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Dom. Jubani e le due ragazze…
Dom Jubani è una persona meravigliosa: tranquillo, ragionevole e rappresenta molto bene il tipo dell’uomo buono e paterno! Sebbene sia un sacerdote, non è affatto quel tipo di prete che ti mette soggezione; al contrario, ti fa aprire e stare volentieri accanto a lui. Credo che dipenda dal modo in cui ti ascolta con attenzione e non interviene mai prima che tu abbia finito di parlare. Poi ti parla con calma e in maniera molto ragionevole, ricordandoti che sta esprimendo soltanto la propria opinione, ma argomentandola, perché no, anche attraverso la sua filosofia cristiana!
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Ervin Ramaliu e la sfida di Azzano Decimo: “Costruiamo ponti, non muri. L’integrazione è la vera forza della nostra comunità”
Attualità e Società – (di Angela Kosta) – Nel complesso e spesso polarizzato dibattito odierno, parlare di “integrazione” significa compiere un esercizio di grande responsabilità: interrogarsi profondamente sul modo in cui una comunità riesce a riconoscere, accogliere e valorizzare le diverse esperienze umane che la compongono. Non si tratta soltanto di affrontare (o di arginare) le fisiologiche difficoltà legate alla convivenza tra culture e religioni differenti, ma di costruire giorno per giorno delle condizioni umane e materiali concrete affinché ogni singola persona possa sentirsi parte integrante, viva e pulsante del territorio in cui ha scelto di abitare.
È esattamente in questa prospettiva, tanto faticosa quanto luminosa, che si colloca l’instancabile impegno di Ervin Ramaliu, Consigliere Delegato alle Politiche dell’Integrazione del Comune di Azzano Decimo (nella ricca e operosa provincia di Pordenone). Un incarico che Ramaliu ha scelto di interpretare ponendo al centro assoluto del suo mandato il dialogo diretto con i cittadini, l’ascolto empatico delle loro esperienze e la promozione di una partecipazione sempre più attiva alla vita sociale della comunità locale.
Oltre la semplice accoglienza: l’integrazione come processo reciproco
L’idea di integrazione promossa ad Azzano Decimo non appare mai come un percorso a “senso unico”, nel quale chi arriva da un Paese straniero, magari in fuga dalla fame o dalla guerra, debba limitarsi a inserirsi passivamente in una realtà già rigidamente costituita. Al contrario, Ramaliu la concepisce come un vero e proprio processo reciproco, capace di mettere in relazione profonda persone, culture e storie differenti.
Dietro ogni percorso di integrazione si nasconde infatti una storia personale inestimabile. Ci sono persone che hanno lasciato per sempre la propria patria, famiglie disperate che hanno ricostruito la propria vita partendo da zero, giovani nati in Italia ma cresciuti a cavallo tra due culture e, non ultimi, cittadini che pur avendo origini lontanissime hanno sviluppato un senso di appartenenza viscerale al territorio friulano. Ascoltare queste storie nei numerosi incontri pubblici promossi dal Comune significa riconoscere il valore dell’individuo, trasformando il dialogo da semplice “momento occasionale” a strumento formidabile di azione amministrativa.
Dalla semplice presenza alla cittadinanza attiva
Una comunità realmente inclusiva e proiettata al futuro non si costruisce soltanto attraverso l’accoglienza passiva. Richiede necessariamente un secondo e decisivo passo: la partecipazione.
Questo principio rappresenta uno degli snodi più significativi e rivoluzionari della visione del Consigliere Ramaliu. Il cittadino straniero non deve più essere etichettato e considerato esclusivamente come un soggetto debole, destinatario di sussidi o di politiche di accoglienza, ma deve essere visto come una preziosissima risorsa, capace di offrire competenze, professionalità, energie fresche e tempo libero alla comunità che lo ospita.
Le testimonianze dirette raccolte ad Azzano Decimo lo confermano in pieno: moltissimi cittadini di origine straniera hanno manifestato la ferma volontà di mettere a disposizione il proprio tempo impegnandosi nel volontariato attivo, aderendo con entusiasmo a realtà fondamentali come la Protezione Civile, la Croce Rossa e l’AVIS. Quando una persona sceglie di donare il proprio sangue o il proprio tempo per aiutare gli altri, dimostra senza ombra di dubbio di sentirsi parte integrante di quella comunità. L’integrazione si trasforma così in cittadinanza attiva e consapevole.
Il ruolo cruciale dei giovani e la ricchezza della diversità
In questo percorso di rinascita civica, un’attenzione del tutto particolare è rivolta alle nuove generazioni, che rappresentano il naturale e spontaneo punto d’incontro tra mondi apparentemente distanti.
Durante uno dei tavoli di confronto, è emersa la toccante testimonianza di un ragazzino di soli quindici anni, di origini marocchine, che ha raccontato la felicità assoluta di vivere ad Azzano Decimo. Parole semplici ma che hanno scaldato il cuore ai presenti, affiancate da quelle di una ragazza nata in Canada da genitori italiani emigrati, che ha ripercorso le immense difficoltà affrontate in passato dalla sua famiglia. Storie diametralmente opposte, ma unite da un filo rosso: la necessità di non lasciare mai nessuno indietro ai margini della società.
Tutto questo processo richiede ovviamente una fitta rete territoriale che coinvolga scuole, parrocchie, associazioni sportive e luoghi di lavoro. Come ama ripetere Ervin Ramaliu, riassumendo in un motto il senso del suo instancabile lavoro: “Costruiamo ponti, non muri, affinché ogni individuo possa fiorire pienamente nella nostra comunità”. Perché costruire ponti non significa soltanto unire due sponde di un fiume, ma creare la possibilità concreta che due esseri umani possano incontrarsi, stringersi la mano e camminare insieme verso un futuro migliore.
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Il ciclo poetico di Francesca Patitucci: un viaggio struggente tra l’elaborazione del lutto, la difesa delle donne e l’amore eterno
Tre poesie meravigliose e viscerali: l’immenso talento di Francesca Patitucci attraversa il lutto familiare, l’amore eterno e la lotta delle donne iraniane 🌹 📖 La vera poesia è quella che ti colpisce dritto al cuore e allo stomaco, e i versi della scrittrice Francesca Patitucci riescono esattamente in questo potentissimo intento. Vi proponiamo oggi un magnifico e intensissimo “Ciclo Poetico” composto da tre opere distinte. La prima s’intitola “Il Nembo”, ed è una lettera straziante, dedicata al fratello dell’autrice, in cui si affronta il trauma del lutto inaspettato, lo sbigottimento di fronte a quel vuoto incolmabile che toglie anche la forza di alzarsi dal letto. La seconda opera è “Per sempre donna!”: un manifesto civile e politico pazzesco, dedicato al sacrificio della giovane Mahsa Amini, in cui la poetessa si scaglia contro i regimi teocratici che nascondono dietro l'”alibi del Corano” la violenza brutale per reprimere l’ansia di libertà e i diritti civili delle donne. Il trittico si chiude dolcemente con “Ruberò l’ultima goccia di tempo… di te”, una riflessione sulle rughe e sullo scorrere del tempo, ma anche l’estrema promessa di farsi carico per l’eternità dell’amore vissuto in questo “assurdo e bellissimo viaggio”. Leggi l’analisi e i testi integrali delle tre poesie nel nostro articolo! 👇 ✍️ Quale di queste tre tematiche ha saputo toccare maggiormente le vostre corde emotive?
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Mark Zuckerberg re di Capri e Positano: vacanze extra lusso sul superyacht “Ulysses” dopo aver salvato Meta dai tribunali
Vacanze da nababbo per Mark Zuckerberg in Italia! Atterra in elicottero sul superyacht a Positano per godersi la “Dolce Vita” dopo le cause miliardarie in America! 🛥️ 💸 Il re dei social network ha scelto la nostra bellissima Italia per rilassarsi. Il fondatore di Facebook è arrivato ieri con il suo Jet Privato all’aeroporto di Salerno, per poi salire subito su un elicottero privato e atterrare direttamente sulla piattaforma di poppa del suo megayacht ancorato al largo di Positano! Ma attenzione: la barca su cui sta viaggiando in direzione Capri non è la sua, ma l’ha affittata! Si tratta dell’imponente “Ulysses”, un castello galleggiante di 103 metri valutato ben 250 milioni di dollari, dotato di una piscina gigantesca, 4 jacuzzi esterne ed eliporto! Zuckerberg era già stato in Costiera Amalfitana nel 2012 per il suo meraviglioso viaggio di nozze con Priscilla Chan. Questa costosissima fuga nel Mediterraneo arriva proprio a ridosso di una tempesta legale senza precedenti per la sua azienda. La holding Meta ha dovuto accettare un pesantissimo patteggiamento in America (del valore di circa 16,68 MILIARDI di dollari) per chiudere una causa in cui Instagram e Facebook venivano accusati di aver creato dipendenza digitale nei bambini e negli adolescenti! Forse è proprio per scaricare questo enorme stress che “Zuck” si è concesso questo viaggetto di lusso. Leggi tutte le curiosità pazzesche sul suo panfilo nel nostro articolo dedicato! 👇 🌊 E voi se aveste i soldi del creatore di Facebook, in che località italiana andreste a fare le vostre vacanze in yacht?
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