e i canti sacri di Nilza Costa

Uno dei momenti piĂą attesi arriverĂ  sabato 4 luglio a Seregno, dove l’auditorium di piazza Risorgimento ospiterĂ  l’Afro Night. La serata si aprirĂ  alle 20 con il dj set L’Afrique c’est chic di Marco Casa detto Kaya e con la danza fusion e le percussioni di Africa Misso, gruppo guidato da Tetè da Silveira. Alle 22 sarĂ  la volta della cantante senegalese Mariaa Siga, indicata da diversi osservatori come una delle voci africane piĂą interessanti del momento. La sua musica fonde tradizione senegalese, blues, folk-jazz e reggae, in una formula intensa e coinvolgente.

Sempre il 4 luglio, ma ancora a Lugano, spazio a Nilza Costa, artista originaria di Salvador de Bahia, che porterĂ  sul palco Cantigas, progetto basato su canti sacri in lingua yoruba, kimbundu e portoghese. Una proposta che unisce spiritualitĂ  afrobrasiliana, memoria, diaspora nera e improvvisazione, trasformando il concerto in un racconto musicale di forte intensitĂ  simbolica.

Domenica tra Puccini, musica cinese e chiusura a Usmate Velate

La settimana si chiuderĂ  domenica 5 luglio con tre appuntamenti. A Casatenovo, nella chiesa di San Gaetano di Rogoredo, andrĂ  in scena Nessun dorma, Puccini tra Torre del Lago e la Cina, con Xiaoyu Zhao al guzheng, Luca Taccardi al violoncello ed Eva Carazzolo all’organo. Il concerto promette un viaggio tra repertorio cinese e occidentale, fino al dialogo con Turandot.

Nel pomeriggio, a Usmate Velate, lo stesso guzheng di Xiaoyu Zhao sarĂ  protagonista dell’evento sinestetico Il caro estinto, nella Cappella Giulini Della Porta, dove musica e scultura dialogheranno attorno al tema del cordoglio ottocentesco. La chiusura definitiva della settimana sarĂ  affidata, sempre a Usmate Velate e questa volta a Villa Scaccabarozzi, a Nilza Costa e al suo Cantigas, per un ultimo appuntamento in cui spiritualitĂ , ritmo e radici afrobrasiliane si incontrano.

Nel complesso, la nuova settimana di Suoni Mobili conferma la forza di un festival che continua a muoversi tra generi, territori e pubblici differenti, senza mai perdere il suo tratto piĂą riconoscibile: fare della musica un modo per abitare i luoghi con occhi nuovi.

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