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Il ritorno di Esterina e la visione di Anastasia Paris: una nuova rotta per la cucina di Civitavecchia

🌊 Il leggendario ristorante Esterina torna a nuova vita a Civitavecchia sotto la guida della chef Anastasia Paris. Un omaggio alla storia locale tra sapori antichi e tecniche d’avanguardia.

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Esterina

Redazione-  Civitavecchia segna un punto di svolta importante nel panorama culinario del litorale laziale con la riapertura di uno dei suoi simboli storici: il ristorante Esterina. Un nome che a Civitavecchia evoca ricordi, tradizioni familiari e un legame indissolubile con il mare. A raccogliere questa eredità e a tesserne il nuovo percorso gastronomico è Anastasia Paris, chef abruzzese già protagonista della scena capitolina con il ristorante Futura, situato nel cuore del rione Monti, in via Panisperma. La nuova avventura non si configura come una semplice gestione, ma come un connubio tra la memoria storica di un luogo iconico e la freschezza di una visione culinaria moderna ed esperta.

La struttura dell’offerta gastronomica è stata pensata per valorizzare la materia prima locale, interpretandola attraverso tecniche contemporanee che rispettano la natura del pescato. In cucina, la direzione operativa è affidata a Daniele Conte, professionista esperto che lavora in sintonia con la linea tracciata dalla Paris. Il team si completa con figure di rilievo come il maître e sommelier Gabriele Recanatesi, incaricato di gestire la narrazione del vino in abbinamento ai piatti, e la pastry chef Chiara Pannozzo, che firma la proposta dei dolci, chiudendo il percorso degustativo con un tocco di eleganza e ricerca.

Un omaggio alla tradizione tra design e vissuto

Uno degli aspetti più distintivi della nuova gestione riguarda il senso estetico conferito agli spazi. Contrariamente all’immaginario collettivo che associa i ristoranti di mare a palette cromatiche basate sull’azzurro o sul bianco, Anastasia Paris ha optato per una scelta cromatica coraggiosa e profonda. Nella sala ristorante, la predominanza del marrone non è casuale: l’obiettivo è rievocare il calore di una casa antica, un ambiente che trasmetta vissuto. Questa scelta di design vuole essere un tributo diretto a Esterina, figura storica della città, cercando di trasmettere agli ospiti quella sensazione di accoglienza domestica che è difficile da replicare in un contesto professionale di alto livello.

Il legame con il territorio non si esaurisce nell’estetica, ma diventa il cuore pulsante del menù. La sfida lanciata dalla chef Paris è ambiziosa: recuperare i valori e i sapori del passato, lavorando prodotti del pescato locale spesso trascurati dai menu più commerciali. Un esempio emblematico è quello delle canocchie di mare: un prodotto tipico delle acque di Civitavecchia, meno presente in altri mercati ittici regionali, che qui viene elevato attraverso preparazioni che ne esaltano la texture e la dolcezza naturale.

Tecniche moderne per esaltare il pescato freschissimo

Il progetto intende superare il concetto tradizionale di trattoria di mare attraverso l’adozione di tecniche di lavorazione all’avanguardia. La cucina di Esterina si distingue oggi per l’uso consapevole di affumicature ricercate e, soprattutto, per la valorizzazione del cosiddetto quinto quarto di pesce. Questa filosofia, che mira a utilizzare ogni parte dell’animale, riflette la sostenibilità e il rispetto per la materia prima che Anastasia Paris applica costantemente nel suo percorso professionale.

Per garantire la massima qualità, è stata predisposta una cella dedicata esclusivamente alla conservazione e alla stagionatura del pescato freschissimo. Questo strumento permette di far maturare il pesce in condizioni controllate, portando alla luce sfumature di gusto inedite e complesse, pronte a sorprendere il palato del cliente più esigente. La chef Paris si divide ora tra due mondi paralleli: da una parte Roma, con il ristorante Futura che continua a guardare verso il futuro e l’avanguardia; dall’altra Civitavecchia, dove lo sguardo resta fisso sulla storia, sulla valorizzazione del pescato del giorno e sulla riscoperta delle radici marittime locali. Con questa riapertura, il litorale laziale ritrova un presidio di gusto in cui la modernità tecnica si mette umilmente al servizio della memoria del territorio.

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Musei gratis a Roma domenica 2 agosto: aperture, mostre e info utili

🚨 DOMENICA AL MUSEO A ROMA: TORNA L’INGRESSO GRATUITO IL 2 AGOSTO. SCOPRI TUTTE LE APERTURE, LE MOSTRE E LE VISITE AL PALAZZO SENATORIOUn’occasione imperdibile per riscoprire la bellezza eterna e i tesori archeologici della Capitale senza spendere un euro. Domenica 2 agosto 2026 torna la tradizionale iniziativa dei musei gratis, che offre l’ingresso libero a tutti i Musei Civici di Roma Capitale e ad aree archeologiche d’eccellenza come i Fori Imperiali, il Circo Massimo, l’Area Sacra di Largo Argentina e il nuovo Museo della Forma Urbis al Celio. I servizi museali sono interamente curati da Zètema Progetto Cultura. 🏛️ freeTra i grandi appuntamenti della giornata spiccano le visite guidate gratuite a Palazzo Senatorio sul Campidoglio, che permetteranno di ammirare la storica piazza recentemente restaurata grazie ai fondi europei del PNRR. Le visite (in 4 turni da massimo 30 persone) richiedono la prenotazione obbligatoria al contact center 060608, con le liste aperte da giovedì 30 luglio alle ore 16:00. Il pacchetto gratuito include grandi mostre temporanee come l’omaggio a Constantin Brâncuși ai Mercati di Traiano, la sfilata storica di “Moda in luce” alla Centrale Montemartini, il centenario della GAM e i capolavori fotografici di Cartier-Bresson e Man Ray a Villa Borghese. Fanno eccezione alla gratuità (regolari per i possessori di MIC Card) le grandi antologiche su Diego Rivera, Ettore Scola e Robert Mapplethorpe, oltre ai percorsi immersivi del Bunker di Villa Torlonia e del Circo Maximo Experience. 🚌🎨✨👇 Quale straordinaria area archeologica o mostra d’arte sceglierai di visitare gratuitamente questa domenica a Roma? Raccontacelo nei commenti!#DomenicaAlMuseo #MuseiGratisRoma #PalazzoSenatorio #PnrrCampidoglio #ZetemaCultura #ConstantinBrancusi #DiegoRivera #EttoreScola #RobertMapplethorpe #RomaCultura #EventiAgosto

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VILLA TORLONIA

Roma – Nel quadro delle politiche di valorizzazione del patrimonio storico-artistico urbano e di promozione del welfare culturale di prossimità, l’amministrazione capitolina rinnova il tradizionale appuntamento con la prima domenica del mese. Il prossimo 2 agosto 2026, residenti e flussi turistici internazionali potranno accedere gratuitamente all’intero Sistema dei Musei Civici di Roma Capitale e ad alcune delle più importanti e strategiche aree archeologiche della città metropolitana . La gestione logistica dei servizi museali è interamente affidata a Zètema Progetto Cultura, garantendo un controllo ermetico dei flussi e una fruizione democratica del sapere umanistico. Tra i siti archeologici a ingresso completamente libero spiccano il neonato Museo della Forma Urbis nel Parco Archeologico del Celio, l’Area Sacra di largo Argentina, i Fori Imperiali (con accesso monumentale dalla Colonna Traiana) e l’area monumentale del Circo Massimo .

Il restauro PNRR di Piazza del Campidoglio e le visite al Palazzo Senatorio

L’elemento di maggior rilievo istituzionale della giornata è rappresentato dalla riapertura straordinaria delle visite guidate gratuite all’interno di Palazzo Senatorio sul Campidoglio . La piazza monumentale è stata recentemente oggetto di un imponente e strutturato intervento di restauro conservativo, interamente finanziato con i fondi europei del PNRR e coordinato dagli ingegneri della Sovrintendenza Capitolina. L’opera di rigenerazione urbana ha interessato le facciate storiche dei tre Palazzi capitolini e il rifacimento filologico della pavimentazione michelangiolesca, restituendo l’originaria bellezza geometrica all’intero complesso architettonico. I percorsi guidati, della durata di circa 75 minuti, si svolgeranno esclusivamente in lingua italiana per quattro turni giornalieri (ore 10.00, 11.30, 15.00 e 16.30) con un limite perentorio di 30 partecipanti per gruppo. La prenotazione è tassativamente obbligatoria tramite il contact center centralizzato 060608, attivo con l’apertura delle liste a partire da giovedì 30 luglio alle ore 16:00.

Le mostre temporanee a ingresso gratuito: dal non finito di Vasari a Brâncuși

Il principio di gratuità domenicale si estende in modo lineare a numerose esposizioni temporanee ospitate nei diversi plessi civici. Presso i Musei Capitolini si segnalano quattro percorsi d’aula: a Palazzo Caffarelli la rassegna “Vasari e Roma” omaggia il legame tra l’aretino e la città; in Pinacoteca la mostra “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva” mappa i processi creativi dei dipinti incompiuti, affiancata ad “Angeli” a Palazzo dei Conservatori e ai marmi colorati della Fondazione Santarelli a Palazzo Clementino . La Centrale Montemartini espone “Moda in luce 1955-1975” in collaborazione con l’Archivio Luce, mentre i Mercati di Traiano solennizzano il 150° anniversario di Constantin Brâncuși con la mostra d’avanguardia “Le origini dell’Infinito”, inserita nell’Anno Culturale Italia-Romania 2026. Completano il catalogo gratuito il centenario della Galleria d’Arte Moderna (GAM 100), le opere pittoriche di Pedro Cano e lo studio sull’araldica della Repubblica di Paolo Paschetto a Villa Torlonia, unitamente alle tre mostre fotografiche internazionali del Museo di Roma in Trastevere (Conversano, Gloaguen, Damele) e alla rassegna “Lanterne magiche” al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese con scatti di Cartier-Bresson, Sherman e Man Ray.

Le grandi mostre a tariffazione ordinaria: Rivera, Scola e Mapplethorpe

Il protocollo della Sovrintendenza fissa tuttavia una deroga rigida alla gratuità domenicale per cinque eventi espositivi e percorsi ipogei ad altissima specializzazione scientifica e multimediale, per i quali resta in vigore la tariffazione ordinaria, con applicazione della riduzione protettiva esclusivamente per i possessori della Roma MIC Card . Rimangono a pagamento l’importante antologica “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico” allestita a Villa Caffarelli, la mostra documentaria “Ettore Scola – Non ci siamo mai lasciati” a Palazzo Braschi nel decennale della scomparsa del regista, e la grande retrospettiva “Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza” presso il Museo dell’Ara Pacis, forte di circa duecento scatti d’autore. Esclusi dal regime di gratuità sono infine l’esperienza multimediale immersiva del Bunker e dei rifugi antiaerei di Villa Torlonia (con prenotazione obbligatoria per singoli e delegazioni) e il percorso in realtà aumentata e virtuale “Circo Maximo Experience”, attivo dalle ore 9:30 alle 16:00 .

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In Abruzzo il primo distributore 24 ore su 24 di Arrosticini di Pecora

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Arrosticini

Redazione- Il profumo dei mitici Arrosticini, made in Abruzzo, sono il simbolo di una Regione, e da oggi diventano disponibili 24 su 24. Da oggi non serve più aspettare l’apertura della macelleria. A Villa Raspa di Spoltore, alle porte di Pescara, è comparso il primo distributore automatico di arrosticini d’Italia. È aperto 24 ore su 24 e vende anche salsicce e pallotte cac’e ova, tutte specialità abruzzesi pronte per finire direttamente sulla fornacella.

L’idea è dei fratelli Pompa, titolari di una macelleria a gestione familiare da oltre mezzo secolo. Dopo lo shop online e il servizio di consegna a domicilio, i Pompa hanno implementato l’offerta per venire incontro alle richieste sempre più numerose e “senza orario” della folta clientela. «A volte li vogliono anche a tarda sera o addirittura di notte. E così abbiamo pensato a uno shop refrigerato self service, per accontentare tutti» racconta uno dei titolari nel servizio trasmesso su RaiNews.

D’altronde, come specifica il giornalista, quello degli arrosticini è un giro d’affari di 450 milioni di euro, pari quasi a tutto il movimento economico che gira attorno a pecore e ovini in Italia, che dà lavoro  a oltre 3000 persone in regione e raggiunge l’apice durante l’estate, quando in ogni angolo d’Abruzzo (ma pure oltreconfine) si accendono “fornacelle” a ogni ora del giorno e della notte, sulle terrazze e nei giardini privati, nei chioschi e in sagre e feste di paese. E cosi

in via Italia 64, a metà luglio 2026, è apparso l’erogatore refrigerato dalla cui vetrinetta sono visibili confezioni già pronte di arrosticini da cuocere, di pallotte cac’e ova da condire e di salsicce. Il cliente seleziona il prodotto desiderato, effettua il pagamento direttamente al distributore e ritira immediatamente la confezione, mantenuta alla temperatura corretta per garantire la conservazione della carne.  L’iniziativa rappresenta un’evoluzione naturale per un’azienda che negli ultimi anni ha investito molto nell’innovazione senza perdere il legame con la tradizione. La Macelleria Pompa, infatti, porta avanti una storia di famiglia che va avanti da generazioni e oggi è conosciuta ben oltre i confini regionali grazie alla produzione artigianale di arrosticini e alla vendita online in tutta Italia.

In una regione dove l’arrosticino è religione, la nascita del distributore automatico assume tutte le sembianze di una piccola rivoluzione del business che probabilmente cavalcheranno in tanti.

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L’ascesa dei cibi fermentati: perché tutti li vogliono in tavola

🚨 RIVOLUZIONE A TAVOLA: PERCHÉ TUTTI VOGLIONO I CIBI FERMENTATI NELLA DIETA DI OGGIUn incredibile ritorno alle origini che sta cambiando le regole dell’alimentazione e conquistando i carrelli della spesa di tutta Italia! Prodotti come il kombucha, il kefir, il kimchi e il miso non sono più cibi sconosciuti di nicchia, ma veri e propri pilastri del benessere moderno. I giovani di oggi stanno dicendo addio ai prodotti ultra-processati industriali per rimettere al centro del piatto gli alimenti vivi ricchi di batteri “buoni”. 🥛🌿✨Non si tratta di una moda passeggera, ma di una scelta con basi scientifiche. La medicina contemporanea conferma che l’intestino è il nostro secondo cervello: i cibi fermentati agiscono come probiotici naturali in grado di potenziare le difese immunitarie, ridurre lo stress e migliorare l’umore. Nelle grandi città esplode anche il trend della fermentazione domestica “zero sprechi”, dove autoprodurre yogurt, pane a lievitazione naturale e verdure fermentate è diventato il nuovo grande status symbol ecologico. 🌍🦠📊👇 Utilizzi già alimenti come il kefir o il kombucha nelle tue colazioni o durante i pasti? Raccontaci i benefici nei commenti!#CibiFermentati #Kombucha #Kefir #SaluteEBenessere #Microbiota #AlimentazioneConsapevole #DigitalDetoxGastronomico #Trend2026 #ZeroSprechi

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Cibi fermentati

Redazione – Nel panorama delle scienze dell’alimentazione e delle moderne abitudini di consumo nei mercati occidentali, la ridefinizione dei regimi dietetici non risponde più alle vecchie logiche delle privazioni caloriche, ma si orienta verso la ricerca di un benessere olistico e protettivo. Il fenomeno macroeconomico del momento è rappresentato dall’esplosione dei cibi fermentati: alimenti come il kefir, il kombucha, il kimchi, il miso e i classici crauti artigianali hanno cessato di essere prodotti di nicchia per consumatori biologici, convertendosi in veri e propri beni di largo consumo. Questa inversione di tendenza riflette un profondo mutamento antropologico della Generazione Z e dei Millennials, attratti dal recupero di metodologie di conservazione ancestrali che coniugano la tutela della salute biologica alla sostenibilità domestica. La rinascita della fermentazione nei circuiti della ristorazione d’autore e nelle cucine private dimostra come la moderna cultura gastronomica stia identificando nel microbiota intestinale il vero e proprio baricentro della prevenzione medica contemporanea.

La scienza del secondo cervello: l’asse intestino-mente

Per decodificare le cause profonde di questo successo di massa, è necessario analizzare le più recenti evidenze biochimiche e neurologiche relative all’asse intestino-cervello. Gli studi scientifici pubblicati dalle principali università europee dimostrano che il microbiota — la complessa comunità di microrganismi che popola l’apparato digerente — agisce come un vero e proprio secondo sistema nervoso, influenzando in modo lineare la produzione di serotonina, la regolazione del sistema immunitario e la gestione degli stati d’ansia. I cibi fermentati, ricchi di ceppi batterici vivi e colonizzatori, agiscono come probiotici naturali d’altissima efficacia, potenziando la barriera gastrica e riducendo gli stati infiammatori cronici causati dall’abuso di alimenti ultra-processati e zuccheri raffinati. L’assunzione quotidiana di questi preparati vivi restituisce all’organismo la sua efficienza originaria, offrendo un presidio biologico concreto contro lo stress e la stanchezza metabolica della vita metropolitana.

Il mercato del “vivo”: crescite a doppia cifra per le bevande probiotiche

I riflessi industriali di questo mutamento dei consumi stanno ridisegnando le strategie di posizionamento della grande distribuzione organizzata (GDO) e delle industrie agroalimentari. I report di mercato del settore indicano crescite di fatturato a doppia cifra per il segmento delle bevande fermentate pronte al consumo, con il kombucha — il tè fermentato di origine asiatica — che traina le vendite tra i giovani consumatori nella fascia d’età tra i 18 e i 35 anni, ponendosi come l’alternativa analcolica ed ecologica ai soft drink tradizionali. Le aziende assecondano questa domanda strutturando linee di produzione dedicate che preservano la vitalità dei ceppi batterici senza ricorrere alla pastorizzazione termica distruttiva, utilizzando packaging sostenibili a basso impatto ambientale e promuovendo etichettature trasparenti che esplicitano la tracciabilità delle materie prime e la densità delle colture probiotiche presenti.

La rivoluzione della fermentazione domestica come status symbol ecologico

In ultima analisi, la pratica della fermentazione si sta convertendo da scelta salutistica a un vero e proprio status symbol culturale e sociale legato alla filosofia dello “zero spreco” (zero waste). Nei centri urbani si assiste a una proliferazione di laboratori autogestiti e workshop dedicati alla panificazione con pasta madre, alla produzione casalinga di yogurt vegetali e alla latto-fermentazione delle verdure dell’orto, trasformando la cucina in un piccolo laboratorio biologico. Questo trend lancia un monito severo ai giganti del cibo industriale standardizzato, dimostrando empiricamente che il futuro dell’alimentazione civile passerà inevitabilmente dalla capacità dell’uomo di ritrovare un contatto simbiotico con la natura e con i cicli della vita batterica, edificando un modello di nutrizione fondato sulla consapevolezza etica, sul rispetto del proprio corpo e sulla sostenibilità ambientale.

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