Rimani in contatto con noi
#

Attualità

Il Mattutino dal Castello Sforzini di martedì 13 ottobre 2026: «Signori, il copione è stato smarrito: improvvisate con eleganza»

«Signori, il copione è stato smarrito. Lo spettacolo comincia regolarmente: improvvisate con eleganza». Dalle mura medievali del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, Il Mattutino di martedì 13 ottobre 2026 ci regala una fulminea e profonda lezione di vita, rievocando le parole di Fernando Pessoa sul coraggio di abitare l’imprevisto con dignità e bellezza interiore. Leggi la riflessione completa per iniziare la giornata: 👇

Pubblicato

a

Il mattutino del 13 ottobre 2026

Castellar Ponzano – Ci sono albe in cui la vita sembra pretendere da noi l’esatto contrario di ciò che avevamo meticolosamente pianificato. Ci svegliamo convinti di dover recitare una parte già scritta, protetti dalla rassicurante impalcatura delle nostre abitudini, delle nostre agende e delle nostre certezze consolidate, quando all’improvviso un soffio di vento spariglia i fogli sulla scrivania e lascia il palcoscenico deserto. È in questo preciso crocevia tra il disorientamento e la rinascita che si insinua Il Mattutino di martedì 13 ottobre 2026, diffuso come consuetudine dalle austere e silenziose mura medievali del Castello Sforzini di Castellar Ponzano.

Un componimento breve, fulmineo come una battuta sussurrata dietro le quinte prima che si alzi il sipario, ma gravido di una densità filosofica universale: «Signori, il copione è stato smarrito. Lo spettacolo comincia regolarmente. Per il resto, improvvisate con eleganza. Il pubblico potrebbe essere il destino. La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori». Parole che risuonano come una scossa benefica per l’anima, esortando chiunque le legga a non fuggire di fronte all’imprevisto, ma ad abitarlo con grazia, dignità e fermezza morale.

Il copione smarrito: la caduta delle illusioni e il coraggio della scena

L’immagine del copione che scompare è una delle più potenti metafore dell’esistenza umana. Sin dalla nascita, la società, le convenzioni e le nostre stesse paure cercano di cucirci addosso un testo predeterminato: risposte preconfezionate per ogni domanda, binari rigidi da seguire per evitare il rischio dell’errore, maschere sociali da indossare per compiacere lo sguardo altrui. Eppure, la vera vita – quella autentica, pulsante e imprevedibile – comincia esattamente nell’istante in cui quel testo va perduto.

Non c’è tempo per scendere dal palco, non c’è possibilità di sospendere la replica o chiedere un rinvio: «Lo spettacolo comincia regolarmente». È l’imperativo categorico del tempo che scorre, della clessidra che non concede pause. Quando ci viene a mancare la rete di protezione di ciò che credevamo immutabile – che si tratti di un progetto professionale sfumato, di una relazione che muta o di una crisi interiore improvvisa –, la tentazione comune è quella di cedere al panico o al risentimento. Il Mattutino suggerisce invece un cambio radicale di postura: non la resa caotica, ma l’improvvisazione aristocratica dello spirito, guidata dall’eleganza interiore.

Scrittura d’Autore e Alta Manifattura: La Penna Stilografica di Lusso

Per fermare sulla carta riflessioni filosofiche, memorie personali e decisioni cruciali con l’inconfondibile tratto dell’inchiostro puro e un pennino in oro massiccio lavorato a mano: lo strumento di scrittura senza tempo preferito da scrittori, diplomatici e collezionisti in tutto il mondo è l’iconica Montblanc Meisterstück Classique (o il capolavoro tedesco Pelikan Souverän M800):

Verifica disponibilità e offerte della Penna Stilografica Montblanc su Amazon

Pennino in oro 14 o 18 carati rifinito a mano, corpo in pregiata resina nera con finiture platino o dorate e custodia da collezione.

«Il pubblico potrebbe essere il destino»: la responsabilità del singolo

Chi ci guarda mentre siamo chiamati a decidere chi essere? Chi siede nella penombra della platea? L’avvertimento del Castello Sforzini tocca qui vette pirandelliane ed esistenzialiste: «Il pubblico potrebbe essere il destino». Questa intuizione sposta immediatamente l’asse dal giudizio superficiale dei nostri simili verso la responsabilità metafisica delle nostre scelte. Se il nostro spettatore è il destino – inteso non come fatalismo cieco, ma come il compimento della nostra vocazione più profonda –, allora ogni nostro gesto, ogni nostra parola non può essere banale, sciatta o meschina.

Improvvisare con eleganza significa proprio questo: non recitare a braccio nel caos, ma attingere alle proprie risorse morali più intime, alla propria verità, al proprio bagaglio di valori. È la differenza sostanziale tra chi subisce gli eventi come un peso ingiusto e chi li trasforma nella materia viva della propria opera d’arte quotidiana.

Da Fernando Pessoa all’alba del borgo: i viaggi e i viaggiatori

Nella seconda parte della riflessione, l’eco del grande poeta portoghese Fernando Pessoa si fa limpida e toccante: «La vita è ciò che facciamo di essa. I viaggi sono i viaggiatori». In questo richiamo all’opera Il libro dell’inquietudine risiede la chiave dell’autodeterminazione. Non sono le strade che percorriamo a definirci, non sono i luoghi esotici o le coordinate geografiche a mutare la nostra sostanza, ma la qualità dello sguardo con cui attraversiamo il mondo.

Un viaggiatore distratto, arido e spaventato troverà deserti ovunque vada; un viaggiatore curioso, nobile e attento scorgerà la meraviglia anche tra le crepe di un muro antico o nella bruma di un mattino di provincia. Dalle colline tortonesi che abbracciano il maniero degli Sforzini, il messaggio per questo martedì autunnale si conclude con un augurio che è insieme una regola di vita e un viatico spirituale: «Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio». Tre virtù indissolubili: perché non può esistere autentica libertà senza il fardello della responsabilità, né l’una e l’altra possono fiorire senza il coraggio di osare.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attualità

Torri Ligini all’Eur, Rampelli promuove il restauro ma attacca Gualtieri: «Capolavoro in travertino, il sindaco non c’entra nulla»

Scontro acceso sul restauro delle storiche Torri Ligini all’Eur: il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli plaude alla riqualificazione in travertino marchigiano destinata all’Agenzia delle Entrate, ma boccia senza pietà le opere vicine, definendo la “Lama” un parallelepipedo senz’anima e la Nuvola di Fuksas una gabbia con un “palloide”. Durissimo l’affondo contro il sindaco Roberto Gualtieri: «Cosa c’entrava al taglio del nastro? Nessun merito del Campidoglio». L’intervento completo: 👇

Pubblicato

a

Rampelli

Roma – La rinascita delle storiche Torri delle Finanze all’Eur – note come le Torri di Ligini, destinate a diventare con ogni probabilità il nuovo e moderno quartier generale dell’Agenzia delle Entrate – riaccende il dibattito sull’identità urbanistica della Capitale e innesca un durissimo scontro politico tra governo e amministrazione capitolina. A intervenire con una disamina tanto appassionata sul piano architettonico quanto tagliente sul fronte politico è Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei deputati ed esponente di punta di Fratelli d’Italia, da sempre attento custode del patrimonio monumentale razionalista del quadrante sud di Roma.

Nel promuovere a pieni voti l’intervento di recupero dei tre grattacieli che per oltre un decennio hanno rappresentato una delle ferite visive più dolorose della città, l’architetto e parlamentare non ha risparmiato critiche al vetriolo contro le architetture contemporanee circostanti, riservando poi una stoccata diretta al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, accusato di aver presenziato a una cerimonia su cui il Campidoglio non avrebbe avuto alcun titolo di merito.

Il trionfo del travertino: l’armonia ritrovata nel pentagono razionalista

L’intervento di rigenerazione edilizia, coordinato da investitori istituzionali e costruttori sotto le rigide prescrizioni della Sovrintendenza, ha restituito dignità a un complesso progettato originariamente negli anni Cinquanta da Cesare Ligini, Silvano Ricci e Dagoberto Ortensi. Rampelli ha voluto esprimere un convinto plauso per la soluzione materica adottata lungo i 67 metri d’altezza delle torri:

«Le Torri dell’Eur di Ligini, che diventeranno probabilmente la nuova sede dell’Agenzia per le Entrate, sono un vero capolavoro di riqualificazione, la giusta e armoniosa sintesi tra modernità funzionale e tradizione classica, grazie a una scelta suggerita sapientemente dalla Sovrintendenza di introdurre in maniera seriale il modulo in travertino marchigiano per tutti i 67 metri di altezza. I miei complimenti più sinceri vanno alla proprietà, al ministero delle Finanze, al progettista, alla Sovrintendenza per le sue precise prescrizioni e all’impresa realizzatrice».

Secondo il vicepresidente della Camera, l’utilizzo della pietra calcarea chiara consente finalmente ai manufatti di dialogare senza stridori con gli edifici monumentali del cosiddetto “pentagono razionalista” dell’E42, rispettando l’originaria visione urbanistica e monumentale voluta da Marcello Piacentini.

Architettura, Rilievi e Progettazione: Il Misuratore Laser 3D Professionale

Per architetti, ingegneri strutturisti e geometri che eseguono rilievi fotogrammetrici complessi, scansioni di facciate monumentali e documentazione 3D con precisione millimetrica e mirino digitale ad alta risoluzione: lo strumento di rilievo top di gamma universalmente scelto nell’edilizia d’avanguardia è la stazione di misura Leica DISTO S910 (o D810 Touch) con tecnologia P2P e treppiede micrometrico:

Verifica disponibilità e offerte del Misuratore Laser Leica DISTO su Amazon

Portata fino a 300 metri, acquisizione diretta di dati in formato DXF e CAD per rilievi di facciate complesse, interfaccia touch e connettività WLAN.

La stroncatura delle opere vicine: dalla “Lama” alla Nuvola di Fuksas

Se il restauro delle Torri Ligini ottiene il massimo dei voti, il giudizio estetico di Rampelli sul contesto circostante si trasforma in una bocciatura senza appello per le scelte urbanistiche dell’ultimo ventennio, liquidate come corpi estranei e deturpanti:

«Il perfetto e armonico inserimento delle torri nel pentagono razionalista dell’Eur cozza purtroppo contro gli osceni edifici circostanti, tanto costosi quanto orribili: penso all’albergo acquistato dalla catena Hilton, il solito parallelepipedo in vetro nero e senza anima chiamato comunemente ‘lama’; penso ai grattacieli funerei delle Poste Italiane, cui suggerisco caldamente di fare la propria parte per ingentilire la porta d’accesso a Roma da sud riqualificandosi secondo questo stesso stile classico; e penso alla terribile gabbia d’acciaio e vetro che circoscrive il ‘palloide’ di Fuksas, voluto a suo tempo dai sindaci rossi della Capitale».

Nel mirino del deputato romano finisce dunque anche il Centro Congressi La Nuvola, considerata per anni un fiore all’occhiello dell’architettura internazionale ma letta da Rampelli come una pesante e costosa gabbia metallica disallineata rispetto al rigore geometrico del quartiere.

L’affondo sul Campidoglio: «Cosa c’entrava Gualtieri all’inaugurazione?»

La riflessione urbanistica sfocia infine nell’attacco politico frontale contro il sindaco Roberto Gualtieri, presente al taglio del nastro della struttura riqualificata:

«A tal proposito non si capisce bene cosa c’entrasse il sindaco di Roma, che ha inaugurato un’opera su cui il Campidoglio non ha avuto né competenze né meriti», ha concluso categoricamente Fabio Rampelli.

Una contestazione che sottolinea come l’intero iter di salvataggio e valorizzazione delle Torri sia stato gestito a livello governativo e ministeriale attraverso accordi tra Cassa Depositi e Prestiti, Agenzia delle Entrate e Sovrintendenza statale, riaccendendo la contesa politica su chi debba intestarsi il riscatto estetico e funzionale di uno dei nodi direzionali più strategici di Roma.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

Il “Barone Nero” Jonghi Lavarini apre a Fabrizio Corona: «Pronto a incontrarlo per Futuro Nazionale con Vannacci»

Clamorose manovre a destra verso le elezioni politiche del 2027: Roberto Jonghi Lavarini, il “Barone Nero” e consigliere del generale Roberto Vannacci, apre ufficialmente al dialogo con Fabrizio Corona per federare liste e superare le soglie di sbarramento con Futuro Nazionale. Dalla galassia identitaria e no-vax fino all’elettorato anti-sistema dei giovanissimi, ecco la strategia e i retroscena dei colloqui riservati: 👇

Pubblicato

a

Jonghi Lavarini

Milano – Il quadro politico italiano in vista delle elezioni politiche del 2027 comincia a muovere i suoi primi pedoni sulla scacchiera, registrando manovre sotterranee, contatti trasversali e aperture impensabili fino a pochi mesi fa. A lanciare un sasso nello stagno dell’area identitaria e radicale è Roberto Jonghi Lavarini, figura storica della destra sociale e missina nota alle cronache come il “Barone Nero”, oggi attivo sostenitore e consigliere politico del generale ed europarlamentare Roberto Vannacci. In una fase contrassegnata da riservatissimi colloqui a 360 gradi, Jonghi Lavarini ha ufficialmente annunciato la propria disponibilità a incontrare e avviare un dialogo persino con il nascente soggetto politico promosso da Fabrizio Corona.

Una presa di posizione che fa rumore e che ridisegna le geometrie dell’opposizione al “sistema”, motivata dall’esigenza di superare le forche caudine della legge elettorale, raccogliere le firme necessarie e federare sigle della galassia patriottica, no-vax e civica attorno al cartello di Futuro Nazionale.

La strategia per il 2027: soglie di sbarramento e federazione a destra

Alla base dell’apertura di Jonghi Lavarini vi è un calcolo aritmetico e normativo stringente legato alle regole del gioco parlamentare. A chiarirlo è lo stesso esponente politico:

«In vista delle prossime elezioni politiche del 2027, vista la nuova legge elettorale, le regole sulla presentazione delle liste e le severe soglie di sbarramento, bisogna dialogare con tutti, naturalmente a destra: da Forza Nuova a Fiamma Tricolore, dal comitato Remigrazione a Progetto Nazionale, fino a Eurexit, Pro Patria e alle realtà No Vax, insieme alle liste civiche e ai movimenti identitari e autonomisti. E bisogna parlare anche con il nuovo partito di Fabrizio Corona che, stando ai sondaggi riservati, raccoglie crescenti consensi fra gli astensionisti anti-sistema e le fasce giovanili».

L’obiettivo dichiarato è costruire un fronte composito capace di drenare il malcontento popolare verso i partiti tradizionali di governo e di opposizione, intercettando chi da anni diserta le urne o contesta l’assetto euro-atlantico ed economico del Paese.

Monitoraggio Elettorale e Big Data: Il Monitor Professionale Curvo Ultrawide

Per le sale operative di comunicazione politica, i centri studi e i professionisti che analizzano flussi elettorali, grafici demoscopici e rassegne stampa in tempo reale su più finestre affiancate senza interruzioni: la workstation visiva di riferimento è il monitor curvo panoramico Dell UltraSharp 38″ Curved (o 40″ 5K) (oppure il colosso Samsung ViewFinity S9):

Verifica disponibilità e offerte del Monitor Curvo Dell UltraSharp su Amazon

Pannello IPS Black con contrasto elevatissimo, risoluzione WQHD+, hub di connettività Thunderbolt 4 integrato e calibrazione colore professionale.

L’incognita Fabrizio Corona: l’appeal sugli astenuti e la GenZ

L’inclusione di Fabrizio Corona nel novero dei possibili interlocutori certifica quanto l’ex re dei paparazzi stia cercando di accreditarsi come catalizzatore del dissenso popolare. Attraverso i suoi canali digitali e le interviste sopra le righe del format Falsissimo – dove ha recentemente ospitato proprio Roberto Vannacci –, Corona ha lanciato segnali inequivocabili sulla volontà di fondare una formazione politica personale, polarizzante e slegata dai vecchi partiti.

Dal punto di vista dell’area vannacciana e della destra identitaria, l’eventuale convergenza con l’universo mediatico di Corona rappresenta un’arma a doppio taglio ma dal forte potenziale attrattivo: da un lato il rischio di snaturare l’impianto ideologico tradizionale in una spettacolarizzazione permanente, dall’altro la possibilità di parlare a una platea di giovani disillusi e ribelli che non leggono i giornali ma consumano avidamente podcast e video virali.

Il manifesto di Futuro Nazionale: porte aperte ai patrioti

L’operazione politica mira a fare da perno per il lancio di un polo autonomo rispetto alla coalizione guidata da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. A ribadire la linea di marcia è lo stesso Jonghi Lavarini, tracciando i confini dell’alleanza:

«Futuro Nazionale apre le proprie liste a tutti i sinceri patrioti, alle liste civiche, ai movimenti identitari e autonomisti, a tutti gli italiani che vogliono una nuova e buona politica al servizio esclusivo degli interessi del nostro popolo, delle nostre famiglie e delle nostre imprese».

I prossimi mesi saranno decisivi per capire se questi colloqui riservati si tradurranno in un vero e proprio cartello elettorale unitario alle urne del 2027, o se le profonde differenze biografiche, culturali e di stile tra i nostalgici della fiamma, i sostenitori del generale Vannacci e la macchina mediatica di Corona renderanno impossibile una convivenza sotto lo stesso simbolo.

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Politica

Falsissimo, l’affondo di Sforzini su Vannacci e Corona: «Berlusconi portò la destra al governo, loro vogliono tornare indietro di quarant’anni»

Duro affondo di Luca Sforzini dopo la puntata di Falsissimo con Roberto Vannacci e Fabrizio Corona: «Nel 1994 Silvio Berlusconi compì l’impresa storica di portare la destra al governo rendendola liberale e occidentale; Vannacci vuole percorrere la strada inversa e riportare le lancette indietro di quarant’anni». Sforzini evidenzia la strana alleanza antiberlusconiana tra il generale e l’ex re dei paparazzi contro i figli di Silvio, lanciando un chiaro monito a Giorgia Meloni. L’analisi completa: 👇

Pubblicato

a

Luca Sforzini

Castellar Ponzano – Il confronto sull’identità, sulle radici culturali e sul futuro della destra italiana si arricchisce di una lettura politica tanto affilata quanto controcorrente. A scuotere il dibattito all’indomani della discussa puntata del format Falsissimo dedicata al generale Roberto Vannacci è la presa di posizione di Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale. Dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano, l’analista politico traccia una linea di demarcazione netta tra la grande rivoluzione liberale compiuta da Silvio Berlusconi nel 1994 e l’inedito asse mediatico tra l’europarlamentare e l’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona.

Secondo Sforzini, dietro lo spettacolo televisivo e le provocazioni verbali non si cela una semplice intervista sopra le righe, ma una manovra politica e culturale tesa a demolire l’eredità storica del Cavaliere per riportare l’orologio dell’area conservatrice a una condizione marginale e anacronistica, unendo due forme di antiberlusconismo profondamente eterogenee contro i figli di Silvio e contro Mediaset.

Dal 1994 a oggi: la nascita del centrodestra di governo

Il punto di partenza dell’analisi di Luca Sforzini affonda le radici nella storia repubblicana e nell’atto fondativo che trasformò l’assetto della Seconda Repubblica: «Silvio Berlusconi compì un’impresa politica che ha cambiato la storia della destra italiana: creò le condizioni perché una destra rimasta da sempre ai margini potesse diventare forza di governo del Paese. Nel 1994 Berlusconi costruì politicamente le condizioni per consentire alla destra post-missina di entrare per la prima volta nell’area di governo dell’Italia repubblicana. Non le chiese di rinnegarsi: la inserì in un centrodestra nuovo, plurale, democratico e occidentale, capace di tenere insieme tradizioni politiche diverse. Quella operazione spezzò una conventio ad excludendum durata per tutta la Prima Repubblica e aprì alla destra italiana la strada del governo».

Un modello che ha retto per tre decenni grazie alla sua vocazione maggioritaria, atlantista ed europeista: «Il centrodestra lasciatoci in eredità da Berlusconi è per questo profondamente diverso da quello immaginato da Vannacci: liberale, occidentale, legato all’economia di mercato, rivolto al futuro e capace di tenere insieme identità differenti. Berlusconi comprese che per governare nel XXI secolo la destra doveva uscire definitivamente dalle nostalgie del Ventennio, non tornarci».

Studi Presidenziali e Arredo Esecutivo: La Seduta Ergonomica di Riferimento

Per le lunghe ore di studio politico, consulenza strategica e direzione aziendale ai massimi livelli, con supporto posturale millimetrico, sospensione elastica brevettata e materiali aeronautici ad altissima durabilità: la seduta presidenziale ed ergonomica più iconica al mondo, scelta dai vertici istituzionali e dai leader globali, è la celebre Herman Miller Aeron (o il flagship Herman Miller Embody):

Verifica disponibilità e opzioni della Seduta Ergonomica Herman Miller su Amazon

Supporto lombare PostureFit SL regolabile, rete traspirante Pellicle 8Z, braccioli completamente orientabili e garanzia decennale ufficiale.

La strana coppia Corona-Vannacci: «Bacia il rospo e compare Darth Vader»

Nel commentare la trasmissione, Sforzini evidenzia la singolare metamorfosi di Fabrizio Corona, apparso insolitamente cauto e conciliante di fronte al suo interlocutore: «Nelle favole il bacio trasforma il rospo in principe. A Falsissimo Fabrizio Corona bacia il rospo Vannacci e compare il principe nero: Darth Vader. Colpisce vedere un Fabrizio Corona sussiegoso, come mai lo avevamo visto, di fronte a Vannacci. L’uomo che ha costruito un personaggio sull’irriverenza, il fuoriclasse della comunicazione, improvvisamente depone le armi. Viene spontaneo domandarsi fino a che punto possa spingersi un Corona impegnato nella sua guerra personale contro Mediaset e la famiglia Berlusconi».

Dall’altra parte, il messaggio di Vannacci viene letto come un tentativo di destrutturare l’attuale alleanza che sostiene il governo: «Vannacci è brutalmente esplicito: Forza Italia, secondo lui, oggi non sarebbe più di destra; la Lega avrebbe perso l’anima; Fratelli d’Italia sarebbe una destra annacquata. Non sta descrivendo una componente radicale da aggiungere all’attuale coalizione: sta descrivendo una coalizione da demolire e sostituire. Berlusconi portò la destra al governo; Vannacci rischia di trasformare nuovamente una grande destra di governo in una piccola destra condannata alla testimonianza. Altro che futuro: significa riportare indietro di quarant’anni l’orologio della destra italiana».

Il bivio per Giorgia Meloni e la profezia del rospo

La convergenza tra l’ex fotografo dei vip e l’ufficiale dell’esercito pone un dilemma strategico direttamente al vertice dell’esecutivo: «A questo punto la questione riguarda inevitabilmente Giorgia Meloni. A lei la scelta tra il centrodestra nato dalla svolta del 1994, evolutosi fino a portarla a Palazzo Chigi, e una strada che pretende di chiamarsi futuro riportando la destra verso il proprio passato. Le due alternative sono incompatibili. Che Fabrizio Corona e Roberto Vannacci possano ritrovarsi insieme nella battaglia contro l’eredità di Silvio Berlusconi è certamente una delle sorprese più curiose della politica italiana: per usare un’espressione cara proprio al generale, questo sì che sembra contro natura».

Nelle conclusioni, Sforzini ricorre a una metafora graffiante evocando la figura di “Gerry la Rana” per anticipare gli esiti della vicenda: «Facciamo allora una previsione: per il geniale e spietato creatore di ‘Gerry la Rana’, il bacio al rospo è sempre letale. Per il rospo. Basta attendere. E allora, molto presto, anche questa favola avrà il suo lieto fine».

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google

Rimani sempre aggiornato!

Aggiungi Cavalierenews alle tue fonti preferite per non perderti le nostre notizie su Google.

⭐ Seguici su Google
Continua a Leggere

Articoli di Tendenza