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Attualità

Piombino, la Ugl Metalmeccanici interviene sul nuovo accordo di programma per il polo siderurgico Jsw

🚨 ACCIAIO PIOMBINO! Firmato il nuovo Accordo di Programma su JSW da Governo, Regione Toscana e Comune. La UGL Metalmeccanici con il Vice Segretario Francescangeli e i segretari Tuve e Lucchesi accoglie con favore l’impegno a salvaguardare tutta l’occupazione, ma avverte: “I progetti JSW e Metinvest devono procedere insieme in modo coerente. Aspettiamo di leggere il testo definitivo con focus su investimenti e infrastrutture. Il 15 luglio sarà un tavolo decisivo per verificare gli impegni”. I dettagli 👇#piombino #jsw #metinvest #uglmetalmeccanici #francescangeli #acciaierie #accordodiprogramma #lavorotoscana #siderurgia #pagineutili

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Piombino Acciaieria

La nota ufficiale del vicesegretario nazionale Francescangeli e dei dirigenti territoriali Tuve e Lucchesi

Piombino – Un articolato, atteso e quanto mai cruciale passaggio burocratico e istituzionale volto a ridisegnare l’assetto produttivo delle acciaierie toscane, a blindare il futuro dei lavoratori e a tracciare le linee guida per il rilancio della siderurgia nazionale si è formalizzato ufficialmente. I vertici del sindacato hanno preso formale atto della sottoscrizione del nuovo Accordo di Programma relativo al polo di Jsw Steel Italy, siglato congiuntamente dai rappresentanti del Governo, dai vertici della Regione Toscana e dagli amministratori del Comune di Piombino. Il Vice Segretario nazionale della Ugl Metalmeccanici Francescangeli, affiancato dai segretari territoriali della provincia di Livorno Tuve e Lucchesi, ha rilasciato una dettagliata nota ufficiale per esprimere un parere favorevole circa l’impegno istituzionale assunto per la salvaguardia integrale di tutti i posti di lavoro interni alle officine metallurgiche.
L’organizzazione sindacale ha da sempre considerato la tutela della manodopera e della continuità occupazionale come la priorità assoluta di qualsiasi concertazione economica, accogliendo con favore le garanzie fornite dai ministeri competenti ai delegati sindacali nel corso degli incontri operativi della settimana.

I piani industriali paralleli con Metinvest e la scadenza del quindici luglio per il comitato esecutivo

La segreteria della Ugl Metalmeccanici ha tuttavia evidenziato che sarebbe risultato estremamente utile ed opportuno verificare preventivamente lo stato di avanzamento reale del parallelo progetto siderurgico presentato dai manager di Metinvest, analizzando i dettagli tecnici alla luce delle scadenze temporali fissate nel cronoprogramma dei lavori. Secondo l’analisi espressa da Francescangeli, i piani industriali di Jsw e Metinvest non devono essere considerati come moduli separati o antagonisti, bensì costituiscono un unico ed integrato cammino di riconversione economica e manifatturiera che deve procedere in modo coerente e sinergico sul territorio piombinese per assicurare la sostenibilità finanziaria. Il sindacato attende ora di esaminare il testo scritto definitivo dell’Accordo per valutarne con rigore accademico i contenuti specifici, vigilando sullo stanziamento degli investimenti privati e sulla realizzazione delle infrastrutture logistiche necessarie a supportare i forni.
La giornata di mercoledì quindici luglio si preannuncia come un momento di snodo cruciale per il futuro dell’acciaio toscano, in concomitanza con la verifica tecnica dell’Accordo Quadro Metinvest e la contestuale convocazione della riunione del Comitato Esecutivo per fare il punto sulla trasparenza degli impegni.

Il confronto tra le istituzioni e le parti sociali per blindare l’occupazione operaia nelle acciaierie

I segretari Tuve e Lucchesi hanno confermato la partecipazione attiva della sigla all’interno delle prossime bacheche di confronto ministeriale con uno spirito costruttivo, mossi dalla certezza che il dialogo trasparente tra i delegati del governo, i manager delle aziende multinazionali e le parti sociali rappresenti la sola strada percorribile per garantire un futuro solido al polo di Piombino.
La redazione del giornale continuerà a seguire l’evoluzione delle vertenze sindacali metalmeccaniche e i successivi accordi di programma in modo totalmente neutrale, offrendo un servizio informativo utile e puntuale per aggiornare tutti i lettori attenti ai temi dello spettacolo, del lavoro, della scuola e delle riforme della sanità in Italia.

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Esteri

Iran – minacce a Barron Trump in un video della tv di stato, taglia da dieci milioni

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Iran - minacce a Barron Trump in un video della tv di stato, taglia da dieci milioni

La televisione di Stato iraniana ha trasmesso un video che sostiene di seguire gli spostamenti di Barron Trump, il figlio ventenne di Donald Trump, e afferma che sulla sua testa sarebbe stata posta una taglia da 10 milioni di dollari (8,5 milioni di euro).

Le immagini, diffuse da media legati ai Guardiani della Rivoluzione e mandate in onda sul Canale 3 della tv di Stato iraniana, hanno per titolo “Where and how should we kill Barron Trump?”.

Il filmato sostiene di mostrare la posizione della sua università, i veicoli di scorta e la disposizione degli agenti del Secret Service, e afferma che i suoi movimenti sarebbero stati ‘completamente monitorati’. La notizia sulla taglia non ha potuto essere verificata in modo indipendente al momento della pubblicazione.

Il video sostiene inoltre che ‘una ragazza’ sarebbe riuscita a eludere la protezione del Secret Service, si sarebbe seduta con Barron Trump in un incontro privato e avrebbe passato informazioni agli autori del programma.

Afferma anche che Barron Trump comunicherebbe in privato tramite messaggi vocali e di testo su Xbox, lontano dal controllo della sua scorta. Euronews non ha potuto verificare in modo indipendente nessuna di queste affermazioni.

La trasmissione segue un video simile diffuso a luglio dall’agenzia Tasnim, legata ai Guardiani della Rivoluzione, intitolato “Where and how is Melania Trump accessible?”, che descriveva i movimenti di Melania Trump a New York e indicava presunte falle nel suo sistema di sicurezza. Alla fine di maggio, il New York Post ha riferito di un presunto complotto contro Ivanka Trump.

I media statali iraniani hanno inoltre diffuso minacce dirette contro lo stesso Trump. A luglio, un cartellone nella piazza della Rivoluzione islamica a Teheran mostrava Trump apparentemente morto in una bara, con la scritta in inglese “We will kill Trump”.

Un altro video, diffuso in precedenza, sosteneva di tracciare il percorso del corteo di Trump tra gli aeroporti e le sue residenze in Florida e a New York. Il Secret Service statunitense ha confermato di star esaminando le immagini.

Nel gennaio 2020 un attacco con droni statunitensi ha ucciso il comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione, Qassem Soleimani, all’aeroporto internazionale di Baghdad. L’operazione era stata autorizzata da Trump durante il suo primo mandato.

Le autorità iraniane promisero vendetta per l’uccisione di Soleimani e da allora hanno ribadito più volte quelle minacce.

Il secondo, e più recente, fattore scatenante è la morte dell’ayatollah Ali Khamenei nei raid statunitensi-israeliani del 28 febbraio, il primo atto della guerra in corso.

Alcune figure dei media statali iraniani hanno inquadrato le minacce personali contro Trump esplicitamente nel concetto giuridico islamico di “qisas”, o giustizia retributiva, sostenendo che l’uccisione della guida della Repubblica islamica crea l’obbligo di uccidere la persona ritenuta responsabile.

Mohammad-Javad Larijani, commentatore della televisione di Stato iraniana, ha definito il qisas un “diritto inalienabile” della Repubblica islamica. Parlando di chi ritiene responsabile della morte di Khamenei, ha affermato: “Faremo tutto ciò che è in nostro potere e non esiste alcun ostacolo legale internazionale che possa fermarci”.

“Se non applichiamo il qisas a Trump, se non puniamo l’uccisore della nostra guida, l’attuale guida e i dirigenti della Repubblica islamica dovranno sempre vivere nascosti”, ha dichiarato Mohsen Ghanbarian, un altro volto abituale dell’emittente statale.

Trump ha avvertito che qualsiasi tentativo di ucciderlo provocherebbe una dura risposta degli Stati Uniti. Il 20 gennaio ha dichiarato che, in caso di un attentato contro di lui, “l’intero Paese Iran esploderà”. Ha aggiunto di aver impartito ordini tali da garantire che gli Stati Uniti “cancelleranno la Repubblica islamica dalla faccia della Terra” se le minacce dovessero concretizzarsi.

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Esteri

Spagna – e’ morto Carlos Rodriguez, l’uomo allevato dai lupi

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Spagna - e' morto Carlos Rodriguez, l'uomo allevato dai lupi

Il famoso “ragazzo lupo” Marcos Rodriguez, spagnolo è morto la settimana scorsa all’età di 80 anni al termine di una vita straordinaria cominciata con gli anni trascorsi con un branco di lupi.

Nato nel 1946 in un Paese che si stava appena riprendendo da una guerra civile e da una guerra mondiale, Marcos Rodríguez Pantoja sembra avere incarnato il personaggio di Mowgli, il protagonista de Il libro della giungla e di altre opere di Rudyard Kipling.

La vita di Rodríguez è stata segnata da povertà, fame e maltrattamenti. Il padre riusciva a malapena a sfamare la famiglia, mentre la matrigna lo trattava con brutalità.

A sei anni il padre lo vendette a un pastore di capre. L’uomo lo lasciò in una valle isolata, dove avrebbe dovuto badare al bestiame insieme a un vecchio pastore. Il pastore gli insegnò come sopravvivere in montagna e come utilizzare le risorse disponibili.

Quando il pastore morì poco dopo, Marcos rimase completamente solo. Con il tempo trasformò la natura selvaggia nella sua casa e trovò una famiglia negli animali che lo circondavano.

Per dodici anni Rodríguez visse senza alcun contatto umano e sviluppò propri sistemi di comunicazione. Conosceva i versi degli animali, dal canto degli uccelli al richiamo dei cervi, ed era convinto di poter dialogare facilmente con volpi, lupi e perfino serpenti. In tutti quegli anni preferì restare lontano dalla civiltà. Fuggiva o si nascondeva quando sentiva voci umane tra le montagne.

Il bambino conquistò la fiducia di un branco di lupi, nutrendo i cuccioli e ululando quando percepiva un pericolo.

L’antropologo Gabriel Janer Manila lo intervistò per diversi mesi nell’ambito di uno studio di scienze sociali per la Facoltà di Filosofia dell’Università di Palma di Maiorca. I colloqui si svolsero tra novembre 1975 e aprile 1976.

A suo giudizio Rodríguez era riuscito a sopravvivere grazie all’intelligenza e alla capacità di immaginare. Nella sua tesi di dottorato Janer descrisse le diverse fasi della vita di Rodríguez: come sia diventato poco a poco parte di quella comunità, come ne abbia imparato le regole e il linguaggio dell’ambiente e come abbia trattato gli animali come suoi pari.

“Io piangevo e loro mi saltavano addosso… poi mi hanno mostrato la strada verso la loro tana, il rifugio dei lupi”, raccontò Rodríguez a Janer. In quel racconto descriveva come i cuccioli di lupo gli girassero intorno e saltassero in alto per salutarlo.

Col tempo, a quanto pare, si creò una sorta di simbiosi tra lui e i lupi.

“Quando volevo pescare, andavo al fiume e pescavo, quando volevo un coniglio ne prendevo uno, quando volevo un cervo chiamavo i miei genitori, i lupi, lanciavo un ululato, mi nascondevo nel fiume e i lupi spingevano la selvaggina fino a me”, raccontò Rodríguez.

Janer pubblicò in seguito la sua ricerca in Spagna in un libro intitolato He jugado con lobos (Ho giocato con i lupi).Nel 2010 una squadra del programma di TVE Informe Semanal parlò con Rodríguez nel suo paese natale, Añora. In quel momento tornava lì per la prima volta dopo 60 anni. Ripensando al periodo trascorso in montagna, davanti alla telecamera disse: “Stavo benissimo. Non sapevo che cosa fosse il denaro, ma avevo sempre abbastanza da mangiare”.Quando nel 1965, a 19 anni, fu scoperto dalla Guardia Civil, dovette riabituarsi a una vita in mezzo agli esseri umani: un processo di adattamento difficile e lungo. In seguito Rodríguez ha ripetuto più volte di essere stato felice in montagna. A suo dire, le vere sofferenze erano iniziate solo quando era stato trovato e costretto a integrarsi nella società.La sua storia è stata portata anche sul grande schermo nel film Entrelobos uscito nelle sale spagnole il 26 novembre 2010.

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Roviano – torna alla luce e visitabile il ponte romano

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Roviano - torna alla luce e visitabile il ponte romano
L’antico ponte romano della via Valeria noto come ponte Scotonico, è tornato ad essere visitabile grazie ad un intervento di sfalcio dei cespugli e dei rovi che avevano reso impraticabile l’area archeologica.
Ad evidenziare la situazione di degrado erano stati Italia Nostra ed il Comitato per l’Aniene che avevano denunciato come il sito archeologico fosse abbandonato a sé stesso.
Noi invitiamo a visitare il sito che si trova al km 58 della via Tiburtina, un gioiellino da non sottovalutare.

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