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Territorio

Movida selvaggia a Pescara, tolleranza zero della Polizia: raffica di multe per l’alcol in strada, stangati i genitori di 8 minorenni ubriachi

Stretta spietata della Polizia contro la “mala-movida” a Pescara! Stangate 28 persone per l’alcol in strada, tra cui ben 8 MINORENNI. I genitori costretti a pagare la maxisanzione! 🚨 🍺 A Pescara non si scherza più: tolleranza zero contro il degrado notturno, gli schiamazzi e le sbornie abusive in mezzo alla strada! Nelle scorse ore i lampeggianti della Polizia Locale hanno setacciato in lungo e in largo le strade del lungomare e le piazze della città per far rispettare l’ordinanza del sindaco Carlo Masci. Il bilancio del blitz notturno è pesantissimo: sono state elevate ben 28 multe salatissime a persone sorprese a bere alcolici per strada! E il dato più allarmante e triste è che ben 8 dei multati erano RAGAZZINI MINORENNI! I vigili hanno dovuto chiamare nel cuore della notte i loro genitori (spesso ignari di tutto e convinti che i figli fossero a fare una passeggiata tranquilla). Le mamme e i papà, oltre allo spavento, si sono visti recapitare in mano una sanzione durissima da 250 EURO da pagare per la bravata dei propri figli! Vi ricordiamo che l’ordinanza del Comune resterà in vigore fino al 30 SETTEMBRE: è assolutamente vietato bere alcolici per strada o nei parchi dalle 17:00 alle 6:00 del mattino (si può bere solo se si sta seduti ai tavoli autorizzati dei bar o dei ristoranti!). Un’ottima iniziativa per riportare ordine, decenza e sicurezza nelle nostre strade! Leggi tutti i dettagli del blitz nel nostro articolo! 👇 👨‍👩‍👦 Cari genitori, controllate bene dove vanno e cosa bevono i vostri figli la sera! Siete d’accordo con la linea dura del Comune contro chi bivacca e beve per strada?

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Polizia locale

Pescara – C’è un limite sottile, ma invalicabile, che separa il sacrosanto diritto al divertimento giovanile dal degrado urbano, dall’inciviltà e dall’illegalità diffusa. Un confine che troppo spesso, nelle calde notti d’estate, viene pericolosamente superato. La piaga della cosiddetta “mala-movida”, fatta di schiamazzi, risse e fiumi di alcol consumati abusivamente per strada, è un problema che sta togliendo il sonno a migliaia di residenti stanchi e terrorizzati.
Ma l’amministrazione comunale di Pescara ha deciso di dire basta, mettendo in campo una stretta repressiva durissima e senza precedenti. Nelle scorse ore, i fari lampeggianti delle pattuglie della Polizia Locale hanno letteralmente setacciato le aree nevralgiche della movida notturna (dal lungomare fino alle piazze storiche e ai grandi parcheggi cittadini), facendo scattare una vera e propria e implacabile “raffica” di sanzioni salatissime per stroncare sul nascere il consumo abusivo di bevande alcoliche negli spazi pubblici.

Il bilancio del blitz: 28 multe in una sola notte

I risultati di questa massiccia operazione di controllo del territorio, eseguita nel corso di un singolo e concitatissimo turno di servizio notturno, parlano da soli e testimoniano la gravità di un fenomeno ormai fuori controllo. Gli agenti della Polizia Locale pescarese hanno infatti staccato la bellezza di 28 verbali in poche ore, beccando decine di persone in flagrante mentre violavano sfacciatamente le regole del vivere civile.
Questo pesantissimo bilancio repressivo si va peraltro a sommare alle altre 22 maxisanzioni che erano già state elevate pochissimi giorni fa, lo scorso 21 agosto. Una continuità d’azione che conferma, senza possibilità di appello, la volontà ferrea delle Forze dell’Ordine di intensificare i controlli a tappeto per far rispettare scrupolosamente l’ordinanza firmata dal sindaco Carlo Masci contro il degrado da strada.

Lo shock per i genitori: 8 minorenni sorpresi a bere

Ma il dettaglio più inquietante e drammatico (che dovrebbe far riflettere profondamente tutta la nostra società) emerso da questo massiccio blitz notturno non riguarda gli adulti, bensì l’età giovanissima di molti dei sanzionati.
Tra le 28 persone sorprese a consumare illegalmente superalcolici per strada, figuravano infatti ben otto minorenni. Ragazzini giovanissimi, spesso in età da scuole medie o primi anni di liceo, che si aggiravano nel buio con bottiglie di alcolici in mano. Di fronte a questa gravissima violazione, gli agenti della Polizia Locale hanno adottato la linea dura ma necessaria: i ragazzini sono stati trattenuti e sono stati immediatamente convocati sul posto i rispettivi genitori, spesso ignari di tutto e convinti che i figli stessero semplicemente mangiando un gelato con gli amici.
Le mamme e i papà, arrivati sul posto visibilmente scossi, si sono visti riaffidare i propri figli minori ma si sono anche visti recapitare in mano la pesantissima contravvenzione amministrativa. La Legge, infatti, prevede che siano gli adulti a dover rispondere civilmente delle infrazioni dei figli: a ogni famiglia è stata inflitta una stangata economica da 250 euro. Gli altri venti soggetti multati (tutti maggiorenni) dovranno invece provvedere direttamente e personalmente al pagamento della salata sanzione.

Le regole ferree del Comune in vigore fino al 30 settembre

Questa titanica battaglia contro il degrado notturno andrà avanti ancora a lungo. L’ordinanza speciale emanata dal sindaco Masci, infatti, non fa sconti e resterà in vigore, ininterrottamente, fino al prossimo 30 settembre.
Le regole, per chi vuole godersi la città, sono poche ma chiarissime: è categoricamente vietato, dalle ore 17:00 del pomeriggio fino alle 6:00 del mattino successivo, il consumo di qualsiasi bevanda alcolica (di qualsiasi gradazione, birre comprese) in tutte le aree pubbliche, le piazze e le strade individuate dal Comune. Non si può insomma girare per la città bevendo alcolici o bivaccando sulle panchine. Restano ovviamente e logicamente esclusi dal rigoroso divieto tutti quegli spazi in cui la somministrazione e il consumo sono regolarmente e legalmente autorizzati, come ad esempio i tavolini e le pertinenze esterne (i “dehor”) dei locali, dei pub e dei ristoranti, che pagano le tasse e garantiscono la sicurezza dei propri clienti. Pescara ha scelto la strada del decoro urbano, e non farà sconti a nessuno.

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Piana del Cavaliere

Trionfo di fede e amicizia: Rocca di Botte e Trevi nel Lazio, una giornata indimenticabile nel nome di San Pietro Eremita

Un’emozione indescrivibile! Rocca di Botte e Trevi nel Lazio si sono riabbracciate in una giornata trionfale nel nome di San Pietro Eremita! ❤️ 🤝 Ci sono amicizie così antiche e profonde che nessuna distanza regionale o difficoltà potrà mai cancellare! Nel corso del fine settimana si è svolta una giornata davvero magica, solenne e indimenticabile: la meravigliosa comunità abruzzese di Rocca di Botte ha viaggiato fino al vicino Lazio per riabbracciare i cari e inseparabili “Compari di Trevi”! Insieme, come fanno ininterrottamente da tantissime generazioni, hanno festeggiato e pregato in onore del Santo Patrono, il grandissimo San Pietro Eremita. A guidare la fiumana di gente in festa e l’emozionante e lunghissimo corteo religioso c’erano, fianco a fianco, il sindaco di Rocca di Botte Elvino Marzolini e il sindaco di Trevi Francesco Graziani, uniti dalla fascia tricolore e dalla devozione. Questa antichissima tradizione (conosciuta come la “Comparanza”) non è una semplice festa di paese, ma un inno alla fede, all’amicizia e alla necessità di custodire le radici millenarie per tramandarle intatte ai nostri figli e alle nuove generazioni! I cittadini marsicani ringraziano di cuore i fratelli laziali per la fantastica e calorosa accoglienza ricevuta. In attesa di ricambiare l’ospitalità, c’è solo un grido che unisce tutti: Viva i Compari, viva Trevi nel Lazio, viva Rocca di Botte e viva San Pietro Eremita! Leggi il commovente racconto della giornata nel nostro articolo! 👇 ⛪ Quanti di voi hanno partecipato con gioia alla solenne processione di questo weekend?

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Celebrazione Santa Messa in onore di San Pietro Eremita a Rocca di Botte

Rocca di Botte – In un mondo frenetico, ormai dominato dalla freddezza dei social network e dalle connessioni virtuali, assistere di persona a una festa popolare antica di quasi mille anni è un privilegio raro che allarga e riscalda letteralmente il cuore. La giornata di celebrazioni appena conclusasi in onore di San Pietro Eremita non è stata una semplice ricorrenza sbiadita sul calendario, ma si è rivelata una vera e propria esplosione di fede, di commozione e di senso civico.
È stata una giornata solenne, bellissima e profondamente sentita da migliaia di persone. Una domenica capace di raccontare, ancora una volta e con una potenza visiva disarmante, la forza sovrumana del legame che da innumerevoli generazioni unisce il borgo abruzzese di Rocca di Botte alla magnifica comunità di Trevi nel Lazio. Due terre geograficamente divise dai confini regionali, ma fuse in una sola, immensa anima devota.

Il rinnovo del “Comparatico”: un tuffo nella memoria

In occasione del clou delle meravigliose celebrazioni patronali, l’intera comunità marsicana si è messa gioiosamente in viaggio, sfidando il caldo di fine agosto, per raggiungere e riabbracciare i cari e amatissimi “Compari di Trevi”.
Questo incontro straordinario ha permesso di rinnovare ufficialmente l’antichissimo Comparatico. Chi vi ha preso parte o ha assistito dai bordi delle strade, ha potuto toccare con mano un’atmosfera magica e introvabile altrove: una tradizione preziosa, tessuta faticosamente nel corso dei secoli, fatta di incrollabile fede religiosa, di amicizia sincera, di memoria condivisa e, soprattutto, di un commovente senso di reciproca appartenenza. A Trevi nel Lazio, i cittadini di Rocca di Botte non sono visti come dei semplici turisti o dei gemellati formali, ma sono accolti con l’affetto viscerale che si riserva esclusivamente ai fratelli di sangue tornati a casa dopo un lungo viaggio.

I Sindaci Marzolini e Graziani: la politica dal volto umano

L’immagine più forte, simbolica ed evocativa dell’intera giornata è stata senza dubbio quella offerta dalle massime istituzioni locali. Il Sindaco di Rocca di Botte, Elvino Marzolini, e il Sindaco di Trevi nel Lazio, Francesco Graziani (entrambi freschi di nomina nei rispettivi Municipi), hanno guidato fianco a fianco le loro comunità.
Indossando orgogliosamente la fascia tricolore, i due primi cittadini hanno condiviso ogni singolo passo del lunghissimo e faticoso corteo per le vie del paese. Hanno vissuto insieme i momenti più sacri e solenni dedicati all’adorazione del Santo Patrono, dimostrando come la vera politica, quella sana e vicina ai cittadini, passi anche e soprattutto dalla valorizzazione e dal rispetto reverenziale delle identità religiose e culturali del proprio popolo.

Custodire le radici per illuminare le nuove generazioni

L’insegnamento più grande lasciato da questo indimenticabile weekend non è però rivolto al passato, ma guarda dritto al futuro. Giornate luminose come questa servono a ricordarci costantemente quanto sia vitale e assolutamente indispensabile custodire gelosamente le nostre radici culturali, per poterle tramandare intatte alle nuove generazioni.
I tanti bambini e giovani presenti alla processione hanno potuto imparare una lezione che non si trova sui libri di scuola. Hanno compreso che la festa di San Pietro Eremita non è soltanto una fiera paesana condita da bancarelle e fuochi d’artificio, ma è una clamorosa storia comune che continua a respirare e a vivere esclusivamente attraverso le persone umane, le strette di mano, le lacrime e l’affetto indissolubile che lega da mille anni i due paesi.

“Viva i Compari!”: la promessa di un nuovo incontro

La splendida trasferta in terra laziale si è conclusa in un tripudio di canti, sorrisi e abbracci, accompagnata da un sentitissimo e commosso ringraziamento pubblico indirizzato dai cittadini marsicani ai Compari di Trevi nel Lazio, padroni di casa impeccabili, per la splendida e calorosissima accoglienza riservata a tutti i pellegrini.
Le due comunità si sono salutate dandosi appuntamento al prossimo evento (il tradizionale ottavario che si terrà prossimamente in Abruzzo), e gridando all’unisono, con la voce rotta dall’emozione, una frase che è ormai diventata un mantra di pace per tutto il territorio: “Viva i Compari, viva Trevi nel Lazio, viva Rocca di Botte e viva sempre San Pietro Eremita!”.

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Territorio

L’Aquila, si chiude la 732esima Perdonanza Celestiniana. Le lacrime e l’addio del Sindaco Biondi, stasera il gran finale con “Il Volo”

L’Aquila, chiusa la Porta Santa della 732esima Perdonanza. Il discorso in lacrime del Sindaco Biondi e stasera la super festa con il concerto de “Il Volo”! 🚪 ✨ Con una cerimonia emozionante e carica di devozione, si è ufficialmente chiusa la 732esima Perdonanza Celestiniana dell’Aquila! La sacra Bolla è tornata tra le mura di Palazzo Margherita, mentre l’Arcivescovo D’Angelo e il sindaco Pierluigi Biondi hanno chiuso la Porta Santa della Basilica di Collemaggio. Subito dopo, il primo cittadino è salito sulla torre per spegnere il braciere acceso lo scorso 23 agosto, chiudendo il giubileo. A rendere tutto molto commovente è stato l’ultimo discorso da sindaco di Pierluigi Biondi, che ha la voce rotta dall’emozione ha detto: “È stato il mio ultimo anno in ginocchio davanti alla Porta Santa. Ho affidato per l’ultima volta questa meravigliosa città a Dio. La Perdonanza, insieme al ricordo del terremoto del 6 aprile 2009, è la vera forza per la rinascita di questa Nazione coraggiosa e di un popolo che non si è mai fatto sconfiggere dalle avversità!”. Parole bellissime! Ma la Perdonanza è anche festa, musica e gioia: e questa sera, a partire dalle 21:30, la città si riempirà di fan per il GRANDE CONCERTO FINALE del trio “Il Volo”! Una serata magica e indimenticabile per salutare questa fantastica edizione. Leggi tutti i dettagli e il discorso integrale nel nostro articolo! 👇 🦅 E voi parteciperete stasera al concerto in piazza? Quale è stato il momento più bello di questa Perdonanza secondo voi?

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Chiusura Porta Santa all'Aquila

L’Aquila– Ci sono tradizioni millenarie che non rappresentano soltanto un semplice rito religioso o una ricorrenza segnata in rosso sul calendario, ma costituiscono il vero e proprio battito cardiaco di un’intera comunità. Tradizioni capaci di unire sacro e profano, memoria e speranza, preghiera e orgoglio cittadino. A L’Aquila, tutto questo si chiama Perdonanza Celestiniana.
Con una cerimonia densa di misticismo e di profonda emozione, si è ufficialmente conclusa nelle scorse ore la 732esima edizione del giubileo aquilano. Il momento culminante si è vissuto, come da antichissima usanza, con il rientro solenne della Bolla pontificia all’interno della residenza municipale di Palazzo Margherita. A fare gli onori di casa e a salutare tutti i numerosissimi e devoti partecipanti al corteo storico sono stati il sindaco Pierluigi Biondi, la Dama della Bolla Marianna Colantoni, il Giovin Signore Gianluca Nappo e la Dama della Croce, Sofia Leocata, volti indimenticabili di questa magnifica edizione.

La chiusura della Porta Santa e il braciere spento

Il protocollo secolare ha vissuto il suo attimo di massima sacralità dinanzi alla suggestiva e imponente Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Qui, le mani dell’arcivescovo dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, e quelle del primo cittadino si sono unite per compiere il rito della chiusura dei battenti della Porta Santa, mettendo fine ai giorni dedicati all’indulgenza plenaria.
Subito dopo, in un silenzio quasi irreale e carico di rispetto, il sindaco Biondi è salito in cima alla torre della Basilica per spegnere definitivamente il braciere della pace (che ardeva ininterrottamente dallo scorso 23 agosto, quando era stato acceso con il sacro Fuoco del Morrone), dichiarando chiuse a tutti gli effetti le celebrazioni celestiniane per quest’anno.

L’ultimo discorso da Sindaco: “Un popolo mai vinto”

A rendere la cerimonia di quest’anno particolarmente toccante e a tratti commovente, è stato il discorso pronunciato dal sindaco Pierluigi Biondi, giunto ormai al termine del suo lungo mandato amministrativo. Le sue parole non sono state un semplice e freddo resoconto istituzionale, ma una vera e propria dichiarazione d’amore alla città dell’Aquila.
“La Perdonanza, la forza dirompente del messaggio celestiniano, l’importanza senza se e senza ma di questo evento religioso e laico allo stesso tempo, hanno segnato, molto più di quanto potessi umanamente immaginare, questi intensi e difficilissimi anni del mio mandato amministrativo, guidandomi e sostenendomi nei momenti bui”, ha confessato Biondi con la voce incrinata dall’emozione.

La memoria incancellabile del 6 aprile 2009

Il sindaco ha poi voluto tracciare un filo rosso ideale tra la spiritualità della Perdonanza e i due eventi storici che hanno squarciato l’anima della comunità abruzzese: “La dolorosissima ricorrenza del terremoto del 6 aprile 2009 e quella del 23 settembre in ricordo dei Nove Martiri giovinetti, unite strettamente alla Perdonanza, sono gli eventi cardine che maggiormente rappresentano la nostra comunità. Sono la nostra identità più profonda, sono il patrimonio inestimabile della nostra memoria collettiva, ma soprattutto sono la forza ispiratrice della nostra rinascita quotidiana”.
Biondi ha voluto ringraziare sentitamente il vescovo, il Comitato organizzatore, lo staff comunale e l’intera popolazione, definendola orgogliosamente “un popolo coraggioso e mai vinto dalle avversità”. Ha poi concluso il suo mandato giubilare svelando il suo intimo sentimento: “Per me questo è stato l’ultimo anno in cui ho potuto vivere quei minuti così intensi ed emozionanti in cui, inginocchiato sull’uscio della Porta Santa appena aperta, ho rivolto un pensiero carico di immensa gratitudine a Dio, affidandogli un’ultima volta, forte dell’intercessione di San Pietro Celestino, la nostra amata città e il suo meraviglioso territorio”.

Il gran finale laico: stasera il concerto de “Il Volo”

Ma la Perdonanza dell’Aquila, come ricordato proprio dal sindaco, è una festa che sa mescolare magistralmente la devozione spirituale all’intrattenimento laico e gioioso per la popolazione. Spento il braciere e chiusa la Porta Santa, la città si prepara ora a vivere la grandissima festa conclusiva.
Questa sera, a partire dalle ore 21:30, la splendida cornice cittadina sarà infatti invasa da migliaia di fan e appassionati di musica per il gran concerto finale de “Il Volo”. Il celebre e popolarissimo trio canoro (composto da Gianluca Ginoble, abruzzese doc, Piero Barone e Ignazio Boschetto) regalerà alla città dell’Aquila una serata magica e indimenticabile, cantando i loro più grandi successi internazionali per salutare e ringraziare un’edizione della Perdonanza Celestiniana che rimarrà per sempre incisa nella memoria e nel cuore di tutti gli abruzzesi.

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Piana del Cavaliere

L’abbraccio millenario tra Rocca di Botte e Trevi nel Lazio: la commovente festa dei “compari” uniti nel nome di San Pietro Eremita

L’Abruzzo e il Lazio si stringono in un abbraccio che dura da quasi 1000 anni! 🤝 ❤️ Una stretta di mano e un abbraccio che valgono molto più di mille parole ufficiali. Le immagini dell’incontro tra il neo-sindaco di Rocca di Botte (Elvino Marzolini) e il primo cittadino di Trevi nel Lazio (Francesco Graziani) stanno emozionando tutti. Il motivo? Rinnovare il magico patto di fratellanza che lega i due paesi nel nome di San Pietro Eremita! Questo incredibile legame mistico (chiamato storicamente la “Comparanza”) unisce da quasi un millennio le due popolazioni: il Santo nacque infatti a Rocca di Botte, ma andò a predicare e morì (il 30 agosto 1052) a Trevi, dove oggi riposano le sue spoglie mortali! Per onorare questo filo invisibile, oggi a Trevi sono arrivati i pellegrini marsicani per partecipare alla meravigliosa processione del busto d’argento. E prossimamente, saranno i cittadini laziali a salire in Abruzzo per ricambiare l’affettuosa visita! Un intero weekend di celebrazioni, preghiere, fiere e perfino lo storico Palio delle otto contrade a Trevi. Leggi tutta l’affascinante storia del Santo viaggiatore e di questa amicizia millenaria nel nostro articolo! 👇 ⛪ E voi avete mai partecipato alla solenne processione del busto di San Pietro Eremita? Viva l’amicizia tra i nostri due paesi!

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Gonfaloni dei comuni di Rocca di Botte e Trevi nel Lazio

Rocca di Botte – Ci sono gesti che, nella loro disarmante semplicità, riescono a trasmettere un’emozione e un significato molto più profondi di qualsiasi discorso ufficiale o fredda formalità istituzionale. È questo il caso del caldissimo e sincero abbraccio andato in scena nelle scorse ore tra Elvino Marzolini (primo cittadino di Rocca di Botte) e Francesco Graziani (sindaco di Trevi nel Lazio). Una stretta vigorosa, immortalata da decine di macchine fotografiche e smartphone, che non rappresenta soltanto il saluto tra due amministratori locali, ma suggella e rinnova un patto di fratellanza mistica e popolare che lega indissolubilmente l’Abruzzo e il Lazio da quasi un millennio.
Il collante formidabile di questa amicizia secolare, capace di resistere all’usura del tempo e ai cambiamenti della società moderna, porta il nome di San Pietro Eremita: la figura religiosa, nata proprio nel suggestivo borgo marsicano e spirata a Trevi nel Lazio il lontano 30 agosto del 1052, che unisce le due popolazioni in una devozione viscerale e incrollabile.

Il rito sacro della “Comparanza” e l’arrivo a Trevi

La giornata di oggi, sabato 29 agosto, segna uno dei momenti di massima intensità spirituale e folcloristica per la comunità trevana. Come vuole una tradizione tramandata gelosamente di padre in figlio, il paese laziale si veste a festa per accogliere a braccia aperte l’arrivo dei pellegrini provenienti da Rocca di Botte.
Questo incontro straordinario è conosciuto popolarmente con il nome di “Comparanza” (o Comparatico in San Pietro). Non si tratta di un semplice gemellaggio tra comuni limitrofi, ma di un vero e proprio vincolo di sangue spirituale che porta gli abitanti dei due paesi a chiamarsi affettuosamente “compari”. Il culmine emotivo della giornata si raggiunge durante la solenne e imponente processione che si snoda tra i vicoli del paese, accompagnando il magnifico busto argenteo del Santo (un’opera d’arte inestimabile forgiata nel 1627) che custodisce al suo interno la sacra reliquia del cranio di San Pietro Eremita.

La storia del Santo viaggiatore: da Rocca a Trevi

Ma qual è la genesi di questo legame così potente? La storia affonda le sue radici nell’XI secolo. San Pietro Eremita vide la luce proprio a Rocca di Botte ma, spinto da un’irrefrenabile vocazione spirituale, decise di abbandonare le comodità del suo paese natale da giovanissimo per intraprendere un arduo cammino di fede e predicazione.
Il suo viaggio apostolico toccò terre importanti come Tivoli e la sacra Subiaco, fino a condurlo, nell’afoso agosto del 1052, a Trevi nel Lazio. Fu proprio in questa terra che il Santo svolse la sua ultima e intensa opera di evangelizzazione prima di spegnersi, pochi giorni dopo il suo arrivo. Da quel momento, le sue spoglie mortali riposano in pace nella penombra della cripta della bellissima Chiesa di Santa Maria Assunta, diventando meta di pellegrinaggio ininterrotto.

Un fine settimana di celebrazioni, preghiere e Palio

Il calendario dei festeggiamenti è ricchissimo su entrambi i fronti territoriali. A Trevi nel Lazio, le celebrazioni patronali (iniziate il 28 agosto) vivranno il loro momento più intimo domenica 30 agosto (giorno esatto dell’anniversario della salita in cielo del Santo), per poi esplodere in un clima di festa popolare lunedì 31, con la coloratissima fiera cittadina e l’attesissimo Palio di San Pietro Eremita, che vedrà le otto contrade del paese darsi aspramente battaglia.
Contemporaneamente, anche il borgo marsicano di Rocca di Botte si fermerà domenica 30 e lunedì 31 agosto per onorare il proprio figlio prediletto e festeggiare Maria Santissima delle Grazie, in due giornate che rappresentano il cuore pulsante del calendario cittadino.

L’abbraccio dei nuovi sindaci e lo scambio di visite

L’immagine dell’abbraccio tra Marzolini e Graziani, diffusa anche sui social istituzionali, assume quest’anno un valore simbolico ancora più potente: è infatti la prima volta che i due sindaci, freschi di nomina, si incontrano in veste ufficiale per onorare il Patrono.
Ma il filo invisibile che unisce Rocca e Trevi non si spezzerà con la fine del weekend. Seguendo le antiche regole del Comparatico, il rito dell’ospitalità verrà presto ricambiato: così come oggi i rocchigiani sono scesi nel Lazio, prossimamente saranno i cittadini trevani a percorrere il cammino inverso, salendo in Abruzzo in occasione della festa dell’ottavario.
Passano i decenni, cambiano le generazioni e si avvicendano i sindaci con la fascia tricolore, ma il sentimento di appartenenza e l’amore sconfinato per San Pietro Eremita restano intatti. Oggi come mille anni fa, Lazio e Abruzzo si tengono per mano.

Francesco Graziani e Elvino Marzolini sindaci

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