Cultura
SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI | APPUNTAMENTI DAL 17 AL 23 APRILE 2026
Redazione- Dalle nuove esposizioni agli incontri tra arte, storia, letteratura e divulgazione scientifica, il programma promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali offre anche questa settimana un calendario ampio e diversificato per ogni tipo di pubblico. Ecco alcuni degli appuntamenti in agenda dal 17 al 23 aprile.
L’offerta espositiva si arricchisce al Casino dei Principi a Villa Torlonia dove, dal 18 aprile al 7 giugno 2026, è aperta al pubblico la mostra Pedro Cano: Siete e Roma, un progetto espositivo che riunisce oltre cento opere della recente produzione dell’artista spagnolo, dal ciclo pittorico Siete a una selezione di lavori dedicati a Roma, città in cui Cano ha vissuto e lavorato per oltre cinquant’anni.
www.museivillatorlonia.it/it/mostra-evento/pedro-cano-siete-e-roma
Al Museo di Roma a Palazzo Braschi prosegue la rassegna Libri al Museo, ciclo di presentazioni editoriali sul mondo dell’arte. Venerdì 17 aprile, alle 17.00, la curatrice Marianna Liguori presenterà il volume Vittoria Colonna lettere. Antologia della corrispondenza, in dialogo con Ilaria Miarelli Mariani (Sovrintendenza Capitolina), Paolo Procaccioli (Università degli Studi della Tuscia), Francesco Amendola (Palacký University Olomouc) e Sarah Ferrari (Università degli Studi di Padova). Prima poetessa italiana a vedere le proprie rime stampate e commentate ancora in vita, Vittoria Colonna fu una delle voci più autorevoli del primo Cinquecento, protagonista della storia politica e religiosa del suo tempo. L’incontro permetterà di fare il punto sulle più recenti ricerche e sulle strategie di autorappresentazione delle scrittrici dell’epoca, analizzando il loro ruolo nei rapporti di committenza e mecenatismo (ingresso libero in Sala Tenerani fino a esaurimento posti).
www.museodiroma.it/it/mostra-evento/vittoria-colonna-lettere-antologia-della-corrispondenza
Nella stessa sede, per il ciclo Roma Racconta…, l’appuntamento di giovedì 23 aprile (ore 16.30) è dedicato al tema dell’accessibilità nei luoghi di cultura. Alessandra Gobbi ed Elisabetta Scungio (Ministero della Cultura, Direzione regionale Musei nazionali Lazio) approfondiranno i progetti che stanno trasformando il Museo dei popoli italici di Veroli in un modello di riferimento per la fruizione inclusiva del patrimonio culturale (ingresso libero in Sala Tenerani fino a esaurimento posti).
Al Museo di Roma in Trastevere la scrittura delle donne è protagonista della rassegna Le parole delle scrittrici. Sempre giovedì 23 aprile, alle 17.00, Marina Ciccarini (Università Tor Vergata) terrà una conferenza su Ewa Lipska (Cracovia, 1945), poetessa polacca creatrice di un microcosmo paradossale dove ironia e melanconia convivono in un’originale ricerca stilistica (ingresso libero in Sala Multimediale).
www.museodiromaintrastevere.it/it/didattica/ewa-lipska
In contemporanea, nuovo appuntamento con il ciclo La storia dietro. Naturalisti e Collezioni del Museo presso la Sala degli Scheletri del Museo Civico di Zoologia, dove Fabio Pesci (Museo Civico di Zoologia di Roma) curerà l’approfondimento Scheletri al Museo: osservazioni sulla collezione osteologica del Museo. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. www.museocivicodizoologia.it/it/mostra-evento/la-storia-dietro
In occasione della Festa della Resistenza, la Sovrintendenza Capitolina propone dal 23 al 26 aprile un fitto calendario di iniziative alla scoperta di luoghi e avvenimenti legati alla Liberazione e alla nascita della Repubblica. Gli appuntamenti prendono il via giovedì 23 aprile (ore 9.00) all’Archivio Storico Capitolino con l’apertura al pubblico del percorso espositivo documentale Dalla Resistenza alla Costituzione: Roma Città Aperta al futuro, visitabile fino all’8 maggio (ingresso libero). Nel pomeriggio, la programmazione prosegue a Villa Torlonia: alle 15.00, la Casina delle Civette ospita la visita alla mostra Sotto una buona stella, un approfondimento sull’emblema della Repubblica Italiana attraverso le carte di Paolo Paschetto (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 18 partecipanti). A seguire, alle 16.00, è prevista una Visita al bunker di Mussolini a Villa Torlonia, struttura realizzata sotto il Casino Nobile durante il secondo conflitto mondiale (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 20 partecipanti). A chiusura della giornata, alle 18.00, l’appuntamento si sposta alla Casa Museo Alberto Moravia dove Lorenzo Pavolini racconta Il Conformista, il romanzo di Moravia reso celebre dalla trasposizione cinematografica di Bernardo Bertolucci del 1970 (prenotazioni all’indirizzo e-mail info@fondoalbertomoravia.it).
www.museiincomuneroma.it/it/mostra-evento/festa-della-resistenza
Alla Casa del Cinema prosegue il ciclo di proiezioni intorno alla mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis (al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese fino al 6 settembre), che ad aprile esplora il tema In viaggio. Venerdì 17 aprile, alle 18.00, sarà proiettato Into the Wild di Sean Penn (Stati Uniti, 2007), cronaca di un viaggio estremo nelle terre selvagge dell’Ovest alla ricerca di un contatto ancestrale con la natura. Segue, alle 20.00, Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki (Finlandia, Francia, Germania, 2011), fiaba laica ambientata in una piccola comunità francese dove l’incontro tra un anziano lustrascarpe e un giovane migrante trasforma la solidarietà in una forma di resistenza. Biglietti acquistabili in biglietteria (largo Marcello Mastroianni 1) oppure online su www.casadelcinema.it o www.boxol.it/casadelcinema.
Roma, la tua guida culturale – il programma di visite, incontri e formazione – prosegue con un ampio ventaglio di iniziative.
Il calendario di aMICi e aMICi Kids (attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card) apre il fine settimana con una visita, in programma venerdì 17 aprile alle 16.30, alla mostra GAM 100. Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025 alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi. L’incontro offre un approfondimento sulla ricca collezione capitolina, ripercorrendo cento anni di acquisizioni e di storia artistica della città (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 25 partecipanti).
www.galleriaartemodernaroma.it/it/didattica/amici-gam-100-un-secolo-di-galleria-comunale-1925-2025-2
Domenica 19 aprile alle 10.30, il Museo dell’Ara Pacis dedica ai più piccoli l’appuntamento L’erbario del mago Sempreverde. Attraverso letture, racconti e giochi, bambine e bambini potranno scoprire i segreti della natura che “sboccia” sul fregio floreale del monumento augusteo, imparando a riconoscerne simboli e dettagli (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 12 partecipanti 6-12 anni).
www.arapacis.it/it/didattica/amici-l-erbario-del-mago-sempreverde
Martedì 21 aprile, alle 11.00, l’itinerario tra le collezioni capitoline raggiunge il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, dove la visita (con interprete LIS) Pietro Canonica e il fascino dell’Oriente svela il legame tra lo scultore e l’estetica orientale (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 14 partecipanti: www.museocanonica.it/it/didattica/amici-pietro-canonica-e-il-fascino-dell-oriente-0). Le proposte di aMICi proseguono, giovedì 23 aprile (ore 16.00), al Museo di scultura antica Giovanni Barracco con l’incontro La nascita della scrittura e dello Stato, un focus sulle origini della parola scritta in Mesopotamia e in Egitto come strumento di amministrazione e potere (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 25 partecipanti: www.museobarracco.it/it/didattica/amici-la-nascita-della-scrittura-e-dello-stato).
Per il ciclo Passeggiate Romane, sabato 18 aprile alle 11.00, un itinerario lungo i Bastioni del Gianicolo ripercorre l’evoluzione dei sistema difensivo urbano di questo settore della città, dall’età imperiale ai rifacimenti secenteschi fino alle vicende più recenti. Il percorso, con partenza dal Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, attraversa Villa Sciarra per concludersi alla Fontana dell’Acqua Paola (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 25 partecipanti)
www.museodellarepubblicaromana.it/it/didattica/i-bastioni-del-gianicolo-0
Gli itinerari urbani proseguono nella mattinata di martedì 21 aprile (ore 10.00) con un percorso nella Street art al Quadraro: una passeggiata tra gli interventi realizzati nell’ambito del progetto M.U.Ro che raccontano l’identità del quartiere, segnato dal rastrellamento del 17 aprile 1944. L’appuntamento è a largo dei Quintili, nei pressi della stazione Metro A Porta Furba (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 20 partecipanti).
www.sovraintendenzaroma.it/content/itinerari-urbani-un-percorso-nella-street-art-al-quadraro-0
Poche ore dopo, alle 13.00, la programmazione prosegue al Bastione Ardeatino tra storia e campagna romana, lungo un percorso che dall’arco di accesso di via di Villa Pepoli raggiunge il tracciato delle Mura Aureliane, snodandosi tra frammenti architettonici provenienti dalla demolizione della Spina di Borgo nel 1939. L’appuntamento è al termine di via Lucio Fabio Cilone (attività con interprete LIS ma non adatta a persone con difficoltà motorie, prenotazione obbligatoria allo 060608 per un massimo di 15 partecipanti).
www.sovraintendenzaroma.it/content/il-bastione-ardeatino-tra-storia-e-campagna-romana-56
Il giorno successivo, mercoledì 22 aprile alle 17.00, si terrà una visita alla Torre del Papito, in piazza dei Calcarari, edificio medievale che sorge nel limite orientale dell’Area Sacra di Largo Argentina, con possibilità di salire fino al sottotetto (attività non adatta a persone con difficoltà motorie; prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 8 partecipanti). www.sovraintendenzaroma.it/content/non-%C3%A8-la-torre-argentina-ma-del-papito-24
Il ciclo Archeologia in Comune propone invece, nella mattinata di mercoledì 22 aprile (ore 10.00), una visita al complesso della Villa di Massenzio per esplorarne i tre edifici principali: il palazzo, il circo e il mausoleo dinastico, con possibilità di accesso alla camera sepolcrale (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 25 partecipanti). www.villadimassenzio.it/it/didattica/visita-alla-villa-di-massenzio-14
Al Planetario di Roma proseguono gli spettacoli a tema astronomico. Per il pubblico adulto: From Earth to the Universe (in inglese – venerdì 17 e giovedì 23 aprile alle 16.00; martedì 21 aprile alle 18.00; mercoledì 22 aprile alle 17.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (venerdì 17 e martedì 21 aprile alle 17.00; sabato 18 e domenica 19 aprile alle 11.00; mercoledì 22 aprile alle 18.00); Ritorno alle Stelle (venerdì 17 aprile alle 18.00; sabato 18 aprile alle 10.00 e alle 17.00; domenica 19, martedì 21 e mercoledì 22 aprile alle 16.00; giovedì 23 aprile alle 17.00); La notte stellata (sabato 18 aprile alle 12.00; domenica 19 aprile alle 17.00); Il cielo degli innamorati (sabato 18 aprile alle 18.00); Space Opera (domenica 19 aprile alle 10.00; giovedì 23 aprile alle 18.00); Crociera nel cosmo (domenica 19 aprile alle 18.00).
Per i più piccoli, sabato 18 aprile alle 16.00 Gabriele Catanzaro, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium, condurrà lo spettacolo Accade tra le stelle, mentre domenica 19 aprile, alle 12.00, torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti.
Acquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it.
Il programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi, visite e incontri, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su www.museiincomuneroma.it; www.sovraintendenzaroma.it
Cultura
Musei Civici di Roma: tutti gli appuntamenti dal 31 luglio al 13 agosto
🚨 ESTATE CULTURALE A ROMA: SCOPRI TUTTE LE MOSTRE E I LABORATORI DELLA SOVRAINTENDENZA DAL 31 LUGLIO AL 13 AGOSTOL’estate culturale di Roma Capitale entra nel vivo con un ricchissimo programma di eventi, grandi mostre e attività didattiche promosso dalla Sovraintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Dal 31 luglio al 13 agosto 2026, il Sistema dei Musei Civici si trasforma in un palcoscenico diffuso di arte, storia e archeologia per cittadini, famiglie e turisti. 🏛️🎨✨Il cartellone offre mostre straordinarie: dal muralismo messicano con l’imponente rassegna su Diego Rivera a Villa Caffarelli, al glamour di “Moda in luce” alla Centrale Montemartini, fino al rigore fotografico di Robert Mapplethorpe all’Ara Pacis e al tributo cinematografico per Ettore Scola a Palazzo Braschi. Spazio anche al centenario della GAM e alla storia dell’emblema della Repubblica alla Casina delle Civette di Villa Torlonia. Per i possessori di Roma MIC Card tornano le visite guidate gratuite del programma aMICi (con focus sui Mercati di Traiano, sugli Etruschi e sulla statuaria romana) e i laboratori creativi per bambini dedicati al mito di Orfeo e alle antiche vacanze al tempo dell’Imperatore Augusto. Da non perdere, sabato 8 agosto, la passeggiata storica a Villa Doria Pamphilj sui passi della Repubblica Romana del 1849. 🌿✉️🗳Object👇 Quale di queste grandi mostre o visite guidate sceglierai per arricchire le tue serate d’agosto a Roma? Raccontacelo nei commenti!#EstateRomana2026 #SovraintendenzaRoma #MuseiInComune #DiegoRivera #RobertMapplethorpe #EttoreScola #CentraleMontemartini #RomaMicCard #PasseggiateRomane #CulturaRoma
Roma – Nel quadro delle politiche di valorizzazione del patrimonio storico-artistico urbano e di sviluppo delle industrie creative promosse dall’amministrazione capitolina, l’offerta culturale estiva si consolida come un fondamentale presidio di welfare sociale e attrazione turistica. La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in stretta sinergia con l’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, ha ufficializzato il fitto palinsesto di attività e aperture straordinarie programmato dal 31 luglio al 13 agosto 2026. La programmazione transdisciplinare integra le grandi esposizioni monografiche del Sistema dei Musei Civici a laboratori didattici specialistici, hackathon visivi e percorsi guidati all’aperto nelle aree verdi monumentali. Le iniziative mirano a democratizzare l’accesso al sapere umanistico e scientifico, offrendo ai residenti e ai flussi internazionali strumenti d’avanguardia per interpretare l’identità materiale e immateriale della città.
Le grandi mostre d’agosto: dal Messico di Rivera alla New York di Damele
Il cartellone espositivo della stagione estiva si distingue per un’altissima densità informativa, alternando il recupero filologico dell’avanguardia pittorica del Novecento alle espressioni della fotografia documentaria contemporanea. Tra i debutti di maggior rilievo spicca, presso le sale di Villa Caffarelli ai Musei Capitolini, la mostra “Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo”, prima retrospettiva assoluta in Italia sul maestro del muralismo e considerata la più imponente esposizione sull’arte messicana in Europa degli ultimi decenni. La Centrale Montemartini ospita invece “Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale”, un accurato percorso storiografico sul pronto-moda e sulle grandi maison capitoline. Al Museo di Roma in Trastevere, l’obiettivo di Matilde Damele traccia un parallelo visivo tra la topografia urbana di New York e i dintorni storici di Porta Maggiore, mentre all’Ara Pacis prosegue la rassegna “Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza” con oltre duecento scatti incentrati sul rigore formale e sulla statuaria del corpo umano.
Il centenario della GAM e l’omaggio storiografico a Ettore Scola
Le celebrazioni istituzionali investono in modo analitico la storia stessa delle collezioni pubbliche romane. La Galleria d’Arte Moderna di via Crispi solennizza il proprio secolo di attività con il rinnovato allestimento “GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025”, arricchito da ventischei capolavori scultorei e pittorici integrati nel percorso permanente. Al Museo di Roma a Palazzo Braschi, a dieci anni dalla scomparsa del regista, l’antologica “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati” ne mappa la biografia intellettuale e l’impatto sul cinema di costume. L’offerta si capillarizza a Villa Torlonia: il Casino dei Principi accoglie i cicli pittorici di “Pedro Cano. Siete e Roma”, mentre la Casina delle Civette ospita “Sotto una buona stella. L’emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto”, un focus filologico sull’araldica pubblica nell’80° anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente, affiancato alle mostre capitoline su Giorgio Vasari e sulla tecnica del “non finito” in Pinacoteca.
I programmi aMICi per adulti e la didattica sperimentale per l’infanzia
Le attività di mediazione culturale e divulgazione scientifica si articolano attraverso i format gratuiti “aMICi” e “aMICi Kids”, accessibili liberamente per i possessori della Roma MIC Card. Per la platea adulta si segnalano tre percorsi specialistici diurni e serali: giovedì 6 agosto alle ore 18.00, presso i Mercati di Traiano, la visita guidata al Grande Emiciclo analizzerà le connessioni architettoniche con il Foro imperiale; domenica 9 agosto alle ore 18.00, i Musei Capitolini ospiterà un focus sull’archeologia funeraria etrusca e sulla Collezione Castellani, mentre martedì 11 agosto alle ore 17.00 la Centrale Montemartini proporrà un itinerario tra i marmi colossali di Agrippina e il celebre “togato Barberini”. La didattica per l’infanzia prevede invece laboratori creativi basati sullo storytelling: il 4 e 6 agosto alla Montemartini andrà in scena “Orfeo, il mago malinconico” per ragazzi dai 7 agli 11 anni, mentre il 5 agosto il Museo dell’Ara Pacis ospiterà “Un Ferragosto lungo un mese: le vacanze al tempo di Augusto”, un viaggio storico alla scoperta delle antiche Feriae Augustae.
Le Passeggiate Romane e la logica della prenotazione centralizzata
In ultima analisi, il festival estivo esce dai perimetri murari dei musei per innestarsi nei parchi storici della città attraverso il ciclo delle “Passeggiate Romane”. Sabato 8 agosto, alle ore 18.00, l’ingresso principale di Villa Doria Pamphilj (Largo III Giugno 1849) farà da punto di partenza per l’itinerario storiografico “Roma in armi. La storia a Villa Pamphilj”, un percorso sul campo volto a ricostruire le vicende militari e civili della Repubblica Romana del 1849 nei luoghi che furono teatro dei combattimenti garibaldini. Data la rigorosa limitazione dei posti disponibili per ciascun evento — con un massimo di 12 bambini per i laboratori infantili e 40 partecipanti per i percorsi all’aperto —, la Sovraintendenza ha attivato il servizio di prenotazione obbligatoria e infoline tramite il contact center centralizzato 060608, operativo quotidianamente dalle ore 9.00 alle 19.00, garantendo una gestione efficiente e tracciabile dei flussi culturali.
Cultura
“Il Poema della Miseria” di Migjeni: il manifesto letterario del realismo albanese
Nel panorama della letteratura europea del Novecento, la figura di Millosh Gjergj Nikolla, universalmente noto con lo pseudonimo di Migjeni (13 ottobre 1911 – 26 agosto 1938), rappresenta una pietra miliare e una voce di rottura radicale rispetto alla tradizione lirica e romantica balcanica. Nonostante la sua prematura scomparsa a soli ventisei anni, lo scrittore ha impresso una svolta indelebile nella cultura albanese, introducendo i canoni di un realismo critico, spietato e privo di concessioni consolatorie. Il suo capolavoro assoluto, “Il Poema della miseria” (scritto negli anni ’30), si configura come un’autentica e viscerale radiografia del dolore umano e della sottomissione economica, assurgendo a inno senza tempo delle classi subalterne.
IL POEMA DELLA MISERIA –
MIGJENI (13 ottobre 1911 – 26 agosto 1938)
Pietra miliare della letteratura albanese.
Poema della miseria, scritta negli anni ’30, rimarrà l’inno della miseria, del mozzico che non riuscirà ad essere inghiottito nei secoli, pure oggi…
IL POEMA DELLA MISERIA
Mozzico che non si ingoia o fratello, è la miseria,
mozzico che ti rimane in gola e ti invade la tristezza
qualora vedi volti pallidi e occhi verdastri
che ti guardano come spettri e allungano le mani intorpidite,
pure in quella maniera, tese dietro di te rimangono
per l’intera loro vita, finché muoiono.
E sopra loro, nell’aria, come in dileggio,
trafiggono il cielo, le croci e minareti di pietre,
i profeti e santi in variopinti abiti
risplendono.
E la miseria il proprio slealtà avverte.
La miseria ha il suo orrendo sigillo;
è disgustosa, maligna, infame;
la fronte che la tiene, gli occhi che la esprimono,
le labbra che invano cercano di celarla
sono i figli dell’insipenza
nonché i sacrificci del disprezzo,
gli avanzi sudici attorno alla tavola
alla quale ha divorato la cena un cane spietato
con trippa secolare, sempre inappagato.
La miseria non ha fortuna,
ma ha solo brandelli,
brandelli dal fondo in cima,
le bandiere di una speranza
lacerata e logorata,
rimangiando la parola data.
La miseria si inferocisce
in amori lussuosi
In angoli bui,
insieme con cani, sorci, gatti,
su rattoppi ammuffiti, luridi, lerci, fradici,
si denudano le carni,
come colostro, gialli e sporchi;
si intrecciano i sentimenti con impeto bestiale,
mordono, ingozzano, si succhiano,
si baciano le labbra aride,
e si spegne la fame
e svanisce la sete
nella brama veemente,
qualora il medesimo annega
E lì,
prendono l’inizio i matti,
i servi e i mendicanti
che l’indomani nasceranno
per riempirci le strade.
La miseria, nella pupilla del pargoletto,
trema come la fiamma sbiadita di una candela,
sotto il soffitto annerito e zeppo di ragnatele,
dove ombre umane fremono tra muri
colmi di macchie,
dove il neonato malato piange
come uno spirito maligno,
succhiando il seno vacuo della povera madre,
e lei,
di nuovo incinta, maledice Dio e demonio,
maledice il suo frutto,
maledice il grembo greve.
Il suo pargoletto non ride,
ma soltanto frigna,
la madre non lo ama,
ma solamente lo maledice.
Quanto è triste la culla della miseria,
dove il bambino lo cullano le lacrime e i sospiri!
La miseria cresce il piccino
all’ombra delle case alte,
dove non arriva la voce dello mendicante,
dove non si può disturbare la quiete ai signori
quando insieme alle signore
nei letti della felicità dormono.
La miseria fa maturare il bambino
prima che diventi uomo;
desidera insegnargli a sfuggirgli
al pugno che lo minaccia,
a quel pugno che nel sonno lo stringe per gola,
quando iniziano i deliri della febbre
per la fame
e il volto del bambino
lo copre l’ombra della disgrazia,
un gioiello sciagurato al posto del sorriso.
Un frutto, quando si matura, si sa dove va
così anche il bambino,
nel ventre della terra finisce.
La miseria lavora, lavora giorno e notte,
bollendo il sudore sul petto e la fronte,
affondando fino alle ginocchia nel fango,
e ancora le viscere si piegano dalla fame.
Ricompensa ridicola!
Per cento sfatichiate al giorno
solo tre o quattro monete e “via!”.
La miseria talvolta ha le guance lustre,
le labbra meste, i pomelli tinti
il corpo monumento di un smercio sozzo,
che è condannato a giacere nel letto in due;
e per quel servizio riceverà qualche soldo
sulle lenzuola, sui volti
e nella coscienza, venature…
Inoltre, la miseria lascia pure l’eredità
non solo alle banche o nei beni immobili,
ma le ossa deforme e nel petto qualche dolore,
può lasciare il ricordo di un giorno lontano,
quando il tetto della casa piombò e crollò
dalla putrefazione del tempo,
dal fardello del cielo,
quando sopra ogni cosa si udì
una terrificante voce
ricolma di maledizioni e supplizi
come dal fondo dell’inferno,
era la voce dell’uomo che moriva sotto le travi.
Così sotto il piede pesante del Dio irato –
dice il prete –
muore colui che porta vite stuprate.
E con questi ricordi, con tali sventure,
si riempie il calice del veleno in eredità di generazioni.
La miseria ha la sorella agiata: il bicchiere.
Nelle bettole luride, accanto ai tavoli lerci,
l’anima assetata il bicchiere in gola rovescia,
per scordare i novantanove problemi.
E il bicchiere torbido, il bicchiere satanico,
accarezzandolo come una vioera lo punge,
e quando l’uomo cade
come il grano dalla falce,
sotto il tavolo piange,
in modo tragicomico ride.
Tutti i problemi la povertà nel bicchiere li affoga,
quando i cento
uno dopo l’altro in gola li riversa.
La miseria accende i desideri,
come le stelle l’oscurità
e fanno fumo
come pioli che il fulmine
in cenere li riduce.
La miseria non ha gioia,
ma solo tormenti,
dolori insopportabili che ti fanno impazzire,
che ti danno la corda
per andare dritto a impiccarti
oppure diventi povero sacrificio e di paragrafi.
La miseria non vuole pietà,
ma vuole soltanto giustizia!
Pietà?
Figlia bastarda di padri astuti,
al quale in modo pomposo, come i farisei,
suonano il tamburo per rimanere scaltri,
gettando al mendicante una fine moneta
sul palmo della mano.
La miseria è una macchia indelebile
sulla fronte dell’umanità
che tra i secoli, varca.
E questa macchia
mai potranno riscattarla
i laceri ammuffiti nei templi.
Traduzione: Angela Kosta
Cultura
L’intreccio dell’esperienza vitale, lo studio accademico filosofico e l’intuizione artistica unica e particolare delle poesie del cavaliere dello stato Dott.ssa Anna Maria Lombardi
I versi nelle poesie di Dr.ssa Anna Maria Lombardi sono una descrizione dettagliata, emotiva e spirituale della sensibilità umana, un riflesso poetico che va oltre la parola scritta.
Nelle sue poesie, si percepiscono chiaramente le radici filosofiche e psicologiche, rendendo così la poesia un ponte tra meditazione e sentimento, nonché tra corpo e l’anima.
I versi nelle poesie di Dr.ssa Anna Maria Lombardi sono una descrizione dettagliata, emotiva e spirituale della sensibilità umana, un riflesso poetico che va oltre la parola scritta.
Nelle sue poesie, si percepiscono chiaramente le radici filosofiche e psicologiche, rendendo così la poesia un ponte tra meditazione e sentimento, nonché tra corpo e l’anima.
La Dr.ssa Lombardi utilizza un linguaggio ricco di figure retoriche e colori intensi che toccano i temi più delicati della vita: l’amore, la perdita, la nostalgia, il dolore e la salvezza spirituale.
Ogni verso nelle sue poesie sembra un richiamo silenzioso alla riflessione, un invito a fermarsi e ad ascoltare la voce interiore.
Spesso, la sua poesia è costruita su immagini che alternano dolcezza e ansia, luce e oscurità, mantenendo il lettore emotivamente coinvolto e costantemente presente.
Nella poesia di essa, non manca neppure la dimensione sociale e umanitaria: lei affronta le ferite della società moderna, senza restare indifferente di fronte alle ingiustizie, la solitudine o la totale indifferenza.
L’intreccio tra esperienza di vita, studio accademico e intuizione artistica rende la sua poesia speciale e indimenticabile.
I suoi versi parlano con il cuore e si ascoltano con l’anima. Lo stile poetico della Dr.ssa Lombardi è ricco di dettagli multicolori, creando un’atmosfera profondamente emotiva che invita continuamente il lettore a un viaggio stimolante e meditativo. In ogni poesia, notiamo che lei analizza temi quotidiani, come: l’amore, la perdita, la speranza e la forza interiore, offrendo una prospettiva unica sulle esperienze umane.
Le sue opere sono la testimonianza del potere della poesia di unire le persone attraverso la condivisione di queste esperienze.
1. La poesia “NOSTALGICA BELLEZZA” è un riflesso delicato quanto sensibile sul trascorrere del tempo, i ricordi e la ricerca della luce interiore al di là della malinconia.
Attraverso un linguaggio poetico ricco, l’autrice costruisce immagini e metafore strettamente legate all’esperienza umana; il tramonto simboleggia la fine e i nuovi inizi, i giochi del cuore come ricordi intimi che riaffiorano con una dolce nostalgia. Le strofe esprimono uno sforzo per ricostruire un equilibrio spirituale, per abbracciare la speranza anche quando sembra trovarsi oltre rive irraggiungibili.
Infine, la poesia ci offre una conclusione potente e ottimista: il desiderio di diffondere luce anche nell’oscurità, liberando così la solitudine attraverso l’arte e l’amore.
2. “OCCORRONO PONTI” è una poesia potente e multidimensionale, che già nel titolo trasmette un messaggio umano, etico e poetico con un’intensità emotiva profonda.
L’autrice utilizza la metafora del ponte come simbolo del bisogno di connessione umana, comprensione e unione di fronte alle divisioni e all’isolamento che accompagnano la vita moderna.
I versi si aprono con un invito all’azione: ponti costruiti con le mani, non solo strutture fisiche, ma mani capaci di affrontare sfide spirituali e sociali.
L’uso di espressioni come “incancreniti dall’incuria del tempo,”, “nodi incancreniti”, “avidità”, “fili spinati”, creano un’atmosfera carica, e proprio qui la Dr.ssa Lombardi pone l’accento sulle conseguenze di un’indifferenza eccessiva e negativa.
La seconda parte della poesia porta speranza e luce: i semi di fiori colorati, le ali che amano, i cuori che cantano sono metafore della rinascita, della solidarietà e dell’amore.
I ponti non sono semplici strutture, ma forme di coesistenza, l’unico modo per vivere in un mondo di pace e fratellanza.
I versi finali chiudono la poesia con una riflessione profondamente umana, rivolta non solo al lettore ma a ogni essere vivente su questo pianeta:
“occorre onorare la vita fino in fondo
e celebrarla attimo dopo attimo, sempre”.
3. “METAMORFOSI” è una poesia tanto delicata quanto toccante, che affronta con grande sensibilità il passare del tempo e la trasformazione dell’essere umano attraverso le esperienze della vita.
Dr.ssa Lombardi parla con una voce dolce ma potente della dignità dell’età in ogni sua fase, dell’anima che resta viva e giovane anche quando il corpo sbiadisce, si affievolisce con il passare degli anni.
Nei primi versi, la poetessa descrive il proprio volto come una pagina su cui sono state scritte storie: “merletti di rughe”, una metafora bellissima che definisce l’invecchiamento come arte, non come decadimento o debolezza, ma come uno scudo, un velo elegante e prezioso.
Ogni ruga è un racconto lungo; una testimonianza di vita, un “romanzo di emozioni e sentimenti vissuti”. Ogni ruga è un capitolo a sé in questo romanzo-poesia, un’esperienza incisa in ogni cellula, che ha lasciato tracce nell’anima e nel corpo della poetessa.
Così, il testo si presenta come un racconto autobiografico ma anche universale, perché il ciclo della vita e la sua metamorfosi tocca ognuno di noi.
Il romanzo del nostro destino è ricco di memorie di dolore, gioia, delusioni, addii e amori.
Uno degli elementi più potenti della poesia è il modo in cui l’autrice crea contrasti tra il corpo invecchiato e l’anima ringiovanita, riportandoli insieme in una danza ondeggiante e magica.
Il “volto con merletti di rughe” non è solo una visione visiva, ma pure uno stato dell’anima che ha attraversato le stagioni della vita e ha conservato una bellezza interiore, unica e profondamente connessa con l’espressione delle emozioni. Questa allegoria perfetta, ci trasmette l’idea dell’invecchiamento come eredità ricca di valori, che superano il tempo segnato dalle lancette dell’orologio.
Il messaggio diretto che l’autrice ci presenta nella seconda strofa è un appello contro il pregiudizio superficiale: “non guardare la mia pelle, il bastone… le mani che tremano…”
Questa richiesta, (per nulla pretenziosa), è un invito a fissare lo sguardo in profondità, nell’anima e non nel corpo invecchiato.
Ciò è fondamentale per comprendere l’essenza della poesia: l’essere umano non si racconta attraverso il suo corpo, ma attraverso la storia che porta dentro sé.
Ed è qui che si pone la domanda importante per ciascuno di noi: “Quante volte dimentichiamo l’essenza dell’essere umano e guardiamo solo ciò che appare in superficie?”
Attraverso questi versi, la Dr.ssa Lombardi ci offre una risposta chiara e preziosa. Lo fa tramite un appello sociale per un rispetto e un amore incondizionato, per l’accettazione dell’essere umano nella sua totalità, oltre l’invecchiamento o le capacità fisiche limitate. Questo è un insegnamento che va oltre la poesia, sfidando ciascuno (non solo i lettori), a riconsiderare il modo in cui tratta gli anziani nella vita quotidiana.
Il culmine emotivo per il lettore arriva con l’esplosione spirituale: “dove bambina gioco e vivo la giovinezza”, verso allegorico che sottolinea il fatto che l’anima non invecchia mai, ma resta viva e attiva dentro il nostro corpo cambiato negli anni, ma non dentro di noi.
Il giocare, la gioia nell’intimità dell’anima, trasmette una sensazione fresca e vitale, uno spirito che nutre con cura l’entusiasmo e la curiosità, che vive la vita con passione e in uno stato immutabile di felicità.
E questo non è altro che un forte messaggio contro l’idea che l’età avanzata rappresenti una perdita della giovinezza; ci ricorda che in ogni persona, nonostante gli anni trascorsi, esiste una parte vitale che rinascita innocentemente.
La poesia si conclude con un importante invito all’empatia e all’armonia verso l’altro, perché accettando la “metamorfosi” che vediamo in qualcuno, riconosciamo anche la nostra, quella che un giorno avremmo e vivremo, poiché il tempo e le stagioni della vita sono catene di anni che scorrono velocemente.
Accogliamo dunque a braccia aperte questa metamorfosi, in cui non solo l’anima altrui, ma anche la nostra, si trasforma e scorre nelle vene dell’età.
La Dr.ssa Lombardi ha posto al centro della poesia la struttura dei tre elementi:
1. corpo – 2. anima – 3. metamorfosi
Leggendo i versi si nota come la metamorfosi sia duplice: quella che si manifesta esteriormente (il corpo) e quella che avviene dentro, la trasformazione continua del fisico e dell’anima. L’abbraccio a qualcuno benedicendo il cielo rappresenta il momento in cui l’autrice, in sé e la metamorfosi (cioè: corpo – anima – metamorfosi) si uniscono per sempre.
Il cielo simboleggia la dimensione divina, il saluto universale che unisce gli esseri umani non solo sulla terra, ma anche nell’aldilà.
Dal punto di vista stilistico, la poesia rivela un’armonia tra una forma semplice e significati profondi. I versi non sono lunghi, ma sono scelti con cura, creando un ritmo calmo e meditativo che invita il lettore a fermarsi, riflettere e analizzare. La semplicità è l’asse portante, la linfa vitale della forza poetica, poiché la rende accessibile a tutti, senza però perdere la complessità dei sentimenti e delle idee che essa trasmette.
Inoltre, l’uso variegato delle metafore dimostra la maestria della Dr.ssa Lombardi nella creazione di immagini poetiche, che interpretano la realtà concreta con significati profondamente emotivi. Queste figure rendono la poesia visiva e toccante, trasformando la lettura in un’esperienza non solo intellettuale, ma anche altamente sensibile e spirituale.
NOSTALGICA BELLEZZA
Quando declina il sole
emerge profonda
la bellezza di quanto abbiamo
vissuto e veduto nel mondo.
Con sguardo malinconico
rivisitiamo i giochi del cuore
anelando a trovar nuovo
equilibrio e interna luce.
Cerchiamo tra sponde,
una volta fors’anche inconciliabili,
calmi o flebili fuochi vitali
per l’alba di domani.
Un’alba che spinge
a tesser tele con fili d’oro
e a staccar dall’abbraccio
morboso la solitudine.
OCCORRONO PONTI
Occorrono ponti costruiti da mani
capaci di dipanare nodi
incancreniti dall’incuria del tempo,
dall’avidità senza fine
e dall’incapacità di vedere oltre i muri stesi.
Al posto d’ arrugginite dolenti
spianate di fili spinati,
visibili o invisibili,
s’interrino semi di fiori
resistenti e variopinti:
corridoi di braccia che sanno amare,
di cuori che sanno cantare,
di corde che sorreggano
e mantengano libere le vie da una sponda
all’altra, da un’alba all’altra.
Intrecci di strade luminose che consentano
di guardarci l’uno con l’altro negli occhi senza paura.
Occorre onorare la vita fino in fondo
e celebrarla attimo dopo attimo, sempre.
METAMORFOSI
Sul mio viso merletti di rughe,
righe scritte di storie,
sorrisi, sofferenze:
romanzo di emozioni
e sentimenti vissuti.
Indugia il tuo sguardo
quando m’incontri,
ma non guardare la mia pelle,
il bastone che porto,
le mani che tremano,
il vecchio corpo piegato.
Vedimi nella profondità dell’animo
dove bambino gioco e vivo la gioventù
e abbracciami benedicendo il cielo
di aver potuto vedere la mia,
ma anche la tua, metamorfosi.
Cav. Dott.SSANNA MARIA LOMBARDI
Cav. Dottoressa Anna Maria Lombardi, Dottore in Filosofia, Psicologa, Psicoterapeuta, Poeta, Saggista, è nata nella Città d’Arte di San Severo (FG) e vive in provincia di Bergamo. Ha ricevuto importanti Premi di carriera, e altri riconoscimenti culturali e letterari di grande valore: Primi Premi, Trofei, Premi Speciali, Premi della Critica e molti altri importanti riconoscimenti, sia poetici che letterari.
Il 25 ottobre 2024, insieme ad altri nomi di grandi personalità del panorama internazionale, al PIME di Milano è stata premiata per l’Eccellenza in Carriera nella categoria Letteratura con la seguente motivazione: “Per aver utilizzato la sua posizione e le sue competenze per migliorare la società attraverso iniziative sociali di grande importanza.”
I libri delle sue poesie e le collezioni poetiche e artistico-letterarie da lei create e curate, nate in diversi campi e destinate alla beneficenza, sono caratterizzati da una notevole profondità letteraria, poetica e sociale. Le sue poesie, tradotte in altre lingue e i 19 volumi pubblicati, sono presenti in numerose antologie italiane ed estere, riviste nazionali ed internazionali su carta e siti web. In tutta onestà, possiamo dire che le sue opere hanno ricevuto un particolare e lusinghiero elogio sia dal pubblico che dalla critica. L’autrice, che è anche attivo come creatore e organizzatore di eventi letterari nazionali e internazionali, ha scritto articoli, saggi, recensioni e prefazioni. Inoltre è giurata e presidente, anche onorario, di importanti concorsi letterari di grande prestigio. La poetessa stessa è creatrice e co-fondatrice dell’associazione culturale “Movimento Internazionale Artistico Letterario – Gruppo”, presente anche come gruppo Facebook, dal 2017, con l’obiettivo di promuovere e favorire lo sviluppo, lo scambio e la diffusione della cultura, poesia, letteratura e arte. In questo contesto si inserisce il concorso internazionale di letteratura e poesia che ha voluto e sostenuto e del quale è presidente, ruolo che svolge anche a livello associativo, LA MAGIA DELLE PAROLE che ha ottenuto un notevole successo nel corso degli anni e che è stata presente, con grande orgoglio di tutto il Movimento, nel calendario della Capitale della Cultura Bergamo-Brescia-2023.
L’Autrice, che tra breve pubblicherà un nuovo libro di poesie dal titolo: “Versi spettinati in itinere”, il 2 giugno 2024 è stata insignita con Decreto del Presidente della Repubblica Italiana dell’alta onorificenza di Cavaliere dell’Ordine del “Merito della Repubblica Italiana”.
Angela Kosta
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