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Politica

Luca Sforzini e il caso Elon Musk: “Stroppa ha ragione, la Destra la smetta con la nostalgia del Ventennio e scelga il futuro!”

“Basta nostalgie del Ventennio e saluti romani! La Destra si svegli e scelga il futuro!”. Le durissime parole di Luca Sforzini dopo il caso Musk-Stroppa! 🚀 🇮🇹 In queste ore sta facendo molto discutere la fortissima polemica sollevata da Andrea Stroppa (noto analista italiano e uomo di massima fiducia di Elon Musk), che si è detto “pentito” di aver avvicinato il genio di Tesla a una classe politica italiana che, invece di guardare al futuro tecnologico, sembra essere ancora troppo ancorata alle sue radici fasciste. A raccogliere questa provocazione, dandogli pienamente e sorprendentemente ragione, è intervenuto Luca Sforzini, Presidente di Rinascimento Nazionale! Con una lucidità tagliente, l’intellettuale ha lanciato una scossa a tutto il mondo conservatore: “Stroppa ha perfettamente ragione. Il Ventennio fascista appartiene solo ed esclusivamente ai libri di storia! Si può essere assolutamente di Destra, difendendo la sicurezza e la Nazione, senza aver nessun bisogno di fare i saluti romani!”. Sforzini ha poi ricordato che l’Italia ha una storia immensa (Roma antica, Rinascimento, Risorgimento) e deve guardare alle sfide di domani: l’Intelligenza Artificiale, lo Spazio, l’Economia globale. “Non dobbiamo moderare il futuro”, conclude Sforzini, “Dobbiamo liberarlo dalle catene del passato!”. Leggi questa analisi politica clamorosa e lucidissima nel nostro articolo! 👇 🏛️ Siete d’accordo con l’analisi di Sforzini? La Destra italiana deve smetterla di guardare al Ventennio per dialogare finalmente con i grandi imprenditori globali?

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Commento di Stroppa

Redazione – Ci sono momenti, nel dibattito pubblico e istituzionale italiano, in cui le parole assumono un peso specifico devastante, capace di sgretolare decenni di retorica e di mettere un’intera classe dirigente di fronte alle proprie (spesso comode) contraddizioni. Nelle scorse ore, il panorama politico nazionale è stato scosso da una dichiarazione a dir poco incendiaria rilasciata da Andrea Stroppa (noto analista informatico, da molti considerato l’italiano più vicino e influente nella galassia di Elon Musk), il quale si è detto profondamente pentito di aver avvicinato il genio di Tesla e SpaceX a una classe politica italiana che «anziché costruire il futuro, è tristemente ancorata alle sue radici fasciste».
Un’accusa pesantissima, che avrebbe potuto generare l’ennesimo e sterile scontro tra fazioni. Ma a sparigliare completamente le carte in tavola, raccogliendo questa provocazione per trasformarla in un manifesto programmatico, è intervenuto Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale e raffinato intellettuale d’area. Con una lucidità disarmante, Sforzini ha dato pienamente ragione a Stroppa, tracciando la linea di demarcazione definitiva per chiunque voglia costruire una Destra realmente moderna, occidentale e di governo.

“Il Ventennio è storia: la doccia fredda per i nostalgici”

Dal suo quartier generale, il suggestivo Castello Sforzini di Castellar Ponzano, il Presidente del think tank non usa mezzi termini per affrontare il tabù più ingombrante della politica italiana. «Andrea Stroppa ha perfettamente ragione quando denuncia il gravissimo rischio di una destra che si lascia ricondurre alle proprie radici fasciste», ha dichiarato Sforzini. «È esattamente lo stesso identico problema politico, strutturale e culturale che stiamo ponendo noi da settimane: il Ventennio appartiene esclusivamente alla storia, e lì, nei libri, deve restare confinato per sempre».
L’analisi di Sforzini colpisce nel segno proprio perché evidenzia la fonte autorevole della critica: non stiamo parlando di una polemica occasionale mossa dal classico intellettuale della sinistra radicale o dal “professionista dell’antifascismo” in cerca di visibilità. Le parole arrivano dal mondo imprenditoriale, tecnologico e iper-occidentale; lo stesso identico mondo con cui una Destra moderna, liberale e conservatrice dovrebbe dialogare quotidianamente per attrarre investimenti e innovazione, anziché spaventarlo con vecchi fantasmi neri.

Destra contemporanea: sicurezza senza saluti romani

L’intervento di Sforzini tocca poi il cuore dell’identità politica, smontando pezzo per pezzo il falso mito secondo cui, per essere radicali, serva aggrapparsi a un passato indifendibile. «Non si tratta affatto di rendere la Destra meno Destra. Al contrario: si tratta della sfida vitale di renderla finalmente contemporanea».
Con un passaggio di rara potenza comunicativa, il leader di Rinascimento Nazionale spazza via decenni di folklore estremista: «Si può benissimo essere inflessibili e durissimi sulla gestione dell’immigrazione clandestina e sulla difesa della sicurezza pubblica, senza avere alcun bisogno di camerati, di patetiche nostalgie e di anacronistici saluti romani. Se persino interlocutori potenzialmente amici e affini (come Stroppa e l’ambiente di Musk) cominciano a vedere il fascismo lì dove dovrebbero vedere il futuro tecnologico, il problema non sono quelli che “gridano al fascismo”. Il problema reale sono quelli che, dall’interno, continuano scioccamente a fornire loro gli argomenti».

Oltre il Novecento: l’Intelligenza Artificiale e lo Spazio

La visione delineata dal Centro Studi non si limita alla mera (seppur doverosa) presa di distanza, ma proietta l’Italia verso le sfide titaniche del nostro secolo. Ridurre la millenaria e gloriosa storia italiana al solo (e tragico) lasso di tempo del Ventennio è, per Sforzini, non solo un errore politico, ma un vero e proprio crimine culturale.
«L’Italia ha alle spalle una storia infinitamente più grande, profonda e luminosa del Ventennio: abbiamo l’Impero di Roma, lo splendore inarrivabile del Rinascimento e l’epopea del Risorgimento», ricorda il Presidente. Ed è poggiando su queste radici millenarie che il Paese deve affrontare le vere battaglie di oggi e di domani: l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale, la transizione energetica, la difesa aerospaziale, la demografia declinante, l’agguerritissima competizione globale e la vitale sovranità tecnologica. Sfide che non si possono vincere guardando indietro a cento anni fa.

Liberare il futuro: la rotta di Rinascimento Nazionale

La chiusura della dichiarazione suona come un vero e proprio rintocco di campana per l’intera classe dirigente conservatrice del Paese. «Stroppa pone una questione che considero assolutamente essenziale per la nostra sopravvivenza politica ed economica. Non dobbiamo moderare il futuro per paura. Al contrario, dobbiamo liberarlo definitivamente dalle catene del passato».
Parole che segnano un punto di non ritorno. La Destra italiana è oggi chiamata a un bivio storico: restare ostaggio di una sterile nostalgia da circolo chiuso, oppure abbracciare la rivoluzione tecnologica, il mercato e la modernità, diventando un faro per l’Occidente. Luca Sforzini, e con lui il suo Rinascimento Nazionale, la scelta l’hanno già fatta. E punta dritto al futuro.

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Politica

Malore Di Battista, la solidarietà supera i colori politici. Rampelli (FdI) commuove: “Torna presto in Italia, tosto e gagliardo come sempre!”

Il bellissimo messaggio di Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia) per Di Battista ricoverato a Cuba: “Torna presto in Italia, tosto e gagliardo come sempre!” 🙏 🇮🇹 Quando la vita è in pericolo, la politica si ferma e le vecchie divisioni spariscono! La notizia del gravissimo malore che ha colpito Alessandro Di Battista a Cuba sta tenendo tutta l’Italia col fiato sospeso. E in queste ore di enorme angoscia, a dare una vera e propria “lezione di stile” e di grande umanità è arrivato un messaggio bellissimo firmato da un suo storico e fiero avversario politico: Fabio Rampelli (Vicepresidente della Camera in quota Fratelli d’Italia). L’esponente del partito della Meloni ha deposto le armi ideologiche per stringersi attorno alla famiglia del “Dibba”: “Esprimo la mia più profonda preoccupazione”, ha dichiarato Rampelli, “Mi auguro che Alessandro possa tornare quanto prima in Italia per ricevere le migliori cure mediche e riabbracciare i suoi cari”. La chiusura del messaggio di Rampelli strappa un sorriso e dimostra grande stima per l’uomo: “Voglio rivederlo presto in forma: tosto, battagliero e gagliardo come lo abbiamo conosciuto e apprezzato in questi anni, seppur partendo da idee politiche completamente diverse! Forza Alessandro!”. Un bellissimo momento di “fair play” istituzionale che ci fa capire come, dietro ai litigi in TV, batta sempre un cuore umano. Leggi il comunicato integrale nel nostro articolo! 👇 ❤️ Vi fa piacere vedere che anche i politici avversari tifino per la guarigione di Di Battista? Tutta l’Italia prega per lui!

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Alessandro Di Battista

Roma– Ci sono momenti, fortunatamente, in cui il perenne e spesso rabbioso teatrino della politica italiana si ferma, depone momentaneamente le armi della propaganda e si ricorda di essere fatto prima di tutto di esseri umani. La drammatica notizia del gravissimo malore che ha improvvisamente colpito l’ex leader del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista (attualmente ricoverato in terapia a Cuba mentre stava girando un coraggioso documentario d’inchiesta), sta fungendo da incredibile collante emotivo per l’intero Paese.
L’angosciante attesa per i bollettini medici provenienti dall’isola caraibica sta letteralmente abbattendo, ora dopo ora, le granitiche barricate ideologiche che dividono il nostro Parlamento. A dimostrarlo, in maniera plastica ed estremamente nobile, è arrivata una dichiarazione ufficiale di altissimo profilo istituzionale, firmata da uno degli esponenti di spicco dello schieramento storicamente (e ferocemente) avverso alle battaglie pentastellate: Fabio Rampelli, esponente di punta di Fratelli d’Italia e attuale Vicepresidente della Camera dei Deputati.

Le parole di Fabio Rampelli: una lezione di fair play istituzionale

Il messaggio diffuso nelle scorse ore dall’onorevole Rampelli è una boccata d’ossigeno in un clima politico spesso avvelenato dagli insulti personali. Non c’è traccia di retorica di circostanza, ma emerge un genuino e profondo affetto umano nei confronti di un avversario politico leale e battagliero.
“Esprimo la mia più profonda e sincera preoccupazione per le attuali condizioni di salute di Alessandro Di Battista”, ha esordito il Vicepresidente della Camera in quota Fratelli d’Italia, interpretando il sentimento di sgomento che ha colpito l’intera classe dirigente nazionale, colta di sorpresa da una notizia tanto grave quanto inaspettata per un uomo giovane, sportivo e nel pieno delle proprie energie vitali.

Il disperato bisogno del rientro in Italia per le cure

Il cuore del messaggio dell’esponente meloniano tocca poi un punto logistico e sanitario che sta tenendo col fiato sospeso i familiari e i tantissimi sostenitori del “Dibba” nazionale: la permanenza in un Paese straniero, gravato da enormi e storiche carenze strutturali e mediche.
“Mi auguro con tutto il cuore che Alessandro possa fare ritorno quanto prima, nel più breve tempo possibile, qui in Italia”, ha incalzato Rampelli, evidenziando la necessità primaria di garantire all’ex deputato un’assistenza sanitaria d’eccellenza. “È fondamentale che possa rientrare per ricevere tutte le cure mediche necessarie, all’avanguardia, e soprattutto per poter finalmente stare accanto e riabbracciare la sua famiglia naturale e la sua grande famiglia politica, che in questo momento vive ore di enorme trepidazione”.

Il rispetto per l’avversario: “Tosto e gagliardo come sempre”

Ma il passaggio sicuramente più bello, umano e toccante della nota stampa di Fabio Rampelli è quello finale. Un omaggio, sincero e senza filtri, al temperamento “sanguigno” e vulcanico che ha sempre contraddistinto l’azione politica e giornalistica di Di Battista.
“Mi auguro davvero di poterlo rivedere prestissimo in forma”, conclude sorridendo il Vicepresidente della Camera, “tosto, battagliero e gagliardo, esattamente come lo abbiamo conosciuto in questi anni e come lo abbiamo sempre apprezzato per la sua indiscutibile coerenza, seppur militando da posizioni politiche e ideologiche totalmente diverse e spesso distanti. Forza Alessandro, non mollare!”.
Un “Forza Alessandro” che, in queste ore buie e incerte, non ha più il colore giallo del Movimento 5 Stelle, né il tricolore della Destra, ma rappresenta l’abbraccio corale di un’intera Nazione che prega per rivedere al più presto il suo reporter in piedi, con la telecamera in spalla, pronto a denunciare le ingiustizie del mondo.

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Politica

Jonghi Lavarini spiazza tutti sul malore di Di Battista: “Un patriota antimondialista. Guarisca presto per un fronte anti-sistema con Vannacci e Rizzo”

Il messaggio clamoroso di Jonghi Lavarini su Di Battista ricoverato: “È un patriota! Spero guarisca per fare un’alleanza anti-sistema con il Gen. Vannacci e Marco Rizzo!” 💥 🇮🇹 Mentre l’Italia intera è in ansia per il gravissimo malore che ha colpito Alessandro Di Battista a Cuba, la politica italiana registra un vero e proprio “terremoto” ideologico! A lanciare una bomba mediatica senza precedenti è stato Roberto Jonghi Lavarini (esponente storico della destra milanese). Con un comunicato pubblico, Lavarini ha spiazzato tutti incoronando l’ex leader del Movimento 5 Stelle: “Massima solidarietà per lo STRANO malore che lo ha colpito. Il Dibba è un sincero patriota antimondialista, degno figlio di suo padre Vittorio che conoscevo bene!”. Ma la vera notizia è la proposta di un’alleanza politica che, fino a ieri, sembrava fantascientifica! Jonghi Lavarini si augura infatti che Di Battista guarisca in fretta per poter tornare in Italia e costruire un immenso FRONTE UNICO ANTI-SISTEMA, unendo le forze “rosso-brune” per combattere i poteri forti e i burocrati europei! I nomi scelti per questa clamorosa alleanza? Nientemeno che il comunista sovranista Marco Rizzo e il popolarissimo Generale Roberto Vannacci! Un’alleanza titanica tra le piazze di estrema sinistra e quelle di destra identitaria per sconfiggere i partiti tradizionali del Governo e dell’opposizione! Leggi questa pazzesca visione politica nel nostro articolo! 👇 🔥 E voi ce lo vedreste un trio politico formato da Di Battista, Rizzo e il Gen. Vannacci? Li votereste mai?

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Alessandro Di Battista

Redazione – Nelle ore drammatiche e concitate che stanno seguendo la diffusione della notizia del gravissimo (e per molti versi misterioso) malore che ha colpito l’ex parlamentare pentastellato Alessandro Di Battista a Cuba, il panorama politico italiano sta assistendo a dinamiche del tutto imprevedibili. Se da un lato l’apprensione per le condizioni di salute del reporter unisce trasversalmente il Paese in un coro di preghiere, dall’altro lato questa tragedia personale sta fungendo da incredibile detonatore per inaspettate alleanze ideologiche.
A lanciare letteralmente una “bomba” politica nel mare magnum delle dichiarazioni di solidarietà è stato infatti Roberto Jonghi Lavarini. Lo storico esponente dell’estrema destra milanese e intellettuale anticonformista ha diffuso una nota pubblica dai toni affettuosi ma, al tempo stesso, politicamente dirompenti. Una dichiarazione che non si limita ai doverosi auguri di circostanza, ma che lancia una proposta di “convergenza anti-sistema” destinata a far tremare i polsi ai salotti buoni della politica tradizionale e ai vertici europei.

“Il malore strano e l’animo patriottico del Dibba”

Il messaggio di Jonghi Lavarini si apre con un’ombra di inquietudine sulle reali cause cliniche del crollo fisico che ha colpito l’ex deputato romano nei Caraibi: “Voglio esprimere la mia massima, totale e incondizionata solidarietà ad Alessandro Di Battista per lo strano e gravissimo malore che lo ha purtroppo colpito mentre si trovava a Cuba”. L’aggettivo “strano” utilizzato dall’esponente di destra lascia trapelare il sospetto (molto diffuso negli ambienti anti-sistema) che dietro l’attivismo scomodo e le inchieste internazionali del reporter possa celarsi qualche ombra oscura.
Ma è il prosieguo del messaggio a spiazzare i puristi della divisione ideologica tra destra e sinistra. Jonghi Lavarini sdogana definitivamente l’ex grillino nei cuori della destra radicale: “Il ‘Dibba’ è a tutti gli effetti un sincero e coraggioso patriota antimondialista”, scrive l’esponente politico, tracciando poi un ponte genetico e ideologico inequivocabile con le origini familiari dell’ex deputato, da sempre note alle cronache: “…ed è il degno figlio di quel fascista di suo padre, Vittorio Di Battista, che io conoscevo molto bene e stimavo”.

La convergenza “Rosso-Bruna”: Di Battista, Rizzo e Vannacci

Se l’attestato di stima verso il “patriota antimondialista” Di Battista è di per sé una notizia di prim’ordine, la chiusura del comunicato di Jonghi Lavarini si spinge ancora più in là, abbozzando la nascita (fino a poco tempo fa fantascientifica) di una colossale tenaglia politica “rosso-bruna” capace di scardinare l’establishment liberale e globalista dell’Italia e dell’Europa.
“Speriamo con tutto il cuore (e preghiamo) perché Alessandro possa rimettersi presto e torni in Italia a combattere per un mondo migliore”, prosegue la nota, prima di lanciare la vera “bomba” geopolitica: “…magari convergendo, esattamente come sta coraggiosamente facendo l’esponente comunista Marco Rizzo, su un compatto fronte unico anti-sistema, alleandosi con il Generale Roberto Vannacci”.
La visione di Jonghi Lavarini è chiara e spietata: di fronte all’avanzata delle burocrazie europee, del politicamente corretto, dei poteri finanziari mondiali e del pensiero unico dominante, le vecchie e polverose etichette di “Destra” e “Sinistra” non hanno più alcun senso logico o valore politico. Oggi, secondo questa visione sempre più radicata nel Paese reale, la vera e unica linea di demarcazione è quella tra l’élite mondialista e i popoli sovrani.

L’Oltre-Destra e l’Oltre-Sinistra: il nuovo orizzonte politico

Immaginare un’alleanza tattica e programmatica tra figure storicamente agli antipodi (ma accomunate da una feroce critica al sistema capitalistico globalizzato) come il barricadero Alessandro Di Battista, il vetero-comunista sovranista Marco Rizzo e il fenomeno politico e militare dell’anno, il Generale Roberto Vannacci, potrebbe sembrare fantapolitica. Eppure, le parole di Roberto Jonghi Lavarini intercettano un sentimento di ribellione molto diffuso nelle periferie del Paese, tra i lavoratori impoveriti, il ceto medio declassato e gli intellettuali dissidenti di entrambe le sponde.
Prima di ragionare su queste titaniche alleanze, tuttavia, c’è una battaglia molto più urgente e terrena da vincere. Tutta l’Italia attende con il fiato sospeso che Alessandro Di Battista riapra gli occhi a Cuba, sconfigga questo malore e torni a far sentire la sua voce (scomoda, divisiva, ma sempre fieramente libera) nelle piazze della nostra Nazione.

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Politica

Sicurezza Europea e sostegno all’Ucraina, l’On. Cesa (NATO) elogia Crosetto: “La collaborazione con Fedorov è una scelta lungimirante per l’Italia”

L’Italia è sempre più leader nella NATO! L’Onorevole Cesa applaude il super lavoro del Ministro Crosetto per la sicurezza in Europa e il patto con l’Ucraina 🇮🇹 🛡️ In un momento storico in cui la guerra bussa alle porte del nostro continente, l’Italia non sta a guardare ma si conferma un pilastro assoluto per la tenuta dell’Occidente e per la difesa delle libertà! Nelle scorse ore, l’Onorevole Lorenzo Cesa (autorevole Presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea della NATO) ha rilasciato una dichiarazione di fortissimo plauso nei confronti del Ministro della Difesa Guido Crosetto. Al centro dei complimenti c’è l’importantissima alleanza strategica e tecnica appena siglata con l’ucraino Mykhailo Fedorov. “Esprimo il mio più vivo apprezzamento per il Ministro Crosetto”, ha dichiarato Cesa. “Questa collaborazione concreta e serissima dimostra la centralità assoluta dell’Italia nel quadro della sicurezza europea. Crosetto dimostra ogni giorno, con i fatti, la sua immensa capacità di costruire ponti e di rafforzare le nostre alleanze internazionali per difendere la stabilità e i valori democratici contro ogni aggressione!”. La nota dell’esponente NATO si chiude poi con una frase piena di patriottismo: “Questo è un lavoro di squadra eccezionale che fa onore a Crosetto, a tutto il Governo e all’Italia intera!”. Leggi tutti i dettagli di questa mossa geopolitica nel nostro articolo completo! 👇 🤝 E voi vi sentite più al sicuro sapendo che l’Italia ha ripreso in mano un ruolo da protagonista assoluta all’interno della grande alleanza NATO?

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Lorenzo Cesa

Redazione– In uno scenario geopolitico internazionale sempre più frammentato, incerto e dominato dalle drammatiche tensioni del conflitto russo-ucraino, il ruolo dell’Italia all’interno delle grandi alleanze occidentali si sta rivelando di un’importanza strategica assolutamente cruciale. Il nostro Paese, infatti, non si sta limitando a recitare la parte del semplice “osservatore”, ma si sta ergendo a vero e proprio ponte diplomatico e operativo per garantire la tenuta e la stabilità della sicurezza dell’intero scacchiere europeo.
A certificare e a blindare istituzionalmente questo enorme sforzo diplomatico è arrivata, nelle scorse ore, una nota ufficiale di fortissimo peso politico. Le parole portano la firma dell’Onorevole Lorenzo Cesa, attuale e autorevole Presidente della delegazione italiana presso la prestigiosissima Assemblea della NATO. Il suo è stato un intervento mirato, lucido e diretto, volto a esprimere un plauso totale e incondizionato all’operato e alle recenti mosse del Ministro della Difesa italiano.

Il plauso istituzionale a Guido Crosetto: l’Italia sempre più centrale

L’Onorevole Cesa ha voluto sottolineare pubblicamente l’eccellente lavoro svolto dai vertici del Ministero della Difesa nel consolidare i rapporti bilaterali con Kiev, in particolar modo per quanto riguarda le nuove sinergie instaurate con le alte sfere dirigenziali ucraine.
“Esprimo il mio più vivo, sincero e profondo apprezzamento al Ministro della Difesa Guido Crosetto”, ha dichiarato senza mezzi termini il Presidente della delegazione NATO, riferendosi nello specifico al “grandissimo e importante lavoro di collaborazione tecnica e strategica appena avviato con l’ex Ministro ucraino Mykhailo Fedorov”.
Secondo l’analisi dell’On. Cesa, non ci troviamo di fronte a semplici dichiarazioni d’intenti o a vaghe promesse di facciata, ma a un progetto geopolitico di estremo spessore: “Si tratta di una collaborazione straordinariamente concreta, seria, fattiva e soprattutto lungimirante. Un accordo che dimostra, ancora una volta e senza ombra di dubbio, la totale e indiscutibile centralità dell’Italia nel delicato quadro della sicurezza continentale europea e del fermo sostegno al martoriato popolo ucraino”.

“Crosetto costruisce ponti e difende i valori democratici”

Il passaggio più forte della dichiarazione di Cesa si concentra proprio sul modus operandi del Ministro Crosetto, elogiandone la statura istituzionale e la grande capacità di mediazione in un momento storico in cui, fin troppo spesso, prevalgono i particolarismi e le divisioni interne tra i vari Paesi europei.
“Il Ministro Crosetto sta confermando quotidianamente, e soprattutto coi fatti tangibili, la sua immensa capacità di costruire ponti solidi e duraturi, di rafforzare le nostre alleanze storiche e di mettere finalmente a fattore comune esperienze umane e competenze tecniche di altissimo livello”.
Questo sforzo sinergico e operativo, prosegue Cesa, ha un unico e nobilissimo obiettivo finale: “La strenua difesa dei valori democratici che ci contraddistinguono e la salvaguardia della stabilità internazionale, oggi messa a durissima prova”.

Un orgoglio condiviso per tutto il Governo e per la Nazione

La dichiarazione del Presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea NATO si chiude poi con un forte e netto richiamo all’unità del Paese e alla compattezza dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Di fronte alle enormi sfide globali, la politica estera e di difesa dell’Italia si muove come un blocco unico e coeso, capace di raccogliere il rispetto e l’ammirazione dei partner atlantici.
“Quello portato avanti in queste settimane e in questi mesi”, conclude con orgoglio l’Onorevole Lorenzo Cesa, “è un vero e proprio lavoro di squadra, un’operazione di altissima diplomazia e strategia militare che fa immenso onore al Ministro Crosetto in primis, ma che riempie di lustro l’intero operato del Governo e, di riflesso, l’immagine dell’Italia intera nel mondo”. Parole che testimoniano come il nostro Paese sia fermamente intenzionato a restare un pilastro incrollabile della NATO e un baluardo inespugnabile per la difesa delle libertà dell’Occidente.

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