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Attualità

Canone RAI in bolletta, migliaia di italiani lo pagano per sbaglio. Ecco chi è esentato (e come avere subito il rimborso)

Stai pagando il Canone RAI in bolletta? Fai molta attenzione: potresti far parte delle categorie ESENTATE e stare regalando soldi allo Stato! 📺 💸 Il Canone RAI da 70 euro spalmato nelle bollette della luce è un addebito “automatico”, ma attenzione alla trappola: lo Stato ti preleva i soldi anche se per legge tu non dovresti pagarli! Sapevi che tutti i cittadini Over 75 con reddito inferiore agli 8.000 euro NON devono pagare la tassa? E sapevi che se non hai una TV vera e propria in casa, ma guardi film su PC e tablet, sei esentato al 100%? Il problema è che l’esenzione NON E’ AUTOMATICA: devi compilare un modulo dell’Agenzia delle Entrate, altrimenti la compagnia elettrica continuerà a prelevarti i soldi a vita! Scopri nell’articolo come bloccare immediatamente gli addebiti e, soprattutto, come fare domanda per riavere indietro i soldi del canone pagati per errore negli anni passati. Leggi e condividi questo prezioso consiglio per tutelare i tuoi risparmi! 👇 ⚖️

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Canone rai in bolletta

Redazione – Il Canone RAI è senza ombra di dubbio la tassa più odiata e mal sopportata dagli italiani. Da quando, diversi anni fa, il legislatore ha deciso di inserire furbescamente il pagamento di questo tributo direttamente all’interno delle bollette dell’energia elettrica (frazionandolo a rate per contrastare l’enorme evasione), per milioni di famiglie è diventato letteralmente impossibile sfuggire all’addebito. Eppure, dietro questo meccanismo automatico si nasconde una trappola burocratica clamorosa: centinaia di migliaia di cittadini continuano a pagare il Canone RAI pur avendo il sacrosanto diritto di non farlo. Esistono infatti specifiche categorie di italiani totalmente esentate per legge da questo balzello, ma che continuano a vedersi prosciugare decine di euro ogni anno per pura disinformazione.

La trappola della fatturazione automatica

Il problema di fondo risiede nella presunzione di legge: lo Stato italiano presume in automatico che, se sei intestatario di una fornitura di energia elettrica per uso domestico, tu possieda anche un apparecchio televisivo (o un dispositivo in grado di ricevere radiotrasmissioni) all’interno dell’abitazione. L’azienda fornitrice di luce, di conseguenza, inserisce le rate da 70 euro annui (recentemente abbassati rispetto ai 90 precedenti) direttamente in bolletta, senza farsi alcuna domanda.

L’Agenzia delle Entrate, però, ha previsto delle specifiche e severissime cause di esonero. Il paradosso è che l’esenzione non scatta mai in automatico: se non siete voi a dichiarare ufficialmente allo Stato di avere diritto all’esonero, la compagnia elettrica continuerà a prelevarvi i soldi fino alla fine dei vostri giorni.

Chi ha il diritto di non pagare la tassa tv?

Ma quali sono queste “categorie protette” che stanno regalando soldi allo Stato senza saperlo? La legge individua tre profili principali di esenzione totale.

La prima e più vasta categoria riguarda chi non possiede fisicamente una televisione in casa. In un’era dominata da smartphone, computer e piattaforme di streaming su tablet, sono sempre di più le famiglie o i single che hanno scelto di non avere un apparecchio TV classico nel proprio salotto. Se possedete un PC o uno schermo senza sintonizzatore per i canali del digitale terrestre, NON dovete pagare il canone.

La seconda, delicatissima categoria, riguarda gli anziani Over 75 con redditi bassi. Sono esentati dal pagamento tutti i cittadini che hanno compiuto 75 anni di età e che possiedono un reddito annuo complessivo (sommato a quello dell’eventuale coniuge) non superiore a 8.000 euro lordi. Tantissimi pensionati ignorano questa norma e continuano a farsi decurtare la pensione per pagare la tassa sulle bollette.

Infine, la terza categoria comprende i diplomatici militari stranieri e il personale consolare, in base ad accordi internazionali, sebbene numericamente sia una casistica marginale rispetto alle prime due.

Come bloccare l’addebito ed esigere il rimborso

Se rientrate in una di queste categorie (ad esempio, avete superato i 75 anni di età con reddito basso o avete buttato via l’ultimo televisore), dovete agire immediatamente per bloccare l’addebito. Non basta chiamare l’Enel o il fornitore di luce per lamentarsi: le compagnie elettriche non hanno alcun potere decisionale, fanno solo da esattori.

È necessario inviare una specifica Dichiarazione Sostitutiva direttamente all’Agenzia delle Entrate. Il modulo, scaricabile gratuitamente dal sito istituzionale del Fisco, può essere inviato telematicamente tramite SPID, oppure spedito per raccomandata con ricevuta di ritorno allo Sportello Abbonamenti TV di Torino. La cosa più importante che i cittadini non sanno è che, se avete pagato il Canone in bolletta negli anni passati pur avendone i requisiti di esenzione (ad esempio eravate già over 75 da due anni), avete il diritto di richiedere il rimborso completo delle somme ingiustamente prelevate, compilando l’apposita sezione del modulo. Non regalate i vostri soldi allo Stato!

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Esteri

Il flop degli eco-attivisti in Albania: sbarcano per “salvare” l’Isola di Sazan, ma scappano quando il Governo gli mostra la verità

L’incredibile flop degli eco-attivisti in Albania: arrivano per “salvare” un’isola e poi scappano per non vedere la realtà! 🇦🇱 🤦‍♂️ Avevano annunciato sui social una colossale spedizione internazionale (la “Global Sumud Flotilla”) per salvare l’isola di Sazan in Albania da una finta speculazione, paragonandola al dramma di Gaza. Ma quando sono sbarcati al porto di Valona, invece di un’armada c’era solo una dozzina di ragazzi visibilmente confusi! Ad attenderli c’era la Direttrice del Turismo albanese, Jola Hysaj, che con massima trasparenza si è offerta di scortarli sull’isola per fargli vedere la verità con i loro occhi. La risposta degli attivisti? SI SONO RIFIUTATI DI ANDARCI! Hanno girato i tacchi e sono scappati a Tirana dicendo di “volersi unire alla rivoluzione”. L’ennesima figuraccia di chi fa finto attivismo ambientale solo per racimolare like su Instagram. Leggi il retroscena completo di questa assurda vicenda nel nostro nuovo articolo! 👇 🏝️

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Jola Hysaj

Redazione – Viviamo nell’era in cui basta un post ben curato su Instagram per gridare allo scandalo internazionale, ma cosa succede quando il finto attivismo da tastiera si scontra con la dura e cruda realtà dei fatti? È esattamente quello che è andato in scena nelle scorse ore al porto di Valona, in Albania, palcoscenico di una figuraccia internazionale che sta facendo il giro del web e che smaschera l’ipocrisia di certe mobilitazioni nate esclusivamente per fare “like” sui social network. Protagonista dell’incredibile vicenda è la cosiddetta “Global Sumud Flotilla”, smascherata pubblicamente con un video al vetriolo da Jola Hysaj, Direttrice Generale dell’Agenzia Nazionale del Turismo dell’Albania.

La “Grande Epopea” annunciata sui social

Nelle settimane precedenti, il collettivo aveva martellato i social network (arrivando persino a scomodare l’agenzia stampa ANSA) annunciando una mastodontica e solenne spedizione internazionale. Il loro obiettivo dichiarato? Salvare la splendida Isola di Sazan (Saseno) da presunti disastri ambientali e speculazioni, arrivando al punto di pronunciare verdetti pesantissimi e paragonando follemente la situazione dell’isola turistica alfanese nientemeno che al dramma di Gaza. L’annuncio aveva creato il classico polverone mediatico, dipingendoli come i salvatori del pianeta in rotta verso i Balcani.

L’arrivo a Valona: una dozzina di “fuggitivi” confusi

Ma le bugie dei social, si sa, hanno le gambe corte. Ad attendere la fantomatica flotta al porto di Valona si è presentata personalmente la Direttrice del Turismo Jola Hysaj, pronta ad accoglierli con tutti i crismi istituzionali. «L’epopea digitale si è materializzata in una dozzina di persone visibilmente confuse», ha raccontato la Direttrice con pungente ironia nel suo reel. Niente navi rivoluzionarie, niente armada internazionale: solo un minuscolo gruppo di persone che «somigliavano più a un gruppo di scappati di casa che all’avanguardia della rivoluzione planetaria presentata sui social». Lontani dai filtri di Instagram, gli “eroi” apparivano improvvisamente a disagio di fronte al mondo reale.

Il bluff smascherato: il rifiuto di visitare l’isola

Nonostante l’evidente sproporzione tra le chiacchiere online e la realtà, le istituzioni albanesi hanno dimostrato una maturità democratica esemplare. L’Albania, “casa aperta e rispettosa verso tutti”, ha accolto il gruppo con totale disponibilità istituzionale. Il Governo albanese ha messo sul tavolo la massima trasparenza, offrendosi di accompagnare fisicamente gli attivisti sull’isola di Sazan, fornendo tutti i documenti informativi e mettendosi a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda o dubbio ambientale.

È a questo punto che il castello di carte è clamorosamente crollato: gli attivisti si sono rifiutati di andare.

Finto attivismo o turismo rivoluzionario?

Messi davanti alla possibilità di guardare con i propri occhi l’isola che fino a ieri dichiaravano di voler disperatamente “salvare”, gli attivisti si sono tirati indietro. Non hanno voluto visitare Sazan e si sono persino rifiutati di assistere alla presentazione tecnica preparata per loro dalle istituzioni. Con un imbarazzante cambio di programma, hanno ritirato i documenti e liquidato la faccenda con una frase che sa di beffa: “Andiamo a unirci alla Rivoluzione a Tirana”.

La conclusione della Direttrice Jola Hysaj è tranciante e perfetta: ognuno ha il diritto di fare ciò che vuole, “ma allora chiamiamo questa missione con il suo vero nome”. Non un’azione in difesa dell’ambiente, ma l’ennesima inutile passerella ideologica. Una lezione durissima per tutti i “leoni da tastiera” che usano i temi ambientali solo per riempirsi la bocca e gonfiare i propri profili social, scappando a gambe levate quando le istituzioni gli aprono le porte della verità.

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Economia

Il tesoro “congelato” degli italiani: 1.163 miliardi fermi per paura del futuro. L’On. Mazzocchi lancia il CRI per rilanciare il Paese

Oltre mille miliardi di euro fermi nei conti correnti degli italiani per paura del futuro. L’On. Mazzocchi lancia la ricetta per sbloccare l’Italia: il CRI! 💶 🇮🇹 C’è una montagna di liquidità inattiva e “congelata” (ben 1.163 miliardi di euro) nei conti bancari delle famiglie italiane. Un tesoro inestimabile che viene letteralmente eroso dall’inflazione giorno dopo giorno, bloccato non dalla ricchezza, ma dal terrore dell’incertezza futura. Per sbloccare questa paralisi economica, l’On. Antonio Mazzocchi (Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti) ha appena lanciato un’ambiziosa proposta legislativa: l’istituzione del Certificato Risparmio Italia (CRI). Uno strumento d’investimento sicuro, garantito al 100% dallo Stato e totalmente esentasse sulle plusvalenze, progettato per convogliare questi risparmi inattivi verso le Piccole e Medie Imprese (PMI) e le grandi infrastrutture nazionali. “È l’unica via per finanziare il più grande piano di investimenti di tutti i tempi per il nostro Paese, senza gravare di un centesimo sul debito pubblico!”, spiega Mazzocchi. Leggi i dettagli tecnici ed economici della proposta nel nostro nuovo articolo! 👇 📈

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antonio-mazzocchi

Redazione – C’è una cifra che, da sola, fotografa meglio di qualsiasi sondaggio l’attuale stato d’animo, le ansie e le insicurezze del nostro Paese: 1.163 miliardi di euro. È questa la mastodontica e quasi incalcolabile somma di denaro che i cittadini italiani, in questo preciso momento storico, tengono ostinatamente ferma e immobile tra depositi bancari e conti correnti tradizionali. Di fronte a questo dato sconcertante interviene con forza l’Onorevole Antonio Mazzocchi, Presidente del movimento politico Cristiano Riformisti, lanciando un allarme economico e, parallelamente, una coraggiosa proposta legislativa per sbloccare l’Italia: la creazione del CRI (Certificato Risparmio Italia).

La paura del futuro paralizza la liquidità: un Paese bloccato

«Come Movimento dei Cristiano Riformisti – esordisce con tono fermo l’On. Mazzocchi – esprimiamo il nostro più profondo stupore di fronte ai dati finanziari recenti che attestano la presenza di ben 1.163 miliardi di euro fermi nelle banche. Attenzione: questa ingente e mostruosa somma di denaro non è un segnale di una diffusa povertà tra la popolazione, ma non è nemmeno, al contrario, un indicatore di ricchezza diffusa e benessere economico».

Qual è dunque la vera diagnosi di questo fenomeno? Secondo il leader dei Cristiano Riformisti, la risposta è squisitamente psicologica e sociale. Questa liquidità “congelata” rappresenta la diretta conseguenza di una forte, radicata e persistente incertezza sul futuro. Le famiglie italiane, spaventate dalle crisi internazionali, dai rincari e dall’instabilità, preferiscono rinunciare ai consumi e agli investimenti, letteralmente congelando la propria liquidità nei conti correnti, pur sapendo che così facendo il loro potere d’acquisto viene lentamente eroso dall’inflazione galoppante.

La proposta legislativa: nasce il Certificato Risparmio Italia (CRI)

Il rischio di questa immobilità finanziaria è che l’intero sistema produttivo nazionale finisca per asfissiare. Per rispondere in modo concreto e strutturale a questa paralisi, l’On. Mazzocchi lancia una sfida al Parlamento: «Come Movimento dei Cristiano Riformisti lanciamo ufficialmente una proposta legislativa urgente per l’istituzione del CRI, ovvero il Certificato Risparmio Italia».

L’obiettivo centrale di questa ambiziosa norma è quello di scuotere il mercato, riuscendo a mobilitare una quota estremamente significativa di questa enorme liquidità improduttiva (che altrimenti verrebbe “mangiata” giorno dopo giorno dall’inflazione) e trasformandola in energia vitale per il Paese. Il tutto, garantendo in ogni momento la massima e totale tutela del piccolo risparmiatore e delle famiglie.

Zero tasse e garanzia di Stato: come funzionerà il CRI

Ma come si strutturerà tecnicamente il CRI per convincere gli italiani a sbloccare i propri sudati risparmi? La risposta dei Cristiano Riformisti poggia su due fattori chiave: sicurezza granitica e agevolazioni fiscali irrinunciabili. Il CRI si configurerà come un canale di investimento assolutamente sicuro e interamente garantito dallo Stato Italiano.

I fondi che verranno raccolti attraverso questo strumento finanziario innovativo non andranno a foraggiare speculazioni internazionali, ma verranno convogliati e vincolati esclusivamente verso due pilastri strategici per la sopravvivenza della nostra economia: l’acquisto di Bond emessi dalle Piccole e Medie Imprese (PMI) italiane, vero motore del nostro tessuto lavorativo, e il finanziamento dei grandissimi progetti infrastrutturali nazionali di cui l’Italia ha disperatamente bisogno. Per attrarre i cittadini, la proposta di legge prevede fortissime agevolazioni fiscali, tra cui spicca la totale esenzione dalle tasse sulle plusvalenze per i sottoscrittori.

Il più grande piano di investimenti senza toccare il debito pubblico

La visione politica ed economica di Mazzocchi è chiara e mira a ribaltare il paradigma della “spesa a debito”. «Come Movimento dei Cristiano Riformisti siamo fermamente convinti del fatto che il Certificato Risparmio Italia possa e debba diventare il motore principale per far schizzare in alto il PIL nazionale, stimolando una crescita economica reale e portando a una solida ripresa occupazionale», conclude l’Onorevole.

Attraverso questa misura di ingegneria finanziaria, infatti, il Governo centrale avrebbe la straordinaria e irripetibile possibilità di facilitare e finanziare il più imponente Piano di Investimenti strutturali di tutti i tempi per il nostro Paese, con un vantaggio inestimabile: tutto ciò avverrebbe senza attingere alle casse statali e senza gravare in alcun modo sul debito pubblico italiano, trasformando la paura dei cittadini nel carburante per la rinascita dell’Italia.

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Attualità

Il grande rientro dalle vacanze: weekend di fuoco da “bollino rosso” sulle autostrade. Ecco gli orari strategici per non rimanere in coda

Utilità e Viabilità – L’estate italiana, con i suoi tramonti sul mare e le passeggiate rilassanti in alta quota, volge fisiologicamente al termine. Le valigie si riempiono di panni sporchi e ricordi, i bagagliai delle automobili tornano a chiudersi a fatica e milioni di italiani si preparano psicologicamente a quel rito annuale fatto di stress, pazienza e asfalto: il grande rientro in città. In questo specifico e cruciale fine settimana di fine agosto entrano infatti nel vivo i grandi rientri dalle ferie estive. Il traffico sulle principali arterie stradali, statali e autostradali del nostro Paese si fa sempre più congestionato ora dopo ora. Secondo il meticoloso e attento monitoraggio diffuso da Viabilità Italia, i volumi di veicoli in circolazione sono in queste ore destinati a crescere progressivamente verso Nord, registrando la massima e più temuta concentrazione di auto tra la giornata di domenica 23 e la mattinata di lunedì 24 agosto.

Il calendario dei bollini rossi: le ore da incubo

Partire “alla cieca” dopo pranzo sperando di trovare l’autostrada libera è il peggior errore che si possa commettere in questi giorni. Per programmare il rientro in sicurezza (soprattutto se si viaggia con bambini piccoli o anziani a bordo) è fondamentale conoscere le fasce orarie più critiche individuate dalla Polizia Stradale.

I primissimi forti rallentamenti con code chilometriche ai caselli sono già scattati nel pomeriggio di venerdì, portando il primissimo Bollino Rosso del weekend. Questa enorme criticità e lentezza di scorrimento si è riversata inevitabilmente anche sull’intera mattinata di oggi, sabato 22 agosto. Le autostrade più colpite, come da tradizione, restano la A14 Adriatica, la A1 Milano-Napoli, e tutti i raccordi che dalla Liguria portano verso le metropoli del Nord Ovest.

Ma attenzione al vero doppio Bollino Rosso: la situazione stradale tornerà a complicarsi drasticamente, trasformandosi in una vera e propria trappola d’asfalto, nel pomeriggio di domenica 23 agosto (quando chi rientra dalla settimana di ferie si incrocerà con i gitanti della domenica) e, sorprendentemente, si estenderà per tutta la mattinata di lunedì 24 (per via di chi deciderà di viaggiare all’ultimo minuto ridosso del rientro in ufficio).

Le finestre di tregua: ecco quando mettersi in viaggio

Quando conviene, dunque, caricare la famiglia in auto e accendere il motore? Viabilità Italia ha individuato le preziosissime “finestre di tregua”, etichettate con il Bollino Giallo (traffico intenso ma scorrevole e senza criticità bloccanti).

Le finestre orarie di gran lunga più indicate per mettersi in viaggio sono due: il pomeriggio inoltrato e la serata di oggi, sabato 22 agosto, e (per chi ama svegliarsi presto) le primissime ore del mattino di domani, domenica 23. In questi due frangenti il deflusso veicolare sarà molto più agevole. Se invece deciderete di posticipare totalmente il rientro, dovrete attendere pazientemente il pomeriggio di lunedì 24 agosto, quando la situazione inizierà finalmente a degradare e a tornare nei normali parametri di scorrimento feriale.

Stop ai mezzi pesanti: la viabilità per le famiglie

Al fine di favorire la massima fluidità possibile della circolazione e abbattere i gravissimi rischi di incidenti mortali nei tratti più trafficati, il Ministero ha disposto e reso esecutivo il divieto di transito categorico per i mezzi pesanti (tutti i veicoli e i tir di portata superiore alle 7,5 tonnellate).

I camion non potranno circolare sulla rete autostradale nazionale nella giornata di sabato dalle ore 8:00 alle ore 16:00. Per quanto riguarda la temutissima giornata di domani, il blocco sarà quasi totale: i mezzi pesanti resteranno fermi domenica dalle 7:00 del mattino fino alle 22:00 di sera. Le autostrade saranno dunque totalmente a disposizione dei vacanzieri.

Il decalogo prima di girare la chiave nel quadro

La fretta di tornare a casa, spesso unita alla stanchezza accumulata per caricare i bagagli, è la peggior consigliera di viaggio. Prima di inserire la prima marcia e immettersi in autostrada, ricordatevi tre regole d’oro fondamentali per la vostra incolumità e quella dei passeggeri.

Primo: controllate scrupolosamente (anche in una semplice stazione di servizio) la pressione degli pneumatici, il livello dell’olio e l’acqua del radiatore; le alte temperature sull’asfalto mettono a dura prova i motori in coda. Secondo: tenete sempre a portata di mano nell’abitacolo un’abbondante scorta di acqua fresca e generi di primo conforto, specialmente se trasportate bambini. Rimanere imbottigliati per ore sull’A1 sotto il sole senza acqua può trasformare un rientro in un’emergenza medica. Terzo e ultimo consiglio: se sentite le palpebre farsi pesanti, fermatevi alla prima area di sosta. Perdere 20 minuti per un caffè o un pisolino non cambia l’orario di rientro, ma può fare la differenza tra la vita e la morte. Guidate con prudenza e bentornati in città!

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Traffico di rientro dalle vacanze

Redazione– L’estate italiana, con i suoi tramonti sul mare e le passeggiate rilassanti in alta quota, volge fisiologicamente al termine. Le valigie si riempiono di panni sporchi e ricordi, i bagagliai delle automobili tornano a chiudersi a fatica e milioni di italiani si preparano psicologicamente a quel rito annuale fatto di stress, pazienza e asfalto: il grande rientro in città. In questo specifico e cruciale fine settimana di fine agosto entrano infatti nel vivo i grandi rientri dalle ferie estive. Il traffico sulle principali arterie stradali, statali e autostradali del nostro Paese si fa sempre più congestionato ora dopo ora. Secondo il meticoloso e attento monitoraggio diffuso da Viabilità Italia, i volumi di veicoli in circolazione sono in queste ore destinati a crescere progressivamente verso Nord, registrando la massima e più temuta concentrazione di auto tra la giornata di domenica 23 e la mattinata di lunedì 24 agosto.

Il calendario dei bollini rossi: le ore da incubo

Partire “alla cieca” dopo pranzo sperando di trovare l’autostrada libera è il peggior errore che si possa commettere in questi giorni. Per programmare il rientro in sicurezza (soprattutto se si viaggia con bambini piccoli o anziani a bordo) è fondamentale conoscere le fasce orarie più critiche individuate dalla Polizia Stradale.

I primissimi forti rallentamenti con code chilometriche ai caselli sono già scattati nel pomeriggio di venerdì, portando il primissimo Bollino Rosso del weekend. Questa enorme criticità e lentezza di scorrimento si è riversata inevitabilmente anche sull’intera mattinata di oggi, sabato 22 agosto. Le autostrade più colpite, come da tradizione, restano la A14 Adriatica, la A1 Milano-Napoli, e tutti i raccordi che dalla Liguria portano verso le metropoli del Nord Ovest.

Ma attenzione al vero doppio Bollino Rosso: la situazione stradale tornerà a complicarsi drasticamente, trasformandosi in una vera e propria trappola d’asfalto, nel pomeriggio di domenica 23 agosto (quando chi rientra dalla settimana di ferie si incrocerà con i gitanti della domenica) e, sorprendentemente, si estenderà per tutta la mattinata di lunedì 24 (per via di chi deciderà di viaggiare all’ultimo minuto ridosso del rientro in ufficio).

Le finestre di tregua: ecco quando mettersi in viaggio

Quando conviene, dunque, caricare la famiglia in auto e accendere il motore? Viabilità Italia ha individuato le preziosissime “finestre di tregua”, etichettate con il Bollino Giallo (traffico intenso ma scorrevole e senza criticità bloccanti).

Le finestre orarie di gran lunga più indicate per mettersi in viaggio sono due: il pomeriggio inoltrato e la serata di oggi, sabato 22 agosto, e (per chi ama svegliarsi presto) le primissime ore del mattino di domani, domenica 23. In questi due frangenti il deflusso veicolare sarà molto più agevole. Se invece deciderete di posticipare totalmente il rientro, dovrete attendere pazientemente il pomeriggio di lunedì 24 agosto, quando la situazione inizierà finalmente a degradare e a tornare nei normali parametri di scorrimento feriale.

Stop ai mezzi pesanti: la viabilità per le famiglie

Al fine di favorire la massima fluidità possibile della circolazione e abbattere i gravissimi rischi di incidenti mortali nei tratti più trafficati, il Ministero ha disposto e reso esecutivo il divieto di transito categorico per i mezzi pesanti (tutti i veicoli e i tir di portata superiore alle 7,5 tonnellate).

I camion non potranno circolare sulla rete autostradale nazionale nella giornata di sabato dalle ore 8:00 alle ore 16:00. Per quanto riguarda la temutissima giornata di domani, il blocco sarà quasi totale: i mezzi pesanti resteranno fermi domenica dalle 7:00 del mattino fino alle 22:00 di sera. Le autostrade saranno dunque totalmente a disposizione dei vacanzieri.

Il decalogo prima di girare la chiave nel quadro

La fretta di tornare a casa, spesso unita alla stanchezza accumulata per caricare i bagagli, è la peggior consigliera di viaggio. Prima di inserire la prima marcia e immettersi in autostrada, ricordatevi tre regole d’oro fondamentali per la vostra incolumità e quella dei passeggeri.

Primo: controllate scrupolosamente (anche in una semplice stazione di servizio) la pressione degli pneumatici, il livello dell’olio e l’acqua del radiatore; le alte temperature sull’asfalto mettono a dura prova i motori in coda. Secondo: tenete sempre a portata di mano nell’abitacolo un’abbondante scorta di acqua fresca e generi di primo conforto, specialmente se trasportate bambini. Rimanere imbottigliati per ore sull’A1 sotto il sole senza acqua può trasformare un rientro in un’emergenza medica. Terzo e ultimo consiglio: se sentite le palpebre farsi pesanti, fermatevi alla prima area di sosta. Perdere 20 minuti per un caffè o un pisolino non cambia l’orario di rientro, ma può fare la differenza tra la vita e la morte. Guidate con prudenza e bentornati in città!

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