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L’intervista con il Presidente dell’Unione degli Scrittori Coreani, dott. Kang Byeong-Cheol

La poesia compie un miracolo e unisce l’Italia alla Corea del Sud! 🇮🇹❤️🇰🇷 Lo straordinario incontro culturale tra il Dott. Kang Byeong-Cheol, presidente degli scrittori coreani, e l’editrice Angela Kosta. 📝✨ Dalle sofferenze della povertà giovanile fino al tetto del mondo letterario, una storia commovente di riscatto, traduzioni storiche e libri che superano ogni barriera geografica per salvare l’anima delle persone. Un legame magnifico che fa bene al cuore. Leggi qui l’intervista esclusiva e lasciati trasportare da questa magia universale! 👇

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dott. Kang Byeong-Cheol

Roma – Esistono parole capaci di compiere viaggi straordinari, di attraversare i continenti, di sorvolare gli oceani e di depositarsi dolcemente nell’anima di chi si trova dall’altra parte del mondo, parlando l’unica lingua universale che l’essere umano possiede: quella della bellezza e dei sentimenti puri. L’intervista esclusiva realizzata dalla stimata editrice, poetessa e traduttrice Angela Kosta al Dottor Kang Byeong-Cheol, celebre Presidente dell’Unione degli Scrittori Coreani all’Estero, si configura come un evento culturale di assoluto rilievo internazionale. Non ci troviamo di fronte a un semplice scambio di battute di circostanza, ma a un dialogo denso di pathos, umanità e profonda gratitudine, che svela al pubblico la nascita di un ponte artistico senza precedenti tra la Corea del Sud, l’Italia e l’Europa intera.

Il Dottor Kang Byeong-Cheol, figura monumentale della letteratura asiatica contemporanea, è stato recentemente insignito del prestigioso premio internazionale “The International Best Poets & Translators” e scelto come personaggio di copertina della rivista globale The Lanterns Poetry Global. Un riconoscimento immenso che incoraggia il suo percorso di poeta, scrittore e traduttore, costantemente impegnato nel dimostrare come l’arte non conosca barriere geografiche, tradizioni blindate o costumi insuperabili. La poesia, nella visione dell’intellettuale coreano, nasce in un idioma specifico ma appartiene di diritto all’umanità intera, agendo come uno strumento formidabile per edificare connessioni autentiche tra nazioni e sensibilità apparentemente distanti.

Ci racconta della sua importante nomina e del prestigioso riconoscimento ricevuto come miglior traduttore. Qual è stato il percorso che l’ha condotto a questo riconoscimento?

Ho ricevuto il riconoscimento “PRIZES 2023: The International Best Poets & Translators”, conferito dall’International Poetry Translation and Research Centre e dal Journal of Rendition of International Poetry (multilingue), con il sostegno del Consiglio di amministrazione della World Union of Poetry Magazines.

Sono entrato a far parte della World Union of Poetry Magazines (WUPM), dove importanti poeti condividono le proprie opere. Inoltre, ho avuto l’opportunità di pubblicare le mie poesie nel numero 110 della rivista Rendition of International Poetry Quarterly.

È stato scelto come Personaggio del Mese e protagonista della copertina di THE LANTERNS POETRY GLOBAL. Che cosa ha rappresentato per Lei questo importante riconoscimento e quanto ritiene che iniziative di questo tipo siano importanti per promuovere la poesia e creare un dialogo culturale tra la Corea del Sud e il resto del mondo?

Sono stato molto onorato di essere scelto come “Personaggio del Mese” e protagonista della copertina di THE LANTERNS POETRY GLOBAL. Per me è stato un riconoscimento significativo, non soltanto sul piano personale e letterario, ma anche come testimonianza del dialogo culturale che la poesia può creare oltre confini, tradizioni e costumi.

Essere presentato in copertina da una rivista internazionale significa avere l’opportunità di far conoscere il proprio percorso, la propria poesia e la propria visione del mondo a un pubblico più ampio. La mia attività, infatti, non si limita alla scrittura: sono poeta, scrittore e traduttore e considero la letteratura uno strumento fondamentale per mettere in comunicazione popoli e culture diverse da ogni angolo del mondo.

Ho particolarmente apprezzato l’attenzione riservata al mio lavoro da THE LANTERNS POETRY GLOBAL, dall’editrice Angela Kosta e dalla sua direzione editoriale. Questo riconoscimento rappresenta per me un incoraggiamento a continuare il mio percorso letterario e, soprattutto, a rafforzare gli scambi culturali tra la Corea del Sud e il resto del mondo.

La poesia non conosce barriere: nasce in una lingua, ma può appartenere a tutti. È proprio attraverso queste occasioni che possiamo costruire ponti autentici tra persone, Paesi e sensibilità differenti.

Desidero inoltre informare i lettori che la mia collaborazione con Angela Kosta è nata alcuni anni fa attraverso la poesia e, nel tempo, si è trasformata in un autentico rapporto di stima, amicizia e collaborazione culturale.

Angela Kosta ha dimostrato un sincero amore per la Corea del Sud, per la cultura e per la letteratura del mio Paese. Il suo impegno nel tradurre centinaia di autori coreani, presentare e promuovere la nostra poesia in Albania, in Italia e a livello internazionale è stato profondamente apprezzato. Per questo motivo, molti lettori e autori coreani la considerano non solo un angelo e messaggera promotrice culturale ma anche una vera ambasciatrice della nostra letteratura.

Attualmente, Angela ricopre anche il ruolo di vicepresidente dell’Associazione degli Scrittori e Poeti Coreani all’Estero, un incarico che testimonia la fiducia e la stima che ha saputo conquistare grazie al suo instancabile lavoro di promozione della letteratura coreana.

Grazie al suo impegno, numerosi nostri scrittori, poeti e artisti hanno avuto l’opportunità di essere tradotti e pubblicati in oltre quarantacinque riviste cartacee e online in diverse parti del mondo. Tra queste figura anche la sua prestigiosa rivista cartacea THE NUANCES ON THE PANORAMIC CANVAS, dove trovano spazio artisti coreani e le loro opere, contribuendo così a far conoscere la creatività e la cultura coreana a un pubblico ampio internazionale.

La sua attività editoriale e culturale, sempre improntata alla collaborazione, è davvero sorprendente. Angela Kosta ha saputo aprire finestre e creare nuovi orizzonti per la letteratura e l’arte coreana (e non solo), in tutti i continenti.

Per questo considero la nostra collaborazione non soltanto un rapporto professionale, ma un vero incontro umano e culturale, nato dalla poesia e cresciuto attraverso la reciproca fiducia e la comune volontà di costruire ponti tra la Corea e il mondo.

Inoltre, da parte mia, ho avuto il piacere e l’onore di tradurre e pubblicare in Corea del Sud alcune delle sue opere poetiche, contribuendo così a far conoscere la sua voce e la sua sensibilità ai lettori coreani. Una raccolta è stata pubblicata interamente in lingua coreana, mentre un’altra è stata realizzata in edizione bilingue inglese-coreano. I suoi libri sono distribuiti nelle librerie, nelle biblioteche e nelle scuole di tutto il territorio della Corea del Sud, offrendo così a un pubblico sempre più ampio l’opportunità di conoscere la sua poesia.

Desidero inoltre rivolgere un sentito ringraziamento all’editrice Yang Geum-Hee, il cui prezioso impegno ha contribuito a rendere possibile questo importante progetto editoriale e culturale.

Credo che il nostro rapporto rappresenti un esempio concreto di come la letteratura possa superare le distanze linguistiche e geografiche. Angela Kosta porta la poesia coreana in Italia e nel panorama internazionale, mentre io ho avuto l’opportunità di portare la sua poesia e a suoi amici poeti europei al pubblico coreano. È uno scambio reciproco, fondato sulla cultura, sulla poesia e sulla volontà comune di costruire ponti tra i nostri Paesi.

Sono convinto che, quando la letteratura viene condivisa con passione e sincerità, possa diventare uno degli strumenti più autentici per avvicinare popoli, culture e persone.

La ringrazio tantissimo… Qual è il messaggio principale che desidera comunicare attraverso la sua scrittura?

Cerco di comprendere la coesistenza armoniosa tra l’essere umano e la natura e di cogliere il significato dei cicli della vita. Attraverso questo percorso, desidero trovare la bellezza ed esprimere, attraverso la poesia, il profondo viaggio delle emozioni.

Qual è stata la sfida più grande che ha affrontato nella sua carriera giornalistica o letteraria e come è riuscito a superarla?

Fin da giovane sapevo di avere una certa predisposizione per la letteratura e provavo una grande gioia nella lettura e nella scrittura. Tuttavia, quando ero giovane, le difficoltà economiche rendevano difficile trovare il tempo da dedicare alla scrittura. Ho lavorato duramente per uscire dalla povertà.

Oggi posso scrivere con maggiore serenità e collaboro con rubriche e articoli su cinque quotidiani.

Può raccontarci un’esperienza significativa o un momento che l’ha particolarmente ispirata nel suo percorso letterario e nella sua attività di promozione culturale?

Di solito, quando scrivo poesie o racconti brevi, non sono completamente soddisfatto del risultato. Tuttavia, a volte mi capita di vivere un’esperienza simile a un “incubo creativo”: riuscire a creare qualcosa di straordinariamente bello. Quando accade, questo mi riempie di fiducia.

Come descriverebbe il suo stile di scrittura?

Nel corso della vita quotidiana, quando vivo importanti cambiamenti emotivi, annoto parole o frasi che ritengo significative. In seguito, torno su quelle annotazioni e le utilizzo come punto di partenza per scrivere poesie o opere di narrativa.

Per me è un metodo estremamente efficace.

Qual è il suo processo creativo quando concepisce e scrive un’opera?

Parto dall’elaborazione di eventi significativi e sviluppo i personaggi e gli ambienti nei quali si svolge la storia. Quando scrivo poesia, mi concentro sugli elementi capaci di suscitare cambiamenti emotivi e cerco di esprimere il mio messaggio nel modo più chiaro possibile. Successivamente, arricchisco e impreziosisco le emozioni attraverso le parole.

C’è un artista o uno scrittore che ammira particolarmente o che ha influenzato il suo percorso?

Ammiro il famoso poeta taiwanese Lee Kuei-shien e desidero approfondire e apprendere il suo metodo di scrittura poetica.

Ha progetti futuri o nuove opere in cantiere di cui vorrebbe parlarci?

Desidero tradurre antologie di poeti taiwanesi e presentarli al pubblico coreano. Sto progettando di far conoscere in Corea le opere di cento poeti taiwanesi.

Quale consiglio darebbe a chi desidera intraprendere una carriera nella scrittura?

Sebbene le preferenze personali possano essere diverse, ritengo che per un poeta sia molto utile confrontarsi e interagire ampiamente con scrittori e poeti con i quali condividere temi e interessi comuni.

Questo tipo di confronto può contribuire a costruire la propria reputazione come poeta.

C’è qualcos’altro che desidera condividere con i lettori o che vorrebbe sottolineare?

Penso che leggere poesia sia come assaggiare frutti tropicali. Si possono sperimentare sapori diversi e alcuni frutti possono non incontrare i nostri gusti o le nostre preferenze estetiche. Tuttavia, quegli stessi frutti possono piacere molto ad altre persone.

La poesia è così: ciò che non emoziona una persona può emozionarne profondamente un’altra.

BIOGRAFIA

Il Dott. Kang Byeong-Cheol è scrittore, poeta, traduttore e studioso coreano, in possesso di un dottorato di ricerca in Scienze Politiche. Nato a Jeju City, in Corea del Sud, ha intrapreso il suo percorso letterario nel 1993, dando inizio a una produzione che, nel corso degli anni, ha abbracciato diversi generi e ambiti della cultura e della letteratura.

La sua esperienza nella scrittura è iniziata quando aveva ventinove anni, con la pubblicazione del suo primo racconto, intitolato Song of Shuba. Da quel momento, la sua attività letteraria si è sviluppata progressivamente, portandolo alla pubblicazione di numerose opere e all’ottenimento di importanti riconoscimenti nel panorama letterario.

Nel 2005 ha pubblicato una raccolta di racconti, consolidando ulteriormente il proprio percorso come autore. Nel corso della sua carriera ha ricevuto quattro premi letterari e ha pubblicato più di otto libri, distinguendosi per una produzione caratterizzata da molteplici interessi e da un costante impegno nella scrittura e nella diffusione della cultura letteraria.

Accanto alla sua attività di scrittore e poeta, il Dott. Kang Byeong-Cheol ha sviluppato un significativo percorso nel campo della traduzione e della letteratura internazionale. La sua attività testimonia infatti un forte interesse per il dialogo tra culture, per la conoscenza reciproca tra i popoli e per la diffusione della letteratura oltre i confini nazionali.

Dal 2009 al 2014 è stato membro del Writers in Prison Committee (WiPC) di PEN International, organismo impegnato nella difesa della libertà di espressione degli scrittori e nella tutela degli autori perseguitati o imprigionati per le loro opere e per le loro idee. Questa esperienza ha rappresentato una parte importante del suo impegno nel mondo letterario internazionale.

Il suo percorso professionale si è inoltre intrecciato con importanti attività istituzionali e culturali. È Presidente fondatore della Korean Association of World Literature, contribuendo alla promozione della letteratura mondiale e alla costruzione di rapporti culturali tra scrittori provenienti da differenti Paesi.

Ha svolto anche attività giornalistica come editorialista presso JeminIlbo, quotidiano con sede a Jeju City, in Corea del Sud. Attraverso il giornalismo ha potuto affiancare alla produzione letteraria l’analisi e la riflessione su temi di carattere sociale, culturale e politico, mettendo a disposizione dei lettori la propria esperienza e la propria formazione accademica.

La sua preparazione nel campo delle Scienze Politiche e la sua attività letteraria rappresentano due dimensioni complementari del suo percorso. Da una parte, lo studio e la ricerca gli hanno permesso di approfondire le dinamiche politiche e sociali; dall’altra, la letteratura gli ha offerto uno spazio privilegiato per esplorare la condizione umana, le emozioni, la società e il rapporto tra l’individuo e il mondo.

Attualmente ricopre il ruolo di Vicepresidente del Korean Institute for Peace and Cooperation, proseguendo il proprio impegno nelle attività legate alla pace, alla cooperazione e al dialogo.

La figura del Dott. Kang Byeong-Cheol si colloca dunque all’incrocio tra letteratura, poesia, traduzione, giornalismo, ricerca accademica e impegno per la cooperazione internazionale. Il suo percorso testimonia una concezione della cultura come strumento di conoscenza, confronto e comunicazione tra persone e Paesi differenti.

Attraverso la scrittura e la traduzione, ha contribuito a creare ponti tra realtà culturali diverse, mentre attraverso il suo impegno nel campo della letteratura mondiale e della cooperazione ha continuato a promuovere il valore del dialogo e della comprensione reciproca.

La sua esperienza, sviluppatasi nel corso di diversi decenni, rappresenta così un percorso nel quale la letteratura non viene considerata soltanto come espressione artistica, ma anche come mezzo per osservare la società, comprendere l’essere umano e favorire l’incontro tra culture.

Con una produzione che comprende più di otto libri, quattro importanti riconoscimenti letterari e numerose esperienze nel campo della letteratura, del giornalismo, della traduzione e della cultura internazionale, il Dott. Kang Byeong-Cheol continua a dedicare il proprio lavoro alla scrittura e alla promozione del dialogo culturale.

Il suo percorso, nato a Jeju City e sviluppatosi attraverso la letteratura, la ricerca, il giornalismo e la cooperazione internazionale, rappresenta una testimonianza dell’importanza della cultura come spazio di incontro e di costruzione di relazioni tra persone e comunità.

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Nascondi subito una moneta nel freezer prima di uscire: il trucco geniale che ti salva letteralmente la spesa (e la salute)

Mettete subito una moneta nel congelatore prima di partire o di uscire di casa: vi salverà letteralmente la salute! 🪙 ❄️ State partendo per il weekend e avete paura che salti la corrente in casa a vostra insaputa? Il pericolo più grande non sono i ladri, ma il cibo ricongelato! Se manca la corrente per ore, il freezer si spegne, la carne e i cibi si scongelano (riempiendosi di pericolosissimi batteri). Se la corrente torna prima del vostro rientro, il cibo si congelerà di nuovo, sembrando perfetto ma diventando tossico da mangiare! Come scoprirlo? Usa il “trucco della moneta”, sta spopolando sul web! Metti un bicchiere pieno d’acqua nel freezer e fallo ghiacciare. Poi, poggia una moneta sulla superficie del ghiaccio. Al tuo ritorno, apri il freezer: se la moneta è ancora in superficie, il cibo è salvo! Ma se la moneta è sprofondata sul fondo del bicchiere… significa che il ghiaccio si era sciolto del tutto per un blackout e si è ricongelato dopo! In quel caso, getta via tutta la spesa per evitare gravi intossicazioni! Un trucco a costo zero geniale. Leggi i dettagli nel nostro articolo! 👇 🏡

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Moneta nel freezer

Redazione – Il periodo dei grandi rientri dalle ferie, o anche solo quello dei weekend passati fuori casa, porta sempre con sé una piccola, silenziosa ma costante ansia: cosa è successo in casa mentre non c’eravamo? Abbiamo chiuso il gas? L’allarme è inserito? Ma c’è un pericolo invisibile, subdolo e potenzialmente devastante per la nostra salute che sfugge quasi sempre al nostro controllo: i blackout elettrici prolungati. Cosa succede al cibo stipato nel nostro congelatore se salta la corrente del quartiere per ore o giorni, per poi ripristinarsi magicamente poco prima del nostro ritorno a casa? Esiste un trucco casalingo, incredibilmente banale ma di un’efficacia assoluta, per scoprirlo. Tutto ciò che vi serve è un bicchiere, un po’ d’acqua e una semplice moneta da un euro.

Il pericolo invisibile del cibo ricongelato

La stragrande maggioranza delle intossicazioni alimentari domestiche non avviene per cibo scaduto, ma per cibo mal conservato. Quando inseriamo carne, pesce, verdure e gelati nel nostro freezer, blocchiamo la proliferazione batterica portando gli alimenti a temperature ampiamente sotto lo zero (-18 gradi centigradi). Ma cosa accade se, durante la nostra assenza, si verifica un guasto elettrico o un forte temporale fa saltare il salvavita del contatore per svariate ore?

Succede la cosa peggiore in assoluto: il ghiaccio si scioglie, il cibo si scongela, la temperatura sale pericolosamente e i batteri ricominciano a moltiplicarsi in modo esponenziale. Il vero problema è che se la corrente dovesse tornare magicamente prima del nostro rientro, il freezer riprenderebbe a funzionare normalmente. Il cibo verrebbe ricongelato (insieme ai batteri) assumendo l’aspetto duro e freddo di sempre. Quando noi andremo a consumare quella bistecca o quel gelato credendoli sicuri, rischieremo un’infezione gastrointestinale gravissima (come la salmonellosi o la listeriosi).

Il trucco virale del bicchiere e della moneta

Come possiamo capire, dunque, se il nostro elettrodomestico si è spento per ore per poi riaccendersi a nostra insaputa? È qui che entra in gioco il “trucco della moneta”, un segreto tramandato dalle nostre nonne che oggi sta letteralmente spopolando sui social network e sui siti di economia domestica di tutto il mondo.

Il procedimento è di una semplicità disarmante e vi porterà via non più di un paio di minuti prima di uscire di casa o prima di partire per le vacanze. Prendete un bicchiere di plastica resistente o, meglio ancora, una piccola tazzina di plastica rigida (attenzione a non usare il vetro sottile, perché il ghiaccio espandendosi lo frantumerebbe). Riempitelo fino all’orlo con della normalissima acqua del rubinetto e mettetelo nel freezer.

Come funziona la “trappola” per il ghiaccio

Attendete qualche ora finché l’acqua nel bicchiere non si sarà trasformata in un blocco di ghiaccio solido e impenetrabile. A questo punto, prendete una moneta (va benissimo una moneta da 1 euro o da 50 centesimi) e appoggiatela delicatamente proprio sulla superficie superiore del ghiaccio all’interno del bicchiere. Lasciate il bicchiere con la moneta in cima all’interno del congelatore e partite tranquilli per le vostre vacanze o per il vostro weekend fuori porta.

Il momento della verità: leggete il segnale!

Quando rientrerete a casa, il vostro primo compito sarà quello di aprire il freezer e guardare dove si trova la moneta all’interno del bicchiere. Il responso sarà immediato, scientifico e inequivocabile:

1. La moneta è esattamente dove l’avete lasciata (in superficie): Ottime notizie! Significa che durante la vostra assenza non c’è mai stato alcun calo di corrente. Il ghiaccio è rimasto solido come la roccia e ha sostenuto il peso del metallo. Il vostro cibo è sano, salvo e perfettamente commestibile.

2. La moneta si trova “annegata” a metà del bicchiere: Significa che c’è stato un blackout temporaneo (magari di qualche ora). Il ghiaccio si è sciolto parzialmente, facendo sprofondare la moneta, prima che la corrente tornasse ricongelando il tutto. In questo caso, controllate molto bene la qualità del cibo prima di mangiarlo.

3. La moneta giace sul fondo del bicchiere: Suonate l’allarme rosso! Il vostro congelatore è rimasto spento per moltissime ore (o giorni). L’acqua si è sciolta completamente, diventando liquida e facendo cadere inesorabilmente la moneta sul fondo prima di riconvertirsi in ghiaccio al ritorno dell’elettricità. In questo caso, purtroppo, l’unica soluzione per la vostra sicurezza è prendere tutto il cibo contenuto nel freezer e gettarlo immediatamente nell’immondizia. Nessuna bistecca vale una corsa al pronto soccorso!

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Bolletta dimezzata e panni profumatissimi: il “tasto segreto” della lavatrice che quasi nessuno preme mai

La bolletta della luce vi terrorizza? Forse state usando la lavatrice nel modo sbagliato da anni! 🧺 💡 Quell’abitudine di lavare sempre tutto a 60 gradi con la centrifuga al massimo è un errore gravissimo che vi sta svuotando il portafogli! Oltre l’80% della corrente consumata dalla lavatrice serve per scaldare l’acqua. Il trucco? Sfruttate il tasto “Eco” o abbassate la temperatura a 20/30 gradi: i detersivi moderni sono formulati per smacchiare a freddo e così dimezzerete subito il costo in bolletta! E per avere panni profumatissimi che inondano la casa di freschezza? Non mettete mai la centrifuga a 1200 giri, altrimenti espellete via tutto l’ammorbidente! Abbassatela a 600-800 giri: i vestiti saranno morbidissimi, profumatissimi e non dovrete nemmeno usare il ferro da stiro (risparmiando altra corrente!). Scopri le regole d’oro del bucato perfetto nel nostro nuovo articolo! 👇 👕

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Lavatrice

Redazione– Con l’inflazione alle stelle e i rincari energetici che non accennano a diminuire, l’arrivo della temutissima bolletta della luce è diventato un vero e proprio momento di terrore per le famiglie italiane. Tra tutti gli elettrodomestici che popolano le nostre case, la lavatrice è senza ombra di dubbio uno dei dispositivi più energivori, capace da sola di far schizzare i consumi mensili a livelli vertiginosi. Eppure, per abitudine, fretta o semplice disattenzione, continuiamo a usarla nel modo sbagliato, ignorando le infinite funzioni che i moderni pannelli di controllo ci offrono. Esiste infatti una funzione specifica, un vero e proprio “tasto segreto” presente in quasi tutte le lavatrici moderne, che se utilizzato correttamente può dimezzare i costi e restituirci un bucato incredibilmente profumato e intatto.

L’errore più comune: il lavaggio standard a 60 gradi

L’italiano medio, per pigrizia, tende a impostare sempre e solo un unico programma di lavaggio per tutta la vita: il classico ciclo “Cotone a 60 gradi”, convinto che l’acqua bollente sia l’unica garanzia per smacchiare e igienizzare i capi a fondo. Questo è, dal punto di vista del risparmio e del mantenimento dei tessuti, un errore fatale e costosissimo.

Oltre l’80% dell’energia elettrica consumata dalla lavatrice non serve per far girare il cestello, ma viene letteralmente “bruciata” dalla serpentina interna per scaldare litri e litri di acqua fino a 60 (o peggio, 90) gradi centigradi. In più, l’acqua bollente sbiadisce i colori scuri, distrugge l’elasticità dei capi sintetici e fissa irrimediabilmente alcune macchie proteiche (come il sangue o il sudore ostinato).

Il “Tasto Segreto”: il lavaggio Eco o Rapido a freddo

Il vero segreto per un risparmio drammatico in bolletta è iniziare a premere il pulsante “Eco” (Economico) combinato con l’abbassamento manuale della temperatura a 30 gradi o addirittura a 20 gradi (lavaggio a freddo). Molti ignorano questo pulsante perché convinti che il bucato uscirà sporco. Falsissimo!

I moderni detersivi liquidi e in capsule sono formulati chimicamente con enzimi attivi che si attivano e si sciolgono perfettamente già a 20 gradi centigradi. Abbassare la temperatura da 60 a 30 gradi dimezza istantaneamente il consumo elettrico di quel singolo ciclo di lavaggio. Se moltiplichiamo questo risparmio per i 3 o 4 lavaggi settimanali di una famiglia media, alla fine dell’anno ci ritroveremo con centinaia di euro in più nel portafoglio.

Il trucco della centrifuga per panni profumatissimi

Oltre al risparmio energetico, c’è un trucco fondamentale per far sì che i panni escano dalla lavatrice non solo puliti, ma morbidissimi e capaci di spandere profumo in tutta la casa. Il segreto è regolare il tasto della centrifuga.

Siamo abituati a sparare la centrifuga al massimo (1000 o 1200 giri) per tirar fuori i panni già quasi asciutti. Errore gravissimo! Una centrifuga troppo violenta stropiccia le fibre in modo irreparabile (costringendoci poi a usare il costosissimo ferro da stiro elettrico per ore) e, soprattutto, espelle via letteralmente tutto il profumo dell’ammorbidente, lasciando il bucato rigido e inodore. Abbassate il tasto della centrifuga a 600 o massimo 800 giri: i panni usciranno leggermente più umidi, ma il profumo rimarrà intrappolato nelle fibre, stirarli sarà facilissimo e profumeranno i vostri armadi per intere settimane!

Il carico intelligente: né troppo vuota, né troppo piena

L’ultimo, prezioso accorgimento per salvare la bolletta e la meccanica della vostra macchina è il peso del cestello. Far partire una lavatrice mezza vuota è un crimine contro il vostro portafogli, ma attenzione a non fare l’errore opposto: pressare i vestiti spingendoli a forza con le mani non permetterà all’acqua e al detersivo di circolare tra le fibre.

La regola d’oro dei tecnici è la “regola del palmo”: tra la cima del mucchio di vestiti e il cielo del cestello d’acciaio deve passare comodamente una mano in verticale. Con questa perfetta combinazione di carico intelligente, temperatura a freddo (tasto Eco) e centrifuga delicata, trasformerete la vostra lavatrice da un vampiro di energia a un perfetto alleato del risparmio domestico.

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Chi è Luigi Zeno? Il giovane e pluripremiato talento napoletano sbarca su Netflix nella nuova serie “Minerva – La Scuola”

Ha 19 anni, è napoletano ed è considerato il “Miglior Giovane Attore Italiano” della nuova generazione! 🎬 📺 Tutti pronti a scoprire il talento di Luigi Zeno? Dal 22 settembre l’attore sbarca su Netflix come protagonista assoluto della nuova serie “Minerva – La Scuola” (diretta da Ivan Silvestrini)! Vestirà i panni di Leonardo, un tormentato studente di un rigidissimo liceo militare napoletano, in un imperdibile teen drama fatto di amori, disciplina e ribellioni. Ma Luigi non è solo un attore dal talento cristallino: da anni porta avanti una dura battaglia sociale nelle scuole contro la piaga del bullismo! E il 2026 per lui è un anno d’oro: oltre a Netflix, lo vedremo presto in prima serata anche su Rai 1 con l’attesissima fiction “Nemo – Chi ha ucciso Sofia”! Scoprite la bellissima storia di questo giovane talento nel nostro articolo completo! 👇 🍿

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Luigi Zeno

Redazione  – Ci sono volti che, non appena appaiono sullo schermo, riescono a catturare immediatamente l’attenzione del pubblico grazie a una freschezza e a una profondità espressiva fuori dal comune. È esattamente questo il caso di Luigi Zeno, appena diciannovenne ma già considerato dagli addetti ai lavori come uno dei talenti più fulgidi e promettenti dell’intero panorama cinematografico e seriale del nostro Paese. Con un 2026 che si preannuncia come l’anno della sua definitiva consacrazione, il giovane attore napoletano si prepara a fare il suo attesissimo debutto sulla piattaforma di streaming più famosa al mondo: dal 22 settembre sarà infatti tra i protagonisti assoluti della nuova serie targata Netflix intitolata “Minerva – La Scuola”.

Dalla gavetta a Netflix: il debutto nei panni di Leonardo

Napoletano doc, classe 2007, Luigi Zeno non è certo un talento improvvisato. La sua giovanissima età non deve trarre in inganno: alle sue spalle c’è una solida gavetta e una fame di imparare che lo hanno portato rapidamente a spiccare il volo. Nella nuova e attesissima serie Minerva – La Scuola (diretta magistralmente dal regista Ivan Silvestrini e prodotta dalla potenza creativa di Picomedia), Zeno vestirà i difficili e sfaccettati panni di Leonardo. Il suo personaggio, un allievo del liceo, sarà il vero e proprio baricentro emotivo attorno al quale ruoteranno le complesse e avvincenti vicende di questo nuovo, imperdibile teen drama.

“Minerva – La Scuola”: disciplina e conflitti in un liceo militare

La trama della serie Netflix promette di tenere gli spettatori incollati allo schermo. Minerva – La Scuola è infatti ambientata tra le mura di un rigido e austero liceo militare situato nel cuore di Napoli. Un universo chiuso, a tratti claustrofobico, scandito da regole ferree, alzabandiera all’alba, dure lezioni e divieti categorici. Ma sotto le rigide divise militari battono i cuori di adolescenti in piena evoluzione: i giovani allievi, tra cui il tormentato Leonardo interpretato da Zeno, saranno chiamati a confrontarsi con la forza travolgente delle amicizie, le scoperte dei primi amori, le ambizioni brucianti, le inevitabili fragilità psicologiche e i violenti conflitti generazionali.

Un talento forgiato a Napoli: i premi e la consacrazione

Per Luigi Zeno, dare vita a Leonardo rappresenta la tappa cruciale di un percorso artistico iniziato quando era ancora un bambino. La sua rigorosa formazione attoriale si è sviluppata e affinata tra le mura della prestigiosa accademia CinemaFiction Napoli, dove ha potuto approfondire e sviscerare tutti i complessi strumenti tecnici e interpretativi necessari per bucare lo schermo. Il suo talento non è certo passato inosservato alla critica: negli ultimi anni, Zeno ha incassato una serie impressionante di prestigiosi riconoscimenti in svariati festival ed eventi cinematografici indipendenti, tanto da guadagnarsi, tra i critici, l’impegnativa definizione di “Miglior Giovane Attore Italiano”.

Non solo set: l’impegno sociale contro la piaga del bullismo

Ma ciò che rende Luigi Zeno un ragazzo davvero speciale è la sua anima. Una parte importantissima e fondante della sua crescita umana, prima ancora che artistica, è infatti legata a doppio filo al suo costante impegno sociale. Dopo aver partecipato al toccante cortometraggio “La Linea Sottile”, diretto da Umberto Santacroce, l’attore ha deciso di metterci la faccia portando avanti, con coraggio e dedizione, svariate campagne e iniziative di sensibilizzazione contro la terribile piaga del bullismo. Incontrando i ragazzi nelle scuole e partecipando a manifestazioni giovanili, Zeno ha dimostrato che un bravo attore deve saper usare la propria visibilità per provare a migliorare il mondo reale.

Il 2026 anno d’oro: dal teen drama alla nuova fiction Rai

Se il debutto su Netflix del 22 settembre sembra già un traguardo immenso, il 2026 ha in serbo un’altra enorme sorpresa per l’attore partenopeo. Mentre sale l’attesa per la serie Minerva, Luigi Zeno è attualmente impegnato a tempo pieno sul set del cast stellare di “Nemo – Chi ha ucciso Sofia”, la nuova, attesissima grande fiction destinata alla prima serata di Rai 1. Un doppio impegno massacrante ma esaltante, che lo porta a confrontarsi contemporaneamente con i due colossi della serialità italiana e internazionale. Il pubblico, ora, non aspetta altro che vederlo all’opera: perché, al netto delle interviste e dei meritatissimi premi, per un vero attore la parola finale spetta sempre e solo all’interpretazione sullo schermo.

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