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Afghanistan alla Biennale di Venezia 2028: gli artisti vogliono raccontare il proprio Paese senza il controllo dei talebani

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artisti afghani

Venezia- Artisti e operatori culturali afghani hanno avviato una campagna per la creazione di un padiglione indipendente dell’Afghanistan alla Biennale d’Arte di Venezia del 2028. L’iniziativa mira a offrire alla comunità creativa afghana uno spazio autonomo in cui presentare la propria arte, cultura e identità, senza interferenze o controlli da parte dei talebani.

Il progetto, intitolato «Pathway to an Afghanistan Pavilion 2028», è stato presentato durante un incontro presso la Fondazione Querini Stampalia a Venezia, in occasione dell’attuale edizione della Biennale.

Tra gli interventi figurano quelli di Richard Bennett, Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Afghanistan, degli artisti afghani Zhanou Gaussy e Yama Rahimi, della curatrice Lisa Ahmadi e del curatore britannico Jonathan Watkins.

Oltre l’arte: il diritto di raccontare l’Afghanistan

L’iniziativa va oltre la semplice partecipazione a una manifestazione internazionale. Al centro vi è una questione fondamentale: chi ha il diritto di rappresentare la cultura afghana nel mondo, il governo talebano o gli artisti e la comunità culturale del Paese?

Dal ritorno al potere dei talebani nell’agosto 2021, gli artisti afghani hanno dovuto affrontare restrizioni sempre più severe. I divieti sulla musica, le limitazioni alle arti visive e le difficoltà imposte alla vita culturale hanno costretto numerosi artisti a lasciare il Paese o a proseguire il proprio lavoro in condizioni difficili.

In questo contesto, un padiglione indipendente potrebbe diventare uno spazio di libertà e di espressione, permettendo agli artisti di presentare una visione dell’Afghanistan che non sia definita esclusivamente dalla guerra, dalle crisi politiche o dalle restrizioni imposte dal regime.

Un padiglione guidato dalla comunità culturale

Secondo gli organizzatori, il progetto prevede una struttura simile a quella dei tradizionali padiglioni nazionali della Biennale, con un curatore, un modello di governance e una visione artistica ben definita.

La differenza fondamentale è che la direzione artistica e gestionale sarebbe affidata alla comunità culturale afghana, anziché a un governo.

La campagna è guidata da Art for Freedom Initiative (AFI) e Art Liberation Initiative (ILA), in collaborazione con Boom Freedom Initiative.

L’obiettivo è coinvolgere sia gli artisti che vivono in Afghanistan sia quelli appartenenti alla diaspora, creando un dialogo tra esperienze diverse e dando spazio a temi come l’identità, l’esilio, la memoria, la libertà e la vita quotidiana.

Una nuova opportunità per la cultura afghana

La cultura dell’Afghanistan possiede una storia secolare, che comprende poesia, musica, calligrafia, arti visive e artigianato. La partecipazione alla Biennale offrirebbe l’opportunità di presentare queste tradizioni insieme alle forme più contemporanee della produzione artistica afghana.

L’Afghanistan aveva partecipato alla 51ª Biennale di Venezia nel 2005, ma nelle edizioni più recenti non ha avuto un padiglione nazionale ufficiale indipendente.

Il progetto per il 2028 apre quindi un percorso biennale volto a rendere possibile una nuova presenza afghana sulla scena artistica internazionale. La sua realizzazione richiederà tuttavia un lavoro organizzativo, risorse economiche e una struttura curatoriale e gestionale adeguata.

Venezia 2028: una questione di libertà e identità

La Biennale di Venezia non è soltanto una grande esposizione d’arte contemporanea. È anche un luogo di confronto internazionale sui temi dell’identità, della storia, della libertà di espressione e del ruolo della cultura nella società.

Un padiglione afghano indipendente potrebbe consentire agli artisti di presentare il proprio Paese attraverso prospettive plurali, senza ridurre la sua identità culturale alle decisioni del potere politico.

La sfida, dunque, non consiste soltanto nel portare opere d’arte a Venezia, ma nel restituire agli artisti afghani il diritto di raccontare la propria storia con la propria voce.

La campagna per il 2028 rappresenta così un tentativo di trasformare la partecipazione artistica in uno spazio concreto di libertà, riconoscimento internazionale e continuità culturale, in un momento in cui la libertà artistica in Afghanistan è sottoposta a forti restrizioni.

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San Francesco e Rumi: magia e svolta storica al Teatro Villa Pamphilj con il dialogo in musica

Il Teatro Villa Pamphilj di Roma ospita domenica 18 ottobre lo straordinario spettacolo “Il dialogo in musica di San Francesco e Rumi” con Stefano Saletti e Pejman Tadayon. Un viaggio sonoro ed emozionante tra Assisi e la Persia, dove le laudi francescane incontrano la tradizione sufi 👇

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Pejman Tadayon & Stefano Saletti (

Roma – Immaginate due anime mistiche straordinarie, vissute nel medesimo secolo a migliaia di chilometri di distanza, che non si sono mai incontrate fisicamente ma che hanno respirato la stessa identica urgenza di assoluto, pace e fratellanza universale. Sotto il peso dei conflitti geopolitici che oggi continuano a insanguinare i confini del mondo, esiste un bisogno viscerale e profondo di riscoprire linguaggi capaci di abbattere i muri dell’incomprensione e dell’odio religioso. La musica acustica e la poesia d’autore possiedono questa eccezionale capacità catartica: sanno trasformarsi in un porto sicuro, un ponte di luce sospeso tra Oriente e Occidente dove le diversità culturali non dividono le persone, ma si fondono in un unico, commovente canto di amore universale.

Per dare corpo a questa splendida e necessaria visione spirituale, una delle cornici più suggestive e verdi della Capitale si appresta a ospitare un evento dal profondo impatto emotivo. Domenica 18 ottobre 2026, a partire dalle ore 11:30, il Teatro Villa Pamphilj aprirà le sue porte per presentare lo spettacolo intitolato “Il dialogo in musica di San Francesco e Rumi”. Questa importante iniziativa d’oro vedrà salire sul palcoscenico due maestri indiscussi della world music, Stefano Saletti e Pejman Tadayon, uniti per guidare il pubblico in un viaggio sonoro e poetico senza confini, sospeso tra la piana di Assisi e il fascino millenario della Persia.

Due giganti del Tredicesimo secolo uniti nella ricerca dell’essenziale

I due protagonisti storici della rassegna, San Francesco d’Assisi e il poeta mistico persiano Jalāl al-Dīn Rumi, hanno attraversato il XIII secolo lasciando un’impronta indelebile nella storia dell’umanità. Nonostante appartenessero a fedi e culture radicalmente differenti, nelle loro parole e nei loro versi spontanei emergono consonanze che stupiscono per la loro sbalorditiva attualità: l’abbandono totale dell’ego, la ricerca dell’essenziale, la fratellanza cosmica tra tutti gli esseri viventi e il desiderio di ricongiungersi con la parte più intima della creazione. Lo spettacolo mette in relazione queste due esperienze sublimi, immaginando un dialogo d’autore in cui le barriere linguistiche crollano davanti alla purezza del suono.

La scrittura musicale concepita per l’evento si configura come una vera e propria opera di architettura sonora, dove antico e contemporaneo convivono in perfetta armonia. Stefano Saletti, polistrumentista e compositore originario di Rieti — terra profondamente legata alla Valle Santa e ai santuari francescani —, intreccerà la sua voce con le corde del liuto, del saz e della chitarra. Al suo fianco, il musicista iraniano Pejman Tadayon, custode delle millenarie tradizioni sufi, arricchirà la trama sonora attraverso il canto persiano e l’utilizzo di strumenti tradizionali orientali dal fascino magnetico come il kemanche, il flauto ney e il tamburo a cornice daf.

Laudi francescane e versi sufi per sconfiggere il caos del presente

Il ricco cartellone dello spettacolo prevede un’alternanza serrata tra l’esecuzione di antiche laudi francescane, la lettura dei testi originali del Poverello d’Assisi — tra cui i passaggi fondamentali del Cantico delle creature — e la declamazione delle poesie d’amore e di estasi firmate da Rumi. Le due voci poetiche non verranno presentate come espressioni di mondi separati o contrapposti, ma come sfaccettature diverse di un medesimo cammino umano: quello di un’umanità che cerca di superare i propri limiti fisici per riscoprire un rapporto autentico e rispettoso con l’altro, con lo straniero e con il divino.

Il messaggio che scaturisce da questo incontro acustico possiede un valore politico e pedagogico immenso per la società contemporanea. In un’epoca dominata dal cinismo e dall’isolamento individuale, la performance di Saletti e Tadayon ricorda ai cittadini che l’arte può e deve essere uno strumento di pace in grado di unire ciò che la politica divide. La macchina organizzativa del Teatro Villa Pamphilj ha già attivato le prevendite, fissando il costo del biglietto alla cifra accessibile di 10 euro (ridotto a 7 euro per i giovani), per consentire a famiglie e studenti di assicurarsi un posto in prima fila in questa notte magica dell’anima, dove la bellezza si fa cura collettiva.

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A Ladispoli la grande danza contemporanea con il Festival Corrispondenze: otto compagnie allo Spazio Agorà tra teatro fisico e debutti

Grande danza contemporanea sul litorale romano: dal 17 ottobre al 1° novembre allo Spazio Agorà di Ladispoli torna il Festival Corrispondenze con la direzione di Paola Sorressa. Cinque weekend con otto compagnie d’eccellenza, dal Balletto Teatro di Torino alla nuova creazione “Stone” di Mandala Dance Company, dal Pinocchio di EgriBiancoDanza al pluripremiato “Made in ILVA”. E per tutti i ballerini e gli appassionati di arti performative, scoprite le protezioni e gli accessori per la danza in offerta su Amazon. Leggete il cartellone completo sul nostro giornale 👇

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NATURALIS LABOR

Ladispoli – Il corpo come territorio di indagine, il movimento come architettura di relazioni e la scena come laboratorio permanente in cui il gesto si fonde con la musica, la memoria storica e il teatro di figura. Dal 17 ottobre al 1° novembre 2026, lo Spazio Performativo AGORÀ di Ladispoli ospita l’attesa XVIII edizione del Festival Corrispondenze, uno dei presidi culturali più dinamici e stimolanti del panorama coreutico laziale e nazionale. Ideata e diretta con instancabile visione da Paola Sorressa, direttrice artistica di Mandala Dance Company, la rassegna proporrà cinque fitti appuntamenti domenicali e serali, riunendo otto tra le più prestigiose formazioni della danza contemporanea italiana in un cartellone che attraversa creazioni storiche, prime assolute, residenze d’artista e progetti di scouting dedicati ai nuovi autori della scena.

Il weekend inaugurale: il Balletto Teatro di Torino, Estemporada e “Stone”

L’apertura della rassegna, in programma sabato 17 ottobre alle ore 17:00, promette un inizio di straordinario impatto visivo ed emotivo. Ad aprire le danze sarà il celebre Balletto Teatro di Torino con #Soundscape, partitura istantanea firmata da Viola Scaglione con musica eseguita rigorosamente dal vivo dal percussionista Andrea Fabris: un’opera estemporanea in cui il respiro dello spazio scenico modella direttamente il flusso cinetico dei corpi. A seguire, la compagnia sarda Estemporada porterà in scena Le Crisalidi, coreografia di Livia Lepri (sostenuta da MIC e Regione Sardegna), in cui la suggestione di un involucro di plastica si trasforma in dimora simbolica per interrogarsi sulla possibilità di abitare e rigenerare lo spazio contemporaneo.

A sigillare la prima giornata sarà la compagnia ospite, Mandala Dance Company, che presenterà in anteprima Stone, nuova creazione 2026 di Paola Sorressa sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Lazio. Una pietra diventa il baricentro poetico di una ricerca sul peso della materia, sulla memoria ancestrale e sulla metamorfosi corporea, affidata al virtuosismo dei sei interpreti Giulia Avola, Gabriele Crosta, Davide Galuppi, Silvia Pinti, Gaia Rita Sessa e Alessia Stocchi. Partnering acrobatico, floorwork fluido e contact improvisation si alternano sulle evocative musiche originali composte dal maestro Sergio De Vito.

Tra mito, figura e metamorfosi: la domenica di Campania Danza e Fabula Saltica

Domenica 18 ottobre, sempre a partire dalle ore 17:00, il palcoscenico dell’Agorà accoglierà la compagnia Campania Danza con Gocce, interpretata e coreografata da Olimpia Milione, Federica Clarizia, Antonello Apicella e Simone Liguori, in cui l’elemento acquatico diventa metafora di trasformazione e comunione tra individuo e collettività. Grande attesa poi per la compagnia Fabula Saltica con Eudemonia, creazione di e con Chiara Tosti arricchita dalla presenza scultorea della marionetta ideata da Mariella Carbone: un raffinato punto d’incontro tra danza contemporanea e teatro di figura che scava nei labirinti del doppio, del controllo e della conquista dell’identità personale.

A completare la giornata sarà il ritorno di Estemporada con Nel tempo intessuto di Penelope – Il Viaggio, per la regia e coreografia di Francesco Bax, un’intensa rilettura dell’attesa omerica e dell’atto del tessere come archetipo di libertà e scoperta dell’altro.

Passione per la danza e il movimento consapevole

Per danzatori, allievi e appassionati delle arti performative, scoprite i migliori Accessori per il Floorwork e la Danza Contemporanea (Ginocchiere Elastiche Protettive / Fasce da Stretching) e i saggi storici sul teatro-danza e su Pina Bausch in promozione su Amazon.

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Pinocchio per le famiglie e l’impegno civile di “Made in ILVA”

Il Festival Corrispondenze si distingue anche per l’attenzione ai linguaggi educativi per le nuove generazioni: venerdì 23 ottobre alle 17:00 la storica compagnia torinese EgriBiancoDanza proporrà Storie di un burattino – suggestioni da Pinocchio, ideato e coreografato da Raphael Bianco sulle celebri sonate di Domenico Scarlatti, rileggendo il capolavoro collodiano come viaggio iniziatico dall’infanzia all’autonomia morale.

Sabato 31 ottobre la scena si farà testimonianza civile e politica di rara potenza con Instabili Vaganti e il loro spettacolo cult Made in ILVA (regia di Anna Dora Dorno con Nicola Pianzola), opera acclamata a livello internazionale e candidata al Total Theatre Award del Fringe Festival di Edimburgo. Attraverso teatro fisico estremo, canti operai, proiezioni e i versi poetici di Luigi Di Ruscio, lo spettacolo affronta la lacerazione tra diritto al lavoro, salute e territorio a Taranto. Nella stessa serata, la compagnia Naturalis Labor presenterà in prima romana Paysage après la bataille, toccante coreografia di Luciano Padovani incentrata sul silenzio assordante che segue la devastazione della guerra e sulla pietà umana che raccoglie e sorregge i corpi feriti.

Il progetto NVED e la scommessa sui coreografi Over 30

Il gran finale di domenica 1° novembre sarà interamente dedicato alla quinta edizione di NVED – Nuovi Vettori Evolutivi Danza, il progetto di scouting e accompagnamento alla produzione ideato da Mandala Dance Company all’interno del triennio 2025/27 di NAUTILUX. Rivolto espressamente a sostenere coreografi e coreografe Over 30 — categoria spesso esclusa dai tradizionali bandi giovanili —, NVED porterà al debutto il progetto vincitore sul tema CONNECTIONS, al termine di una residenza artistica intensiva con il tutoraggio di Paola Sorressa, garantendo all’opera una circuitazione minima di tre recite nei festival nazionali.

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“California Dreamin'”, Ezio Guaitamacchi presenta il suo nuovo libro a Roma con Carlo Massarini: mezzo secolo di sogno rock alla Libreria ELI

Martedì 13 ottobre alle ore 18 alla Libreria ELI di Roma (Viale Somalia 50/A) imperdibile appuntamento per gli amanti della musica: Ezio Guaitamacchi presenta il suo nuovo saggio “California Dreamin'” (Hoepli) insieme a Carlo Massarini. Dai Beach Boys ai Red Hot Chili Peppers, mezzo secolo di sogni e contraddizioni del rock americano con aneddoti e playlist in QR code. E per ascoltare i capolavori della West Coast e sfogliare il volume, scoprite il libro e i vinili rock storici su Amazon. Leggete l’articolo completo sul nostro giornale 👇

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Ezio Guaitamacchi

Roma – Il profumo dell’oceano Pacifico lungo la leggendaria Pacific Coast Highway, i tramonti psichedelici di Laurel Canyon, la rivoluzione libertaria di San Francisco e l’energia cruda dell’asfalto di Los Angeles. Martedì 13 ottobre 2026, a partire dalle ore 18:00, la Libreria ELI di Roma (in Viale Somalia 50/A) si trasformerà nella capitale del rock d’oltreoceano per ospitare la presentazione ufficiale di «California Dreamin’ – Ascesa e declino del sogno (rock) americano» (edito da Ulrico Hoepli), l’atteso e monumentale nuovo volume firmato da Ezio Guaitamacchi. A dialogare con l’autore in un imperdibile faccia a faccia generazionale sarà Carlo Massarini, decano del giornalismo musicale italiano, critico raffinato e indimenticabile conduttore di programmi cult come Mister Fantasy.

Un romanzo in musica tra Laurel Canyon e Sunset Boulevard

Articolato in ventidue densi e vibranti capitoli, California Dreamin’ non si presenta come una fredda enciclopedia discografica, ma si sviluppa con il ritmo incalzante di un autentico “romanzo in musica”. Attraverso una narrazione che fonde rigore storiografico e passione viscerale, Guaitamacchi ripercorre oltre cinquant’anni di epopea sonora nata e fiorita sotto il sole della California: dagli accordi solari delle armonie vocali dei Beach Boys fino alle deflagrazioni funk-rock e crossover dei Red Hot Chili Peppers, passando per le visioni poetiche e oscure dei Doors di Jim Morrison, il country-rock stellare degli Eagles, il misticismo lisergico dei Grateful Dead e il sodalizio magico di Crosby, Stills, Nash & Young.

Nel volume appena approdato nelle librerie e negli store digitali, l’autore intreccia retroscena inediti, testimonianze dirette di prima mano, memorie personali raccolte nei suoi innumerevoli viaggi on the road sulla West Coast americana e interviste esclusive con i protagonisti che hanno fatto la storia del genere. Il racconto documenta con lucidità come la California sia stata per decenni l’incubatrice globale di ideali, libertà sessuale, battaglie civili e innovazioni sonore, per poi analizzare il progressivo disincanto, le derive commerciali e il tramonto di quell’utopia libertaria.

L’incontro tra due giganti della divulgazione musicale

L’appuntamento romano alla Libreria ELI promette scintille per tutti gli appassionati grazie alla presenza di due autentici fuoriclasse della cultura musicale italiana. Musicologo, chitarrista, docente, autore di programmi radio-televisivi e firma di spicco della critica specializzata, Ezio Guaitamacchi vanta al suo attivo oltre venticinque saggi dedicati alla storia del rock, confermandosi uno dei massimi narratori viventi delle grandi saghe musicali del Novecento.

Al suo fianco, Carlo Massarini porterà la sua straordinaria eleganza comunicativa e la sua enciclopedica memoria storica. L’incontro sarà un dialogo a cuore aperto tra due testimoni privilegiati che hanno vissuto, raccontato e fatto amare il rock a intere generazioni di italiani, arricchendo la presentazione con aneddoti sul backstage dei grandi festival, aneddoti su incontri ravvicinati con le leggende della West Coast e riflessioni sociologiche sull’eredità che quella stagione irripetibile lascia al pubblico contemporaneo.

La leggenda del rock americano a casa tua

Per rivivere le atmosfere magiche della West Coast tra sole, chitarre e sogni californiani, scoprite il nuovo libro «California Dreamin’» di Ezio Guaitamacchi (Hoepli) e la selezione dei Migliori Vinili del Rock Americano (The Doors, Eagles, Beach Boys) in offerta su Amazon.

👉 Scopri il libro California Dreamin’ e i capolavori del rock su Amazon

Illustrazioni, colonna sonora in QR code e i “Californiani d’Italia”

A impreziosire il volume edito da Hoepli vi è un apparato iconografico ricco di fotografie rare e illustrazioni d’epoca, affiancato da una speciale sezione intitolata «I Californiani d’Italia», dedicata a tutti quegli artisti e musicisti nostrani che hanno assorbito il suono della West Coast rielaborandolo con sensibilità mediterranea. Una vera e propria chicca interattiva è rappresentata dalla colonna sonora integrata nel testo: attraverso comodi QR code disseminati lungo i capitoli, il lettore può ascoltare in streaming su smartphone e tablet le playlist tematiche appositamente curate da Guaitamacchi per accompagnare ogni tappa del viaggio letterario.

Informazioni sull’evento alla Libreria ELI

La presentazione di «California Dreamin’ – Ascesa e declino del sogno (rock) americano» si terrà martedì 13 ottobre 2026 alle ore 18:00 presso la Libreria ELI in Viale Somalia 50/A nel quartiere Trieste-Salario a Roma. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Al termine del confronto con Carlo Massarini, l’autore sarà a disposizione del pubblico per il consueto firma-copie e per scambiare impressioni con i lettori. Una serata da non perdere per chiunque creda ancora nel potere salvifico e nella poesia senza tempo della musica rock.

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