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Salute

Allarme West Nile in Abruzzo, registrato il primo caso del 2026 a Teramo: 85enne ricoverato in ospedale, scatta l’indagine epidemiologica

Allarme zanzare in Abruzzo! 🦟 🚨 Registrato a Teramo il primo caso del 2026 di virus West Nile nell’uomo. Un anziano di 85 anni si è presentato in ospedale con febbre alta e forti dolori: le analisi del sangue hanno confermato l’infezione. L’uomo è attualmente ricoverato nel reparto di Malattie Infettive, ma fortunatamente le sue condizioni sono buone ed è fuori pericolo. Nel frattempo, la Asl di Teramo ha fatto scattare una vera e propria caccia alla zanzara: gli ispettori stanno ricostruendo tutti i luoghi frequentati dall’uomo per avviare immediate disinfestazioni mirate. Gli esperti, però, rassicurano la popolazione: “Niente panico! Nell’80% dei casi l’infezione è asintomatica, e solo nell’1% dei soggetti fragili richiede il ricovero”. Leggete tutti i dettagli, i sintomi a cui prestare attenzione e le raccomandazioni ufficiali dei medici per evitare le punture nel nostro articolo! 👇 🩺

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west nile abruzzo

Teramo – L’estate porta con sé, purtroppo, anche i rischi legati alle punture di insetto, e la soglia di attenzione torna improvvisamente ad alzarsi in tutto l’Abruzzo. Nelle scorse ore, infatti, la Asl di Teramo ha ufficialmente registrato e confermato il primissimo caso del 2026 di infezione da virus West Nile nell’uomo a livello regionale. Un campanello d’allarme che le autorità sanitarie si aspettavano, considerando che già alla fine dello scorso mese di luglio l’efficiente sistema di monitoraggio locale aveva individuato un’anomala circolazione del virus (Wnv) tra le colonie di zanzare presenti sul territorio.

L’infezione e il tempestivo ricovero: l’anziano paziente è fuori pericolo

Il paziente colpito dal virus è un uomo di 85 anni che, accusando un malessere generale, si è recato nella giornata di ieri presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Teramo. I sintomi riportati dall’anziano erano febbre alta e forti dolori osteoarticolari. I medici hanno immediatamente sospettato la presenza dell’infezione e, nel primo pomeriggio di oggi, il risultato delle analisi del sangue ha fugato ogni dubbio confermando la positività al West Nile.

Fortunatamente, la tempestività dei soccorsi ha giocato un ruolo fondamentale. Attualmente il paziente si trova ricoverato in isolamento e sotto stretta osservazione nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale teramano (diretto con grande competenza dalla dottoressa Antonella D’Alonzo). Le sue condizioni di salute generali sono buone, il quadro clinico è stabile e, come rassicurano i medici, la sintomatologia dolorosa e febbrile si sta già risolvendo positivamente.

Caccia alla zanzara: scatta l’indagine epidemiologica della Asl

Non c’è tempo da perdere, però, sul fronte della prevenzione ambientale. Il Servizio di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica (Siesp) della Asl di Teramo ha fatto immediatamente scattare l’indagine epidemiologica, così come rigorosamente previsto dal piano operativo regionale per la prevenzione e il controllo delle Arbovirosi.

L’obiettivo degli ispettori sanitari è tanto delicato quanto vitale: ricostruire meticolosamente tutti gli spostamenti e i luoghi frequentati dall’85enne nei giorni precedenti l’insorgere dei sintomi. Questo permetterà di individuare il possibile “luogo di esposizione” al vettore, ovvero il punto esatto in cui la zanzara infetta ha punto l’uomo. Sulla base dei risultati di questa mappa epidemiologica, la Asl valuterà di concerto con i sindaci e le autorità competenti l’avvio immediato di mirate e massicce procedure di disinfestazione ambientale per abbattere il rischio di nuovi contagi.

Niente panico: le rassicurazioni degli esperti sui veri rischi

La West Nile, è bene ricordarlo, è un’infezione virale trasmessa all’uomo (e ad altre specie animali come i cavalli) esclusivamente dalla puntura della Culex pipiens, la comunissima zanzara nostrana che entra in azione prevalentemente nelle ore serali, dal tramonto all’alba.

Di fronte alla comprensibile preoccupazione dei cittadini, il dottor Maurizio Belfiglio, direttore del Siesp della Asl di Teramo, ha voluto diffondere un messaggio di grande serenità: “È importante rassicurare la popolazione: la semplice presenza del virus nelle zanzare non significa in alcun modo che avremo un’epidemia di persone malate. Nell’uomo, in ben l’80% dei casi, l’infezione decorre in forma assolutamente asintomatica, senza nemmeno accorgersene. Un 20% sviluppa sintomi simili a una banale influenza. Solo in una rarissima percentuale inferiore all’1%, e limitatamente a soggetti anziani, immunodepressi o con gravi patologie croniche pregresse, l’infezione può purtroppo evolvere verso forme neuro-invasive gravi che richiedono il ricovero”.

Prevenzione e sorveglianza: una rete sanitaria d’eccellenza

La rete di protezione eretta dalle istituzioni sta funzionando a pieno regime. Come spiegato dal direttore del Dipartimento di Prevenzione, Mario Di Domenicantonio, e dal direttore della Sanità Animale, Andrea Di Provvido, il territorio è setacciato quotidianamente. Vengono esaminate le carcasse di uccelli selvatici, si monitorano le zanzare nei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico e si tengono sotto stretta osservazione gli equidi.

Per la gestione tempestiva di ogni emergenza, il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia ha istituito un gruppo di lavoro d’élite che coinvolge i direttori Delle Monache, Angeli, D’Alonzo, Gabriele e Chiatamone Ranieri. In attesa di eventuali disinfestazioni, la Asl raccomanda a tutti i cittadini, e specialmente ai soggetti fragili, di adottare comportamenti di buon senso: utilizzare i comuni repellenti cutanei, indossare abiti chiari a maniche lunghe nelle ore serali, dotare le finestre di zanzariere e, soprattutto, svuotare regolarmente i sottovasi nei balconi per evitare piccoli, insidiosi ristagni d’acqua dove le zanzare amano riprodursi.

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Salute

A Bari il XXXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia: dal 28 al 30 ottobre neuroprotezione, supporto in TIN e allattamento

A Bari il XXXII Congresso della Società Italiana di Neonatologia: dal 28 al 30 ottobre neuroprotezione in TIN, survey sui prematuri e Baby SIN. 👇

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Locandina evento Bari

Bari – Garantire a ogni nuovo nato le medesime opportunità di sopravvivenza e di sviluppo neuroevolutivo ottimale, abbattere le disuguaglianze assistenziali tra i reparti della penisola e porre la famiglia al centro dell’alleanza terapeutica fin dai primissimi istanti di vita. Dal 28 al 30 ottobre 2026, la città di Bari si prepara a diventare la capitale scientifica della pediatria accogliendo il XXXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Neonatologia (SIN). Una tre giorni di altissima formazione accademica, confronto clinico e progetti operativi che riunirà nel capoluogo pugliese centinaia di neonatologi, infermieri pediatrici, psicologi e ricercatori provenienti da tutta Italia.

Il congresso biennale della SIN si caratterizza per una visione olistica della cura, capace di armonizzare le più sofisticate innovazioni biotecnologiche e di monitoraggio computazionale con il principio inderogabile dell’umanizzazione delle cure. L’evento barese affronterà le grandi frontiere della medicina perinatale: dalla gestione del trauma emotivo nei reparti di terapia intensiva alla definizione di protocolli assistenziali uniformi per le forme lievi di prematurità, fino alla creazione di modelli d’avanguardia dedicati alla protezione neurologica dei piccoli più vulnerabili.

Il ricovero in TIN e la salute emotiva: lo psicologo come pilastro dell’équipe neonatale

Uno dei temi centrali del simposio sarà dedicato alla gestione degli eventi traumatici durante il ricovero in Terapia Intensiva Neonatale (TIN). La nascita prematura o la comparsa di patologie congenite complesse rappresentano per i genitori un evento dirompente, capace di innescare sindromi da stress post-traumatico (PTSD), stati d’ansia acuta e una grave sensazione di impotenza dinanzi alla barriera delle incubatrici. Al contempo, il carico emotivo grava pesantemente anche sul personale medico e infermieristico, costantemente esposto a decisioni etiche estreme e a rischi di burnout professionale.

In questa prospettiva, la Società Italiana di Neonatologia lancia da Bari un appello inequivocabile al Ministero della Salute e alle Regioni: inserire in modo strutturato e permanente la figura dello psicologo clinico dedicato all’interno di ciascuna équipe di TIN. Non un supporto accessorio o saltuario, ma un professionista integrato nei protocolli di reparto, fondamentale per sostenere il legame di attaccamento madre-bambino (bonding), accompagnare i papà nei momenti di crisi e supportare la resilienza psicologica degli operatori sanitari.

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Neonatologia & Terapia Intensiva

Manuale di Neonatologia e Terapia Intensiva: Neuroprotezione, Cure del Prematuro e Supporto alla Famiglia

Un compendio scientifico e clinico fondamentale per neonatologi, pediatri, infermieri pediatrici e psicologi: protocolli avanzati in TIN, prevenzione dei danni neurologici e umanizzazione delle cure.

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Prematurità moderata e tardiva: verso linee guida standardizzate in tutta Italia

Ampio spazio sarà riservato alla presentazione dei risultati di un’imponente survey nazionale promossa dalla SIN sui neonati moderate e late preterm (nati tra la 32ª e la 36ª settimana di gestazione). Sebbene queste forme di prematurità siano tradizionalmente percepite come lievi rispetto ai neonati estremamente prematuri, i dati epidemiologici confermano che anche i nati a ridosso del termine presentano un rischio significativamente più elevato rispetto ai nati a termine di complicanze respiratorie, metaboliche, termoregolatorie e neuroevolutive a medio termine.

La Società Italiana di Neonatologia presenterà a Bari nuove linee di indirizzo clinico per definire percorsi assistenziali standardizzati, omogenei e basati sulle più recenti evidenze scientifiche. L’obiettivo è uniformare i criteri di dimissione protetta, il monitoraggio glicemico e nutrizionale e il follow-up neurofunzionale nei primi anni di vita, superando le inaccettabili difformità che ancora sussistono tra i punti nascita del Nord e del Sud Italia.

NeuroNICU, la mostra fotografica Nutrire.Unire. e l’area Baby SIN

La terza direttrice scientifica dell’assise pugliese riguarda la NeuroNICU: un modello organizzativo avanzato interamente incentrato sulla neuroprotezione del neonato critico. Attraverso l’integrazione di monitoraggi elettroencefalografici a traccia continua (aEEG), spettroscopia nel vicino infrarosso (NIRS), protocolli di ipotermia terapeutica controllata e pratiche di Family-Centered Care (come la Kangaroo Mother Care e la riduzione dell’inquinamento acustico e luminoso), la NeuroNICU permette di minimizzare le disabilità neurologiche permanenti nei piccoli ad alto rischio.

A testimonianza della convergenza tra scienza ed empatia, la sede congressuale ospiterà la toccante mostra fotografica “Nutrire.Unire.”, che celebra l’allattamento al seno quale patrimonio universale di salute, relazione e superamento delle barriere sociali ed etniche. Inoltre, per garantire la massima conciliazione tra impegno scientifico e vita familiare ai congressisti con figli piccoli, la SIN allestirà lo spazio dedicato “Baby SIN”: un’area riservata e confortevole a disposizione delle mamme e dei papà per allattare, accudire e coccolare i propri lattanti in piena intimità. Il programma completo delle sessioni è consultabile sul portale ufficiale della SIN, confermando Bari come fulcro dell’impegno per la vita nascente.

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Salute

Ospedale San Carlo di Nancy all’avanguardia con l’AI: al via la refertazione digitale in Anatomia Patologica per una medicina di precisione

Ospedale San Carlo di Nancy a Roma: l’Anatomia Patologica diventa digitale con l’AI riducendo i tempi dei referti del 30%. 👇

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Laboratorio Anatomia patologica Ospedale San Carlo di Nancy_

Roma – Velocità clinica senza precedenti, analisi morfologica ad altissima risoluzione e una precisione microscopica capace di cogliere alterazioni cellulari impercettibili all’occhio umano. L’Ospedale San Carlo di Nancy di Roma – storica struttura polispecialistica accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, fiore all’occhiello del gruppo ospedaliero GVM Care & Research – segna una pietra miliare nell’evoluzione della diagnostica avanzata e della medicina personalizzata. Il laboratorio di Anatomia Patologica della struttura capitolina ha completato la transizione verso un ecosistema interamente digitalizzato, potenziato dall’integrazione di complessi algoritmi di Intelligenza Artificiale (AI) certificati per uso diagnostico clinico.

L’innovazione rappresenta un’autentica eccellenza nel panorama sanitario della Capitale e dell’intero Paese: secondo le più recenti rilevazioni presentate al Congresso Nazionale della Società Italiana di Anatomia Patologica, in Italia appena il 35% dei laboratori è strutturato in modalità “totalmente digitale”, e solo una frazione infinitesimale impiega sistemi computazionali avanzati. Con questo investimento, l’ospedale romano ridefinisce integralmente il flusso di lavoro istopatologico: dal campionamento tissutale alla digitalizzazione in gigapixel dei vetrini, fino all’elaborazione algoritmica e alla firma digitale del referto, consentendo di abbattere i tempi di refertazione (Turnaround Time – T.A.T.) di circa il 30%.

La dott.ssa Silvia Taccogna: «Tempi ridotti e tempestività per le terapie oncologiche mirate»

A illustrare la portata rivoluzionaria della tecnologia è la dott.ssa Silvia Taccogna, Responsabile del Laboratorio di Anatomia Patologica dell’Ospedale San Carlo di Nancy: «La disponibilità di piattaforme digitali intelligenti è fondamentale in un’epoca in cui la richiesta di esami istologici cresce costantemente in complessità e volume. Ridurre i tempi di refertazione del 30% non è solo un traguardo statistico, ma una conquista clinica decisiva: permette alle équipe multidisciplinari – composte da oncologi, chirurghi, radioterapisti e genetisti – di impostare senza ritardi i protocolli terapeutici più idonei. Per il paziente significa ricevere una diagnosi precoce, accurata e personalizzata sin dal primo istante».

L’Ospedale San Carlo di Nancy si distingue come l’unica realtà ospedaliera in Italia ad aver implementato contemporaneamente tutti i tre moduli operativi sviluppati da IBEX Medical Analytics, dotati sia di marcatura CE-IVD per i dispositivi medico-diagnostici sia dell’autorevole approvazione dell’FDA statunitense. La piattaforma lavora in sinergia su tre ambiti oncologici ad altissima incidenza: campioni gastrici (IBEX-Gastric), biopsie prostatiche (IBEX-Prostate) e campioni mammari (IBEX-Breast).

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Medicina di Precisione & Sanità Digitale

Intelligenza Artificiale e Medicina di Precisione: Diagnostica per Immagini, Patologia Digitale e Terapie del Futuro

Un saggio scientifico indispensabile per medici, biologi e ricercatori: algoritmi di deep learning applicati all’istopatologia, refertazione predittiva e personalizzazione delle cure oncologiche.

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La sinergia tra medico e macchina: algoritmi predittivi e telepatologia in tempo reale

Contrariamente ai timori ricorrenti, l’intelligenza artificiale non sostituisce l’anatomopatologo, bensì ne potenzia a dismisura le capacità investigative, fungendo da copilota d’eccellenza. Attraverso scanner digitali di ultima generazione, il vetrino tradizionale viene convertito in un’immagine digitale ad altissima fedeltà (Whole Slide Imaging). L’algoritmo setaccia miliardi di pixel evidenziando automaticamente aree sospette, micro-focolai neoplastici millimetrici e fattori prognostici quantitativi che potrebbero sfuggire a un’osservazione manuale prolungata.

«Il software esegue misurazioni istantanee, gradazioni e conteggi mitotici di assoluta precisione – prosegue la dott.ssa Taccogna –. Inoltre, la digitalizzazione abbatte i confini fisici: il reperto può essere condiviso all’istante in rete protetta con colleghi ed esperti internazionali per una second opinion o una discussione multidisciplinare in tempo reale, senza il rischio di deterioramento o smarrimento dei vetrini fisici». Un salto epocale che eleva la sicurezza diagnostica a standard mai raggiunti prima.

Ettore Sansavini: «Un traguardo d’avanguardia che mette al centro la persona»

A sottolineare il valore strategico dell’investimento è il presidente di GVM Care & Research, Ettore Sansavini: «L’introduzione della Digital Pathology supportata dall’Intelligenza Artificiale all’Ospedale San Carlo di Nancy colloca la nostra struttura all’avanguardia nel sistema sanitario regionale e nazionale. L’innovazione tecnologica non è fine a se stessa, ma risponde a una visione umanistica della sanità: mettere le scoperte più avanzate al servizio del paziente, per garantire a ciascuno cure sempre più mirate, tempestive ed efficaci».

Con questa implementazione, l’ospedale romano conferma la propria vocazione all’eccellenza clinica, dimostrando come la convergenza tra competenze mediche di primo livello e tecnologie digitali esponenziali rappresenti la sola via percorribile per garantire la sostenibilità e l’efficacia del Servizio Sanitario nel terzo millennio.

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Salute

Open Day Tobia al Policlinico Umberto I di Roma: sanità inclusiva per persone con disabilità, famiglie e caregiver al George Eastman

Open Day Tobia al Policlinico Umberto I di Roma: al George Eastman sanità inclusiva per persone con disabilità e caregiver. 👇

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Locandina evento Roma

Roma – Abbattere le barriere architettoniche, comunicative e cliniche che troppo spesso rendono l’accesso alle cure ospedaliere un percorso a ostacoli per i cittadini più fragili. Con questo ambizioso obiettivo di civiltà e progresso sociosanitario, l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I di Roma spalanca le porte del presidio George Eastman in occasione dell’«Open Day Tobia: Insieme per raggiungere persone, famiglie e caregiver». Un appuntamento di straordinario rilievo civile e umano in programma per la giornata di domani, mercoledì 21 ottobre 2026, dalle ore 12.00 alle ore 18.00 negli spazi dedicati di Viale Regina Elena 287/B, nel cuore della cittadella sanitaria della Capitale.

A fare gli onori di casa all’inaugurazione dei lavori sarà il Direttore Generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba, affiancato dai rappresentanti istituzionali della Regione Lazio, dei vertici accademici di Sapienza Università di Roma e delle direzioni delle Aziende Sanitarie Locali del territorio metropolitano. Un parterre corale che testimonia la volontà condivisa di trasformare un servizio d’avanguardia in una rete integrata, capace di intercettare soprattutto chi ancora non conosce le opportunità offerte da questo modello assistenziale unico a livello nazionale.

Il Servizio Tobia: percorsi su misura per la disabilità complessa e neuromotoria

Nato per dare risposte concrete alle persone con disabilità intellettiva, relazionale e neuromotoria grave, il Servizio Tobia (Team Operativo Bisogni Individuali Assistenziali) rappresenta una vera e propria eccellenza della sanità pubblica laziale. Per un paziente affetto da spettro autistico, paralisi cerebrale o gravi deficit cognitivi, sottoporsi a un esame di routine – un prelievo di sangue, una radiografia, una visita oculistica o una semplice igiene dentale – può trasformarsi in un’esperienza traumatica e insostenibile. Il sovraffollamento dei reparti ordinari, i tempi d’attesa estenuanti, le luci accecanti e i rumori improvvisi rischiano di scatenare reazioni di panico e aggressività, costringendo spesso le famiglie a rinunciare alla prevenzione diagnostica.

Il modello Tobia ribalta radicalmente questo paradigma. Presso il George Eastman, il paziente speciale trova un percorso protetto e personalizzato, gestito da un’équipe multidisciplinare di medici, odontoiatri, anestesisti, infermieri e mediatori appositamente formati. Prima di ogni prestazione viene compilata una scheda di accoglienza individualizzata che mappa abitudini, fobie, canali di comunicazione preferenziali e bisogni sensoriali del paziente. Gli esami vengono raggruppati in una sola seduta, spesso avvalendosi di tecniche di sedazione cosciente o ansiolisi controllata, consentendo di effettuare bilanci di salute completi in un ambiente rilassante e rassicurante.

L’Open Day di domani mira a superare la frammentazione informativa: troppi nuclei familiari e assistenti domiciliari, infatti, vivono ancora nell’ombra della solitudine, ignari che all’interno del Servizio Sanitario Nazionale esista una porta d’accesso privilegiata, gratuita e priva delle rigidità della burocrazia tradizionale per garantire il diritto alla salute dei propri cari.

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Sanità, Disabilità & Caregiver

Guida Pratica per Caregiver e Famiglie: Diritti, Assistenza e Percorsi di Cura per la Disabilità

Un manuale autorevole e aggiornato per orientarsi tra la Legge 104, i percorsi diagnostici ospedalieri protetti, le tutele previdenziali e le migliori strategie per supportare i propri cari fragili.

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Le parole del Dg Fabrizio d’Alba: «La sanità si misura sulla capacità di accogliere i fragili»

Nel presentare l’evento, il Direttore Generale dell’AOU Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba, ha tracciato il senso etico profondo della missione ospedaliera contemporanea: «Questo Open Day rappresenta un momento fondamentale per consolidare il legame tra la nostra struttura ospedaliera e il territorio, confermando l’impegno concreto del Policlinico Umberto I nel garantire un’assistenza sempre più inclusiva, vicina ai bisogni reali delle persone con disabilità, delle loro famiglie e dei caregiver».

«La qualità e la civiltà di un grande ospedale universitario – ha rimarcato d’Alba – non si misurano soltanto dal volume degli interventi di alta complessità chirurgica o dal numero delle pubblicazioni scientifiche, ma soprattutto dalla capacità di non lasciare indietro nessuno. Quando un ragazzo con gravi difficoltà cognitive riesce a completare una visita senza paura e senza dolore, quando una madre o un padre caregiver sentono che l’ospedale è una casa che li abbraccia e li sostiene anziché un labirinto ostile, allora stiamo onorando fino in fondo il mandato costituzionale della nostra sanità pubblica».

Una dichiarazione di principio che si traduce in un impegno quotidiano per estendere progressivamente l’approccio metodologico di Tobia a tutti i reparti specialistici del nosocomio romano, dalla chirurgia alla ginecologia, dalla cardiologia all’oncologia, rendendo l’accessibilità universale una prassi clinica consolidata.

Il programma del 21 ottobre: laboratori, associazioni e confronto diretto con le famiglie

L’articolazione dell’Open Day di mercoledì 21 ottobre prevede una scansione temporale pensata per favorire l’incontro informale e l’ascolto attivo. Dalle ore 12.00, subito dopo l’introduzione istituzionale dei vertici del Policlinico e degli enti locali, i medici e gli operatori del team Tobia presenteranno in dettaglio le modalità operative del servizio, illustrando i criteri di accesso, i recapiti dedicati e le strategie adottate per facilitare le prestazioni sanitarie ordinarie e complesse.

Ampio spazio sarà riservato al mondo del terzo settore e del volontariato. All’ingresso e nei corridoi del George Eastman saranno allestiti stand informativi ed espositivi curati dalle principali associazioni di tutela dei disabili e dei caregiver attive sul territorio regionale. Le realtà associative avranno la possibilità di presentare le proprie iniziative solidali, distribuire materiale informativo, organizzare piccoli laboratori ricreativi e dimostrativi e avviare tavoli di confronto orizzontale con il personale sanitario.

Un momento cruciale sarà dedicato al confronto con i caregiver familiari, figure silenziose ma determinanti che sopportano un carico emotivo, fisico ed economico spesso devastante. Dare voce alle loro testimonianze consentirà alla direzione ospedaliera di intercettare criticità nascoste e di tarare l’offerta clinica sulle reali dinamiche di vita quotidiana dei pazienti.

Come partecipare: orari e indicazioni per raggiungere il presidio George Eastman

La partecipazione all’«Open Day Tobia» è completamente libera e gratuita, aperta a tutte le famiglie, ai caregiver, agli operatori sociosanitari, agli studenti universitari e ai cittadini interessati a conoscere da vicino questa realtà di eccellenza. L’appuntamento è fissato per domani, mercoledì 21 ottobre 2026, con orario continuato dalle ore 12.00 alle ore 18.00 presso l’Ospedale George Eastman – Policlinico Umberto I, situato in Viale Regina Elena 287/B a Roma.

La struttura è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici attraverso la linea B della metropolitana (fermata Policlinico) e le linee tram e bus urbane che transitano lungo Viale Regina Elena e la cittadella universitaria di piazzale Aldo Moro. Un’occasione imperdibile per costruire insieme una Sanità che mette al centro la persona nella sua unicità, trasformando la cura in un grande patto di solidarietà e inclusione condivisa.

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