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Territorio

SICUREZZA A PESCARA, STOP AGLI ALLARMISMI: “LA CITTÀ NON È UN FAR WEST, SERVE CONCRETEZZA”

Basta con gli allarmismi che danneggiano il turismo e la reputazione di Pescara: serve un tavolo di confronto tecnico, più tecnologia e una polizia locale riorganizzata per garantire sicurezza vera, lontano dai megafoni.
#Pescara #SicurezzaUrbana #PescaraFortis #LegalitàeSviluppo

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Redazione-  La presa di posizione di Tony Bosco (Pescara Fortis) contro le narrazioni sensazionalistiche: “Il danno al turismo è reale. Proponiamo un tavolo di confronto e soluzioni strutturali per la sicurezza urbana”
Pescara non è un “Far West”. A ribadirlo con forza è Tony Bosco, responsabile del comparto sicurezza del comitato politico Pescara Fortis, che interviene nel dibattito cittadino scatenato dalle recenti dichiarazioni del consigliere Domenico Pettinari. Per Bosco, è giunto il momento di abbandonare i toni allarmistici e le analogie estreme che, oltre a non corrispondere alla realtà, rischiano di infliggere un colpo mortale all’economia e all’immagine del capoluogo adriatico.
Una narrazione distorta
L’accusa di Bosco ai toni utilizzati da Pettinari è netta: paragonare Pescara a periferie drammaticamente complesse come Scampia, il Cep di Palermo o lo Zen significa distorcere la percezione pubblica. “Anche nei quartieri dove il disagio socio-economico è più marcato, il tessuto civile e il controllo del territorio restano su standard ben diversi da quelle tristi analogie”, sottolinea Bosco.
Ma c’è di più: secondo il responsabile di Pescara Fortis, l’esposizione mediatica ossessiva può diventare controproducente. “Le forze dell’ordine e la magistratura lavorano costantemente su contesti delicati. Le pressioni politiche e i megafoni finiscono spesso per intralciare il lavoro silenzioso degli inquirenti, il cui obiettivo è spezzare le ‘industrie del crimine’ non con gli annunci, ma con indagini condotte sotto traccia”.
La fiducia nell’amministrazione e la proposta concreta
Nonostante la richiesta di un impegno maggiore in termini di risorse ed energie, Bosco difende l’operato del Sindaco, definendolo una garanzia di legalità grazie al suo solido profilo professionale. Tuttavia, proprio per passare dalle parole ai fatti, Pescara Fortis mette sul tavolo una road map strategica articolata in quattro punti:
1. Governance dedicata: La nomina di un Assessore alla Sicurezza (o un consulente strategico) per presidiare il tema in modo continuativo.
2. Polizia Locale 2.0: Una riforma profonda del corpo per favorire il pattugliamento dinamico e la presenza di prossimità.
3. Tecnologia al servizio della città: Un massiccio potenziamento dei sistemi di videosorveglianza di ultima generazione.
4. Cabina di regia permanente: Un tavolo operativo in contatto quotidiano con Prefettura e Forze dell’ordine, per un coordinamento reale e immediato.
Il rischio per il turismo
Il cuore della riflessione di Bosco batte però anche sulla tenuta economica di Pescara. In vista della stagione estiva, il timore è che titoli sensazionalistici sulla situazione criminale possano spaventare i visitatori. “Un turista che legge di un ‘Far West’ sceglierà un’altra meta, provocando un danno incalcolabile ai nostri commercianti e operatori balneari”, avverte Bosco, invitando la politica a un atto di responsabilità.
La chiusura è un appello formale alla collaborazione: “La sicurezza non ha colore politico. Chiediamo la convocazione di un tavolo di confronto istituzionale per offrire il nostro contributo programmatico. Dobbiamo tornare a raccontare una Pescara accogliente e sicura, valorizzando l’impegno concreto che ogni giorno viene messo in campo per tutelare cittadini e turisti”.

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Territorio

ROCCA DI BOTTE SI PREPARA A CELEBRARE GLI 80 ANNI DELLA REPUBBLICA: UN PONTE TRA MEMORIA E FUTURO

Rocca di Botte si prepara a celebrare gli 80 anni della Repubblica Italiana! Unisciti a noi il 2 giugno 2026 per onorare la memoria dei Caduti e rinnovare i valori di libertà e democrazia, insieme a tutta la cittadinanza e le scuole.
#RoccaDiBotte #FestaDellaRepubblica #2Giugno2026 #80AnniDiRepubblica

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Redazione-  La comunità di Rocca di Botte si appresta a vivere un momento di profondo significato civico e storico. Il 2 giugno 2026, la pittoresca cittadina abruzzese si stringerà in un abbraccio ideale per celebrare l’80° Anniversario della Repubblica Italiana, un traguardo fondamentale che rievoca le radici della nostra Nazione e proietta i suoi valori verso il futuro. L’Amministrazione Comunale ha diramato un invito ufficiale a tutta la cittadinanza per partecipare alla Solenne Commemorazione dei Caduti, un evento che promette di essere un ponte tra la memoria del passato e l’affermazione dei principi che fondano il nostro presente e futuro.

Ottant’anni fa, il 2 giugno 1946, l’Italia sceglieva la via della Repubblica, voltando pagina dopo decenni di monarchia e il dramma lacerante della guerra. Fu un voto storico, che vide per la prima volta le donne italiane recarsi alle urne, segnando una svolta epocale per la democrazia e la partecipazione civica del Paese. La cerimonia a Rocca di Botte non è solo un rito calendariale; è un atto di riconoscenza profonda verso tutti coloro che, con il loro sacrificio, hanno reso possibile la nascita di una Repubblica fondata sui pilastri della libertà, della democrazia e dell’unità nazionale.

L’appuntamento è fissato per le ore 10:15 in Piazza della Corriera, cuore pulsante della comunità di Rocca di Botte. Sarà un momento corale, animato dalla presenza di figure fondamentali per la trasmissione di tali valori. Sono attese le rappresentanze delle Associazioni d’Arma, custodi della memoria dei sacrifici militari e simbolo di continuità col passato. Gli Alpini, con la loro inconfondibile presenza, porteranno il segno di un profondo legame con il territorio e con i valori di solidarietà e spirito di servizio che da sempre li contraddistinguono.

Ma la peculiarità e la forza di questa celebrazione risiedono anche nella partecipazione di coloro che rappresentano il domani: i giovani e gli alunni delle scuole. La loro presenza è cruciale, poiché garantisce che il testimone della memoria e dei principi fondanti della Repubblica venga raccolto e portato avanti con consapevolezza. Far partecipare le nuove generazioni a momenti di così alto valore civico significa non solo educare alla storia, ma anche forgiare cittadini attivi, consapevoli dei diritti e dei doveri che derivano dall’appartenenza a una comunità democratica.

Come sottolineato dall’Amministrazione Comunale, la cerimonia “rappresenta un momento di memoria e di riconoscenza verso quanti hanno sacrificato la propria vita per la libertà, la democrazia e l’unità della nostra Nazione. È un’occasione preziosa per rinnovare i valori fondanti della Repubblica e, di conseguenza, della nostra stessa comunità locale.” Un messaggio che risuona come un monito e un incoraggiamento a non dare mai per scontati i principi di libertà e giustizia, conquistati con tanto dolore e impegno.

Il Sindaco e l’Amministrazione Comunale invitano caldamente ogni cittadino – dai più anziani, testimoni viventi di epoche passate, ai più giovani, eredi e costruttori del domani – a unirsi in questa importante celebrazione. È un’opportunità per rafforzare il senso di appartenenza, per sentirsi parte di una storia più grande, che dal piccolo borgo di Rocca di Botte si collega idealmente all’intera Nazione. La partecipazione della cittadinanza sarà il segno tangibile di una comunità viva, attenta ai valori che la definiscono e pronta a onorare il suo passato per costruire un futuro migliore.

Il 2 giugno 2026, Rocca di Botte non celebrerà solo un anniversario, ma ribadirà il suo impegno per un futuro fondato sui pilastri della memoria, della libertà e dell’unità, valori che sono e saranno sempre il cuore pulsante della Repubblica Italiana.

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CORROPOLI SVELA L’ANIMA NASCOSTA DEI MONTI GEMELLI: AL CINETEATRO LA PRESENTAZIONE DI ‘A PIEDI DA ASCOLI AL CEPPO’

Un viaggio a piedi dai Monti Gemelli all’anima più profonda del territorio prende vita a Corropoli! Non perdere la presentazione di “A piedi da Ascoli al Ceppo”, un diario emozionante tra Abruzzo e Marche.
#Corropoli #CAIValVibrataMontiGemelli #LibroMontagna #SentieriItaliani

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Copertina Libro Da Ascoli al Ceppo

Redazione- Un’immersione profonda nel cuore pulsante dei territori a cavallo tra Abruzzo e Marche, un cammino che si fa racconto, storia e memoria. Giovedì 4 giugno 2026, alle ore 20:30, il Cineteatro di Corropoli, in via San Giuseppe 23, sarà il palcoscenico per la presentazione di “A piedi da Ascoli al Ceppo – Diario di un territorio”, il volume che racchiude l’esperienza e le riflessioni di Domenico Cornacchia, Narciso Galiè e Gabriele Vecchioni.

L’evento, curato con passione dalla Sezione CAI Val Vibrata-Monti Gemelli, si colloca all’interno del prestigioso Festival dei Monti Gemelli, sottolineando l’importanza di valorizzare il patrimonio naturale e culturale di queste terre. A supportare l’iniziativa, la collaborazione attiva della Pro Loco di Corropoli e il patrocinio del Comune di Corropoli e del Consorzio Turistico dei Monti Gemelli, a testimonianza di una sinergia che mira a promuovere la conoscenza e la tutela del paesaggio locale.

Il cuore del volume batte al ritmo di un itinerario affascinante, che prende il via dalla storica Ascoli Piceno per giungere fino al pittoresco Ceppo di Rocca Santa Maria. Un percorso che è molto più di una semplice traccia su una mappa: è un filo conduttore che ricuce territori, unisce comunità e svela paesaggi mozzafiato, attraversando paesi incastonati nella roccia, sentieri antichi e le aree interne, autentiche custodi di un’identità profondamente radicata. “A piedi da Ascoli al Ceppo” non è, infatti, un mero resoconto escursionistico, ma un vero e proprio “diario territoriale”. Gli autori hanno saputo raccogliere e restituire al lettore un mosaico di osservazioni acute, incontri significativi, testimonianze vibranti e riflessioni profonde, maturate passo dopo passo lungo il viaggio. Un lavoro certosino che ha permesso di immortalare oltre 40 voci e storie, tessendo una narrazione corale della regione.

La serata di presentazione non sarà solo un’occasione per scoprire il libro, ma un vero e proprio forum di discussione su temi di grande attualità e rilevanza. Si affronterà il valore intrinseco del camminare, inteso non solo come attività fisica ma come esperienza culturale ed umana in grado di connettere l’individuo al proprio ambiente. Verrà posta l’attenzione sulla tutela dei territori montani, ecosistemi fragili e preziosi, sulla memoria dei luoghi, che racchiudono secoli di storia e tradizioni, e sull’importanza cruciale delle aree interne. Queste ultime, spesso marginalizzate, vengono qui celebrate come veri e propri scrigni di identità autentiche, di tradizioni secolari e di relazioni sociali profonde e significative, un baluardo contro l’omologazione e lo spopolamento.

L’incontro prenderà il via con i saluti istituzionali, introdotti da Davide Francioni, Presidente del CAI Val Vibrata Monti Gemelli, che aprirà il dibattito sull’importanza del CAI nel promuovere la cultura del cammino e la salvaguardia del territorio. A seguire, saranno gli autori Domenico Cornacchia, Narciso Galiè e Gabriele Vecchioni a guidare il pubblico tra le pagine del loro diario, condividendo aneddoti e scoperte. Il dialogo con gli autori sarà arricchito dai contributi di Roberto Carradori, Responsabile sezionale Sentieristica CAI Val Vibrata Monti Gemelli, e Marco Nardi, Istruttore Nazionale di Arrampicata Libera CAI e responsabile della Commissione Rifugi e Opere Alpine del CAI Val Vibrata Monti Gemelli, che offriranno prospettive tecniche ed esperienziali.

Per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, durante la serata saranno proiettate affascinanti immagini dell’itinerario percorso dagli autori. Queste fotografie offriranno una narrazione visiva potente, permettendo al pubblico di immergersi virtualmente nei paesaggi attraversati, di percorrere sentieri storici e di rivivere, attraverso gli scatti, le emozioni e le bellezze incontrate lungo il cammino.

Questa preziosa iniziativa rappresenta un’opportunità unica per riflettere sul rapporto profondo e indissolubile tra l’uomo e il territorio. È un invito a riscoprire i luoghi attraverso il “passo lento”, l’ascolto attento dei racconti e l’osservazione minuziosa dei dettagli, elementi essenziali per comprendere l’anima più autentica delle nostre montagne.

La partecipazione all’evento è libera e gratuita, un’ulteriore conferma della volontà di rendere questo momento di cultura e condivisione accessibile a tutti, dai semplici appassionati di trekking agli studiosi, dai residenti ai curiosi che desiderano approfondire la conoscenza di un territorio ricco di storia e fascino.

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CARSOLI, IL RITORNO DEI PELLEGRINI: LA FEDE CHE SFIDA IL TEMPO TRA I SENTIERI DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

Tra antichi canti e una fede che sfida il tempo, i Pellegrini-Devoti sono tornati a casa dal Santuario di Vallepietra. Un viaggio del cuore che rinnova una tradizione secolare di devozione e profonda umanità.
#Vallepietra #SantissimaTrinita #Tradizione #CamminoDiFede

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Questa mattina, tra canti antichi e una commozione che attraversa le generazioni, la comunità ha accolto il ritorno dei Pellegrini-Devoti dal Santuario della SS. Trinità di Vallepietra. Un evento che non è solo una tradizione, ma il battito cardiaco di una fede che resiste immutata attraverso i secoli.

Redazione-  Il suono dei canti tradizionali ha squarciato il silenzio dell’alba, annunciando l’arrivo di uomini e donne stanchi nel corpo ma ricolmi nello spirito. Il pellegrinaggio verso il Santuario di Vallepietra non è un semplice viaggio, ma un’esperienza mistica che affonda le sue radici in una delle leggende più care alla cultura popolare. Si narra che un contadino, intento ad arare il terreno sul Colle della Tagliata, vide i suoi due buoi precipitare nel vuoto. Incredulo e disperato, corse verso il fondo della valle, aspettandosi di trovare solo la morte. Invece, dinanzi all’ingresso di una grotta, scorse i suoi animali vivi e incolumi, al cospetto di un dipinto raffigurante la Santissima Trinità, mentre il suo aratro appariva miracolosamente incastrato tra le pareti rocciose, sospeso in alto.

Da quel giorno, la grotta divenne meta di un pellegrinaggio incessante. Ogni anno, tra il 1° maggio e il 31 ottobre – con il culmine nella domenica successiva alla Pentecoste – migliaia di fedeli percorrono le vie che portano al luogo sacro. Un tempo, il viaggio era un calvario di devozione: si partiva a piedi, sfidando il sole cocente o la pioggia battente, e chi non poteva camminare – anziani e malati – veniva trasportato sulle “barrozze”, i tipici carri trainati dai buoi. Le notti venivano trascorse all’addiaccio, tra preghiere e canti che punteggiavano l’oscurità, in un clima di fratellanza che annullava ogni distanza sociale.

Ogni paese, orgoglioso della propria identità, avanzava seguito dal proprio gonfalone, simbolo di un’appartenenza che si misurava nella fatica del cammino. Una volta giunti al cospetto della piccola Chiesa incastonata nella roccia, il rito si faceva solenne. Il momento clou era la salita in ginocchio verso la Sacra Immagine: un gesto di umiltà suprema. E dopo aver pregato, il congedo avveniva scendendo le scale al “contrario”, camminando all’indietro per mai voltare le spalle alla Trinità, in un ultimo atto di venerazione.

Oggi, il ritorno a casa dei Pellegrini-Devoti porta con sé la gioia di aver adempiuto a un dovere morale di riconoscenza. Il volto stanco di chi rientra racchiude la consapevolezza di una promessa mantenuta. Nonostante il progresso e il mutare delle epoche, camminare verso Vallepietra resta un esercizio di purificazione: ci si mette in strada portando il peso delle proprie fatiche e si torna, dopo aver partecipato alla Santa Messa e ritrovato il conforto del silenzio, con il cuore ricolmo di una speranza rigenerata.

Il pellegrinaggio si conferma così un ponte indistruttibile tra il passato e il futuro. Finché ci saranno voci che sapranno intonare quegli antichi canti lungo i sentieri, la leggenda di quel contadino e dell’aratro sospeso continuerà a vivere, ricordandoci che, a volte, sono proprio le salite più impervie a portarci più vicini al Cielo.

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