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Eventi

Per grazia- l’albero dei desideri”, l’evento speciale che unisce musica e filosofia nel cuore di Roma

🌸 Una domenica dedicata all’arte e alla riflessione: scopri l’albero dei desideri tra musica e filosofia. Un incontro unico nel cuore di Roma per guardare oltre il linguaggio e riscoprire il valore del dono gratuito.

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#RomaCultura #EventiRoma #Bibliothé #MusicaDaCamera

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Locandina parte 1

Locandina parte 2

Roma –Nel cuore pulsante del centro storico capitolino, a pochi passi dall’imponente mole dell’Altare della Patria e dai resti archeologici di largo Argentina, si prepara un appuntamento destinato a richiamare un pubblico trasversale, attento alle contaminazioni tra le arti. Domenica 5 luglio, a partire dalle ore 17.30, gli spazi di Bibliothé, situati al civico 4 di via Celsa, aprono le porte a “Per grazia – L’albero dei desideri”, una rassegna che promette di trasformare una serata domenicale in un momento di elevazione culturale e riflessione profonda. L’evento, a ingresso libero, mira a costruire un ponte tra la musica da camera, la performance artistica giovanile e la speculazione filosofica, in una cornice che da anni si distingue per l’offerta di un’esperienza olistica, capace di abbinare il sapere indologico alla cucina ayurvedica tradizionale.

Il concetto di grazia tra logica e dono

Il cuore pulsante dell’incontro risiede nella natura stessa del tema scelto: la grazia. Spogliata dalle declinazioni puramente dogmatiche, la riflessione si sposterà su ciò che viene ricevuto senza il peso del merito personale, in una chiara opposizione alla frenetica logica contemporanea della prestazione e del profitto. Attraverso l’evocativa metafora dell’albero dei desideri, l’iniziativa intende porre l’attenzione su una forma di accoglienza che vive di spontaneità piuttosto che di conquista. È in questo alveo che si inserisce l’intervento di Ismaele Calaciura Errante, intitolato provocatoriamente “Riconoscenza o riconoscimento? Apologia del lavoro umano contro la gratuità della grazia”. Il dibattito promette di mettere a nudo la tensione tra la necessità di gratificazione derivante dall’agire umano e la disponibilità ad accogliere un dono che non richiede contropartita, un tema complesso che verrà esplorato attraverso il confronto diretto con il pubblico.

Il programma tra musica classica e giovani talenti

La direzione artistica ha strutturato un percorso sonoro e performativo di ampio respiro. L’apertura sarà affidata al Sestetto di musica da camera del Conservatorio San Pietro a Majella, che omaggerà il compositore francese Francis Poulenc, preparando il terreno per le performance di Tommaso Valerio Gentile e Havyangel, noto tra gli amici come “Heavy”. L’alternanza tra i generi non sarà casuale: il momento dedicato alla presentazione delle opere visive, incentrate sul tema della gratuità, sarà accompagnato da un aperitivo ayurvedico, offrendo ai presenti un’esperienza sensoriale completa.

La seconda parte dell’evento vedrà salire in cattedra Clara Marcelli, con una riflessione dedicata alla parola oltre il linguaggio di stampo mistico, prendendo le mosse dal pensiero di San Giovanni della Croce. Lo spazio continuerà a risuonare con le “Ode e canti” di Tommaso Valerio Gentile, per poi chiudersi con l’esibizione del Trio di legni del Conservatorio San Pietro a Majella, che si misurerà con il repertorio di Wolfgang Amadeus Mozart. La chiusura sarà riservata a un momento collettivo definito “Sacrificio sonoro”, che culminerà in una jam session aperta ai protagonisti della serata, tra cui spiccano i giovanissimi artisti Yudhisthir Barchi e Ulisse Seni.

Bibliothé, un presidio culturale in via Celsa

La scelta di via Celsa per tale iniziativa non è casuale. Bibliothé si conferma come un avamposto resiliente della cultura romana, incastonato in un reticolo di vie che collegano piazza Venezia al quartiere ebraico e a largo Argentina. Non è una semplice libreria, né un semplice locale: è un centro di ricerca specializzato sull’India e sull’indologia, dove la biblioteca, ricca di testi sull’economia e la spiritualità del subcontinente, dialoga incessantemente con la cucina vegetariana basata sulla medicina ayurvedica.

Lo spazio di via Celsa è noto per la sua capacità di sottrarsi alle logiche commerciali di massa, preferendo ritmi lenti e contenuti di spessore. La struttura di questa serata, che integra la musica classica con la spoken word e il pensiero critico, è la cifra stilistica di un luogo che intende dimostrare quanto viva e pulsante sia ancora la vena creativa capitolina capace di operare fuori dai circuiti istituzionali o mainstream. La partecipazione a “Per grazia” rappresenta dunque, per il cittadino e per il turista curioso, l’opportunità di immergersi in un dibattito intellettuale di alto profilo, sostenuto da una proposta sonora curata nei minimi dettagli.

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Il teatro torna nelle periferie di Roma con il nuovo spettacolo di Fabio Morgan

🎭 Il grande teatro torna nelle strade e nei parchi di Roma con il nuovo spettacolo di Fabio Morgan. Un racconto corale che parte dalle periferie per parlare al cuore della capitale. Non perdere l’occasione di partecipare a questa esperienza teatrale unica nei quartieri di Primavalle e Tor Marancia.

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#teatroroma #mammaroma #fabiomorgan #culturaroma

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Mamma Roma - Tragedia popolare in cinque atti - Foto di Emidio Vallorani DSC08514

Roma – Il respiro della capitale si sposta lontano dai monumenti del centro storico per trovare casa tra i palazzi e i cortili delle periferie, grazie al ritorno in scena di “Mamma Roma – Tragedia popolare in cinque atti”. Il lavoro, scritto e diretto da Fabio Morgan, rappresenta l’apice di un lungo percorso di indagine sociale e artistica che dura ormai da cinque anni. Dopo il debutto avvenuto all’inizio del 2025, lo spettacolo riprende il suo viaggio tra i quartieri, confermando una missione che fonde drammaturgia contemporanea, memoria collettiva e ascolto attivo dei territori.

Le nuove tappe di questa rassegna itinerante sono fissate per venerdì 10 luglio presso il Parco Dominique Green di Primavalle e domenica 12 luglio nel suggestivo scenario del Parco della Torre di Tor Marancia. Entrambi gli appuntamenti, sostenuti dal Ministero della Cultura nell’ambito del bando “Teatro Urbano e Sociale – edizione 2026”, saranno a ingresso gratuito per il pubblico, offrendo una rara opportunità di fruizione culturale di alta qualità fuori dai circuiti teatrali convenzionali.

Dalle case ater al palco: un metodo di ascolto collettivo

Il progetto non nasce da una scrittura solitaria, ma affonda le radici nella residenza artistica “Un giorno tutto questo niente sarà tuo”, avviata nel 2021 in collaborazione con gli abitanti delle case ATER di Torrevecchia. La metodologia di Fabio Morgan si distanzia radicalmente dal concetto di tournée tradizionale. Qui, il teatro diventa uno strumento di analisi urbana: in una metropoli vasta oltre 1.290 chilometri quadrati, dove la maggioranza dei residenti vive nei quindici Municipi che circondano il cuore antico, portare uno spettacolo nei quartieri significa ridisegnare la geografia culturale della città.

Gli abitanti coinvolti non rivestono il ruolo di semplici spettatori, ma sono considerati coautori invisibili. Le loro storie, i loro frammenti di vita quotidiana e il lessico rubato al vissuto reale sono stati trasformati da Morgan e dal cast di attori professionisti in una narrazione scenica che restituisce dignità e spessore umano a contesti spesso etichettati erroneamente solo come zone di marginalità. È un approccio che trasforma il margine in un luogo centrale di produzione culturale.

Un affresco moderno tra padri assenti e desideri di riscatto

La trama di “Mamma Roma – Tragedia popolare in cinque atti” si sviluppa come un complesso affresco corale che attraversa tre generazioni. La protagonista, Laura, incarna il tentativo disperato e coraggioso di offrire al figlio Ettore un destino diverso da quello tracciato dalla povertà e dall’assenza della figura paterna. Il suo obiettivo di aprire un centro culturale nel cuore del quartiere diventa la metafora di un intero territorio che cerca di autodeterminarsi.

A differenza dell’iconica opera di Pasolini, che esplorava le borgate del dopoguerra, il lavoro di Morgan punta l’obiettivo sul presente. Non c’è la volontà di emulare il passato, quanto piuttosto di adottare lo stesso rigore metodologico: abitare i luoghi, ascoltare i conflitti e lasciare che siano le relazioni sociali a dettare i tempi della recitazione. Il confronto con la realtà odierna, fatta di scorciatoie facili e precarietà diffusa, emerge con forza, rendendo lo spettacolo uno specchio fedele delle tensioni urbane della Roma attuale.

Come sottolinea il regista, la periferia funge da laboratorio inesauribile per le istanze contemporanee. Stare dentro questi spazi significa misurarsi con una vitalità contraddittoria ma necessaria, dove si crea una nuova storia proprio laddove convenzionalmente si credeva non ci fosse più nulla da dire. Per la Fondazione La Città Ideale, che promuove l’iniziativa insieme alla produzione di Progetto Goldstein, si tratta di un’azione a forte impatto sociale: la cultura deve uscire dall’immobilismo delle sale per farsi piazza, incontro e occasione di partecipazione democratica.

Questo appuntamento segna il secondo capitolo di una trilogia iniziata nel 2022 con “Accattone agli ATER”, dedicata alle figure genitoriali. Il cammino si concluderà ufficialmente nel 2027 con un progetto ispirato a “Ragazzi di Vita”, destinato a focalizzarsi sulle nuove generazioni. Per partecipare alle due repliche del 10 e 12 luglio è richiesta la prenotazione obbligatoria tramite la piattaforma Eventbrite, un passaggio necessario per gestire il flusso di pubblico in questi spazi urbani riconvertiti in teatri all’aperto.

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Tivoli si accende con “VILLÆSTATE 2026”: il patrimonio monumentale vive oltre il tramonto

✨ Scopri la magia delle ville di Tivoli al tramonto con un palinsesto ricco di arte, teatro e musica sotto le stelle. Vivi il patrimonio UNESCO in una veste inedita e suggestiva.

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#Tivoli #VillaEste #VillaAdriana #CulturaUNESCO

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Alberto Samona_VILLAE 2026_ph.Valentina Sensi via Ufficio stampa HF4

Redazione- Tivoli si prepara a vivere un’estate segnata da una trasformazione radicale dei suoi luoghi simbolo. Con l’avvio di VILLÆSTATE 2026, l’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este ha deciso di riscrivere il rapporto tra i visitatori e i monumenti, aprendo le porte di Villa Adriana, Villa d’Este e del Santuario di Ercole Vincitore ben oltre l’orario canonico di chiusura. Il progetto punta a rendere il sito UNESCO tiburtino un ecosistema culturale vivente, dove le ombre lunghe della sera e le luci sapientemente studiate permettono di leggere le architetture, i giardini e gli spazi archeologici sotto una veste del tutto inedita. Non una semplice estensione dei turni di visita, ma una scelta strategica che trasforma il complesso museale in un teatro a cielo aperto di respiro internazionale.

Un intreccio tra arte contemporanea e storia rinascimentale

La stagione entra nel vivo a metà luglio con un focus marcato sulla sperimentazione artistica. A Villa d’Este, la cui fama è indissolubilmente legata all’ingegno idraulico del Rinascimento, approda il progetto di Claudia Müller dal titolo “Cosmogonie dell’acqua”. L’inaugurazione avverrà il 16 luglio alle ore 17:30 e segnerà l’inizio di una mostra composta da tre installazioni site-specific che dialogano direttamente con i flussi scroscianti delle fontane. L’artista tedesca ha lavorato per creare un ponte tra la ricerca estetica contemporanea e la solennità storica del palazzo, offrendo ai visitatori la possibilità di percepire lo spazio attraverso lenti interpretative inedite. L’esposizione resterà aperta fino al 18 ottobre 2026 ed è inclusa nel biglietto ordinario per accedere alla Villa.

Teatro e memoria storica tra le vestigia romane

Il programma teatrale rappresenta il battito cardiaco di questa edizione di VILLÆSTATE. La suggestiva scenografia di Villa Adriana ospiterà, il 23 e 24 luglio alle ore 20:00, “Memorie di Adriano” interpretato da Alessandro Preziosi. Tratto dal capolavoro di Marguerite Yourcenar, lo spettacolo si avvale della collaborazione di Elisa Di Eusanio e del contributo visivo delle opere di Alfredo Pirri, il tutto avvolto dalle atmosfere sonore curate dal Maestro Giacomo Vezzani.

La narrazione teatrale prosegue spostandosi verso il maestoso Santuario di Ercole Vincitore. Qui, tra il 31 luglio e l’8 agosto, si terrà la rassegna “Heroides”, un viaggio tra le fragilità dei miti classici declinate in chiave moderna. L’area dei grottoni monumentali, recentemente oggetto di mirati restauri e ora pienamente fruibili dal pubblico, diventerà anche l’hub creativo per il “Certamen Ercole Vincitore”, fissato per il 26 settembre: un concorso dedicato agli artisti under 35 che promette di dare linfa vitale a una delle zone più iconiche della città di Tivoli.

Celebrazioni letterarie, musica e osservazioni astronomiche

Il bicentenario della nascita di Carlo Collodi sarà celebrato con un omaggio d’eccezione intitolato “Eterno Pinocchio”. Il 9 e l’11 agosto, Villa d’Este diventerà il centro propulsore di riflessioni letterarie, proiezioni cinematografiche d’epoca e performance multimediali. La partecipazione di figure come Giordano Bruno Guerri e l’attore Andrea Balestri garantisce una visione sfaccettata dell’opera collodiana, che verrà esaltata da un audiovisual mapping sulla facciata della villa.

Parallelamente, la musica diventerà la colonna sonora dei mesi caldi. Il 14 settembre sarà la volta del “Canto delle Creature” con Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana, mentre il 18 settembre Villa Adriana accoglierà “Lumen Lunae”, un intenso melologo dedicato all’imperatore Adriano. Non meno importante sarà l’appuntamento del 29 agosto, quando la Torre di Roccabruna, situata nel complesso di Villa Adriana, aprirà eccezionalmente i suoi spazi per “Ad osservar le stelle”, una serata dedicata all’astronomia che permetterà di scrutare il cielo notturno in un contesto privo di inquinamento luminoso, immersi in un’atmosfera sospesa tra il passato dell’Impero e l’infinito del cosmo.

Come dichiarato dal Direttore dell’Istituto, Alberto Samonà, questo cartellone punta a trasformare l’intero polo tiburtino in un presidio culturale dinamico. L’obiettivo è quello di coinvolgere attivamente la comunità locale, trasformando le aree monumentali in piazze di incontro e riflessione, dove la stratificazione dei secoli non sia solo una nota a piè di pagina sui libri di scuola, ma un’esperienza viva e partecipata.

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Ladispoli in danza 2026: il programma della quarta edizione tra arte e territorio

💃 Ladispoli si prepara ad accogliere il meglio della danza contemporanea nazionale nella storica cornice di Villa Romana La Grottaccia. Due serate dedicate alla ricerca artistica e alla formazione.

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#danza #ladispoli #teatro #cultura

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due tentativi al secondo ph Sara Napoletano - dimensioni grandi

Redazione-  Ladispoli si prepara ad accogliere la quarta edizione di “Ladispoli in Danza”, festival che trasformerà la città in un palcoscenico a cielo aperto nelle giornate del 9 e 10 luglio. La cornice scelta per questa edizione di alto profilo è lo Spazio Teatro Villa Romana La Grottaccia, un sito dal valore storico e archeologico inestimabile che si presta perfettamente a ospitare il dialogo tra il corpo umano e le vestigia del passato. La manifestazione, supportata dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, si conferma come punto di riferimento per la danza contemporanea, grazie alla direzione artistica di Paola Sorressa, impegnata da tempo nel valorizzare la ricerca coreografica di stampo nazionale.

Un omaggio a Micha van Hoecke e la poesia del corpo

La serata inaugurale del 9 luglio, prevista per le 21.30, segna un momento di forte valore culturale. L’apertura è affidata a Pèlerinage, una coreografia che porta con sé l’eredità artistica di Micha van Hoecke. Il riallestimento, curato da Miki Matsuse per la compagnia Borderlinedanza diretta da Claudio Malangone, si propone di esplorare la memoria collettiva attraverso un itinerario che intreccia musica gregoriana, blues e testi mistici. Prima dello spettacolo, il pubblico potrà assistere alla presentazione del volume Micha van Hoecke scritto da Carmela Piccione, un’occasione per approfondire la figura del grande coreografo scomparso.

Il festival non si limita ai nomi del professionismo, ma punta a creare un legame solido con il tessuto locale e regionale. Saranno infatti protagoniste della serata le scuole di danza provenienti dall’Abruzzo, nello specifico l’ASD L’Arabesque de L’Aquila diretta da Maria Cristina Adriatico e la scuola Round Up di Chieti sotto la guida di Erika Morelli. Le giovani promesse del progetto DAD_Danza a Domicilio avranno l’opportunità di confrontarsi con il palco, rendendo il festival un evento di grande portata inclusiva.

Performance immersive e sperimentazione tra le mura della villa

La giornata di venerdì 10 luglio prenderà il via alle 21.00 all’interno del foyer della Villa Romana La Grottaccia. L’intento della direzione artistica è quello di superare la barriera tradizionale tra spettatore e danzatore. La compagnia Arearea presenterà Due tentativi al secondo, un lavoro firmato da Michele Ermini, Gaia Stacchini e Alessia Lombardi che utilizza la corda per saltare come elemento drammaturgico. La coreografia, che si ispira al pensiero filosofico di Jean-Luc Nancy, invita a riflettere sul limite, sull’errore e sulla resistenza fisica.

In contemporanea, la Mandala Dance Company proporrà IntercettAzioni, una performance site specific ideata da Paola Sorressa. L’opera sfrutta l’architettura della villa, trasformando ogni angolo in un organismo vivo. I danzatori, attraverso pratiche di improvvisazione e floor work, interagiranno con la struttura stessa dello spazio, guidando lo spettatore verso il palcoscenico principale dove il programma proseguirà con le proposte delle compagnie ospiti.

Il confronto generazionale e la riflessione sul gioco

La chiusura del festival, prevista sempre per il 10 luglio, vedrà avvicendarsi sul palco principale importanti realtà della danza italiana. Padova Danza porterà in scena Imago di Martina Tordiglione, un’opera che indaga la natura dell’identità moderna. A seguire, il debutto di Anghingò della Compagnia Atacama, diretto da Patrizia Cavola e Ivan Truol. Questo spettacolo si ispira al libro Amblimblè – Rime e riti dei giochi di strada di Piero Dorfles e pone l’attenzione sulla perdita dei giochi di strada nell’era digitale. La danza diventa quindi uno strumento educativo e sociale per richiamare l’attenzione sulle trasformazioni delle nuove generazioni.

La rassegna si chiuderà con la partecipazione di altre realtà del territorio: la Profession Dance di Ladispoli, guidata da Marta Scarsella, e l’Isadora Centro Danza di Latina diretta da Simona Mariotti. Queste collaborazioni confermano la missione della rassegna: creare un laboratorio aperto dove la danza professionale convive con la formazione, trasformando il comune di Ladispoli in una tappa obbligata per chiunque voglia comprendere le nuove traiettorie del linguaggio fisico contemporaneo. La villa, situata in una zona di grande pregio, diventerà nuovamente un polo di attrazione turistica e culturale per l’intero litorale laziale, ribadendo che la cultura è un pilastro fondamentale per lo sviluppo del territorio.

Per chi volesse consultare il programma completo o richiedere informazioni, è possibile visitare il portale ufficiale della Mandala Dance Company o scrivere all’indirizzo email dedicato all’organizzazione del festival.

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