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Politica

La grande sfida di Sforzini al vecchio sistema: in arrivo il libro “Rinascimento Nazionale” per una nuova Destra

SIAMO STANCHI DEI SOLITI “FASCISTI CONTRO COMUNISTI”, L’ITALIA E LA CLASSE MEDIA HANNO BISOGNO DI UNA POLITICA NUOVA! IN ARRIVO IL LIBRO-BOMBA DI LUCA SFORZINI CHE SVELA IL PROGRAMMA PER SALVARE LA NOSTRA NAZIONE! 📖 🏛️ 🇮🇹 Smettiamola di guardare al passato e alle vecchie guerre politiche del “Novecento”, il nostro Paese sta crollando e serve coraggio! Il 10 ottobre uscirà in tutte le librerie “Rinascimento Nazionale”, il formidabile e attesissimo saggio-manifesto scritto dall’imprenditore Luca Sforzini (dal Castello di Castellar Ponzano). E non mancano le polemiche feroci: Sforzini lancia una durissima frecciata al movimento “Futuro Nazionale”, accusandolo di aver “rifiutato” questo programma innovativo per tornare a rifugiarsi in idee vecchie di un secolo! L’autore propone la ricetta perfetta per salvare la classe media: uno Stato con Meno Burocrazia, ma Durissimo e Spietato nel garantire Sicurezza, Giustizia e blocco dell’Immigrazione Irregolare! Volete scoprire le clamorose “100 Tesi” per salvare l’Occidente? Cliccate e leggete il nostro bellissimo articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete stufi della “Vecchia Politica” ferma a un secolo fa, e sognate finalmente una “Destra Moderna”, Liberale e Forte per l’Italia? Diteci la Vostra nei commenti, e CONDIVIDETE a dismisura questo articolo sulle vostre bacheche!!

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Libro Rinascimento Nazionale

Castellar Ponzano (Alessandria) – C’è un’Italia stanca, profondamente delusa, schiacciata dalle tasse e da uno Stato invadente, che osserva la politica di oggi con immensa frustrazione. Un’Italia, quella della classe media impoverita, che non ne può letteralmente più di assistere alle eterne e stantie divisioni tra fascisti e comunisti, un Paese disperatamente affamato di leader capaci di guardare al futuro senza rimanere tragicamente ancorati alle vecchie, polverose e fallimentari logiche del Novecento.
È proprio per rispondere a questo grido di dolore, e per tracciare una rotta coraggiosa verso la salvezza dell’Occidente, che il prossimo 10 ottobre 2026 uscirà ufficialmente in tutte le librerie (e su Amazon) un saggio destinato a far discutere ferocemente l’intero panorama politico nazionale: “Rinascimento Nazionale. Per la rinascita dell’Italia e dell’Occidente”. A firmare quest’opera, edita da Iduna, è Luca Sforzini, brillante imprenditore, politico, mecenate e orgoglioso presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, ospitato proprio tra le affascinanti mura del suo Castello di Castellar Ponzano.

La bordata politica: lo strappo con “Futuro Nazionale”

Il libro non è una banale e fredda trattazione accademica, ma un vero e proprio manifesto di battaglia. E non mancano affatto le polemiche dirette. Sforzini, infatti, lancia un siluro potentissimo e senza peli sulla lingua ai suoi ex compagni di viaggio: «Dentro questo libro c’è l’esatto programma politico che il movimento “Futuro Nazionale” avrebbe potuto tranquillamente adottare, ma che ha scelto volontariamente di ignorare», afferma con fermezza l’autore.
«Avevano davanti l’occasione d’oro per creare una Destra del Ventunesimo secolo: una destra profondamente nazionale e fieramente liberale, inespugnabile sul tema della sicurezza e sull’immigrazione irregolare, orgogliosamente occidentale e proiettata al domani. Invece? Hanno codardamente preferito girarsi indietro, tornando a cercare inutili risposte nel secolo del Novecento». Un’accusa durissima, che mette a nudo l’incapacità di certi vertici politici di evolversi per il bene della nazione.

Una nuova Destra: forte, identitaria ma mai razzista

Il cuore pulsante del libro di Sforzini è una monumentale operazione di riscatto morale per i valori conservatori. Rinascimento Nazionale si interroga su un dogma vitale: è possibile costruire una Destra che sia fortemente identitaria senza mai scadere nel razzismo? È possibile avere uno Stato forte senza che diventi una prigione autoritaria?
La risposta di Sforzini è un fragoroso “Sì”. L’autore delinea il meraviglioso progetto di uno “Stato minimo”: meno invadente, meno tasse burocratiche a strozzare le imprese, meno ingerenza nella vita privata dei cittadini. Ma al tempo stesso, invoca uno Stato che sia “fortissimo” in quelle che sono le sue uniche funzioni essenziali: garantire una Sicurezza ferrea per le strade, una Giustizia implacabile, confini difesi strenuamente e infrastrutture moderne per far galoppare la nostra economia.

Un Manifesto di 100 Tesi per salvare l’Italia

Attraversando i grandi mali della nostra epoca (la crisi demografica che svuota le nostre culle, la burocrazia infernale dell’Europa, l’emergenza educativa nelle scuole, il rapporto critico con il mondo islamico, con Israele e con l’Intelligenza Artificiale), Sforzini non si limita affatto a criticare, ma propone soluzioni concrete, culminanti in un Manifesto finale di cento, formidabili tesi politiche.
Senza alcun patetico spirito nostalgico, l’autore pesca le energie per il futuro attingendo dal nostro ineguagliabile e glorioso passato: dal Risorgimento, dalla grandezza dell’Impero Romano e dallo spirito della Carta del Carnaro di Fiume. Nasce così la visione di una destra risorgimentale, che esalta il merito, la proprietà privata, la libertà e il coraggio di fare impresa. Luca Sforzini (da sempre impegnato nella difesa delle eccellenze e della cultura italiana) getta il sasso nello stagno: il Novecento è morto e sepolto. Ora tocca a noi smettere di rimpiangerlo e rimboccarci finalmente le maniche per salvare l’anima grande dell’Italia.

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Politica

Al via Itaca: Tajani e i Governatori aprono il cantiere delle idee nel nome della Patria e delle radici

“NON C’È FUTURO SENZA RADICI DA CUI RIPARTIRE, NÉ UN VIAGGIO SENZA UNA PATRIA IN CUI TORNARE”. AL VIA “ITACA”, IL GRANDE EVENTO POLITICO SULL’AMORE PER L’ITALIA! 🇮🇹 🏛️ 👏 Mettiamo per un attimo da parte le solite “urla” della politica, e torniamo a parlare di Valori Veri, di Radici, di Storia e di Identità! Oggi pomeriggio alle 17:00 si alza il sipario sulla nona edizione di “ITACA 2026”, il grande cantiere delle idee lanciato da Pino Cangemi! Il simbolo di quest’anno sarà “Laerte” (il padre dell’eroe Ulisse): un Re che scelse di abbandonare i lussi del palazzo reale per tornare a sporcarsi le mani lavorando la nuda Terra! Una bellissima metafora per ricordare ai nostri politici l’Amore per la Patria e per il sacrificio! E non è finita qui: un Premio Speciale (Il Riconoscimento Penelope) verrà consegnato a 25 Donne Amministratrici che ogni giorno lavorano nell’ombra per il bene dei nostri Comuni. Oggi sul palco grande dibattito sul futuro dell’Italia con i Governatori Rocca (Lazio), Schifani (Sicilia) e Cirio (Piemonte), seguiti dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani! Siete curiosi di leggere il bellissimo programma? Cliccate sull’articolo! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete convinti che in Italia si stia perdendo il senso di attaccamento alle “Radici” e alla “Patria”? Pensate che i politici di oggi debbano tornare a “sporcarsi le mani” tra la gente normale come facevano un tempo? Diteci la Vostra nei commenti, e CONDIVIDETE l’articolo per omaggiare queste 25 bravissime Donne!!

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Antonio Tajani

Roma – In un’epoca politica dominata troppo spesso dalla frenesia dei social network, dagli slogan urlati e da una preoccupante perdita di memoria storica, c’è ancora un luogo dove le idee, i valori e le tradizioni tornano al centro del dibattito, con calma e profondità. Quel luogo fisico e dell’anima è ITACA 2026, il tradizionale, prestigioso e irrinunciabile appuntamento politico-culturale che giunge quest’anno alla sua nona, attesissima edizione.
Come magistralmente annunciato da Pino Cangemi, storico pilastro e anima della kermesse, Itaca riapre ufficialmente le sue porte oggi pomeriggio alle ore 17.00. Non sarà una semplice passerella politica, ma un vero e proprio cantiere di idee: un luogo di incontro, di confronto acceso ma rispettoso, aperto a sensibilità e culture profondamente diverse, con la partecipazione di circa 80 tra autorevoli giornalisti, pensatori e relatori che daranno vita a un dialogo trasversale e plurale per il futuro dell’Italia.

Il ritorno alle origini: Laerte, il re contadino simbolo della Patria

Ciò che rende questa nona edizione di Itaca un evento politicamente e umanamente straordinario è la scelta del suo simbolo guida. Se negli anni scorsi i riflettori erano puntati sul viaggio, quest’anno il protagonista assoluto e indiscusso è Laerte, l’anziano e saggio padre dell’eroe Ulisse. Una figura che la letteratura considera apparentemente marginale, ma che in realtà è portatrice di un significato simbolico di una potenza devastante, specialmente per i tempi smarriti che stiamo vivendo.
Laerte è l’emblema della saggezza: è un re che, dopo una vita di battaglie, sceglie deliberatamente di spogliarsi delle vesti regali per vivere lontano dai fasti del potere, ritirandosi in campagna e dedicandosi anima e corpo al lavoro della terra, con le sue stesse mani. Le sue mani segnate dalla fatica affondano nella nuda terra, esattamente come le sue radici affondano nella memoria, nella storia e nel senso di appartenenza a una comunità. Omero lo accosta al mondo agreste, alla purezza del sudore e alla semplicità di una vita distante dalla dimensione eroica, ma infinitamente più vera. Il legame tra il padre Laerte e il figlio Ulisse diventa così una potentissima metafora politica: un sodalizio d’amore puro per la propria Patria. Come ricorda emozionato Cangemi, “non c’è alcun viaggio senza un luogo sicuro in cui tornare, né alcun futuro senza radici solide da cui ripartire”.

Il coraggio delle donne: il prestigioso “Riconoscimento Penelope”

Ma Itaca 2026 non guarda solo al passato, celebra anche chi costruisce silenziosamente il nostro presente. Accanto alla figura di Laerte, c’è un altro pilastro immortale del mito omerico che verrà doverosamente onorato: Penelope, simbolo di attesa, resilienza e intelligenza.
In un gesto di grandissima civiltà e riconoscenza istituzionale, l’organizzazione conferirà il prestigioso Riconoscimento “Penelope” a 25 donne eccezionali, attualmente impegnate in prima linea nella pubblica amministrazione. Si tratta di un tributo doveroso e commosso a quelle donne (sindache, amministratrici, dirigenti) che lavorano quotidianamente nell’ombra, spesso lontane dai riflettori, ma che con impegno, sacrificio e responsabilità instancabile contribuiscono ogni singolo giorno a tessere, ricostruire e tenere unito il fragile tessuto sociale delle nostre amate comunità locali.

Il grande dibattito: i Governatori a confronto e l’intervista a Tajani

Il programma dei lavori, che culminerà sabato sera con l’assegnazione dell’ambitissima “Nave di Ulisse” a 20 illustri premiati, parte oggi con un’agenda di altissimo profilo istituzionale.
Alle 17.00 il sipario si alzerà con un dibattito cruciale, vitale per capire il futuro del nostro Paese, incentrato sul ruolo e sul peso delle Regioni d’Italia. Sul palco si confronteranno tre pesi massimi del governo dei territori: il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il Presidente del Piemonte Alberto Cirio. Sarà un’occasione unica per discutere di autonomia, sanità e sviluppo economico. Subito a seguire, l’evento offrirà un altro momento di caratura internazionale, con l’attesissima intervista a tutto campo al Vicepremier e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, chiamato a fare il punto sulle infuocate dinamiche geopolitiche mondiali e sul ruolo chiave dell’Italia in Europa e nel mondo. Itaca è ufficialmente salpata.

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Politica

Da Forza Nuova a Fabrizio Corona: il piano segreto del Barone Nero per sbancare le elezioni

UNA CLAMOROSA “BOMBA” POLITICA A CIEL SERENO! IL FAMOSO “BARONE NERO” CERCA UN’ALLEANZA CON I NO-VAX E CON IL NUOVO PARTITO DI FABRIZIO CORONA! 🗳️ 💥 🇮🇹 Nel mondo politico e sui Social non si parla d’altro! Manca ancora molto alle prossime Elezioni Politiche del 2027, ma la campagna elettorale si sta già incendiando con alleanze a dir poco “imprevedibili”! Lo storico esponente della Destra dura e pura Roberto Jonghi Lavarini (detto il “Barone Nero”, oggi vicinissimo al Generale Vannacci) ha annunciato una “chiamata alle armi” per creare un polo Anti-Sistema e superare la legge elettorale! Il Barone Nero si è detto pronto a incontrare e formare Liste con Forza Nuova, con i movimenti No-Vax ma soprattutto (udite udite) persino con il nuovo Partito Politico dell’ex Re dei Paparazzi Fabrizio Corona! Il motivo? I sondaggi dicono che Corona fa il pieno di Voti tra i ragazzini e gli astensionisti che “Odiano il Sistema”! Siete curiosi di leggere tutti i dettagli di questa clamorosa indiscrezione politica che farà letteralmente impazzire i Partiti tradizionali? Cliccate e leggete il nostro articolo per i segreti del piano! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete “Stufi” dei soliti partiti e pensate che una Grande Alleanza tra figure popolari e fuori dagli schemi (come il Generale Vannacci o Fabrizio Corona) possa prendere tantissimi voti tra la gente “Arrabbiata”? Diteci la Vostra nei commenti per confrontarvi civilmente, e CONDIVIDETE l’articolo sulle vostre bacheche per informare gli amici!!

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Fabrizio Corona

Milano – Nel magmatico, imprevedibile e spesso spietato mondo della politica italiana, ci sono notizie che piombano sui palazzi del potere come dei veri e propri fulmini a ciel sereno, capaci di scombinare tutte le carte in tavola e di mandare su tutte le furie i salotti dei partiti tradizionali. L’indiscrezione (ormai diventata una dichiarazione ufficiale a tutti gli effetti) che sta scuotendo in queste ore la corsa verso le attesissime Elezioni Politiche del 2027, ha i contorni di una mossa strategica tanto folle quanto potenzialmente geniale. Il celeberrimo Roberto Jonghi Lavarini, storico e influente esponente della Destra sociale missina (noto alle cronache con il soprannome di “Barone Nero”) ed eclettico consigliere politico del Generale Roberto Vannacci, ha appena gettato un sasso gigantesco nello stagno: per battere il sistema, è pronto a dialogare faccia a faccia persino con il neonato partito politico del discusso e famoso ex Re dei paparazzi, Fabrizio Corona.

L’alleanza shock degli anti-sistema: a caccia dei voti della rabbia

La dichiarazione rilasciata dal Barone Nero è una clamorosa e lucida analisi del momento politico che stiamo vivendo. «In vista delle prossime elezioni politiche del 2027», ha spiegato accuratamente Jonghi Lavarini, «valutando con estrema attenzione le spietate regole imposte dalla nuova legge elettorale, le assurde complicazioni sulla presentazione delle liste e le tremende soglie di sbarramento, non ci sono alternative: bisogna dialogare con tutti».
La ricerca spasmodica di un’enorme ammucchiata elettorale “Anti-Sistema” parte ovviamente dallo zoccolo duro e puro della galassia nera e ribelle: il Barone Nero chiama esplicitamente a raccolta le forze di destra come Forza Nuova, la storica Fiamma Tricolore, il controverso comitato Remigrazione, Progetto Nazionale, Eurexit, Pro Patria e persino l’intero, agguerrito e arrabbiatissimo movimento dei No Vax.
Ma il vero, gigantesco “colpo di teatro” arriva con l’apertura inaspettata al mondo dello showbiz e dei giovani: «Dobbiamo dialogare anche con liste civiche e movimenti identitari autonomisti e, udite udite, anche con il nuovo partito di Fabrizio Corona. Secondo tutti gli ultimi sondaggi elettorali, il progetto di Corona riesce in un’impresa incredibile: raccogliere un numero spaventoso di consensi fra quegli italiani stufi e astensionisti che odiano il sistema, e soprattutto tra i giovanissimi».

La strategia degli incontri segreti: il piano dietro al Generale Vannacci

L’idea di far sedere allo stesso tavolo esponenti della Destra radicale, generali dell’esercito e figure ultra-pop e controverse come Fabrizio Corona, potrebbe sembrare a prima vista una provocazione mediatica. Invece, si tratta di una vera e propria macchina elettorale sotterranea che si è già messa in marcia a fari spenti.
Fonti ben informate confermano infatti che il “Barone Nero”, forte del suo ruolo di sponda e sostegno politico per il fenomeno elettorale del Generale Roberto Vannacci, stia intessendo da diverse settimane una lunga, laboriosa e fittissima rete di strategici quanto riservatissimi incontri politici a 360 gradi. L’obiettivo? Costruire una corazzata in grado di sfondare agevolmente gli insormontabili sbarramenti della nuova legge elettorale, canalizzando tutta l’insoddisfazione e la rabbia degli italiani “dimenticati” verso un unico, grandissimo e clamoroso calderone elettorale in vista del cruciale voto nazionale del 2027.

Futuro Nazionale spalanca le porte: appello ai “sinceri patrioti”

Il progetto per provare a far saltare il banco del perbenismo politico ha un nome ben preciso, ed è quello del movimento Futuro Nazionale, che si propone di essere il grande contenitore di questa coraggiosissima (e azzardata) operazione di ingegneria elettorale.
L’appello conclusivo lanciato da Roberto Jonghi Lavarini non ammette repliche o fraintendimenti, ed è una totale chiamata alle armi per tutti i ribelli del Paese: «Futuro Nazionale apre ufficialmente e coraggiosamente le proprie liste elettorali a tutti i sinceri patrioti di questa nazione. Apriamo le porte alle liste civiche, ai movimenti profondamente identitari e autonomisti, e soprattutto a tutti quegli Italiani che vogliono finalmente una politica che sia Nuova e Buona. Una politica che smetta di obbedire ai poteri forti e che torni a mettersi al totale ed esclusivo servizio degli interessi sacrosanti del nostro amato popolo, per difendere i risparmi delle nostre famiglie italiane e le fatiche delle nostre imprese abbandonate dallo Stato». La lunghissima corsa verso il 2027 è ufficialmente partita. E promette di essere uno spettacolo senza precedenti.

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Politica

Elezioni a Milano, il duro ultimatum della Destra: o il Generale Burgio o si corre da soli

CHE TEMPESTA NEL CENTRODESTRA PER IL SINDACO DI MILANO! LA DESTRA PURA LANCIA IL SUO “ULTIMATUM” ESALTANDO L’EROICO “GENERALE BURGIO” E ASFALTANDO I MODERATI! 🗳️ 💥 🇮🇹 Aria di grandissima burrasca politica a Milano! In vista delle attesissime elezioni per strappare il Comune alle sinistre, il centrodestra rischia di “spaccarsi” in modo clamoroso! Il Presidente del comitato “Destra per Milano”, Roberto Jonghi Lavarini, ha appena lanciato un ultimatum di fuoco: serve un candidato unitario e patriottico. Il nome forte? Il Generale Burgio, considerato un autentico “eroe di Stato nella lotta alla mafia e al terrorismo”! L’intervento politico ha letteralmente “asfaltato” l’ipotesi di Maurizio Lupi, sbarrandogli la strada, ponendo dure condizioni all’europeista Silvia Sardone e aprendo le porte a Matteo Perego. L’avvertimento finale, però, è durissimo: se i partiti moderati faranno ostruzionismo, la “Destra di Futuro Nazionale” correrà fieramente da SOLA alle elezioni con il suo Generale antimafia! Siete curiosi di leggere tutte le polemiche che stanno infiammando la campagna elettorale? Cliccate e leggete il nostro articolo per tutti i dettagli! 👇 🗣️ A cosa credete? Anche voi siete d’accordo sul fatto che la “Sicurezza e la Lotta al Crimine” debbano tornare al Centro della politica delle grandi Città puntando su un “Generale” di Stato? Diteci la Vostra nei commenti per confrontarvi, e CONDIVIDETE a dismisura questo articolo politico sulle vostre bacheche!!

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Generale Burgio

Milano – La corsa per la tanto attesa conquista di Palazzo Marino (la sede storica e il cuore pulsante dell’amministrazione comunale di Milano) si sta rapidamente trasformando in una spietata partita a scacchi, carica di tensioni, polemiche roventi e clamorosi avvertimenti politici. Il centrodestra milanese è attualmente attraversato da un vero e proprio terremoto interno, e a far tremare letteralmente i palazzi della politica ci ha pensato un durissimo e pesantissimo ultimatum lanciato in queste ore da Roberto Jonghi Lavarini, vulcanico Presidente onorario dello storico comitato Destra per Milano (fondato nel lontano 2000), grandissimo sostenitore del movimento Futuro Nazionale, nonché attivissimo e influente consigliere del chiacchieratissimo Generale Roberto Vannacci.
Il messaggio recapitato ai leader della coalizione di centrodestra è chiaro, netto e senza possibilità di appello: la vera Destra non è disposta a fare sconti a nessuno, né tantomeno a subire diktat dai moderati. O si apre immediatamente un tavolo serio di confronto sul programma e si accetta la fortissima candidatura di un vero patriota, oppure si andrà fieramente allo scontro aperto, correndo in totale autonomia per espugnare il Comune milanese.

Il pressing di Jonghi Lavarini: l’ipotesi del Generale Burgio

La carta calata sul tavolo per guidare l’assalto a Palazzo Marino è un nome che non ammette mezze misure e incute assoluto rispetto istituzionale. «Il Generale Burgio è un solidissimo uomo di Stato», ha dichiarato con orgoglio e fermezza Jonghi Lavarini. «Stiamo parlando di un autentico eroe, un uomo in prima linea da sempre nella durissima e sanguinosa guerra senza quartiere contro la criminalità organizzata e il terrorismo internazionale. Un vero e puro patriota messo a totale disposizione dei cittadini milanesi, ma anche dell’intera e vasta platea del centrodestra, del quale potrebbe e dovrebbe essere l’autorevole candidato unitario ideale. E badate bene: il Generale è già in piena, attivissima e feroce campagna elettorale da settimane».
La candidatura di un Generale antimafia rappresenta una mossa pesantissima per riportare il fondamentale e vitale tema della Sicurezza urbana al centro assoluto dell’agenda elettorale milanese.

Porte sbarrate a Maurizio Lupi e il severo monito alla Sardone

L’intervento di Jonghi Lavarini si è poi trasformato in una spietata e lucidissima “pagella” politica per gli altri ipotetici candidati del centrodestra. Il giudizio più rovente, chirurgico e implacabile è stato riservato all’ex ministro. «Maurizio Lupi godeva certamente della nostra stima passata, ma ha pubblicamente dichiarato di non volere “la destra” all’interno della sua ipotetica coalizione. Così facendo, per noi, è automaticamente diventato un elemento divisivo e, politicamente parlando, un perdente nato», tuona Lavarini, sbarrando clamorosamente la strada all’esponente di Noi Moderati.
Ma ce n’è anche per l’europarlamentare leghista. «Il nome di Silvia Sardone non andrebbe per nulla male, ma prima deve categoricamente chiarire al cento per cento la sua totale disponibilità a dialogare e collaborare apertamente con Futuro Nazionale», avverte il Presidente di Destra per Milano. Menzione d’onore e curiosità, invece, per l’esponente di Forza Italia: «A me piace sinceramente molto anche l’ottimo profilo del sottosegretario Matteo Perego di Cremnago, ma prima di poterne discutere bisognerebbe capirne a fondo le idee, la visione strategica e le proposte concrete per salvare la nostra città».

Un asse allargato o la clamorosa rottura: le condizioni poste da Futuro Nazionale

Il grande, rovente e finale ammonimento lanciato all’intero blocco del centrodestra suona come una vera e propria e spaventosa dichiarazione di guerra in vista delle prossime scadenze elettorali per il Comune.
Jonghi Lavarini ribadisce che la sua area politica non ha alcuna preclusione a formare una grandissima e invincibile alleanza. «La destra è assolutamente e responsabilmente disponibile a creare una vastissima coalizione, allargata volentieri anche a tutte le Liste Civiche cittadine e al “Patto con il Nord”, con il solo e unico scopo di stravincere le elezioni comunali per sfrattare le sinistre. Ma per farlo, serve immediatamente e senza inutili perdite di tempo un serio, costruttivo e sereno confronto sul programma politico e sul nome del candidato Sindaco».
E se questa apertura dovesse cadere irresponsabilmente nel vuoto? Se i “soliti noti” dovessero provare a escludere le voci meno moderate? La risposta è un colpo di cannone definitivo: «Altrimenti, Futuro Nazionale non si tirerà certamente indietro. Si presenterà agli elettori milanesi, fieramente e autonomamente, correndo da sola con il Generale Burgio come proprio orgoglioso candidato Sindaco!». Il guanto di sfida è ufficialmente lanciato: la parola ora passa agli alleati (o futuri avversari) del centrodestra.

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