Cultura
SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI | APPUNTAMENTI DAL 17 AL 23 APRILE 2026
Redazione- Dalle nuove esposizioni agli incontri tra arte, storia, letteratura e divulgazione scientifica, il programma promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali offre anche questa settimana un calendario ampio e diversificato per ogni tipo di pubblico. Ecco alcuni degli appuntamenti in agenda dal 17 al 23 aprile.
L’offerta espositiva si arricchisce al Casino dei Principi a Villa Torlonia dove, dal 18 aprile al 7 giugno 2026, è aperta al pubblico la mostra Pedro Cano: Siete e Roma, un progetto espositivo che riunisce oltre cento opere della recente produzione dell’artista spagnolo, dal ciclo pittorico Siete a una selezione di lavori dedicati a Roma, città in cui Cano ha vissuto e lavorato per oltre cinquant’anni.
www.museivillatorlonia.it/it/mostra-evento/pedro-cano-siete-e-roma
Al Museo di Roma a Palazzo Braschi prosegue la rassegna Libri al Museo, ciclo di presentazioni editoriali sul mondo dell’arte. Venerdì 17 aprile, alle 17.00, la curatrice Marianna Liguori presenterà il volume Vittoria Colonna lettere. Antologia della corrispondenza, in dialogo con Ilaria Miarelli Mariani (Sovrintendenza Capitolina), Paolo Procaccioli (Università degli Studi della Tuscia), Francesco Amendola (Palacký University Olomouc) e Sarah Ferrari (Università degli Studi di Padova). Prima poetessa italiana a vedere le proprie rime stampate e commentate ancora in vita, Vittoria Colonna fu una delle voci più autorevoli del primo Cinquecento, protagonista della storia politica e religiosa del suo tempo. L’incontro permetterà di fare il punto sulle più recenti ricerche e sulle strategie di autorappresentazione delle scrittrici dell’epoca, analizzando il loro ruolo nei rapporti di committenza e mecenatismo (ingresso libero in Sala Tenerani fino a esaurimento posti).
www.museodiroma.it/it/mostra-evento/vittoria-colonna-lettere-antologia-della-corrispondenza
Nella stessa sede, per il ciclo Roma Racconta…, l’appuntamento di giovedì 23 aprile (ore 16.30) è dedicato al tema dell’accessibilità nei luoghi di cultura. Alessandra Gobbi ed Elisabetta Scungio (Ministero della Cultura, Direzione regionale Musei nazionali Lazio) approfondiranno i progetti che stanno trasformando il Museo dei popoli italici di Veroli in un modello di riferimento per la fruizione inclusiva del patrimonio culturale (ingresso libero in Sala Tenerani fino a esaurimento posti).
Al Museo di Roma in Trastevere la scrittura delle donne è protagonista della rassegna Le parole delle scrittrici. Sempre giovedì 23 aprile, alle 17.00, Marina Ciccarini (Università Tor Vergata) terrà una conferenza su Ewa Lipska (Cracovia, 1945), poetessa polacca creatrice di un microcosmo paradossale dove ironia e melanconia convivono in un’originale ricerca stilistica (ingresso libero in Sala Multimediale).
www.museodiromaintrastevere.it/it/didattica/ewa-lipska
In contemporanea, nuovo appuntamento con il ciclo La storia dietro. Naturalisti e Collezioni del Museo presso la Sala degli Scheletri del Museo Civico di Zoologia, dove Fabio Pesci (Museo Civico di Zoologia di Roma) curerà l’approfondimento Scheletri al Museo: osservazioni sulla collezione osteologica del Museo. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. www.museocivicodizoologia.it/it/mostra-evento/la-storia-dietro
In occasione della Festa della Resistenza, la Sovrintendenza Capitolina propone dal 23 al 26 aprile un fitto calendario di iniziative alla scoperta di luoghi e avvenimenti legati alla Liberazione e alla nascita della Repubblica. Gli appuntamenti prendono il via giovedì 23 aprile (ore 9.00) all’Archivio Storico Capitolino con l’apertura al pubblico del percorso espositivo documentale Dalla Resistenza alla Costituzione: Roma Città Aperta al futuro, visitabile fino all’8 maggio (ingresso libero). Nel pomeriggio, la programmazione prosegue a Villa Torlonia: alle 15.00, la Casina delle Civette ospita la visita alla mostra Sotto una buona stella, un approfondimento sull’emblema della Repubblica Italiana attraverso le carte di Paolo Paschetto (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 18 partecipanti). A seguire, alle 16.00, è prevista una Visita al bunker di Mussolini a Villa Torlonia, struttura realizzata sotto il Casino Nobile durante il secondo conflitto mondiale (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 20 partecipanti). A chiusura della giornata, alle 18.00, l’appuntamento si sposta alla Casa Museo Alberto Moravia dove Lorenzo Pavolini racconta Il Conformista, il romanzo di Moravia reso celebre dalla trasposizione cinematografica di Bernardo Bertolucci del 1970 (prenotazioni all’indirizzo e-mail info@fondoalbertomoravia.it).
www.museiincomuneroma.it/it/mostra-evento/festa-della-resistenza
Alla Casa del Cinema prosegue il ciclo di proiezioni intorno alla mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis (al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese fino al 6 settembre), che ad aprile esplora il tema In viaggio. Venerdì 17 aprile, alle 18.00, sarà proiettato Into the Wild di Sean Penn (Stati Uniti, 2007), cronaca di un viaggio estremo nelle terre selvagge dell’Ovest alla ricerca di un contatto ancestrale con la natura. Segue, alle 20.00, Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki (Finlandia, Francia, Germania, 2011), fiaba laica ambientata in una piccola comunità francese dove l’incontro tra un anziano lustrascarpe e un giovane migrante trasforma la solidarietà in una forma di resistenza. Biglietti acquistabili in biglietteria (largo Marcello Mastroianni 1) oppure online su www.casadelcinema.it o www.boxol.it/casadelcinema.
Roma, la tua guida culturale – il programma di visite, incontri e formazione – prosegue con un ampio ventaglio di iniziative.
Il calendario di aMICi e aMICi Kids (attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card) apre il fine settimana con una visita, in programma venerdì 17 aprile alle 16.30, alla mostra GAM 100. Un secolo di Galleria Comunale 1925-2025 alla Galleria d’Arte Moderna di via Crispi. L’incontro offre un approfondimento sulla ricca collezione capitolina, ripercorrendo cento anni di acquisizioni e di storia artistica della città (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 25 partecipanti).
www.galleriaartemodernaroma.it/it/didattica/amici-gam-100-un-secolo-di-galleria-comunale-1925-2025-2
Domenica 19 aprile alle 10.30, il Museo dell’Ara Pacis dedica ai più piccoli l’appuntamento L’erbario del mago Sempreverde. Attraverso letture, racconti e giochi, bambine e bambini potranno scoprire i segreti della natura che “sboccia” sul fregio floreale del monumento augusteo, imparando a riconoscerne simboli e dettagli (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 12 partecipanti 6-12 anni).
www.arapacis.it/it/didattica/amici-l-erbario-del-mago-sempreverde
Martedì 21 aprile, alle 11.00, l’itinerario tra le collezioni capitoline raggiunge il Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, dove la visita (con interprete LIS) Pietro Canonica e il fascino dell’Oriente svela il legame tra lo scultore e l’estetica orientale (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 14 partecipanti: www.museocanonica.it/it/didattica/amici-pietro-canonica-e-il-fascino-dell-oriente-0). Le proposte di aMICi proseguono, giovedì 23 aprile (ore 16.00), al Museo di scultura antica Giovanni Barracco con l’incontro La nascita della scrittura e dello Stato, un focus sulle origini della parola scritta in Mesopotamia e in Egitto come strumento di amministrazione e potere (prenotazione consigliata allo 060608, massimo 25 partecipanti: www.museobarracco.it/it/didattica/amici-la-nascita-della-scrittura-e-dello-stato).
Per il ciclo Passeggiate Romane, sabato 18 aprile alle 11.00, un itinerario lungo i Bastioni del Gianicolo ripercorre l’evoluzione dei sistema difensivo urbano di questo settore della città, dall’età imperiale ai rifacimenti secenteschi fino alle vicende più recenti. Il percorso, con partenza dal Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, attraversa Villa Sciarra per concludersi alla Fontana dell’Acqua Paola (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 25 partecipanti)
www.museodellarepubblicaromana.it/it/didattica/i-bastioni-del-gianicolo-0
Gli itinerari urbani proseguono nella mattinata di martedì 21 aprile (ore 10.00) con un percorso nella Street art al Quadraro: una passeggiata tra gli interventi realizzati nell’ambito del progetto M.U.Ro che raccontano l’identità del quartiere, segnato dal rastrellamento del 17 aprile 1944. L’appuntamento è a largo dei Quintili, nei pressi della stazione Metro A Porta Furba (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 20 partecipanti).
www.sovraintendenzaroma.it/content/itinerari-urbani-un-percorso-nella-street-art-al-quadraro-0
Poche ore dopo, alle 13.00, la programmazione prosegue al Bastione Ardeatino tra storia e campagna romana, lungo un percorso che dall’arco di accesso di via di Villa Pepoli raggiunge il tracciato delle Mura Aureliane, snodandosi tra frammenti architettonici provenienti dalla demolizione della Spina di Borgo nel 1939. L’appuntamento è al termine di via Lucio Fabio Cilone (attività con interprete LIS ma non adatta a persone con difficoltà motorie, prenotazione obbligatoria allo 060608 per un massimo di 15 partecipanti).
www.sovraintendenzaroma.it/content/il-bastione-ardeatino-tra-storia-e-campagna-romana-56
Il giorno successivo, mercoledì 22 aprile alle 17.00, si terrà una visita alla Torre del Papito, in piazza dei Calcarari, edificio medievale che sorge nel limite orientale dell’Area Sacra di Largo Argentina, con possibilità di salire fino al sottotetto (attività non adatta a persone con difficoltà motorie; prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 8 partecipanti). www.sovraintendenzaroma.it/content/non-%C3%A8-la-torre-argentina-ma-del-papito-24
Il ciclo Archeologia in Comune propone invece, nella mattinata di mercoledì 22 aprile (ore 10.00), una visita al complesso della Villa di Massenzio per esplorarne i tre edifici principali: il palazzo, il circo e il mausoleo dinastico, con possibilità di accesso alla camera sepolcrale (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 25 partecipanti). www.villadimassenzio.it/it/didattica/visita-alla-villa-di-massenzio-14
Al Planetario di Roma proseguono gli spettacoli a tema astronomico. Per il pubblico adulto: From Earth to the Universe (in inglese – venerdì 17 e giovedì 23 aprile alle 16.00; martedì 21 aprile alle 18.00; mercoledì 22 aprile alle 17.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (venerdì 17 e martedì 21 aprile alle 17.00; sabato 18 e domenica 19 aprile alle 11.00; mercoledì 22 aprile alle 18.00); Ritorno alle Stelle (venerdì 17 aprile alle 18.00; sabato 18 aprile alle 10.00 e alle 17.00; domenica 19, martedì 21 e mercoledì 22 aprile alle 16.00; giovedì 23 aprile alle 17.00); La notte stellata (sabato 18 aprile alle 12.00; domenica 19 aprile alle 17.00); Il cielo degli innamorati (sabato 18 aprile alle 18.00); Space Opera (domenica 19 aprile alle 10.00; giovedì 23 aprile alle 18.00); Crociera nel cosmo (domenica 19 aprile alle 18.00).
Per i più piccoli, sabato 18 aprile alle 16.00 Gabriele Catanzaro, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium, condurrà lo spettacolo Accade tra le stelle, mentre domenica 19 aprile, alle 12.00, torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti.
Acquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it.
Il programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi, visite e incontri, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su www.museiincomuneroma.it; www.sovraintendenzaroma.it
Cultura
Roma apre le porte ai tesori archeologici restaurati grazie ai fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza
🏛️ Roma svela i segreti dei suoi tesori archeologici restaurati grazie al piano PNRR: visite guidate gratuite alla scoperta di luoghi storici inediti per tutto il mese di giugno.
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#Roma #Archeologia #PNRR #Cultura
Redazione- Roma accoglie i visitatori con un programma di aperture straordinarie che punta a svelare il volto inedito di alcuni dei suoi monumenti più rappresentativi. Nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 giugno, la città offre l’opportunità di immergersi nella storia attraverso visite guidate gratuite, promosse dalla Sovrintendenza Capitolina. L’iniziativa rientra nel più ampio progetto Caput Mundi, finanziato dal PNRR, che negli ultimi anni ha permesso di concretizzare importanti interventi di restauro, conservazione e valorizzazione su siti spesso preclusi al pubblico o soggette a un degrado che ne minacciava l’integrità.
Dopo il riscontro positivo della prima fase, che ha coinvolto oltre cinquecento presenze al mausoleo di Monte del Grano e al sepolcro di Largo Talamo, l’attenzione si sposta ora verso luoghi di alto valore simbolico e architettonico situati in diverse aree della Capitale. Il piano, fortemente voluto dall’amministrazione locale, mira non solo a recuperare i singoli manufatti ma a integrare queste testimonianze all’interno di un tessuto urbano più accessibile e narrato.
il patrimonio tra sacro e profano nella valle della Caffarella
La giornata di sabato 13 giugno è dedicata alla scoperta della chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella, un edificio che racchiude in sé secoli di stratificazioni storiche. Situato all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica, questo sito mostra una trasformazione millenaria: nato come tempio romano, è stato successivamente convertito in luogo di culto cristiano, conservando pregevoli testimonianze artistiche. Al suo interno, gli sguardi dei visitatori vengono catturati dagli affreschi dell’XI e del XVII secolo, tra cui spicca, per importanza storica, la raffigurazione della Madonna con Bambino tra Sant’Urbano e San Giovanni Evangelista, collocabile nel periodo tra il IX e il X secolo.
Oltre al recupero strutturale della chiesa, i recenti interventi hanno permesso il ripristino della scala che conduce al Ninfeo di Egeria. Questa suggestiva costruzione ipogea, risalente alla prima metà del II secolo dopo Cristo, è stata scavata direttamente nella roccia lungo la sponda sinistra del fiume Almone, riproducendo l’estetica di una grotta naturale. Il restauro ha consentito di mettere in sicurezza il percorso, permettendo al pubblico di avvicinarsi a uno dei luoghi mitici più celebri dell’antichità romana, un tempo meta di pellegrinaggi e soste rigenerative.
il nuovo volto del circo massimo e le radici di Tor de’ Cenci
Il programma prosegue domenica 14 giugno con due appuntamenti significativi. Il primo riguarda la villa romana di Tor de’ Cenci, un complesso architettonico che documenta l’attività abitativa e agricola dell’agro romano per un arco temporale vasto, che va dal I secolo avanti Cristo fino al V secolo dopo Cristo. La villa rappresenta un esempio di residenza suburbana in cui le funzioni produttive si fondevano con la vita quotidiana, offrendo uno squarcio sulla gestione del territorio fuori dalle mura urbiche.
In contemporanea, l’attenzione si sposta nel cuore della città, presso l’area archeologica del Circo Massimo. Per la prima volta, viene aperto un settore inedito situato nel lato sud-orientale dell’emiciclo, un’area che fino a questo momento era rimasta pressoché sconosciuta al grande pubblico. Gli scavi hanno restituito dati fondamentali sull’evoluzione della struttura di epoca traianea e sulle fasi di riutilizzo in epoca tardoantica, quando il Circo, ormai in declino, divenne sede di attività artigianali e abitazioni private.
Le indagini archeologiche hanno portato alla luce pavimentazioni originali e persino tracce degli edifici che, a partire dal XVIII secolo, furono costruiti sopra le vestigia romane, riutilizzando talvolta i vani antichi come spazi di servizio o cantine. La valorizzazione di quest’area non si è limitata alla sola conservazione, ma ha previsto l’installazione di nuovi percorsi di visita, inclusi supporti multimediali e scale di collegamento che rendono l’esperienza più immersiva. Le visite guidate, gestite dagli archeologi della Sovrintendenza, rappresentano una modalità privilegiata per comprendere le dinamiche di trasformazione che hanno interessato lo spazio pubblico e privato nel corso dei secoli. La partecipazione è libera, fino a esaurimento dei posti disponibili in base alla capacità di accoglienza dei siti.
Cultura
Umani troppo umani (oggi), l’arte riflette sulla fragilità contemporanea a Palazzo Braschi
🎭 Il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita “Umani troppo umani (oggi)”, una mostra intensa che esplora la fragilità dell’identità contemporanea attraverso lo sguardo degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
Non perdere l’occasione di riflettere sul valore della vita tra performance e arti visive. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Roma #AccademiaBelleArti #Mostra #PalazzoBraschi
Redazione- Roma accoglie, tra le prestigiose sale del Museo di Roma a Palazzo Braschi, un progetto espositivo che invita a una profonda introspezione sul presente. Dal 17 al 30 giugno 2026, lo storico edificio affacciato su piazza Navona e piazza San Pantaleo diventa il palcoscenico di Umani troppo umani (oggi), una collettiva che raccoglie l’estro e la ricerca critica degli studenti del Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Roma. L’iniziativa, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si propone di interrogare il pubblico sul valore intrinseco dell’esistenza in un’epoca dominata dall’incertezza.
Il progetto nasce da una riflessione partecipata, coordinata da Anna Maiorano per l’istituzione accademica romana, con la curatela dei testi critici affidata a Livia Romano. L’obiettivo è quello di sondare il confine sottile che separa, o unisce, la sacralità della vita umana ai meccanismi spersonalizzanti imposti dalla società globale. La mostra non si limita a esporre oggetti artistici, ma intende sollevare questioni di natura etica, indagando come il corpo, l’identità e la dignità siano costantemente sottoposti a pressioni esterne e dinamiche economiche che ne tentano una continua riscrittura.
il linguaggio dell’arte come critica sociale
Il titolo dell’esposizione, una citazione che richiama orizzonti filosofici radicati nella modernità, serve da lente d’ingrandimento per osservare la fragilità insita nel genere umano. I diciotto artisti coinvolti — tra cui Giulia Battista, Federica Bonomi, Sabino de Nichilo, Giuseppe Antonio Lo Presti e molti altri — attingono a un vocabolario espressivo multiforme. Il percorso espositivo si snoda infatti attraverso un dialogo tra pittura, scultura, installazioni video e performance, offrendo ai visitatori una mappatura delle inquietudini contemporanee.
Tra le opere esposte, si nota una volontà comune di restituire una visione complessa del presente, dove la nozione di “sacro” non viene intesa in senso dogmatico, ma come una forza simbolica capace di resistere alla mercificazione. Ogni opera si trasforma in un dispositivo critico, uno strumento che spinge lo spettatore a guardare con occhi diversi il rapporto tra sé e la comunità, tra l’individuo e le strutture di potere che modellano l’identità quotidiana. La varietà tecnica rispecchia la polifonia di pensieri che i giovani talenti dell’Accademia hanno saputo declinare, trasformando il Museo di Roma in un laboratorio di idee vivo e pulsante.
un rituale collettivo per aprire le porte
Il progetto espositivo trova il suo momento di massima espressione nell’anteprima del 16 giugno, alle ore 19.00. In questa occasione, il Museo ospiterà l’azione performativa Il cuscino della sposa, una performance diretta da Paola Ricci che chiama il pubblico a una partecipazione attiva. Un collettivo di studentesse — comprendente Isabella Abbate, Ginevra Angiuli, Nicole De Napoli, Aurelia Di Iorio, Marta Fornaini, Simona Giuliani e Martina Sarubbi — metterà in scena un rituale che esplora i temi del passaggio, della memoria e della trasformazione. La cura del dettaglio, dai costumi realizzati da G. Gabriella Pitarresi fino all’accompagnamento sonoro di Chiara Stella Landi, sottolinea la coesione progettuale del lavoro accademico.
L’ingresso alla mostra, gestito dai servizi museali di Zètema Progetto Cultura, è gratuito, rendendo l’iniziativa un’opportunità democratica per accostarsi all’arte emergente nel cuore della Capitale. Il Museo di Roma a Palazzo Braschi, con le sue architetture barocche, crea un contrasto scenografico perfetto con la contemporaneità delle opere, esaltando il dialogo tra il passato glorioso della città e le sfide del XXI secolo. La mostra rimane visitabile dal martedì alla domenica, osservando l’orario 10.00-19.00 (ultimo ingresso alle 18.00). Per ulteriori informazioni sugli eventi collaterali o sulle specifiche delle opere, il portale museiincomuneroma.it e il servizio telefonico 060608 restano a disposizione dei cittadini, garantendo un accesso agevole a questa panoramica sul sentire umano contemporaneo. È una rara occasione per toccare con mano le inquietudini e le speranze della prossima generazione di artisti.
Cultura
Gustavo Vélez e le dimensioni dell’equilibrio: trent’anni di scultura in mostra a Pietrasanta
🎨 Pietrasanta si trasforma in un museo a cielo aperto per i trent’anni di carriera di Gustavo Vélez: la mostra “Le dimensioni dell’equilibrio” esplora il rapporto tra marmo, geometria e spazio urbano tra le Alpi Apuane e il mare.
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#GustavoVelez #Pietrasanta #SculturaContemporanea #ArteVersilia
Redazione- Pietrasanta si prepara a celebrare un traguardo significativo per il panorama artistico internazionale: il trentennale della carriera di Gustavo Vélez. Dall’11 giugno al 20 settembre 2026, la città del marmo, celebre hub per la lavorazione artistica tra le Alpi Apuane e la costa tirrenica, ospita “Le dimensioni dell’equilibrio”, una mostra diffusa curata da Francesca Sborgi con il contributo di Eike Schmidt. L’evento trasforma il tessuto urbano in un museo a cielo aperto, coinvolgendo luoghi iconici come Piazza Duomo, il Complesso di Sant’Agostino, Piazza Carducci, Piazza Statuto, Piazza XXIV Maggio e il Pontile di Marina di Pietrasanta.
un legame profondo tra artista e territorio
L’esposizione non rappresenta soltanto una celebrazione formale, ma sancisce un legame indissolubile nato nel 1996, anno in cui l’artista colombiano scelse Pietrasanta come sua base operativa. In questi tre decenni, Vélez ha integrato la propria visione creativa con il sapere secolare delle maestranze locali. Il marmo e il bronzo, materiali che definiscono l’identità storica del distretto versiliese, diventano nelle mani dello scultore strumenti per sfidare le leggi della fisica. Le sue opere, spesso monumentali, sembrano sottrarsi alla forza di gravità, creando un cortocircuito percettivo tra la solidità della materia e la leggerezza di forme che paiono fluttuare nell’aria.
Il cuore pulsante del percorso espositivo è rappresentato da Piazza Duomo. Qui, il dialogo tra la pietra scolpita e l’architettura storica del territorio genera una tensione visiva che invita il pubblico a mutare continuamente i propri punti di vista. Il rigore geometrico del marmo, la lucentezza dell’acciaio e la matericità del bronzo si fondono, trasformando lo spazio pubblico in un ambiente dove la simmetria diventa linguaggio universale. Come sottolinea lo stesso artista, l’obiettivo è far sì che ogni scultura stabilisca un rapporto dialettico con il contesto circostante, offrendo ai visitatori un’esperienza che unisce libertà espressiva e precisione costruttiva.
oltre la forma: il percorso verso l’astrazione
Il viaggio artistico di Vélez, nato in Colombia a Medellín nel 1975 e forgiato dagli anni giovanili trascorsi a Firenze, ha visto una netta evoluzione. Partito da una matrice figurativa, l’artista si è spostato progressivamente verso l’astrazione geometrica, pur mantenendo intatto il rispetto per la tradizione plastica. Le opere in mostra non si impongono con aggressività, ma cercano un equilibrio meditativo, spogliando la materia di ogni sovrastruttura per rivelarne l’essenza.
Il Complesso di Sant’Agostino, con i suoi spazi più raccolti, offre una dimensione di silenzio e raccoglimento, permettendo al visitatore di analizzare i dettagli tecnici e la purezza delle linee di Vélez. Al contrario, la sezione di Marina di Pietrasanta, che si estende fino al Pontile, proietta le sculture verso l’orizzonte marino, mettendole in relazione diretta con la luce naturale e l’apertura del paesaggio. Questa dicotomia tra lo spazio chiuso, intimo, e quello aperto, monumentale, definisce l’ampiezza della ricerca condotta in questi trent’anni di attività.
La carriera di Gustavo Vélez ha superato ampiamente i confini toscani, consolidandosi in America, Asia ed Europa. Con la partecipazione alla Triennale di Scultura di Bad Ragaz e Vaduz nel 2023, l’artista ha confermato il proprio ruolo di protagonista nella scultura monumentale contemporanea. Il riconoscimento ottenuto in Italia nel 2024, con il Premio Fratelli Rosselli, testimonia l’importanza della sua figura come ambasciatore dell’eccellenza artistica di Pietrasanta nel mondo. Il fatto che un bozzetto della sua opera monumentale “Hipercúbicos” faccia parte delle collezioni del Museo dei Bozzetti è un ulteriore segno della stretta interconnessione tra il percorso di Vélez e la storia culturale della città.
L’esposizione, visitabile con orari variabili a seconda del periodo estivo, rappresenta un’occasione unica per osservare come la geometria possa farsi veicolo di poesia visiva. La mostra sarà aperta dal martedì alla domenica, con orari estesi durante le serate estive, garantendo una fruizione che spazia dalla luce del mattino fino alle atmosfere suggestive del tramonto. L’accesso ai luoghi pubblici della città permetterà a cittadini e turisti di vivere la scultura non come un elemento statico, ma come una componente dinamica della vita urbana, capace di cambiare volto alla città di Pietrasanta per tutta la durata dell’estate 2026.
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