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Territorio

Mistero della gastroenterite nella Marsica, arriva la verità ufficiale del CAM: “L’acqua dei nostri rubinetti è perfettamente potabile e sicura”

Allarme virus intestinale nella Marsica, arriva il verdetto definitivo sulle analisi dell’acqua del rubinetto. Ecco cosa ha scoperto la ASL! 🚰 🦠 Dopo giorni di vero e proprio panico collettivo, in cui centinaia di famiglie dei comuni marsicani avevano smesso di bere l’acqua del rubinetto per il terrore di prendersi una brutta gastroenterite, arriva finalmente la comunicazione ufficiale che tutti aspettavamo! A parlare, dati scientifici alla mano, è Ernani Ornello, il Presidente del CAM (Consorzio Acquedottistico Marsicano). Il verdetto delle severissime analisi, condotte in collaborazione con gli ispettori della ASL 1 (L’Aquila-Avezzano-Sulmona), è chiarissimo e rassicurante: L’ACQUA È PERFETTAMENTE POTABILE E SICURA! I tecnici hanno effettuato decine di prelievi a tappeto nei serbatoi, nelle fontane pubbliche e in ben 11 punti nevralgici tra i comuni di Tagliacozzo, Sante Marie e Cappadocia. Tutti i parametri analizzati dai laboratori (certificati Accredia) sono assolutamente conformi alla legge. L’epidemia di gastroenterite, quindi, non ha assolutamente nessun collegamento con la rete idrica locale! “Siamo tranquilli”, ha dichiarato il Presidente Ornello spegnendo ogni inutile allarmismo, “Abbiamo preferito aspettare i dati ufficiali e certificati senza mai cedere a polemiche strumentali nate in questi giorni per spaventare la gente”. La Asl continuerà comunque a monitorare la situazione per capire l’origine di questo focolaio intestinale. Leggi i risultati dettagliati delle analisi nel nostro articolo! 👇 💧 E voi vi eravate spaventati per questa notizia? Siete tornati a bere l’acqua di casa con tranquillità?

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Cam Marsica

Redazione – Quando decine di cittadini iniziano improvvisamente ad accusare i medesimi e fastidiosissimi sintomi fisici, il panico e la psicosi collettiva rischiano di diffondersi con una velocità di gran lunga superiore a quella di qualsiasi virus. È esattamente quello che è successo negli ultimi e concitati giorni in diversi Comuni della Marsica (nella provincia dell’Aquila), dove un’anomala e massiccia ondata di casi di gastroenterite ha costretto tantissime persone a rivolgersi ai medici, scatenando un’ondata di paura e diffidenza verso il bene primario per eccellenza: l’acqua potabile sgorgata dai rubinetti di casa.
Tra chat di WhatsApp impazzite e allarmismi sui social network, in molti avevano puntato il dito proprio contro la rete idrica locale, temendo una grave contaminazione. Oggi, però, a spazzare via ogni dubbio, a spegnere le polemiche e a restituire la tanto desiderata tranquillità alle famiglie, è arrivata la comunicazione ufficiale e definitiva da parte del Consorzio Acquedottistico Marsicano (CAM) Spa, l’ente che gestisce capillarmente il fondamentale servizio idrico in ben 33 comuni del territorio.

Il responso delle analisi: l’acqua è assolutamente potabile

A metterci la faccia e a pronunciare le parole che tutti i cittadini aspettavano di sentire è stato direttamente il Presidente del CAM, Ernani Ornello. Il manager pubblico ha voluto fare chiarezza definitiva sulla vicenda, basandosi non su supposizioni o dicerie, ma su dati scientifici incontrovertibili.
“Alla luce dei rigidissimi e capillari controlli congiunti, effettuati in strettissima collaborazione tra i tecnici della nostra società e gli ispettori sanitari della Asl 1 L’Aquila-Avezzano-Sulmona”, ha spiegato con estrema fermezza il Presidente Ornello, “possiamo confermare ufficialmente e senza alcun margine di dubbio che i parametri relativi alla potabilità dell’acqua immessa nella nostra rete pubblica risultano perfettamente e totalmente conformi alla normativa sanitaria vigente”. Il messaggio è insomma chiarissimo: l’acqua dei rubinetti marsicani non ha nulla a che vedere con i casi di gastroenterite registrati nei giorni scorsi.

I controlli a tappeto tra Tagliacozzo, Sante Marie e Cappadocia

Per arrivare a questa importantissima e rassicurante conclusione, la macchina dei controlli igienico-sanitari ha lavorato a ritmi serratissimi. I prelievi tecnici a campione sono stati condotti scrupolosamente in ben 11 punti di erogazione strategici, ricompresi nel delicato bacino della sorgente del Liri, ma anche scandagliando i serbatoi comunali e le fontane pubbliche situate all’interno dei comuni di Tagliacozzo, Sante Marie e Cappadocia (alcuni dei centri in cui si erano concentrati i timori maggiori).
“Per quanto ci riguarda strettamente”, ha voluto precisare con orgoglio il presidente del CAM, “tutte le complesse analisi chimiche e batteriologiche sulla potabilità sono state effettuate passando attraverso il nostro laboratorio interno, che è severamente accreditato dall’ente nazionale ‘ACCREDIA’. Anche in questo specifico caso, le strumentazioni hanno evidenziato parametri assolutamente e rassicurantemente nella norma. Tutte le nostre procedure sono certificate a livello nazionale e, soprattutto, sono verificabili in qualsiasi momento”.

Niente spazio alle polemiche: si attendono gli ultimi riscontri

Nonostante la certezza dell’estraneità della rete idrica rispetto al focolaio di gastroenterite, il livello di guardia e di tutela della salute pubblica resta comunque altissimo. “Noi siamo estremamente tranquilli”, rassicura Ornello, “ma per scrupolo continuiamo a indagare per comprendere le reali cause di questo virus intestinale. Sono in corso ulteriori approfondimenti analitici in altri 11 punti della rete e stiamo attendendo i risultati richiesti da Arpa Lazio per i prelievi nel vicino comune di Borgorose (Rieti). Ma siamo sufficientemente tranquilli che non ci siano collegamenti con l’acqua”.
L’intervento del Presidente si chiude poi con una doverosa ed elegante stoccata a chi, in queste ore di panico, ha preferito soffiare sul fuoco della paura per racimolare consensi: “Come società di gestione abbiamo inteso fin dall’inizio parlare solo con notizie e dati ufficiali alla mano, rifiutandoci categoricamente di partecipare a polemiche che, per larga parte, sono definibili unicamente come strumentali”. Acqua limpida, insomma, sia nei rubinetti che nelle comunicazioni istituzionali.

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Piana del Cavaliere

L’abbraccio millenario tra Rocca di Botte e Trevi nel Lazio: la commovente festa dei “compari” uniti nel nome di San Pietro Eremita

L’Abruzzo e il Lazio si stringono in un abbraccio che dura da quasi 1000 anni! 🤝 ❤️ Una stretta di mano e un abbraccio che valgono molto più di mille parole ufficiali. Le immagini dell’incontro tra il neo-sindaco di Rocca di Botte (Elvino Marzolini) e il primo cittadino di Trevi nel Lazio (Francesco Graziani) stanno emozionando tutti. Il motivo? Rinnovare il magico patto di fratellanza che lega i due paesi nel nome di San Pietro Eremita! Questo incredibile legame mistico (chiamato storicamente la “Comparanza”) unisce da quasi un millennio le due popolazioni: il Santo nacque infatti a Rocca di Botte, ma andò a predicare e morì (il 30 agosto 1052) a Trevi, dove oggi riposano le sue spoglie mortali! Per onorare questo filo invisibile, oggi a Trevi sono arrivati i pellegrini marsicani per partecipare alla meravigliosa processione del busto d’argento. E prossimamente, saranno i cittadini laziali a salire in Abruzzo per ricambiare l’affettuosa visita! Un intero weekend di celebrazioni, preghiere, fiere e perfino lo storico Palio delle otto contrade a Trevi. Leggi tutta l’affascinante storia del Santo viaggiatore e di questa amicizia millenaria nel nostro articolo! 👇 ⛪ E voi avete mai partecipato alla solenne processione del busto di San Pietro Eremita? Viva l’amicizia tra i nostri due paesi!

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Gonfaloni dei comuni di Rocca di Botte e Trevi nel Lazio

Rocca di Botte – Ci sono gesti che, nella loro disarmante semplicità, riescono a trasmettere un’emozione e un significato molto più profondi di qualsiasi discorso ufficiale o fredda formalità istituzionale. È questo il caso del caldissimo e sincero abbraccio andato in scena nelle scorse ore tra Elvino Marzolini (primo cittadino di Rocca di Botte) e Francesco Graziani (sindaco di Trevi nel Lazio). Una stretta vigorosa, immortalata da decine di macchine fotografiche e smartphone, che non rappresenta soltanto il saluto tra due amministratori locali, ma suggella e rinnova un patto di fratellanza mistica e popolare che lega indissolubilmente l’Abruzzo e il Lazio da quasi un millennio.
Il collante formidabile di questa amicizia secolare, capace di resistere all’usura del tempo e ai cambiamenti della società moderna, porta il nome di San Pietro Eremita: la figura religiosa, nata proprio nel suggestivo borgo marsicano e spirata a Trevi nel Lazio il lontano 30 agosto del 1052, che unisce le due popolazioni in una devozione viscerale e incrollabile.

Il rito sacro della “Comparanza” e l’arrivo a Trevi

La giornata di oggi, sabato 29 agosto, segna uno dei momenti di massima intensità spirituale e folcloristica per la comunità trevana. Come vuole una tradizione tramandata gelosamente di padre in figlio, il paese laziale si veste a festa per accogliere a braccia aperte l’arrivo dei pellegrini provenienti da Rocca di Botte.
Questo incontro straordinario è conosciuto popolarmente con il nome di “Comparanza” (o Comparatico in San Pietro). Non si tratta di un semplice gemellaggio tra comuni limitrofi, ma di un vero e proprio vincolo di sangue spirituale che porta gli abitanti dei due paesi a chiamarsi affettuosamente “compari”. Il culmine emotivo della giornata si raggiunge durante la solenne e imponente processione che si snoda tra i vicoli del paese, accompagnando il magnifico busto argenteo del Santo (un’opera d’arte inestimabile forgiata nel 1627) che custodisce al suo interno la sacra reliquia del cranio di San Pietro Eremita.

La storia del Santo viaggiatore: da Rocca a Trevi

Ma qual è la genesi di questo legame così potente? La storia affonda le sue radici nell’XI secolo. San Pietro Eremita vide la luce proprio a Rocca di Botte ma, spinto da un’irrefrenabile vocazione spirituale, decise di abbandonare le comodità del suo paese natale da giovanissimo per intraprendere un arduo cammino di fede e predicazione.
Il suo viaggio apostolico toccò terre importanti come Tivoli e la sacra Subiaco, fino a condurlo, nell’afoso agosto del 1052, a Trevi nel Lazio. Fu proprio in questa terra che il Santo svolse la sua ultima e intensa opera di evangelizzazione prima di spegnersi, pochi giorni dopo il suo arrivo. Da quel momento, le sue spoglie mortali riposano in pace nella penombra della cripta della bellissima Chiesa di Santa Maria Assunta, diventando meta di pellegrinaggio ininterrotto.

Un fine settimana di celebrazioni, preghiere e Palio

Il calendario dei festeggiamenti è ricchissimo su entrambi i fronti territoriali. A Trevi nel Lazio, le celebrazioni patronali (iniziate il 28 agosto) vivranno il loro momento più intimo domenica 30 agosto (giorno esatto dell’anniversario della salita in cielo del Santo), per poi esplodere in un clima di festa popolare lunedì 31, con la coloratissima fiera cittadina e l’attesissimo Palio di San Pietro Eremita, che vedrà le otto contrade del paese darsi aspramente battaglia.
Contemporaneamente, anche il borgo marsicano di Rocca di Botte si fermerà domenica 30 e lunedì 31 agosto per onorare il proprio figlio prediletto e festeggiare Maria Santissima delle Grazie, in due giornate che rappresentano il cuore pulsante del calendario cittadino.

L’abbraccio dei nuovi sindaci e lo scambio di visite

L’immagine dell’abbraccio tra Marzolini e Graziani, diffusa anche sui social istituzionali, assume quest’anno un valore simbolico ancora più potente: è infatti la prima volta che i due sindaci, freschi di nomina, si incontrano in veste ufficiale per onorare il Patrono.
Ma il filo invisibile che unisce Rocca e Trevi non si spezzerà con la fine del weekend. Seguendo le antiche regole del Comparatico, il rito dell’ospitalità verrà presto ricambiato: così come oggi i rocchigiani sono scesi nel Lazio, prossimamente saranno i cittadini trevani a percorrere il cammino inverso, salendo in Abruzzo in occasione della festa dell’ottavario.
Passano i decenni, cambiano le generazioni e si avvicendano i sindaci con la fascia tricolore, ma il sentimento di appartenenza e l’amore sconfinato per San Pietro Eremita restano intatti. Oggi come mille anni fa, Lazio e Abruzzo si tengono per mano.

Francesco Graziani e Elvino Marzolini sindaci

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Nepezzano, il 1° Memorial ha celebrato la figura dell’imprenditore teramano Giovanni D’Alessio

È stata una serata di sport, amicizia, emozioni e solidarietà, accompagnata dalla numerosa partecipazione di amici, familiari, sportivi e cittadini, quella vissuta mercoledì 26 agosto al Campo Sportivo “Di Fabio” di Nepezzano, dove si è svolto il 1° Memorial Giovanni D’Alessio. Una presenza significativa che ha confermato quanto fosse forte il legame costruito da Giovanni nel corso della sua vita e quanto fosse sentito il desiderio di ritrovarsi insieme per ricordarlo.

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I familiari di Giovanni D'Alessio con la giornalista Dorotea Mazzetta

Nepezzano-  È stata una serata di sport, amicizia, emozioni e solidarietà, accompagnata dalla numerosa partecipazione di amici, familiari, sportivi e cittadini, quella vissuta mercoledì 26 agosto al Campo Sportivo “Di Fabio” di Nepezzano, dove si è svolto il 1° Memorial Giovanni D’Alessio. Una presenza significativa che ha confermato quanto fosse forte il legame costruito da Giovanni nel corso della sua vita e quanto fosse sentito il desiderio di ritrovarsi insieme per ricordarlo.

A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la presenza dei familiari di Giovanni: la moglie Maria Vincenza, i figli Chiara e Roberto e la sorella Gabriella, che hanno condiviso con i presenti il ricordo di una persona capace di costruire, nel corso della sua vita, rapporti autentici e duraturi. Attraverso le loro parole è emersa la figura di Giovanni nella sua dimensione più personale: quella di marito, padre, fratello e amico, ma anche di uomo sempre disponibile, generoso e pronto a stare accanto agli altri.

Nel corso della manifestazione sono intervenuti anche Flavio Nocelli, in rappresentanza degli amici che hanno promosso e organizzato il Memorial, e il dottor Carlo D’Ugo, presidente dell’Associazione Oncologica Zoè APS. I loro interventi hanno contribuito a sottolineare i due aspetti centrali dell’evento: da una parte il legame di amicizia che ha unito Giovanni alle persone che hanno condiviso con lui tanti momenti della vita, dall’altra il valore della solidarietà, elemento fondamentale del Memorial.

L’iniziativa ha riportato sul campo alcune delle realtà calcistiche che hanno accompagnato il suo percorso. Ad aprire la serata è stata la sfida tra le vecchie glorie del Colle M.P. e del Varano, un incontro dal forte valore simbolico che ha permesso a tanti protagonisti del passato di ritrovarsi ancora una volta insieme nel nome di Giovanni.

La seconda parte della manifestazione è stata invece dedicata al triangolare tra Nepezzano, Varano e Torricella, con le gare Torricella-Varano, Nepezzano-Varano e Nepezzano-Torricella. Più che il risultato, a caratterizzare la serata è stato lo spirito con cui le squadre sono scese in campo: quello di condividere un momento speciale e di trasformare la passione per il calcio in un’occasione per ritrovarsi.

Quattro squadre, un unico ricordo” è stato il filo conduttore dell’iniziativa. Una frase che ha trovato pieno significato nel corso della serata, quando il terreno di gioco è diventato il punto d’incontro tra generazioni, amicizie e storie sportive legate alla figura di D’Alessio.

La partecipazione numerosa del pubblico ha contribuito a rendere ancora più intensa l’atmosfera del Memorial. A bordo campo si sono ritrovati coloro che avevano conosciuto Giovanni, amici di lunga data, familiari, appassionati di calcio e persone che hanno voluto esserci, condividendo un appuntamento nato per mantenere vivo il suo ricordo.

Il suo rapporto con il calcio, infatti, era profondo. Negli anni Ottanta Giovanni era stato dirigente del Nepezzano calcio, mentre negli anni Novanta aveva contribuito alla nascita del Colle M.P., del quale era stato cofondatore e presidente. Un impegno vissuto con passione, che nel tempo aveva contribuito a creare legami destinati a durare anche oltre l’esperienza sportiva.

Ma il Memorial ha raccontato soprattutto l’uomo che si trovava dietro quella passione. Il ricordo dei familiari e degli amici ha restituito l’immagine di Giovanni come una persona amante della compagnia, della buona tavola e della convivialità, capace di trasformare ogni occasione in un momento da condividere. La sua disponibilità e la sua generosità sono state ricordate come alcuni dei tratti più autentici della sua personalità.

L’evento ha avuto anche una precisa finalità solidale. Infatti, nei prossimi giorni, l’incasso dell’iniziativa sarà devoluto all’Associazione Oncologica Zoè APS, dando concretezza a un messaggio che gli organizzatori hanno voluto legare alla manifestazione: fare del ricordo non soltanto un momento di commemorazione, ma anche un’occasione per aiutare gli altri.

La serata è stata condotta con professionalità, sensibilità e grande partecipazione dalla giornalista Dorotea Mazzetta, che ha accompagnato i diversi momenti della manifestazione, contribuendo a creare un’atmosfera coinvolgente e rispettosa del significato dell’iniziativa.

A completare l’appuntamento sono stati il DJ set di Filippo Porrini, il momento del rinfresco e la possibilità di acquistare la maglietta ufficiale del Memorial, diventata a sua volta un simbolo della serata.

Il primo Memorial Giovanni D’Alessio ha così raggiunto il suo obiettivo più importante: riunire una comunità numerosa nel nome di una persona che ha saputo lasciare un segno profondo. Sul campo si sono incontrate le squadre, a bordo campo si sono ritrovati gli amici e, al centro della serata, c’è stato il ricordo condiviso di Giovanni.

Perché il calcio ha rappresentato il punto di partenza, ma non il punto di arrivo. Il vero protagonista del Memorial è stato il legame tra le persone: quello costruito da Giovanni durante la sua vita e che, anche dopo la sua scomparsa, continua a creare occasioni di incontro.

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Frosinone accoglie il Colonnello Gianluca Zara: il caloroso benvenuto di Quadrini e Cosma (Evoluzione e Libertà) al nuovo Comandante dei Carabinieri

Frosinone accoglie il nuovo Comandante dei Carabinieri, Colonnello Gianluca Zara. Il messaggio di auguri e stima da parte di Gianluca Quadrini e Carmine Cosma 🇮🇹 🚓 Un nuovo, importantissimo capitolo si apre per la sicurezza e la legalità del nostro territorio. Nelle scorse ore si è insediato ufficialmente a Frosinone il nuovo Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, il Colonnello Gianluca Zara. Ad accoglierlo con entusiasmo e profonda stima istituzionale ci hanno pensato i vertici del movimento politico “Evoluzione e Libertà”. Gianluca Quadrini (Consigliere Provinciale e Vice Seg. Naz.) ha sottolineato come la figura del Colonnello Zara rappresenti: “Una garanzia di altissimo profilo, l’Arma è un presidio fondamentale per la sicurezza di tutti i 91 meravigliosi comuni della nostra Ciociaria”. Sulla stessa identica lunghezza d’onda le dichiarazioni di Carmine Cosma (Responsabile Politiche della Sicurezza), che ha ribadito la massima collaborazione istituzionale del partito: “La tutela delle città e delle fasce più deboli passa attraverso una cooperazione totale con le Forze dell’Ordine”. Il comunicato si è poi concluso con un bellissimo e doveroso ringraziamento a tutte le donne e gli uomini dei Carabinieri che pattugliano ogni giorno le nostre strade. Leggi tutto l’approfondimento istituzionale nel nostro articolo! 👇 👏 Facciamo tutti insieme i nostri migliori auguri di buon lavoro al nuovo Comandante e ringraziamo le nostre Forze dell’Ordine!

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Quadrini, Cosma

Redazione – La sicurezza dei cittadini, la lotta instancabile e quotidiana contro la criminalità (micro e macro) e il mantenimento della legalità sul territorio rappresentano, da sempre, le priorità assolute per garantire il sereno sviluppo sociale ed economico di una comunità. In quest’ottica di profondo rinnovamento e di continuità istituzionale, la provincia di Frosinone si prepara ad accogliere con grande entusiasmo una figura di primissimo piano.
Nelle scorse ore si è infatti insediato ufficialmente il nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Frosinone, il Colonnello Gianluca Zara. Un ufficiale di comprovata esperienza e altissima levatura morale, al quale sono giunti immediatamente i messaggi di stima e di calorosa accoglienza da parte del mondo politico e istituzionale locale. Tra le primissime voci a levarsi per augurare un proficuo e sereno lavoro al neo-Comandante, spiccano quelle dei vertici del movimento politico Evoluzione e Libertà.

Le parole di Quadrini: “L’Arma è il presidio fondamentale per la Ciociaria”

A farsi portavoce del sentito messaggio di benvenuto è stato Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e Vice Segretario Nazionale del movimento Evoluzione e Libertà. Il suo è stato un intervento mirato a sottolineare l’importanza strategica che le Forze dell’Ordine ricoprono nel tessuto sociale frusinate.
«Desidero rivolgere a nome mio personale, del movimento Evoluzione e Libertà e delle istituzioni provinciali che orgogliosamente rappresento, i più sentiti complimenti ed auguri di buon lavoro al Colonnello Gianluca Zara per il prestigioso incarico appena assunto alla guida del Comando Provinciale», ha dichiarato Quadrini. Il Consigliere ha poi posto l’accento sulla vastità e sulla complessità del territorio da pattugliare: «L’Arma dei Carabinieri rappresenta un baluardo di legalità, di sicurezza e di vicinanza umana che è letteralmente fondamentale per la nostra comunità e per tutti i novantuno comuni che compongono la splendida Ciociaria. L’esperienza, il rigore etico e la grande professionalità dimostrati dal Colonnello Zara nel corso della sua brillante carriera costituiscono una vera e propria garanzia di alto profilo per il nostro territorio, specialmente in un momento storico delicato in cui la tutela dei cittadini, il contrasto serrato alla criminalità e la presenza capillare e rassicurante dello Stato devono restare priorità assolute e imprescindibili».

L’impegno di Cosma: “Massima cooperazione per la sicurezza”

In perfetta e totale sintonia con le dichiarazioni del Vice Segretario Nazionale, è intervenuto nel dibattito istituzionale anche Carmine Cosma, Responsabile per le Politiche della Sicurezza del partito Evoluzione e Libertà per l’intera provincia di Frosinone.
«Ci uniamo con profonda stima ed entusiasmo agli auguri rivolti al Colonnello Zara», ha ribadito Cosma, focalizzandosi poi sull’aspetto squisitamente operativo. «La sicurezza delle nostre amate città, dei nostri centri storici, delle periferie e, soprattutto, la tutela e la protezione delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione, passano inevitabilmente attraverso una costante, leale e fruttuosa cooperazione tra le istituzioni locali, le forze politiche e le Forze dell’Ordine. Come dipartimento sicurezza di Evoluzione e Libertà, ci teniamo a confermare fin da subito la nostra massima disponibilità e collaborazione per sostenere attivamente l’impegno quotidiano e indefesso dell’Arma sul nostro territorio».

Un ringraziamento corale a tutte le donne e gli uomini in divisa

La nota stampa diffusa dagli esponenti di Evoluzione e Libertà non si è però limitata al solo (seppur doveroso) saluto di rito ai vertici dell’Arma, ma si è conclusa con un pensiero molto profondo, umano e generalizzato rivolto a tutti coloro che, ogni giorno, indossano la gloriosa divisa con gli alamari mettendo a repentaglio la propria incolumità personale.
«Nel rinnovare gli auguri di un proficuo e sereno lavoro al Colonnello Zara», concludono all’unisono Quadrini e Cosma, «vogliamo rivolgere un ringraziamento sincero, dal profondo del cuore, a tutte le donne e a tutti gli uomini dei Carabinieri che, giorno e notte, 365 giorni all’anno, operano silenziosamente sulle nostre strade con straordinaria dedizione, altissimo senso del dovere e grandissimo spirito di sacrificio, tutto per garantire la sicurezza della provincia di Frosinone e la pace delle nostre famiglie».

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