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Cultura

SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI | APPUNTAMENTI DAL 17 AL 23 APRILE 2026

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Redazione-  Dalle nuove esposizioni agli incontri tra arte, storia, letteratura e divulgazione scientifica, il programma promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali offre anche questa settimana un calendario ampio e diversificato per ogni tipo di pubblico. Ecco alcuni degli appuntamenti in agenda dal 17 al 23 aprile.

L’offerta espositiva si arricchisce al Casino dei Principi a Villa Torlonia dove, dal 18 aprile al 7 giugno 2026, è aperta al pubblico la mostra Pedro Cano: Siete e Roma, un progetto espositivo che riunisce oltre cento opere della recente produzione dell’artista spagnolo, dal ciclo pittorico Siete a una selezione di lavori dedicati a Roma, città in cui Cano ha vissuto e lavorato per oltre cinquant’anni.

www.museivillatorlonia.it/it/mostra-evento/pedro-cano-siete-e-roma

Al Museo di Roma a Palazzo Braschi prosegue la rassegna Libri al Museo, ciclo di presentazioni editoriali sul mondo dell’arte. Venerdì 17 aprile, alle 17.00, la curatrice Marianna Liguori presenterà il volume Vittoria Colonna lettere. Antologia della corrispondenza, in dialogo con Ilaria Miarelli Mariani (Sovrintendenza Capitolina), Paolo Procaccioli (Università degli Studi della Tuscia), Francesco Amendola (Palacký University Olomouc) e Sarah Ferrari (Università degli Studi di Padova). Prima poetessa italiana a vedere le proprie rime stampate e commentate ancora in vita, Vittoria Colonna fu una delle voci più autorevoli del primo Cinquecento, protagonista della storia politica e religiosa del suo tempo. L’incontro permetterà di fare il punto sulle più recenti ricerche e sulle strategie di autorappresentazione delle scrittrici dell’epoca, analizzando il loro ruolo nei rapporti di committenza e mecenatismo (ingresso libero in Sala Tenerani fino a esaurimento posti).

www.museodiroma.it/it/mostra-evento/vittoria-colonna-lettere-antologia-della-corrispondenza

Nella stessa sede, per il ciclo Roma Racconta…, l’appuntamento di giovedì 23 aprile (ore 16.30) è dedicato al tema dell’accessibilità nei luoghi di cultura. Alessandra Gobbi ed Elisabetta Scungio (Ministero della Cultura, Direzione regionale Musei nazionali Lazio) approfondiranno i progetti che stanno trasformando il Museo dei popoli italici di Veroli in un modello di riferimento per la fruizione inclusiva del patrimonio culturale (ingresso libero in Sala Tenerani fino a esaurimento posti).

www.museodiroma.it/it/didattica/come-si-costruisce-un-museo-accessibile-il-museo-dei-popoli-italici-di-veroli

Al Museo di Roma in Trastevere la scrittura delle donne è protagonista della rassegna Le parole delle scrittrici. Sempre giovedì 23 aprile, alle 17.00, Marina Ciccarini (Università Tor Vergata) terrà una conferenza su Ewa Lipska (Cracovia, 1945), poetessa polacca creatrice di un microcosmo paradossale dove ironia e melanconia convivono in un’originale ricerca stilistica (ingresso libero in Sala Multimediale).

www.museodiromaintrastevere.it/it/didattica/ewa-lipska

In contemporanea, nuovo appuntamento con il ciclo La storia dietro. Naturalisti e Collezioni del Museo presso la Sala degli Scheletri del Museo Civico di Zoologia, dove Fabio Pesci (Museo Civico di Zoologia di Roma) curerà l’approfondimento Scheletri al Museo: osservazioni sulla collezione osteologica del Museo. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. www.museocivicodizoologia.it/it/mostra-evento/la-storia-dietro

In occasione della Festa della Resistenza, la Sovrintendenza Capitolina propone dal 23 al 26 aprile un fitto calendario di iniziative alla scoperta di luoghi e avvenimenti legati alla Liberazione e alla nascita della Repubblica. Gli appuntamenti prendono il via giovedì 23 aprile (ore 9.00) all’Archivio Storico Capitolino con l’apertura al pubblico del percorso espositivo documentale Dalla Resistenza alla Costituzione: Roma Città Aperta al futuro, visitabile fino all’8 maggio (ingresso libero). Nel pomeriggio, la programmazione prosegue a Villa Torlonia: alle 15.00, la Casina delle Civette ospita la visita alla mostra Sotto una buona stella, un approfondimento sull’emblema della Repubblica Italiana attraverso le carte di Paolo Paschetto (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 18 partecipanti). A seguire, alle 16.00, è prevista una Visita al bunker di Mussolini a Villa Torlonia, struttura realizzata sotto il Casino Nobile durante il secondo conflitto mondiale (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 20 partecipanti). A chiusura della giornata, alle 18.00, l’appuntamento si sposta alla Casa Museo Alberto Moravia dove Lorenzo Pavolini racconta Il Conformista, il romanzo di Moravia reso celebre dalla trasposizione cinematografica di Bernardo Bertolucci del 1970 (prenotazioni all’indirizzo e-mail info@fondoalbertomoravia.it).

www.museiincomuneroma.it/it/mostra-evento/festa-della-resistenza

Alla Casa del Cinema prosegue il ciclo di proiezioni intorno alla mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis (al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese fino al 6 settembre), che ad aprile esplora il tema In viaggio. Venerdì 17 aprile, alle 18.00, sarà proiettato Into the Wild di Sean Penn (Stati Uniti, 2007), cronaca di un viaggio estremo nelle terre selvagge dell’Ovest alla ricerca di un contatto ancestrale con la natura. Segue, alle 20.00, Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki (Finlandia, Francia, Germania, 2011), fiaba laica ambientata in una piccola comunità francese dove l’incontro tra un anziano lustrascarpe e un giovane migrante trasforma la solidarietà in una forma di resistenza. Biglietti acquistabili in biglietteria (largo Marcello Mastroianni 1) oppure online su www.casadelcinema.it o www.boxol.it/casadelcinema.

www.museocarlobilotti.it/it/notizie/prosegue-alla-casa-del-cinema-il-ciclo-di-proiezioni-la-mostra-lanterne-magiche

Roma, la tua guida culturale – il programma di visite, incontri e formazione – prosegue con un ampio ventaglio di iniziative.

Il calendario di aMICi e aMICi Kids (attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card) apre il fine settimana con una visita, in programma venerdì 17 aprile alle 16.30, alla mostra GAM 100. Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025 alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi. L’incontro offre un approfondimento sulla ricca collezione capitolina, ripercorrendo cento anni di acquisizioni e di storia artistica della città (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 25 partecipanti).

www.galleriaartemodernaroma.it/it/didattica/amici-gam-100-un-secolo-di-galleria-comunale-1925-2025-2

Domenica 19 aprile alle 10.30, il Museo dell’Ara Pacis dedica ai più piccoli l’appuntamento L’erbario del mago Sempreverde. Attraverso letture, racconti e giochi, bambine e bambini potranno scoprire i segreti della natura che “sboccia” sul fregio floreale del monumento augusteo, imparando a riconoscerne simboli e dettagli (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 12 partecipanti 6-12 anni).

www.arapacis.it/it/didattica/amici-l-erbario-del-mago-sempreverde

Martedì 21 aprile, alle 11.00, l’itinerario tra le collezioni capitoline raggiunge il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, dove la visita (con interprete LIS) Pietro Canonica e il fascino dell’Oriente svela il legame tra lo scultore e l’estetica orientale (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 14 partecipanti: www.museocanonica.it/it/didattica/amici-pietro-canonica-e-il-fascino-dell-oriente-0). Le proposte di aMICi proseguono, giovedì 23 aprile (ore 16.00), al Museo di scultura antica Giovanni Barracco con l’incontro La nascita della scrittura e dello Stato, un focus sulle origini della parola scritta in Mesopotamia e in Egitto come strumento di amministrazione e potere (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 25 partecipanti: www.museobarracco.it/it/didattica/amici-la-nascita-della-scrittura-e-dello-stato).

Per il ciclo Passeggiate Romane, sabato 18 aprile alle 11.00, un itinerario lungo i Bastioni del Gianicolo ripercorre l’evoluzione dei sistema difensivo urbano di questo settore della città, dall’età imperiale ai rifacimenti secenteschi fino alle vicende più recenti. Il percorso, con partenza dal Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, attraversa Villa Sciarra per concludersi alla Fontana dell’Acqua Paola (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 25 partecipanti)

www.museodellarepubblicaromana.it/it/didattica/i-bastioni-del-gianicolo-0

Gli itinerari urbani proseguono nella mattinata di martedì 21 aprile (ore 10.00) con un percorso nella Street art al Quadraro: una passeggiata tra gli interventi realizzati nell’ambito del progetto M.U.Ro che raccontano l’identità del quartiere, segnato dal rastrellamento del 17 aprile 1944. L’appuntamento è a largo dei Quintili, nei pressi della stazione Metro A Porta Furba (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 20 partecipanti).

www.sovraintendenzaroma.it/content/itinerari-urbani-un-percorso-nella-street-art-al-quadraro-0

Poche ore dopo, alle 13.00, la programmazione prosegue al Bastione Ardeatino tra storia e campagna romana, lungo un percorso che dall’arco di accesso di via di Villa Pepoli raggiunge il tracciato delle Mura Aureliane, snodandosi tra frammenti architettonici provenienti dalla demolizione della Spina di Borgo nel 1939. L’appuntamento è al termine di via Lucio Fabio Cilone (attività con interprete LIS ma non adatta a persone con difficoltà motorie, prenotazione obbligatoria allo 060608 per un massimo di 15 partecipanti).

www.sovraintendenzaroma.it/content/il-bastione-ardeatino-tra-storia-e-campagna-romana-56

Il giorno successivo, mercoledì 22 aprile alle 17.00, si terrà una visita alla Torre del Papito, in piazza dei Calcarari, edificio medievale che sorge nel limite orientale dell’Area Sacra di Largo Argentina, con possibilità di salire fino al sottotetto (attività non adatta a persone con difficoltà motorie; prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 8 partecipanti). www.sovraintendenzaroma.it/content/non-%C3%A8-la-torre-argentina-ma-del-papito-24

Il ciclo Archeologia in Comune propone invece, nella mattinata di mercoledì 22 aprile (ore 10.00), una visita al complesso della Villa di Massenzio per esplorarne i tre edifici principali: il palazzo, il circo e il mausoleo dinastico, con possibilità di accesso alla camera sepolcrale (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 25 partecipanti). www.villadimassenzio.it/it/didattica/visita-alla-villa-di-massenzio-14

Al Planetario di Roma proseguono gli spettacoli a tema astronomico. Per il pubblico adulto: From Earth to the Universe (in inglese – venerdì 17 e giovedì 23 aprile alle 16.00; martedì 21 aprile alle 18.00; mercoledì 22 aprile alle 17.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (venerdì 17 e martedì 21 aprile alle 17.00; sabato 18 e domenica 19 aprile alle 11.00; mercoledì 22 aprile alle 18.00); Ritorno alle Stelle (venerdì 17 aprile alle 18.00; sabato 18 aprile alle 10.00 e alle 17.00; domenica 19, martedì 21 e mercoledì 22 aprile alle 16.00; giovedì 23 aprile alle 17.00); La notte stellata (sabato 18 aprile alle 12.00; domenica 19 aprile alle 17.00); Il cielo degli innamorati (sabato 18 aprile alle 18.00); Space Opera (domenica 19 aprile alle 10.00; giovedì 23 aprile alle 18.00); Crociera nel cosmo (domenica 19 aprile alle 18.00).

Per i più piccoli, sabato 18 aprile alle 16.00 Gabriele Catanzaro, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium, condurrà lo spettacolo Accade tra le stelle, mentre domenica 19 aprile, alle 12.00, torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti.

Acquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it.

Il programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi, visite e incontri, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su www.museiincomuneroma.itwww.sovraintendenzaroma.it

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Cultura

Chiude a Todi “Interpreting Landscapes. Another Italy”. Ultimo weekend per visitare la mostra fotografica di Giulio D’Ercole

Mostra fotografica di Giulio D’Ercole con il Patrocinio del Comune di Todi

A cura di Diana Daneluz

Il Finissage domenica 14 giugno 2026 | dalle ore 17.00

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Giulio DErcole 703 x 831

 Redazione-  ArtEX Workshop Gallery, Nido dell’Aquila a Todi, invita a condividere la chiusura della mostra fotografica “INTERPRETING LANDSCAPES. Another Italy” di Giulio D’Ercole, patrocinata dal Comune di Todi e curata da Diana Daneluz, con un brindisi domenica 14 giugno 2026 dalle ore 17.00. La mostra visitabile per l’intero fine settimana negli orari di apertura della galleria (11.00–13.00 e 17.00–19.00).

La verità dei paesaggi italiani al centro dell’ultimo fine settimana della mostra 

Da oggi, venerdì 12, e fino al brindisi conclusivo di domenica 14 giugno, con ingresso libero, in esposizione, in quella che è la decima mostra del fotografo romano, la seconda presso ArtEX, quaranta fotografie di grande formato che attraversano quattro regioni italiane – Trentino-Alto Adige, Toscana, Umbria e Puglia – un corpus di opere che fonde paesaggio, atmosfera e tensione simbolica, soffermandosi sul rapporto tra l’umanità e l’immensità del mondo naturale. 

Spiega Diana Daneluz nel suo testo curatoriale: “Interpreting Landscapes è anche una mostra politica: un atto di resistenza contro la banalizzazione del vedere. D’Ercole non semplifica, rallenta. E in quel suo rallentare invita anche noi a fare lo stesso: a sospendere l’automatismo del conoscere e riconoscere luoghi per tornare all’esperienza, più rara e necessaria, del guardare davvero. Se il paesaggio oscilla da sempre tra decorazione e rivelazione, questi scatti scelgono con decisione il secondo versante. Non offrono scenari da consumare, ma luoghi da abitare con lo sguardo. Ed è forse proprio qui che risiede la forza di queste fotografie: nel ricordarci che vedere non coincide con osservare e che, dentro ciò che crediamo di conoscere, esiste ancora molto da scoprire. Paesaggi come scrigni di stupore, fonti di domande, fondamentali per capirne l’anima e il respiro.”

 

Giulio D’ERCOLE

Giulio D’Ercole (Roma, 1961) è fotografo e documentarista. Laureato in Lettere e Filosofia con formazione in sceneggiatura (UCLA) e broadcasting (NYU), ha lavorato come producer per RAI Corporation a New York e successivamente in Kenya per le principali agenzie delle Nazioni Unite e numerose ONG internazionali. In quel periodo fonda Canvas Africa Productions, producendo documentari e fotoreportage sui progetti umanitari sul campo. Rientrato in Italia nel 2014, insegna fotografia presso l’Università Pantheon Technology and Design di Roma e fonda Rome Photo Fun Tours. Dal 2022 vive a Todi, dove prosegue la sua ricerca fotografica e artistica. Il suo sguardo, formato nel documentario sociale e nel ritratto umano, non domina né invade il paesaggio: attende. E nel momento in cui la realtà si rivela, lo fissa nello scatto.

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Cultura

Musica, scrittura e arte, tutto nel medesimo spartito

Chiusa a Roma con un dialogo letterario la personale di Manuela Scannavini “Quando il suono si fa segno”.Ha chiuso i battenti la personale di Manuela Scannavini “Quando il suono si fa segno”, ospitata presso Spazio Sferocromia, l’ex-officina meccanica trasformata da Umberto Ippoliti in studio d’arte e crocevia di sperimentazioni, nel cuore di Monteverde Vecchio a Roma. La mostra ha rappresentato per l’artista un momento di sintesi, ma anche di rilancio: oltre vent’anni di pratica

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Redazione-  Ha chiuso i battenti la personale di Manuela Scannavini “Quando il suono si fa segno”, ospitata presso Spazio Sferocromia, l’ex-officina meccanica trasformata da Umberto Ippoliti in studio d’arte e crocevia di sperimentazioni, nel cuore di Monteverde Vecchio a Roma. La mostra ha rappresentato per l’artista un momento di sintesi, ma anche di rilancio: oltre vent’anni di pratica artistica condensati in un percorso espositivo composito e coraggioso, che il pubblico ha attraversato, attento e numeroso. Ora l’artista guarda già oltre, a nuovi e altrettanto intensi progetti.

 

Il dialogo: parole, musica e segno

 

Un percorso espositivo è concluso con un dialogo – riprodotto in sezioni sul canale YouTube di Manuela Scannavini moderato dalla curatrice Eugenia Querci – tra l’artista e l’autore Giulio Marzaioli, la cui scrittura, ironica, grottesca e poetica, abita i libri I sassi e Spin-off (Tic Edizioni). Alcune letture tratte dalle sue opere, poi il confronto con Scannavini attorno ai temi che ne attraversano il lavoro: il silenzio come condizione creativa, l’ascolto come metodo, la capacità di spostare il proprio centro. L’incontro con i testi di Marzaioli era arrivato per l’artista a metà del suo percorso creativo, come un riconoscimento inaspettato. “L’ammirazione provata da Marzaioli verso qualcosa che è di per sé inanimato mi ha affascinato a tal punto che alla fine mi sono fatta sasso”, aveva spiegato l’artista. “Nei suoi scritti ritrovo i temi della mutevolezza a me molto cari. Tutto ciò mi ha permesso di rimanere dentro la bolla del silenzio“. La scrittura di Marzaioli, infatti, dove ciò che è inanimato diventa esattamente l’opposto, ha rivelato durante il dialogo tutta la sua complementarità con la pittura astratta di Scannavini: narrazione e astrazione che vanno di pari passo, parole-chiave che 

equivalgono alle sue macchie di colore, nulla lasciato al caso. Un modo di narrare la realtà che non è alternativo all’arte visiva, ma ne è specchio e amplificazione. Scrive Marzaioli (da I sassi): “Il silenzio è lo stato naturale del sasso. Tutti sanno che se due sassi vengono sbattuti l’uno contro l’altro producono un rumore secco […] il sasso non inizia mai il discorso per primo”. Manuela Scannavini si era riconosciuta profondamente in quella definizione, in particolare nell’ultima fase del suo lavoro, quando, trovandosi in montagna, aveva lasciato che le pagine di Spin-off completassero il cerchio: “Sono partita dal bianco della neve e il suo suono. Stavo lavorando attraverso la musica, grazie ad essa ho fatto un lavoro di sottrazione, e anche la scrittura di Marzaioli mi ha confermato quanto sia stata complice in quel momento di chiusura del mio lavoro artistico”.

 

La musica come innesco

 

Al centro dell’intero progetto espositivo anche la musica. Quella del Maestro Carmelo Travia, in particolare i brani ZirconioSilver Smoke. È mettendosi in ascolto di quelle note che Scannavini ha potuto riversare il proprio stato interiore, “sottile o tumultuoso“, in una serie di tele pensate come un’installazione, legate tra loro da un ritmo anche visivo. Come spiega la curatrice Eugenia Querci, l’artista ha “seguito un’onda immateriale“, trasformando il suono in segno, esattamente come recita il titolo della mostra. Il metodo creativo di Scannavini, emerso chiaramente durante il dialogo, procede per strati: prima le parole-chiave che corrispondono a un sentire interiore, poi il colore, poi la composizione materica. In questa mostra, però, la musica ha preceduto tutto, come un silenzio in movimento. “Prima di dipingere mi viene spontaneo cercare delle parole chiave che possano corrispondere a un mio sentire, ad esse associo un colore”, ha raccontato l’artista. “In questa personale ho cercato un percorso nuovo: mi sono messa in ascolto“.

 

La mostra personale l’inizio di un percorso

 

La mostra ha portato all’attenzione del pubblico cinque grandi opere pittoriche, tre litografie su linoleum, un’incisione con puntasecca, due monotipi e due video, affiancati dai taccuini dell’artista, prove d’autore e le fotografie di Ilaria Turini realizzate durante il backstage del video “Quando il suono si fa segno”. Il video, con la regia di Jacopo Brucculeri e Lorenzo Lattanzi direttore della fotografia, presentava la coreografia di Giulia Rosolin interpretata dalla giovane ginnasta Sofia Biancari sulle musiche di Travia. Un secondo video, pure presente in mostra, era invece un video-racconto intimo di otto minuti con la voce narrante di Francesca Ritrovato e il montaggio di Alessandro Chiappini, ad accompagnare i visitatori nel processo creativo dell’artista. La mostra ha avuto anche una dimensione solidale, sostenendo Medici senza Frontiere. Molte delle opere sono ancora visibili presso Sferocromia, che ospita anche lo studio dell’artista, ora già al lavoro su nuovi progetti, nutrita del rapporto sempre generativo del pubblico con le sue opere e la sua visione. Che è quella di una “arte come immersione profonda in sé stessi, come necessità indifferibile di ascolto, strumento per espandere l’io oltre i confini della vita organizzata“, come la definisce Eugenia Querci, nel testo critico nel Catalogo edito da Al3viE di Raffaella Polverini. Tele che sono paesaggi interiori, che hanno una dimensione narrativa e che fanno parte di un racconto di sé.

 

Note biografiche

 

Manuela Scannavini (@manuela_scannavini) vive e lavora a Roma, dove è nata nel 1970. Sociologa di formazione, ha intrapreso il suo percorso artistico nel 2007, esplorando tecniche miste di pittura, stampa, incisione e installazione. Dal 2024 è ospite presso lo studio di Umberto Ippoliti a Spazio Sferocromia. Le sue opere sono apprezzate da collezionisti tra Roma e Torino.

Giulio Marzaioli nasce a Firenze nel 1972 e vive a Roma. I suoi testi, contributi fotografici e video appaiono su numerose riviste cartacee e telematiche italiane e internazionali. Autore versatile, attivo sia in poesia che in teatro. In poesia ha pubblicato diverse raccolte, tra cui In re ipsa (Premio Lorenzo Montano 2005, Anterem Edizioni), Trittici (Premio Giancarlo Mazzacurati e Vittorio Russo 2007, Edizioni d’if) e Suburra (2009, Giulio Perrone Editore). Ha scritto per il teatro numerosi testi, tra cui Chiasmo (2002), Riflesso (2003), Metro (2004), Sottopartitura (2005), Fiori (2006) e Santa Barbara (2007), da cui sono tratti allestimenti di teatro e teatro-danza rappresentati in vari festival e teatri in Italia. Tradotto in Francia, Stati Uniti, Germania, Spagna e Svezia.  Tra le sue pubblicazioni più recenti o I sassi (2021) e Spin-off (2022), entrambi per Tic Edizioni, Narratore di paesaggi interiori e del rapporto tra ciò che è inanimato e la vita che vi si nasconde.

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Cultura

Memorie di Adriano: il capolavoro di Marguerite Yourcenar debutta a Sesto Fiorentino

🎭 La grande letteratura rivive a Sesto Fiorentino! Archivio Zeta porta in scena le “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar in un suggestivo percorso teatrale tra storia, potere e filosofia.

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#SestoFiorentino #ArchivioZeta #MemorieDiAdriano #LetteraturaTeatrale

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Archivio Zeta Enrica Sangiovanni 2026 ph Franco Guardascione pic

Redazione-  Sesto Fiorentino si prepara ad accogliere un evento culturale di alto profilo che intreccia la letteratura del Novecento con le arti sceniche. Lunedì 15 giugno 2026, la Biblioteca Ernesto Ragionieri diventerà il palcoscenico per l’avvio di un ambizioso progetto teatrale curato dalla compagnia Archivio Zeta, interamente dedicato a uno dei testi più significativi della storia letteraria moderna: “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar. L’iniziativa si inserisce nel programma estivo “Un palco in biblioteca”, che propone fino al 24 luglio una serie di appuntamenti pensati per dialogare con il pubblico attraverso la forza delle parole e della narrazione.

un viaggio nel tempo tra potere e saggezza

Il progetto di Archivio Zeta, curato e interpretato da Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti, si articola in un percorso suddiviso in tre tappe, pensato per restituire al pubblico la complessità del romanzo della Yourcenar. La prima parte, intitolata “Animula vagula blandula / Varius multiplex multiformis”, debutta alle ore 21,15. L’opera, pubblicata originariamente settantacinque anni fa, assume una veste contemporanea grazie alla sensibilità dei due artisti, che scelgono la forma della lettura scenica per dare corpo alle riflessioni dell’imperatore Adriano, impegnato a scrivere un’epistola autobiografica al suo successore Marco Aurelio.

Attraverso la voce dei protagonisti, gli spettatori saranno chiamati a riflettere su tematiche universali che hanno segnato il pensiero occidentale. Il potere, la gestione dell’impero, la finitudine umana, l’estetica e la ricerca di una saggezza personale non sono solo argomenti storici, ma pilastri su cui si fonda l’intera architettura narrativa del libro. La scelta di svolgere questo evento in uno spazio pubblico e dedicato alla lettura come la biblioteca di Sesto Fiorentino non è casuale: l’obiettivo è trasformare il luogo del silenzio e dello studio in un laboratorio vivo di pensiero, dove la prosa straordinaria della Yourcenar torna a risuonare per interrogare il presente. Gli appuntamenti proseguiranno poi nelle date del 22 e 29 giugno, offrendo una continuità drammaturgica necessaria per immergersi pienamente nella vicenda imperiale.

giovani voci e letteratura a confronto

La giornata inaugurale del 15 giugno si arricchisce anche di un momento dedicato alle nuove generazioni. Alle ore 17, infatti, presso la stessa biblioteca, si terrà la presentazione di “Nati per sbagliare con stile”, una raccolta di racconti curata da trentadue adolescenti. Questi giovani autori provengono dai laboratori del Porto delle Storie, una scuola di scrittura non profit situata a Campi Bisenzio, che da tempo si impegna a fornire strumenti espressivi agli adolescenti del territorio. L’evento vedrà la partecipazione dello scrittore Antonio Ferrara, noto per opere come “Ero cattivo” e “Pusher”, che dialogherà con i ragazzi sulla loro esperienza creativa.

Questo doppio appuntamento sottolinea la vocazione di Sesto Fiorentino come polo di aggregazione culturale. L’intero cartellone di “Un palco in biblioteca”, che si protrarrà fino a fine luglio, mira a coinvolgere un pubblico eterogeneo attraverso linguaggi differenti. Il calendario prevede infatti la presenza di figure di spicco del panorama artistico nazionale: dal campione di volley Andrea Zorzi, che condividerà il palco con l’attrice Beatrice Visibelli, fino all’ironia di Anna Meacci nei panni della “Romanina”, passando per l’omaggio musicale a Léo Ferré proposto da Anna Maria Castelli.

Per partecipare allo spettacolo di Archivio Zeta, così come agli altri eventi in programma, è richiesta la prenotazione obbligatoria. Gli interessati possono riservare il proprio posto tramite il portale bit.ly/sestoeventi o rivolgendosi telefonicamente al numero 055.4496851. La partecipazione è gratuita, salvo diverse indicazioni specificate nel programma, e l’accesso è consentito fino a esaurimento della capienza disponibile. La biblioteca Ragionieri, situata in Piazza della Biblioteca 4, conferma così il proprio ruolo di presidio culturale dinamico, capace di unire l’impegno letterario alla vitalità delle performance contemporanee, offrendo ai cittadini un’opportunità unica di arricchimento personale nel cuore dell’estate toscana.

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