Rimani in contatto con noi
#

Sport

Annalisa Prato: È la quarta volta che vinco la Fausto Coppi

Il 28 giugno 2026 ha avuto luogo la Granfondo “La Fausto Coppi Generali”, Ciclismo su strada, 172 km; Dislivello (D+): 4.330 m; attraverso le Alpi, partendo da Cuneo.

L’evento proponeva anche la Mediofondo 111 km; Dislivello (D+): 2.510 m; e la Fauniera Classic 101 km; Dislivello (D+): 2.187 m.

Un’edizione internazionale con partecipanti da 33 nazioni: Francia, con il maggior numero di iscritti stranieri, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Danimarca.

Pubblicato

a

Annalisa Prato

Redazione- Il 28 giugno 2026 ha avuto luogo la Granfondo “La Fausto Coppi Generali”, Ciclismo su strada, 172 km; Dislivello (D+): 4.330 m; attraverso le Alpi, partendo da Cuneo.

L’evento proponeva anche la Mediofondo 111 km; Dislivello (D+): 2.510 m; e la Fauniera Classic 101 km; Dislivello (D+): 2.187 m.

Un’edizione internazionale con partecipanti da 33 nazioni: Francia, con il maggior numero di iscritti stranieri, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Danimarca.

L’edizione 2026 è stata caratterizzata dal gemellaggio con la Danimarca che ha partecipato con una delegazione di 23 ciclisti e rappresentata dall’ambasciatore Peter Taksøe-Jensen.

Tra i protagonisti anche l’ex professionista Fabio Aru, al via con il numero uno, e gli olimpionici delle Fiamme Gialle Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Pietro Sighel e Chiara Betti. Presente inoltre Stefania Belmondo.

Tra le donne ha vinto Annalisa Prato (OM.CC.) in 6h22’33”, bissando la vittoria dell’anno scorso e precedendo Sarah Palfrader 6h49’53” e Axel Van Rossum (BEL) 7h09’50”.

Il vincitore assoluto è stato Federico Borella (OM.CC.) 5h38’05”, precedendo Giacomo Giordano 5h45’42” e Marco Arnaudo 5h53’29.

I vincitori della mediofondo sono stati Massimiliano Barbero Piantino 3h39’59” e Anna Ceoloni 4h11’14”, anche loro della OM.CC.

Numerosi anche gli appuntamenti collaterali: La Fausto de Tierra dedicata al gravel, la Run the Night, gli eventi per bambini, la Mangia&Pedala, il convegno “Sustainability and Green Transition”, e le iniziative dedicate alla salute, al turismo e alla mobilità sostenibile.

https://www.endu.net/it/events/fausto-coppi/

Di seguito approfondiamo l’esperienza di Annalisa Prato attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per la vittoria alla Fausto Coppi, cosa significa per te?

Vincere la Fausto Coppi per me non significa vincere una semplice gara, significa vincere ‘La gara’, quella che tutti i cuneesi attendono impazientemente, quella per cui tantissime persone mi chiedono di essere preparati e allenati. Arrivare a braccia alzate nella mia Cuneo, davanti alla mia gente, percorrendo le mie strade, per me è un’emozione indescrivibile. è la quarta volta che vinco la Fausto Coppi, ma ogni volta è come se fosse la prima.

 

Una bellissima vittoria in casa da tante soddisfazioni e tantissime emozioni che compensa ogni fatica, ogni rinuncia ogni sacrificio per gli allenamenti duri e difficili.

Si aspetta un anno per correre una gara ritenuta importantissima e quando arriva il giorno si cerca di fare del proprio meglio e se si vince è una grande conferma del lavoro svolto fisico e mentale e vincerla 4 volte è una grandissima iniezione di autoefficacia e voglia di continuare a faticare spingendo sempre di più e cercando di andare oltre.

Annalisa ha vinto due volte la mediofondo Fausto Coppi, nel 2018 e 2019 e 2 volte la granfondo 2025 e 2026.

Nel 2018 Annalisa ha vinto la mediofondo della ‘Fausto Coppi” in 3h57’48” precedendo Elisa Parracone 4h03’31” e Monica Bonfanti 4h03’36”.

Nel 2019 Annalisa ha bissato la vittoria nella mediofondo della ‘Fausto Coppi” in 3h57’57”, precedendo Samantha Arnaudo 4h08’32” e Olga Cappiello 4h10’13”.

L’anno scorso, domenica 29 giugno 2025 Annalisa Prato ha vinto in 6h20’24” la 36^ edizione della Granfondo Internazionale “La Fausto Coppi Generali 172km”, precedendo Iride Bertone 6h50’06” e Mara Oprandi 6h53’52”. Il vincitore assoluto è stato Matteo Raimondi 5h37’56” precedendo il francese Stéphane Cognet 5h37’51” e il belga Frédéric Glorieux 5h47’28”.

Qual è stata la parte più difficile?

Il colle d’Esischie perché sono andata in crisi a causa della disidratazione.

 

Una granfondo è una lunghissima gara di bici su strada che prevede più ore di gara attraversando tratti molto sfidanti soprattutto quelli in salita dove bisogna essere allenati dal punto di vista fisico, mentale e nutrizionale ma l’esperienza e la preparazione adeguata aiuta a risolvere ogni criticità, ogni situazione avversa, là dove non arriva il fisico ci pensa la mente a risolvere ogni situazione e a focalizzarsi nell’obiettivo atteso da un anno.

Hai temuto qualche atleta?

Non conoscevo le mie avversarie, a parte la seconda classificata che è una mia atleta. Per il resto non sapevo chi temere, per questo ho cercato di tenere fin da subito la testa della corsa. Durante la gara poi non ho mai saputo i distacchi quindi ho continuato a spingere come se fossero subito dietro.

 

Ognuno fa la sua gara concentrandosi su se stesso ma non perdendo di vista eventuali avversari da controllare, Annalisa sa come impostare le gare per le esperienze di tante gare di granfondo, tante vinte e con le competenze di allenatrice di altri atleti che a volte competono con lei stessa trasmettendole la voglia di continuare a spingere fino alla fine cercando sempre di far bene, alla ricerca di una prestazione eccellente o di un podio.

Cosa dicono familiari e amici di questa vittoria?

Sicuramente sono contenti, sanno quanto tempo e quante energie io dedichi agli allenamenti e sanno il valore che questa gara ha per me, anche se i miei veri amici ci sono nel bene e nel male e che io vinca o perda so che non farebbe grossa differenza nel nostro rapporto.

 

Gareggiare in casa permette di attingere tanta forza da chi fa il tifo tra i familiari e gli amici presente realmente o virtualmente che capiscono gli impegni costanti in allenamento e sostengono l’atleta con parole e sguardi prima, durante e dopo la gara.

Prossimi obiettivi?

Parteciperò alla ‘Etape du tour’ il 19 luglio, una granfondo molto importante e dura in Francia.

 

Domenica 19 luglio 2026 avrà luogo l’Étape du Tour de France: 170 km, 5.400 m di dislivello e 4 salite leggendarie del Tour de France: Col de la Croix de Fer, del Col du Télégraphe, del Col du Galibier e del Col de Sarenne.

Un messaggio per avvicinare le persone alle Granfondo?

Le granfondo non sono solo competizione contro l’altro, ma sono l’occasione per superare sé stessi e i propri limiti. Sono altresì l’occasione di conoscere nuove persone con la medesima passione e di vedere nuovi posti e strade. Mettetevi alla prova e siate curiosi di scoprire il mondo! Il vostro corpo vi stupirà di ciò che è capace e il mondo ha infiniti posti da scoprire!

 

La granfondo è come un treno che porta in giro per paesi e nazioni alla ricerca di se stessi e degli altri per mettersi in gioco, sfidare se stessi e gli altri, fare esperienza, cercare di fare del proprio meglio approfondendo sempre più la conoscenza di se stessi.

Cosa c’è dietro una vittoria?

Dietro una vittoria ci sono passione, dedizione, costanza e perseveranza, prima di tutto. Oltre a questo, ci sono però moltissime persone, nel mio caso la mia famiglia che mi sostiene sempre, mio papà in particolare, e i miei amici e compagni di pedalate, con i quali la fatica si dimezza e la voglia di pedalare raddoppia.

 

Dietro la vittoria c’è tanta passione, impegno, motivazione e tanta condivisione con altri amici che permettono di faticare insieme assaporando la gioia dell’unione.

Come hai vissuto il pre-gara, la gara e il post gara?

Il pre-Coppi negli ultimi anni è sempre il solito: una pedalata tranquilla in compagnia del mio team, pranzo e merenda con il mio porta-fortuna yogurt con crema lotus e poi serata e cena con i miei amici Iride e Aldo. Quest’anno ho poi avuto anche la fortuna di assistere all’arrivo del campionato italiano uomini.

Durante la gara ho sofferto parecchio: mi sono disidratata e le gambe hanno ceduto, ma la mia testa per fortuna no, ho cercato di pensare all’Esischie un pezzetto per volta e ho cercato di rimanere sempre lucida e calma. Nel finale mi sono tornate le forze e mi sono potuta godere a pieno l’arrivo in Piazza Galimberti.

Il post gara è stato davvero speciale perché noi del team OMCC siamo riusciti a vincere sia sul percorso medio che sul lungo, sia in campo femminile che maschile, pertanto abbiamo festeggiato tutti assieme! Prima sono andata con mio papà a mangiare assieme pranzo e poi sono andata con il mio team a cena e abbiamo condiviso una bella serata tutti assieme. Sono una persona semplice e per me il regalo più bello è la possibilità di passare del tempo di qualità in compagnia delle persone a cui voglio bene.

 

Una gara è anche un bellissimo viaggio e una bellissima esperienza in compagnia senza troppo stress ma con tanta consapevolezza, focalizzazione e fiducia in sè. Importante accogliere ogni situazione anche avversa e capire come fare per risolverla, affrontarla, superarla con pazienza e fiducia, con la consapevolezza che tutto passa e tutto torna, passano le crisi e tornano le energie necessarie e indispensabili per spingere fino alla fine.

 

Alimentazione prima, durante, dopo questa gara?

Sono seguita dalla mia migliore amica nonché nutrizionista e mia collaboratrice professionale Samantha Arnaudo. Nel giorno pre-gara aumento la quota di carboidrati semplici, riduco quella di grassi e proteine e limito le fibre; questo mi fa arrivare al via leggera, ma con le scorte di glicogeno piene.

Durante la gara ho assunto circa 70 g/h di carboidrati grazie ai prodotti fornitimi da Cetilar e 2.5 L di acqua (6h22′ di gara). Ho avuto alcune difficoltà digestive a causa della disidratazione.

Dopo la gara l’alimentazione è libera: mangio ciò che mi va e mi piace, in particolare subito dopo la gara ho preso una bustina di recovery pro di Cetilar e delle ciliegie (che mi ha regalato Aldo). Dopo le premiazioni sono andata a mangiare con mio papà uno yogurt frozen gigante con tanta crema lotus (la mia preferita) e tutto quello che mi andava. A cena sono andata in pizzeria e anche in questo caso ho ordinato i piatti che più mi andavano, senza limitazioni né vincoli: bisogna saper mangiare, ma anche sapersi concedere dei momenti di ‘stacco’ è fondamentale per poter sostenere il piano alimentare a lungo termine. La mia nutrizionista in questo è sempre molto chiara e aperta: se mangi bene d’abitudine, non sarà di certo un pasto a compromettere tutto il resto.

 

L’allenamento nutrizionale è altrettanto importante quanto quello fisico e quello mentale, soprattutto in una granfondo considerata una gara di endurance per la durata di qualche ora.

Ti aspettavi di vincerla ancora?

Non me lo aspettavo, ma ci speravo, questo sì. Quando mi presento al via non mi aspetto mai di vincere, ma ci spero sempre.

 

Ci si presenta sempre in partenza con la consapevolezza di ciò che si vale, dei grandissimi e faticosi lavori fatti a casa e con la consapevolezza di vivere l’esperienza appieno e se si vince tanto meglio.

A chi la dedichi?

La dedica va a mia mamma che è venuta a vedere il mio arrivo nonostante sia momentaneamente in carrozzina a causa di un infortunio (in bici).

 

Una bella e resiliente dedica da una figlia vincitrice a una mamma al momento ai box per infortunio con la speranza di rialzarsi al più presto per continuare a pedalare.

Cosa diresti ad Annalisa di 10 anni fa?

Puoi arrivare molto oltre quello che immagini: credi in te stessa e credi nel processo, il lavoro paga sempre. Vorrei dirle di vivere tutto con più leggerezza e serenità perché troppe volte non è stato così, ma non ne vale la pena. La vita è una sola e va vissuta al 100% facendo ciò che amiamo e ciò che ci fa star bene senza preoccuparci troppo di cosa pensano gli altri di noi.

 

Se ci voltiamo indietro possiamo notare da dove siamo partiti e come siamo partiti, il grandissimo percorso fatto finora volendoci bene e apprezzando ciò che siamo riusciti a fare da soli e con l’aiuto di altri, nonostante tanti impedimenti e momenti critici.

Come ti vedi tra 10 anni?

Tra 10 anni mi vedo sempre nel mondo dello sport, ma sicuramente con una prospettiva differente: sarò da guida a chi vorrà seguire un percorso simile al mio e spero di poter diventare una guida importante per molte giovani che vogliono vivere lo sport agonistico con il massimo impegno, ma anche il massimo rispetto per sé stesse. Sarò più coach che ciclista, ma sicuramente lo sport farà sempre parte della mia vita!

 

Lo sport una grande palestra di vita sempre, sia da atleti, sia da coach, preparatori. È importante avere una progettualità, un piano B, obiettivi sfidanti ma non impossibili e crederci sempre.

https://ilsentieroalternativo.blogspot.com/2026/07/annalisa-prato-e-la-quarta-volta-che.html

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sport

Castel di Sangro capitale dello Skiroll, arrivano Nazionali Under 23 e Juniores: a luglio gare decisive per la Coppa del Mondo

🎿 Castel di Sangro si prepara a ospitare il Campionato Italiano di skiroll e la Coppa Italia Nextpro: il 25 e 26 luglio circa cento atleti gareggeranno in prove valide per le qualificazioni alla Coppa del Mondo. Intanto l’Alto Sangro accoglie le Nazionali Under 23 e Juniores. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#CastelDiSangro #Skiroll #SciDiFondo #AltoSangro

Pubblicato

a

Squadra di Skiroll

Castel di Sangro L’Alto Sangro si conferma sempre più territorio di riferimento per lo sci di fondo e lo skiroll nazionale. Dopo l’esperienza dello scorso anno, quando la Nazionale Juniores di sci di fondo aveva animato Castel di Sangro con una spettacolare gimcana cittadina seguita da prove ed esercitazioni aperte ai giovani degli sci club, la città torna al centro dell’attenzione federale con un nuovo passaggio di grande rilievo sportivo e istituzionale. Nei giorni scorsi, l’ex Convento della Maddalena ha accolto la Nazionale Under 23 e la Nazionale Juniores, protagoniste di un incontro voluto dal sindaco Angelo Caruso e da Arturo Como, referente per lo sci di fondo del Centro Sud Italia e presidente dell’Asd Sci Club Alfedena.

La presenza delle due rappresentative azzurre, entrambe composte da atleti già capaci di conquistare risultati importanti in ambito internazionale, conferma la fiducia della Fisi nei confronti dell’Alto Sangro come sede di ritiri, allenamenti e appuntamenti di alto livello. Una scelta che rafforza il percorso avviato negli ultimi anni e prepara il territorio a un’estate sportiva di grande intensità.

Campionato italiano di skiroll e Coppa Italia Nextpro il 25 e 26 luglio

Il passaggio più rilevante riguarda l’assegnazione all’Asd Sci Club Alfedena del prossimo Campionato Italiano di skiroll e della Coppa Italia Nextpro, in programma a Castel di Sangro il 25 e 26 luglio. Una due giorni che porterà in città circa cento atleti provenienti da tutta Italia e che avrà un valore tecnico particolarmente importante: le gare saranno infatti valide per le qualificazioni alla Coppa del Mondo di skiroll, al via a settembre con tappe in Svezia, Lettonia e Val di Fiemme.

Per Castel di Sangro si tratta di un riconoscimento ulteriore della propria vocazione sportiva. La città, già abituata a ospitare grandi eventi nazionali e internazionali, si prepara ora a diventare teatro di una disciplina che rappresenta la naturale prosecuzione estiva dello sci di fondo. Lo skiroll consente agli atleti di allenarsi su strada durante i mesi senza neve e richiede infrastrutture adeguate, sicurezza, organizzazione e una rete di supporto tecnico-amministrativa molto solida.

Caruso: “Castel di Sangro è una comunità ad alta propensione sportiva”

Nel corso dell’incontro istituzionale, il sindaco Angelo Caruso ha rivolto un messaggio di benvenuto alle due Nazionali e ai loro tecnici, sottolineando il valore della scelta compiuta dalla Federazione. Per il primo cittadino, essere individuati come territorio di riferimento rappresenta un motivo di orgoglio e una responsabilità. Castel di Sangro, ha ricordato, è una comunità con una forte propensione sportiva, attenta alla crescita dei giovani attraverso la pratica agonistica e la cultura del movimento.

Caruso ha inoltre evidenziato il lavoro svolto da Arturo Como per il futuro dello sci di fondo nel Centro Sud Italia, ribadendo la volontà dell’amministrazione di accogliere atleti e tecnici nel miglior modo possibile. Sulla stessa linea si è espresso l’assessore allo sport Simon Luca Raffone, che ha parlato di un rapporto sempre più robusto con la Fisi e di una programmazione sportiva destinata a generare attrazione, visibilità e nuove opportunità per il territorio.

La richiesta di strutture adeguate per far crescere i giovani talenti

Uno dei temi emersi con maggiore forza riguarda la necessità di dotare l’Abruzzo e il Centro Sud di impianti adeguati, capaci di permettere ai giovani atleti di allenarsi senza essere costretti a spostarsi lontano per inseguire i propri sogni. A richiamare questo punto è stato Alessio Giancola, rappresentante Coscuma e allenatore, che ha ricordato come il territorio non manchi di talenti, ma soffra ancora una carenza strutturale rispetto alle aree del Nord Italia.

Anche Tommaso Tamburro, responsabile eventi di prima fascia e coordinatore sci di fondo per il Centro Sud, ha sottolineato quanto sia decisivo costruire strutture sportive capaci di accompagnare la crescita dei ragazzi. Il connubio tra tecnici, amministratori e referenti federali viene considerato una condizione essenziale per trasformare le potenzialità del territorio in risultati concreti.

Tecnici, preparatori e il valore dell’ambiente abruzzese

All’incontro hanno preso parte anche il direttore tecnico del settore giovanile Paolo Rivero e i preparatori Matteo Betta, Stefano Corradini, Tommaso Tamburro, Andrea Gola e Fabio Pasini, impegnati nella preparazione delle giovani promesse azzurre. Rivero ha espresso soddisfazione per la collaborazione avviata con Castel di Sangro, in particolare sul progetto legato alla realizzazione di una pista da skiroll, e ha ribadito l’importanza dell’impiantistica invernale e della base giovanile per garantire il futuro della disciplina.

Particolarmente significativo anche il contributo di Manuel Toscano, psicologo delle Nazionali, che ha evidenziato il valore del contesto ambientale abruzzese nella preparazione degli atleti. In uno sport come lo sci di fondo, allenarsi all’aperto e in luoghi di qualità naturalistica incide non solo sulla prestazione fisica, ma anche sulla motivazione, sulla concentrazione e sulla capacità di costruire disciplina nel tempo.

Como: “L’Abruzzo deve avere le stesse opportunità del Nord”

A chiudere l’incontro è stato Arturo Como, che ha definito la presenza contemporanea delle due Nazionali nell’Alto Sangro un vero “evento nell’evento”. Il presidente dell’Asd Sci Club Alfedena ha attribuito questo risultato a un lavoro condiviso tra amministrazione, tecnici, Federazione e rappresentanti del territorio, ringraziando il sindaco Caruso, il presidente di comitato Angelo Ciminelli, il presidente federale Flavio Roda e il consigliere federale Carlo Dal Pozzo.

Como ha ribadito un punto centrale: servono strutture sportive adeguate e una politica capace di accompagnare lo sviluppo dello sci di fondo e dello skiroll anche nel Centro Sud. Il suo impegno, ha spiegato, continuerà con la stessa determinazione affinché l’Abruzzo possa offrire ai propri atleti condizioni di allenamento paragonabili a quelle del Nord Italia.

Il 7 luglio alle 10, nella Sala Pietro Celestino di Palazzo Silone, il Campionato Italiano e la Coppa Italia assegnati a Castel di Sangro saranno presentati ufficialmente in conferenza stampa, su iniziativa del sindaco Caruso e con il sostegno dell’assessore regionale Mario Quaglieri. Un passaggio che conferma la crescente attenzione istituzionale verso una disciplina che, tra Alto Sangro e Alfedena, sta trovando uno spazio sempre più riconoscibile nel panorama sportivo nazionale.

Continua a Leggere

Sport

La festa dello sport anima il Parco Santa Teresa di Spoltore

🏀 Spoltore si prepara alla grande Festa dello Sport: venerdì 3 luglio il Parco Santa Teresa ospiterà esibizioni, premiazioni degli atleti locali e una serata all’insegna del divertimento per tutte le età.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Spoltore #Sport #Pescara #Abruzzo

Pubblicato

a

Locandina evento Spoltore

Redazione- Spoltore, cittadina in provincia di Pescara che affaccia con orgoglio sull’area metropolitana pescarese, si prepara a vivere una giornata all’insegna del movimento, della condivisione e dell’aggregazione comunitaria. Venerdì 3 luglio, l’ampio polmone verde del Parco Santa Teresa diventerà il teatro naturale della nuova edizione della Festa dello Sport, un evento che mira a mettere in risalto il tessuto associativo locale e i benefici che l’attività fisica, svolta a ogni livello, porta al benessere psicofisico dei cittadini, dai più piccoli agli anziani.

Il programma della manifestazione e i saluti istituzionali

Il cuore pulsante dell’evento inizierà a battere alle ore 18:30. La cerimonia inaugurale vedrà la presenza delle massime cariche cittadine, che apriranno ufficialmente la giornata con i saluti istituzionali. La sindaca di Spoltore, Chiara Trulli, insieme alla consigliera con delega allo Sport, Angela Scurti, porteranno il messaggio dell’amministrazione comunale, sottolineando come la promozione della cultura sportiva rientri tra le priorità per la crescita sociale del territorio. Il coordinamento dell’intera kermesse è stato affidato a Costantino Spina, figura nota nel panorama locale, che guiderà il pubblico attraverso le diverse fasi della giornata.

Dalle ore 19:00 il Parco Santa Teresa cambierà volto: i sentieri e gli spazi aperti del parco si animeranno con le esibizioni delle numerose associazioni sportive che operano quotidianamente nel perimetro di Spoltore e delle frazioni limitrofe, come Villa Raspa e Caprara. Sarà l’occasione per le società di mostrare, direttamente sul campo, la qualità del lavoro svolto con i ragazzi, offrendo dimostrazioni che spaziano dalle arti marziali alla ginnastica, fino agli sport di squadra più radicati nella tradizione locale.

Riconoscimenti agli atleti e spettacolo conclusivo

Uno dei momenti più attesi, che richiama ogni anno l’attenzione delle famiglie e degli addetti ai lavori, è la premiazione degli atleti e delle associazioni sportive che hanno portato in alto il nome di Spoltore durante l’ultima stagione agonistica. Ricevere un riconoscimento pubblico tra le mura amiche del proprio Comune rappresenta un momento di orgoglio per i giovani sportivi, celebrati per l’impegno costante e per i traguardi raggiunti nelle competizioni provinciali, regionali e nazionali.

Il ritmo della serata salirà sensibilmente a partire dalle ore 21:00, con un appuntamento fuori dagli schemi classici: una prova di wrestling che promette di intrattenere il pubblico presente al parco. L’intento degli organizzatori è quello di unire discipline sportive di base a momenti di puro spettacolo, garantendo un mix di intrattenimento adatto a ogni fascia d’età. Per chiudere la serata in allegria e convivialità, il programma prevede alle 22:30 un deejay set curato da Mauro Cesarone DJ, che trasformerà il parco in uno spazio di festa danzante sotto il cielo estivo abruzzese.

Servizi e accoglienza per i cittadini

L’organizzazione dell’evento non ha trascurato la logistica e i servizi necessari per accogliere al meglio i visitatori. L’area del Parco Santa Teresa dispone di una configurazione ideale per ospitare stand informativi gestiti dai rappresentanti delle società sportive, dove i genitori potranno chiedere informazioni su corsi, iscrizioni e prospetti formativi per la prossima stagione autunnale.

Inoltre, per permettere alle famiglie di trascorrere l’intera serata all’interno del parco senza doversi spostare, verrà allestita un’area food truck. Questo spazio dedicato alla ristorazione offrirà diverse opzioni gastronomiche, garantendo ristoro a tutti i partecipanti. La Festa dello Sport rappresenta dunque, più che una semplice esibizione atletica, un momento di vitalità per Spoltore, consolidando il ruolo del Parco Santa Teresa come punto di ritrovo irrinunciabile per la cittadinanza, specialmente durante le sere d’estate. L’invito dell’amministrazione è rivolto a tutta la cittadinanza, per vivere un venerdì sera diverso, all’insegna della salute e della coesione sociale.

Continua a Leggere

Sport

Cosa spinge a praticare sport?

Lo sport è una scuola di vita, attraverso lo sport ci si plasma come un’opera d’arte.Interessanti le risposte alla mia domanda: Cosa spinge le persone a fare sport, che è anche titolo di un mio libro edito da Aracne Editrice

Pubblicato

a

Runners

Redazione-  Lo sport è una scuola di vita, attraverso lo sport ci si plasma come un’opera d’arte.Interessanti le risposte alla mia domanda: Cosa spinge le persone a fare sport, che è anche titolo di un mio libro edito da Aracne Editrice

Interessante la testimonianza di Rollo Aloisio:

Ciò che mi spinge a praticare sport è la continua e crescente voglia di migliorarmi, di confrontarmi con gli altri, di vincere per me stesso e per gli altri, di fare della mia vita un’opera d’arte, ma soprattutto lo pratico poiché, per alcuni come me, non si tratta di uno svago e/o di un passatempo bensì di una vera e propria esigenza di vita. Ritengo di non poter riuscire a immaginare la mia vita senza lo sport, priva di quelle sane esperienze che mi portano ad affrontare, con maggior naturalezza e maturità, varie problematiche che mi si presentano durante la vita.”

Per tante persone, dalla pratica dello sport da soli o in compagnia deriva il senso di benessere, uno “stare bene” che motiva le persone a fare sport.

Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulle motivazioni che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi. Di seguito alcune risposte.

Davide Bassi: Inconsapevolmente la mia vita è cresciuta attorno allo sport, come una pianta di vite attorno al suo palo. Sinceramente oggi non mi domando perché lo faccio ma mi domando se potrei farne a meno e la risposta è sempre la stessa: no!

Dorotea Lo Cascio:La sensazione di benessere a 360 gradi! La magia che regalano le competizioni sane,”.

Matilde Staffa: “Il senso di benessere che si prova dopo aver corso per almeno un’ora e la soddisfazione dopo due ore di palestra! Lo sport cura corpo mente e spirito. È una fonte inesauribile di felicità”.

Perché fare sport? Per sperimentarsi, per mettersi in gioco, per raccontare, incontrare, confrontarsi, per sperimentare freddo e caldo, per apprendere dalla scuola della vita; questo è lo sport che vogliamo, di tutti e per tutti, senza età e con ogni modalità.

Una delle motivazioni che spinge le persone a fare sport è uscire dalla zona di confort, mettendosi in gioco, cercando di allenare il corpo e sviluppando resilienza.

Flavio Gioia: “Uno dei tanti motivi è la voglia di uscire dalla zona di comfort, per cercare di allenare il corpo e la mente e migliorare il tenore di vita. La costanza, la voglia di stressare il corpo per portarlo a ottenere una forma adeguata e il benessere psicofisico sono, secondo il mio modesto parere, tutte cause che invogliano a fare sport. Poi gli amici simpatici come Patrizio Di Antonio, Matteo Simone, Massimo Castellano e tanti altri sono l’altra causa che spinge i matti come noi a fare sport! Presto voglio tornare prima a camminare e poi a correre. C’ho nà voja che me se porta via!”.

Marco Soldati: “Spirito di sacrificio e alla fine tanta soddisfazione”.

Rolando Marzorati: “Fondamentalmente il passare degli anni non han mutato la mia spinta a fare sport, sono cambiati i riscontri in termine di prestazioni ma la voglia di mettermi in gioco con traguardi calibrati all’età è la stessa di quando avevo 20 anni”.

Massimo Castellano: “Grazie al grande motivatore, triatleta e psicologo dello sport, dott. Matteo Simone che spinge a fare sport aggregando tutti noi atleti e alla lettura dei suoi libri che invogliano a praticare sport affrontando con resilienza qualsiasi fatica per arrivare al traguardo”.

Si impara sempre dall’esperienza, importante è mettersi in gioco, uscire dalla zona di comfort, si può scegliere di restare seduti dietro le quinte, comodi, ma solo mettendosi in gioco e facendo esperienza ci possono essere i presupposti per far meglio e conoscersi meglio, la prossima volta si potrà fare diversamente e meglio.

Praticando sport ci si accorge di poter fare qualcosa di importante, di raggiungere mete e obiettivi sfidanti, superare crisi e difficoltà.

Luca Parisi: “Le persone come te che danno valore alle persone che realizzano grandi oppure piccoli traguardi”.

Sandro Paduano: “La cosa più bella è sudare e raggiungere la meta che da calore alla vita e possiamo parlare fino all’infinito, amo lo sport”.

Tra le risposte più gettonata e frequenti vi è il senso di libertà, in effetti lo sport permette di evadere dalle incombenze e preoccupazioni quotidiane, prendendosi un tempo proprio da soli o con amici per dedicarsi a sé stessi curando corpo e mente.

Mimma Caramia: “Il senso di benessere e appagamento. La corsa mi dà quel senso di libertà, una sensazione di benessere che rimane incollata come una seconda pelle”.

Giampiera Farre Chanel: “La sensazione di libertà che si ha durante l’attività”.

Veronica Bellenna Mattioli: “Liberare la mente stressata e ritagliare quello spazio solo per te! Ecco perché mi avventuro a correre nel bosco”.

Natascia Panzavolta: “L’ attività sportiva nasce e si esprime come senso di libertà, io vivo così il mio sport, mi sento libera…libera di esprimere ciò che sono!”.

Jana Brafči: “Libertà e benessere assoluto durante e dopo”.

Per tanti attraverso lo sport si conosce gente, si fa gruppo, ci si confronta, è un’occasione per ridere, sorridere, divertirsi.

Michele Ricucci: “Fare nuove amicizie? Una Vita meno sedentaria e poltronosa? L’azione che ci rende agili, liberi di camminare con le nostre gambe verso cose belle e costruttive?”.

Francesco Di Pierro: “Noia, stress, crisi di mezza età, abitudine, edonismo, voglia di conosce gente. Siamo tutti diversi, non credo ci sia un motivo comune”.

Marco Maria Mongiardini‎: “Mi spinge il fatto di star bene, conoscere gente speciale, migliorare il proprio stile di vita e crescere a livello mentale”.

Per tanti lo sport diventa una medicina, una terapia naturale meglio di tanti altri farmaci a volte anche considerato meglio dello psicologo.

Chicca Falvo: “Tengo a bada il mio diabete tipo 1 e le complicanze”.

Michele D’Adamo: “È la medicina n. 1”.

Domenico Manzella: “Le scarpe da running costano meno dello psicologo”.

Gianluca Achille: “La corsa è terapia (per me). Per dirla alla Ernesto Calindri: ‘contro il logorio della vita quotidiana’.

Le motivazioni a fare sport sono le più disparate: performance, benessere, non ingrassare, dimagrire, conoscere gente, fuggire da casa e dai problemi.

Italo Merolli: “Matteo ciò che spinge le persone a praticarlo va sicuramente ricercato nell’aspetto motivazionale. E le motivazioni possono essere le più disparate”.

Carlo Spairani: “Il motivo opposto a quello che spinge le persone a stare sul divano…visioni diverse della vita”.

Lo sport aiuta a comprendere il significato dello sforzo e dell’impegno, aiuta a conoscersi sempre di più soprattutto nelle condizioni difficili dove si tratta di prendere decisioni e di andare avanti. Lo sport permette di comprendere l’unione del corpo, mente e cuore; l’importanza della passione, il credere nelle cose che si fanno, credere in se stessi.

Pierluigi Lops: “La pazzia. Lo sport è gioco e divertimento, ogni bambino o adulto ha dentro di sé la voglia di divertirsi e giocare fino a 80 anni. Lo sport, ma soprattutto la corsa, ti permette di scoprire ogni cellula del tuo corpo. La sensazione, mentre corri, è proprio quella di analizzare le sensazioni mentali e confrontarle con il tuo corpo con ogni movimento degli arti, con ogni contrazione muscolare e con ogni respiro”.

Bosco Giuseppe: “Ciao Matteo, non penso proprio sia la pazzia, io corro dal 1980, 40 anni di emozioni, sacrifici ma tante soddisfazioni, quando non corro mi sento uno schifo, la corse mi rigenera il corpo e la mente, mi rende di buono umore, anche se so bene che con l’età dovrò regolarmi negli allenamenti, ma finche’ avrò questa passione non mollerò, anzi non vedo l’ora che la situazione si sistema, per poter in rivedere tanti amici in gara, abbracciarli condividendo con loro quelle belle emozioni prima, durante e dopo la competizione. Auguri per il 2021 di corsa naturalmente”.

Per tanti c’è la voglia di provvedere alla propria salute, prevenire, promuovere sani abitudini, avere un salutare stile di vita, non ingrassare, tenersi in forma.

Criceteam: “Credo che la partenza sia un senso di inadeguatezza. Qualcosa nella nostra vita non ci piace, che sia qualche kg di troppo o altro. Poi scopri quanto è bello e non lasci più perché ti fa star bene“.

Luciano Ciurleo: “La voglia di volersi bene, la voglia di evadere dalla propria routine”.

Matteo Stelluti: “La bilancia”.

Paolo Giorgetta: “La panza …”.

Ringrazio Massimo Castellano per la sua poesia:

Grande Dott. Matteo Simone! Una poesia per le sue imprese: Forza Matteo! La tua amicizia rende gioiosa ogni volta che esci senza alcuna pigrizia, spesso con una volontà che solo chi ha resilienza vince a ogni partenza! Sei un amico di tutti e questo ci rende sempre più orgogliosi della tua bontà senza malizia, per il tuo modo di essere e vivere in piena amicizia. Donare per te un semplice sorriso è come praticare uno sport. Condividi emozioni vivendo i momenti più preziosi con tutti gli amici, alcuni campioni e altri tapascioni! La tua personalità non è fatta di apparenza, vivi per i valori, è questa la vera sostanza, il resto non ha importanza. Sei per tutti un grande esempio, come un maestro dai sempre il consiglio giusto. L’amica salita è il tuo motto, in ogni momento ci aiuti a non mollare per non piangerci addosso, sai come vincere ogni avversità con coraggio, con parole da saggio, augurandoci di arrivare vittoriosi al nostro traguardo! ❤”.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza