Rimani in contatto con noi
#

Cronaca

L’Abruzzo continua a bruciare: inferno infinito sul Monte Morrone, imponente flotta aerea ed Esercito in azione per salvare le case

L’Abruzzo è sotto assedio e brucia ancora! Situazione drammatica sul Monte Morrone da 20 giorni, Canadair ed Esercito lottano per fermare le fiamme vicino alle case 🌲 🔥 È un vero e proprio bollettino di guerra quello che arriva dalla nostra meravigliosa regione. Il cuore verde d’Europa sta andando letteralmente in fumo! La situazione più grave e disperata resta quella del Monte Morrone (L’Aquila), dove l’incendio va avanti ininterrottamente da ben 20 lunghissimi giorni e le fiamme sono arrivate a minacciare le case nel centro abitato di Roccacasale! La Protezione Civile Nazionale ha mandato rinforzi massicci: oggi sui cieli d’Abruzzo stanno volando ben SEI aerei Canadair, tre elicotteri e il formidabile elicottero speciale “Erickson” dei Vigili del Fuoco. A terra ci sono centinaia di eroi esausti tra pompieri, instancabili volontari della Protezione Civile e soldati dell’Esercito Italiano. Ma le forze devono essere divise, perché ci sono altri CINQUE spaventosi roghi sparsi per la regione! Fiamme altissime nel chietino (a Carpineto Sinello, Tornareccio e nella zona di Cupello-Monteodorisio) e nel pescarese (a Salle e Alanno, dove è intervenuto l’elicottero “Lupo Grigio”). I soccorritori stanno lottando contro il caldo, il vento e la fatica per difendere i nostri boschi e le nostre città. Leggi la mappa completa dell’emergenza nel nostro articolo! 👇 🚒 Mandiamo tutti insieme un immenso GRAZIE ai Vigili del Fuoco, all’Esercito e ai fantastici volontari della Protezione Civile che stanno rischiando la vita tra le fiamme! Siete i nostri eroi!

Pubblicato

a

Montagna che brucia

Redazione – C’è un odore acre e insopportabile che da settimane sta avvelenando l’aria purissima dei nostri monti. È l’odore pungente della cenere, della distruzione, dell’ennesimo, incalcolabile scempio ambientale. L’Abruzzo brucia ancora, stretto in una morsa di fuoco che sembra letteralmente impossibile da spezzare. La regione verde d’Europa si trova ad affrontare in queste ore una drammatica e vastissima emergenza incendi, che sta mettendo a durissima prova la tenuta del sistema di Protezione Civile e sta terrorizzando interi centri abitati.
Il fronte principale e più angosciante di questa vera e propria guerra contro le fiamme rimane quello tristemente noto del Monte Morrone. Qui, l’agonia dura ormai da venti lunghissimi e ininterrotti giorni. Un inferno di fuoco e fumo che si autoalimenta e che, nelle scorse notti, ha insidiato in modo spaventoso il centro abitato del comune di Roccacasale (nella provincia dell’Aquila), costringendo gli abitanti a vivere ore di purissimo panico con il bagliore delle fiamme a illuminare le finestre delle loro abitazioni. Ma purtroppo, il Morrone non è l’unico fronte aperto: ci sono attualmente almeno altri cinque spaventosi roghi sparsi per la regione che tengono in scacco i soccorritori.

La poderosa mobilitazione aerea: Canadair e mezzi speciali

Per capire la gravità e l’eccezionalità della situazione odierna, basta alzare gli occhi al cielo e guardare il cielo solcato dai velivoli di soccorso. In questo momento, l’Abruzzo sta ricevendo un supporto aereo massiccio. Oggi sono in azione ben sei enormi velivoli Canadair, coordinati e inviati d’urgenza da Roma dal Centro Operativo Aereo Unificato (la sala di comando del Dipartimento della Protezione Civile che gestisce la flotta statale per l’antincendio boschivo).
A questi giganti dell’aria si aggiungono due elicotteri della Protezione Civile Regionale e un potentissimo elicottero Erickson dei Vigili del Fuoco, un mezzo formidabile, progettato per scaricare tonnellate d’acqua con precisione chirurgica sui focolai più inaccessibili ai mezzi di terra. La concentrazione maggiore di queste macchine volanti è ovviamente sul Monte Morrone, dove operano ben quattro Canadair (con un quinto in arrivo) e tre elicotteri, supportati da uno sforzo titanico a terra che vede impiegati un centinaio di eroi tra Vigili del Fuoco, instancabili volontari della Protezione Civile e plotoni dell’Esercito Italiano.

I roghi nel Chietino e nel Pescarese: emergenza su più fronti

Le risorse, purtroppo, devono essere frammentate perché il fuoco sta accerchiando diverse province. Un Canadair è stato frettolosamente dirottato in provincia di Chieti per combattere l’insidioso incendio divampato a Carpineto Sinello, dove sul campo stanno lottando corpo a corpo con il fuoco due squadre di Vigili del Fuoco e tre di encomiabili volontari.
Le fiamme destano enorme preoccupazione anche a Salle, in provincia di Pescara, situata sull’altro versante del Monte Morrone. Anche qui è stato inviato in supporto un elicottero regionale per dare respiro alle squadre di terra, impegnate con un’autocisterna speciale per garantire il difficilissimo approvvigionamento idrico in quota.

Dalla bonifica al nuovo allarme: un’estate di cenere

La mappa dell’emergenza abruzzese è costellata di focolai. Altri roghi molto impegnativi sono in gestione sempre nella provincia di Chieti: le criticità maggiori si registrano a Tornareccio e nella vasta area della fondovalle compresa tra Cupello, Monteodorisio, Furci e Fondovalle Trieste. In quest’ultimo scenario apocalittico stanno operando due elicotteri insieme a quattro squadre di Protezione Civile, in attesa dell’installazione di una vasca mobile per il rifornimento rapido di acqua dei mezzi aerei.
L’assedio non risparmia nessuno: ad Alanno (Pescara) è entrato in azione un elicottero speciale modello “Lupo Grigio”, mentre si registra una nuovissima, inquietante segnalazione di fumo proveniente da Civitella Roveto (L’Aquila). Nel frattempo, i soccorritori sfiniti stanno eseguendo le delicate e faticosissime operazioni di bonifica e spegnimento degli ultimi focolai sotterranei a Quadri, Bucchianico (Chieti) e nel teramano, tra Miano e Sparazzano. Una vera e propria guerra per difendere il cuore verde della nostra terra.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

L’Aquila – a Lucoli trovato ragazzo di 27 anni morto in una scarpata, a poca distanza c’è un’auto in fiamme: è giallo

Pubblicato

a

L'Aquila - a Lucoli trovato ragazzo di 27 anni morto in una scarpata, a poca distanza c'è un'auto in fiamme: è giallo

Il corpo ormai senza vita in una scarpata e, poco distante, un’auto in fiamme. A Lucoli (nell’Aquilano) è stata aperta un’indagine sulla morte di un ragazzo di 27 anni di origine tunisina, Wissem Hmida, impiegato in un’azienda locale.

Il cadavere è stato trovato nella mattinata del 22 ottobre in una scarpata in via del Biancospino, nella zona di Piano Lonaro. A vedere il corpo è stato un passante, che ha avvertito le forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini. Il primo step è stato identificare il corpo: il giovane lavorava da circa tre anni insieme al fratello in un’azienda aquilana. Nelle vicinanze del cadavere è stata trovata anche un’automobile incendiata e resta da chiarire se c’è un collegamento col cadavere.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118. Gli accertamenti sono in corso per ricostruire le circostanze del decesso. Sulla salma sarà eseguita l’autopsia.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Avezzano – uccide a coltellate la fidanzata nel Varesotto, poi si costituisce

Pubblicato

a

Avezzano - uccide a coltellate la fidanzata nel Varesotto, poi si costituisce

Un uomo di 53 anni, Marco Panichi, residente ad Avezzano e originario di Civitella Roveto, in provincia dell’Aquila, è stato fermato con l’accusa di aver ucciso a coltellate la fidanzata, una donna colombiana di 36 anni, a Vergiate, in provincia di Varese. Dopo il delitto, avvenuto ieri mattina, l’uomo ha lasciato la Lombardia ed è rientrato in Abruzzo. Dopo aver raggiunto il padre, nella tarda serata si è presentato spontaneamente alla caserma dei carabinieri di Avezzano, dichiarando di aver ucciso la compagna.

La donna è stata trovata sul pavimento della camera da letto dell’abitazione presa in affitto dall’uomo, con numerosi fendenti al corpo e al collo. Accanto al cadavere è stato rinvenuto un coltello da cucina, indicato dagli investigatori come l’arma utilizzata per l’omicidio. Il delitto sarebbe avvenuto al culmine di una lite, ma restano da chiarire le circostanze che l’hanno preceduta e la dinamica dell’aggressione.

Dopo la segnalazione di Panichi, i carabinieri di Gallarate hanno raggiunto l’abitazione insieme ai militari del Nucleo investigativo e ai magistrati della Procura di Busto Arsizio. Per entrare nell’immobile è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Il fermo è stato disposto dall’autorità giudiziaria di Avezzano, in stretto raccordo con la magistratura lombarda. Nel pomeriggio è previsto il passaggio davanti al gip del Tribunale di Avezzano per la convalida del provvedimento. La salma della donna è stata trasferita all’Istituto di Medicina legale di Pavia, dove sarà eseguita l’autopsia. La Procura di Busto Arsizio ha avviato ulteriori accertamenti.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Cronaca

Trentino, lupi all’attacco a Cavedago e Canazei: 34 capi sbranati in una notte, recinto elettrificato divelto dal gregge in fuga

Allarme lupi in Trentino secondo il report provinciale: 34 pecore e agnelli sbranati in una sola notte a Cavedago, terrore anche a Canazei con asini e cane da guardiania feriti 👇

Pubblicato

a

Lupi

Trento – Una sequenza impressionante di assalti notturni che riaccende lo scontro sulla convivenza tra grandi predatori e attività zootecniche tradizionali nell’arco alpino. Ventidue distinti episodi di predazione accertati, trentaquattro animali sbranati nel corso di una singola notte da incubo e altri cinque rimasti gravemente feriti tra i pascoli. È questo il drammatico bilancio stilato nel report mensile ufficiale diffuso dal Servizio Faunistico della Provincia Autonoma di Trento, relativo agli eventi registrati nella prima parte del mese di settembre, prima che l’avvio della demonticazione — la tradizionale discesa delle mandrie e delle greggi dagli alpeggi estivi verso il fondovalle — contribuisse ad attenuare la pressione predatoria sul territorio provinciale.

I dati ufficiali testimoniano una presenza diffusa e capillare dei branchi sull’intera geografia trentina, senza concentrazioni esclusive in singole vallate. Dei ventidue attacchi censiti dai forestali, la stragrande maggioranza — ben diciassette episodi — ha colpito greggi di ovicaprini, storicamente i più esposti; in tre occasioni i lupi hanno preso di mira capi bovini, mentre in due circostanze a fare le spese della furia dei carnivori sono stati gli asini, animali da soma considerati per lungo tempo meno vulnerabili rispetto alle pecore.

L’incubo di Cavedago: 22 agnelli uccisi e il panico che abbatte le recinzioni

L’episodio più devastante e cruento descritto nel documento provinciale si è consumato nella notte del 18 settembre nel territorio comunale di Cavedago, ai piedi dell’Altopiano della Paganella. Un gregge di ritorno dalla stagione d’alpeggio, custodito e protetto all’interno di un recinto elettrificato conforme a tutti i più rigidi standard di prevenzione raccomandati dagli esperti, è stato assalito nel buio più fitto. L’irruzione dei predatori ha scatenato un’ondata di panico incontrollabile tra gli animali: impaurite dall’odore e dalla vista dei lupi, le pecore si sono ammassate disperatamente contro i bordi del perimetro, finendo per sradicare e divellere le reti elettrificate nel tentativo di darsi alla fuga.

Una volta abbattuta la barriera difensiva, per il bestiame non c’è stato scampo. All’alba il pastore si è trovato davanti a una scena apocalittica: ben 34 capi giacevano a terra privi di vita, di cui 22 erano teneri agnelli falcidiati dai morsi alla gola e al ventre, mentre altri 5 animali presentavano lacerazioni profonde e sono stati sottoposti a complesse cure veterinarie d’urgenza. Un colpo economico ed emotivo durissimo per l’allevatore, che mette a nudo i limiti delle misure di protezione passive quando il terrore di massa trasforma il gregge stesso nell’involontario distruttore delle proprie difese.

CONSIGLIATO DALLA REDAZIONE
NATURA & FAUNA SELVATICA

La ragazza dei lupi. La mia vita selvaggia tra i lupi italiani – Mia Canestrini

L’avvincente testimonianza sul campo di una delle massime zoologhe italiane, tra biologia, convivenza difficile con l’uomo e fascino del grande predatore alpino.

⭐⭐⭐⭐⭐
4.8 su 5
(730 recensioni)

Disponibile anche in versione audiolibro su Audible. Prova gratis Audible per 30 giorni cliccando qui.

L’attacco a Canazei: puledro predato, sei asini feriti e il cane da guardia travolto

Altrettanto emblematico della scaltrezza venatoria del canide è l’attacco registrato lo scorso 3 settembre nella conca di Canazei, in alta Val di Fassa. In questa circostanza il branco ha fatto breccia in un recinto custodito non solo dalle reti elettriche, ma anche dalla presenza di un cane da guardiania addestrato alla difesa del bestiame. Nemmeno la fedele sentinella a quattro zampe è riuscita a respingere l’incursione: prima che il cane potesse ingaggiare lo scontro con i predatori, il panico ha travolto gli equini che, sfondando le barriere nel caos notturno, hanno disperso la linea di difesa.

Il bilancio a Canazei è stato pesante: un giovane puledro di asino è stato sbranato e consumato sul posto, mentre altri sei asini — tre esemplari adulti e tre piccoli — sono stati raggiunti e dilaniati dai morsi prima che i predatori si dileguassero nei boschi fassani. Lo stesso cane da guardia è rimasto ferito nel tentativo di proteggere il gregge, a conferma di come le strategie dei lupi si stiano facendo sempre più audaci e coordinate anche in presenza di deterrenti tradizionali.

Incidenti stradali e la novità dello sciacallo dorato in Val di Fiemme

Il monitoraggio provinciale dà conto anche delle interazioni sempre più frequenti tra fauna selvatica e viabilità antropica. Sempre nella giornata del 18 settembre è stato segnalato l’investimento stradale di un lupo lungo la carreggiata nei pressi di Isera, nella Vallagarina: l’animale è stato recuperato dal personale forestale per gli accertamenti biometrici e genetici di rito, volti a mappare l’appartenenza ai branchi stanziali del settore meridionale della provincia.

Accanto alla questione lupo, il report accende un faro sull’espansione inarrestabile dello sciacallo dorato (Canis aureus), mesocarnivoro di origine balcanica che sta colonizzando con successo le valli alpine. Nel corso del mese sono stati documentati un attraversamento stradale a Tione, nelle Valli Giudicarie, e ripetute osservazioni dirette e fototrappolaggi nella zona di Carano, in Val di Fiemme. Un fenomeno che testimonia la straordinaria dinamicità degli equilibri ecologici alpini, ponendo nuove e complesse sfide per la tutela della biodiversità e dell’ambiente e costringendo le istituzioni provinciali a ripensare indennizzi, recinzioni e piani di gestione per salvare l’agricoltura di montagna dall’abbandono.

A cura della Redazione Cronaca e Territorio di Cavaliere News

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza