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IL LAGO FUCINO, TRA LEGGENDA, STORIA E DIRITTO, INCANTA SEMPRE TUTTE LE GENERAZIONI MARSE

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MARTEDì 3 MARZO US  E’ RIPRESO IL “GRAN TOUR” DELLA PRESENTAZIONE DELLA  RICERCA STORICO/GIURIDICA SUL PROSCIUGAMENTO DEL  TERZO LAGO D’ITALIA.

“Le scuole rilancino le “visite guidate” per riscoprire i tesori di un’antica terra” 

Redazione-  L’incanto per la storia del Fucino, si ripete! Sempre con le scuole di Avezzano continuano gli incontri  sul prosciugamento del famoso lago, ad opera del Principe Alessandro Torlonia (1853-1878), attraverso una pregevole pubblicazione, edita nel 2024, del Prof. Sandro Valletta. L’opera, andata rapidamente esaurita, è in corso di ristampa, dopo la prima edizione voluta dal Consorzio di Bonifica Ovest (Bacino Liri-Garigliano), guidato dal Dott. Abramo Bonaldi, i cui atti storici sono stati selezionati e ripresi in questo libro dal titolo:”Ricostruzione Documentazione Storica Patrimonio Archivistico Consortile”. Per questa meritoria opera di divulgazione ci si è avvalsi del partenariato con la rivista di cultura “Tempo Presente”, (fondata dallo scrittore Ignazio Silone), con la presenza della redazione abruzzese e del suo  responsabile, Dott. Sergio Venditti, che ha ripresentato il libro-capolavoro di “Fontamara”. Esso uscì in Svizzera, nel 1933, in lingua tedesca e pubblicato in Italia solo nel 1945, con il quale l’autore pescinese esalto’ il riscatto dei suoi “cafoni”, diventando l’epopea della lotta contro tutti i soprusi del regime fascista e degli agrari, con figure simbolo come Berardo Viola, che nel film di Carlo Lizzani, ebbe il volto di un giovane  Michele Placido. Gli studenti dell’I.C. “Vivenza-Giovanni XXIII”, diretto dalla dirigente scolastica, Prof.ssa Franca Felli, guidati dalla Prof.ssa Catia Di Battista, hanno risposto con grande entusiasmo a tutti gli stimoli ricevuti dai relatori, anche dopo la visione di numerose “slides” tecniche, illustrate dal Dott. Abramo Bonaldi (Direttore del Consorzio di Bonifica Ovest), riassumendo  i passaggi salienti del prosciugamento del grande invaso: un’opera idraulica considerata tra le grandi meraviglie dell’ingegno tecnico dell’intero ‘800. Essa però aveva riaperto le opere già realizzate secoli prima, con il primo parziale svuotamento ordinato dall’imperatore romano Claudio, (con suoi “Cunicoli”), nipote di Giulio Cesare, ripresi e poi estesi dagli ingegneri incaricati dal Principe Alessandro Torlonia, che in oltre 25 anni  riuscirono nell’impresa di far defluire tutte le acque verso il fiume Liri. Una suggestione del terzo lago italiano sempre viva, che è stata riaccesa con la visione di una sua ricostruzione virtuale, attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, quasi come presagio che la natura comunque tende a riprendersi tutto quello che l’uomo vuole dominare e trasformare. In ogni caso, anche questa nuova lezione di storia marsa, si arricchisce sempre di nuovi spunti e riflessioni su di un antico lago, che resta, comunque, pieno di miti e di antiche leggende, magistralmente illustrate dal Prof. Valletta: di fronte alla stessa modernità, che ha trasformato un popolo di pescatori in valenti contadini ed oggi imprenditori, che però devono riscoprire la loro storia gloriosa. Tutti i grandi del passato vi hanno lasciato le proprie orme, dagli imperatori, ai re sconfitti, fino ai più famosi storici come Svetonio o poeti come Virgilio, che nell’Eneide, parla proprio del “Dio Fucino” e della Dea Angizia. Quest’ultima veniva celebrata dall’antico popolo guerriero dei Marsi, con il culto dei serpenti e  le cure delle erbe medicamentali, fino ai giorni nostri della prospettiva del turismo culturale. Gabriele D’Annunzio,”Il Vate”, nella sua splendida “Fiaccola Sotto il Moggio” scriveva: “… Sopra Luco evvi un monte erto e serposo nomato Angizia, come la matrigna tua: dove salgo per far preda. E v’era una città, nei tempi, una città di re e indovini …”.

Il prossimo incontro è previsto per il 17 marzo p.v., sempre alle 10:00, con gli stessi relatori.

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PERETO IN FESTA PER LA REPUBBLICA: OTTANT’ANNI DI STORIA, DEMOCRAZIA E IL VOTO DELLE DONNE, UN PONTE PER IL FUTURO

Pereto celebra l’80° Anniversario della Repubblica, il primo voto delle donne e i valori della nostra Costituzione con l’evento “Aspettando il 2 giugno”. Un appuntamento imperdibile tra storia, cinema, poesia e riflessione per le nuove generazioni!#FestaDellaRepubblica #VotoDonne #Pereto #80AnniDiRepubblica

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Redazione-  La piccola comunità di Pereto si prepara a un evento di grande risonanza civica e culturale con la manifestazione “Aspettando il 2 giugno”. Presso la suggestiva sala polifunzionale Ex Chiesa di Sant’Antonio, l’Amministrazione comunale ha organizzato una giornata dedicata alla celebrazione dell’80° Anniversario della Festa della Repubblica Italiana, ricordando contestualmente l’elezione dell’Assemblea Costituente e il cruciale primo voto delle donne. Un appuntamento imperdibile per riflettere sulle radici della nostra democrazia e sul cammino percorso come nazione.

Sotto il significativo claim “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”, l’iniziativa di Pereto non si limita a commemorare una data storica, ma intende valorizzare un percorso collettivo fatto di impegno, dedizione e sacrificio da parte di donne e uomini che hanno operato e continuano a operare al servizio dello Stato. Ottant’anni di Repubblica significano, infatti, ottant’anni di democrazia consolidata, di libertà conquistate e difese, di diritti garantiti, di crescita civile e di coesione nazionale.

La formula “Al servizio del Paese” non è, per l’Amministrazione comunale di Pereto, una mera espressione celebrativa. È l’incarnazione di una missione quotidiana, intrisa di sacrificio, dedizione e profondo senso del dovere. È la consapevolezza che i principi fondamentali come la libertà, la democrazia e i diritti non sono conquiste statiche, ma valori dinamici che richiedono di essere costantemente custoditi, difesi e alimentati. Dietro ogni diritto esercitato liberamente, dietro ogni spazio di democrazia partecipata, dietro la possibilità di vivere in pace e sicurezza, si celano le storie di generazioni di “servitori dello Stato” che hanno operato con lealtà incrollabile verso la Repubblica, dedicando la propria vita professionale – e spesso anche personale – al bene delle istituzioni.

L’evento prenderà il via alle ore 17:00 con i saluti e l’intervento introduttivo del Sindaco Giacinto Sciò, che aprirà la giornata di riflessione. A seguire, l’avvocato Antonello Meuti, patrocinante in Cassazione, offrirà una “Riflessione giuridica, storica e letteraria sui valori repubblicani e analisi dell’art. 3 della Costituzione”. Un momento di approfondimento fondamentale per comprendere le basi giuridiche e filosofiche che sorreggono la nostra carta costituzionale e i principi di uguaglianza che ne sono il cuore pulsante.

Il programma proseguirà con la proiezione del pluripremiato film “C’è ancora domani”, scritto, diretto e interpretato da Paola Cortellesi, con la sceneggiatura della stessa Cortellesi, Giulia Calenda e Furio Andreotti. Un’opera cinematografica che ha saputo toccare le corde più profonde del pubblico, veicolando un potente messaggio di emancipazione femminile, di riscoperta del proprio valore e dell’importanza inestimabile di non dare mai per scontati i diritti acquisiti, primo fra tutti il suffragio universale.

Durante l’intervallo della proiezione, la voce di Anastasia Iannola regalerà al pubblico un’emozionante lettura di due poesie significative. La prima, “A tutte le donne” di Alda Merini, un inno vibrante al valore intrinseco e alla forza inesauribile del mondo femminile. La seconda, “Alle donne che votarono il 2 giugno” di Vera Barbini, un componimento che celebra con enfasi il suffragio universale e il primo storico voto delle donne in occasione del referendum istituzionale e per l’Assemblea Costituente, rievocando l’entusiasmo, la speranza e l’immensa importanza di quella chiamata alle urne dopo gli orrori della Seconda Guerra Mondiale. L’intera manifestazione sarà moderata con eleganza e professionalità da Francesca Pensa.

L’evento organizzato dall’Amministrazione comunale di Pereto è rivolto in modo particolare alle nuove generazioni, rappresentando un momento cruciale in cui i giovani sono chiamati a raccogliere il testimone della democrazia per trasformarsi da semplici spettatori a protagonisti attivi della società. Il 2 giugno, infatti, non è semplicemente una ricorrenza storica da celebrare con reverenza, ma si configura come un ponte ideale, solido e vibrante, che connette le conquiste del passato con le responsabilità e le sfide del futuro. Pereto, con questa iniziativa, riafferma il proprio impegno nella valorizzazione della memoria storica e nella formazione di una cittadinanza consapevole e attenta ai valori fondanti della Repubblica.

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VERSO LA SANTISSIMA TRINITÀ: IL RICHIAMO ANCESTRALE DEI SENTIERI CHE PORTANO A VALLEPIETRA

Il pellegrinaggio a piedi verso la Santissima Trinità di Vallepietra è un viaggio nel cuore della fede che sfida il tempo. Sotto la luce del plenilunio, migliaia di devoti percorrono i monti in un rito antico che trasforma la fatica in pura esperienza spirituale.
#Vallepietra #SantissimaTrinita #Pellegrinaggio #TradizioniDiFede

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Redazione-  C’è un momento dell’anno in cui i monti tra il Lazio e l’Abruzzo smettono di essere semplici vette e si trasformano in un immenso palcoscenico di fede, fatica e speranza. È il tempo del pellegrinaggio al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, un rito che sfida il tempo e le comodità moderne, resistendo ostinatamente come una delle testimonianze religiose più autentiche e toccanti del nostro Paese.

Mentre il mondo corre veloce, protetto dall’asfalto e dalla tecnologia, migliaia di persone scelgono ogni anno di tornare a misurare il mondo con il passo lento del pellegrino. Il dato che più sorprende, differenziando Vallepietra da ogni altro luogo di culto, è la persistenza del pellegrinaggio a piedi. Non è un tour turistico, non è una gita fuori porta; è un’esperienza carnale e spirituale che affonda le radici in tradizioni secolari.

Nelle magiche notti del plenilunio che seguono la Pentecoste, il territorio si anima di un’energia particolare. Dalle valli della Ciociaria, dai sentieri sublacensi e dalle aspre terre d’Abruzzo, iniziano a muoversi le “compagnie”. Sono decine di gruppi eterogenei, legati da identità territoriali e devozioni antiche, che convergono verso il cuore pulsante del santuario. A guidarli è lo stendardo, un vessillo prezioso, finemente decorato, che danza nell’aria sorretto dai “vessilliferi”: figure coraggiose che portano il peso della tradizione, incuranti del caldo torrido di giorno, del gelo notturno o dell’improvviso scrosciare della pioggia.

Camminare verso la “Santissima” significa accettare di spogliarsi del superfluo. Si affrontano ore e ore di marcia, si dorme sotto il cielo stellato, si condivide il pane e la preghiera. È un cammino che parla alla coscienza: la fatica fisica diventa, passo dopo passo, una forma di purificazione, un modo per lasciare ai margini del sentiero le angosce del quotidiano.

Il paesaggio stesso sembra farsi partecipe di questo moto incessante. La valle, solcata dal vivace corso del fiume Simbrivio, dai suoi torrenti gorgoglianti e da piccole cascate, ha ispirato nei secoli le lodi alla Trinità. La metafora è potente: la massa di persone che accorre al santuario viene spesso paragonata al fluire ininterrotto delle acque, un fiume umano che scivola tra le gole rocciose per ricongiungersi alla sorgente della propria fede.

Ciò che colpisce l’osservatore esterno, quasi sorpreso da tanta dedizione, è la capacità di questo rito di parlare all’uomo contemporaneo. Nonostante la sua natura arcaica, il pellegrinaggio a Vallepietra non è un reperto da museo. È un linguaggio vivo, immediato e profondamente umano. All’interno della “compagnia”, il singolo individuo non si perde, ma si riscopre parte di un corpo collettivo che condivide lo stesso orizzonte di senso.

Arrivare davanti alla Santissima Trinità, al culmine del viaggio, non è solo la fine di una camminata. È il momento in cui il silenzio dei boschi si fonde con il canto della folla, in un’armonia che sembra annullare le distanze tra il divino e l’umano. Chi affronta questo pellegrinaggio sa che non tornerà a casa la stessa persona che è partita: il sentiero, con le sue pietre e i suoi dislivelli, ha scavato nel cuore un solco profondo, pronto a fiorire di una nuova, antica consapevolezza.

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CITTADINANZA ATTIVA ALL’ISTITUTO “PASCAL” DI TERAMO: GLI STUDENTI PROTAGONISTI DELLA GIORNATA ECOLOGICA

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Redazione-  Una mattinata all’insegna dell’impegno, della collaborazione e del rispetto per l’ambiente. Martedì scorso gli studenti e le studentesse delle classi 2A e 2C dell’Istituto Tecnico Economico “Pascal” di Teramo hanno partecipato alla “Giornata Ecologica” promossa dalla scuola, un’iniziativa fortemente sostenuta dalla dirigente scolastica, professoressa Maria Letizia Fatigati, e organizzata dal professor Roberto Salvatori, suo collaboratore.

I ragazzi si sono dedicati con entusiasmo alla pulizia e alla cura degli spazi esterni dell’istituto, trasformando un’attività pratica in un’importante occasione di crescita personale e collettiva. Fondamentale il contributo di Teramo Ambiente S.p.A., che ha affiancato la scuola fornendo materiali, attrezzature adeguate e supporto organizzativo, garantendo lo svolgimento delle attività in totale sicurezza.

L’iniziativa ha rappresentato un esempio concreto di collaborazione tra scuola e territorio, capace di rendere l’educazione ambientale un’esperienza diretta, coinvolgente e partecipata. Attraverso il lavoro di squadra, gli studenti hanno potuto confrontarsi con i temi della sostenibilità e della tutela dei beni comuni, comprendendo come anche piccoli gesti quotidiani possano contribuire al miglioramento dell’ambiente.

Tra sacchi riempiti, aree ripulite e momenti di condivisione, la mattinata si è trasformata in una vera e propria lezione di cittadinanza attiva. Un’esperienza che ha lasciato il segno e che conferma l’attenzione dell’istituto verso la formazione di cittadini consapevoli e responsabili.

«Educare al rispetto per l’ambiente, alla cura e alla tutela delle aree verdi rappresenta una priorità per la scuola. – ha dichiarato la dirigente scolastica Maria Letizia Fatigati – Il percorso formativo della Ragioneria Programmatori “Pascal” di Teramo testimonia la sensibilità, l’attenzione e la dedizione del personale scolastico a favore del prezioso processo di educazione civile e umana di ogni studente».

La dirigente ha, inoltre, rivolto un ringraziamento speciale ai docenti Giuseppina Di Martino, Roberta Gramenzi, Gilda Ridolfi e Flavia Rocci, nonché alle collaboratrici scolastiche Sara Carlini e Loredana Genovesi, per il contributo offerto alla riuscita dell’iniziativa.

Il percorso di sensibilizzazione ambientale è proseguito giovedì 28 maggio presso l’Auditorium dell’Istituto “Alessandrini-Marino”, dove si è svolto il convegno sul tema “Differenziata Teramo: risultati di qualità”. L’iniziativa, dedicata ai temi della qualità del riciclo, della tariffazione puntuale e delle prospettive future nella gestione dei rifiuti, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento e confronto sul valore della raccolta differenziata e sulle sfide della sostenibilità ambientale.

Con iniziative come queste, l’Istituto “Pascal” conferma il proprio impegno nel promuovere una scuola che va oltre la didattica tradizionale, educando i giovani al rispetto dell’ambiente, al senso di responsabilità e alla partecipazione attiva nella vita della comunità.

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