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ADSU L’AQUILA: EVENTO “LAVORARE IN UE”, “GLI STUDENTI GUARDINO OLTRE I CONFINI TERRITORIALI PER VALORIZZARE LE CONOSCENZE UNIVERSITARIE”

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10 aprile 2

LE RISULTANZE DEL CONFRONTO SULLE COMPETENZE CHIAVE PER COSTRUIRE UNA CARRIERA A BRUXELLES

RETTORE GRAZIOSI: FONDAMENTALE AVERE UNA VISIONE APERTA E ORIENTATA ALL’EUROPA 

SARRECCHIA, ASSOCIAZIONE ABRUSSELS: OFFERTO AI GIOVANI UN QUADRO CONCRETO DELLE OPPORTUNITÀ PROFESSIONALI, TRA ISTITUZIONI E SETTORE PRIVATO

PRESIDENTE SCHIAVONE: AMPLIARE PROSPETTIVE PERCHÉ L’UNIVERSITÀ NON SIA SOLO PERCORSO DI ESAMI MA ESPERIENZA CHE PROIETTI AL FUTURO  

Redazione-  “L’iniziativa è stata finalizzata ad offrire agli studenti l’opportunità di guardare oltre i confini territoriali, valorizzando le competenze e le conoscenze acquisite durante il percorso universitario, in particolare in una prospettiva europea. Avere una visione aperta e orientata all’Europa è fondamentale: è questo il modo più efficace per mettere a frutto le competenze maturate nel sistema universitario, che ha tra i principali obiettivi quello di formare figure capaci di muoversi oltre i confini locali e territoriali”.

Dalla parole del rettore dell’Università dell’Aquila, Fabio Graziosi, emerge il significato principale di “Lavorare a Bruxelles – Carriere professionali tra istituzioni, imprese e ricerca”, un evento di respiro internazionale che si è svolto ieri all’Aquila nel centro congressi “Luigi Zordan”.

L’appuntamento ha messo a confronto studenti, accademici e professionisti sulle prospettive occupazionali oltre i confini nazionali. In collaborazione con l’Università dell’Aquila, l’Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) dell’Aquila, nell’ambito del cartellone  dedicato all’Aquila Capitale Italiana della cultura 2026, ha promosso l’iniziativa insieme all’associazione Abrussels, realtà che riunisce gli abruzzesi impegnati a Bruxelles.

Dai lavori è venuto fuori in maniera chiara che l’Abruzzo guarda all’Europa e alle opportunità che offre alle nuove generazioni: non a caso il confronto di alto profilo ha animato la sala per tutto l’arco della giornata, segnando un momento di forte connessione tra mondo accademico e istituzioni. Oltre al rettore dell’Università dell’Aquila, Graziosi, sono intervenuti tra gli altri il presidente dell’associazione Abrussels, Monica Sarrecchia, il presidente dell’Adsu L’Aquila, Marica Schiavone, il professor Fabrizio Politi, ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università dell’Aquila, e il direttore dell’Adsu, Michele Suriani.

A portare una testimonianza diretta dell’aria che si respira nel cuore delle istituzioni europee è stato il presidente dell’associazione Abrussels, Sarrecchia. “Abrussels – ha spiegato – opera da dieci anni con gli abruzzesi che vivono e lavorano a Bruxelles, promuovendo la cultura abruzzese e creando reti all’interno delle istituzioni europee. Con l’evento ‘Lavorare a Bruxelles’ abbiamo voluto offrire agli studenti un quadro concreto delle opportunità professionali, tra istituzioni e settore privato. Per costruire una carriera internazionale è fondamentale partire da una solida preparazione linguistica e saper valorizzare le proprie competenze. Nel mio caso – ha raccontato ancora il presidente di Abrussels – ho unito la passione per il vino al percorso universitario, specializzandomi nel mercato del Benelux e avviando poi un’attività di consulenza. Oggi – ha concluso Sarrrecchia – accompagno le aziende nei processi di ingresso e consolidamento sul mercato belga: un’esperienza che conferma come capacità di adattamento e visione internazionale siano elementi decisivi per affermarsi a Bruxelles”.

Schiavone, nel rimarcare la sinergia istituzionale tra l’Ateneo e l’ente che guida, ha sottolineato l’importanza di “ampliare le prospettive degli studenti, affinché l’università non sia solo un percorso di esami, ma un’esperienza capace di aprire orizzonti e proiettarli verso un futuro ormai molto vicino”. Il presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari ha poi ribadito l’importanza di “rendere gli studenti consapevoli delle opportunità offerte a livello europeo, valorizzando un’istruzione come quella italiana, che è di altissimo livello. Portare queste competenze in Europa – ha concluso Schiavone – significa trasformarle in valore anche per l’Italia, creando un circolo virtuoso tra formazione, esperienza internazionale e sviluppo del Paese”.

A tirare le fila del confronto, il professor Politi, che ha evidenziato i principali spunti emersi nel corso del dibattito.

 “È emersa innanzitutto una forte voglia di mettersi in gioco – ha affermato – di uscire e di confrontarsi: una spinta che nei nostri studenti è molto presente. Il compito dell’università – ha aggiunto – è quello di accompagnarli nella preparazione, fornendo solide competenze – le cosiddette hard skills – ma anche supportandoli nello sviluppo delle soft skills, fondamentali per affrontare le sfide della contemporaneità. Allo stesso tempo – ha concluso Politi – è emersa la ricchezza delle opportunità disponibili: tutti gli interventi, sia del mondo pubblico sia di quello privato, hanno evidenziare l’importanza di unire preparazione e capacità di elaborare soluzioni innovative”.

Sulla stessa linea, anche il direttore dell’Adsu, Suriani, il quale ha sottolineato la necessità di accompagnare gli studenti verso una dimensione sempre più internazionale.

“Per uno studente – ha affermato Suriani – oggi è fondamentale immaginare un percorso di crescita ampio, che vada oltre i confini territoriali, sotto il profilo culturale, geografico e professionale. Dobbiamo superare il concetto di ‘fuga di cervelli’ e trasformarlo in condivisione: chi va all’estero non perde il legame con il proprio Paese, ma porta competenze e ne acquisisce di nuove in un contesto europeo e globale”. “In un’Europa sempre più integrata, fatta di cultura e approcci diversi – ha aggiunto Suriani – confrontarsi con realtà internazionali rappresenta un valore aggiunto. Uscire dal proprio Paese, anche temporaneamente, significa crescere e dare lustro all’Italia, costruendo percorsi professionali di qualità, anche nelle istituzioni europee. Il nostro compito, come diritto allo studio, è accompagnare i giovani in questo percorso, sostenendoli e mettendoli nelle condizioni di non avere timori. Abbiamo bisogno di studenti che si confrontano con l’estero – ha concluso il direttore dell’Adsu – che amplino le proprie competenze e che, auspicabilmente, possano poi riportare in Italia quel valore aggiunto di cui il Paese ha bisogno”.

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TEATRO: A PESCARA DEBUTTA “IL D’ANNUNZIO SEGRETO” DI PAOLO CAVALLONE – L’OPERA CHE SVELA IL LATO NASCOSTO DEL VATE

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LA NUOVA OPERA DEL MAESTRO PAOLO CAVALLONE

Redazione-  La poesia di Gabriele d’Annunzio approda sul palco dell’Auditorium Flaiano di Pescara in un’opera che fonde teatro, musica e danza. Si tratta dello spettacolo “Il D’Annunzio Segreto”, che andrà in scena in anteprima nazionale lunedì 4 maggio, alle ore 18, a Pescara. Un atto unico, che rappresenta la nuova opera teatrale in versi del compositore e poeta Paolo Cavallone.

Lo spettacolo vede sul palco un cast d’eccezione: Marco Gambino nei panni di Gabriele d’Annunzio, con la partecipazione straordinaria di Sebastiano Somma, le coreografie di Mirko Riccardi, danzate da Luca Esposito, Ilaria Papa e Ciro Stanco, e la regia di Walter Nanni, mentre lo stesso Cavallone sarà al pianoforte. Il Maestro Cavallone porta alla luce un lato inedito del Vate, offrendo al pubblico un’esperienza culturale intensa e originale. Un d’Annunzio dalle tinte fosche e sorprendenti, che si scioglie nella cultura italiana tout-court, dalle antiche visioni mitologiche fino al “dannunzianesimo inconfessabile” dei posteri.

Due i personaggi in scena: il padrone di casa, il conte Tom Graziani e Gabriele d’Annunzio in un racconto emozionante anche dal punto di vista visivo. Il personaggio di Tom Graziani non si configura come figura storica o biografica, ma come dispositivo drammaturgico. Pur evocando la presenza di un testimone interno, egli non intende restituire una verità documentaria, bensì attivare un processo di riscrittura scenica. L’opera si colloca infatti al di fuori di una prospettiva filologica, scegliendo di sottrarre la figura di Gabriele d’Annunzio alle stratificazioni interpretative che ne hanno storicamente orientato la ricezione. In questo senso, la memoria non è fonte, ma materia: non ricostruzione, ma invenzione poetica. L’evento inaugura il progetto culturale dell’associazione “Pescara Ergo Sum”, ideato da Tiziana Le Donne con la consulenza artistica del maestro Davide Cavuti. I biglietti per lo spettacolo sono disponibili sui canali Ciaotikets.

Paolo Cavallone, musicista e poeta, è considerato uno dei maggiori compositori del nostro tempo. Pioniere nella creazione di nuovi concetti compositivi, ha sviluppato l’idea del concetto di possibilità applicato alla musica, divenuto un riferimento estetico internazionale. Nel 2024 è uscita la sua raccolta di poesie “Suoni ulteriori”: per definire la fusione fra la parola ed il suono nelle sue opere è stato coniato il termine “poesica” dal musicologo Renzo Cresti. Le sue collaborazioni includono enti, orchestre, solisti ed ensemble di fama internazionale come Siemens Foundation, Orchestre National de Bretagne, Ensemble Orchestral Contemporain, Andrea Lo Vecchio, Pascal Gallois, Magnus Andersson e tanti altri. È docente di Composizione al Conservatorio di Venezia.

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AL VIA LA QUARTA EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE DI DRAMMATURGIA OMISSIS

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Redazione-  Giunge alla sua quarta edizione il Premio nazionale di drammaturgia Omissis, ideato e realizzato da Theatron 2.0 in collaborazione con il Teatro Bellini di Napoli: un progetto nato per sostenere, valorizzare e promuovere la drammaturgia contemporanea italiana, con un’attenzione specifica alle nuove generazioni di autrici e autori. Il bando sarà aperto dal 23 aprile al 15 giugno 2026.

In uno scenario storico attraversato da fratture profonde, urgenze sociali e trasformazioni culturali, la scrittura per la scena si conferma uno spazio necessario di osservazione, resistenza e immaginazione. Con questa nuova edizione, il Premio Omissis rinnova il proprio impegno a favore di opere e voci capaci di interrogare il presente, generare riflessione critica e aprire varchi verso narrazioni non convenzionali e immaginari inediti.

Più che un semplice concorso, Omissis si configura come una pratica attiva di testimonianza e accompagnamento: uno strumento per contrastare la dispersione delle esperienze autoriali, dare visibilità ai linguaggi plurali che attraversano la scena contemporanea e favorire un dialogo diretto tra comunità artistica, operatori e pubblico. Al centro del progetto c’è infatti il rafforzamento di un ecosistema creativo che oggi ha bisogno non solo di occasioni di emersione, ma anche di tutela, riconoscimento e continuità.

Il Premio si rivolge ad autrici e autori under 40. Ogni partecipante potrà candidare una sola opera; sono ammesse anche candidature collettive, purché relative a lavori teatrali originali. Le opere saranno valutate in forma anonima da una giuria composta da figure di rilievo della scena nazionale: Michele Altamura (VicoQuartoMazzini / Vivaio Festival), Giorgio Andriani (Cranpi), Davide Carnevali (drammaturgo, regista), Ivonne Capece (Teatro Fontana), Lucia Franchi(CapoTrave / Kilowatt Festival), Antonino Pirillo (Cranpi), Ornella Rosato (Theatron 2.0 / Omissis), Gabriele Russo (Teatro Bellini di Napoli).

La giuria selezionerà tre testi finalisti e, tra questi, l’opera vincitrice, con la possibilità di assegnare eventuali menzioni.

Tra i riconoscimenti previsti: 2.000 euro all’opera vincitrice, una mentorship a cura di Davide Carnevali, un percorso di accompagnamento consulenziale a cura di Theatron 2.0, la lettura scenica di un estratto dei testi finalisti al Teatro Bellini di Napoli durante l’evento conclusivo del 19 ottobre 2026, oltre alla promozione dei tre testi finalisti presso case editrici, reti internazionali e partner del progetto.

Il Comitato Under 30 assegnerà inoltre un premio dedicato del valore di 500 euro a una delle opere finaliste, all’interno di un percorso di formazione e confronto rivolto a giovani interessatə alla scena contemporanea e alla critica teatrale.

L’opera vincitrice entrerà inoltre a far parte della piattaforma digitale Omissis e potrà beneficiare di ulteriori opportunità di promozione, lettura scenica e accompagnamento produttivo. Tra i partner coinvolti figurano, oltre al Teatro Bellini, anche Kilowatt Festival, Vivaio Festival, Cranpi, Eurodram, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale, Dominio Pubblico, Teatro Fontana, Cue Press, Luca Sossella Editore e Sui Generis, a conferma di una rete sempre più ampia costruita attorno alla nuova drammaturgia italiana.

Il Premio nazionale di drammaturgia Omissis è ideato da Theatron 2.0, con la direzione generale di Cesare D’Arco e Ornella Rosato, e si inserisce nel più ampio percorso dell’osservatorio drammaturgico Omissis, nato per monitorare, valorizzare e mettere in relazione pratiche, poetiche e traiettorie della scrittura teatrale contemporanea.

Link al bando completo: https://webzine.theatronduepuntozero.it/premio-omissis-2026/

Informazioni: premio.omissis@gmail.com

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IL MAESTRO GIULIANO MAZZOCCANTE IN CONCERTO A BRUXELLES

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Redazione-  Il pianista Giuliano Mazzoccante sarà tra gli interpreti principali della seconda edizione dell’International Chamber Classics Festival (ICCF), che si terrà a Bruxelles dal 28 aprile al 1° maggio 2026. L’evento, in collaborazione con la Chapelle Musicale Reine Elisabeth è uno dei festival internazionali più prestigiosi d’Europa.

Il concerto di apertura del Maestro Mazzoccante è fissato per il 28 aprile presso il Musée des Instruments de Musique (MIM), dove si esibirà con un programma che include musiche di Schumann e Franck: in questa occasione condividerà il palco con artisti di rilievo internazionale tra cui Enrico Pace, Claudio Bohórquez e Yossif Ivanov.

In merito a questo appuntamento, il Maestro ha dichiarato: “Tornare a Bruxelles in un contesto così prestigioso è per me motivo di grande stimolo; condividere il palco con colleghi straordinari e contribuire alla crescita dei giovani talenti dell’ICCF rappresenta l’essenza più profonda del vivere la musica insieme”.

Il legame tra il pianista e la sua terra d’origine, in cui è impegnato con diversi e prestigiosi appuntamenti, rimane un elemento cardine della sua identità artistica, in particolare attraverso il rapporto con il Teatro Marrucino di Chieti. Mazzoccante, che nel tempo è diventato una figura di riferimento per l’istituzione teatina, ha contribuito significativamente alla vita culturale della città: il Maestro Mazzoccante è infatti anche il Direttore artistico di “Chieti Classica” che, come anticipa, ci sarà nel mese di luglio 2026 per la nona edizione.

Questa solida radice professionale e artistica con una delle istituzioni più antiche d’Abruzzo continua ad accompagnare la sua attività sui palcoscenici internazionali.

Oltre all’attività concertistica, la partecipazione al festival prevede il coinvolgimento del pianista in veste di docente presso la Musica Mundi School e la sede della Chapelle Musicale Reine Elisabeth. Mazzoccante porterà la propria esperienza tecnica e interpretativa in un contesto che mira a unire grandi professionisti e giovani promesse della musica da camera, confermando una stagione che tocca regolarmente i principali centri musicali europei ed extraeuropei.

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