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“Antigone” torna a vivere tra le colline di Pianella con l’intelligenza artigianale di Arotron

🎭 La magia del teatro greco di Sofocle prende vita tra le colline di Pianella in un’anteprima imperdibile all’insegna dell’Intelligenza Artigianale. Non perdere l’occasione di vivere una serata unica all’Anfiteatro di Paglia.

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#Pianella #Arotron #Teatro #Antigone

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Locandina Evento

Redazione- Pianella, in provincia di Pescara, si prepara ad accogliere un evento teatrale di alto profilo che promette di trasformare la quiete della Contrada Santa Scolastica in un palcoscenico senza tempo. Sabato 11 luglio, alle ore 19:00, l’Anfiteatro di Paglia diverrà il centro pulsante della cultura abruzzese con il debutto di “Studio sull’Antigone”, la nuova proposta inserita nel cartellone dell’Estate dell’Aratro. La scelta del luogo non è casuale: il teatro, immerso nel verde circostante e circondato dall’ombra dei boschi del pescarese, offre la cornice ideale per celebrare la tragedia di Sofocle, riportando lo spettatore alle origini pure del rito scenico greco.

Il manifesto poetico contro l’automazione

La produzione di Arotron si distingue nel panorama culturale regionale per una provocazione intellettuale che fa discutere ancor prima del debutto. Gli organizzatori hanno infatti definito lo spettacolo come un progetto guidato dalla cosiddetta “IA – Intelligenza Artigianale”. Si tratta di un posizionamento netto contro la deriva tecnologica che oggi domina ogni ambito della vita quotidiana. In un’epoca dominata dagli algoritmi e dalla virtualità, il regista Franco Mannella sceglie di opporre la fisicità, il sudore dell’attore, la memoria del corpo e la sapienza manuale necessaria per costruire una scenografia naturale composta da elementi poveri, primi fra tutti le balle di paglia che danno il nome al teatro.

Questa “intelligenza artigianale” vuole rivendicare la centralità dell’essere umano nel processo creativo. Non ci sono proiezioni digitali o effetti speciali programmati al computer: tutto ciò che il pubblico vedrà sul palco di Contrada Santa Scolastica nasce dall’incontro tra la parola antica di Sofocle e il lavoro corale dei performer. L’orario scelto per lo spettacolo, il tramonto, non è una semplice convenzione estetica. La luce calda del sole che declina sulle colline di Pianella fungerà da scenografia mutevole, colorando i volti degli attori e creando un contrasto netto tra le ombre del sottobosco e la luce dorata, enfatizzando la drammaticità del conflitto tra legge umana e legge divina che permea l’intero testo sofocleo.

Il cast e l’impegno corale della compagnia

La direzione artistica di Franco Mannella ha saputo coniugare l’esperienza dei professionisti con l’energia dei volti nuovi, coinvolgendo gli allievi dell’Accademia e del Corso di Recitazione Avanzato. Lo stesso Mannella salirà sul palco per interpretare Creonte, il sovrano di Tebe, figura che incarna il rigore e la rigidità del potere. Accanto a lui, Chiara Colangelo darà voce e volto ad Antigone, la giovane eroina che sfida l’autorità in nome della pietà familiare. Il cast vede inoltre la partecipazione di Alessandro Rapattoni nel ruolo di Tiresia, Federico Caprarese come messaggero, Cristina Zoccolante nel ruolo di Euridice e Angela Perinetti nei panni di Ismene.

Un elemento di grande impatto sarà la presenza del coro, composto da ben 16 attori, che agirà come collante narrativo e morale della vicenda. La gestione della massa corale rappresenta la sfida più ambiziosa della regia, cercando di restituire quella dimensione collettiva che era alla base della polis ateniese. La lista degli interpreti prosegue con Mirta Pomili Pomili e Elisa Pietroluongo, impegnate nel raddoppio dei ruoli femminili, con i soldati Giuseppe Di Sanza D’Alena, Kristi Rama e Samuele Vicario, e con Riccardo Calista nel ruolo di Emone. Completano l’organico del coro Agnese Buccella, Francesca Di Salvatore, Sara Filippone, Giorgia Palma e Rita Martella, in un mosaico di voci che mira a scuotere le coscienze degli spettatori.

Condivisione e sapori del territorio

Oltre alla proposta artistica, l’evento vuole essere un momento di aggregazione sociale. Prima dello spettacolo, il pubblico sarà accolto con un aperitivo al tramonto, pensato per valorizzare le eccellenze enogastronomiche locali. Questo momento conviviale è parte integrante della filosofia di Arotron, che intende il teatro non come un evento isolato, ma come un’esperienza completa legata alla terra e al territorio di Pianella.

I posti per l’evento sono limitati a causa della configurazione naturale dell’Anfiteatro di Paglia, rendendo la prenotazione obbligatoria per tutti gli interessati. Per poter assicurarsi un posto in questo spazio sospeso tra bosco e teatro, è possibile contattare il numero 3455411135, dove l’organizzazione fornirà tutte le indicazioni logistiche necessarie per raggiungere Contrada Santa Scolastica e partecipare alla serata.

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Adelia Lucattini apre “Leggo per legittima difesa” a Pettorano: infanzia, emozioni e psicoanalisi al Castello Cantelmo

📚 Al Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio si è aperto “Leggo per legittima difesa” con Adelia Lucattini e un incontro dedicato a infanzia, emozioni e psicoanalisi. Il festival proseguirà fino al 28 agosto con appuntamenti gratuiti in sei Comuni dell’Aquilano. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#LeggoPerLegittimaDifesa #PettoranoSulGizio #Infanzia #CulturaAbruzzo

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Adelia Lucattini a Pettorano sul Gizio

Pettorano sul Gizio Si è aperta nel segno dell’infanzia, dell’educazione emotiva e della cura delle relazioni la nuova edizione di “Leggo per legittima difesa – Festival di narrazioni, arte e musica”, inaugurata sabato 4 luglio nella cornice del Castello Cantelmo di Pettorano sul Gizio. La rassegna, promossa dall’associazione culturale Terza Pagina con la direzione artistica della giornalista Chiara Buccini, ha scelto per il primo appuntamento un tema di forte valore sociale: il rapporto tra bambini, adulti e mondo interiore, affrontato attraverso il contributo della psichiatra e psicoanalista Adelia Lucattini.

L’incontro inaugurale è stato dedicato al volume “Psicoanalisi e infanzia. Vademecum per genitori, nonni, educatori”, pubblicato da Solfanelli Editore e nato dalla collaborazione con la giornalista scientifica Marialuisa Roscino, che ha curato le interviste raccolte nel libro. Un’apertura significativa per un festival che, arrivato alla sua decima edizione, ha ormai ampliato la propria identità: non più soltanto incontri con gli autori, ma un percorso diffuso che unisce libri, arte, musica, laboratori, visite guidate e valorizzazione del territorio.

Un vademecum per comprendere il mondo emotivo dei bambini

Il volume di Adelia Lucattini si propone come uno strumento divulgativo ma solido dal punto di vista scientifico, pensato per accompagnare genitori, nonni, insegnanti, educatori e studenti nella comprensione delle principali dinamiche dello sviluppo infantile. L’autrice, membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association, affronta nel testo temi centrali come la relazione tra genitori e figli, la costruzione dell’autonomia, l’intelligenza emotiva, le difficoltà scolastiche, il gioco, le attività creative e gli aspetti psicologici legati ad alcune patologie dell’infanzia.

Durante la presentazione, arricchita dalle letture degli attori Francesca Galasso e Pietro Becattini, il pubblico ha seguito un approfondimento capace di rendere accessibili questioni complesse senza banalizzarle. L’infanzia è stata raccontata non come una fase da osservare dall’esterno, ma come un universo emotivo da ascoltare e interpretare con attenzione, soprattutto in un tempo in cui famiglie, scuola e comunità educanti sono chiamate a rispondere a bisogni sempre più articolati.

Lucattini ha spiegato che il libro nasce con l’obiettivo di offrire strumenti concreti a chi accompagna ogni giorno la crescita dei bambini. La psicoanalisi, nella sua prospettiva, aiuta a comprendere il significato profondo delle emozioni, dei comportamenti e delle difficoltà evolutive, permettendo agli adulti di sostenere i più piccoli in modo più sereno e consapevole.

Comunicazione, relazioni e crescita: il messaggio dell’incontro

Uno dei passaggi centrali dell’appuntamento ha riguardato il valore della comunicazione nella relazione educativa. Marialuisa Roscino ha sottolineato come il dialogo tra genitori e figli non sia soltanto uno scambio di informazioni, ma il tessuto connettivo che definisce la qualità del legame, la costruzione dell’identità del bambino e la tenuta della relazione affettiva nel tempo.

È un tema che si lega in modo diretto alla missione del festival. La cultura, in questa prospettiva, non viene proposta come intrattenimento separato dalla vita quotidiana, ma come strumento di consapevolezza personale e collettiva. Aprire la rassegna con un libro dedicato all’infanzia significa infatti mettere al centro la qualità delle relazioni, il ruolo degli adulti e la responsabilità educativa di una comunità.

Soddisfazione è stata espressa dalla direttrice artistica Chiara Buccini, che ha evidenziato come l’incontro rappresenti bene lo spirito di “Leggo per legittima difesa”: un progetto che continua a crescere attraverso occasioni di confronto capaci di coinvolgere il territorio e di trasformare la lettura in un’esperienza condivisa.

Il festival prosegue in sei Comuni dell’Aquilano

Dopo l’apertura di Pettorano, il festival continuerà con un calendario ricco e itinerante fino al 28 agosto, toccando Pettorano sul Gizio, Sulmona, Pratola Peligna, Raiano, Pacentro e Campo di Giove. Il prossimo appuntamento è previsto il 9 luglio a Pratola Peligna con Luigi Vacca e La vita oltre la Terra. Il paradosso di Fermi: dove sono le civiltà extraterrestri?. Il 17 luglio a Sulmona sarà la volta della presentazione spettacolarizzata de Il giornalino di Gian Burrasca di Vamba, mentre il 19 luglio a Campo di Giove è in programma una visita guidata del borgo.

Il cartellone proseguirà poi con laboratori per bambini, incontri letterari, appuntamenti dedicati allo sport, al teatro, all’artigianato tradizionale, al noir e alla storia del territorio. Tra le tappe più attese figurano il laboratorio ispirato a Storia di un coso di Alessia Roselli, l’incontro con Sandro Batzella su filosofia e fisiologia, la presentazione di Quarti di gloria di Serena Sartini e Gerardo De Vivo, l’appuntamento con Maria Pia Pagani dedicato a Eleonora Duse, il noir di Barbara Di Castri e il tradizionale Concerto di Ferragosto a Campo di Giove.

Nel finale di agosto troveranno spazio anche Il quarto piano di Riccardo De Gennaro, candidato al Premio Strega 2025, Fantasmalie di Michela Di Lanzo e una visita guidata dedicata all’architettura Liberty a Pratola Peligna. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, confermando la volontà degli organizzatori di rendere la cultura accessibile e diffusa.

Con l’incontro dedicato ad Adelia Lucattini, il festival ha dunque aperto il suo percorso estivo con un messaggio chiaro: leggere, ascoltare e confrontarsi restano strumenti fondamentali per comprendere il presente, prendersi cura delle relazioni e costruire comunità più consapevoli.

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Bugnara si prepara ad accogliere la cultura con la quinta edizione di Libri sotto le Stelle

✨ Bugnara si accende con la quinta edizione di “Libri sotto le stelle”: tra mostre fotografiche sulla Valle Peligna e il ricordo del grande Ivan Graziani, il borgo si conferma capitale della cultura.

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#Bugnara #VallePeligna #LibriSottoLeStelle #IvanGraziani

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Redazione-  Bugnara si prepara ad accendere i riflettori sulla quinta edizione di “Libri sotto le stelle”, un appuntamento consolidato che trasforma il cuore pulsante del paese in un salotto letterario a cielo aperto. La rassegna, promossa dal Centro Studi e Ricerche Nino Ruscitti, punta ancora una volta a valorizzare il patrimonio immateriale del territorio, inserendosi organicamente tra le azioni del Patto della Lettura di un comune, quello di Bugnara, che ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di “Città che legge” dal Centro per il libro e la lettura per il triennio 2024-2026. L’evento vanta il sostegno della BCC di Pratola Peligna, solidale con una proposta culturale capace di unire diverse espressioni artistiche.

L’inaugurazione tra fotografia e identità territoriale

Il taglio del nastro è previsto per venerdì 10 luglio 2026 alle ore 18.30 presso le eleganti sale di Palazzo Alesi, edificio storico che rappresenta uno degli emblemi architettonici del borgo. L’avvio della kermesse è affidato all’inaugurazione della mostra fotografica “Attraverso i paesi della Valle Peligna”, un progetto nato dalla collaborazione tra la società cooperativa Il Bosso e il fotografo Andrea Calvano. L’esposizione non è solo una collezione di scatti, ma una rassegna visiva che intende mappare la ricchezza antropologica e architettonica dell’intera area peligna, da sempre crocevia di storie e tradizioni montane. Alla presentazione interverranno Paolo Setta, Direttore delle Attività Turistiche de Il Bosso, il curatore Jacopo Santostefano e lo stesso autore delle immagini, Andrea Calvano.

La mostra resterà fruibile al pubblico con un calendario articolato su più giornate: venerdì 10 dalle 18.30 alle 22.30, sabato 11 dalle 18.00 alle 20.00, per poi riprendere venerdì 17 e sabato 18 luglio sempre dalle 18.30 alle 22.30. Il legame scelto tra la mostra e la rassegna letteraria sottolinea la volontà degli organizzatori di fondere la narrazione visiva con quella scritta, offrendo ai visitatori che giungono in piazza o si muovono tra i vicoli del borgo una chiave di lettura diversa del contesto in cui vivono.

Un omaggio a Ivan Graziani sotto le stelle

Il primo appuntamento letterario vero e proprio si terrà alle 21.30, spostandosi nel cortile di Palazzo Alesi per accogliere il pubblico sotto il cielo estivo. Protagonista della serata sarà Federico Falcone, autore del volume “Ivan Graziani”, dato alle stampe da Ianieri Edizioni. Il libro ricostruisce la parabola artistica di un genio poliedrico: chitarrista, cantante, autore, ma anche disegnatore e stilista. Graziani ha saputo narrare con una sensibilità rock la vita quotidiana, le piccole e grandi dinamiche della provincia italiana e le sue inquietudini, riuscendo a imporsi nel panorama nazionale con uno stile graffiante e originale.

A moderare l’incontro sarà il giornalista Antonio Ranalli, che dialogherà con l’autore esplorando i passaggi meno noti della biografia del cantautore. La serata si avvale della collaborazione dell’associazione LaborAutorio e sarà impreziosita dagli interventi musicali di Adriano Tarullo, che riproporrà alcuni dei brani più significativi dell’artista teramano. Un mix tra musica e parole che rappresenta la cifra stilistica dell’intera iniziativa bugnarese.

Il legame con il territorio e il programma estivo

La rassegna prosegue ben oltre l’inaugurazione. Dopo il 10 luglio, gli organizzatori hanno predisposto un calendario che valorizza non solo il centro di Bugnara ma anche le sue frazioni, come Torre dei Nolfi. Le date successive vedranno la presenza di Christian Raimo, il 17 luglio, seguita dall’incontro con Alessio De Stefano programmato per il 3 agosto. Il gran finale si sposterà a Torre dei Nolfi il 12 agosto, con la presentazione del volume di Valentina Di Cesare, a conferma della volontà del Centro Studi e Ricerche Nino Ruscitti di rendere la cultura un bene diffuso e accessibile.

L’imponente rete di partner che sostiene l’evento dimostra la vitalità associativa della zona: dalla libreria Ubik “Fuori di Penna” di Sulmona all’Associazione Culturale Studium, passando per il Circolo Nolfese e la Comunità dei Lettori. L’impegno corale mira a mantenere alta l’attenzione su un territorio che, nonostante le sfide demografiche delle aree interne, continua a puntare sulla qualità dell’offerta culturale per attrarre visitatori e stimolare la riflessione critica dei residenti.

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Duecentottantanove nuovi alpini ricevono il cappello dopo il modulo addestrativo

🏔️ Duecentottantanove nuovi soldati entrano a far parte della grande famiglia degli Alpini dopo aver superato con successo il duro addestramento del corso “Monte Marrone III”. Un traguardo raggiunto tra le vette valdostane e la storica caserma Pasquali-Campomizzi dell’Aquila.

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#Alpini #EsercitoItaliano #Aosta #LAquila

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Consegna Cappello Alpino

Redazione- Aosta e L’Aquila sono state le sedi di una giornata memorabile per duecentottantanove giovani militari. I Volontari in Ferma Iniziale dell’Esercito, inseriti nel corso denominato “Monte Marrone III”, hanno ufficialmente ricevuto il tanto ambito Cappello Alpino, simbolo distintivo di appartenenza alle Truppe Alpine. Questo solenne passaggio segna il completamento del Modulo Integrativo Truppe Alpine, noto come MITALP, un percorso formativo specialistico che abilita i soldati al servizio operativo in contesti montani complessi. La giornata è stata contraddistinta da una doppia cerimonia che ha unito idealmente il nord e il centro Italia.

Il battesimo alpino tra le montagne di Aosta e l’Abruzzo

Le celebrazioni si sono articolate su due poli addestrativi principali. Presso il Centro Addestramento Alpino di Aosta, cuore pulsante della formazione montana dell’Esercito, ben duecentoquaranta volontari hanno indossato il cappello con la penna nera. L’evento ha visto la partecipazione del Generale di Divisione Alberto Vezzoli, Comandante delle Truppe Alpine, affiancato dal Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin, e dal Presidente dell’Associazione Nazionale Alpini, Sebastiano Favero. Una cornice istituzionale che ha dato lustro al traguardo raggiunto dai giovani militari, alla presenza dei familiari accorsi per celebrare il momento.

Parallelamente, la caserma “Pasquali-Campomizzi” dell’Aquila ha ospitato la cerimonia per gli altri quarantanove volontari del corso. Questa struttura, pilastro storico della presenza militare nel capoluogo abruzzese, rappresenta un punto di riferimento strategico per il 9° Reggimento Alpini. Anche in terra d’Abruzzo, l’atmosfera è stata dominata dall’orgoglio dei commilitoni e dall’emozione dei parenti, che hanno assistito alla consegna dei copricapi davanti alle autorità civili e militari della provincia, sottolineando lo stretto legame tra la cittadinanza e le truppe di montagna.

Dodici settimane di addestramento ai limiti della resistenza

Il percorso che ha condotto alla consegna del cappello non è stato affatto semplice. Il MITALP, della durata complessiva di dodici settimane, è studiato per trasformare i volontari in professionisti in grado di operare in condizioni ambientali proibitive. Il programma didattico, supervisionato dal Centro Addestramento Alpino di Aosta, ha imposto ritmi serrati. I frequentatori hanno dovuto affrontare il corso basico di alpinismo, imparando le tecniche di movimento su roccia e ghiaccio, unite a sessioni intensive di addestramento al combattimento in ambiente montano.

Vivere, muovere, combattere e soccorrere: sono questi i quattro pilastri che ogni alpino deve padroneggiare per poter operare in alta quota. Oltre alle competenze classiche, il corso di quest’anno ha integrato metodologie moderne, tra cui la formazione per operatori di Aeromobili a Pilotaggio Remoto. L’impiego dei droni diventa dunque una risorsa primaria anche per le truppe da montagna, permettendo di ottenere ricognizioni tattiche in vallate impervie dove la visibilità è limitata. La prova finale ha visto i militari impegnati in una simbolica e impegnativa ascensione verso le vette del Monte Emilius, toccando quota 3.559 metri, e della Becca di Nona, a 3.142 metri. Queste scalate non hanno rappresentato solo un test fisico estremo, ma hanno permesso di applicare concretamente il protocollo di sicurezza appreso nei mesi precedenti.

Il futuro professionale dei nuovi alpini

Con la consegna del cappello, i duecentottantanove giovani completano la fase di specializzazione pura. Da questo momento, le loro strade si divideranno verso i reparti operativi distribuiti su tutto il territorio nazionale. La loro formazione, tuttavia, non si fermerà qui. Il bagaglio di conoscenze acquisito nelle sedi di Aosta e dell’Aquila sarà la base sulla quale innestare esperienze future in teatri operativi o durante le attività di soccorso in caso di calamità naturali. Gli alpini, storicamente, rappresentano un braccio operativo fondamentale per la Protezione Civile nelle aree appenniniche come in quelle alpine.

Per il 9° Reggimento Alpini aquilano, questa sessione addestrativa conferma la capacità di mantenere standard di eccellenza elevati, operando in perfetta sinergia con i comandi valdostani. La tradizione della penna nera continua così a rigenerarsi attraverso l’ingresso di nuove leve, pronte a servire il Paese con la preparazione tecnica e la determinazione che da oltre un secolo caratterizzano le truppe da montagna italiane. I volontari del “Monte Marrone III” sono ora pronti a entrare a pieno titolo nei ranghi, pronti a confrontarsi con le sfide che il loro ruolo di difensori delle vette imporrà nel prossimo futuro.

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