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Il progetto “Praesentia” parte da Ischia per raccontare l’identità della Campania

🍇 Ischia apre le porte a “Praesentia”, il viaggio che esplora l’identità autentica della Campania tra archeologia, alta cucina e tradizioni millenarie. Dalla Coppa di Nestore alle stelle Michelin, un racconto unico dei sapori regionali.

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Lacco Ameno – Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo la giornata inaugurale di “Praesentia. Gusto di Campania Divina”, il nuovo percorso itinerante dedicato alla promozione dell’identità culturale ed enogastronomica campana. L’evento, che punta a valorizzare le eccellenze regionali partendo dai luoghi simbolo del territorio, ha scelto l’isola d’Ischia come palcoscenico d’eccezione per il primo appuntamento.

La cornice scelta per l’avvio del progetto è stata quella di Villa Arbusto, situata nel comune di Lacco Ameno, un polmone culturale che ospita il Museo di Pithecusae. La scelta di questa location non è casuale: tra queste mura si conservano reperti archeologici di portata mondiale, tra cui la celebre Coppa di Nestore, ritrovata nella necropoli di San Montano nel 1955. La presenza di questo reperto ha offerto lo spunto per una riflessione profonda sul legame tra l’isola e la cultura del vino in Italia, ponendo le basi per una narrazione che unisce il passato remoto ai sapori contemporanei.

L’incontro tra storia e alta cucina locale

Ad aprire ufficialmente i lavori sono stati Vincenzo Maraio, assessore regionale al Turismo, e Francesco Morra, presidente di ANCI Campania. I due rappresentanti istituzionali hanno sottolineato la natura strategica dell’iniziativa, finanziata dal Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT) per la parte corrente del 2025. L’obiettivo è quello di trasformare la conoscenza delle radici identitarie in una forma di turismo consapevole e di alta qualità.

La professoressa Elisabetta Moro, curatrice scientifica del progetto, ha evidenziato come l’ospitalità ischitana rappresenti un filo rosso che lega le antiche abitudini greche ai moderni flussi turistici. Questo legame si è manifestato concretamente a tavola, grazie al confronto creativo tra due pilastri della ristorazione ischitana. Da una parte lo chef Nino Di Costanzo, anima del ristorante Daní Maison insignito di due stelle Michelin, che ha declinato il concetto di “Totano e Patate” in una veste moderna, abbinandolo al Biancolella Vigna del Lume di Cantine Mazzella. Dall’altra, Agostino e Silvia D’Ambra de Il Focolare, che hanno proposto la tradizionale pasta con il sugo di coniglio, simbolo della cucina contadina locale, accompagnata dal Piedirosso Tenuta di Monte Zunta di La Pietra di Tommasone.

Un patrimonio immateriale tra musica e sapori

Il racconto della Campania non si è limitato al palato. L’atmosfera è stata arricchita dalle note di Aurora Giglio, nota ricercatrice e interprete della canzone napoletana. Attraverso l’arte della posteggia, iscritta nel Registro IPIC della Regione Campania, Giglio ha dato voce a un patrimonio immateriale che il ministero della Cultura intende valorizzare in vista della candidatura all’UNESCO dell’intera tradizione della Canzone Napoletana. L’esibizione ha trasformato Villa Arbusto in un salotto d’altri tempi, celebrando il valore della musica come strumento di coesione sociale e identitaria.

A suggellare il viaggio gastronomico, la pasticceria locale ha risposto con la zeppola vulcanica, creata da Mariagrazia e Arianna Di Massa: un dolce che sintetizza la ricotta, la marmellata di albicocche e la piperna, erba aromatica tipica dei rilievi collinari ischitani.

Il calendario del viaggio regionale

Il successo della tappa ischitana segna solo l’inizio di un tour che si preannuncia denso di tappe significative. Il progetto Praesentia attraverserà infatti l’intera regione, portando l’attenzione su prodotti e tradizioni locali che definiscono il carattere unico di ogni provincia. Dopo Ischia, il calendario prevede appuntamenti strategici tra cui Castellammare di Stabia, prevista per il 13 luglio, dedicata all’icona della pasta, e successivamente Ascea, l’8 settembre, dove si parlerà del legame tra il territorio cilentano e la Dieta Mediterranea.

Il percorso proseguirà poi a settembre a Pozzuoli per l’evento dedicato ai prodotti ittici, seguito da Avellino, Aversa, Benevento e una chiusura simbolica programmata per il 7 dicembre a Napoli, dove il tema centrale riguarderà il riconoscimento UNESCO della pizza e della cucina italiana. Grazie a questo calendario sistematico, Praesentia punta a consolidarsi come un pilastro del marketing territoriale, capace di collegare i piccoli borghi alle grandi aree metropolitane in una visione unitaria di Campania che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini vulcaniche e mediterranee.

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Il ritorno di Esterina e la visione di Anastasia Paris: una nuova rotta per la cucina di Civitavecchia

🌊 Il leggendario ristorante Esterina torna a nuova vita a Civitavecchia sotto la guida della chef Anastasia Paris. Un omaggio alla storia locale tra sapori antichi e tecniche d’avanguardia.

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#Civitavecchia #Esterina #AnastasiaParis #AltaCucina

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Redazione-  Civitavecchia segna un punto di svolta importante nel panorama culinario del litorale laziale con la riapertura di uno dei suoi simboli storici: il ristorante Esterina. Un nome che a Civitavecchia evoca ricordi, tradizioni familiari e un legame indissolubile con il mare. A raccogliere questa eredità e a tesserne il nuovo percorso gastronomico è Anastasia Paris, chef abruzzese già protagonista della scena capitolina con il ristorante Futura, situato nel cuore del rione Monti, in via Panisperma. La nuova avventura non si configura come una semplice gestione, ma come un connubio tra la memoria storica di un luogo iconico e la freschezza di una visione culinaria moderna ed esperta.

La struttura dell’offerta gastronomica è stata pensata per valorizzare la materia prima locale, interpretandola attraverso tecniche contemporanee che rispettano la natura del pescato. In cucina, la direzione operativa è affidata a Daniele Conte, professionista esperto che lavora in sintonia con la linea tracciata dalla Paris. Il team si completa con figure di rilievo come il maître e sommelier Gabriele Recanatesi, incaricato di gestire la narrazione del vino in abbinamento ai piatti, e la pastry chef Chiara Pannozzo, che firma la proposta dei dolci, chiudendo il percorso degustativo con un tocco di eleganza e ricerca.

Un omaggio alla tradizione tra design e vissuto

Uno degli aspetti più distintivi della nuova gestione riguarda il senso estetico conferito agli spazi. Contrariamente all’immaginario collettivo che associa i ristoranti di mare a palette cromatiche basate sull’azzurro o sul bianco, Anastasia Paris ha optato per una scelta cromatica coraggiosa e profonda. Nella sala ristorante, la predominanza del marrone non è casuale: l’obiettivo è rievocare il calore di una casa antica, un ambiente che trasmetta vissuto. Questa scelta di design vuole essere un tributo diretto a Esterina, figura storica della città, cercando di trasmettere agli ospiti quella sensazione di accoglienza domestica che è difficile da replicare in un contesto professionale di alto livello.

Il legame con il territorio non si esaurisce nell’estetica, ma diventa il cuore pulsante del menù. La sfida lanciata dalla chef Paris è ambiziosa: recuperare i valori e i sapori del passato, lavorando prodotti del pescato locale spesso trascurati dai menu più commerciali. Un esempio emblematico è quello delle canocchie di mare: un prodotto tipico delle acque di Civitavecchia, meno presente in altri mercati ittici regionali, che qui viene elevato attraverso preparazioni che ne esaltano la texture e la dolcezza naturale.

Tecniche moderne per esaltare il pescato freschissimo

Il progetto intende superare il concetto tradizionale di trattoria di mare attraverso l’adozione di tecniche di lavorazione all’avanguardia. La cucina di Esterina si distingue oggi per l’uso consapevole di affumicature ricercate e, soprattutto, per la valorizzazione del cosiddetto quinto quarto di pesce. Questa filosofia, che mira a utilizzare ogni parte dell’animale, riflette la sostenibilità e il rispetto per la materia prima che Anastasia Paris applica costantemente nel suo percorso professionale.

Per garantire la massima qualità, è stata predisposta una cella dedicata esclusivamente alla conservazione e alla stagionatura del pescato freschissimo. Questo strumento permette di far maturare il pesce in condizioni controllate, portando alla luce sfumature di gusto inedite e complesse, pronte a sorprendere il palato del cliente più esigente. La chef Paris si divide ora tra due mondi paralleli: da una parte Roma, con il ristorante Futura che continua a guardare verso il futuro e l’avanguardia; dall’altra Civitavecchia, dove lo sguardo resta fisso sulla storia, sulla valorizzazione del pescato del giorno e sulla riscoperta delle radici marittime locali. Con questa riapertura, il litorale laziale ritrova un presidio di gusto in cui la modernità tecnica si mette umilmente al servizio della memoria del territorio.

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GIAPPONE – ASTA RECORD PER LA VENDITA DI DUE MELONI, 31400 EURO

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GIAPPONE - ASTA RECORD PER LA VENDITA DI DUE MELONI, 31400 EURO

Redazione-  Pregiatissimi, sono famosi per la polpa dolcissima e… per il prezzo non proprio alla portata di tutti. Due meloni coltivati nell’isola giapponese di Hokkaido hanno raggiunto il prezzo record di 5,8 milioni di yen, equivalenti a 31.400 euro alla prima asta stagionale, superando il precedente massimo storico di 5 milioni di yen stabilito nel 2019. Ad aggiudicarsi i preziosi meloni della varietà cantalupo, fiore all’occhiello della città di Yubari, è stata la Futami Seika, un grossista di frutta e verdura con sede a Kushiro, raccontano i media locali. I due meloni saranno poi esposti in uno dei supermercati Keio di Tokyo, fino a domenica 24 maggio.I meloni Yubari vengono coltivati in condizioni climatiche particolari, in zone caratterizzate da rilevanti escursioni termiche che favoriscono la dolcezza del frutto. Ogni pianta, poi, viene potata per far crescere un solo melone: tutti i nutrienti si concentrano in un solo “esemplare”, che viene curato in maniera quasi maniacale. I contadini si occupano di ogni singolo melone per più di tre mesi: il frutto viene girato, massaggiato con i guanti, protetto dal sole.

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IL MIGLIOR GELATO D’ITALIA E’ CALABRESE, SALVATORE RAVESE E’ IL MIGLIOR GELATIERE ITALIANO 2026

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IL MIGLIOR GELATO D'ITALIA E' CALABRESE, SALVATORE RAVESE E' IL MIGLIOR GELATIERE ITALIANO 2026

Redazione-  Si è svolta a SIGEP World la Finale Italiana di Gelato Festival World Masters, la più importante competizione internazionale dedicata ai gelatieri singoli. Un appuntamento di riferimento per il settore del gelato artigianale, che ha incoronato Salvatore Ravese come Miglior Gelatiere Italiano 2026.

A conquistare il gradino più alto del podio è stato Salvatore Ravese, della gelateria Garden di Gioia Tauro (Calabria), grazie al gusto “Bacio dei due Mari”, una creazione che ha saputo distinguersi per equilibrio, tecnica e identità territoriale. Con questa vittoria, Ravese si aggiudica il titolo nazionale e l’accesso alla Finale Mondiale 2026.

Al secondo posto si è classificato Guido Zandonà, della gelateria Gelato che Meriti di Padova, con il gusto “Caramello salato al burro superiore”, mentre il terzo posto è andato a Danilo Cinelli di Delizie Bolognesi (Bologna), che ha convinto la giuria con il sorbetto “Bora Bora”.

In quarta posizione si è classificata Elisabeth Stolz, dell’Osteria Hubenbauer di Varna (Bolzano), con il gusto “I tesori delle nostre montagne”. I primi quattro classificati rappresenteranno l’Italia alla Finale Mondiale di Gelato Festival World Masters 2026, portando l’eccellenza del gelato artigianale italiano sulla scena internazionale.

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