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Il trionfo del Cus Ud’A alla Umbria Deadlift Cup: un record storico e il dominio nazionale

🏋️‍♂️ Storico trionfo per il CUS Ud’A Powerlifting alla Umbria Deadlift Cup: Gabriele Massafra firma il nuovo record italiano con 305 kg e la squadra conquista il podio nazionale.

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#Powerlifting #CusUdA #Sport #RecordItaliano

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Redazione-  Chieti è diventata nelle ultime settimane il baricentro di un movimento sportivo in costante ascesa, quello del CUS Ud’A Powerlifting. La compagine legata all’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” ha recentemente scritto una pagina memorabile del proprio percorso agonistico in occasione della Umbria Deadlift Cup, una delle manifestazioni nazionali più attese e tecniche dell’intero calendario FIAP. Svoltasi lo scorso 14 giugno, la gara di stacco da terra ha visto gli atleti abruzzesi imporsi con una determinazione che ha lasciato il segno, confermando la bontà di un progetto sportivo capace di coniugare rigore accademico e altissime prestazioni fisiche.

Il consolidamento di un progetto ai vertici nazionali

La spedizione in Umbria non ha rappresentato un caso isolato, ma la naturale prosecuzione di uno stato di forma che la squadra ha dimostrato per tutta la stagione. Durante l’evento, la società ha ricevuto il riconoscimento ufficiale per i risultati ottenuti nel corso del precedente Trial FIAP di Powerlifting, disputato a Rieti tra l’1 e il 3 maggio. In quell’occasione, il team aveva già mostrato solidità, portando a casa il primo posto assoluto nella classifica a squadre maschile e la seconda piazza in quella femminile.

La costanza di rendimento è il pilastro su cui si fonda la governance del gruppo, guidata dal presidente Claudio Barjami, affiancato dal vicepresidente Francesco De Flaviis, dal consigliere Marco Di Francesco e dalla consigliera Giada di Muzio. Per il direttivo, vedere il team maschile e quello femminile occupare contemporaneamente il secondo gradino del podio nazionale nella competizione umbra non è che la conferma di un percorso di crescita strutturato. La capacità di mantenere standard così elevati in un ambito complesso come il powerlifting, dove precisione, controllo neurale e forza bruta devono trovare il perfetto equilibrio, testimonia la qualità della programmazione societaria.

L’impresa di Gabriele Massafra e le prestazioni individuali

Il culmine dell’evento è stato raggiunto grazie a una prestazione individuale che rimarrà impressa negli annali della disciplina. Gabriele Massafra, punto fermo della squadra, ha superato ogni aspettativa non solo dominando la propria categoria di peso, ma siglando il nuovo Record Italiano FIAP di stacco da terra. Con un’alzata monumentale di 305 kg, Massafra ha dimostrato una padronanza tecnica e un’esplosività che lo pongono di diritto tra gli atleti più in vista della penisola.

Non è stata l’unica nota lieta della giornata: la qualità del vivaio del CUS Ud’A è stata confermata dalle medaglie d’oro conquistate da Luigi Maria Cavuti e Manuela Rosati, entrambi capaci di interpretare con lucidità tattica le fasi cruciali del confronto. Anche Marica Spano ha fornito una prova di spessore, portando a casa una medaglia d’argento dal peso specifico non indifferente. A completare il quadro collettivo sono arrivati i piazzamenti di Francesca Guaglianone, Noemi di Lisio e Domenico Giorgio, tutti quarti, oltre alla quinta posizione di Martina Graziosi e al tredicesimo posto di Ugo d’Atri.

La scienza dietro la forza: il ruolo dello staff tecnico

Dietro questi successi non vi è soltanto il talento individuale dei sollevatori, ma una meticolosa preparazione che trae origine dal lavoro quotidiano degli allenatori. Matteo Casciani e Raffaello Giammichele hanno avuto il compito di curare non solo la preparazione atletica specifica, ma anche la complessa gestione tattica della gara. In una disciplina dove ogni chilogrammo è determinante e la strategia di apertura e progressione del carico decide la posizione in classifica, il contributo dei tecnici si rivela essenziale per evitare errori e capitalizzare le energie degli atleti.

Il CUS Ud’A ha saputo trasformare un gruppo di appassionati in una vera e propria corazzata del panorama italiano. Con lo sguardo già rivolto alle prossime sfide, il club universitario si prepara a confermare il proprio status, portando in alto il nome dell’Abruzzo in un settore dove la disciplina e la costanza sono gli unici ingredienti per il successo. La coesione dimostrata tra i membri della squadra e la capacità di supportarsi a vicenda durante ogni prova sono diventate il marchio di fabbrica di una realtà che intende continuare a puntare in alto, tra bilancieri, dischi pesanti e una crescita tecnica che non mostra segnali di

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Sport

Sport e poesia per vincere i disturbi alimentari: l’impegno di Alberto Dionisi e dell’associazione Donna Donna

“Gli Sport di Greg” non è solo un libro, ma una testimonianza poetica che scende in campo contro l’anoressia, unendo la forza dello sport alla solidarietà di Donna Donna APS. Unisciti a noi in questa riflessione.

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#GliSportDiGreg #AlbertoDionisi #DonnaDonnaAPS #SaluteMentale

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Redazione-  Roma accoglie un evento editoriale di grande spessore sociale che unisce la sensibilità della lirica alla durezza della sfida sportiva. Lunedì 15 giugno, alle ore 18:00, la libreria Mondadori Bookstore di Piazza Cola di Rienzo ospiterà la presentazione ufficiale de “Gli Sport di Greg: Quando lo sport è poesia”, l’ultima fatica letteraria del noto giornalista Alberto Dionisi, edita da PandiLettere. Non si tratta soltanto di un volume di versi, ma di un progetto che mette a nudo la battaglia contro i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, offrendo una prospettiva inedita attraverso il linguaggio del gesto atletico.

Il dolore di Greg trasformato in versi

Il cuore pulsante dell’opera risiede in una dedica profondamente umana. Dionisi ha scelto di scrivere queste pagine per una ragazza che, nel pieno di un complesso percorso di guarigione dall’anoressia, ha preferito utilizzare lo pseudonimo “Greg”. Questo nome rappresenta per lei un rifugio, una protezione necessaria in una fase in cui il rapporto con il proprio corpo femminile appare lacerato. Sessantatré pagine compongono questa raccolta, una sequenza di istantanee poetiche che hanno già ottenuto riconoscimenti di prestigio, tra cui le candidature al Premio Strega Poesia 2026, al Festival del Calcio Italiano e al Festival della Letteratura Sportiva 2026.

Il parallelismo scelto dall’autore è diretto e potente: come l’atleta che si prepara a una competizione misurandosi con l’avversario e con il limite fisico, chi affronta un disturbo alimentare ingaggia una sfida quotidiana contro il proprio io. Ogni verso del libro diviene dunque un incoraggiamento a non arrendersi, una mano tesa che trasforma l’isolamento della malattia in uno slancio verso la vita. La poetica di Dionisi non cerca scorciatoie emotive, ma sceglie la sincerità di un osservatore attento, capace di cogliere la fatica e, al contempo, la dignità di chi combatte per riappropriarsi della propria esistenza.

Un impegno concreto per il territorio e l’associazionismo

Il valore del libro trascende la pagina scritta, traducendosi in un sostegno tangibile alle realtà che operano sul campo. L’intero ricavato sarà infatti devoluto all’associazione Donna Donna APS, ente che da oltre quindici anni si occupa di prevenzione, sensibilizzazione e contrasto ai disturbi alimentari. L’organizzazione, particolarmente attiva nel contesto scolastico, mira a intercettare precocemente il disagio giovanile, promuovendo una cultura del benessere psicofisico.

La presentazione romana si inserisce inoltre nel solco della campagna “Gustiamo Insieme la Vita: Dentro la Terra, Dentro di Noi”, un’iniziativa promossa da Donna Donna APS con il supporto fondamentale di Arsial e della Regione Lazio. Nadia Accetti, fondatrice dell’associazione, ha espresso grande apprezzamento per il lavoro di Dionisi: “Vedere la nostra missione raccontata attraverso la poesia è un traguardo che ci riempie di orgoglio. Il connubio tra sport, cultura ed educazione rappresenta la metafora ideale della lotta contro queste patologie. I versi di Alberto danno voce a migliaia di giovani che vivono in silenzio il proprio malessere”.

Un dialogo tra cultura, sport e solidarietà

L’evento di presentazione promette una partecipazione di rilievo, con un parterre che unisce giornalismo e spettacolo. A discutere dell’opera saranno, accanto all’autore, figure note del panorama giornalistico sportivo italiano come Alvaro Moretti, Luigi Ferrajolo, Giorgio Germanò e Alessio Maldini. Il momento sarà arricchito da letture interpretate da un gruppo di professionisti che hanno scelto di prestare la propria voce alla causa: Alessandra Broglia, Nunzia G. Plastino, Adele D’Argenio, Francesco Petibon, Francesca Romana Barberini e il noto telecronista Carlo Zampa.

Questa convergenza di intenti sottolinea l’importanza di affrontare il tema dei disturbi alimentari non come una questione privata, ma come un impegno collettivo. La scelta di presentare il libro in un luogo di cultura come la Mondadori Bookstore di Piazza Cola di Rienzo riflette il desiderio degli organizzatori di avvicinare il grande pubblico a una consapevolezza più profonda, dove la poesia diventa strumento di cura e lo sport un veicolo di speranza e riscatto per le nuove generazioni.

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Sport

Pir Akbar Shah Jilani: L’ingrediente del successo è l’impegno continuo e duro

Per far bene, migliorare e cercare di ottenere il successo, bisogna impegnarsi costantemente con determinazione.Di seguito approfondiamo la conoscenza di Pir Akbar Shah Jilani attraverso risposte ad alcune mie domande.

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Redazione-  Per far bene, migliorare e cercare di ottenere il successo, bisogna impegnarsi costantemente con determinazione. Di seguito approfondiamo la conoscenza di Pir Akbar Shah Jilani attraverso risposte ad alcune mie domande.

Cosa hai scoperto attraverso lo sport?

Ho scoperto che nello sport l’età è un fattore determinante per accrescere la fiducia in se stessi, pianificando in modo efficace e molto altro.

 

La pratica di un o sport aiuta a definire obiettivi, organizzarsi prepararsi per cercare di trasformare sogni in realtà, credendoci sempre di più e sviluppando consapevolezza e resilienza. superando ogni ostacolo.

Che tipo di allenamento mentale usi?

L’allenamento mentale si basa su diversi fattori. Mi rilasso, medito e prego, questo influisce sul mio allenamento mentale a livello personale.

 

È importante non solo curare la preparazione fisica ma anche quella mentale, attraverso opportuni recuperi, attività compensative come respirazione, visualizzazione, meditazione, focalizzazione, gestione dello stress.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Sogni ancora da realizzare?

Il prossimo obiettivo è una maratona completa, non solo nel mio Paese ma anche a livello internazionale. Che Dio mi aiuti in questo.

 

Preparare e portare a termine una maratona è una grande sfida ma si può fare con il duro lavoro, credendoci e affidandosi a un bravo allenatore o a un gruppo di amici.

Quali sono gli ingredienti del successo?

L’ingrediente del successo è l’impegno continuo e duro, niente droghe o alcol, la vera strada. Siamo bisognosi e poveri, Dio ci benedice, soprattutto se siamo fisicamente attivi, più attivi, niente perdite di tempo, puntualità.

 

Si può puntare al successo impegnandosi e facendo sacrifici, con uno stile di vita sano cercando di non intossicarsi.

Chi ti ispira?

Eliud Kipchoge è la mia ispirazione, e la maggior parte degli altri sportivi sono le mie ispirazioni, Cristiano Ronaldo e altri sportivi del mio Paese.

 

Eliud Kipchoge è due volte campione olimpico della maratona (Rio 2016, Tokyo 2021), il 25 settembre 2022 ha vinto la Maratona di Berlino, stabilendo il nuovo record mondiale in 2h01’09”, primato poi perso appena un anno dopo in favore del giovane connazionale Kelvin Kiptum che a Chicago abbassa ulteriormente il tempo in 2h00’35”.

Cosa c’è oltre lo sport?

Oltre allo sport, c’è la preghiera che aiuta le persone bisognose ad aiutare il tuo Paese a crescere come un grande sport, il che ti aiuta mentalmente e fisicamente. Tuttavia, i fattori da considerare sono molti, ma questi sono gli elementi più importanti.

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Cosa hai scoperto attraverso lo sport?

Ho scoperto che nello sport l’età è un fattore determinante per accrescere la fiducia in se stessi, pianificando in modo efficace e molto altro.

 

La pratica di un o sport aiuta a definire obiettivi, organizzarsi prepararsi per cercare di trasformare sogni in realtà, credendoci sempre di più e sviluppando consapevolezza e resilienza. superando ogni ostacolo.

Che tipo di allenamento mentale usi?

L’allenamento mentale si basa su diversi fattori. Mi rilasso, medito e prego, questo influisce sul mio allenamento mentale a livello personale.

 

È importante non solo curare la preparazione fisica ma anche quella mentale, attraverso opportuni recuperi, attività compensative come respirazione, visualizzazione, meditazione, focalizzazione, gestione dello stress.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Sogni ancora da realizzare?

Il prossimo obiettivo è una maratona completa, non solo nel mio Paese ma anche a livello internazionale. Che Dio mi aiuti in questo.

 

Preparare e portare a termine una maratona è una grande sfida ma si può fare con il duro lavoro, credendoci e affidandosi a un bravo allenatore o a un gruppo di amici.

Quali sono gli ingredienti del successo?

L’ingrediente del successo è l’impegno continuo e duro, niente droghe o alcol, la vera strada. Siamo bisognosi e poveri, Dio ci benedice, soprattutto se siamo fisicamente attivi, più attivi, niente perdite di tempo, puntualità.

 

Si può puntare al successo impegnandosi e facendo sacrifici, con uno stile di vita sano cercando di non intossicarsi.

Chi ti ispira?

Eliud Kipchoge è la mia ispirazione, e la maggior parte degli altri sportivi sono le mie ispirazioni, Cristiano Ronaldo e altri sportivi del mio Paese.

 

Eliud Kipchoge è due volte campione olimpico della maratona (Rio 2016, Tokyo 2021), il 25 settembre 2022 ha vinto la Maratona di Berlino, stabilendo il nuovo record mondiale in 2h01’09”, primato poi perso appena un anno dopo in favore del giovane connazionale Kelvin Kiptum che a Chicago abbassa ulteriormente il tempo in 2h00’35”.

Cosa c’è oltre lo sport?

Oltre allo sport, c’è la preghiera che aiuta le persone bisognose ad aiutare il tuo Paese a crescere come un grande sport, il che ti aiuta mentalmente e fisicamente. Tuttavia, i fattori da considerare sono molti, ma questi sono gli elementi più importanti.

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Sport

Pablo Barnes record argentino 46 giri/308,476km alla Backyard Ultra Livata 2026

La Backyard Ultra è nata da un’idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce

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Redazione-  La Backyard Ultra è nata da un’idea di Laz Lake. La gara si corre su un circuito da 6,7 km da completare in 60 minuti. Ogni 60 minuti c’è una nuova partenza.Chi finisce il giro in un tempo minore può sfruttare i minuti rimanenti come preferisce: può riposare, mangiare, dormire. Chi non riesce a completare il giro in 60 minuti o non riesce a partire in tempo per il giro successivo, è eliminato. La gara continua fino a che non rimarrà in gara un solo concorrente in grado di completare un ultimo giro, uno in più degli altri.

Il 30 maggio 2026 ha avuto luogo la 2^ edizione della Backyard Ultra Livata e l’ultimo a restare in gara dopo 51 giri totalizzando 342,006 km è stato Danile Lissoni che vinse anche l’anno scorso.

In seconda posizione Francesca Ferraro con 50 giri e 335,300 km e in terza posizione Pablo Barnes (ARG) con 46 giri e 308,476 km. A seguire Giuliano Zaccaria 37 giri e 248,122 km.

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Pablo (Barnes Trail and Road ASD) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il record argentino alla Backyard, te l’aspettavi?

Ho fatto il record argentino con 46 giri, poi mi sono fermato, Francesca Ferraro ha fatto il record italiano con 50 giri e ha vinto Daniele Lissoni con 51 giri. Non ho vinto la gara ma mi va bene così.

 

Un’ottima prestazione per Pablo, consapevole di quello che voleva e poteva fare fin dall’inizio.

Il precedente record nazionale argentino di Backyard Ultra apparteneva a Luis Agustín Casajús, stabilito tra il 24 e il 26 gennaio 2026 al 4° El Ceibo Backyard Ultra Dolores (ARG) restando in gara per 45 giri e totalizzando 301,770 km, precedendo i connazionali Dario Arauz 44 giri/295,064 km, Ana Ferrere 33 giri/221,298 km, Rivas Montoya 28 giri/187,768.

Hai chiuso gli occhi qualche minuto?

È stata la prima volta che ho superato le 2 notti di gara, mi sono addormentato per neanche 3 minuti la prima notte e la seconda avevo pochi minuti sempre, a volte il cervello si spegneva per un microsecondo e poi ripartivo.  

 

Una prova davvero dura, sempre in movimento ora dopo ora e ogni sosta si aspettava una nuova partenza, pochissimi minuti per riposare, nutrirsi, rilassarsi.

Eventuali criticità, momenti difficili?

La notte è stata veramente dura, la seconda notte faceva freddo. La seconda notte facevo fatica ad andare con i ragazzi, lo stesso gruppetto di 3, ci davamo una mano a vicenda. Una volta uscito il sole sembrava incredibile che il corpo riusciva a trovare energia. Poi ho stretto i denti quando ho superato il record argentino, mi sono fermato, andava benissimo così, il mio personale era 36 ore, 10 ore in meno.

 

È importante avere chiari i propri obiettivi e saper di voler fare ciò che si vuole senza stress, andando oltre ma senza strafare e con la consapevolezza che le crisi passano e il corpo e la mente si adattano a tutto.

Il tuo vissuto Backyard pre-gara, durante la gara, post gara (sensazioni, pensieri)?

Ero andato lì perché volevo fare un allenamento per il Tor, è andata benissimo, a conti fatti potevo fare qualche giro in più, magari stare con Francesca, ma dovevo tornare con Michele Graglia che mi aspettava e ho rispettato i piani, non ho tirato fuori la vena agonistica, non volevo neanche esagerare perché avevo il ‘Tor’ in programma, mi sembrava andare oltre e ci voleva tanto tempo poi per recuperare; infatti, sono stato tutta la settimana fermo e faccio fatica ancora a recuperare le ore di sonno. Felicissimo, ora ho recuperato un po’ le gambe.

 

Una gara considerata estrema per la stanchezza del corpo e anche per la mente per la privazione di sonno e la conseguente mancanza di lucidità.

Per questa seconda edizione dell’Ultra Backyard Livata, Antonio Di Manno ha invitato amici atleti da diverse parti del mondo, molto validi e competitivi. Ma alla fine ha vinto l’atleta della sua squadra ‘Vegan Power Team’, una squadra costruita con una mentalità vincente e soprattutto sensibile agli animali invitando tutti ad avere più rispetto per loro.

Una gara che ha visto al via anche la leggenda dell’ultramaratona Michele Graglia, un ex modello che provando l’ultramaratona ha scoperto di poter vincere le più difficili al mondo: nel deserto, nei ghiacciai, nella valle dell’inferno.

Che intenzioni hai per il futuro?

Quest’anno, dopo 10 Spartathlon consecutive ho scelto di non andare, farò una sfida gigante, bella da affrontare, il Tor des Geants.

 

Pablo Barnes è anche lui una leggenda delle ultramaratone, continuando a essere protagonista, ad andare a podio o vincere gare durissime e avendo corso per 10 volte consecutive una delle più difficili gare al mondo, la Spartathlon.

La Spartathlon è una corsa tra Atene e Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, un messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.

Fidippide, secondo un racconto dello storico greco Erodoto, arrivò a Sparta il giorno dopo che era partito da Atene. Basandosi su tale aneddoto, il comandante britannico John Foden e altri quattro ufficiali della RAF si sono recati in Grecia nel 1982 per una missione ufficiale per verificare se fosse possibile coprire i quasi 250 chilometri in un giorno e mezzo. Tre corridori hanno completato con successo la missione: John Foden (37h37’), John Scholtens (34h30’) e John McCarthy (39h00).

L’anno successivo un gruppo di persone di varia nazionalità tra cui britannici e greci sotto la guida di Philhellene Michael Callaghan organizzarono la prima edizione della Open International Spartathlon Race.

Una gara durissima che per partecipare bisogna avere dei tempi accreditati sulle lunghe distanze e Pablo l’ha portata a termine 10 volte. La sua prima partecipazione risale al 2015 in 29h35’59; la sua miglior prestazione nel 2016 27h05’31”, classificandosi 12° assoluto e 11° tra gli uomini.

Il TOR330 – Tor des Géants è una gara di endurance trail di 330 km e 24.000 m D+. Tempo massimo: 150 ore. Partenza e arrivo: Courmayeur – Valle d’Aosta.

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