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Spettacolo

CLASSICA, TANGO, JAZZ MA NON SOLO: DAL 29 MAGGIO AL 5 SETTEMBRE LA NONA EDIZIONE DEL FESTIVAL ONDE MUSICALI SUL LAGO D’ISEO

Artisti affermati, vincitori di concorsi internazionali e giovani talenti provenienti
dai Conservatori italiani e dalle Accademie estere parteciperanno alla nuova stagione della manifestazione che, per oltre tre mesi, animerà le due sponde del Sebino,
nelle province di Bergamo e Brescia: in programma ben 66 appuntamenti,
tutti a ingresso libero, tranne quelli a Monte Isola e sull’Isola di Loreto.
Il via a Iseo venerdì 29 maggio nel segno della lirica

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CLASSICA, TANGO, JAZZ MA NON SOLO: DAL 29 MAGGIO AL 5 SETTEMBRE LA NONA EDIZIONE DEL FESTIVAL ONDE MUSICALI SUL LAGO D’ISEO

Redazione-  È tutto pronto per la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo, che dal 2017 anima nei mesi estivi (ma non solo) i luoghi più suggestivi delle due sponde del Sebino e di alcune località limitrofe con il coinvolgimento di una ventina di Comuni delle province di Bergamo e Brescia. Anche quest’anno il cartellone è ricco: oltre 200 artisti si esibiranno in 66 appuntamenti in programma dal 29 maggio al 5 settembre. In programma concerti di lirica, cameristica, sacra, antica, jazz, tango e crossover, ma anche spettacoli e concorsi musicali, con la partecipazione di artisti affermati, vincitori di concorsi internazionali e giovani talenti provenienti dai Conservatori italiani e dalle Accademie estere.

Non solo: nel mese di maggio ricorre un compleanno importante, il centenario della Motonave Capitanio 1926, il battello più antico del Lago d’Iseo, patrimonio e memoria storica della navigazione lacustre. La ricorrenza verrà festeggiata con sette concerti – dal 4 giugno al 5 settembre tra Lovere, Marone, Iseo, Predore, Paratico, Pisogne e Castro – ospitati a bordo dello splendida e storica imbarcazione.

Onde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia e al supporto degli sponsor (Fondazione della Comunità Bergamasca, Navigazione Lago d’Iseo, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno, Comisa, Bertoni antinfortunistica industriale, Gfelti, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero, ad eccezione dei tre concerti speciali (costo: 80 euro, inclusi il parcheggio, il trasporto sull’isola con imbarcazione privata e un brindisi): il primo è in programma il 27 giugno alla Rocca Martinengo di Monte Isola, location affascinante ed esclusiva; gli altri due il 5 settembre sull’incantevole Isola di Loreto, a chiusura della rassegna. Molti appuntamenti si terranno in splendidi luoghi d’arte e suggestivi contesti naturalistici, offrendo un’occasione imperdibile per (ri)scoprire il fascino e la bellezza di questo angolo di Lombardia.

Roberto Forcella, ideatore della manifestazione, commenta: «La nona edizione è ancora più ricca delle precedenti grazie al sostegno della Fondazione della Comunità Bergamasca e al bando Insieme per la cultura (Bergamo-Brescia Capitale della cultura 2023). Per qualità e dimensione, il nostro festival è diventato a pieno titolo la manifestazione estiva di riferimento per il nostro territorio. Oltre ad essere uno strumento di accrescimento culturale e di promozione turistica, Onde musicali sul Lago d’Iseo rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra le tante amministrazioni pubbliche coinvolte, che nel corso degli anni hanno dimostrato di saper fare squadra». Aggiunge Claudio Piastra, chitarrista di fama internazionale e direttore artistico del festival: «È per me un grande orgoglio curare anche quest’anno il cartellone di Onde musicali, che fin dalla prima edizione dedica particolare attenzione ai giovani esecutori di talento. Visto l’alto profilo dei musicisti, diventa sempre più impegnativo il compito di selezionare le formazioni tra le tante che mi vengono segnalate nel corso dell’anno dai Conservatori italiani, dalle Accademie estere e dagli organizzatori dei Concorsi».

La nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo  prenderà il via, come detto, venerdì 29 maggio a Iseo (Bs), in concomitanza con l’inaugurazione della nuova stagione del Festival dei Laghi Europei: sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea, i migliori allievi dell’Accademia Verdiana Carlo Bergonzi di Busseto porteranno in scena Note sul lago (inizio ore 21). I cantanti dell’Accademia provengono da tutto il mondo: in questo concerto, un tenore abruzzese, Nicola Di Filippo, che si sta affermando con un repertorio leggero nei teatri italiani ed esteri, canterà con due soprani, la fiorentina Valentina Saccone e Yuliya Cherskaya, di nazionalità russa, e con il baritono Joseleo Logdat, proveniente dalle Filippine, che studia da due anni presso l’Accademia emiliana. Accompagnati al pianoforte da Simone Maria Marziali, direttore artistico dell’istituzione musicale di Busseto, i quattro giovani talenti si esibiranno in un programma dedicato in gran parte al lago: due Barcarole (quella di Offenbach e l’op. 37 n. 6 “Giugno” di Tchaikovsky), brani tratti dalla Bohème di Puccini, che il compositore scrisse ispirandosi al lago toscano di Massaciuccoli, così come l’aria tratta da La donna del lago di Rossini, oltre a brani dall’Elisir d’amore di Donizetti e naturalmente ad alcune arie verdiane.

Tra i tanti appuntamenti del mese di giugno è imperdibile, lunedì 1, sempre a Iseo e sempre sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea (ore 21), lo spettacolo Este es el Tango. La vocalità intensa e teatrale di Celeste Gugliandolo, attrice, cantante e musicista messinese giunta alla notorietà con il gruppo I Moderni durante la quinta edizione del talent televisivo X Factor, verrà accompagnata da Alberto Fantino (bajan), Angelo Vinai (clarinetto), Cristiano Alasia (chitarra) e Francesco Bertone (contrabbasso). Il pubblico sarà condotto in un viaggio nella storia del tango: si passerà dai più grandi successi della tradizione campera ai tanghi canciòn della Guardia Vieja, in cui la melodia assume un ruolo centrale, fino alle intramontabili milonghe e alla corrente “evoluzionista”della Guardia Nueva. Al centro, naturalmente, la vita e le composizioni di Astor Piazzolla, lo straordinario compositore argentino che ha avuto il merito di emancipare il tango, modernizzandolo.

È nel segno del tango anche il concerto di venerdì 19 giugno presso la Cittadella della Musica e dell’Arte di Marone (Bs) alle ore 21: il quartetto di fiati Neuma (Giacomo Barone al flauto, Tommaso Gasparoni all’oboe, Nicolò Andriolo al clarinetto e Matteo Dal Toso al fagotto) darà vita con il fisarmonicista Marcello Grandesso allo spettacolo Estaciones Porteñas, eseguendo alcune delle pagine più note di Piazzolla (le quattro Estaciones Porteñas, Oblivion, Adiós Nonino, Café 1930 e Nightclub 1960) e omaggiando anche uno dei suoi più illustri allievi, il fisarmonicista francese Richard Galliano, con l’esecuzione del suo Tango pour Claude. Attivo a livello nazionale e internazionale con un vastissimo repertorio che spazia dal classicismo viennese alla musica da film del Novecento italiano ma non solo, Neuma è un ensemble ad assetto variabile che si basa prevalentemente sull’impiego dei fiati, dal trio d’ance al quintetto classico. Dal 2023 è iniziata la collaborazione con il fisarmonicista Marcello Grandesso, diplomatosi al Conservatorio di Vicenza e vincitore del primo premio assoluto al Concorso internazionale di musica per i giovani di Stresa. I cinque musicisti hanno ideato il progetto Astor, incentrato sulla rilettura delle musiche dell’inventore del Nuevo Tango in una strumentazione classica per quartetto di legni e fisarmonica, che regala all’interpretazione nuove sfumature sonore.

Fra i numerosi eventi in programma da segnalare, sabato 27 giugno, la prima delle due serate speciali del festival: nel suggestivo contesto della Rocca Martinengo di Monte Isola (Bs) andrà in scena il concerto Il Classico incontra il Jazz, protagonisti il chitarrista Claudio Piastra, il pianista Andrea Servidio, il contrabbassista Luca Garlaschelli e il batterista Massimo Melillo (ore 21). All’ombra dell’affascinante castello di origine trecentesca, oggi proprietà privata, che si erge su uno sperone roccioso sopra il golfo di Sensole, il quartetto si esibirà in celebri brani di Ennio Morricone (Tema di Jill da C’era una volta il West e Gabriel’s Oboe da Mission), Astor Piazzolla (Oblivion), Paul Desmond (Take Five) e Claude Bolling (Concerto per chitarra classica e jazz piano trio). Considerato dalla critica internazionale uno dei più autorevoli chitarristi italiani in ambito classico, Claudio Piastra svolge un’intensa attività concertistica come solista e con orchestre  prestigiose. Nel 2020 ha vinto il Premio Internazionale “Astor Piazzolla” e attualmente insegna Musica da Camera, oltre a tenere masterclass in Italia e all’estero. Il contrabbassista Luca Garlaschelli è un nome di primo piano della scena jazz italiana: tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Tullio De Piscopo, Paolo Fresu, Tiziana Ghiglioni, Umberto Petrin, Enrico Rava, Gaetano Liguori, Franco Cerri, Enrico Intra, Gianni Coscia, Bruno De Filippi, Renato Sellani e Gabriele Mirabassi, solo per citarne alcune. Ha inoltre condiviso il palco a lungo con l’attore Moni Ovadia. Il batterista jazz Massimo Melillo, diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio di Torino, si è perfezionato alla marimba e sul repertorio orchestrale presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. Ha collaborato con importanti istituzioni sinfoniche e liriche italiane, tra cui Orchestra RAI, Teatro Regio di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro la Comunale di Bologna e Teatro dell’Opera di Roma. Infine, Andrea Servidio è un giovane pianista e compositore, apprezzato per la sua versatilità: sa spaziare con disinvoltura dalla classica al jazz fino al pop e ha suonato con nomi di spicco del jazz italiano e internazionale (tra cui Emanuele Cisi, Elliot Mason e Giovanni Falzone). Nel 2024 ha vinto il Primo Premio del Conservatorio di Milano nella categoria Jazz.

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«Small Talking», l’ironia pop dei Relief conquista la radio: fuori il nuovo singolo tra chiacchiere di circostanza e visioni surreali

I Relief tornano con «Small Talking», il nuovo singolo per Red&Blue Music Relations e ADA Music Italy: un brano pop ironico che smonta le chiacchiere di circostanza tra flauto traverso groovy e un videoclip dallo stile kitsch. 👇

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Small Talking,cover

Roma – Da venerdì 16 ottobre 2026 approda ufficialmente in rotazione radiofonica nazionale e su tutte le piattaforme di streaming digitale «Small Talking», il nuovo trascinante singolo dei Relief, pubblicato per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy. Con questo nuovo brano, la poliedrica formazione romana torna a sorprendere il pubblico proponendo un pop fresco, raffinato e irresistibilmente disincantato, capace di mettere a nudo con leggerezza una delle dinamiche più universali e nevrotiche del nostro tempo: l’imbarazzo e la fatica delle conversazioni superficiali di tutti i giorni.

«Small Talking» è una fotografia ironica e surreale di quella frattura invisibile che spesso si crea tra i dialoghi stereotipati del quotidiano e i veri pensieri che affollano la nostra mente. Mentre attorno a noi si discute distrattamente delle temperature anomale, delle oscillazioni del costo del gas, delle buone maniere da manuale o dell’atmosfera festiva a comando, la testa del protagonista fugge altrove, catturata dai dettagli più insoliti e apparentemente insignificanti del paesaggio urbano: le geometrie delle torri dell’acqua, i cavi sospesi dei tram, frammenti sonori e odori della metropoli.

Tra pop, funk e flauto traverso: la firma sonora dei Relief

Dal punto di vista dell’architettura sonora, il brano sintetizza alla perfezione la cifra stilistica della band, fondendo un impianto pop-rock contagioso con una marcata ricerca timbrica. Il contrasto tra la solarità della melodia e il senso di disallineamento esistenziale espresso dal testo viene esaltato da un marchio di fabbrica unico nel panorama indipendente: l’utilizzo del flauto traverso non come semplice abbellimento melodico, ma come vero e proprio motore ritmico e armonico, arricchito da loop station, pedali multieffetto e accenni di beatbox, dialogando con un basso intriso di groove funk e chitarre dal sapore squisitamente vintage.

«Small Talking nasce proprio dalla difficoltà di stare dentro quelle conversazioni ordinarie in cui tutti sembrano perfettamente padroni dell’argomento, mentre la nostra mente è già fuggita altrove», racconta la band spiegando il retroterra della canzone. «Ci divertiva l’idea di esplorare questo scarto senza trasformarlo in una sterile lamentela: il protagonista vorrebbe sinceramente riuscire a integrarsi nel rito del convenevole, ma finisce irrimediabilmente attratto da dettagli che per gli altri non hanno alcun senso. In fondo è un brano sul disperato tentativo di trovare un proprio spazio anche dove non ci si sente naturali, arrivando persino a chiedere alla persona amata di aiutarci a pronunciare parole a vanvera pur di non restare in silenzio». Una ventata di originalità che arricchisce il panorama delle novità discografiche e uscite musicali più stimolanti della stagione.

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Un videoclip tra estetica kitsch e meme di WhatsApp

Ad accompagnare il lancio radiofonico è disponibile su YouTube il videoclip ufficiale, che traduce in immagini il carattere surreale e divertito del brano senza cadere nella didascalia letterale. La clip adotta una provocatoria e coloratissima estetica volutamente kitsch, che pesca a piene mani dall’immaginario visivo delle catene e delle grafiche stravaganti che da anni affollano le chat di WhatsApp: cornici fluo, gif improbabili, scritte a caratteri cubitali e frammenti nonsense.

Le sequenze visive amplificano il cortocircuito tra la serietà imposta dalle chiacchiere di convenienza e il flusso disordinato dei pensieri interiori. Nelle scene si alternano i componenti della band immersi in situazioni volutamente grottesche ed esagerate, dando vita a un esperimento audiovisivo spontaneo, leggero e giocato sull’autoironia più pura.

Chi sono i Relief: identità, formazione e percorso artistico

Attivi da circa due anni nella scena musicale romana, i Relief nascono dall’unione di anime con formazioni eterogenee, a cavallo tra rigore accademico e gavetta autodidatta, accomunate dal desiderio di plasmare un pop d’autore moderno, ritmico e mai banale. Il sound del trio affonda le proprie radici in un ascolto vorace dei grandi classici del pop e del rock progressivo – dai Beatles e Queen fino a Genesis, Jethro Tull, Weather Report, Jamiroquai e Pino Daniele – riattualizzati con sensibilità contemporanea.

La formazione vede protagonisti Lorenzo Corsi (flauto traverso, chitarre e cori), Leonardo Fortini (basso elettrico e cori) e Lorenzo Politi (voce principale, chitarra acustica e pianoforte). Seguiti da vicino in cabina di regia e produzione artistica da Massimo Calabrese e Marco Lecci, i Relief, dopo i positivi riscontri ottenuti con i singoli «Cristalli Liquidi» ed «Eh No!», confermano con «Small Talking» una maturità compositiva capace di parlare con immediatezza ed empatia a una generazione attenta alla qualità dei testi e delle melodie.

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Premio Andrea Parodi 2026 a Cagliari: vent’anni senza la voce dei Tazenda, sul palco del Massimo Paolo Fresu, Elena Ledda e le stelle della world music

Il Teatro Massimo di Cagliari ospita la 19ª edizione del Premio Andrea Parodi a vent’anni dalla scomparsa della voce dei Tazenda: Paolo Fresu riceve l’Albo d’Oro, sul palco Elena Ledda, Bungaro e sette finalisti della world music internazionale. Tutti i dettagli e il programma 👇

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Andrea Parodi

Cagliari – A vent’anni esatti dalla prematura scomparsa di Andrea Parodi, avvenuta il 17 ottobre 2006, la Sardegna e l’intero panorama musicale d’autore si stringono attorno a una delle eredità artistiche più luminose, libere e profonde del nostro tempo. Dal 15 al 17 ottobre 2026, lo storico palcoscenico del Teatro Massimo di Cagliari ospita la diciannovesima edizione del Premio Andrea Parodi, punto di riferimento europeo e globale per la world music, ideato e organizzato con encomiabile dedizione dalla Fondazione Andrea Parodi. Un’edizione carica di simbolismo civile e culturale, che non si limita a celebrare il ricordo di una voce irripetibile, ma ne rinnova la visione cosmopolita: fare della radice linguistica e identitaria un ponte universale di dialogo tra popoli, culture e tradizioni sonore lontane.

Un ventennale di memoria viva: la straordinaria eredità di Andrea Parodi

Parlare di Andrea Parodi significa ripercorrere una delle stagioni più coraggiose e feconde della canzone d’autore mediterranea. Dai primi passi con il Coro degli Angeli alla consacrazione storica con i Tazenda — capaci di portare la lingua sarda sul palco del Festival di Sanremo con capolavori immortali come Disamparados (reso celebre con Pierangelo Bertoli in Spunta la luna dal monte) —, fino a un percorso solistico di respiro internazionale scandito da collaborazioni con giganti del calibro di Al Di Meola, Noa e i Chieftains, Parodi ha dimostrato che la tradizione non è un museo da custodire sotto vetro, ma una materia viva, pulsante e in perenne metamorfosi.

Nel ventennale della sua scomparsa, il Premio a lui intitolato rappresenta l’unico contest italiano interamente dedicato alla world music a godere di una risonanza planetaria. Sotto la direzione artistica di Elena Ledda, ambasciatrice della musica sarda nel mondo e compagna artistica di Andrea in indimenticabili avventure sonore, la tre giorni cagliaritana trasformerà il capoluogo sardo nell’ombelico della contaminazione acustica contemporanea. A condurre le tre serate al Teatro Massimo saranno due figure storiche della divulgazione musicale radiofonica e televisiva: Gianmaurizio Foderaro e Ottavio Nieddu.

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Paolo Fresu Premio Albo d’Oro e un parterre di ospiti prestigiosi

Tra i momenti più attesi e solenni di questa diciannovesima edizione spicca la consegna del prestigioso Premio Albo d’Oro 2026 a Paolo Fresu. Il celebre trombettista berchiddese, icona mondiale del jazz contemporaneo e instancabile promotore del patrimonio culturale sardo, salirà sul palco del Teatro Massimo accompagnato da due fuoriclasse: la chitarra di Bebo Ferra e l’organetto di Pierpaolo Vacca. Un’esibizione che promette di fondere lirismo improvvisativo e radice etnica in un omaggio vibrante alla poetica di Parodi.

Il cartellone degli ospiti d’onore vanta nomi di primaria grandezza nel panorama cantautorale. Tornerà al Massimo il cantautore Bungaro, raffinato artigiano della melodia italiana e da sempre vicino alla Fondazione. Accanto a lui, il cantautore cagliaritano Gigi Marras e la cantautrice siciliana Luisa Briguglio, trionfatrice assoluta della passata edizione 2025. Di straordinario fascino anche la presentazione del progetto originale “Bent’e mari” (produzione Medinsard), un ensemble di respiro transmediterraneo che schiera la stessa Elena Ledda, il cantautore sulcitano Matteo Leone, il polistrumentista tunisino Marzouk Mejri e il virtuoso chitarrista brasiliano Roberto Taufic.

Il contest internazionale: sette finalisti da quattro continenti per il titolo

Il cuore pulsante della kermesse resta il concorso internazionale, che ha visto centinaia di candidature giungere da ogni angolo del globo. A contendersi i riconoscimenti della 19ª edizione saranno sette progetti selezionati per l’originalità compositiva e l’intensità espressiva: Koyel Basu (India/Messico/Inghilterra), Chiarò (Campania), Hita Del Rio (Colombia/Francia), Momi (Friuli), Nubras Ensemble (formazione transfrontaliera tra Italia, Spagna e Romania), Angelica Perri (Calabria) ed Elana Sasson (California/Spagna). Due delle finaliste inizialmente ammesse, Federica Fruscella e Indelicato, non potranno prendere parte alla fase finale a causa di sopravvenuti impedimenti organizzativi.

Il percorso di gara si articolerà in tre serate graduate ad altissima intensità:

  • Giovedì 15 ottobre: ciascun concorrente presenterà il proprio brano in concorso affiancato da un secondo pezzo del proprio repertorio originale; ospite speciale della serata sarà Gigi Marras.
  • Venerdì 16 ottobre: i finalisti eseguiranno nuovamente il pezzo in gara insieme a un’inedita e personale reinterpretazione di un brano del repertorio di Andrea Parodi; la serata sarà impreziosita dall’esibizione di Bungaro.
  • Sabato 17 ottobre (Serata Finale): i finalisti proporranno la versione definitiva del brano in concorso davanti alle giurie riunite. La serata vedrà alternarsi sul palco Luisa Briguglio, il progetto Bent’e Mari, Paolo Fresu con Ferra e Vacca, Bungaro e Gigi Marras, prima della solenne proclamazione dei vincitori.

Seminari professionali, memoria d’archivio e le tre giurie di esperti

Come da tradizione, il Premio Andrea Parodi affianca alle serate di spettacolo un fitto programma diurno di incontri, approfondimenti e tutela della categoria musicale, tutti a ingresso gratuito. Venerdì 16 ottobre (dalle ore 10:30, sala M3) si aprirà con i seminari formativi sui diritti degli artisti interpreti ed esecutori a cura di Andrea Marco Ricci (Nuovo IMAIE) e sulla gestione del diritto d’autore tenuto da Claudio Carboni (Consiglio di gestione SIAE). Nel pomeriggio (ore 18:15, sala M2) spazio alla memoria storica con la proiezione di “Andrea Parodi, immagini e memoria”, preziosa selezione di interviste, concerti e apparizioni tv dall’archivio del Museo Multimediale Andrea Parodi, seguita dal debutto degli allievi dell’Accademia “I Fiori” (S’ardmusic).

Sabato 17 ottobre (ore 10:00, sala M3) andrà in scena l’incontro speciale “Andrea Parodi si racconta alla radio” in collaborazione con Rai Radio Techete’: la conduttrice Elisabetta Malantrucco dialogherà con Elena Ledda, Ottavio Nieddu e Bungaro riscoprendo storici documenti sonori Rai. A seguire (ore 11:30), il talk accademico “A chi servono, i Premi? (Musicisti emergenti, politiche culturali e musica dal vivo in Italia)” curato dal musicologo Jacopo Tomatis (Università di Torino) con Del Favero, De Rosa, Pasqua e Pinto.

A decretare i verdetti saranno tre autorevoli giurie (tecnica, critica e internazionale) composte da decine di giornalisti, discografici, etnomusicologi e direttori artistici. Il vincitore assoluto riceverà una borsa di studio di 2.500 euro e l’opportunità di esibirsi nel 2027 in importanti festival partner (come l’European Jazz Expo in Sardegna, Folkest in Friuli e il Festival del Torto in Sicilia). Il Premio della Critica garantirà invece la produzione di un videoclip professionale a cura della Fondazione. Verranno inoltre assegnate le menzioni speciali per testo, musica, arrangiamento, interpretazione, miglior cover di Parodi e i premi delle giurie collaterali.

Modalità di accesso e diretta streaming globale

Tutti gli spettacoli serali al Teatro Massimo di Cagliari sono a ingresso gratuito previa prenotazione obbligatoria sul circuito ufficiale Box Office Sardegna. Per consentire la partecipazione del pubblico internazionale e degli appassionati disseminati nel mondo, le intere serate saranno trasmesse in diretta streaming sulla pagina Facebook ufficiale della Fondazione Andrea Parodi. Una festa della musica, dell’inclusione e dell’identità che onora nel migliore dei modi l’anima generosa e visionaria di Andrea.

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Dario Distasi lancia «Nostalgia»: tra britpop ed echi di Manchester, il nuovo singolo sul tempo che scorre e la paura del futuro

Dario Distasi presenta «Nostalgia»: dopo il trionfo al MEI di Faenza, il cantautore pubblica un singolo intenso tra britpop ed echi di Manchester sul tempo che scorre e l’ansia del futuro. Dagli anni in Inghilterra al videoclip lacustre nel nostro approfondimento completo 👇

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Dario Distasi ,cover

Faenza – Il tempo non è soltanto una sequenza lineare di ore scandite dall’orologio, ma una lente emotiva attraverso cui misuriamo le nostre mancanze, il peso delle aspettative sociali e la vertigine di un futuro che spesso bussa alle porte prima del dovuto. Reduce dal caloroso successo riscosso sul prestigioso palco del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, il cantautore e virtuoso chitarrista Dario Distasi torna sulla scena discografica nazionale con Nostalgia, il suo nuovo singolo disponibile a partire da venerdì 16 ottobre 2026 su tutte le piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica. Prodotto e promosso da Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy (divisione di Warner Music), il brano si impone come una riflessione lucida, viscerale e cinematografica sul senso di perenne rincorsa che caratterizza la nostra epoca.

Attraverso una scrittura confessionale e intimista, Nostalgia scava nelle pieghe di quell’inquietudine sottile legata ai traguardi da raggiungere a una determinata età anagrafica e al modo in cui i giorni logorano o ridefiniscono le relazioni umane più preziose. «Sono proprio in tempo per far tardi un’altra volta», canta con disarmante autoironia l’artista, condensando in una singola frase l’attrito costante tra il ritmo frenetico della società contemporanea e il bisogno interiore di fermarsi, respirare e guardarsi indietro. L’opera interroga direttamente chi gli cammina accanto con una domanda universale sul disorientamento del presente: «Cosa sta succedendo qui fuori? Riusciamo ancora a sentirci bene?». Lungi dall’essere un mero esercizio di rimpianto passivo, la nostalgia si trasforma qui in uno strumento di salvezza: perdersi nei corridoi della memoria per riscoprire le radici della propria identità e trovare lo slancio necessario per ricominciare a camminare a testa alta.

L’eredità di Manchester e le matrici britpop: un sound internazionale senza confini

Coerentemente con il suo sguardo rivolto al vissuto personale, la tessitura sonora di Nostalgia affonda le proprie radici nel lungo soggiorno trascorso da Dario Distasi nel Regno Unito. I cinque anni vissuti a Manchester — culla sacra del britpop e terra d’elezione di band leggendarie come gli Oasis e i The Smiths — hanno lasciato un’impronta indelebile nella sensibilità compositiva del musicista italiano. Quel sound d’oltremanica, intriso di chitarre vibranti, melodie ariose e ritmiche incalzanti, si riaccende con una freschezza sorprendente, dialogando con le atmosfere colte e ruvide assorbite durante le successive sessioni di registrazione a Nashville, tra alternative rock, sfumature grunge e la grande tradizione dei songwriter d’autore.

«Nostalgia è nata da un momento di introspezione profonda: il tempo mi scrutava negli occhi e io desideravo approfittarne per scattare un’istantanea nitida di quell’attimo fuggente», spiega Dario Distasi commentando la genesi del lavoro. «Guardare indietro significava inevitabilmente fare i conti con la mia esperienza britannica, ed era fondamentale che l’arrangiamento ne riflettesse l’anima in ogni passaggio. Questo brano va a inserirsi nel contesto delle mie ultime uscite discografiche difendendo con forza e fierezza la mia identità, unendo la complessità armonica alla purezza della forma canzone».

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Dal diploma con lode alla consacrazione: il percorso di un artista poliedrico

La caratura artistica di Dario Distasi (all’anagrafe Dario Di Stasi) affonda le proprie radici in oltre un decennio di rigorosa gavetta musicale e solida preparazione accademica. Formatosi studiando chitarra jazz con Nicola Cordisco, rock con Gianni De Chellis e fusion con William Stravato, si diploma con il massimo dei voti e la lode (100/100) presso il prestigioso Modern Musician Institute di Alex Stornello. Gli anni universitari a Roma, frequentando il Saint Louis College of Music, segnano la svolta decisiva: la chitarra non basta più da sola a esprimere il suo mondo interiore, spingendolo ad abbracciare lo studio del canto prima in Italia con Alessandra Piroddi e Marco Priotti, e successivamente a Londra sotto la guida di Jonny Black. Da lì la finale conquistata al contest Open Mic UK, le colonne sonore firmate per il docufilm Varchi Attivi con la partecipazione di Michele Placido e le collaborazioni visive con il regista britannico Mat Johns.

A dare corpo alle suggestioni sonore di Nostalgia contribuisce in modo decisivo il suggestivo videoclip ufficiale, ambientato nella vastità incontaminata di paesaggi lacustri e solitarie strade extraurbane. La narrazione visiva ruota attorno a una protagonista femminile sospesa tra l’ansia paralizzante per il trascorrere inesorabile delle stagioni e la liberazione catartica racchiusa nella promessa solenne che fa da architrave al brano: «Ti ho detto che non dovrai mai aver paura, finché saremo vivi». Con oltre centomila streaming già all’attivo su Spotify e una trilogia di brani di successo (tra cui Forever, Again e Where The Wind Blows), Dario Distasi si conferma un autore di rara sensibilità, capace di trasformare il pop in una bussola emotiva preziosa contro lo smarrimento del nostro tempo.

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