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Sport

Rugby, colpaccio dell’Avezzano in seconda linea: ufficiale l’ingaggio di Santiago Ruiz

L’Isweb Avezzano Rugby ufficializza l’arrivo di Santiago Ruiz: la forte seconda linea italo-argentina rinforza la mischia giallonera. 🏉 🇮🇹

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Santiago Ruiz

Avezzano – Nel dinamico contesto del mercato della palla ovale nazionale e della pianificazione strategica dei club di Serie A, il potenziamento dei reparti degli avanti rappresenta una variabile fondamentale per determinare le sorti della stagione agonistica. L’Isweb Avezzano Rugby ha ufficializzato l’ingaggio di Santiago Ruiz, seconda linea italo-argentino classe 1999, strappato alla concorrenza di categoria dopo una trattativa serrata. Si tratta di un acquisto di notevole spessore per il sodalizio marsicano, che mette a segno un colpo di mercato mirato ad innalzare in modo geometrico il tasso di fisicità, l’esperienza e i centimetri nel pacchetto di mischia giallonero, confermando le dichiarate ambizioni di vertice della società in vista dell’imminente inizio del campionato.

Dalle storiche fucine argentine all’affermazione nei massimi livelli in Italia

Il profilo tecnico e biografico di Santiago Ruiz documenta una formazione rugbistica solida e strutturata all’interno del Jockey Club Villa Maria, uno dei vivai più floridi e rinomati del panorama subamericano. Approdato in Italia nel 2021, il giocatore ha avviato una rapida e costante progressione nei massimi campionati della penisola, misurandosi con i ritmi e l’intensità della Serie A Elite. Nelle ultime stagioni, Ruiz ha vestito le prestigiose maglie storiche dei Lyons Piacenza, del Rugby Colorno e dei Rangers Vicenza, accumulando un minutaggio consistente e dimostrando un’assoluta affidabilità sia nelle fasi statiche sia nelle dinamiche di gioco aperto. Questa militanza nella massima categoria nazionale garantisce all’Isweb Avezzano un atleta nel pieno della maturità agonistica, capace di portare leadership e solidità nei momenti nevralgici del match.

Le caratteristiche tecniche: centimetri, mobilità e la gestione della touche

Sotto il profilo strettamente tattico, Ruiz si configura come l’archetipo della seconda linea moderna, in grado di coniugare una notevole potenza d’impatto a una mobilità atipica per i giocatori del suo reparto. Alto e longilineo, l’italo-argentino assicura un contributo fondamentale nelle piattaforme di conquista, garantendo pulizia e velocità nei punti d’incontro e un’efficace lettura delle traiettorie in fase di touche. La sua capacità di avanzamento palla in mano e la precisione nei placcaggi offrono allo staff tecnico guidato dall’Avezzano una risorsa duttile, idonea ad integrarsi nei piani di gioco dinamici del club, deostruendo le linee difensive avversarie attraverso cariche percussive profonde e un instancabile lavoro di sostegno e protezione dell’hardware ovale della squadra.

La scelta giallonera del giocatore e il valore dei passati inserimenti della rosa

Il felice esito della trattativa poggia sulla solidità del progetto societario dell’Isweb Avezzano, come confermato dalle prime dichiarazioni ufficiali rilasciate dal neo-acquisto. Ruiz ha chiarito come la decisione di sposare la causa marsicana sia maturata a seguito del confronto con ex compagni di squadra che hanno vissuto l’ambiente giallonero, elogiandone la serietà gestionale e il clima di coesione civile della tifoseria: «Ho scelto Avezzano perché parlando con amici che hanno giocato qui e si sono trovati molto bene ho conosciuto il club, l’ambiente e il progetto che c’è dietro questa società. Mi è piaciuto tutto fin dal primo momento e non ho avuto dubbi sulla mia decisione. Penso di poter portare entusiasmo, voglia di lavorare e spirito di squadra per aiutare il gruppo a raggiungere i massimi traguardi della classifica».

Il consolidamento dello staff tecnico e il manga editoriale del club marsicano

L’innesto di Ruiz si inserisce all’interno di una più ampia programmazione strategica che ha visto la dirigenza dell’Avezzano Rugby muoversi con largo anticipo e coerenza sul mercato del lavoro sportivo. La società ha scelto la strada della continuità gestionale confermando in blocco lo staff tecnico dello scorso anno e blindando il primo nucleo storico della rosa per l’annualità 2026/2027, all’interno del quale spiccano i recenti annunci dei nuovi arrivi di atleti del calibro di Marcello Maggiore, Keegan Munro, Bautista Bianca, Roberto Carnino, Leonardo Fagioli e Matteo Cavallin. Questo dinamismo societario si riflette anche in innovative operazioni di marketing territoriale, come il recente lancio del primo progetto editoriale della squadra integrato nel mondo dei fumetti manga, un’iniziativa d’avanguardia ideata per diffondere i valori etici e storici del rugby tra le giovani generazioni della Marsica. [1, 2]

L’impatto macroeconomico sul distretto aquilano e la didattica del vivaio

In ultima analisi, il consolidamento strutturale di una franchigia d’élite come l’Isweb Avezzano genera ricadute macroeconomiche di forte rilievo per l’intero indotto turistico e ricettivo della provincia dell’Aquila. Le sfide interne disputate presso lo storico impianto di via dei Gladioli attirano flussi costanti di spettatori e delegazioni sportive da tutta la penisola, stimolando la crescita delle attività commerciali locali e promuovendo la tutela del patrimonio immateriale del territorio. La società non trascura la didattica dello sviluppo, presidiando lo sport di base attraverso le attività estive del centro “Gli Orsetti” per l’infanzia e curando i settori giovanili dall’Under 14 all’Under 18, fino alla scuola del mini rugby. La cooperazione tra club, istituzioni e aziende partner rimane l’unica via per trasformare il merito atletico in un fattore di benessere e coesione civile per le nuove generazioni abruzzesi.

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Piana del Cavaliere

Ciclismo, Giro d’Abruzzo 2026: la tappa marsicana parte da Oricola

Il Giro d’Abruzzo 2026 farà tappa nella Marsica il 17 settembre: ufficiale la partenza da Oricola e l’arrivo a San Benedetto dei Marsi. 🚴‍♂️ 🇮🇹

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Presentazione giro d'Abruzzo 2026

Oricola – Nel fitto panorama delle strategie di marketing territoriale, valorizzazione delle aree interne ed economia dello sport nell’Eurozona, i grandi eventi ciclistici su strada si confermano formidabili leve macroeconomiche in grado di generare indotto e accrescere l’attrattività dei territori. L’Amministrazione regionale ha formalizzato i dettagli del percorso ufficiale del Giro d’Abruzzo 2026, l’attesa competizione professionistica inserita nei calendari dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI). Il prossimo giovedì 17 settembre 2026, il comprensorio della Marsica diventerà il baricentro dell’attenzione dei media sportivi nazionali grazie allo svolgimento della tappa interamente pianificata all’interno del bacino fucense e della Valle del Cavaliere. La carovana dei corridori prenderà il via dallo snodo logistico e industriale di Oricola e della Piana del Cavaliere, per poi attraversare il cuore della provincia aquilana e tagliare il traguardo nel comune storico di San Benedetto dei Marsi.

La logica organizzativa del Giro d’Abruzzo e il sostegno istituzionale della Regione

La definizione di questo prestigioso traguardo organizzativo rappresenta il punto di arrivo di una complessa e lungimirante programmazione strutturale promossa e interamente sostenuta dalla Regione Abruzzo. L’esecutivo regionale ha investito massicce risorse finanziarie ed energie burocratiche per blindare la permanenza della corsa a tappe nel centro della penisola, comprendendo come il ciclismo d’élite operi come un canale di welfare promozionale unico nel suo genere. La scelta di posizionare la partenza della frazione marsicana nel distretto di Oricola riconosce la centralità strategica di un quadrante che funge da vera e propria porta d’ingresso della regione lungo l’asse autostradale A24, trasformando per un giorno un polo tradizionalmente legato alla produzione industriale in una spettacolare arena sportiva a cielo aperto, capace di attrarre appassionati, sportivi e flussi turistici transregionali.

Il valore storiografico del percorso: dalla Piana del Cavaliere alla culla dei Marsi

L’ordito della tappa del 17 settembre non si limita a misurare la resistenza atletica dei ciclisti, ma si offre ai telespettatori come un autentico viaggio nella saggistica geografica e nella memoria millenaria dell’Abruzzo interno. Partendo dalle volumetrie pianeggianti della Piana del Cavaliere, i corridori dovranno misurarsi con le pendenze e i valichi storici dell’Appennino centrale, attraversando borghi e centri medievali che conservano intatto il proprio patrimonio immateriale e architettonico. La linea del traguardo è stata posizionata non a caso a San Benedetto dei Marsi, antica Marruvium e culla ancestrale del popolo marso. Questa sponda storico-culturale permette di valorizzare le aree colpite dalle grandi transizioni del passato, offrendo al pubblico internazionale una narrazione corale incentrata sul senso delle radici e sulla capacità di rinascita delle comunità locali.

La logistica del comitato organizzatore e il monitoraggio dei manti stradali

L’insediamento della carovana pubblicitaria e dei mezzi pesanti delle squadre professionistiche impone agli uffici municipali e provinciali un’accelerazione immediata sul piano delle manutenzioni e della gestione della sicurezza stradale. I tecnici d’ambito e il personale della Protezione Civile, in stretta sinergia con i comitati logistici del Giro, hanno già avviato i primi sopralluoghi per verificare la stabilità e la fluidità delle carreggiate che compongono la cronotabella della tappa. Gli interventi straordinari di rifacimento dei manti stradali e di adeguamento dei perimetri urbani nZEB verranno completati entro la fine del mese di agosto, garantendo i massimi standard di incolumità per i ciclisti durante le concitate fasi della partenza e della volata finale, minimizzando i disagi per la circolazione dei veicoli privati e dei residenti.

L’impatto macroeconomico sul comparto ricettivo e sul turismo di ritorno

Sotto il profilo strettamente economico, l’arrivo della corsa rosa d’Abruzzo si preannuncia come un fattore di forte stimolo per il comparto ricettivo, alberghiero e della somministrazione della Marsica. La presenza stanziale di centinaia di addetti ai lavori, atleti, preparatori, giornalisti e direttori sportivi saturerà le strutture ricettive del comprensorio già a partire dai giorni antecedenti la gara. Gli operatori economici locali e le associazioni di categoria stanno strutturando un cartellone flessibile di eventi collaterali, esposizioni di prodotti tipici dell’agroalimentare fucense e mercati dell’artigianato per massimizzare la monetizzazione dell’evento. L’obiettivo a lungo termine della municipalità di Oricola è convertire questa vetrina mediatica in una dinamo per il turismo delle radici e della bicicletta, intercettando le nuove domande dei viaggiatori consapevoli.

Il ruolo dello sport di base e l’inclusione sociale delle giovani generazioni

In ultima analisi, il manifesto civile del Giro d’Abruzzo 2026 investe la didattica dello sviluppo e la promozione della salute biologica tra le giovani generazioni. Le scuole di ogni ordine e grado del comprensorio e le associazioni sportive locali verranno coinvolte in laboratori interattivi volti a diffondere la cultura della mobilità sostenibile, della sicurezza stradale e dei sani valori del ciclismo, quali il sacrificio, il merito e la solidarietà di squadra. Permettere ai minori e alle famiglie di assistere da vicino alla partenza di Oricola significa riappropriarsi degli spazi comuni e della socialità della piazza, deostruendo per un giorno la dipendenza dagli schermi digitali per celebrare la festa dello sport. La cooperazione tra la Regione Abruzzo, i Comuni ospitanti e i cittadini resta l’unica via per trasformare un grande evento agonistico in un modello strutturale di welfare e coesione per il territorio.

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Sport

Rugby, Chieti promosso in Serie B: ufficiale il ripescaggio dei Rebels

Ufficiale il ripescaggio della Polisportiva Abruzzo Rugby Rebels Chieti in Serie B: dal 18 ottobre la sfida nel Girone 5. 🏉 🇮🇹

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Polisportiva Abruzzo rugby Rebels Chieti

Chieti – Una notizia straordinaria riscatta i mesi più intensi e complessi della palla ovale teatina, riscrivendo le gerarchie e le ambizioni dello sport regionale. Nelle ultime ore, la Federazione Italiana Rugby (FIR) ha formalizzato i quadri dei campionati nazionali per la prossima stagione agonistica, ufficializzando il ripescaggio e la conseguente, storica promozione in Serie B Nazionale della Polisportiva Abruzzo Rugby Rebels Chieti. Si tratta di un traguardo di immenso prestigio, che premia un percorso sportivo e societario solido, restituendo alla città di Chieti una vetrina di assoluto rilievo dopo un’attesa prolungata. Il verdetto federale ripaga il club per l’inseguimento a lungo cercato di un obiettivo sfiorato sul campo e ora finalmente agguantato grazie alla solidità della struttura organizzativa e alla qualità del gioco espresso nell’ultimo anno.

La parabola dei Rebels tra i successi stagionali e la beffa dei playoff

Il salto di categoria dei neroverdi arriva al termine di un’annata sportiva vissuta da assoluti protagonisti, caratterizzata da una prima fase di campionato dominata con autorevolezza e da una serie di vittoria che avevano entusiasmato la tifoseria e gli addetti ai lavori. Tuttavia, la macchina perfetta dei Rebels aveva subito una parziale e dolorosa frenata proprio nelle battute conclusive della stagione, in coincidenza con i decisivi e proibitivi match di playoff, dove una serie di infortuni e di episodi sfavorevoli aveva negato la gioia della promozione diretta sul terreno di gioco. Nonostante la comprensibile amarezza per la finale sfumata, la dirigenza non ha smesso di credere nella bontà del proprio operato, mantenendo contatti costanti con i vertici della Federazione e presentando un dossier di ripescaggio ineccepibile sotto il profilo dei parametri economici, logistici e dei risultati sul campo.

La storia del club dal 1970 e l’ondata di entusiasmo nel mondo della palla ovale

La notizia del ripescaggio in Serie B ha scatenato un’immediata ondata di entusiasmo in tutto l’ambiente rugbistico teatino, travalicando i confini provinciali per raccogliere il plauso dell’intero movimento sportivo abruzzese. Il valore di questa promozione è testimoniato dalle tantissime attestazioni di stima giunte nelle ultime ore da parte di società storiche della regione e da una galassia di ex atleti e dirigenti. La Polisportiva, d’altronde, vanta radici profonde che affondano direttamente nel 1970, anno di nascita del primo nucleo del rugby a Chieti. Per oltre mezzo secolo, generazioni di sportivi hanno vestito con onore e sacrificio una maglia che oggi, grazie a questo storico verdetto, torna a calcare i palcoscenici nazionali più consoni alla tradizione e alla passione di una comunità che ha fatto della palla ovale un presidio di aggregazione giovanile e di valori civili.

La corsa contro il tempo per l’esordio del 18 ottobre nel Girone 5

Il prestigioso salto di categoria impone ora alla governance del club una drastica accelerazione sul piano organizzativo e finanziario. Essendo ormai giunti alla fine di luglio, la Polisportiva aveva pianificato l’intera programmazione economica e tecnica in funzione del campionato di Serie C regionale. L’ingresso nei quadri della Serie B Nazionale costringe la società a una vera e propria corsa contro il tempo per adeguare la rosa della prima squadra, potenziare l’impiantistica sportiva e reperire le risorse economiche e le sponsorizzazioni necessarie a sostenere i costi logistici delle lunghe trasferte. Il calendario ufficiale fissa la data tagliola al prossimo 18 ottobre, giorno del debutto ufficiale dei Rebels nel Girone 5, un raggruppamento geograficamente complesso e affascinante che metterà di fronte le compagini di Abruzzo, Lazio e Sardegna.

La logica economica delle trasferte in Sardegna e il sostegno del territorio

L’inserimento nel Girone 5 rappresenta una sfida affascinante ma estremamente onerosa sotto il profilo della gestione del budget societario. I Rebels dovranno misurarsi con lo storico e radicato movimento laziale, da sempre fucina di talenti e di club di grande tradizione, ma soprattutto dovranno affrontare la complessa logistica dei viaggi oltre tirreno per le sfide in terra sarda. La gestione dei voli aerei, dei pernottamenti e dei trasporti per l’intero gruppo squadra richiederà un impegno manageriale straordinario da parte dell’ufficio di presidenza. L’amministrazione comunale e il tessuto imprenditoriale locale saranno chiamati a fare squadra al fianco dei Rebels, comprendendo come la Serie B Nazionale non sia soltanto un traguardo sportivo per il club, ma una formidabile vetrina di marketing territoriale in grado di veicolare il nome della città di Chieti su scala nazionale.

Il vivaio e il mini rugby come presidio di salute e socialità sul territorio

Parallelamente agli impegni organizzativi della prima squadra, la Polisportiva Abruzzo continua a investire con determinazione nel proprio settore giovanile, vero polmone verde e risorsa fondamentale del club. Nonostante le mille difficoltà logistiche ed economiche che colpiscono gli sport dilettantistici nelle aree interne, la società ha confermato l’allestimento di un programma giovanile completo per la prossima stagione. I Rebels registreranno il ritorno di una squadra Under 18 e lo sviluppo di una Under 16, quest’ultima strutturata attraverso un virtuoso accordo di collaborazione sussidiaria con le società sportive dei territori vicini. Il quadro si completa con le formazioni Under 14, Under 12 e con il sempre attivo settore del mini rugby, a dimostrazione del fatto che il movimento a Chieti gode di ottima salute e continua a operare come fondamentale agenzia educativa e di prevenzione del disagio giovanile.

L’organigramma dei Rebels: la squadra tecnica guidata da Rosalba Bartolucci

La sostenibilità di questo ambizioso progetto sportivo e sociale poggia su un organigramma dirigenziale e tecnico di comprovata solidità e competenza. Al vertice della Polisportiva siede la presidente Rosalba Bartolucci, coadiuvata nella pianificazione delle strategie di campo dal responsabile tecnico Marco Trivellone, figura di riferimento della palla ovale abruzzese. Il comparto specialistico e la scuola di formazione del settore giovanile si avvarranno del lavoro coordinato di uno staff di tecnici qualificati, composto da Alessandro Barone, Fabio Faraone, Andrea Ferrieri, Matteo Finarelli, Federico Gemmiti, Alessandro Lenaz, Matteo Liberatore, Massimo Petrocco, Davide Potere e Matteo Trivellone. Questa convergenza di sguardi, passioni e competenze professionali rappresenta la struttura ideale per governare la transizione alla Serie B, garantendo ai giovani atleti teatini un percorso di crescita basato sul merito, sul rispetto delle regole e sul fair play.

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Calcio

Nazionale, Amedeo Goria attacca Mancini: “Doni 10 milioni in beneficenza”

🚨 BUFERA NAZIONALE: AMEDEO GORIA ATTACCA ROBERTO MANCINI SUL RITORNO IN AZZURRO: “È UNA TRAGICOMMEDIA, DONI 10 MILIONI IN BENEFICENZA PER FARSI PERDONARE”Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana accende un feroce scontro mediatico ed etico sui valori dello sport e del denaro. Attraverso un video-selfie esclusivo diffuso sui canali di StadioTardini.it, lo storico giornalista sportivo Amedeo Goria ha stroncato la nuova nomina del commissario tecnico, definendo l’intera vicenda una “tragicommedia” e analizzando duramente il controverso addio del 2023. Goria ha liquidato le scuse formali dell’allenatore come parole che “lasciano il tempo che trovano”, ricordando come il tecnico abbia guadagnato oltre 50 milioni di euro “scappando e tradendo la Nazionale” per firmare il maxicontratto in Arabia Saudita. 🏛️⚽📉Per riabilitare la propria immagine davanti a milioni di tifosi feriti, il giornalista ha lanciato una provocazione contabile chiarissima: ha invitato ufficialmente Mancini a devolvere immediatamente tra i 5 e i 10 milioni di euro in beneficenza a favore di associazioni che curano i bambini malati, presìdi per gli anziani abbandonati, orfani di guerra e famiglie in estrema difficoltà economica. Pur ammettendo il taglio populista della sua richiesta, Goria ritiene che un massiccio atto di solidarietà sia l’unico modo reale per l’allenatore di dimostrare onestà intellettuale e iniziare a farsi perdonare dal pubblico italiano, mettendo un argine alla mercificazione del calcio moderno. 🌐💼✨👇 Condividi la provocazione di Amedeo Goria sulla necessità che Mancini faccia una maxi donazione per riconquistare l’affetto dei tifosi italiani? Raccontacelo nei commenti!#RobertoMancini #AmedeoGoria #NazionaleItaliana #StadioTardini #FigcCalcio #IngaggioArabia #WelfareSociale #BeneficenzaInfanzia #CriticaSportiva #MeteoCalcio

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Amedeo Goria

Roma – Nel tormentato scenario del calcio professionistico nazionale, segnato da profonde transizioni manageriali e da un acceso dibattito mediatico sulle logiche finanziarie dei grandi ingaggi, il ritorno ai vertici tecnici della FIGC continua a sollevare accese controversie d’opinione. Attraverso un editoriale in formato video-selfie diffuso sulle piattaforme digitali di StadioTardini.it, il noto giornalista sportivo e saggista Amedeo Goria ha espresso una durissima requisitoria in merito alla nomina ufficiale di Roberto Mancini a nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Goria ha qualificato l’intera parabola storiografica e contrattuale del tecnico di Jesi come una vera e propria “tragicommedia” sportiva, analizzando gli strascichi emotivi del controverso addio consumatosi nel 2023 e invocando un formale e sostanzioso atto di mecenatismo economico per sanare la frattura antropologica con la platea dei tifosi azzurri.

Il valore delle scuse pubbliche e l’analisi del divorzio azzurro

L’asse portante della critica di Goria investe in prima istanza la sfera etica e lessicale delle dichiarazioni programmatiche rilasciate dall’allenatore al momento del suo nuovo insediamento sulla panchina di Coverciano. Il giornalista ha deostruito il valore formale del protocollo di scuse pubbliche esibito dal tecnico, liquidandolo come un mero espediente retorico privo di reale hardware riparatorio: «In Italia le parole, come le scuse, lasciano il tempo che trovano». L’analisi si sposta poi sul piano della scomposizione macroeconomica delle passate scelte professionali di Mancini, censurando la decisione del 2026 di interrompere bruscamente il precedente ciclo azzurro per capitalizzare l’imponente offerta finanziaria mediorientale: «Ha guadagnato — scappando, tradendo la Nazionale Italiana — ben 50 milioni di euro in neppure due anni di permanenza in Arabia Saudita».

La provocazione dei 10 milioni ad asili e istituti per l’infanzia fragile

Per avviare un reale percorso di riabilitazione dell’immagine pubblica e della credibilità personale agli occhi del Paese, Amedeo Goria ha formulato una proposta e provocazione contabile estremamente netta, vincolando il perdono sportivo a metriche di sussidarietà e welfare sociale concreto. Il giornalista ha esortato formalmente Roberto Mancini a stornare e devolvere una quota sostanziosa delle proprie fortune finanziarie — quantificata in una forbice monetaria compresa tra i 5 e i 10 milioni di euro — a beneficio di associazioni del Terzo Settore ed enti assistenziali accreditati. Tali risorse dovrebbero essere vincolate, secondo il manifesto di Goria, al finanziamento di progetti di accoglienza per bambini malati, asili per orfani di guerra, presìdi per anziani in condizione di solitudine biologica e sussidi diretti per le famiglie colpite da asfissia e grave precarietà economica.

Il paradosso del populismo sportivo e la gestione del dissenso dei tifosi

In ultima analisi, il commentatore ha ammesso la parziale natura populistica della propria requisitoria, rivendicandone tuttavia la necessità etica di fronte alla crescente mercificazione dei valori sportivi identitari nazionali. La scommessa manageriale della FIGC di riaffidare la guida della Nazionale a un profilo scisso dal sentimento popolare rischia di alimentare i flussi del dissenso digitale e dell’ostilità sulle tribune, minando la coesione civile attorno alla squadra in vista delle prossime scadenze agonistiche europee. La tracciabilità di un grande gesto filantropico viene indicata da Amedeo Goria come l’unico hardware credibile in grado di dimostrare la trasparenza e l’onestà intellettuale del commissario tecnico, sottraendo la sua nuova avventura alle logiche della convenienza aziendale per restituirla alla sacralità della maglia azzurra e al rispetto inderogabile del capitale umano della tifoseria.

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