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Politica

Verbano Cusio Ossola, Futuro Nazionale interviene sulla gestione degli incendi boschivi a Premosello Chiovenda

🚨 EMERGENZA INCENDI IN VAL D’OSSOLA! Il movimento “Futuro Nazionale” interviene sui devastanti roghi boschivi che stanno colpendo Premosello Chiovenda, esprimendo solidarietà agli sfollati della frazione di Colloro e ringraziando i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile al lavoro. L’esponente Roberto Jonghi Lavarini annuncia che il Generale Roberto Vannacci e il Deputato Emanuele Pozzolo, attualmente impegnati in Liguria, non potranno essere presenti fisicamente, ma seguiranno la situazione tramite il coordinatore locale Fabio Falcioni di Pieve Vergonte. Chiesti accertamenti sulle cause e più prevenzione. I dettagli 👇#vallossola #incendioboschio #premosellochiovenda #colloro #robertojonghilavarini #robertovannacci #emanuelepozzolo #futuronazionale #fabiofalcioni #emergenza #pagineutili

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Incendio boschivo

La nota ufficiale di Roberto Jonghi Lavarini per monitorare la sicurezza e l’allarme nella frazione di Colloro

Premosello Chiovenda – Un imponente, devastante e quanto mai allarmante fronte di incendi boschivi, caratterizzato da fiamme alimentate dalle raffiche di vento estivo e da colonne di fumo che minacciano la tenuta degli ecosistemi collinari dell’appennino settentrionale, ha spinto i quadri dirigenti della politica e dell’associazionismo a mobilitarsi per chiedere riforme nei sistemi di prevenzione tracciando un bilancio dei danni. All’interno del territorio montano del Verbano Cusio Ossola, i vertici del movimento ideale e patriottico di Futuro Nazionale sono intervenuti in modo ufficiale sulla gestione dell’emergenza ambientale che sta interessando il comune di Premosello Chiovenda. Attraverso una nota diffusa dall’esponente Roberto Jonghi Lavarini, la sigla ha espresso un sincero ed istituzionale ringraziamento ai volontari della Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco, alla Guardia Forestale e agli operatori delle Forze Armate impegnati sul campo per domare i focolai nei boschi. 
Il movimento ha manifestato una profonda solidarietà nei confronti della popolazione civile locale, rivolgendo un pensiero speciale alle famiglie evacuate d’urgenza dalla frazione rurale di Colloro e a tutti i lavoratori dell’agricoltura e dell’allevamento che stanno subendo pesanti perdite economiche a causa del rogo.

Gli impegni in Liguria del Generale Roberto Vannacci e del deputato Emanuele Pozzolo nelle valli piemontesi

L’esponente Roberto Jonghi Lavarini ha evidenziato come risulti di fondamentale importanza avviare approfondite indagini di polizia giudiziaria per accertare le reali cause scatenanti di questi strani incendi boschivi estivi, promuovendo al contempo l’edificazione di un nuovo e potenziato sistema di allarme rapido a tutela dei cittadini della Val d’Ossola. Le prime indiscrezioni logistiche avevano ipotizzato lo svolgimento di un sopralluogo d’urgenza sul perimetro delle aree colpite da parte del Generale Roberto Vannacci, affiancato per l’occasione dal deputato della Repubblica Emanuele Pozzolo, allo scopo di verificare di persona la gravità delle ferite inferte al patrimonio naturalistico piemontese. Un successivo aggiornamento operativo ha tuttavia confermato che sia il Generale Vannacci sia l’onorevole Pozzolo risultano attualmente bloccati a causa di concomitanti e improrogabili impegni istituzionali e politici all’interno dei distretti della regione Liguria.
I due esponenti parlamentari ed europei non riusciranno pertanto a raggiungere fisicamente le vallate dell’Ossola nelle prossime ore del fine settimana, ma hanno demandato il controllo burocratico delle operazioni alla struttura commissariale della sezione provinciale della fondazione.

Il coordinamento locale affidato a Fabio Falcioni di Pieve Vergonte e la bacheca del giornale

La bacheca organizzativa di Futuro Nazionale terrà costantemente monitorata l’evoluzione della situazione idrica e della bonifica dei terreni attraverso l’azione sul campo del proprio rappresentante locale, il dirigente Fabio Falcioni di Pieve Vergonte, presidente del comitato costituente numero centonovanta del Verbano Cusio Ossola. Fabio Falcioni fungerà da raccordo tra le municipalità e i residenti evacuati per mappare i bisogni urgenti delle aziende agricole. I cittadini interessati a consultare i moduli del piano di sicurezza o i link alle piattaforme del movimento possono accedere liberamente online ai canali del think tank istituzionale.
La redazione del giornale continuerà a seguire le notizie della cronaca ambientale e i successivi tavoli sulla prevenzione degli incendi in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori attenti ai temi della cultura, della scuola, del lavoro e dello sviluppo delle riforme di protezione civile in Italia.

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Politica

Nasce “Punta Italia”, il nuovo movimento politico che riparte dal territorio e dai cittadini al grido di “Muoviamoci!”

Basta con le vecchie e vuote promesse elettorali! Nasce “Punta Italia”, il nuovo movimento politico che riparte dai cittadini e dai territori. 🇮🇹 🤝 In un momento di grande disillusione verso la vecchia politica, c’è chi ha il coraggio di scendere in campo rimboccandosi le maniche! È nato ufficialmente “PUNTA ITALIA”, un nuovo movimento identitario, dinamico e civico che si pone l’obiettivo di ricostruire il tessuto economico e sociale della nostra Nazione ripartendo proprio dai territori. Il simbolo parla chiaro: una mano che sorregge con forza la bandiera italiana, a dimostrazione che il Paese va “ripreso in mano” con l’azione, la fatica e la responsabilità dei cittadini! Basta con le chiacchiere e con la politica degli slogan: il movimento si basa su un rigoroso metodo di “Progettualità” in sette passi (Ascolto, Analisi, Progetto, Pianificazione, Risorse, Intervento, Verifica), per risolvere concretamente i problemi delle comunità e creare opportunità reali. “MUOVIAMOCI!” è il loro motto: un invito a non aspettare sul divano che le cose cambino da sole. Leggi il manifesto di questo nuovo e promettente soggetto politico nel nostro articolo! 👇 🗳️ Siete d’accordo sul fatto che la vera rinascita dell’Italia debba partire dall’ascolto delle singole province e dei territori?

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Logo ufficiale PUNTA ITALIA

Redazione – In un’epoca storica segnata da una profonda disillusione verso i palazzi del potere e da un preoccupante astensionismo elettorale, c’è chi decide coraggiosamente di rimboccarsi le maniche e di scendere in campo per restituire dignità all’impegno civile. Nasce ufficialmente PUNTA ITALIA, un nuovo e vitale movimento politico che si pone un obiettivo tanto ambizioso quanto necessario: tornare a “muoversi” partendo dal basso, ovvero dai territori, dalle persone in carne ed ossa e dalla capacità concreta di progettare il futuro delle nostre comunità locali.
L’iniziativa si presenta fin dal suo esordio non come l’ennesimo partito nato nei salotti romani, ma come un autentico simbolo di riscatto nazionale, un progetto identitario, dinamico e fortemente partecipativo, riassunto nel grido di battaglia e motto fondativo: “MUOVIAMOCI!”.

Il simbolo e il nome: una mano che innalza il Tricolore

L’identità e i valori fondanti del movimento sono racchiusi in modo cristallino nella scelta del proprio logo e del proprio nome. Il simbolo grafico è dominato dalla bandiera italiana, che rappresenta l’orgogliosa appartenenza a una comunità nazionale unita, la quale ritrova però la sua vera forza vitale proprio nelle singole realtà territoriali che la compongono. A sostenere e innalzare vigorosamente il Tricolore c’è una mano: un richiamo esplicito all’azione, alla partecipazione civica e alla responsabilità individuale. Nel logo di Punta Italia, la Nazione non viene semplicemente disegnata, ma viene letteralmente sorretta e rimessa in movimento dalla fatica, dal sudore e dall’ingegno delle persone.
Il nome stesso, PUNTA ITALIA, indica una direzione chiara, quasi una scommessa sul nostro Paese. Puntare sull’Italia, oggi, significa avere il coraggio di scommettere sui suoi meravigliosi territori, sulle inesauribili capacità produttive dei nostri imprenditori, sulle competenze spesso inespresse dei nostri giovani, e sulle opportunità reali che possono e devono essere costruite nel presente, senza aspettare un futuro che non arriva mai. La forza grafica del simbolo vuole comunicare una sola cosa: concretezza, energia e indomita volontà di azione.

Oltre le vuote promesse: la politica della progettualità

Il vero elemento di rottura di questo nuovo soggetto politico rispetto al panorama tradizionale è il metodo. Punta Italia rifiuta categoricamente di fondarsi sulla consueta e logora “politica delle promesse elettorali”, quelle fatte in campagna elettorale e sistematicamente tradite il giorno dopo il voto. Il movimento sceglie invece la strada più difficile ma più onesta: la progettualità. Si parla di interventi concreti, da pianificare meticolosamente e realizzare con tempestività.
Per raggiungere questo obiettivo, Punta Italia ha codificato un rigoroso metodo di lavoro che parte dal coinvolgimento diretto di tutte le componenti vive del territorio (cittadini, associazioni, imprese, lavoratori). Il percorso si articola in sette passaggi fondamentali, logici e ineludibili: Ascolto, Analisi, Progettualità, Pianificazione, Risorse, Intervento e Verifica finale dei risultati ottenuti.
Attraverso questa griglia operativa, i concetti chiave del movimento (Territorio, Partecipazione, Produttività e Opportunità) smettono di essere belle parole da comizio e si trasformano negli strumenti pratici per mirare alla ricostruzione della civiltà economica e sociale delle nostre comunità, ormai stremate dalla crisi.

“Muoviamoci!”: un forte appello all’azione civica

A chiudere il manifesto fondativo del movimento c’è l’esortazione “MUOVIAMOCI!”. Come spiegano i promotori, non si tratta affatto di un semplice e orecchiabile slogan pubblicitario, ma dell’espressione più profonda di un nuovo metodo politico e umano. È un invito pressante alla partecipazione attiva di ogni singolo cittadino: non bisogna più restare seduti sul divano ad aspettare passivamente che qualcosa cambi per magia o per concessione dall’alto, ma occorre alzarsi e organizzare fin da ora le condizioni territoriali e sociali affinché il cambiamento possa essere concretamente progettato e realizzato. Punta Italia è arrivata: ora tocca ai territori rispondere alla chiamata.

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Politica

Meeting di Rimini, Librandi (FI): “Tajani indica la strada giusta. L’Europa sarà forte solo se ritrova le sue vere radici”

“L’Europa sarà forte solo se riscoprirà le sue vere radici”: l’intervento di Gianfranco Librandi (Forza Italia) al Meeting di Rimini. 🇪🇺 🕊️ Si può guardare al futuro e all’innovazione tecnologica senza dimenticare chi siamo e da dove veniamo? Secondo Gianfranco Librandi (Vicesegretario regionale di Forza Italia in Campania) la risposta è assolutamente sì. A margine dell’attesissimo Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, l’esponente azzurro ha rilanciato con forza le riflessioni del Ministro Antonio Tajani e della Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola sull’identità del nostro continente. “L’Europa non è solo burocrazia, deve rimettere al centro la persona e i valori sacri di libertà e sussidiarietà. Non può esserci un’Europa forte nel mondo senza una forte identità”, ha dichiarato Librandi, affiancato dalla delegazione campana di FI guidata da Fulvio Martusciello. Librandi ha poi affrontato il delicato tema della Guerra, ricordando che “la Pace non è uno slogan o una bandierina da sventolare per sentirsi buoni, ma un impegno quotidiano fatto di responsabilità!”. Leggi le dichiarazioni complete del vertice politico nel nostro articolo! 👇 .Siete d’accordo? Quali dovrebbero essere, secondo voi, i veri “valori fondanti” su cui costruire il futuro dell’Unione Europea?

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Librandi

Rimini – Ci sono luoghi fisici e spirituali in cui la politica smette di essere un semplice scontro dialettico per tornare a essere quello che dovrebbe sempre essere: riflessione, confronto e visione del mondo. Il Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione si conferma, anno dopo anno, uno di questi rari e preziosi laboratori di idee.
A margine dei partecipatissimi incontri di questa edizione, sono arrivate le puntuali e appassionate dichiarazioni di Gianfranco Librandi, Vicesegretario regionale di Forza Italia in Campania, presente in Romagna insieme a una folta delegazione di dirigenti campani del partito, guidata dal segretario regionale Fulvio Martusciello. Le sue parole si concentrano sull’identità del Vecchio Continente, riprendendo e rilanciando il profondo discorso tenuto da Antonio Tajani.

Rimettere al centro la persona: l’identità dell’Europa

«Le parole di Antonio Tajani indicano con assoluta chiarezza la strada maestra che l’Europa deve seguire: riscoprire le proprie radici, rimettere fermamente al centro la persona umana e difendere senza esitazioni quei valori di libertà, solidarietà e sussidiarietà sui quali è stato faticosamente costruito il progetto europeo all’indomani della Seconda Guerra Mondiale». Con queste parole, Librandi traccia un ritratto dell’Europa che va oltre i freddi parametri economici o i regolamenti burocratici, puntando direttamente all’anima del Continente.
Il messaggio politico è netto: in un mondo globalizzato e attraversato da sfide geopolitiche sempre più complesse, l’Unione Europea non può sperare di competere e di prosperare se si trasforma in una scatola vuota. «Non può esserci un’Europa forte all’esterno senza un’identità forte al suo interno», ha ribadito il Vicesegretario campano degli azzurri.

Accelerare il futuro senza mai dimenticare la nostra storia

Lo spunto centrale della riflessione di Librandi nasce dal titolo stesso del fondamentale incontro tenutosi al Meeting con Roberta Metsola (Presidente del Parlamento Europeo): “Europa. Custodire le radici, accelerare il futuro”.
Una frase che, secondo l’esponente di Forza Italia, racchiude la sfida decisiva dei nostri tempi. «Guardare avanti, verso il progresso, non significa affatto cancellare ciò che siamo stati», osserva Librandi. «Al contrario, l’Europa può sperare di affrontare le gigantesche trasformazioni economiche, sociali, climatiche e tecnologiche che ci attendono soltanto se resta profondamente fedele alla propria cultura millenaria e ai propri valori fondanti». Solo avendo i piedi ben piantati nella propria storia, insomma, si può avere lo slancio necessario per proiettarsi verso l’innovazione senza smarrire la bussola morale.

Il vero significato della Pace: un impegno quotidiano

Un altro passaggio cruciale dell’intervento ha riguardato il tema della Pace, una parola che oggi, con i tragici venti di guerra che soffiano ai confini orientali dell’Europa e nel Mediterraneo, rischia spesso di essere banalizzata.
«Tajani ha ricordato con saggezza il significato più profondo della pace», ha sottolineato Librandi. «La pace non deve essere solo un comodo slogan da palcoscenico o una bandiera da sventolare in piazza per mettersi in pace la coscienza. La pace vera è un impegno quotidiano faticoso, fatto di diplomazia, di enorme responsabilità istituzionale e, soprattutto, di comportamenti concreti e costruttivi».
Una pace che si costruisce, dunque, attraverso la politica intesa come servizio e tutela della dignità umana. «È esattamente questa l’Europa nella quale crediamo», ha concluso l’esponente campano di Forza Italia. «Un’Europa capace di difendere la pace, di essere un’autorevole protagonista nel mondo e, nello stesso tempo, di riconoscersi sempre nella centralità della persona. In questo senso, il Meeting di Rimini continua a essere un luogo preziosissimo di confronto, soprattutto in una delicata fase storica nella quale abbiamo un disperato bisogno di rafforzare il legame tra la politica, le nuove generazioni, la società civile e i valori etici».

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Politica

Jonghi Lavarini gela la Fiamma Tricolore e striglia Futuro Nazionale: “Basta derive antifasciste, rispetto per i vecchi missini”

“Basta derive antifasciste, state facendo infuriare i vecchi missini! Voglio chiarezza”. Roberto Jonghi Lavarini rifiuta le avance della Fiamma Tricolore e striglia Futuro Nazionale! 🇮🇹 ⚡ C’è grande fermento nel mondo della destra milanese! Roberto Jonghi Lavarini ha appena diramato un durissimo comunicato stampa per fare chiarezza sul suo futuro. Dopo aver ringraziato la Fiamma Tricolore per un’importante proposta politica (ricordando quando, nel 1999, Pino Rauti lo candidò alla Provincia di Milano, risultando poi decisivo per far vincere Ombretta Colli), Jonghi Lavarini ha deciso di declinare l’invito, almeno per il momento. Il motivo? Vuole vederci chiaro sulle mosse di Futuro Nazionale! “Non ho mai rinnegato i miei ideali. Spero che Futuro Nazionale diventi la casa di tutta la destra diffusa, ma i suoi dirigenti devono occuparsi di Milano e smetterla di dire ‘cazzate antifasciste’ per compiacere qualcuno, perché così fanno solo infuriare lo zoccolo duro storico della Destra!”, ha tuonato Lavarini, attaccando duramente l’entourage della dirigenza. Leggi il comunicato integrale e la nostra analisi politica nell’articolo! 👇 🗳️ E voi, credete che la “destra diffusa” riuscirà a trovare un nuovo leader in grado di unire tutti?

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Jonghi Lavarini

Redazione – Nel frastagliato, complesso e sempre in fermento universo della destra politica milanese e nazionale, le mosse sullo scacchiere non sono mai casuali, ma pesano come veri e propri macigni. Nelle scorse ore, una nota ufficiale diramata dal noto esponente politico Roberto Jonghi Lavarini ha letteralmente infiammato il dibattito interno agli ambienti della destra radicale e conservatrice. Con un comunicato schietto, diretto e senza alcun pelo sulla lingua (come nel suo inconfondibile stile), Jonghi Lavarini ha voluto rispondere pubblicamente alle avance politiche ricevute dalla Fiamma Tricolore, cogliendo però l’occasione per lanciare un durissimo avvertimento ai vertici di Futuro Nazionale.

Il ringraziamento alla Fiamma e il ricordo storico del 1999

La dichiarazione si apre con un sincero riconoscimento umano e politico verso chi gli ha teso la mano. «Ringrazio i camerati della Fiamma Tricolore per la loro stima, stima che è ampiamente ricambiata, e per la loro proposta politica che mi lusinga e mi stimola moltissimo», esordisce Jonghi Lavarini, dimostrando un profondo rispetto per la storia e per i simboli di quell’area politica.
Ma è guardando al passato che si capisce il peso specifico del presente. L’esponente politico rievoca infatti una storica battaglia elettorale che cambiò le sorti di Milano: «Già nel lontano 1999 fui candidato proprio con loro alla presidenza della Provincia di Milano, su proposta diretta e personale dell’indimenticato Pino Rauti. In quell’occasione ottenni un piccolo, ma dal peso specifico straordinario, 1,9%. Quel risultato si rivelò poi matematicamente determinante, al momento del ballottaggio, per riuscire a fare eleggere Ombretta Colli». Un pezzo di storia della politica ambrosiana che ricorda a tutti come i voti della “destra dura e pura” siano sempre stati l’ago della bilancia per le vittorie del centrodestra allargato.

Ideali immutati e l’attacco ai “collaboratori incapaci”

Se i tempi storici, le leggi elettorali e i precari equilibri dei palazzi romani sono radicalmente cambiati, Jonghi Lavarini rivendica con orgoglio di essere rimasto esattamente l’uomo di sempre: «Io non ho mai cambiato né i miei valori né i miei ideali, e ho continuato ininterrottamente a fare politica militante sul territorio con la stessa immutata passione del primo giorno».
Tuttavia, il clima si surriscalda quando il mirino si sposta sulle recenti dichiarazioni politiche emerse sulla stampa. Entrando nel merito di alcune uscite attribuite a Burgio (figura di spicco dei nuovi movimenti a destra), Jonghi Lavarini usa il fioretto per salvare il leader e la sciabola per colpire l’entourage: «Non credo assolutamente che tutte quelle riportate dai media siano veramente dichiarazioni di Burgio. Sono molto più probabilmente il frutto della penna di qualche suo zelante quanto incapace collaboratore, qualcuno che nella vita non si è evidentemente mai occupato di vera militanza sul campo e di comunicazione politica seria».

Lo scossone a Futuro Nazionale: “Basta cazzate antifasciste!”

Ma è nel finale che il comunicato si trasforma in un vero e proprio manifesto politico e in un avvertimento categorico per chi cerca di costruire una nuova grande casa per i conservatori. L’obiettivo dichiarato di Jonghi Lavarini è che Futuro Nazionale (movimento nato sull’onda del fenomeno Vannacci) possa davvero diventare il partito di riferimento elettorale di tutta la grande e frastagliata “destra diffusa”. Ma le condizioni per il suo appoggio sono rigide e non negoziabili.
«Spero che i dirigenti di Futuro Nazionale si occupino seriamente del presente e del futuro della città di Milano, abbandonando sterili dibattiti sulla storia passata», tuona l’esponente politico. Poi, la stoccata finale, durissima e senza filtri, rivolta ai tentativi di “annacquare” l’identità del movimento per compiacere i salotti buoni: «Basta con queste cazzate antifasciste, che non fanno altro che infuriare e allontanare lo storico zoccolo duro dei vecchi missini!».
La conclusione è una porta socchiusa, ma che richiede risposte immediate: «Per ora, quindi, declino l’invito ufficiale e resto in attesa di doverosi chiarimenti politici». La palla, adesso, passa inevitabilmente ai vertici del partito. Il dibattito a destra è più aperto che mai.

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