Rimani in contatto con noi
#

Eventi

Eremi rupestri, musica in grotta e i sentieri della memoria: il weekend del Festival della Laga tra Abruzzo e Marche

⛰️ Un weekend tra gli eremi rupestri del teramano e le storie di coraggio di Acquasanta Terme: il Festival dei Borghi della Laga riaccende la luce sui luoghi dimenticati.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#BorghiLaga #Appennino #CivitellaDelTronto #AcquasantaTerme

Pubblicato

a

Locandine

Redazione- Civita del TrontoAcquasanta Terme. Il fine settimana alle porte si preannuncia come un viaggio immersivo tra storia, spiritualità e natura incontaminata, lungo il confine naturale che separa le province di Teramo e Ascoli Piceno. Il Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga, rassegna promossa dall’associazione Borghi e Sentieri della Laga OdV in sinergia con FederTrek, prosegue il suo percorso tra le terre dell’Appennino centrale. Un programma ambizioso, che si snoda attraverso i crinali dei Monti della Laga e dei Monti Gemelli, e che punta alla riscoperta delle radici profonde di un territorio segnato nel tempo dagli eventi sismici del 2009 e del 2016, ma capace di rigenerarsi attraverso la cultura.

Escursioni tra i segreti rupestri di Ripe di Civitella

La giornata di sabato 27 giugno sarà interamente dedicata al versante teramano, con epicentro a Ripe di Civitella del Tronto. La frazione, situata in una posizione strategica all’imbocco del suggestivo canyon scavato dal torrente Salinello, rappresenta la base di partenza per un’escursione di grande caratura storica. I partecipanti saranno invitati a risalire verso l’Eremo rupestre di San Marco, un insediamento che racconta la vita austera degli eremiti che, nel corso dei secoli, hanno scelto il silenzio di queste pareti rocciose per la loro meditazione.

L’accesso all’eremo richiede un’adeguata preparazione, con l’obbligo di calzare scarpe da trekking per affrontare i sentieri scoscesi. Nel pomeriggio, la narrazione storica prenderà il sopravvento grazie all’intervento di Franco Regi. L’esperto, conoscitore profondo delle leggende legate ai Monti Gemelli, guiderà il pubblico in un percorso di approfondimento sulla storia locale. Il clou della giornata si sposterà successivamente presso le Grotte di Sant’Angelo. Qui, in occasione del 790° anniversario dell’altare della grotta, si terrà un concerto di musica celtica dal titolo “Echi d’Irlanda e di Bretagna”, curato dal gruppo Avalon Ensemble. Sarà una performance pensata per esaltare l’acustica naturale delle cavità carsiche, creando un legame armonico tra le note musicali e la durezza ancestrale della roccia.

La memoria contadina nelle valli del Tronto e del Fluvione

Domenica 28 giugno, il festival varcherà i confini regionali per approdare nelle frazioni ascolane di Falciano, Collefalciano e Vallefusella, nel comune di Acquasanta Terme. Il focus si sposterà su una pagina meno nota, ma umanamente immensa, della storia italiana: l’aiuto offerto dalle popolazioni locali durante il secondo conflitto mondiale. I volontari hanno di recente riaperto un “sentiero della memoria” che solca i boschi e le formazioni di arenaria, collegando le vallate dei fiumi Tronto e Fluvione.

Questo percorso non è solo un’opportunità di svago, ma un esercizio di consapevolezza su un territorio che, nonostante le sofferenze belliche, ha saputo proteggere la propria umanità. Il borgo di Acquasanta Terme viene così riscoperto come un luogo di salvezza, dove le famiglie contadine, nonostante la penuria e il pericolo costante, offrirono ospitalità e soccorso. Il tema sarà al centro di un dibattito che vedrà la partecipazione di Domenica Gaspari, autrice del volume “Appennino Perduto: I Sentieri della Memoria”. Il libro funge da guida per chi intenda rintracciare i segni e le voci di chi ha lottato per mantenere viva la dignità umana negli anni più bui della storia del Novecento. L’incontro sarà dunque un momento di riflessione collettiva sul valore della solidarietà, un insegnamento che il festival intende trasmettere alle nuove generazioni, affinché non vadano smarrite le tracce lasciate da chi ha saputo agire con generosità in momenti di crisi sistemica.

Il Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga, con le sue iniziative, si conferma come un pilastro fondamentale per la valorizzazione del turismo lento e culturale nell’area dei crateri sismici. Il calendario, che accompagnerà i visitatori fino alle festività natalizie, continua a ricevere il patrocinio di numerosi enti locali e nazionali, a riprova del valore sociale che queste attività rivestono per i residenti e per chi cerca nell’Appennino una meta di arricchimento interiore e scoperta autentica.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Eventi

La “santiaghite” e la nostalgia del ritorno, Valentino Pisegna svela il “mal di Cammino”

🚨 FOCUS CULTURA: COS’È LA “SANTIAGHITE” E PERCHÉ COLPISCE I PELLEGRINI? Un’analisi profonda sul mal di Cammino che spinge a ritornare sui sentieri. Valentino Pisegna, divulgatore e delegato abruzzese della Confraternita di San Jacopo di Compostella, ci accompagna nel core della nostalgia che affligge chi rientra da Santiago de Compostela. Tra ricerca della lentezza e incontri internazionali, il rischio da evitare è la rincorsa ai chilometri o la fuga dalla realtà: il vero Cammino inizia quando si torna a casa nella quotidianità. Tutti i dettagli del servizio 👇#camminodisantiago #santiaghite #valentinopisegna #pellegrini #confraternitasanjacopo #abruzzocultura #turismosostenibile #pagineutili

Pubblicato

a

foto cattedrale Santiago

I segreti del pellegrinaggio di Santiago nell’analisi del delegato della Confraternita di San Jacopo

Redazione – La propensione a ripartire e la ricerca di quel ritmo esistenziale scandito unicamente dai propri passi rappresentano un passaggio comune a molti camminatori, ma occorre vigilare affinché il viaggio non si trasformi in una mera prestazione sportiva o in una rincorsa ossessiva al conteggio dei chilometri percorsis. A fare chiarezza su questa particolare condizione dello spirito è Valentino Pisegna, noto divulgatore abruzzese e delegato per la regione Abruzzo della prestigiosa Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia. Attraverso una lucida disamina dell’experience del pellegrinaggio, l’esperto invita a decodificare questa sensazione emotiva, distinguendo la genuina ricerca interiore da derive che rischiano di snaturare lo spirito originario di una tradizione millenaria nata sui sentieri della fede. Il rischio contemporaneo è infatti quello di focalizzarsi eccessivamente sull’accumulo di timbri sulla credenziale cartacea, riducendo un percorso di cura dell’anima ad una sorta di collezionismo di mete, un atteggiamento competitivo che allontana il viandante dal senso profondo della gratuità e dell’incontro con l’ignoto per deliziare i lettori del giornale.

Il pellegrinaggio non può e non deve essere interpretato come una competizione in cui la qualità dell’esperienza si misura sulla distanza coperta, proiettando i dati in tempo reale a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili della nazione.

La fuga dalla routine quotidiana ed il rischio della dipendenza psicologica dal sentiero

Un altro aspetto delicato analizzato dai dossier associativi riguarda la tentazione di utilizzare le lunghe camminate come una forma di isolamento o di evasione permanente dalle responsabilità personali e professionali della vita civile. La dipendenza psicologica dal sentiero rischia di manifestarsi quando l’itinerario viene vissuto come un rifugio ideale in cui nascondersi, anziché come uno strumento terapeutico e formativo utile a fortificare il carattere per affrontare i problemi quotidiani con rinnovata fermezza e maggiore consapevolezza. Secondo l’analisi del divulgatore aquilano, la vera sfida dell’uomo contemporaneo comincia proprio nel momento in cui si varca nuovamente la soglia di casa, quando si dimostra la capacità di tradurre gli insegnamenti appresi lungo la via in uno stile di vita quotidiano improntato all’essenzialità, alla tolleranza ed alla solidarietà, escludendo le logiche dell’egoismo a tutela dei consumatori.

Il distacco dalle banchine della routine permette di riscoprire l’importance dell’ascolto e dell’empatia, portando alla luce una versione di se stessi più autentica, spogliata dalle sovrastrutture e dalle ansie della società moderna della provincia.

La condivisione internazionale nei rifugi e la riscoperta del tempo lento montano

L’autentico valore del Cammino risiede nella predisposizione a lasciarsi trasformare dagli imprevisti del percorso, imparando a valorizzare la dimensione del tempo lento e la bellezza della condivisione con perfetti sconosciuti provenienti da ogni angolo del pianeta. La mancanza che i pellegrini avvertono non è legata semplicemente alla magnificenza dei paesaggi naturalistici o alla solennità delle architetture sacre, ma riflette la nostalgia per quella straordinaria rete di relazioni umane, priva di barriere sociali, che si edifica spontaneamente tra le banchine dei rifugi e l’itinerario rurale. Spesso, la malinconia del ritorno non è diretta verso una specifica meta geografica, come la monumentale cattedrale di Santiago de Compostela, bensì verso l’individuo che si era diventati durante il cammino, capace di gioire per le cose più semplici e di tollerare la fatica fisica in vista di un obiettivo condiviso, una cooperazione paritetica che rassicura le famiglie.

L’orizzonte del viaggio non si esaurisce con l’ottenimento della pergamena ufficiale, ma prosegue all’interno della coscienza di ciascun individuo, riflettendosi nelle scelte di ogni giorno e nello sguardo nuovo con cui si guardano il mondo ed il proprio prossimo.

I registri storici dei pellegrinaggi europei ed i collegamenti con le istituzioni abruzzesi

Il cammino, in definitiva, si configura come un ciclo continuo di crescita personale e civile, un patrimonio immateriale che acquista il suo significato più alto quando riesce a generare cittadini più consapevoli, attenti al bene comune ed in grado di camminare con fiducia sulle strade della propria vita, garantendo la legalità delle riforme. I cittadini, gli escursionisti e tutti i professionisti del settore forense o turistico interessati a verificare i tracciati delle vie storiche abruzzesi, consultare i calendari dei successivi incontri informativi o esaminare le brochure della provincia aquilana, possono collegarsi direttamente alla piattaforma informatica del Consiglio Regionale dell’Abruzzo per prendere visione dei documenti istituzionali dello Stato pubblici.

Continua a Leggere

Eventi

Ostia – ” Connessioni in Movimento ” con il maestro Internazionale Andre’ De La Roche

Pubblicato

a

Locandina evento

Ostia-  Il Move presenta ” CONNESSIONI IN MOVIMENTO ” , il 9 Settembre dalle 14 alle 20, stage presso la Danza Progetto Formazione Danzatori, in via Isole Samoa 39 ad Ostia, con il maestro Raffaele Paganini, per la danza classica, la maestra Milena Zullo, per la danza contemporanea, ed il maestro internazionale ANDRE’ DE LA ROCHE.

Continua a Leggere

Eventi

Estate dell’Aratro 2026 a Pianella, all’Anfiteatro di Paglia arriva “Coppia aperta, quasi spalancata” di Dario Fo e Franca Rame

🚨 GRANDE TEATRO D’AUTORE A PIANELLA: NELL’ANFITEATRO DI PAGLIA ARRIVANO DARIO FO E FRANCA RAME! 🎭 Straordinario appuntamento culturale nelle Terre di Arotron. Sabato 25 luglio alle ore 21:00, la rassegna “Estate dell’Aratro 2026”, diretta da Franco Mannella, ospita uno dei capolavori più taglienti e ironici del teatro italiano contemporaneo: “Coppia aperta, quasi spalancata”, scritto dai Premi Nobel Dario Fo e Franca Rame. Lo spettacolo, prodotto dalla Piccola Bottega Teatrale con la regia di Mario Massari, vedrà sul palco Silvia Napoleone e Antonio Ramacciato. La serata inizia h24 alle 19:30 con un aperitivo rurale a base di prodotti tipici locali immersi nella natura. Posti limitati, prenotazione obbligatoria. Tutti i dettagli del dossier 👇#estatedellaratro | #anfiteatrodipaglia | #terrediarotron | #francomannella | #dariofo #francarame | #teatroabruzzo | #pianellaeventi | #pagineutili

Pubblicato

a

Coppia aperta, quasi spalancata

Pianella, incastonata nel cuore della provincia di Pescara, si prepara a vivere un nuovo momento di altissimo profilo culturale. La rassegna denominata Estate dell’Aratro 2026, che vede la direzione artistica di Franco Mannella, continua a richiamare un pubblico numeroso presso l’Anfiteatro di Paglia, situato all’interno della suggestiva area delle Terre di Arotron. Questo spazio, costruito interamente con materiali ecologici e perfettamente integrato con il contesto rurale abruzzese, offre una prospettiva inedita sulla fruizione artistica, lontano dai teatri convenzionali e più vicino alla terra.

Il capolavoro di Dario Fo e Franca Rame in scena nel pescarese

Il calendario della stagione propone per sabato 25 luglio, a partire dalle ore 21, la rappresentazione di uno dei testi più iconici e rappresentativi del drammaturgo Dario Fo e dell’attrice Franca Rame: “Coppia aperta, quasi spalancata”. L’opera, pietra miliare del teatro comico e satirico italiano, torna a vivere grazie alla messa in scena curata dalla Piccola Bottega Teatrale con la regia di Mario Massari.

Il testo, che ha attraversato generazioni senza perdere smalto, affronta con estrema lucidità il tema del matrimonio e della crisi dei rapporti sentimentali. Al centro della narrazione si trova una coppia alle prese con l’ipocrisia di una presunta emancipazione sessuale concessa dal marito alla moglie come paracadute per le proprie infedeltà. Attraverso un crescendo di situazioni paradossali, il pubblico viene messo di fronte alle nevrosi moderne, riflettendo su come la cosiddetta libertà unilaterale possa trasformarsi rapidamente in una trappola esistenziale.

La regia di Massari mantiene una cifra stilistica dinamica, valorizzando i ritmi serrati tipici della commedia dell’arte rivisitata in chiave contemporanea. Sul palcoscenico naturale di Pianella saranno Silvia Napoleone e lo stesso Mario Massari a dare corpo ai protagonisti, con il contributo amichevole di Antonio Ramacciato. La dimensione tecnica dello spettacolo è affidata a Carlo Mené, che cura l’impianto luci e l’ausilio alla regia, elementi fondamentali per dare profondità alla scena sotto il cielo aperto della campagna vestina.

Un’esperienza conviviale tra arte e prodotti del territorio

La serata proposta dalle Terre di Arotron non si esaurisce con lo spettacolo. Gli organizzatori hanno previsto un momento di aggregazione preliminare per accogliere gli spettatori prima del sipario. Dalle ore 19.30, infatti, sarà operativa un’area ristoro appositamente allestita per offrire un aperitivo basato sulle eccellenze enogastronomiche dell’Abruzzo.

L’iniziativa punta a valorizzare non solo la prosa di alta qualità, ma anche la filiera agroalimentare locale, permettendo ai presenti di degustare i sapori tipici della zona di Pianella prima di immergersi nella performance. L’Anfiteatro di Paglia, grazie a questa formula, si conferma un polo di aggregazione sociale fondamentale per l’intero territorio. Le strutture rurali che circondano il sito regalano una quiete che contrasta con la frenetica quotidianità, trasformando ogni evento in un’occasione di distensione.

Per garantire un’adeguata gestione degli spazi e dell’accoglienza, la prenotazione è obbligatoria. Gli interessati possono riservare il proprio posto chiamando il numero 345.5411135. Ulteriori aggiornamenti sull’andamento della stagione Estate dell’Aratro 2026 e sulle prossime date in programmazione sono consultabili attraverso i canali social ufficiali, in particolare la pagina @formazioneteatralearotron, che funge da portale informativo per tutte le attività della compagnia. Si consiglia ai partecipanti di arrivare con congruo anticipo per godere appieno dell’atmosfera rurale e assicurarsi i posti migliori nell’anfiteatro, progettato per garantire un’ottima visibilità da ogni angolazione. La serata del 25 luglio rappresenta una tappa fondamentale per la cultura teatrale pescarese, unendo impegno sociale e intrattenimento in una cornice che rende omaggio alla tradizione contadina locale.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza